Progettazione di opere pubbliche: nel 2025 gare per 2,8 miliardi di euro
A dicembre boom con 708,7 milioni. Presidente Oice: ‘invertito il trend negativo del 2024, speriamo non rimanga un caso isolato’
L’Osservatorio 2025 OICE: +47,1% sul 2024
Il dato arriva dall’aggiornamento di fine anno dell’Osservatorio OICE/Informatel, che monitora il mercato delle gare pubbliche per servizi di ingegneria e architettura e restituisce un quadro nettamente migliore rispetto al 2024.Nel dato di valore rientrano sia i servizi puri di architettura e ingegneria sia la progettazione esecutiva affidata tramite appalto integrato (stimata e inclusa nei conteggi dell’Osservatorio).
Il mese di dicembre 2025 segna un picco senza precedenti nel periodo recente: sommando il valore delle gare per servizi di ingegneria e architettura (708,7 milioni di euro) con la progettazione esecutiva stimata negli appalti integrati (13,0 milioni di euro), si arriva a 721,7 milioni di euro. Il dato evidenzia una forte accelerazione: +294,4% rispetto a novembre 2025 e +161,5% rispetto a dicembre 2024.
Tra i bandi di importo più elevato spiccano due accordi quadro: uno del Ministero della Difesa (19 lotti) per Direzione Lavori da 135,2 milioni di euro e uno di Anas (3 lotti) per CSE e gestione dei flussi informativi legati a nuove opere, da 94 milioni di euro.
OICE: ‘inversione di tendenza e attenzione ai nodi strutturali’
Il presidente OICE, Giorgio Lupoi, sottolinea che il 2025 ha invertito nettamente il trend negativo del 2024, anche oltre le stime formulate nei mesi precedenti, grazie a un dicembre particolarmente dinamico.Accanto alla lettura positiva - legata anche alla coda del PNRR e ad opere comunque destinate a proseguire con altri finanziamenti - OICE richiama però alcuni punti critici che incidono direttamente sul lavoro delle società e dei professionisti:
- il forte aumento degli accordi quadro, con il tema della certezza delle attivazioni e delle garanzie richieste;
- la necessità di anticipazioni (quando richieste dall’operatore economico) a livelli più adeguati, indicati almeno al 20%;
- la persistenza di bandi anomali, in un quadro in cui l’eccesso di discrezionalità delle stazioni appaltanti rischia di creare problemi su par condicio, concorrenza e accesso al mercato.
Gare UE: nel 2025 cresce soprattutto il valore
Un indicatore importante riguarda le gare UE, che nel 2025 mostrano una crescita marcata rispetto al 2024: +66,5% in valore e +12,1% in numero. Nel solo mese di dicembre, in un contesto di sostanziale stabilità del numero di gare UE su base annua, l’Italia registra 208 bandi, con +67,7% rispetto al mese precedente e +34,2% rispetto a dicembre 2024.Servizi di ingegneria e architettura: meno gare, importi più alti
Guardando alle gare per soli servizi di ingegneria e architettura (esclusi gli appalti integrati), dicembre 2025 si chiude con 293 bandi per 708,7 milioni di euro, con un balzo del +173,5% in valore su dicembre 2024 e del +351,2% in valore su novembre 2025.Nel complesso del 2025, i bandi per servizi puri risultano 2.363 per 2.650,7 milioni di euro. Il confronto con il 2024 mostra una dinamica tipica di fase di mercato “selettiva”: numero in calo (-12,0%) ma valore in crescita (+56,8%).
Il segmento della sola progettazione evidenzia un andamento molto positivo. A dicembre l’Osservatorio rileva un’impennata del mercato: +299,8% rispetto a novembre 2025 e +229,2% rispetto a dicembre 2024.
Nel totale annuo 2025, i 1.073 bandi emessi raggiungono 889,9 milioni di euro: il valore cresce dell’83,2% sul 2024, con un aumento più contenuto del numero (+5,3%).
Accordi quadro: più che raddoppiati e sempre più pesanti
Il dato forse più significativo per struttura del mercato è quello sugli accordi quadro, che nel 2025 arrivano a 1.580,2 milioni di euro: un incremento del +158,9% in valore rispetto al 2024 (con crescita anche nel numero, +72,4%).A dicembre, i bandi per accordo quadro sono 114 (il 38,9% dei bandi del mese per servizi di ingegneria e architettura), ma valgono 561,3 milioni, cioè il 79,2% del valore complessivo mensile dei servizi. Su base annua, gli accordi quadro rappresentano il 17,4% in numero (412 bandi) e il 59,6% in valore (1.580,2 milioni di euro).
Per i progettisti e le società, questo spostamento implica maggiore attenzione a: condizioni di attivazione, requisiti, garanzie e sostenibilità economico-finanziaria lungo l’orizzonte dell’accordo.
Appalti integrati: la progettazione esecutiva resta in calo
Sul fronte degli appalti integrati, a dicembre 2025 le gare rilevate sono 79, con progettazione esecutiva stimata in 13,0 milioni. Rispetto a novembre si nota una flessione del 49,8% del valore dei servizi e un aumento dell’88,1% nel numero delle gare.Nel confronto con dicembre 2024 la tendenza resta negativa: -22,8% in valore e -6,0% nel numero.
Nel totale 2025, la progettazione esecutiva inclusa negli appalti integrati vale 171,8 milioni, in calo del -24,8% sul 2024. I bandi sono 732, con una flessione del -8,0%.
Il presidente OICE, Giorgio Lupoi, commenta così i dati di dicembre:
“Siamo particolarmente soddisfatti che il 2025 sia andato ben oltre le nostre previsioni, invertendo nettamente, con quasi un +50%, il dato del 2024 che a questo punto speriamo rimanga un caso isolato: tre mesi fa avevamo stimato un 2025 a 2,1 mld. ma nel mese di dicembre le stazioni appaltanti sono state particolarmente dinamiche determinando un’accelerazione mai vista negli anni scorsi. Il quadro è quindi positivo, sia per la “coda” del Pnrr e delle altre opere programmate, che comunque saranno portate a termine tramite altre forme di finanziamento, sia per questi nuovi bandi.
Tre punti vanno però evidenziati come fra i più critici: il raddoppio degli accordi quadro rende sempre attuale il tema della certezza delle attivazioni e delle garanzie richieste, spesso eccessive; l’aumento della domanda e la necessità di attrezzarsi per farvi fronte riporta alla necessità di anticipazioni obbligatorie, quando richieste dall’operatore economico, e di livello almeno pari al 20% come negli altri settori; il livello di bandi anomali rimane inalterato, segno che la deregulation del codice appalti e l’eccesso di discrezionalità assegnato alle stazioni appaltanti crea più problemi che benefici soprattutto in tema di par condicio, di concorrenza e di accesso al mercato. Su questi temi nel 2026 ci impegneremo formulando proposte per migliorare il quadro normativo e confidiamo anche nel varo del bando-tipo 2 da parte dell’Anac”.