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Scheda Normativa

Circolare 20/03/1992 n. 480/U.L.

Ministero dei lavori pubblici - Revisione dei prezzi contrattuali nei lavori pubblici - Art. 33 della legge 28-2-1986, n. 41.

Si fa seguito alla circolare n. 905/U.L. del 9 maggio 1991, con la quale sono stati forniti chiarimenti su alcuni aspetti rilevanti dalla disciplina introdotta dall'art. 33 della legge 28 febbraio 1986 n. 41, in materia di revisione dei prezzi dei lavori pubblici. Nell'indicata circolare si faceva, inoltre, riserva di fornire chiarimenti sulla determinazione del momento iniziale cui ancorare il computo del compenso revisionale, non sembrando equo fare riferimento al momento dell'aggiudicazione, anziché a quello dell'offerta, nelle ipotesi in cui, tra i due momenti indicati, dovesse intercorrere un notevole lasso di tempo. Il problema è stato quindi portato all'attenzione del Consiglio di Stato che si è espresso con parere n. 382/91 del 3 maggio 1991.
A seguito dell'intervenuto parere, si forniscono le seguenti ulteriori chiarificazioni. In via preliminare, si ravvisa necessario operare una distinzione tra i diversi procedimenti di scelta del contraente, in quanto l'aggiudicazione assume connotazioni e caratteristiche differenziate a seconda che trattasi di pubblici incanti e di licitazione privata ovvero di procedimenti di appalto-concorso e di trattativa privata. Nelle prime due ipotesi l'aggiudicazione rappresenta, l'atto terminale del procedimento e, quando è definitiva, equivale per ogni effetto giuridico al contratto (art. 16, quarto comma, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440). Nell'appalto-concorso, invece, l'aggiudicazione rappresenta semplicemente il momento della scelta dell'appaltatore senza dar luogo al perfezionamento del contratto, per cui occorre una stipulazione successiva; nella trattativa privata, poi, non c'è aggiudicazione nel senso proprio del termine. Proprio per le caratteristiche intrinseche dell'appalto-concorso e della trattativa privata, ai fini del computo del compenso revisionale occorre prendere in considerazione, in luogo dell'aggiudicazione, il momento in cui l'offerta acquista carattere di certezza e di irrevocabilità. Pertanto, qualora sia stata nominata una commissione per l'accertamento della congruità dei prezzi offerti, il verbale redatto dalla commissione medesima a conclusione dei propri lavori, pur costituendo un atto interno al procedimento di scelta del contraente, comporta una valutazione sulla composizione dell'offerta idonea a costituire il dies a quo per la decorrenza del compenso revisionale; così pure quando nella conclusione di una gara si distingua tra aggiudicazione provvisoria e definitiva, è alla prima che ci si deve riferire per l'applicazione dell'art. 33 della legge n. 41 del 1986, in quanto sin dall'aggiudicazione provvisoria l'aggiudicatario assume una serie di obblighi e ad esse retroagiscono gli effetti dell'aggiudicazione definitiva. Gli esposti criteri, dettati dall'esigenza di mantenere l'equilibrio tra le prestazioni contrattuali, trovano altresì applicazione in tutti i casi nei quali non sia stato rispettato o non sia stato possibile rispettare lo schema procedimentale di cui all'art. 89 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827, e si determini quindi un rilevante divario di tempo tra offerta ed aggiudicazione. Deve infatti ritenersi che il riferimento dell'art. 33 della legge n. 41 del 1986 al momento dell'aggiudicazione riguardi le sole ipotesi in cui il procedimento abbia uno svolgimento normale e non quello, invece, in cui si verifichino ritardi tali da arrecare squilibrio nelle previsioni contrattuali. Ai fini indicati acquista rilevanza ogni ritardo, tra offerta e aggiudicazione dei lavori, di durata superiore al semestre, sia che il decorso di tale termine dipenda da inerzia o inefficienza dell'amministrazione aggiudicatrice, sia da altre cause dell'amministrazione stessa non imputabili, come la necessità di procedere alla verifica di offerte anormalmente basse, ovvero all'aggiudicazione di lavori al secondo classificato in graduatoria a seguito dell'annullamento della prima offerta, e come pure in ipotesi di procedure particolarmente complesse. Infatti l'art. 33 della legge n. 41 citata introduce un sistema semestrale di rilevazione delle variazioni dei prezzi, che individua nel termine di un semestre il decorso di un arco temporale significativo ai fini dell'accertamento delle variazioni. Conseguentemente, per la determinazione del compenso revi [ . . . ]

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