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17/05/2019
La Sicilia approva la legge per la semplificazione amministrativa

Novità per: silenzio-assenso, Scia, responsabilità dei funzionari, conflitto di interessi

Bozza non ancora in vigore 14/05/2019 n. 366/A

Regione Siciliana - Disposizioni per i procedimenti amministrativi e la funzionalità dell'azione amministrativa

Art. 1.
Ambito di applicazione e principi generali dell'attività
amministrativa

1. L'attività amministrativa della Regione, degli
enti, istituti e aziende dipendenti dalla Regione e/o
comunque sottoposti a controllo, tutela o vigilanza
della medesima, degli enti locali territoriali e/o
istituzionali nonché degli enti, istituti e aziende da
questi dipendenti o comunque sottoposti a controllo,
tutela o vigilanza, persegue i fini determinati dalla
legge ed è retta da criteri di efficienza, di
economicità, di efficacia, di pubblicità, di
imparzialità e di trasparenza secondo le modalità
previste dalla presente legge, dalle altre disposizioni
che disciplinano i singoli procedimenti e dai principi
della normativa dell'Unione europea. Le disposizioni
della presente legge si applicano, altresì, alle società
con totale o prevalente capitale pubblico, limitatamente
all'esercizio delle funzioni amministrative. I soggetti
privati preposti all'esercizio di attività
amministrative assicurano il rispetto dei predetti
criteri e principi.

2. La pubblica amministrazione, nell'adozione di
atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme
di diritto privato salvo che la legge disponga
diversamente.

3. La pubblica amministrazione non può aggravare il
procedimento se non per straordinarie e motivate
esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.

Art. 2.
Tempi di conclusione del procedimento

1. Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad
una istanza, ovvero debba essere iniziato d'ufficio, la
pubblica amministrazione ha il dovere di concluderlo
mediante l'adozione di un provvedimento espresso. Se
ravvisano la manifesta irricevibilità, inammissibilità,
improcedibilità o infondatezza della domanda, le
pubbliche amministrazioni concludono il procedimento con
un provvedimento espresso redatto in forma semplificata,
la cui motivazione può consistere in un sintetico
riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto
risolutivo.

2. Nei casi in cui le leggi o i regolamenti adottati
ai sensi dei commi 3 e 4 non prevedano un termine
diverso, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di
concludere il procedimento entro il termine di trenta
giorni. Tale termine decorre dall'inizio d'ufficio del
procedimento o dal ricevimento della domanda se il
procedimento è ad iniziativa di parte.

3. Con decreto del Presidente della Regione su
proposta dell'Assessore regionale competente, le
amministrazioni regionali individuano i termini, non
superiori a sessanta giorni, entro i quali deve essere
concluso il procedimento. Gli altri enti di cui
all'articolo 1 provvedono a fissare, secondo i propri
ordinamenti, i termini, non superiori a sessanta giorni,
per la conclusione del procedimento.

4. Nei casi in cui, tenuto conto della sostenibilità
dei tempi sotto il profilo dell'organizzazione
amministrativa, della natura degli interessi pubblici
tutelati e della particolare complessità del
procedimento, siano indispensabili termini maggiori di
quelli indicati nel comma 3 per la conclusione del
procedimento, gli stessi sono individuati con decreto
del Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale competente di concerto con l'Assessore
regionale per le autonomie locali e la funzione
pubblica. I termini previsti non possono comunque
superare i centocinquanta giorni. Analogamente, gli
altri enti di cui all'articolo 1 possono determinare,
secondo i propri ordinamenti, termini non superiori a
centocinquanta giorni per la conclusione del
procedimento.

5. Il termine per la conclusione del procedimento è
reso pubblico con mezzi idonei e, in ogni caso, è
immediatamente pubblicizzato attraverso i siti
istituzionali delle singole amministrazioni.

6. Il termine per la conclusione del procedimento
può essere sospeso dall'amministrazione procedente per
l'acquisizione di pareri, secondo quanto previsto dalla
disciplina generale in materia, e, per una sola volta e
fino ad un massimo di trenta giorni, per l'acquisizione
di informazioni, documenti o certificazioni relativi a
fatti, stati o qualità che risultino necessari e che non
siano già in possesso della stessa amministrazione
procedente. Il termine di conclusione del procedimento
può, altresì, essere sospeso dall'amministrazione
procedente, per un periodo non superiore a cinque
giorni, nel caso in cui debba procedere all'audizione
personale di cui all'articolo 12, comma 1, lettera c).

7. Una volta trascorso inutilmente il termine per la
conclusione del procedimento l'obbligo di emanare il
provvedimento finale permane. Il provvedimento emanato
in ritardo deve indicare il termine di conclusione
previsto per lo specifico provvedimento dalla legge o
dal regolamento, quello effettivamente impiegato per la
sua attenzione e deve indicare, motivatamente, le
ragioni del ritardo.

8. La mancata o la ritardata emanazione del
provvedimento sono valutate al fine della responsabilità
amministrativo-contabile, dirigenziale e disciplinare
nonché al fine dell'attribuzione della retribuzione di
risultato. I dati relativi al rispetto dei termini di
conclusione del procedimento e all'ammontare delle somme
corrisposte a titolo di risarcimento del danno di cui
all'articolo 2 bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e
successive modifiche ed integrazioni costituiscono
parametri di valutazione delle performance delle
amministrazioni pubbliche e della qualità dei servizi
pubblici, anche ai sensi e per le finalità di cui al
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e successive
modifiche ed integrazioni e al decreto legislativo 20
dicembre 2009, n. 198 e successive modifiche ed
integrazioni.

9. In caso di inerzia il potere sostitutivo è
attribuito al dirigente apicale della struttura in cui è
inserito l'ufficio preposto all'emanazione del
provvedimento o, in mancanza, al funzionario di più
elevato livello presente nell'amministrazione. Per
ciascun procedimento, sul sito internet istituzionale
dell'amministrazione è pubblicata, in formato tabellare
e con collegamento ben visibile nella homepage,
l'indicazione del soggetto a cui è attribuito il potere
sostitutivo e a cui l'interessato può rivolgersi ai
sensi e per gli effetti del comma 10. Tale soggetto, in
caso di ritardo, comunica senza indugio il nominativo
del responsabile, ai fini della valutazione dell'avvio
del procedimento disciplinare, secondo quanto previsto
dall'articolo 55 bis e seguenti del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165 e successive modifiche e
integrazioni e, in caso di mancata ottemperanza alle
disposizioni del presente comma, assume la sua medesima
responsabilità oltre a quella propria.

10. Decorso inutilmente il termine per la
conclusione del procedimento o quello superiore di cui
ai commi 3 e 4, il privato può rivolgersi al
responsabile di cui al comma 9 perché, entro un termine
pari alla metà di quello originariamente previsto,
concluda il procedimento attraverso le strutture
competenti o con la nomina di un commissario.

11. Le pubbliche amministrazioni sono tenute al
risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza
dell'inosservanza, dolosa o colposa, del termine per la
conclusione del procedimento. Le sentenze passate in
giudicato che accolgono il ricorso proposto avverso il
silenzio inadempimento dell'amministrazione sono
trasmesse, in via telematica, alla Corte dei Conti.

Art. 3.
Motivazione del provvedimento

1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi
quelli concernenti l'organizzazione amministrativa, lo
svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve
essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal
comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di
fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la
decisione dell'amministrazione, in relazione alle
risultanze dell'istruttoria.

2. La motivazione non è richiesta per gli atti
normativi e per quelli a contenuto generale.

3. Se le ragioni della decisione risultano da altro
atto dell'amministrazione richiamato dalla decisione
stessa, insieme alla comunicazione di quest'ultima deve
essere indicato e reso disponibile, a norma della
presente legge, anche l'atto cui essa si richiama.

4. In ogni atto comunicato o notificato al
destinatario devono essere indicati il termine e
l'autorità cui è possibile ricorrere.

TITOLO II
Responsabile del procedimento

Art. 4.
Unità organizzative responsabili del procedimento.

1. Ove non sia già direttamente stabilito per legge
o per regolamento, le amministrazioni di cui
all'articolo l sono tenute a determinare per ciascun
tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza
l'unità organizzativa responsabile della istruttoria e
di ogni altro adempimento procedimentale nonché
dell'adozione del provvedimento finale.

2. Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1
sono rese pubbliche secondo quanto previsto dai singoli
ordinamenti.

Art. 5.
Responsabile del procedimento

1. Allorquando l'unità organizzativa, individuata ai
sensi dell'articolo 4, è responsabile sia
dell'istruttoria sia dell'adozione del provvedimento
finale, il dirigente della medesima unità organizzativa
provvede ad assegnare a sé o ad altro dipendente addetto
all'unità la responsabilità dell'istruttoria e di ogni
altro adempimento inerente al singolo procedimento
nonché, eventualmente, dell'adozione del provvedimento
finale. Fino a quando non sia effettuata l'assegnazione,
è considerato responsabile del singolo procedimento il
dirigente preposto alla unità organizzativa.

2. Quando la responsabilità dell'istruttoria è
assegnata ai sensi dell'articolo 4 ad un'unità
organizzativa diversa da quella responsabile per
l'adozione del provvedimento finale, il dirigente
preposto all'unità organizzativa responsabile del
procedimento è responsabile dell'istruttoria e di ogni
altro adempimento inerente al singolo procedimento ed
esercita i compiti di cui all'articolo 7 direttamente
ovvero avvalendosi, ai sensi dell'articolo 3, comma 2,
della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, del personale addetto
all'unità.

3. L'unità organizzativa competente ed il nominativo
del soggetto che cura l'istruttoria sono comunicati ai
soggetti di cui all'articolo 9 e, a richiesta, a
chiunque vi abbia interesse.

4. Restano confermati i doveri e le responsabilità
degli operatori non responsabili del procedimento,
secondo le rispettive competenze.

Art. 6.
Conflitto di interessi e obbligo di astensione

1. Il responsabile del procedimento e i titolari
degli uffici competenti ad adottare i pareri, le
valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il
provvedimento finale devono astenersi in caso di
conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di
conflitto, anche potenziale, in relazione a decisioni o
ad attività che possano coinvolgere interessi propri,
ovvero di suoi parenti, affini entro il secondo grado,
del coniuge o di conviventi, oppure di persone con le
quali abbia rapporti di frequentazione abituale, ovvero
di soggetti o di organizzazioni con cui egli, o il
coniuge, abbia causa pendente o grave inimicizia o
rapporti di credito o debito significativi, ovvero di
soggetti o di organizzazioni di cui sia tutore,
curatore, procuratore o agente, ovvero di enti,
associazioni anche non riconosciute, comitati, società o
stabilimenti di cui sia amministratore, gerente o
dirigente. Il dipendente si astiene in ogni altro caso
in cui esistano gravi ragioni di convenienza.

2. Sull'astensione decide il dirigente generale del
dipartimento regionale presso cui il dirigente presta
servizio ovvero il dirigente preposto all'unità al quale
il funzionario è addetto.

Art. 7.
Compiti del responsabile del procedimento

1. II responsabile del procedimento:

a) valuta, ai fini istruttori, le condizioni di
ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i
presupposti che siano rilevanti per l'emanazione del
provvedimento;

b) accerta d'ufficio i fatti, disponendo il
compimento degli atti all'uopo necessari, e adotta ogni
misura per l'adeguato e sollecito svolgimento
dell'istruttoria, in particolare, può chiedere il
rilascio di dichiarazioni e la rettifica di
dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e può
esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare
esibizioni documentali;

c) propone l'indizione o, avendone la competenza,
indice le conferenze di servizi di cui all'articolo 17;

d) cura le comunicazioni, le pubblicazioni e le
notificazioni previste dalle leggi e dai regolamenti.

2. Le pubbliche amministrazioni sono tenute ad
esaminare gli atti di loro competenza secondo un
rigoroso ordine cronologico, con le seguenti deroghe:

a) sono esaminati con carattere di priorità gli atti
in relazione ai quali il provvedimento
dell'amministrazione interessata deve essere reso
nell'ambito di conferenza di servizi;

b) può essere riconosciuto carattere di priorità
alla valutazione di iniziative che sono riferite ad aree
di crisi nelle zone periferiche urbane e nelle aree di
sviluppo o che rivestano carattere di particolare
specificità ed innovazione o di assoluta rilevanza per
lo sviluppo economico o sociale del territorio regionale
a seguito di motivata determinazione del dirigente
generale del dipartimento regionale competente, da
assumersi anche su proposta del dirigente responsabile
della struttura organizzativa preposta al provvedimento.
Con cadenza semestrale ciascun dipartimento regionale
relaziona alla Giunta regionale in merito alle
autorizzazioni rese nonché in merito alle deroghe
determinate ai sensi del presente comma;

c) può essere riconosciuto carattere di priorità
alla valutazione di iniziative ricadenti in aree di
crisi a seguito di motivata determinazione del dirigente
generale del dipartimento regionale competente, da
assumersi anche su proposta del dirigente responsabile
della struttura organizzativa preposta al provvedimento;

d) può essere riconosciuto carattere di priorità
alla valutazione di iniziative nell'ambito dei Programmi
cofinanziati dai Fondi strutturali e di investimento
europei a seguito di motivata determinazione del
dirigente generale del dipartimento regionale
competente, da assumersi anche su proposta del dirigente
responsabile della struttura organizzativa preposta al
provvedimento.

3. Le suddette priorità non possono incidere in
alcun modo sui tempi di conclusione del procedimento
predeterminati dall'amministrazione o, in mancanza,
dalla legge. L'amministrazione procedente è tenuta a
comunicare agli interessati in procedimenti già pendenti
la priorità riconosciuta ad altro procedimento ai sensi
del comma 2.

4. Allo scopo di assicurare la trasparenza della
fase istruttoria deve essere garantita la tracciabilità
dell'attività svolta dal responsabile del procedimento
attraverso un adeguato supporto documentale che ne
consenta in ogni momento la replicabilità.

5. Con decreto dell'Assessore regionale competente
sono determinate le modalità in ordine alla tenuta ed
alla conservazione del fascicolo istruttorio favorendo
prioritariamente l'utilizzo di supporti digitali.

Art. 8.
Fase decisoria

1. Qualora l'adozione del provvedimento finale
rientri nella competenza del responsabile del
procedimento, questi è tenuto ad adottare il
provvedimento stesso subito dopo la definizione del
procedimento. Nei casi di cui al comma 2 il dirigente,
entro tre giorni lavorativi dalla definizione
dell'istruttoria, e comunque almeno dieci giorni prima
della scadenza del termine di cui all'articolo 2,
trasmette la proposta, corredata degli atti necessari e
di una relazione istruttoria all'unità responsabile per
l'adozione del provvedimento finale.

2. L'organo competente per l'adozione del
provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del
procedimento, non può discostarsi dalle risultanze
dell'istruttoria condotta dal responsabile del
procedimento se non indicandone la motivazione nel
provvedimento.

3. Le strutture amministrative regionali assicurano
l'attuazione delle disposizioni di legge regionale e
l'adozione dei provvedimenti attuativi previsti con
immediatezza e, comunque, entro i termini eventualmente
disposti dalla normativa regionale. ll mancato rispetto
dei termini connessi all'emanazione di un atto previsto
da legge regionale, se non sussistono giustificati
motivi connessi all'impossibilita oggettiva della sua
emanazione, costituiscono elemento di valutazione della
responsabilità dirigenziale, eventuale causa di
responsabilità per danno all'immagine
dell'amministrazione e devono essere in ogni caso
valutati ai fini della corresponsione della retribuzione
di risultato collegato alla performance individuale dei
dirigenti responsabili.

4. Il responsabile del procedimento segnala
tempestivamente per iscritto al dirigente della
struttura di appartenenza il mancato rispetto dei
termini di conclusione di ciascun procedimento,
specificandone le relative motivazioni.

5. I1 dirigente trasmette all'organo di valutazione,
con cadenza annuale, l'elenco dei procedimenti per i
quali non è stato rispettato il termine di conclusione,
specificando per ciascuno di essi il ritardo avvenuto e
fornendo dati riepilogativi sulla percentuale dei
procedimenti conclusi nei termini e tardivi, suddivisi
per tipologia e strutture amministrative competenti.

TITOLO III
Partecipazione al procedimento amministrativo

Art. 9.
Comunicazione di avvio del procedimento.

1. L'amministrazione comunica l'avvio del
procedimento amministrativo ai soggetti nei confronti
dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre
effetti ed ai soggetti che debbono intervenirvi per
legge o per regolamento. Qualora da un provvedimento
possa derivare un diretto pregiudizio giuridicamente
rilevante a soggetti estranei al procedimento,
specificamente individuabili immediatamente senza
particolari indagini, l'amministrazione, con le stesse
modalità, deve dare loro notizia dell'inizio del
procedimento.

2. Qualora particolari esigenze di celerità del
procedimento non consentano la immediata comunicazione
del relativo avvio, questo dovrà essere comunicato non
appena possibile e comunque non oltre dieci giorni
dall'avvio.

3. L'amministrazione può sempre adottare
provvedimenti cautelari anche prima della effettuazione
della comunicazione di cui ai commi 1 e 2.

Art. 10.
Modalità e contenuti della comunicazione di avvio del
procedimento

1. L'amministrazione provvede a dare notizia
dell'avvio del procedimento mediante comunicazione
personale.

2. Nella comunicazione debbono essere indicati:

a) l'amministrazione competente;

b) l'oggetto del procedimento promosso;

c) l'ufficio e la persona responsabile del
procedimento nonché eventualmente l'indicazione del
funzionario che cura l'istruttoria;

d) l'ufficio in cui si può prendere visione degli
atti;

e) la data entro la quale, secondo i termini
previsti dall'articolo 2, commi 2, 3 e 4, deve
concludersi il procedimento ed i rimedi esperibili in
caso di inerzia dell'amministrazione;

f) nei procedimenti ad iniziativa di parte, la data
di presentazione della relativa istanza.

3. Qualora, per il numero dei destinatari, la
comunicazione personale non sia possibile o risulti
particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede a
rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante
forme di pubblicità idonee, di volta in volta stabilite
dall'amministrazione medesima.

4. L'omissione di taluna delle comunicazioni
prescritte può essere fatta valere solo dal soggetto nei
cui interesse la comunicazione è prevista.

Art. 11.
Intervento nel procedimento

1. Qualunque soggetto, portatore di interessi
pubblici o privati, nonché i portatori di interessi
diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa
derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà
di intervenire nel procedimento.

Art. 12.
Diritti dei partecipanti al procedimento

1. I soggetti cui all'articolo 9 e quelli
intervenuti ai sensi dell'articolo 11 hanno diritto:

a) di prendere visione degli atti del procedimento,
salvo quanto previsto dall'articolo 24 della legge 7
agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed
integrazioni;

b) di presentare memorie scritte e documenti, che
l'amministrazione ha l'obbligo di valutare ove siano
pertinenti all'oggetto del procedimento;

c) all'audizione personale, della quale viene
redatto verbale scritto allegato al fascicolo
istruttorio, della quale l'amministrazione ha l'obbligo
di valutare i risultati in sede di decisione.

Art. 13.
Comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento
dell'istanza

1. Nei procedimenti ad istanza di parte il
responsabile del procedimento o l'autorità competente,
prima della formale adozione di un provvedimento
negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi
che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il
termine di dieci giorni dal ricevimento della
comunicazione, gli istanti hanno il diritto di
presentare per iscritto le loro osservazioni,
eventualmente corredate di documenti.

2. La comunicazione di cui al comma l sospende i
termini per concludere il procedimento, che iniziano
nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle
osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine
di cui al comma 2. Dell'eventuale mancato accoglimento
di tali osservazioni è data ragione nella motivazione
del provvedimento finale.

3. Non possono essere addotti tra i motivi che
ostano all'accoglimento della domanda inadempienze o
ritardi attribuibili all'amministrazione.

4. Le disposizioni di cui al presente articolo non
si applicano alle procedure concorsuali e ai
procedimenti in materia previdenziale e assistenziale
sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti
previdenziali.

Art. 14.
Accordi integrativi o sostitutivi del provvedimento
finale

1. In accoglimento di osservazioni e proposte
presentate a norma dell'articolo 11, l'amministrazione
procedente può concludere, senza pregiudizio dei diritti
dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico
interesse, accordi con gli interessati al fine di
determinare il contenuto discrezionale del provvedimento
finale ovvero in sostituzione di questo.

2. Al fine di favorire la conclusione degli accordi
di cui al comma 1, il responsabile del procedimento può
predisporre un calendario di incontri cui invita,
separatamente o contestualmente, il destinatario del
provvedimento ed eventuali contro interessati.

3. Gli accordi di cui al presente articolo debbono
essere stipulati, a pena di nullità, per atto scritto,
salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si
applicano, ove non diversamente previsto, i principi del
codice civile in materia di obbligazioni e contratti in
quanto compatibili.

4. Gli accordi sostitutivi di provvedimenti sono
soggetti ai medesimi controlli previsti per questi
ultimi.

5. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse
l'amministrazione recede unilateralmente dall'accordo,
salvo l'obbligo di provvedere alla liquidazione di un
indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi
verificatisi in danno del privato.

6. A garanzia dell'imparzialità e del buon andamento
dell'azione amministrativa, in tutti i casi in cui una
pubblica amministrazione conclude accordi nelle ipotesi
previste al comma 1, la stipula dell'accordo è preceduta
da una determinazione dell'organo che sarebbe competente
per l'adozione del provvedimento.

Art. 15.
Provvedimenti attributivi di vantaggi economici

1. La concessione di sovvenzioni, contributi,
sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di
vantaggi economici di qualunque genere a persone e ad
enti pubblici e privati non specificamente individuati
sono subordinate alla predeterminazione ed alla
pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti,
nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei
criteri e delle modalità cui le amministrazioni stesse
devono attenersi.

2. L'effettiva osservanza dei criteri e delle
modalità di cui al comma 1 deve risultare dai singoli
provvedimenti relativi agli interventi di cui al
medesimo comma 1.

Art. 16.
Ambito di applicazione delle norme sulla partecipazione

1. Le disposizioni del presente titolo non si
applicano nei confronti dell'attività della pubblica
amministrazione diretta all'emanazione di atti
normativi, di atti amministrativi generali, di atti di
pianificazione e di programmazione nonché ai
procedimenti amministrativi tributari per i quali
restano ferme le particolari norme che regolano la
relativa formazione.

TITOLO IV
Semplificazione dell'azione amministrativa

Art 17.
Conferenze di servizi

1. La conferenza di servizi istruttoria può essere
indetta dall'amministrazione procedente, anche su
richiesta di altra amministrazione coinvolta nel
procedimento o del privato interessato, quando lo
ritenga opportuno per effettuare un esame contestuale
degli interessi pubblici coinvolti in un procedimento
amministrativo, ovvero in più procedimenti
amministrativi connessi, riguardanti medesime attività o
risultati. Tale conferenza si svolge con le modalità
previste dall'articolo 18 o con modalità diverse,
definite dall'amministrazione procedente.

2. La conferenza di servizi decisoria è sempre
indetta dall'amministrazione procedente quando la
conclusione positiva del procedimento è subordinata
all'acquisizione di più pareri, intese, concerti, nulla
osta o altri atti di assenso, comunque denominati, resi
da diverse amministrazioni, inclusi i gestori di beni o
servizi pubblici. Quando l'attività del privato sia
subordinata a distinti atti di assenso, comunque
denominati, di competenza di diverse amministrazioni
pubbliche, la conferenza dei servizi è convocata, anche
su richiesta dell'interessato, da una delle
amministrazioni competenti.

3. Per progetti di particolare complessità e di
insediamenti produttivi di beni e servizi
l'amministrazione procedente, su motivata richiesta
dell'interessato, corredata di uno studio di
fattibilità, può indire una conferenza preliminare
finalizzata a indicare al richiedente, prima della
presentazione di una istanza o di un progetto
definitivo, le condizioni per ottenere, alla loro
presentazione, i necessari pareri, intese, concerti,
nulla osta, autorizzazioni, concessioni o altri atti di
assenso, comunque denominati. L'amministrazione
procedente, se ritiene di accogliere la richiesta
motivata di indizione della conferenza, la indice entro
cinque giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta
stessa. La conferenza preliminare si svolge secondo le
disposizioni dell'articolo 18, con abbreviazione dei
termini fino alla metà. Le amministrazioni coinvolte
esprimono le proprie determinazioni sulla base della
documentazione prodotta dall'interessato. Scaduto il
termine entro il quale le amministrazioni devono rendere
le proprie determinazioni, l'amministrazione procedente
le trasmette, entro cinque giorni, al richiedente. Ove
si sia svolta la conferenza preliminare,
l'amministrazione procedente, ricevuta l'istanza o il
progetto definitivo, indice la conferenza simultanea nei
termini e con le modalità di cui agli articoli 18, comma
7, e 19 e, in sede di conferenza simultanea, le
determinazioni espresse in sede di conferenza
preliminare possono essere motivatamente modificate o
integrate solo in presenza di significativi elementi
emersi nel successivo procedimento anche a seguito delle
osservazioni degli interessati sul progetto definitivo.
Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche o di
interesse pubblico, la conferenza di servizi si esprime
sul progetto di fattibilità tecnica ed economica, al
fine di indicare le condizioni per ottenere, sul
progetto definitivo, le intese, i pareri, le
concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta
e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla
normativa vigente.

4. Qualora un progetto sia sottoposto a valutazione
di impatto ambientale, tutte le autorizzazioni, intese,
concessioni, licenze, pareri, concerto, nullaosta e
assensi comunque denominati, necessari alla
realizzazione del medesimo progetto, vengono acquisiti
nell'ambito della conferenza di servizi di cui
all'articolo 25, comma 3, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n 152 e successive modifiche ed
integrazioni, convocata in modalità sincrona ai sensi
dell'articolo 19. La conferenza è indetta non oltre
dieci giorni dall'esito della verifica documentale, di
cui all'articolo 23, comma 4, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed
integrazioni, e si conclude entro il termine di
conclusione del procedimento, di cui all'articolo 25,
comma 1, del medesimo decreto legislativo. Per
assicurare il rispetto dei tempi, l'amministrazione
competente al rilascio dei provvedimenti in materia
ambientale può far eseguire anche da altri organi
dell'amministrazione pubblica o da enti pubblici dotati
di qualificazione e capacità tecnica equipollenti,
ovvero da istituti universitari, tutte le attività
tecnico-istruttorie non ancora eseguiti.

Art. 18.
Conferenza semplificata

1. La conferenza decisoria di cui all'articolo 17,
comma 2, si svolge in forma semplificata e in modalità
asincrona, salvo i casi di cui ai commi 6 e 7. Le
comunicazioni avvengono secondo le modalità previste
dall'articolo 47 del decreto legislativo 7 marzo 2005,
n. 82 e successive modifiche ed integrazioni.

2. La conferenza è indetta dall'amministrazione
procedente, entro cinque giorni dall'inizio del
procedimento d'ufficio o dal ricevimento della domanda
se il procedimento è ad iniziativa di parte. A tal fine,
l'amministrazione procedente comunica alle altre
amministrazioni interessate:

a) l'oggetto della determinazione da assumere,
l'istanza e la relativa documentazione ovvero le
credenziali per l'accesso telematico alle informazioni e
ai documenti utili ai fini dello svolgimento
dell'istruttoria;

b) il termine perentorio, comunque non superiore a
quindici giorni, entro il quale le amministrazioni
coinvolte possono richiedere integrazioni documentali o
chiarimenti relativi a fatti, stati o qualità non
attestati in documenti già in possesso
dell'amministrazione stessa o non direttamente
acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. La
richiesta non determina la sospensione né l'interruzione
del termine di cui alla lettera c);

c) il termine perentorio, comunque non superiore a
quarantacinque giorni, entro il quale le amministrazioni
coinvolte devono rendere le proprie determinazioni
relative alla decisione oggetto della conferenza, fermo
restando l'obbligo di rispettare il termine finale di
conclusione del procedimento. Se tra le suddette
amministrazioni vi sono amministrazioni preposte alla
tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni
culturali e della salute dei cittadini, ove disposizioni
di legge o i provvedimenti di cui all'articolo 2 non
prevedano un termine diverso, il suddetto termine è
fissato in novanta giorni;

d) la data della eventuale riunione in modalità
sincrona di cui all'articolo 19, da tenersi entro dieci
giorni dalla scadenza del termine di cui alla lettera
c), fermo restando l'obbligo di rispettare il termine
finale di conclusione del procedimento.

3. Entro il termine perentorio di cui al comma 2,
lettera b), le amministrazioni coinvolte rendono le
proprie determinazioni, relative alla decisione oggetto
della conferenza. Tali determinazioni, congruamente
motivate, sono formulate in termini di assenso o
dissenso e indicano in quest'ultimo caso le modifiche
necessarie ai fini dell'assenso. Le prescrizioni o
condizioni eventualmente indicate ai fini dell'assenso o
del superamento del dissenso sono espresse in modo
chiaro e analitico e specificano se sono relative a un
vincolo normativo ovvero discrezionalmente apposte per
la migliore tutela dell'interesse pubblico.

4. Fatti salvi i casi in cui disposizioni del
diritto dell'Unione europea richiedono l'adozione di
provvedimenti espressi, la mancata comunicazione della
determinazione entro il termine, ovvero la comunicazione
di una determinazione priva dei requisiti previsti dal
comma 3, equivalgono ad assenso senza condizioni.
Restano ferme le responsabilità dell'amministrazione
nonché quelle dei singoli dipendenti nei confronti
dell'amministrazione, per l'assenso reso, ancorché
implicito.

5. Scaduto il termine di cui al comma 2, lettera c),
l'amministrazione procedente adotta, entro cinque
giorni, la determinazione motivata di conclusione
positiva della conferenza, con gli effetti di cui
all'articolo 20, qualora abbia acquisito esclusivamente
atti di assenso non condizionato, anche implicito,
ovvero qualora ritenga, sentiti i privati e le altre
amministrazioni interessate, che le condizioni e
prescrizioni eventualmente indicate dalle
amministrazioni ai fini dell'assenso o del superamento
del dissenso possano essere accolte senza necessità di
apportare modifiche sostanziali alla decisione oggetto
della conferenza. Qualora abbia acquisito uno o più atti
di dissenso che non ritenga superabili,
l'amministrazione procedente adotta, entro il medesimo
termine, la determinazione di conclusione negativa della
conferenza che produce l'effetto del rigetto della
domanda.

6. Fuori dei casi di cui al comma 5,
l'amministrazione procedente, ai fini dell'esame
contestuale degli interessi coinvolti, svolge, nella
data fissata ai sensi del comma 2, lettera d), la
riunione della conferenza in modalità sincrona, ai sensi
dell'articolo 19.

7. Ove necessario, in relazione alla particolare
complessità della determinazione da assumere,
l'amministrazione procedente può comunque procedere
direttamente in forma simultanea e in modalità sincrona,
ai sensi dell'articolo 19; in tal caso indice la
conferenza comunicando alle altre amministrazioni le
informazioni di cui alle lettere a) e b) del comma 2 e
convocando la riunione entro i successivi quarantacinque
giorni. L'amministrazione procedente può, altresì,
procedere in forma simultanea e in modalità sincrona su
richiesta motivata delle altre amministrazioni o del
privato interessato; in tal caso, la riunione ha luogo
nella data previamente comunicata ai sensi della lettera
d) del comma 2.

Art. 19.
Conferenza simultanea

1. La riunione della conferenza dei servizi in forma
simultanea e in modalità sincrona si svolge nella data
previamente comunicata ai sensi dell'articolo 18, comma
2, lettera d), con la partecipazione contestuale, ove
possibile anche in via telematica, dei rappresentanti
delle amministrazioni competenti.

2. I lavori della conferenza si concludono non oltre
quarantacinque giorni decorrenti dalla data della
riunione di cui al comma 1, fermo restando l'obbligo di
rispettare il termine finale di conclusione del
procedimento.

3. Ciascun ente o amministrazione convocato alla
riunione è rappresentato da un unico soggetto abilitato
ad esprimere definitivamente ed in modo univoco e
vincolante la posizione dell'amministrazione stessa su
tutte le decisioni di competenza della conferenza.

4. Ove alla conferenza partecipino anche
amministrazioni non regionali, le amministrazioni
regionali sono rappresentate da un unico soggetto
abilitato ad esprimere definitivamente in modo univoco e
vincolante la posizione di tutte le predette
amministrazioni, nominato, anche preventivamente per
determinate materie o determinati periodi di tempo, dal
Presidente della Regione, ovvero, ove si tratti di
uffici periferici, dal dirigente del relativo ufficio
territoriale della Regione. Ferma restando
l'attribuzione del potere di rappresentanza al suddetto
soggetto, le singole amministrazioni regionali possono
comunque intervenire ai lavori della conferenza in
funzione di supporto. Le amministrazioni di cui
all'articolo 21, comma 1, prima della conclusione dei
lavori della conferenza, possono esprimere al suddetto
rappresentante il proprio dissenso ai fini di cui allo
stesso comma.

5. Ciascuna amministrazione regionale e locale
definisce autonomamente le modalità di designazione del
rappresentante unico di tutti gli enti ed organismi
ricompresi nel rispettivo livello territoriale di
governo nonché l'eventuale partecipazione di questi
ultimi ai lavori della conferenza.

6. All'esito dell'ultima riunione, e comunque non
oltre il termine di cui al comma 2, l'amministrazione
procedente adotta la determinazione motivata di
conclusione della conferenza, con gli effetti di cui
all'articolo 20, sulla base delle posizioni prevalenti
espresse dai rappresentanti delle amministrazioni. Si
considera acquisito l'assenso senza condizioni delle
amministrazioni il cui rappresentante non abbia
partecipato alla riunione ovvero abbia espresso un
dissenso non motivato.

Art. 20.
Decisione della conferenza di servizi

1. La determinazione motivata di conclusione della
conferenza, adottata dall'amministrazione procedente
all'esito della stessa, sostituisce ad ogni effetto
tutti gli atti di assenso, comunque denominati, di
competenza delle amministrazioni e dei gestori di beni o
servizi pubblici interessati.

2. Le amministrazioni i cui atti sono sostituiti
dalla determinazione motivata di conclusione della
conferenza possono sollecitare con congrua motivazione
l'amministrazione procedente ad assumere determinazioni
in via di autotutela ai sensi degli articoli 21
quinquies e 21 nonies della legge 7 agosto 1990, n. 241
e successive modifiche ed integrazioni, purché abbiano
partecipato, anche per il tramite del rappresentante di
cui al comma 3 dell'articolo 19, alla conferenza di
servizi o si siano espresse nei termini.

3. In caso di approvazione unanime, la
determinazione di cui al comma 1 è immediatamente
efficace. In caso di approvazione sulla base delle
posizioni prevalenti, l'efficacia delle determinazione è
sospesa ove siano stati espressi dissensi qualificati ai
sensi dell'articolo 21 e per il periodo utile
all'esperimento dei rimedi ivi previsti.

Art. 21.
Rimedi per le amministrazioni dissenzienti

1. Se il motivato dissenso di cui all'articolo 18,
comma 3, è espresso da un'amministrazione regionale o
locale preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-
territoriale, del patrimonio storico-artistico, della
salute o dell'incolumità pubblica, quest'ultima ha
facoltà di proporre opposizione alla Giunta regionale
entro dieci giorni dalla comunicazione della
determinazione motivata di conclusione della conferenza.

2. La Giunta regionale indice, per una data non
posteriore al quindicesimo giorno successivo alla
ricezione dell'opposizione, una riunione con la
partecipazione delle amministrazioni che hanno espresso
il dissenso e delle altre amministrazioni che hanno
partecipato alla conferenza. In tale riunione i
partecipanti formulano proposte, in attuazione del
principio di leale collaborazione, per l'individuazione
di una soluzione condivisa, che sostituisca la
determinazione motivata della conferenza con i medesimi
effetti.

3. Qualora all'esito della riunione di cui al comma
2 sia raggiunta un'intesa tra le amministrazioni
partecipanti, l'amministrazione procedente adotta una
nuova determinazione motivata di conclusione della
conferenza. Qualora all'esito della suddetta riunione, e
comunque non oltre quindici giorni dallo svolgimento
della stessa, l'intesa non sia raggiunta, la questione è
rimessa alla Giunta regionale. La questione è posta, di
norma, all'ordine del giorno della prima riunione della
Giunta regionale successiva alla scadenza del termine
per raggiungere l'intesa. Qualora la Giunta regionale
non accolga l'opposizione, la determinazione motivata di
conclusione della conferenza acquisisce definitivamente
efficacia. La Giunta regionale ha facoltà di accogliere
parzialmente l'opposizione, anche in considerazione
degli esiti della riunione di cui al comma 2. Tale
deliberazione sostituisce la determinazione di
conclusione della conferenza.

Art. 22.
Accordi fra pubbliche amministrazioni

1. Anche al di fuori delle ipotesi previste
dall'articolo 17, le pubbliche amministrazioni possono
concludere tra di loro accordi per disciplinare lo
svolgimento in collaborazione di attività dì interesse
comune.

2. Per detti accordi si osservano, in quanto
applicabili, le disposizioni previste dall'articolo 14,
commi 2 e 3.

3. Resta fermo il rispetto dei principi della
normativa dell'Unione europea e quanto previsto
dall'articolo 5 del decreto legislativo 18 aprile 2016,
n. 50 e successive modifiche ed integrazioni, come
recepito dall'articolo 24, comma 1, della legge
regionale 17 maggio 2016, n. 8.

Art. 23.
Attività consultiva

1. Fatte salve le disposizioni relative agli organi
consultivi dello Stato dei quali l'amministrazione
regionale può avvalersi, quando l'amministrazione
procedente debba obbligatoriamente sentire un organo
consultivo, questo deve trasmettere il proprio parere
entro il termine previsto dalle disposizioni normative
vigenti o, in mancanza di apposite disposizioni, entro
venti giorni dalla ricezione della richiesta. Qualora
siano richiesti pareri facoltativi, l'organo consultivo
è tenuto a dare immediata comunicazione
all'amministrazione richiedente del termine entro il
quale il parere sarà reso, che comunque non può superare
i venti giorni dal ricevimento della richiesta.

2. In caso di decorrenza del termine senza che sia
stato comunicato il parere obbligatorio o senza che
l'organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie,
è in facoltà dell'amministrazione richiedente di
procedere indipendentemente dall'espressione del parere.
In caso di decorrenza del termine senza che sia stato
comunicato il parere facoltativo o senza che l'organo
adito abbia rappresentato esigenze istruttorie,
l'amministrazione richiedente procede indipendentemente
dall'espressione del parere. Salvo il caso di omessa
richiesta del parere, il responsabile del procedimento
non può essere chiamato a rispondere degli eventuali
danni derivanti dalla mancata espressione dei pareri di
cui al presente comma.

3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si
applicano in caso di pareri che debbano essere
rilasciati da amministrazioni preposte alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale e della salute
dei cittadini.

4. Nel caso in cui l'organo adito abbia
rappresentato esigenze istruttorie, i termini di cui al
comma 1 possono essere interrotti per una sola volta e
il parere deve essere reso definitivamente entro
quindici giorni dalla ricezione degli elementi
istruttori da parte delle amministrazioni interessate.

5. I pareri di cui al comma 1 sono trasmessi con
mezzi telematici.

6. Gli organi consultivi della Regione predispongono
procedure di particolare urgenza per l'adozione dei
pareri loro richiesti.

7. Il mancato rispetto dei termini previsti nel
presente articolo comporta l'obbligo per l'organo
consultivo di trasmettere all'amministrazione
richiedente una sintetica relazione sulle ragioni dello
stesso.

8. La mancata comunicazione, entro i termini di cui
al presente articolo, del parere richiesto da parte
dell'organo consultivo costituisce elemento di
valutazione della responsabilità dirigenziale ed assume,
altresì, rilevanza agli effetti di cui all'articolo 2,
comma 8.

9. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 215 del
codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture, di cui al decreto legislativo 18 aprile
2016, n. 50 e successive modifiche ed integrazioni.

Art. 24.
Valutazioni tecniche

1. Qualora per l'adozione dí un provvedimento si
renda necessaria, per disposizione normativa,
l'acquisizione di valutazioni tecniche di speciali
organi ed enti e tali organi ed enti non provvedano o
non rappresentino esigenze istruttorie di competenza
dell'amministrazione procedente nei termini previsti
dalle disposizioni normative o, in mancanza, entro
quarantacinque giorni dal ricevimento delle richieste,
il responsabile del procedimento deve chiedere le
suddette valutazioni tecniche ad altri organi
dell'amministrazione pubblica o ad enti pubblici che
siano dotati di qualificazione e capacità tecnica
equipollenti, ovvero, previo apposito accordo di cui
all'articolo 22, ad istituti universitari.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano,
altresì, qualora l'organo od ente adito abbia
rappresentato all'amministrazione procedente, per una
sola volta, esigenze istruttorie e le valutazioni
tecniche non siano state fornite entro quarantacinque
giorni dalla ricezione delle notizie, documentazioni ed
elementi richiesti.

3. Le disposizioni del presente articolo non si
applicano per le valutazioni che debbano essere prodotte
da amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale e della salute dei cittadini.

Art. 25.
Autocertificazione

1. Le amministrazioni adottano le misure
organizzative idonee a garantire l'applicazione delle
disposizioni in materia di autocertificazione e di
presentazione di atti e documenti da parte di cittadini
a pubbliche amministrazioni previste dalle leggi
vigenti. Delle misure adottate le amministrazioni danno
comunicazione alla Commissione di cui all'articolo 27
della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche
ed integrazioni.

2. I documenti attestanti atti, fatti, qualità e
stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del
procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in
possesso dell'amministrazione procedente ovvero sono
detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche
amministrazioni. L'amministrazione procedente può
richiedere agli interessati i soli elementi necessari
per la ricerca dei documenti.

3. Parimenti sono accertati d'ufficio dal
responsabile del procedimento i fatti, gli stati e le
qualità che la stessa amministrazione procedente o altra
pubblica amministrazione è tenuta a certificare.

Art. 26.
Presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni

1. Dell'avvenuta presentazione di istanze,
segnalazioni o comunicazioni è rilasciata
immediatamente, anche in via telematica, una ricevuta,
che attesta l'avvenuta presentazione dell'istanza, della
segnalazione e della comunicazione e indica i termini
entro i quali l'amministrazione è tenuta, ove previsto,
a rispondere ovvero entro i quali il silenzio
dell'amministrazione equivale ad accoglimento
dell'istanza. Se la ricevuta contiene le informazioni di
cui all'articolo 10 essa costituisce comunicazione di
avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 9. La data
di protocollazione dell'istanza, segnalazione o
comunicazione non può comunque essere diversa da quella
di effettiva presentazione. Le istanze, segnalazioni o
comunicazioni producono effetti anche in caso di mancato
rilascio della ricevuta, ferma restando la
responsabilità del soggetto competente.

2. Nel caso di istanza, segnalazione o comunicazione
presentate ad un ufficio diverso da quello competente, i
termini di cui agli articoli 27, comma 7, e 29, comma 1,
decorrono dal ricevimento dell'istanza, segnalazione o
comunicazione da parte dell'ufficio competente.

Art. 27.
Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA)

1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione
non costitutiva, permesso o nulla osta comunque
denominato, comprese le domande per le iscrizioni in
albi o ruoli richieste per l'esercizio di attività
imprenditoriale, commerciale o artigianale, il cui
rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento di
requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti
amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto
alcun limite o contingente complessivo o specifici
strumenti di programmazione settoriale per il rilascio
degli atti stessi, è sostituito da una segnalazione
dell'interessato.

[ . . . ]

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