Prezzario nazionale, CNAPPC: ‘è una leva strategica per la qualità’
Architetti a confronto con Regioni, Province autonome e ITACA su omogeneità dei criteri, innovazione e corretta applicazione dei listini per la progettazione
È l’obiettivo del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) che, il 28 gennaio scorso, ha incontrato i rappresentanti di Regioni, Province autonome e ITACA per rendere più strutturate le collaborazioni tra organismi tecnici e Ordini professionali, portando il punto di vista di chi i prezzari li usa ogni giorno in progettazione, gare e concorsi.
Prezzari regionali, le criticità
Dopo l’entrata in vigore del Codice dei contratti (Dlgs 36/2023), che ha ulteriormente rafforzato la centralità dei prezzari, prevedendone l’utilizzo in tutti i livelli di progettazione e introducendo criteri condivisi per la redazione di prezzari più omogenei e confrontabili sul territorio nazionale, il CNPPC ha realizzato una ricognizione sui 21 prezzari regionali e delle Province autonome.L’analisi mostra situazioni di disomogeneità con differenze significative non solo nella codifica e nelle descrizioni delle lavorazioni, ma anche nell’incidenza delle risorse e nei fattori che concorrono alla determinazione del prezzo finale, comprese le spese generali.
Tutto ciò con ricadute concrete sull’attività dei professionisti, chiamati a operare su più territori attraverso incarichi, gare e concorsi di progettazione, e a confrontarsi con un quadro normativo in continua evoluzione, che comporta un crescente impegno in termini di tempi, competenze e risorse.
Nonostante una crescita complessiva di razionalizzazione delle strutture dei prezzari, permangono significative differenze territoriali, mentre forme di collaborazione tra Regioni, Province autonome, strutture tecniche e Ordini professionali pur già presenti nei territori, sia a livello regionale sia interregionale, devono essere ancora pienamente strutturate.
La necessità di un Prezzario Nazionale dei lavori pubblici
Nel ciclo di vita delle opere pubbliche, i prezzari sono un riferimento che incide sin dalle prime scelte: dalla fattibilità tecnico-economica alla definizione del quadro economico, fino alle basi di gara e alla gestione dell’esecuzione. In questa prospettiva, la discussione avviata sul futuro prezzario nazionale dei lavori pubblici intercetta un tema molto concreto per progettisti e stazioni appaltanti: la congruità delle lavorazioni e la coerenza tra progetto, computo e condizioni di gara.CNAPPC: ‘i prezzari non sono contabilità, ma qualità del progetto’
Per Massimo Crusi, Presidente del CNAPPC,“i prezzari devono essere considerati non come meri strumenti contabili, ma come leve strategiche per la qualità del progetto, per la corretta applicazione in fase progettuale, della revisione dei prezzi e per la tutela dell’equo compenso nei servizi di architettura e ingegneria, in coerenza con i principi del Codice dei contratti pubblici. La qualità delle opere pubbliche è infatti strettamente connessa alla congruità economica delle lavorazioni, alla chiarezza delle analisi dei prezzi e alla correttezza delle condizioni poste a base di gara sin dalle fasi iniziali della progettazione. Obiettivo primario dell’iniziativa è l’informazione per promuovere sempre più la consapevolezza che la qualità dell’opera non può fare a meno di prezziari sempre più aggiornati all’innovazione tecnologica, dei materiali e delle lavorazioni, e di una corretta applicazione da parte dei Professionisti. Di conseguenza la formazione professionale sul tema assume un ruolo strategico”.
Il ruolo dei prezzari nella fattibilità e nei quadri economici di gara
Tiziana Campus, Consigliera Segretaria, Responsabile del Dipartimento Lavori pubblici, concorsi, ONSAI ribadisce come l’utilizzo dei prezzari rappresenti un elemento centrale per la realizzazione di Opere pubbliche di qualità incidendo in modo determinante sia sulla fattibilità delle scelte progettuali, sia sulla corretta definizione dei quadri economici posti a base di gara.“Rappresenta, anche uno strumento utilizzato non solo dai professionisti, ma anche dalle imprese, quale raccolta strutturata di materiali, lavorazioni e prescrizioni tecniche a supporto delle scelte progettuali che possono formulare offerte consapevoli e sostenibili, contribuendo a una più ordinata fase esecutiva e alla riduzione di varianti, contenziosi e criticità in corso d’opera”.
Prezzario Nazionale dei lavori pubblici, a cosa serve
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto il prezzario nazionale dei lavori pubblici, un listino “recante il costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni relativi agli appalti di lavori”. La funzione dichiarata non è sostituire i listini territoriali, ma costruire un riferimento tecnico comune per ridurre disomogeneità e oscillazioni non motivate.In particolare, il prezzario nazionale mira a:
- garantire un monitoraggio dei costi delle opere pubbliche sull’intero territorio;
- promuovere equilibrio contrattuale e sostenibilità dei quadri economici nel medio-lungo periodo;
- coordinare la definizione dei prezzari regionali e dei prezzari speciali.
Decreto entro giugno 2026 e aggiornamento annuale
La norma prevede che il prezzario nazionale sia definito con decreto MIT, di concerto con MEF, previo parere della Conferenza Unificata, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio, cioè entro la fine di giugno 2026.Il Prezzario nazionale dovrà essere redatto in coerenza con i criteri dell’Allegato I.14 del Codice dei contratti e aggiornato con cadenza annuale. L’aggiornamento annuale punta a mantenere allineati i riferimenti di prezzo alle dinamiche di mercato, riducendo il rischio che i listini inseguano con ritardo variazioni significative.