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Decreto Ministeriale 22/05/ 2012

Ministero dell’Economia e delle Finanze - Modalita' di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti pubblici nazionali

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Istruzioni sulla certificazione dei crediti con Amministrazioni statali, enti locali e servizio sanitario

Circolare 27/11/2012 n. 35

(Gazzetta ufficiale 14/12/2012 n. 291)

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 22 maggio 2012 recante modalita' di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti da parte delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali - modalita' applicative

Alle Amministrazioni centrali e
periferiche dello Stato
Agli enti pubblici nazionali di cui
all'Elenco n. 1 allegato
Agli Uffici centrali del bilancio
Alle Ragionerie territoriali dello
Stato
Ad Equitalia SpA
A Riscossione Sicilia SpA
e p.c.
Al Dipartimento del tesoro
Al Dipartimento delle finanze

1. Premessa.
Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze in oggetto
(di seguito «D.M. certificazione») disciplina le modalita' di
certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme
dovute per somministrazioni, forniture e appalti da parte delle
amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali.
Conformemente a quanto previsto dall'articolo 3 del predetto D.M.,
la Ragioneria Generale dello Stato ha predisposto una piattaforma
elettronica per la gestione telematica del rilascio delle
certificazioni relative ai crediti non prescritti, certi, liquidi ed
esigibili richiesti dai fornitori delle amministrazioni o enti
debitori. Nelle more della predisposizione della piattaforma, ai
titolari dei crediti e' stata fornita la possibilita' di presentare
all'amministrazione o ente debitore l'istanza di certificazione del
credito secondo una modalita' ordinaria, descritta nell'articolo 2
del D.M. certificazione.
Dell'entrata in esercizio di tale piattaforma, attualmente limitata
alle funzionalita' che consentono la registrazione delle
amministrazioni e degli enti, e' stato dato avviso mediante
comunicato del Ministro dell'economia e delle finanze n. 144 del 18
ottobre 2012. Dell'attivazione delle ulteriori funzionalita', che
saranno progressivamente rese disponibili ai diversi soggetti
coinvolti nel processo di certificazione, sara' data comunicazione
sul sito Internet istituzionale del Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. Al
riguardo, si rammenta che la procedura ordinaria potra' essere
utilizzata solo nelle more del rilascio della funzionalita' di
presentazione in forma telematica delle istanze di certificazione.
Tuttavia, i procedimenti avviati con istanza presentata con la
procedura ordinaria dovranno proseguire con la medesima modalita'.
Per una efficiente gestione delle attivita' connesse alla tematica
della certificazione, anche con riferimento alla fase ordinaria, si
rende necessario fornire ai soggetti a vario titolo coinvolti nella
procedura, alcune indicazioni operative per l'attuazione del D.M.
certificazione.
Successivamente all'emanazione del D.M. certificazione, il
decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, all'articolo 13-bis ha modificato
l'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito
con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.
In particolare, relativamente agli aspetti rilevanti ai fini della
presente circolare:
e' stato ridotto a trenta giorni dal momento dell'istanza il
termine, prima fissato in sessanta giorni, oltre il quale i creditori
possono richiedere la nomina del commissario ad acta nel caso in cui
l'amministrazione o ente debitore non abbia rilasciato la
certificazione o attestato l'insussistenza o inesigibilita' del
credito;
e' stato esteso ai fornitori delle amministrazioni statali e
degli enti pubblici nazionali il meccanismo della compensazione con
le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo gia' vigente per le
regioni, gli enti locali e quelli del Servizio Sanitario Nazionale;
e' stata attribuita agli Uffici centrali del bilancio (UCB), con
riferimento alle amministrazioni statali centrali e agli enti
pubblici nazionali, la competenza per la nomina del Commissario ad
acta per il rilascio della certificazione, originariamente affidata
alle Ragionerie territoriali dello Stato (RTS), che rimangono invece
competenti per la nomina con riferimento alle certificazioni di
pertinenza delle amministrazioni statali periferiche.
Il decreto-legge 6 luglio 2012 n. 95, convertito con modificazioni
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, all'articolo 3-bis, comma 7, ha
altresi' previsto che possano essere utilizzate, al solo fine di
consentire la cessione pro soluto e pro solvendo a favore di banche o
di intermediatori finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente,
nonche' per l'ammissione alla garanzia del fondo di garanzia per le
piccole e medie imprese, le certificazioni rilasciate ai sensi
dell'articolo 141, comma 2, del decreto del Presidente della
Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 concernente il Regolamento di
esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163, recante Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi
e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.
Nella presente circolare si fa altresi' riferimento al meccanismo
della compensazione dei crediti certificati con le somme dovute a
seguito di iscrizione a ruolo ai sensi dell'articolo 28-quater del
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, considerata l'estensione del
predetto meccanismo alle amministrazioni statali e agli enti pubblici
nazionali disposta dal decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze del 19 ottobre 2012 («Modalita' con le quali i crediti non
prescritti certi liquidi ed esigibili maturati nei confronti dello
Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture
e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di
iscrizione a ruolo ai sensi dell'articolo 28-quater del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602») in attuazione
dell'articolo 13-bis del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94 (di
seguito «D.M. compensazione»).
Va infine ricordato che il decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 24 settembre 2012, concernente «Modifica del decreto 22
maggio 2012, recante Modalita' di certificazione del credito, anche
in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture
e appalti da parte delle amministrazioni dello Stato e degli enti
pubblici nazionali», ha adeguato il testo del D.M. certificazione
alle sopra richiamate modifiche alla normativa primaria
successivamente intervenute.
2. Definizione dell'ambito di applicazione.
L'articolo 1, comma 1, del D.M. certificazione, nel definirne
l'ambito di applicazione, fa riferimento ai crediti per somme dovute
per somministrazioni, forniture e appalti da parte delle
amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali.
Rientrano tra le amministrazioni dello Stato anche gli Istituti e
scuole di ogni ordine e grado, le Istituzioni educative e le
Istituzioni dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica, le
soprintendenze speciali dotate di autonomia gestionale e gli Istituti
dotati di autonomia speciale ai sensi dell'articolo 15 del D.P.R. 26
novembre 2007, n. 233.
Il predetto D.M. non trova applicazione nei confronti degli organi
costituzionali e a rilevanza costituzionale, in virtu' della speciale
autonomia di cui gli stessi sono dotati.
Relativamente all'ambito di applicazione della normativa di cui
trattasi, sono da intendersi «enti pubblici nazionali», di cui
all'allegato elenco n. 1, i soggetti istituiti o riconosciuti per
legge, a carattere nazionale, nonche' le Universita'.
Sono, invece, da ritenere non incluse le Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, in
considerazione del loro ambito di operativita' a livello
territoriale.
Sono, altresi', da ritenersi esclusi dall'ambito di applicazione
della predetta normativa gli Enti pubblici economici, in ragione del
loro assoggettamento al regime giuridico privatistico, gli enti ed
organismi di diritto privato e le societa' a partecipazione pubblica.
Si fa presente che la funzione di accreditamento, da parte delle
amministrazioni e degli enti, sulla piattaforma elettronica messa a
disposizione dalla Ragioneria Generale dello Stato e' disponibile
all'indirizzo
http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito ed
avviene utilizzando, quali chiavi di identificazione, il codice
fiscale e l'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) presenti
nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), che costituisce
l'archivio ufficiale contenente i riferimenti organizzativi,
telematici e toponomastici delle pubbliche amministrazioni. Al
riguardo, si rammenta che l'accreditamento in IPA e' obbligatorio per
tutte le amministrazioni, come previsto dall'articolo 12 del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 ottobre 2000 recante
le «Regole tecniche per l'adozione del protocollo informatico» e
dall'articolo 57-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e
successive modificazioni e integrazioni.
Pertanto prima di procedere all'accreditamento sulla piattaforma
elettronica si raccomanda a ciascuna amministrazione o ente debitore
di verificare, ed eventualmente aggiornare, tutti i dati di propria
competenza inseriti nell'archivio IPA, con particolare riferimento
alla denominazione, all'indirizzo della sede e all'indirizzo di posta
elettronica certificata (PEC).
Per quanto attiene all'ambito oggettivo, occorre far riferimento
alla natura del credito, cosi' come desumibile dal contratto
stipulato; pertanto si ritiene che il D.M. certificazione trovi
applicazione in relazione ad ogni credito scaturente da un contratto
avente ad oggetto somministrazioni, forniture ed appalti, secondo le
definizioni recate dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
Puo' essere certificato solo l'importo stabilito nel contratto a
titolo di corrispettivo, come adeguato, per i contratti ad esecuzione
periodica o continuativa, secondo gli indici ISTAT. Infatti, per
consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa,
l'articolo 115 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, che
sancisce l'obbligo della revisione periodica del prezzo per i
contratti ad esecuzione periodica o continuativa, e' norma imperativa
che si inserisce automaticamente nel contratto in caso di pattuizioni
difformi. E' invece da escludersi la certificazione degli interessi
moratori, che costituiscono una obbligazione accessoria avente
funzione risarcitoria.
A norma del D.M. del Ministro dell'economia e delle finanze del 24
settembre 2012, di modifica del D.M. certificazione, il creditore
puo' delegare una banca o un intermediario finanziario abilitato ai
sensi della normativa vigente a gestire per proprio conto le
attivita' connesse alla procedura di certificazione del credito, ivi
compresa la presentazione dell'istanza di nomina del commissario ad
acta.
3. Modalita' di verifica della certificazione da parte degli Uffici
centrali del bilancio o delle Ragionerie territoriali dello Stato.
L'articolo 2 del D.M. certificazione prevede al comma 2, che le
amministrazioni statali effettuino il riscontro della certezza,
liquidita' ed esigibilita' del credito e che l'esito di tale
riscontro sia verificato dal coesistente Ufficio centrale del
bilancio, per le amministrazioni centrali e dalla competente
Ragioneria territoriale dello Stato, per le amministrazioni
periferiche. Cio' anche ai fini della programmazione relativa
all'utilizzo delle disponibilita' dei fondi per la reiscrizione dei
residui passivi perenti.
Preliminarmente si ritiene necessario precisare le caratteristiche
del credito certificabile.
Il credito e' da considerarsi certo quando e' determinato nel suo
contenuto dal relativo atto negoziale, perfezionatosi, nel caso di
specie, secondo le forme e le procedure prescritte dalle vigenti
disposizioni contabili.
Ai fini della certificazione, e' da ritenersi sussistente il
requisito della certezza solo qualora il credito sia afferente ad una
obbligazione giuridicamente perfezionata per la quale sia stato
assunto, ai sensi dell'articolo 34 delle legge 31 dicembre 2009, n.
196, il relativo impegno di spesa, registrato sulle scritture
contabili.
Pertanto in assenza di contratto perfezionato e di impegno di
spesa, regolarmente registrato sulle scritture contabili, le
amministrazioni statali non potranno certificare il credito,
riferibile esclusivamente alla sfera giuridica del soggetto che ha
ordinato la somministrazione, la fornitura o l'appalto al di fuori
delle prescritte procedure giuscontabili. Ovviamente per i crediti
ascrivibili alla gestione dei funzionari delegati, i quali non
effettuano registrazioni di impegni sulle scritture contabili,
occorrera' riferirsi unicamente alla imprescindibile presenza delle
obbligazioni giuridicamente perfezionate (contratti).
Il requisito della liquidita', soddisfatto dalla quantificazione
dell'esatto ammontare del credito, e' ugualmente da ricondursi agli
elementi del titolo giuridico.
Quanto all'esigibilita', da valutarsi al momento del riscontro da
parte delle amministrazioni in parola, sta ad indicare l'assenza di
fattori impeditivi del pagamento del credito, quali, a titolo
puramente esemplificativo e non esaustivo, l'eccezione di
inadempimento, l'esistenza di un termine o di una condizione
sospensiva. Non sono quindi in nessun caso certificabili le somme
corrispondenti a debiti fuori bilancio delle Amministrazioni.
Appare opportuno rilevare che le verifiche da effettuarsi a cura
delle amministrazioni nella fase di rilascio della certificazione non
riguardano anche un'eventuale nuova richiesta del documento unico di
regolarita' contributiva (DURC) alla data del rilascio, in quanto la
regolarita' contributiva e' un requisito che non incide sulle
caratteristiche del credito da certificare (certezza, liquidita' ed
esigibilita').
In merito ai requisiti della certezza, liquidita' ed esigibilita',
giova precisare che essi devono riconoscersi al credito derivante da
somministrazioni, forniture o appalti, accertato con sentenza passata
in giudicato o a seguito di decreto ingiuntivo non opposto (che
acquista autorita' di cosa giudicata in relazione al credito
azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello
stesso, come sancito dalla Corte di Cassazione, Sez. Un. Civ., sent.
n. 4510 del 1 marzo 2005 e Sez. I, sent. n. 18725 del 6 settembre
2007), fermo restando che, anche in tal caso, ai fini del rilascio
della certificazione, il credito deve essere riconducibile ad un
impegno di spesa, assunto ai sensi dell'articolo 34 della legge 31
dicembre 2009, n. 196.
Ovviamente, in presenza di sentenza passata in giudicato o di
decreto ingiuntivo non opposto, le amministrazioni debitrici avranno
cura di accertare che per il predetto credito non siano in corso
procedure esecutive e che, come previsto nell'apposito modello, in
sede di presentazione dell'istanza per il rilascio della
certificazione il creditore si sia impegnato a non attivarle
successivamente.
Si precisa che le procedure di seguito illustrate non sono incluse
nell'ambito applicativo della piattaforma per la certificazione dei
crediti e devono, pertanto, avvenire secondo modalita' ordinarie.
Cio' premesso, in applicazione dell'articolo 2, comma 2, del D.M.
certificazione, le amministrazioni statali debitrici trasmettono
all'UCB/RTS, una bozza di certificazione (modello 2 del D.M.
certificazione), unitamente alla documentazione giustificativa dei
requisiti del credito, richiedendo il nulla osta al rilascio.
Verificato con esito positivo il predetto riscontro, l'UCB/RTS
restituisce il modello 2 all'amministrazione con apposto il timbro
del nulla osta al rilascio della certificazione. In caso contrario
l'ufficio di riscontro restituisce il modello senza il timbro di
nulla osta. In tal caso l'amministrazione statale debitrice non
potra' rilasciare la certificazione e dovra' immediatamente
comunicare al creditore istante l'insussistenza o l'inesigibilita'
del credito utilizzando l'apposito modello 2, allegato al D.M.
certificazione.
Per consentire la conclusione del procedimento di rilascio della
certificazione nel previsto termine di trenta giorni dalla ricezione
dell'istanza, la documentazione sopra indicata deve essere trasmessa
all'UCB/RTS non oltre dieci giorni dalla predetta ricezione. Per le
stesse finalita' la verifica da parte dell'UCB/RTS deve concludersi,
con la comunicazione dell'esito della stessa e del nulla osta, entro
i successivi dieci giorni.
Si precisa che il predetto riscontro e la relativa verifica
costituiscono un'attivita' di carattere istruttorio, preordinata
all'emissione della certificazione e non assumono le caratteristiche
del controllo di regolarita' amministrativa e contabile.
Effettuata la predetta verifica da parte dell'UCB/RTS, qualora la
richiesta di certificazione sia riferita a crediti rientranti fra i
residui passivi perenti, e' necessario distinguere il caso in cui per
lo stesso credito sia gia' stata presentata una richiesta di
reiscrizione da quello in cui tale istanza non sia stata presentata.
Nel caso in cui, per l'impegno perente oggetto di richiesta di
certificazione, non sia mai stata presentata alcuna richiesta di
reiscrizione, si effettua l'iter sopra descritto.
Qualora, invece, per l'impegno perente oggetto di richiesta di
certificazione sia gia' stata presentata richiesta di reiscrizione
(anche parziale), l'Amministrazione ne informa il creditore, il quale
ha facolta' di attivare una delle seguenti procedure:
Caso 1. ritirare la precedente istanza di reiscrizione e farsi
rilasciare la certificazione;
Caso 2. richiedere che la certificazione sia allegata alla
istanza di reiscrizione gia' presentata;
Caso 3. farsi rilasciare la certificazione solo per la parte per
la quale non e' stata presentata istanza di reiscrizione.
Caso 1
l'Amministrazione procede, entro i sette giorni successivi,
mediante richiesta trasmessa all'Ufficio centrale del
bilancio/Ragioneria territoriale dello Stato, all'annullamento della
richiesta precedentemente inoltrata;
L'Ufficio centrale del bilancio/Ragioneria territoriale dello Stato
comunica, con lo stesso mezzo, l'esito della procedura di
annullamento (effettuata dopo le opportune verifiche e controlli che
abbiano come esito il non inserimento dello stesso in uno schema di
decreto), dandone informazione anche all'Ufficio II dell'Ispettorato
Generale del Bilancio;
Una volta verificato lo stato di annullamento della precedente
istanza, l'Amministrazione consegna al creditore la certificazione.
Caso 2
L'Amministrazione procede, entro i sette giorni successivi,
mediante richiesta trasmessa all'Ufficio centrale del
bilancio/Ragioneria territoriale dello Stato all'annullamento della
richiesta precedentemente inoltrata;
L'Ufficio centrale del bilancio/Ragioneria territoriale dello Stato
comunica, con lo stesso mezzo, l'esito della procedura di
annullamento (effettuata dopo le opportune verifiche e controlli),
dandone informazione anche all'Ufficio II dell'Ispettorato Generale
del Bilancio;
Una volta verificato lo stato di annullamento della precedente
istanza, l'Amministrazione produce la certificazione e predispone,
sulla base del modello B, nuova istanza di reiscrizione;
Infine invia la documentazione all'UCB/RTS, che procede come
disposto nel paragrafo 6.
Caso 3
L'Amministrazione rilascia la certificazione solo per la parte non
riferita alla richiesta di reiscrizione gia' presentata.
4. Indicazioni operative a UCB/RTS circa la nomina dei commissari ad
acta.
L'articolo 13-bis del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52,
convertito con modificazioni dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, nel
modificare l'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
ha disposto che, in caso di mancato rilascio della certificazione
entro il termine previsto, su istanza del creditore, venga nominato
un commissario ad acta con oneri a carico dell'ente debitore e che la
predetta nomina debba essere effettuata dalla Ragioneria territoriale
dello Stato competente per territorio, per le certificazioni di
pertinenza delle amministrazioni statali periferiche, delle regioni,
degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale e
dall'Ufficio centrale del bilancio competente, per le certificazioni
di pertinenza delle amministrazioni statali centrali e degli enti
pubblici nazionali. Per le certificazioni di pertinenza della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e degli enti da questa
vigilati, l'Ufficio centrale del bilancio competente e' quello del
Ministero dell'economia e delle finanze.
Pertanto, alla luce della predetta modifica normativa le
disposizioni relative alla nomina del commissario ad acta di cui agli
articoli 4, comma 2, e 5, comma 2, del D.M. certificazione,
riguardanti rispettivamente la certificazione ordinaria e la
certificazione mediante piattaforma elettronica, vanno intese nel
senso che, decorso inutilmente il termine previsto per il rilascio
della certificazione, entro il termine perentorio di dieci giorni dal
ricevimento dell'apposita istanza presentata dal creditore, il
direttore dell'Ufficio centrale del bilancio competente, ovvero il
direttore della Ragioneria territoriale dello Stato competente,
nomina un commissario ad acta, previa verifica sulla piattaforma che
la certificazione non sia stata gia' resa dall'amministrazione o
dall'ente debitore.
Con le istruzioni tecniche pubblicate sulla home page della sezione
del sito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato
dedicata alla piattaforma elettronica e' stata data comunicazione
delle procedure da adottare per la nomina del commissario ad acta.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, si precisa che la predetta verifica in merito
all'avvenuto rilascio della certificazione e' effettuata con
specifica richiesta all'amministrazione o all'ente debitore, nella
quale sara' indicato il numero identificativo dell'originaria istanza
di certificazione.
Qualora non venga fornito, da parte del creditore, il predetto
numero identificativo non si potra' dare corso alla verifica e,
conseguentemente, alla procedura di nomina del commissario ad acta.
L'incarico di commissario ad acta, secondo quanto stabilito
dall'articolo 4, comma 3, e 5, comma 3, del predetto D.M., deve
essere conferito prioritariamente ad un rappresentante
dell'amministrazione o ente debitore o, in subordine, della
Prefettura - Ufficio territoriale del Governo competente per
territorio o, infine, della Ragioneria territoriale dello Stato. I
predetti rappresentanti sono individuati, in ragione della loro
carica, nelle figure di vertice di ciascuna amministrazione, che
possono delegare un proprio dirigente o funzionario.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, per il conferimento dell'incarico e' utilizzato
il modello di cui all'allegato 3 del predetto D.M.
Gli eventuali oneri sostenuti dai commissari ad acta sono posti a
carico dell'amministrazione o ente debitore. Pertanto, nei casi in
cui il commissario ad acta non appartenga ai ruoli
dell'amministrazione o ente debitore, il commissario stesso presenta
a quest'ultimo apposita istanza di rimborso, allegando tutta la
documentazione giustificativa delle spese sostenute, nel rispetto
delle vigenti disposizioni in tema di trattamento di missione dei
pubblici dipendenti.
Si precisa che, ai soli fini della decorrenza dei termini per
l'attivazione dell'istanza di nomina del commissario ad acta, la
piattaforma elettronica acquisisce anche le istanze di certificazione
per crediti nei confronti di amministrazioni o enti che non abbiano
ottemperato all'obbligo, previsto all'articolo 3, comma 2 del D.M.
certificazione, di abilitarsi sulla piattaforma. Ne consegue che le
predette istanze non saranno processate, salvo che il titolare del
credito, trascorsi i termini prescritti, non presenti istanza di
nomina di un commissario ad acta.
5. Procedure da seguire con i soggetti cessionari del credito in fase
di utilizzo della certificazione da parte del fornitore.
A) in caso di cessione al sistema finanziario.
Nel caso in cui il creditore intenda cedere il credito certificato
ad un istituto finanziario, si richiama di seguito la procedura
prevista dall'articolo 1, comma 1, lett. f) del decreto modificativo
in materia di certificazione.
All'avvio dell'istruttoria per la cessione, l'istituto finanziario
cessionario verifica con un'apposita funzione telematica la validita'
della certificazione e svolge nelle modalita' consuete, fuori
piattaforma, le opportune attivita' relative all'istruttoria. Ad
istruttoria conclusa con esito positivo, l'istituto cessionario
notifica sulla piattaforma, tramite apposita funzione telematica,
l'avvenuta cessione del credito (totale o parziale)
all'amministrazione debitrice comprensiva degli estremi del nuovo
creditore.
Si rammenta che, a norma dell'articolo 3, comma 6, del D.M.
certificazione, la comunicazione telematica assolve al requisito di
cui all'articolo 117, commi 2 e 3 del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163 e all'obbligo di notificazione.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, all'avvio dell'istruttoria per la cessione,
l'istituto finanziario cessionario trattiene l'originale della
certificazione e ne rilascia copia timbrata per ricevuta al titolare
del credito e procede, entro i tre giorni lavorativi successivi,
mediante richiesta trasmessa all'amministrazione o ente debitore con
posta elettronica certificata, alla verifica dell'esistenza e
validita' di tale certificazione. Entro il decimo giorno successivo
alla richiesta di cui al periodo precedente, l'amministrazione o ente
debitore comunica, con lo stesso mezzo, l'esito della verifica
all'istituto cessionario che informa il titolare del credito.
L'istituto cessionario in caso di utilizzo totale del credito
trattiene l'originale della certificazione e invia
all'amministrazione o ente debitore contestualmente alla
comunicazione dell'avvenuto subentro nel credito una copia conforme
dello stesso; in caso di utilizzo parziale, l'istituto cessionario
annota l'ammontare oggetto di cessione sull'originale della
certificazione, consegnando una copia conforme dello stesso al
titolare del credito completa della predetta annotazione.
Contestualmente alla comunicazione dell'avvenuto subentro parziale
nel credito, l'istituto cessionario trasmette all'amministrazione o
ente debitore una copia conforme della certificazione completa della
predetta annotazione.
B) in caso di compensazione.
Si richiama di seguito la procedura prevista dai commi da 2 a 4
dell'articolo 4 del decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152
del 2 luglio 2012, recante «Modalita' con le quali i crediti non
prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle
Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario
Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere
compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo, ai
sensi dell'articolo 31, comma 1-bis, del decreto-legge 31 maggio 2010
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122.», le cui disposizioni si applicano, a seguito dell'emanazione
del D.M. compensazione, anche alle amministrazioni statali ed agli
enti pubblici nazionali.
All'avvio dell'istruttoria per la compensazione, direttamente sulla
piattaforma, l'agente della riscossione verifica con un'apposita
funzione telematica la validita' della certificazione e svolge nelle
modalita' consuete, fuori piattaforma, le opportune verifiche di
competenza. Ad attivita' concluse con esito positivo l'agente della
riscossione notifica sulla piattaforma, tramite apposita funzione
telematica, l'avvenuta compensazione del credito (totale o parziale)
alla amministrazione debitrice. L'attestazione di avvenuta
compensazione e tutti gli altri obblighi previsti dalla procedura
ordinaria sono gestiti in modalita' telematica.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, l'agente della riscossione, trattiene
l'originale della certificazione, ne rilascia copia timbrata per
ricevuta al titolare del credito e procede, entro i tre giorni
lavorativi successivi, mediante richiesta trasmessa
all'amministrazione debitrice con posta elettronica certificata, alla
verifica dell'esistenza e validita' di tale certificazione. Entro il
decimo giorno successivo alla richiesta dell'agente della
riscossione, l'Amministrazione debitrice e' tenuta a comunicare, con
lo stesso mezzo, l'esito della verifica all'agente della riscossione
che informa il titolare del credito.
In caso di esito positivo della verifica, il debito si estingue
limitatamente all'importo corrispondente al credito certificato e
utilizzato in compensazione e il titolare del credito ritira
l'attestazione di avvenuta compensazione presso lo sportello del
competente agente della riscossione. L'importo del credito utilizzato
in compensazione per il pagamento delle somme iscritto a ruolo e'
annotato sulla copia della certificazione rilasciata dall'agente
della riscossione. Il credito residuo puo' essere utilizzato solo se
la copia della certificazione e' accompagnata dall'attestazione di
avvenuta compensazione.
6. Procedura di pagamento del credito certificato.
La certificazione del credito rilasciata dall'amministrazione o
ente debitore contiene l'indicazione della data prevista di pagamento
(che in ogni caso non puo' essere superiore ai 12 mesi dalla data di
presentazione dell'istanza di certificazione). L'attivita' di
certificazione comporta necessariamente che le amministrazioni
statali accertino la disponibilita' delle risorse finanziarie
necessarie ai pagamenti, tenendo conto delle scadenze risultanti
dalle certificazioni stesse: cio' al fine di preordinare, per tempo,
le disponibilita' di cassa, soprattutto nel caso in cui si debba
procedere al pagamento di residui iscritti in bilancio ovvero dei
residui perenti, per i quali e' necessario procedere anche alla loro
reiscrizione in bilancio in termini di competenza.
Al fine di una efficiente programmazione dei pagamenti, le
Amministrazioni devono predisporre un crono-programma mensile degli
stessi; tale crono-programma e' oggetto delle comunicazioni mensili
relative al monitoraggio di cui al paragrafo 8.
Per l'indicazione della data di pagamento si devono adottare i
criteri illustrati nel seguito.
Relativamente alle somme iscritte in bilancio (impegni di
competenza o residui) si deve comunque tener conto:
dei tempi occorrenti per l'acquisizione delle disponibilita'
finanziarie qualora le stesse non fossero sufficienti;
dei tempi necessari per provvedere al pagamento;
per i residui passivi, del termine di perenzione, escludendo la
possibilita' di fissare una data prevista di pagamento successiva
alla scadenza dei termini di conservazione dei residui in bilancio.
Per gli impegni iscritti nel rendiconto patrimoniale (residui
passivi perenti), stante il particolare iter che li caratterizza, il
termine di pagamento da indicare sulla certificazione deve essere
esattamente pari a 12 mesi dalla data di presentazione dell'istanza.
Resta inteso che, nel caso in cui norme o provvedimenti particolari
prevedano un termine perentorio per l'effettuazione del pagamento, lo
stesso e' da considerarsi quale data da inserire nella
certificazione, evitando in tal modo di incorrere in sanzioni o
provvedimenti di riscossione coattiva.
Nel caso delle amministrazioni statali, non sono ammessi pagamenti
anticipati di oltre trenta giorni rispetto alla data indicata nella
certificazione, ne' pagamenti posticipati rispetto a tale data.
Dal punto di vista operativo si precisa che tale pagamento deve
avvenire:
a) a favore del soggetto cessionario (generalmente un istituto
finanziario, vale a dire una banca, una societa' di factoring, ecc.),
per i crediti oggetto di cessione;
b) con pagamento all'agente della riscossione, per i crediti
verso Amministrazioni statali, i quali hanno formato oggetto di
compensazione con somme dovute per tributi erariali iscritti a ruolo.
L'Agente della riscossione successivamente provvedera' al versamento
all'entrata del bilancio dello Stato della somma ricevuta, secondo le
modalita' ordinariamente previste;
c) con pagamento all'agente della riscossione, per i crediti
verso enti pubblici nazionali, i quali hanno formato oggetto di
compensazione con tributi erariali iscritti a ruolo. L'agente della
riscossione successivamente provvedera' al versamento all'entrata del
bilancio dello Stato della somma ricevuta, secondo le modalita'
ordinariamente previste. E' opportuno evidenziare che, in caso di
mancato pagamento da parte dell'ente debitore dell'importo utilizzato
in compensazione entro 12 mesi dal rilascio della certificazione,
l'agente della riscossione ne da' comunicazione entro i successivi
sessanta giorni al Ministero dell'economia e delle finanze e
l'importo oggetto della compensazione e' recuperato mediante
riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente a qualsiasi titolo,
come previsto dall'articolo 1, comma 2 del D.M. compensazione.
Qualora il recupero non sia possibile con la modalita' di cui al
precedente periodo, l'agente della riscossione procede, sulla base
del ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione
coattiva secondo le disposizioni di cui al titolo II del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602;
d) con pagamento all'agente della riscossione, per i crediti i
quali hanno formato oggetto di compensazione con somme dovute per
tributi di enti territoriali ovvero per contributi assistenziali, per
contributi previdenziali e per premi per l'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni e le malattie professionali iscritti a ruolo.
L'Agente della riscossione successivamente provvedera' al versamento
all'Ente territoriale ovvero all'Ente previdenziale della somma
ricevuta, secondo le modalita' ordinariamente previste.
Si precisa che, per somme iscritte a ruolo, si fa riferimento a
importi notificati entro il 30 aprile 2012, relativi a cartelle di
pagamento e atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31
maggio n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, come indicato nel D.M. compensazione.
Per i certificati gestiti tramite la piattaforma elettronica i
pagamenti in favore dei creditori, dei soggetti cessionari e
dell'agente della riscossione devono essere registrati, oltre che sui
sistemi contabili correntemente in uso, anche sulla piattaforma
stessa, al fine di mantenere aggiornato il valore del credito
certificato.
Si segnala, altresi', che eventuali pagamenti diretti da parte
dell'amministrazione o ente debitore in favore dei creditori ai quali
sia stata gia' rilasciata la certificazione del credito con procedura
ordinaria possono essere effettuati solo previa restituzione della
certificazione stessa (articolo 2, comma 7, del D.M. certificazione).
Inoltre, poiche' nel caso in cui il credito certificato sia ceduto
o compensato il creditore cessionario subentra nel diritto al
creditore originario, prima di procedere al pagamento e' opportuno
verificare quale sia l'effettivo beneficiario dell'operazione. A tale
scopo, sulla piattaforma elettronica sono presenti apposite
funzionalita' per rendere agevole la ricerca delle certificazioni
rilasciate a partire dalle informazioni relative al credito
originario (ad esempio, gli estremi della fattura).
Le operazioni di cessione, di compensazione o di anticipazione non
comportano alcuna particolare contabilizzazione nel bilancio
dell'ente debitore. Si procede normalmente alla registrazione
contabile del pagamento nel momento in cui si e' provveduto
all'erogazione della somma spettante al creditore subentrato (banca,
agente della riscossione, ecc.). L'imputazione e' operata sul
capitolo ovvero sulla voce di spesa originariamente deputati ad
accogliere il pagamento della fornitura e, per l'eventuale pagamento
di interessi di mora o altri oneri, sui pertinenti capitoli o le
specifiche voci di spesa. In caso di compensazione, l'incasso del
ruolo da parte dello Stato, dell'Ente territoriale ovvero dell'Ente
previdenziale avviene tramite l'agente della riscossione che provvede
al relativo versamento ai predetti Enti, con imputazione alle
pertinenti voci di entrata.
Alcune indicazioni per le sole amministrazioni statali.
Si forniscono di seguito alcune indicazioni operative, specifiche
per le amministrazioni statali.
Modalita' della eventuale richiesta di cassa.
Per le somme iscritte in bilancio, l'amministrazione deve
comunicare immediatamente l'eventuale necessita' di cassa per
effettuare il pagamento. Al riguardo, si richiama l'articolo 6, comma
14, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che ha introdotto,
per il corrente esercizio finanziario e quello successivo, la
«facolta' di disporre, tra capitoli, variazioni compensative di sola
cassa, fatta eccezione per i pagamenti effettuati mediante
l'emissione di ruoli di spesa fissa, previa verifica da parte del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, della
compatibilita' delle medesime con gli obiettivi programmati di
finanza pubblica».
Le richieste in oggetto devono, pertanto, essere inoltrate, tramite
i coesistenti Uffici centrali del bilancio, solo una volta che sia
stata verificata l'impossibilita' di far fronte al pagamento
attraverso il ricorso alle misure di flessibilita' sopra illustrate.
Modalita' della eventuale richiesta di reiscrizione dei residui
perenti.
L'articolo 2 del D.M. certificazione prevede al comma 2, terzo
periodo, che le amministrazioni statali, nella richiesta di
reiscrizione dei residui passivi perenti, specifichino se si tratti
di crediti per i quali sia stata rilasciata certificazione ai sensi
del predetto D.M. e che, in tal caso, nella medesima richiesta
indichino la data prevista per il pagamento, seguendo le indicazioni
di cui al precedente punto.
Nel rispetto di quanto disposto dall'articolo 2 del Decreto del
Presidente della Repubblica 24 aprile 2001, n. 270 recante
Regolamento di semplificazione delle procedure di reiscrizione nel
bilancio dello Stato dei residui passivi perenti, si indicano le
casistiche e le procedure specifiche relative ai crediti certificati
che riguardino impegni colpiti da perenzione amministrativa.
Operazioni di competenza del creditore (Titolare, cessionario o
agente della riscossione).
Il creditore presenta richiesta ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 270/2001, consegnando l'originale della
certificazione. Al fine di garantire il pagamento alla scadenza, si
distinguono i seguenti casi:
A) La richiesta ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 270/2001 e' presentata dal creditore originario:
Laddove il creditore originario intenda presentare richiesta
per attivare la procedura per la reiscrizione di perenti (quindi non
sia intenzionato a cedere il credito ad un istituto bancario o ad
utilizzarlo per una compensazione, oppure intenda attivare la
procedura di richiesta di riassegnazione per il credito residuo
risultante dopo le predette operazioni), questa deve essere
effettuata entro quattro mesi dalla data di presentazione
dell'istanza di certificazione.
B) La richiesta ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 270/2001 e' presentata da un soggetto subentrato al
creditore originario (es. Istituto cessionario o agente della
riscossione):
In tal caso la richiesta da parte del soggetto subentrato deve
essere effettuata entro sei mesi dalla data di presentazione
dell'istanza di certificazione.
Adempimenti dell'amministrazione.
L'Amministrazione provvede ad inviare la richiesta di reiscrizione
ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 270/2001 al
coesistente UCB/RTS, utilizzando il modello allegato (modello B), da
presentare, in triplice copia, allegando la documentazione indicata
nello stesso.
Adempimenti dell'Ufficio centrale del bilancio.
L'Ufficio centrale del bilancio, ricevute le richieste di
reiscrizione, provvede ad inserire quelle interessate da
certificazione in appositi fascicoli, identificabili sul sistema
informatico tramite funzionalita' appositamente predisposte
sull'applicativo SIPATR, avendo cura di raggruppare le istanze
secondo la data prevista per il pagamento indicata sulla
certificazione.
Nella nota accompagnatoria per l'invio all'Ufficio II
dell'Ispettorato Generale del Bilancio del Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato deve essere indicata la scadenza di
riferimento. I fascicoli, corredati della documentazione richiesta
(in duplice copia), relativi a certificazioni aventi scadenza di
pagamento in un dato mese, devono pervenire al predetto Ufficio entro
il terzo mese precedente la data di pagamento apposta sulla
certificazione. In caso contrario, vista la tempistica per la
procedura di riassegnazione di fondi attraverso l'emissione di un
Decreto Ministeriale e delle successive fasi di controllo, esiste la
possibilita' di non adempiere al pagamento entro la data indicata.
Restano salve le disposizioni di cui alla circolare 6 del 27
febbraio 2012 in merito all'applicazione delle disposizioni
dell'articolo 35, comma 1, lettera a), del decreto-legge n. 1 del
2012, con particolare riferimento alla distinzione dei fascicoli che
contengano richieste di reiscrizione riguardanti debiti connessi a
transazioni commerciali per la fornitura di beni e servizi.
Adempimenti dell'Ispettorato generale del bilancio.
L'ufficio II dell'Ispettorato generale del bilancio del
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato predispone, previa
verifica del rispetto dei vincoli di finanza pubblica e della
disponibilita' dei fondi assegnati, i Decreti di riassegnazione per
le richieste di reiscrizione per le quali e' stata rilasciata
certificazione, inserite in fascicoli specificamente identificati
attraverso l'applicazione informatica SIPATR.
Si evidenzia che le attivita' sopra descritte devono essere svolte
utilizzando gli strumenti specifici gia' in uso presso le
amministrazioni in quanto i relativi processi non rientrano
nell'ambito applicativo della piattaforma elettronica. In ogni caso
sul predetto sistema informatico e' possibile indicare la data di
previsto pagamento ed altresi' e' disponibile la funzione telematica
di restituzione della certificazione precedentemente rilasciata.
7. Verifica prescritta dall'articolo 48-bis del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
L'articolo 2 del D.M. certificazione prevede al comma 4 che, prima
di rilasciare la certificazione, per i crediti di importo superiore a
diecimila euro, l'amministrazione o ente debitore proceda,
ricorrendone i presupposti, alla verifica prescritta dall'articolo
48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 602.
Tale verifica e' effettuata con le modalita' indicate nel D.M. 18
gennaio 2008, n. 40.
Si precisa, tuttavia, che la verifica in parola, non essendo
preordinata ad un effettivo pagamento, ha natura meramente
ricognitiva e non dispiega gli effetti della verifica ordinaria, in
particolare l'attivazione della procedura di pignoramento dei crediti
di cui all'articolo 72-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
A tal proposito, si segnala che la societa' Equitalia S.p.A. ha
gia' predisposto il formato della richiesta di verifica ex 48-bis
disponibile sul sito www.acquistinretepa.it nella sezione dedicata al
Servizio Verifica Inadempimenti, consentendo al richiedente di
specificare se detta verifica debba effettuarsi a soli fini
ricognitivi ai sensi del D.M. in oggetto.
Si fa presente che in caso di cessione del credito, a prescindere
dall'esito della verifica nei confronti del cedente, prima di
effettuare il pagamento in favore del cessionario, occorre procedere
alla verifica, ai sensi del richiamato articolo 48-bis, nei confronti
di quest'ultimo.
Si ricorda che, indipendentemente dall'esito della verifica, la
certificazione deve essere resa dall'amministrazione o ente debitore
per l'effettivo ammontare delle somme dovute; qualora dalla verifica
effettuata risultino inadempienze all'obbligo di versamento derivante
dalla notifica di una o piu' cartelle di pagamento la certificazione
dovra' darne atto (il modello di certificazione prevede una sezione
per indicare il predetto esito).
In questo caso il credito puo' essere ceduto solo per l'importo
corrispondente all'ammontare del credito indicato nella
certificazione, decurtato delle somme relative all'accertata
inadempienza.
Giova ricordare che l'intenzione di utilizzare il credito in
compensazione ai sensi dell'articolo 28-quater del D.P.R. 29
settembre 1973, n. 602, manifestata dal creditore in una apposita
sezione dell'istanza di certificazione, non costituisce un vincolo
per il creditore medesimo nella fase di utilizzo. Tale indicazione e'
inserita nel modello principalmente a fini di monitoraggio ex ante
del fenomeno della compensazione, sia a livello di singolo ente, sia
per la finanza pubblica nel suo complesso.
E' opportuno sottolineare che l'unica ipotesi in cui si deve
effettuare un'operazione di nettizzazione del credito da certificare
e' quella prevista dal comma 5 del medesimo articolo 2, riguardante
gli eventuali crediti dell'amministrazione o ente debitore diversi da
quelli potenzialmente rientranti nell'ambito di applicazione del D.M.
compensazione, ossia da quelli di natura tributaria e contributiva,
rivenienti dalle procedure del cosiddetto «accertamento esecutivo» e
dell'avviso di addebito di cui, rispettivamente, agli articoli 29 e
30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
In tal caso l'importo e' certificato al netto di tali crediti, in
quanto le corrispondenti posizioni di debito/credito tra
amministrazione o ente e fornitore devono reciprocamente chiudersi
contestualmente al rilascio della certificazione.
L'amministrazione o ente, in tale circostanza, provvede alle
relative annotazioni sulle scritture contabili sia dal lato
dell'entrata che della spesa.
8. Modalita' per la comunicazione mensile da parte delle
Amministrazioni e degli Enti al Ministero dell'economia e delle
finanze ai fini del monitoraggio.
L'articolo 7 del D.M. certificazione prevede, limitatamente ai
procedimenti di certificazione avviati con la procedura ordinaria,
che l'amministrazione o l'ente debitore comunichi mensilmente, entro
il decimo giorno di ciascun mese, al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e
Dipartimento del Tesoro - il numero e l'ammontare delle
certificazioni rilasciate, specificando se oggetto di cessione ovvero
di anticipazione, se assistita da mandato irrevocabile all'incasso,
nonche' quelle relative alle compensazioni con le somme dovute per
cartelle di pagamento e atti di cui agli articoli 29 e 30 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. La comunicazione deve altresi'
includere l'indicazione del capitolo di spesa, specificando, in caso
di residui passivi, la tipologia degli stessi (iscritti in bilancio o
in perenzione) inerenti la somma oggetto di certificazione.
La predetta comunicazione deve riguardare anche le certificazioni
di debiti dell'amministrazione o dell'ente rilasciate dai commissari
ad acta ai sensi dell'articolo 4 del D.M. certificazione.
A tal fine si precisa che l'obbligo della comunicazione decorre dal
giorno 10 del mese di dicembre 2012. La prima comunicazione conterra'
i dati relativi alle certificazioni rilasciate fino al 30 novembre
2012, distinte per mese. Le comunicazioni successive, da inviarsi
entro il giorno 10 di ciascun mese, avranno ad oggetto l'informazione
con riferimento al mese precedente; tuttavia, nel caso in cui non
siano state effettuate le comunicazioni dovute nei mesi precedenti o
nel caso si renda necessario rivedere i dati relativi ad un mese gia'
oggetto di trasmissione, dovra' essere inviato un prospetto separato
per ciascun mese. Le predette comunicazioni devono essere effettuate
anche qualora l'amministrazione o ente abbia gia' provveduto in
precedenza a inviare in altra forma al Ministero dell'economia e
delle finanze le informazioni relative ai mesi antecedenti.
La comunicazione avverra' tramite posta elettronica secondo
l'allegato modello A.
Si precisa che le comunicazioni di cui al modello A dovranno essere
inviate, contemporaneamente, con lo stesso mezzo, anche al competente
Ufficio centrale del bilancio.
Al fine di poter verificare l'esaustivita' delle risposte
pervenute, la comunicazione dovra' avvenire anche nel caso in cui non
siano state rilasciate certificazioni nel mese in oggetto, allegando
comunque il modello A.
Alternativamente all'invio del modello A, le amministrazioni o enti
potranno inviare le medesime informazioni a livello di singola
certificazione, secondo i tracciati indicati nel modello A-bis
distinti secondo le fasi di rilascio della certificazione, utilizzo
della stessa e pagamento. Nel caso di utilizzo del modello A-bis,
dovra' comunque essere compilata la tavola relativa al cronoprogramma
mensile dei futuri pagamenti inclusa nel modello A.
L'oggetto del messaggio di posta elettronica che accompagnera' la
trasmissione delle comunicazioni deve riportare la dicitura
«Monitoraggio certificazioni D.L. n. 185/2008 - Amministrazioni
Statali» per le amministrazioni statali e «Monitoraggio
certificazioni D.L. n. 185/2008 - Enti Pubblici Nazionali» per gli
enti pubblici nazionali.
L'indirizzo di posta elettronica da utilizzare e' il seguente:
monitoraggio.certificazionecrediti@tesoro.it e la trasmissione dovra'
essere effettuata utilizzando esclusivamente i modelli resi
disponibili sul sito Internet istituzionale del Ministero
dell'economia e delle finanze.
Le istruzioni operative per la compilazione dei vari campi sono
riportate in allegato alla presente circolare.
Con l'entrata in esercizio della piattaforma elettronica, i dati
relativi all'ammontare delle certificazioni rilasciate da ciascuna
amministrazione (previsti all'articolo 3, comma 8) saranno messi a
disposizione delle strutture competenti tramite funzione telematica.
Pertanto, limitatamente alle tavole 1 e 2, nonche' per le
certificazioni rilasciate con modalita' telematica, gli obblighi di
comunicazione di cui al presente paragrafo saranno assolti dalla
piattaforma elettronica.
Per le restanti tavole, relativamente ai soli debiti certificati in
via ordinaria, fino all'avvenuto pagamento della totalita' degli
stessi, restano valide le modalita' di comunicazione sopra descritte.
9. Comunicazioni degli Agenti della riscossione al Ministero
dell'economia e delle finanze relativamente alle compensazioni con
somme dovute per tributi e contributi previdenziali.
Ai sensi dell'articolo 4, comma 4, del D.M. compensazione, l'agente
della riscossione e' tenuto a comunicare all'amministrazione o ente
debitore e all'ente impositore l'avvenuta compensazione tramite posta
elettronica certificata entro i successivi cinque giorni lavorativi.
Ai fini del monitoraggio di cui al paragrafo precedente, secondo
quanto previsto dall'articolo 4 comma 5 del D.M. compensazione,
l'agente trasmettera' altresi' al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, entro
il decimo giorno di ciascun mese, un prospetto nel quale e' riportata
l'indicazione delle compensazioni effettuate.
Per ciascuna operazione di compensazione, l'agente della
riscossione dovra' fornire le seguenti informazioni: codice
identificativo dell'operazione, indicazione dell'agente della
riscossione, data del rilascio della certificazione, data della
compensazione, ente debitore, ente impositore, capo, capitolo e
articolo dello stato di previsione dell'entrata per il solo bilancio
dello Stato, tipologia di imposta, codice tributo, ammontare oggetto
della compensazione (con separata indicazione del carico del tributo,
ossia del ruolo residuo, dell'aggio, degli interessi di mora, delle
sanzioni o somme aggiuntive, delle spese per le procedure esecutive).
Considerato che il monitoraggio riguardera', oltre alle avvenute
compensazioni, anche le fasi del pagamento e dell'eventuale rimborso
al debitore originario (ad esempio in caso di sgravi sopraggiunti
successivamente all'avvenuta compensazione), per ogni transazione si
indichera' con apposito codice quale fase della singola operazione e'
oggetto di comunicazione. Qualora alcune delle informazioni trasmesse
in fase di compensazione relativamente ad una data operazione (ad
esempio l'ammontare dovuto o i capitoli di bilancio interessati) si
modificassero in un momento successivo, di tale modifica sara' dato
conto nell'occasione della successiva comunicazione relativa alla
medesima operazione (ossia in fase di pagamento o di rimborso) senza
necessita' di comunicazioni intermedie.
La piattaforma elettronica prevede l'invio delle notifiche delle
compensazioni ammesse dall'agente della riscossione tramite funzione
telematica. Le procedure di monitoraggio secondo le modalita' sopra
descritte riguarderanno anche le compensazioni su crediti certificati
attraverso la piattaforma elettronica. Le tipologie di crediti
certificate nelle due forme saranno rese distinguibili grazie ad
appositi codici, attribuiti alla singola operazione.
A tal fine si precisa che tale comunicazione dovra' avvenire, con
modalita' da concordarsi tra le parti, a partire dal giorno 10 del
mese di dicembre 2012. La prima comunicazione conterra' i dati
relative alle certificazioni rilasciate fino al 30 novembre 2012,
distinte per mese. Le comunicazioni successive, da effettuarsi entro
il giorno 10 di ciascun mese, avranno ad oggetto l'informazione con
riferimento al mese precedente; tuttavia, nel caso in cui non siano
state effettuate le comunicazioni dovute nei mesi precedenti o nel
caso si renda necessario rivedere i dati relativi ad un mese gia'
oggetto di trasmissione, dovra' essere inviato un prospetto separato
per ciascun mese.
Roma, 27 novembre 2012

Il Ragioniere generale dello Stato: Canzio



Allegato - Elenco n. 1


Enti Pubblici Nazionali distinti secondo l'Amministrazione vigilante


MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

ISTITUTO NAZIONALE PER L'ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL
LAVORO - INAIL
ISTITUTO NAZIONALE PREVIDENZA SOCIALE - INPS -
ISTITUTO PER LO SVILUPPO DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE LAVORATORI -
ISFOL -



MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA

UNIVERSITA' POLITECNICA DELLE MARCHE-ANCONA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DELL'AQUILA
UNIVERSITA' DI BARI
UNIVERSITA' DELLA BASILICATA
UNIVERSITA' DEL SANNIO DI BENEVENTO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BERGAMO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BRESCIA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI CAGLIARI
UNIVERSITA' DELLA CALABRIA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI CAMERINO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI CASSINO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI CATANIA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI "MAGNA GRECIA" DI CATANZARO
UNIVERSITA' DI CHIETI "G. D'ANNUNZIO"
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FERRARA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FIRENZE
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FOGGIA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI GENOVA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI LECCE
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MACERATA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MESSINA
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI MILANO - BICOCCA
UNIVERSITA' DI MODENA E REGGIO EMILIA
UNI [ . . . ]

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