Carrello 0

Scheda Normativa

News Correlate

02/12/2013
Un geologo in ogni Comune, presentato il progetto di legge

Il Presidente del CNG Gian Vito Graziano: ‘includere la geologia nelle scelte di sviluppo per il Paese’

Bozza non ancora in vigore 27/11/2013

Monitoraggio e salvaguardia del territorio per la mitigazione del dissesto idrogeologico e la prevenzione dalle catastrofi naturali

Nota Preliminare
Il presente testo, senza voler assolvere a compiti e funzioni pertinenti ad altre strutture, vuole evidenziare alcuni criteri cui dovrebbe ispirarsi la norma in materia di difesa del suolo.

Relazione introduttiva
La comunità italiana che vive quotidianamente in condizioni di rischio chiede di affrontare un problema che non è più rimandabile e che si ripresenta, ormai di frequente, in ogni parte d'Italia.
Dobbiamo infatti ricordare che la gestione del territorio non è un costo ma un volano per l'economia oltre che indicativo del grado di civiltà di una nazione.
Nel secolo XXI la geologia può, e deve, essere chiamata a mettere a disposizione quei contri-buti che la stessa società chiede in relazione ad una visione organica ed integrata del territorio e della sua gestione.
Vivere in un territorio sicuro è un diritto fondamentale di tutti i cittadini. Ciononostante negli ultimi anni abbiamo assistito, praticamente impotenti, al ripetersi di grandi sciagure con danni materiali e morti che rimangono all'attenzione della pubblica opinione giusto lo spazio di un mattino per fare analisi superficiali o per prendere impegni disattesi però dal giorno dopo.
A partire dagli anni ottanta l’Italia subisce danni sempre più rilevanti, che costano mediamente 3,5 miliardi/anno con effetti significativi per l’economia nazionale. Sono 6.633 (82%) i comuni in pericolo per il dissesto idrogeologico ed interessano 2.951.700 ettari (9,8% del territorio nazionale); oltre la metà degli italiani vive in aree soggette ad alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, fenomeni vulcanici e persino maremoti.

Negli ultimi 80 anni si sono verificati circa 5.400 alluvioni e 11.000 frane.
All’Italia tutto questo costa e fa debito pubblico. I dati ufficiali del catalogo storico degli eventi geo-idrologici di oltre un millennio, realizzato dal Dipartimento della protezione civile e Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del CNR, segnalano 1.676 frane avvenute fra l’843 e il 2012 che hanno causato oltre 17.500 tra morti, feriti e dispersi in almeno 1.450 località e 1.346 inondazioni verificatesi fra il 589 e il 2012, con più di 42.000 vittime e 1.040 località. Fra il 1960 e il 2012, periodo per il quale il catalogo è sostanzialmente completo, tutte le 20 regioni italiane hanno subito eventi fatali: 541 inondazioni in 451 località di 388 Comuni che hanno causato 1.760 vittime (762 morti, 67 dispersi, 931 feriti), e 812 frane in 747 località di 536 Comuni con 5.368 vittime (3.413 morti compresi i 1.917 dell’evento del Vajont del 1963, 14 dispersi, 1.941 feriti);
Secondo i dati del Ministero dell’Ambiente le persone esposte ad un elevato rischio idrogeologico sono almeno 6 milioni e gli edifici a rischio sono circa 1,2 milioni. Le aree ad elevato rischio sismico sono ben oltre il 50% del territorio nazionale e interessano il 36% dei comuni; le persone esposte ad un elevato rischio sismico sono 22 milioni e gli edifici a rischio sono 5,5 milioni, fra i quali ovviamente scuole ed ospedali.
A queste informazioni già di per se assolutamente drammatiche, si aggiunge lo stato delle co-ste, che hanno subito attraverso una urbanizzazione sfrenata (non rispettando i vincoli imposti della cosiddetta “Legge Galasso” L. n. 431/1985), un’erosione dal 1985 ad oggi di ben 160 km di litorale; in 8 regioni italiane tra Adriatico e Tirreno, ben 1800 km di coste sono state tra-sformate dall’urbanizzazione. Si tratta di oltre il 55% delle coste analizzate”.
I numeri recentemente pubblicati nell'annuario dei dati ambientali 2012 dell'Ispra dicono che in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 mq al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo.
Significa che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze.
L’elaborazione ISPRA per l’anno 2012, evidenzia in maniera chiara ed inequivocabile la stima (1.960,76 Mln €) delle risorse necessarie per il ripristino dei danni avvenuti sul nostro territo-rio e dei fondi (550,756 Mln €) concretamente stanziati. Si tratta solo dei dati 2012.

Infine, il dato più drammatico, la perdita di vite umane.
Realizzare e tutelare l’equilibrio territoriale e, quindi, assicurare la vita ed i beni dei cittadini è un preciso dovere al quale il Governo non può e non deve assolutamente sottrarsi.

Per questo motivo si è arrivati alla conclusione che è assolutamente necessaria la costituzione dell’Ufficio Geologico Territoriale di zona che si prefissano il compito di:

1. Effettuare un lavoro di monitoraggio territoriale ai fini delle attività di valutazione (pre-visione) e prevenzione dei rischi geologici o qualsivoglia forma di calamità naturale;
2. Effettuare il presidio territoriale idrogeologico, previsto dalla direttiva della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 27/02/2004 recante indirizzi operativi per la gestione or-ganizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale, statale e regionale per il rischio idrogeologico ai fini della protezione civile, assicurando, attraverso un’adeguata attività di ricognizione del territorio di competenza, il monitoraggio continuativo dei movimenti franosi e delle piene, attesi o in atto; individuare ed organizzare in tempo reale i necessari servizi di contrasto, in particolare di pronto intervento e di prevenzione non strutturale;
3. Compiere azioni di vigilanza sulla rete idrografica secondaria;
4. Partecipazione, a richiesta, a progetti di studio e ricerca condotti da Istituti, Servizi Tecnici, Enti di Ricerca, Dipartimenti Universitari, Enti Pubblici per le finalità attribui-te al Servizio;
5. Supportare gli uffici di protezione civile comunali nella predisposizione e piena attua-zione dei piani di emergenza;
6. Supportare gli uffici tecnici dei comuni di competenza nella programmazione di inter-venti di mitigazione preventiva nelle aree a rischio idrogeologico;
7. Individuare le aree a pericolosità e rischio idrogeologico presenti nel territorio di com-petenza, sp [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Gen2 Home
Supporto mosaici

NEWS NORMATIVA

24/9 - Box auto, bonus ristrutturazione solo se realizzato ‘ex-novo’

Agenzia delle Entrate: no alla detrazione se l’impresa ha costruito l’autorimessa riconvertendo un edificio preesistente

21/9 - Antisismica, no alle semplificazioni per le piccole opere

La Cassazione boccia le norme regionali che consentono di non valutare l’opera nel suo complesso


HPU Hybrid
Schuco ASE 67 PD