DdL Architettura, CNAPPC: “L’architettura è un bene pubblico”
NORMATIVA
DdL Architettura, CNAPPC: “L’architettura è un bene pubblico”
In Parlamento il Consiglio Nazionale degli Architetti interviene su qualità del progetto, concorsi di progettazione e ricadute di interesse collettivo
Vedi Aggiornamento
del 05/02/2026
04/02/2026 - Torna al centro del dibattito parlamentare la proposta di una legge nazionale per l’architettura, nel corso di un’audizione del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) al Senato sul DdL Architettura.
L’intervento si inserisce nell’esame dei disegni di legge in discussione in Parlamento, finalizzati a definire un quadro normativo volto a riconoscere l’architettura come bene di pubblico interesse.
L’architettura incide infatti sul benessere sociale, sulla sicurezza degli spazi e sulla tutela del territorio, contribuendo in modo diretto allo sviluppo sostenibile e alla qualità dell’abitare.
Un principio ribadito dal presidente del CNAPPC, Massimo Crusi, secondo cui «l’Architettura di qualità è un diritto dei cittadini» e l’adozione di una legge nazionale «non è un favore agli Architetti, ma una necessità per l’intera società».
Per Crusi, il tema non riguarda la definizione di regole o l’esclusione di categorie professionali, ma la tutela del valore culturale dell’architettura, capace di produrre effetti positivi nella quotidianità delle persone, delle comunità e nel welfare urbano.
In questo quadro, i concorsi di progettazione sono indicati come lo strumento più efficace per selezionare interventi coerenti con le esigenze sociali, economiche e paesaggistiche, superando logiche basate esclusivamente sul curriculum e valorizzando il progetto, il merito, l’innovazione e la multidisciplinarità.
Il Consiglio Nazionale degli Architetti, precisando che la legge non è finalizzata a tutelare una categoria professionale, ma deve garantire ai cittadini opere di qualità, sicure, funzionali e sostenibili, è favorevole ad un approccio integrato, nel quale le diverse competenze professionali trovino adeguata valorizzazione, e indica nei concorsi di progettazione lo strumento più efficace per selezionare e coordinare il lavoro di gruppi di progetto con competenze diversificate.
Nel primo caso è prevista una deroga al Codice degli Appalti per facilitare il ricorso ai concorsi, mentre il secondo non introduce modifiche al quadro vigente.
Secondo il CNAPPC, questa divergenza comporterebbe il rischio di produrre una riduzione del numero dei concorsi, indebolendo uno strumento ritenuto essenziale per garantire qualità architettonica e interesse pubblico.
Secondo il CNAPPC, l’assenza di un quadro normativo unitario ha finora limitato il riconoscimento dell’architettura come valore culturale e sociale, già integrato nelle politiche pubbliche di molti altri Stati membri.
In questo quadro, il DdL Architettura sarà utile per rendere la qualità progettuale un diritto dei cittadini e orientare lo sviluppo del territorio verso criteri di sostenibilità, interesse collettivo e qualità complessiva dell’opera.
L’intervento si inserisce nell’esame dei disegni di legge in discussione in Parlamento, finalizzati a definire un quadro normativo volto a riconoscere l’architettura come bene di pubblico interesse.
DdL Architettura e qualità del progetto
Secondo il Consiglio Nazionale degli Architetti, il DdL Architettura rappresenta un passaggio chiave per riconoscere la qualità progettuale come elemento strutturale della vita urbana.L’architettura incide infatti sul benessere sociale, sulla sicurezza degli spazi e sulla tutela del territorio, contribuendo in modo diretto allo sviluppo sostenibile e alla qualità dell’abitare.
Un principio ribadito dal presidente del CNAPPC, Massimo Crusi, secondo cui «l’Architettura di qualità è un diritto dei cittadini» e l’adozione di una legge nazionale «non è un favore agli Architetti, ma una necessità per l’intera società».
Per Crusi, il tema non riguarda la definizione di regole o l’esclusione di categorie professionali, ma la tutela del valore culturale dell’architettura, capace di produrre effetti positivi nella quotidianità delle persone, delle comunità e nel welfare urbano.
In questo quadro, i concorsi di progettazione sono indicati come lo strumento più efficace per selezionare interventi coerenti con le esigenze sociali, economiche e paesaggistiche, superando logiche basate esclusivamente sul curriculum e valorizzando il progetto, il merito, l’innovazione e la multidisciplinarità.
Concorsi e approccio multidisciplinare
Sul tema della multidisciplinarità, il CNAPPC ha richiamato le osservazioni del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che evidenziavano il rischio di un’impostazione normativa in grado di attribuire una centralità prevalente alla figura dell’architetto, anche in interventi caratterizzati da un rilevante contenuto tecnico e ingegneristico.Il Consiglio Nazionale degli Architetti, precisando che la legge non è finalizzata a tutelare una categoria professionale, ma deve garantire ai cittadini opere di qualità, sicure, funzionali e sostenibili, è favorevole ad un approccio integrato, nel quale le diverse competenze professionali trovino adeguata valorizzazione, e indica nei concorsi di progettazione lo strumento più efficace per selezionare e coordinare il lavoro di gruppi di progetto con competenze diversificate.
Codice degli Appalti e differenze tra i disegni di legge
Particolare attenzione è riposta sul confronto tra i disegni di legge AS 1112 sulla valorizzazione dell'architettura e della progettazione e AS 1711 sull’architettura e sulla Rinascenza urbana, entrambi in esame al Senato.Nel primo caso è prevista una deroga al Codice degli Appalti per facilitare il ricorso ai concorsi, mentre il secondo non introduce modifiche al quadro vigente.
Secondo il CNAPPC, questa divergenza comporterebbe il rischio di produrre una riduzione del numero dei concorsi, indebolendo uno strumento ritenuto essenziale per garantire qualità architettonica e interesse pubblico.
Il ritardo dell’Italia rispetto al contesto europeo
Nel panorama europeo, l’Italia è tra i pochi Paesi a non essersi ancora dotata di una legge nazionale per l’architettura.Secondo il CNAPPC, l’assenza di un quadro normativo unitario ha finora limitato il riconoscimento dell’architettura come valore culturale e sociale, già integrato nelle politiche pubbliche di molti altri Stati membri.
Architettura e welfare urbano
Secondo il CNAPPC, l’architettura contribuisce in modo concreto al welfare urbano, migliorando sicurezza, funzionalità e qualità degli spazi costruiti.In questo quadro, il DdL Architettura sarà utile per rendere la qualità progettuale un diritto dei cittadini e orientare lo sviluppo del territorio verso criteri di sostenibilità, interesse collettivo e qualità complessiva dell’opera.