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Circolare 21/03/2011 n. 3

(Gazzetta regionale 22/03/2011 n. 12)

Regione Lombardia - Art. 19 legge n. 241/1990: la segnalazione certificata di inizio attività – Prime indicazioni applicative

Art. 19 legge n. 241/1990: la segnalazione certificata di inizio attività – Prime indicazioni applicative
Prot. D1.2011.2356
Milano 16 marzo 2011
Ai Comuni della Lombardia
Alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Lombardia
Loro sedi
Considerazioni generali
L’art. 49, comma 4-bis, del d.l. n. 78/2010, convertito con mo¬dificazioni dalla L. n. 122/2010, ha riformulato l’art. 19 della l. n. 241/1990, la cui nuova rubrica è «Segnalazione certificata di ini¬zio attività – SCIA». Dunque, dal 31 luglio 2010, data di entrata in vigore delle nuove norme, la SCIA ha preso il posto della Dichia¬razione di inizio attività (DIA), per i procedimenti di competenza regionale, la SCIA sostituisce quindi la DIAP (Dichiarazione di Ini¬zio Attività Produttive).
Il «nuovo» art. 19 della L. 241/1990 prevede che ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività impren¬ditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclu¬sivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli stessi, sia sostituito da una segnalazione dell’interessato.
La SCIA non può sostituirsi automaticamente agli altri titoli abi¬litativi od autorizzativi vigenti che dovranno essere valutati alla luce della nuova formulazione dell’articolo 19 della l. 241/1990.
L’istituto della SCIA, pertanto, si applica in presenza delle se¬guenti condizioni:
– deve trattarsi di esercizio di attività imprenditoriale, commer¬ciale, artigianale;
– il rilascio dell’atto sostituito dalla segnalazione deve essere connesso esclusivamente all’accertamento di requisiti e pre¬supposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenu¬to generale;
– l’attività non deve essere subordinata ad alcun limite o con¬tingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale.
Sul punto, anche il Ministero delle Sviluppo Economico, con la Circolare n° 3637/C del 18 agosto 2010, ha sostenuto «l’inam¬missibilità dell’istituto della SCIA nei casi in cui ai fini dell’avvio di un’attività, la disciplina di settore disponga la necessità di strumenti di programmazione» e, sempre secondo il Ministero, con riferimento alle attività commerciali, ha precisato che detti strumenti di programmazione sono previsti per i pubblici esercizi, per il commercio su aree pubbliche, per le medie e le grandi strutture di vendita. Viceversa, ove il Comune abbia in vigore un atto di regolamentazione e di pianificazione relativo al rilascio delle autorizzazioni di natura «esterna» all’attività - cioè che si esaurisca nell’indicazioni dei presupposti di natura urbanistica richiesti per il rilascio (ad es. la richiesta di parcheggi) - ciò non è considerato impeditivo all’applicazione della SCIA, perché non costituisce un vero e proprio atto di programmazione delle atti¬vità ma solo una regolamentazione che impone ulteriori presup¬posti (per lo più di natura urbanistica) per il rilascio dell’autoriz¬zazione alla specifica attività produttiva.
Sono, invece, esclusi dall’ambito di applicazione della SCIA:
– le fattispecie in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggi¬stici o culturali;
– gli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministra¬zione delle finanze;
– gli atti imposti dalla normativa comunitaria, cioè in tutti quei casi in cui le normative comunitarie, recepite o direttamente ap¬plicate nel nostro ordinamento, approvate sia prima che dopo rispetto all’introduzione della disciplina sulla SCIA, prevedono l’attuazione di procedimenti amministrativi necessariamente culminanti con l’adozione di un provvedimento espresso.
– le attività economiche a prevalente carattere finanziario.
La presentazione della SCIA comporta l’allegazione delle di¬chiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà ai sensi degli articoli 46 e 47 del d.p.r. n. 445/2000 relativi a fatti, stati e qualità personali incidenti sul singolo procedimento; essa dovrà, nel caso la specifica normativa di settore preveda requi¬siti di natura tecnica o valutativa già oggetto di attestazione o asseverazione, essere accompagnata dalle attestazioni e as¬severazioni di tecnici abilitati ovvero dalle dichiarazioni di con¬formità di un’agenzia per le imprese di cui al d.p.r. n. 159/2010, attestanti la sussistenza dei requisiti e presupposti di legge, del pari incidenti sul procedimento.
L’espressione «tecnici abilitati» indica la categoria omnicom¬prensiva di tutte le figure di professionisti che, a seconda dei ca¬si, sono chiamate ad attestare la sussistenza dei requisiti richiesti dalle normative vigenti. La «vecchia DIA» doveva essere correda¬ta dalle autocertificazioni, certificazioni e attestazioni «normati¬vamente richieste», presupponendo l’applicazione delle diverse normative di settore nelle quali erano previsti i documenti tecnici che dovevano essere consultati per l’attestazione del possesso dei requisiti richiesti.
Il nuovo art. 19 della l. 241 deve dunque essere interpretato come disposizione di principio rispetto alle singole normative di settore che individuano la specifica documentazione che deve essere di volta in volta allegata alla SCIA e le specifiche figure professionali cui rivolgersi, unitamente al relativo percorso di abilitazione.
Restano quindi salve e tuttora applicabili le diverse discipline di settore, sia statali che regionali, a cui spetta solo di dettare la normativa di dettaglio e individuare la documentazione di volta in volta necessaria per la presentazione della SCIA e i professio¬nisti deputati alle asseverazioni richieste, come anche indicato nella nota 12 novembre 2010 MSN 1772 P- dell’Ufficio Legislativo del Ministero per la Semplificazione Normativa.
L’attività oggetto della segnalazione può essere iniziata dalla data di presentazione della stessa all’amministrazione compe¬tente. Questa ha 60 giorni di tempo per procedere alla verifiche del caso, con particolare riferimento all’accertamento dei requi¬siti e dei presupposti legittimanti l’esercizio dell’attività; può quin¬di adottare i provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa.
Decorsi 60 giorni dalla presentazione della segnalazione, fermi restando i generali poteri di autotutela di cui agli artico¬li 21-quinquies e 21-nonies della l. 241/90, la Pubblica Ammini¬strazione può intervenire sul «provvedimento consolidato» legit¬timante l’esercizio dell’attività solo in presenza del pericolo di un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.
Resta fermo sempre, quindi anche oltre i 60 giorni, l’obbligo per l’Amministrazione di segnalazione alla competente autori¬tà giudiziaria nell’ipotesi di false attestazioni e dichiarazioni con possibilità per l’Amministrazione di adottare i conseguenti prov¬vedimenti inibitori nel caso di accertate responsabilità.
Applicazione della SCIA alle attività commerciali
Sono soggetti a disciplina SCIA i seguenti procedimenti:
– apertura, trasferimento di sede e ampliamento della superfi¬cie di esercizi di vicinato fino ai limiti previsti dall’art. 4, comma 1, lettera d) del d. lgs. n. 114/98;
– avvio attività di vendita di prodotti negli spacci interni;
– avvio di attività di vendita di prodotti al dettaglio per mezzo di apparecchi automatici;
– avvio di attività di vendita al dettaglio per corrispondenza o tramite televisione o altri sistemi di comunicazione;
– avvio di attività di vendita al dettaglio o raccolta di ordinati¬vi di acquisto presso il domicilio dei consumatori;
– apertura, trasferimento e ampliamento delle attività di som¬ministrazione di alimenti e bevande nei soli casi previsti dall’ar¬ticolo 68, comma 4 della l.r. n. 6/2010 e quindi: negli esercizi nei quali la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande vie¬ne svolta congiuntamente ad attività di intrattenimento, in sale da ballo, locali notturni, stabilimenti balneari, impianti sportivi e altri esercizi similari; negli esercizi situati all’interno delle aree di servizio delle strade extraurbane principali, delle autostrade, nel¬le stazioni dei mezzi di trasporto pubblico e nei mezzi di trasporto pubblici; nelle mense aziendali e negli spacci annessi ad azien¬de, amministrazioni, enti e scuole nei quali la somministrazione viene effettuata esclusivamente nei confronti del personale di¬
pendente e degli studenti; nel domicilio del consumatore; nelle attività svolte direttamente, nei limiti dei loro compiti, da ospeda¬li, case di cura, parrocchie, oratori, comunità religiose, asili infan¬tili, case di riposo, caserme e stabilimenti delle forze dell’ordine; nelle attività da effettuarsi all’interno di musei, teatri, sale da con¬certo e simili);
– avvio di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande svolta in occasione di riunioni straordinarie di persone nell’ambito di manifestazioni temporanee.
Ai soli fini del rispetto della normativa comunitaria in materia di sicurezza alimentare, deve essere presentata la SCIA per le seguenti attività commerciali:
– avvio di attività di commercio all’ingrosso di prodotti alimentari;
– avvio di attività di vendita di prodotti alimentari in una me¬dia struttura, dopo aver ottenuto l’autorizzazione amministrativa ex art. 8 del d.lgs. 114/98 è necessario presentare la modulistica SCIA ai fini del rispetto della normativa comunitaria in materia di sicurezza alimentare;
– avvio attività di vendita di prodotti alimentari in una grande struttura, dopo aver ottenuto l’autorizzazione amministrativa ex art. 9 del d.lgs. 114/98 è necessario presentare la modulistica SCIA ai fini del rispetto della normativa comunitaria in materia di sicurezza alimentare;
– avvio di attività di vendita di prodotti alimentari nell’ambito del commercio ambulante, dopo aver ottenuto le autorizzazioni di cui agli artt. 23 e 24 della l.r. n. 6 del 2010, rispettivamente per il commercio su aree pubbliche e per quello in forma itinerante, è necessario presentare la modulistica SCIA ai fini del rispetto della normativa comunitaria in materia di sicurezza alimentare.
Per quanto riguarda i trasferimenti di sede dei pubblici eserci¬zi, si segnala che, in base all’art. 64 «Somministrazione di alimenti e bevande» del d.lgs. 59/2010, gli stessi sono soggetti a SCIA e non più ad autorizzazione nelle zone comunali non soggette a programmazione.
Si richiama inoltre la Circolare del Ministero dello Sviluppo Economico 10 agosto 2010 n. 3637/C che chiarisce l’inammis¬sibilità dell’istituto della SCIA nei casi in cui, ai fini dell’avvio di un’attività, la disciplina di settore disponga la necessità di stru¬menti di programmazione.
La predetta Circolare conferma la necessità dell’autorizzazio¬ne nei seguenti casi:
– avvio dell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nelle zone del territorio comunale che, in attuazione dell’art. 64 del d.lgs. 59/2010, siano state asso [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
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