Aree idonee per le rinnovabili, approvata la nuova disciplina
Ok definitivo del Parlamento alla legge per l’individuazione delle zone adatte ad ospitare gli impianti. Regole più severe per agrivoltaico e superfici agricole
La Legge di conversione, approvata dal Senato l’8 gennaio, riscrive diversi punti controversi del DL 175/2025, molti dei quali erano stati contestati dagli operatori del settore. In particolare, il testo interviene sulle regole per le aree agricole e per l’agrivoltaico.
Aree idonee, aree agricole, agrivoltaico
Nella Legge di conversione viene esplicitato che, quando le Regioni individuano aree agricole idonee (entro il range 0,8% - 3% della SAU), nel calcolo devono ricomprendere anche le superfici su cui insistono impianti agrivoltaici. Nel DL la percentuale SAU era prevista, ma senza il richiamo alle superfici con agrivoltaico. Questa scelta può incidere su quanta nuova superficie agricola “resta” qualificabile come idonea a livello regionale.Agrivoltaico: asseverazione e controlli comunali
Per gli impianti agrivoltaici, viene introdotta una asseverazione, da allegare alla documentazione progettuale, che attesti che l’impianto garantisce almeno l’80% della produzione lorda vendibile (PLV). Inoltre, è previsto un sistema di controlli comunali nei cinque anni successivi per verificare la continuità dell’attività agricola.Resta fermo il principio per cui, in aree agricole, la variazione di area non è consentita per impianti fotovoltaici a terra nell’ambito di interventi di modifica/potenziamento.
Le modifiche chiariscono che un divieto/limitazione collegato ad aree agricole di “elevato valore agricolo” non si applica ai procedimenti autorizzativi già in corso, richiamando anche il perimetro dei procedimenti ex art. 14-quinquies della Legge 241/1990.
Aree idonee “non agricole”: estensione alle aree industriali
Una modifica considerata “chiave” dal settore riguarda l’ampliamento delle aree “idonee” attorno a stabilimenti e impianti industriali, eliminando il riferimento al requisito dell’AIA presente nel Decreto-Legge. Nel DL, infatti, il passaggio citava esplicitamente impianti industriali “sottoposti ad autorizzazione integrata ambientale”.
Criticità ancora aperte
Nella Legge di conversione sulle aree idonee viene ribadito che i regimi/benefici connessi all’essere in area idonea si applicano solo se l’impianto ricade interamente in area idonea; se ricade solo parzialmente, tali benefici non si applicano.Vincoli paesaggistici: perimetri tutelati e fascia di 500 mt
Restano confermate le disposizioni che impediscono alle Regioni di qualificare come idonee le aree nel perimetro dei beni tutelati e, per il fotovoltaico, anche in una fascia di 500 metri; inoltre, pesano i possibili contrasti con le norme dei piani paesaggistici.Altre modifiche alla disciplina delle aree idonee a ospitare impianti da fonti rinnovabili, introdotte in sede di conversione in Legge, riguardano aspetti formali e di procedura. Tra queste, segnaliamo l’attivazione di una piattaforma digitale e di un sistema di monitoraggio sull’avanzamento dell’individuazione delle aree idonee.
Italia Solare: ‘la normativa approvata non soddisfa il settore’
Secondo ITALIA SOLARE, associazione dedicata al fotovoltaico, le modifiche approvate “restituiscono un quadro ancora incerto e bisognevole di aggiornamento”.L’associazione apprezza la salvaguardia dei procedimenti autorizzativi in corso e l’estensione della qualificazione di “idonee” alle aree circostanti tutti gli impianti e stabilimenti industriali (non più solo quelli legati all’AIA) ma segnala come elemento critico la norma che, nel computo delle aree agricole idonee a livello regionale, fa rientrare anche le superfici con impianti agrivoltaici, ritenendola potenzialmente ostativa alla diffusione dell’agrivoltaico.
Tra i nodi che, secondo l’associazione, restano irrisolti, ci sono: la questione delle connessioni alla rete, che rischia di rendere “di scarsa utilità” la qualificazione delle aree idonee se anche brevi tratti di opere (es. interrate) ricadono fuori perimetro; le limitazioni legate ai vincoli paesaggistici e alla fascia di 500 metri per il fotovoltaico, che potrebbero rendere difficile per alcune Regioni individuare superfici idonee sufficienti.
Nel comunicato, il Presidente Paolo Rocco Viscontini sintetizza così la posizione:
“Siamo delusi, famiglie e imprese hanno bisogno di energia a basso costo e il fotovoltaico è la più economica opzione per la produzione di elettricità, con un potenziale enorme. Una equilibrata individuazione delle aree idonee è passaggio fondamentale per diffondere il fotovoltaico, nel rispetto del paesaggio e dell’agricoltura. Ma ci sembra che, ancora una volta, si sia proceduto frettolosamente e senza una chiara strategia”.