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Decreto Ministeriale 25/06/ 2012

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Modalita' di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti, da parte delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, di cui all'articolo 9, commi 3-bis e 3-ter del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive modificazioni e integrazioni.

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Istruzioni sulla certificazione dei crediti con Amministrazioni statali, enti locali e servizio sanitario

Circolare 27/11/2012 n. 36

(Gazzetta ufficiale 14/12/2012 n. 291)

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 25 giugno 2012 recante modalita' di certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti, da parte delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, di cui all'articolo 9, commi 3-bis e 3-ter del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive modificazioni e integrazioni - modalita' applicative

Alle Regioni
Alle Province Autonome di Trento e
Bolzano
Alle Province
Ai Comuni
Alle Comunita' Montane
All'U.P.I.
All'A.N.C.I.
All'U.N.C.E.M.
Agli Enti del Servizio sanitario
nazionale
Alle Ragionerie Territoriali dello
Stato
Ad Equitalia S.P.A.
Riscossione Sicilia S.P.A.
e, p.c.
Al Dipartimento del Tesoro
Al Dipartimento delle Finanze


1. Premessa
Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze in oggetto
(di seguito «D.M. certificazione») disciplina le modalita' di
certificazione del credito, anche in forma telematica, di somme
dovute per somministrazioni, forniture e appalti da parte delle
Regioni, degli Enti locali e degli enti del Servizio sanitario
nazionale.
Conformemente a quanto previsto dall'art. 4 del predetto D.M., la
Ragioneria Generale dello Stato ha predisposto una piattaforma
elettronica per la gestione telematica del rilascio delle
certificazioni relative ai crediti non prescritti, certi, liquidi ed
esigibili richiesti dai fornitori delle amministrazioni o enti
debitori. Nelle more della predisposizione della piattaforma, ai
titolari dei crediti e' stata fornita la possibilita' di presentare
all'amministrazione o ente debitore l'istanza di certificazione del
credito secondo una modalita' ordinaria, descritta nell'art. 3 del
D.M. certificazione.
Dell'entrata in esercizio di tale piattaforma, attualmente limitata
alle funzionalita' che consentono la registrazione delle
amministrazioni e degli enti, e' stato dato avviso mediante
comunicato del Ministro dell'economia e delle finanze n. 144 del 18
ottobre 2012. Dell'attivazione delle ulteriori funzionalita' che
saranno progressivamente rese disponibili ai diversi soggetti
coinvolti nel processo di certificazione, sara' data comunicazione
sul sito Internet istituzionale del Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato. Al
riguardo, si rammenta che la procedura ordinaria potra' essere
utilizzata solo nelle more del rilascio della funzionalita' di
presentazione in forma telematica delle istanze di certificazione.
Tuttavia, i procedimenti avviati con istanza presentata con la
procedura ordinaria dovranno proseguire con la medesima modalita'.
Per una efficiente gestione delle attivita' connesse alla tematica
della certificazione, anche con riferimento alla fase ordinaria, si
rende necessario fornire ai soggetti a vario titolo coinvolti nella
procedura, alcune indicazioni operative per l'attuazione del D.M.
certificazione.
Al riguardo, giova ricordare che l'art. 4, comma 2, del D.M. in
oggetto prevede che le Regioni, gli Enti locali e gli enti del
Servizio sanitario nazionale possano adottare dei sistemi di
certificazione telematica diversi da quello messo a disposizione
dalla Ragioneria Generale dello Stato. Dell'entrata in esercizio di
tali sistemi, che devono essere realizzati in conformita' con le
istruzioni tecniche pubblicate sulla home page della sezione del sito
del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato dedicata alla
piattaforma elettronica, deve essere data informazione al medesimo
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato - Ispettorato
Generale per l'informatizzazione della contabilita' di Stato, al fine
di coordinare le attivita' di monitoraggio e di evitare duplicazioni
nel rilascio delle certificazioni.
Successivamente all'emanazione del D.M. certificazione, il
decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, all'art. 13-bis ha modificato, fra
l'altro, l'art. 9, commi 3-bis e 3-ter, del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2 e l'art. 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
In particolare, relativamente agli aspetti rilevanti ai fini della
presente circolare:
a) e' stato ridotto a trenta giorni dal momento dell'istanza il
termine, prima fissato in sessanta giorni, oltre il quale i creditori
possono richiedere la nomina del commissario ad acta nel caso in cui
l'amministrazione o ente debitore non abbia rilasciato la
certificazione o attestato l'insussistenza o inesigibilita' del
credito;
b) con riferimento alle Regioni e ai relativi enti del Servizio
sanitario nazionale e' stato circoscritto l'ambito di esclusione dal
rilascio delle presenti certificazioni. Pertanto a legislazione
vigente:
sono tenute al rilascio delle certificazioni anche le Regioni
(ente regione) sottoposte a piano di rientro dai disavanzi sanitari;
e' stato modificato il perimetro degli enti esclusi dalla
disciplina della certificazione: anziche' le Regioni sottoposte ai
piani di rientro dai deficit sanitari e i relativi enti del Servizio
sanitario nazionale, come previsto dalla normativa previgente, non
possono rilasciare certificazioni di crediti ai sensi del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive
modificazioni e integrazioni, gli enti del Servizio sanitario
nazionale delle Regioni sottoposte a piano di rientro dai disavanzi
sanitari, ovvero a programmi operativi qualora nell'ambito di detti
piani o programmi siano state previste operazioni relative al debito.
Sono in ogni caso fatte salve le certificazioni rilasciate ai sensi
dell'art. 11, comma 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
nonche' le certificazioni rilasciate nell'ambito di operazioni di
gestione del debito sanitario, in attuazione dei predetti piani o
programmi operativi.
Il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, all'art. 3-bis,
comma 7, ha altresi' previsto che possano essere utilizzate, al solo
fine di consentire la cessione pro soluto e pro solvendo a favore di
banche o di intermediatori finanziari riconosciuti dalla legislazione
vigente, nonche' per l'ammissione alla garanzia del Fondo di garanzia
per le piccole e medie imprese, le certificazioni rilasciate ai sensi
dell'art. 141, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 5
ottobre 2010, n. 207, concernente il Regolamento di esecuzione ed
attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante
«Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE».
Nella presente circolare, si fa altresi' riferimento al decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze del 25 giugno 2012 recante le
modalita' con le quali i crediti non prescritti, certi, liquidi ed
esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e
degli Enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazioni,
forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a
seguito di iscrizione a ruolo, ai sensi dell'art. 28-quater del
decreto del Presidente della Reubblica 29 settembre 1973, n. 602 (di
seguito «D.M. compensazione»).
Va infine ricordato che il decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 19 ottobre 2012 (Modifiche al decreto 25 giugno 2012,
recante: «Modalita' di certificazione del credito, anche in forma
telematica, di somme dovute per somministrazioni, forniture e
appalti, da parte delle Regioni, degli Enti locali e degli enti del
Servizio sanitario nazionale, di cui all'art. 9, commi 3-bis e 3-ter
del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive
modificazioni e integrazioni»), ha adeguato il testo del D.M.
certificazione alle modifiche alla normativa primaria successivamente
intervenute.
2. Definizione dell'ambito di applicazione e rispetto dei vincoli di
finanza pubblica
Il D.M. certificazione disciplina, nel rispetto degli obiettivi di
finanza pubblica concordati in sede europea e al fine di far affluire
liquidita' alle imprese, le modalita' di certificazione del credito,
anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazioni,
forniture e appalti da parte:
a) delle Regioni e dalle Province Autonome;
b) degli Enti locali.
Con riferimento agli Enti territoriali di cui alle lettere a) e b),
l'art. 2, comma 1 specifica che i pagamenti correnti ed in conto
capitale conseguenti alla certificazione concorrono al perseguimento
degli obiettivi del patto di stabilita' interno. Pertanto, il
successivo comma 3 dispone che al fine di salvaguardare i vincoli di
finanza pubblica, la certificazione puo' essere rilasciata anche
senza una data prevista di pagamento. In tal caso la tempistica dei
pagamenti avviene in conformita' con gli obiettivi del patto di
stabilita' interno e non si applica la compensazione di cui all'art.
28-quater del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602;
c) degli enti del Servizio sanitario nazionale. Per enti del
Servizio sanitario nazionale si intendono, ai sensi dell'art. 3,
comma 2 del D.M. compensazione, le aziende sanitarie locali, le
aziende ospedaliere, gli istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni, le aziende
ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario
nazionale, gli istituti zooprofilattici di cui al decreto legislativo
30 giugno 1993, n. 270. L'art. 2, comma 1, del D.M. certificazione
specifica che gli enti del Servizio sanitario nazionale sono
vincolati agli obblighi di cui al predetto D.M. solo se compatibili
con i saldi di finanza pubblica programmati.
Le certificazioni previste dal D.M. certificazione non sono
rilasciate:
a) dagli Enti locali commissariati. Piu' precisamente non sono
oggetto della certificazione i crediti nei confronti degli Enti
locali commissariati ai sensi dell'art. 143 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, i crediti sorti prima del
commissariamento una volta cessato lo stesso e i crediti rientranti
nella gestione commissariale;
b) dagli enti del servizio sanitario delle Regioni sottoposte ai
piani di rientro dai disavanzi sanitari, ovvero a programmi operativi
di prosecuzione degli stessi, se nell'ambito di detti piani o di
detti programmi sono previste operazioni relative al debito, ferma
restando comunque la validita' delle certificazioni rilasciate ai
sensi dell'art. 11, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,
nonche' le certificazioni rilasciate nell'ambito delle operazioni di
gestione del debito sanitario, in attuazione dei predetti piani o
programmi operativi.
Si precisa che l'ambito applicativo delle disposizioni in parola si
riferisce ai soli enti o amministrazioni sopra richiamati, e non
anche agli enti strumentali o alle societa' partecipate dagli stessi.
Per quanto attiene all'ambito oggettivo, occorre far riferimento
alla natura del credito, cosi' come desumibile dal contratto
stipulato; pertanto si ritiene che il D.M. certificazione trovi
applicazione in relazione ad ogni credito scaturente da un contratto
avente ad oggetto somministrazioni, forniture ed appalti, secondo le
definizioni recate dal decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
Puo' essere certificato solo l'importo stabilito nel contratto a
titolo di corrispettivo, come adeguato, per i contratti ad esecuzione
periodica o continuativa, secondo gli indici ISTAT. Infatti, secondo
un consolidato orientamento della giurisprudenza amministrativa,
l'art. 115 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, che
sancisce l'obbligo della revisione periodica del prezzo per i
contratti ad esecuzione periodica o continuativa, e' norma imperativa
che si inserisce automaticamente nel contratto in caso di pattuizioni
difformi. E' invece da escludersi la certificazione degli interessi
moratori, che costituiscono una obbligazione accessoria avente
funzione risarcitoria.
Ai sensi del D.M. del Ministro dell'economia e delle finanze del 19
ottobre 2012 di modifica del D.M. certificazione, il creditore puo'
delegare una banca o un intermediario finanziario abilitato ai sensi
della normativa vigente a gestire per proprio conto le attivita'
connesse alla procedura di certificazione del credito, ivi compresa
la presentazione dell'istanza di nomina del commissario ad acta.
Si fa infine presente che le certificazioni rilasciate ai sensi del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, antecedentemente
all'emanazione del D.M. in oggetto, nonche' del D.M. di modifica
dello stesso, sono da ritenersi valide e non e' pertanto necessario
avviare una nuova procedura di rilascio.
La funzione di accreditamento, da parte delle amministrazioni,
sulla piattaforma elettronica messa a disposizione dalla Ragioneria
Generale dello Stato e' disponibile all'indirizzo
http://certificazionecrediti.mef.gov.it/CertificazioneCredito ed
avviene utilizzando, quali chiavi di identificazione, il codice
fiscale e l'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) presenti
nell'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), che costituisce
l'archivio ufficiale contenente i riferimenti organizzativi,
telematici e toponomastici delle pubbliche amministrazioni. Al
riguardo, si rammenta che l'accreditamento in IPA e' obbligatorio per
tutte le amministrazioni, come previsto dall'art. 12 del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 31 ottobre 2000 recante le
«Regole tecniche per l'adozione del protocollo informatico» e
dall'art. 57-bis del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e
successive modificazioni e integrazioni.
Pertanto prima di procedere all'accreditamento sulla piattaforma
elettronica si raccomanda a ciascuna amministrazione o ente debitore
di verificare, ed eventualmente aggiornare, tutti i dati di propria
competenza inseriti nell'archivio IPA, con particolare riferimento
alla denominazione, all'indirizzo della sede e all'indirizzo di posta
elettronica certificata (PEC).
3. Procedimento di rilascio della certificazione
L'art. 3 del D.M. certificazione prescrive che gli enti debitori
effettuino il riscontro degli atti d'ufficio al fine di certificare
che il credito e' certo, liquido ed esigibile, ovvero per rilevarne
l'insussistenza o l'inesigibilita', anche parziale. Trascorsi trenta
giorni senza che l'ente abbia rilasciato la certificazione o
attestato l'insussistenza o inesigibilita' del credito, su istanza
del creditore, la Ragioneria territoriale dello Stato nomina un
commissario ad acta con le procedure di cui al successivo paragrafo
4.
La certificazione non puo' essere rilasciata se risultino
procedimenti giurisdizionali pendenti per la medesima ragione di
credito.
Preliminarmente si ritiene necessario precisare le caratteristiche
del credito certificabile.
Il credito e' da considerarsi certo quando e' determinato nel suo
contenuto dal relativo atto negoziale, perfezionatosi, nel caso di
specie, secondo le forme e le procedure prescritte dalla legislazione
vigente.
Ai fini della certificazione, e' da ritenersi sussistente il
requisito della certezza solo qualora il credito sia afferente ad una
obbligazione giuridicamente perfezionata per la quale sia stato
assunto il relativo impegno di spesa, registrato sulle scritture
contabili ovvero, per gli enti del Servizio sanitario nazionale,
siano state effettuate le relative registrazioni contabili.
Pertanto in assenza di contratto perfezionato e di impegno di
spesa, regolarmente registrato sulle scritture contabili ovvero, per
gli enti del Servizio sanitario nazionale, delle necessarie
registrazioni contabili, gli enti non potranno certificare il
credito, riferibile esclusivamente alla sfera giuridica del soggetto
che ha ordinato la somministrazione, la fornitura o l'appalto al di
fuori delle prescritte procedure giuscontabili.
Il requisito della liquidita', soddisfatto dalla quantificazione
dell'esatto ammontare del credito, e' ugualmente da ricondursi agli
elementi del titolo giuridico.
Quanto all'esigibilita', da valutarsi al momento del riscontro da
parte delle amministrazioni in parola, sta ad indicare l'assenza di
fattori impeditivi del pagamento del credito, quali, a titolo
puramente esemplificativo e non esaustivo, l'eccezione di
inadempimento, l'esistenza di un termine o di una condizione
sospensiva.
Appare opportuno rilevare che le verifiche da effettuarsi a cura
delle amministrazioni nella fase di rilascio della certificazione non
riguardano anche un'eventuale nuova richiesta del documento unico di
regolarita' contributiva (DURC) alla data del rilascio, in quanto la
regolarita' contributiva e' un requisito che non incide sulle
caratteristiche del credito da certificare (certezza, liquidita' ed
esigibilita').
In merito ai requisiti della certezza, liquidita' ed esigibilita',
giova precisare che essi devono riconoscersi al credito derivante da
somministrazioni, forniture o appalti, accertato con sentenza passata
in giudicato o a seguito di decreto ingiuntivo non opposto (che
acquista autorita' di cosa giudicata in relazione al credito
azionato, ma anche in relazione al titolo posto a fondamento dello
stesso, come sancito dalla Corte di Cassazione, Sez. Un. Civ., sent.
n. 4510 del 1° marzo 2005 e Sez. I, sent. n. 18725 del 6 settembre
2007), fermo restando che, anche in tal caso, ai fini del rilascio
della certificazione il credito deve essere riconducibile ad un
impegno di spesa.
Ovviamente, in presenza di sentenza passata in giudicato o di
decreto ingiuntivo non opposto, le amministrazioni debitrici avranno
cura di accertare che per il predetto credito non siano in corso
procedure esecutive e che, come previsto nell'apposito modello, in
sede di presentazione dell'istanza per il rilascio della
certificazione il creditore si sia impegnato a non attivarle
successivamente.
Si precisa che le procedure di verifica, di seguito richiamate, non
sono incluse nell'ambito applicativo della piattaforma per la
certificazione dei crediti e devono, pertanto, avvenire secondo
modalita' ordinarie.
Con riferimento all'importo da certificare, l'art. 3 del D.M.
certificazione prevede al comma 4 che, prima di rilasciare la
certificazione, per i crediti di importo superiore a diecimila euro,
l'amministrazione o ente debitore procede, ricorrendone i
presupposti, alla verifica prescritta dall'art. 48-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
Si ricorda che, indipendentemente dall'esito della verifica, la
certificazione deve essere resa dall'amministrazione o ente debitore
per l'effettivo ammontare delle somme dovute; qualora dalla verifica
effettuata risultino inadempienze all'obbligo di versamento derivanti
dalla notifica di una o piu' cartelle di pagamento, la certificazione
dovra' darne atto (il modello di certificazione prevede una sezione
per indicare il predetto esito).
In questo caso il credito potra' essere ceduto solo per l'importo
corrispondente all'ammontare del credito indicato nella
certificazione, decurtato delle somme relative all'inadempienza
fiscale.
Giova ricordare che l'intenzione di utilizzare il credito in
compensazione ai sensi dell'art. 28-quater del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, manifestata dal creditore
in una apposita sezione dell'istanza di certificazione, non
costituisce un vincolo per il creditore medesimo nella fase di
utilizzo. Tale indicazione e' inserita nel modello principalmente a
fini di monitoraggio ex ante del fenomeno della compensazione, sia a
livello di singolo ente, sia per la finanza pubblica nel suo
complesso.
E' opportuno sottolineare che l'unica ipotesi in cui si deve
effettuare un'operazione di nettizzazione del credito da certificare
e' quella prevista dal comma 6 del medesimo art. 3 riguardante gli
eventuali crediti dell'amministrazione o ente debitore diversi da
quelli potenzialmente rientranti nell'ambito di applicazione del D.M.
compensazione, ossia da quelli di natura tributaria e contributiva,
rivenienti dalle procedure del cosiddetto «accertamento esecutivo» e
dell'avviso di addebito di cui, rispettivamente, agli articoli 29 e
30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
In tal caso l'importo sara' certificato al netto di tali crediti,
in quanto le corrispondenti posizioni di debito/credito tra
amministrazione o ente e fornitore devono reciprocamente chiudersi
contestualmente al rilascio della certificazione. L'amministrazione o
ente, in tale circostanza, provvedera' alle relative annotazioni
sulle scritture contabili sia dal lato dell'entrata che della spesa.
Gli enti debitori sono tenuti ad abilitarsi alla piattaforma
elettronica o a porsi nelle condizioni di rilasciare certificazioni
telematiche entro trenta giorni dall'attivazione dei sistemi
elettronici richiamati in precedenza.
4. Indicazioni operative alle Ragionerie Territoriali dello Stato
circa la nomina dei commissari ad acta
L'art. 9, comma 3-bis, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
dispone che in caso di mancato rilascio della certificazione entro il
termine previsto venga nominato un commissario ad acta con oneri a
carico dell'ente debitore e che la predetta nomina debba essere
effettuata dalla Ragioneria territoriale dello Stato competente per
territorio.
Pertanto, le disposizioni relative alla nomina del commissario ad
acta di cui agli articoli 5, comma 2, e 6, comma 2, del D.M.
certificazione, riguardanti rispettivamente la certificazione
ordinaria e la certificazione mediante piattaforma elettronica, vanno
intese nel senso che, decorso inutilmente il termine previsto per il
rilascio della certificazione, entro il termine perentorio di dieci
giorni dal ricevimento dell'apposita istanza presentata dal
creditore, il direttore della Ragioneria territoriale dello Stato
competente per territorio, nomina un commissario ad acta, previa
verifica sulla piattaforma che la certificazione non sia stata gia'
resa dall'amministrazione o dall'ente debitore.
Con le istruzioni tecniche pubblicate sulla home page della sezione
del sito del Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato
dedicata alla piattaforma elettronica e' stata data comunicazione
delle procedure da adottare per la nomina del commissario ad acta
sulla piattaforma.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, si precisa che la predetta verifica in merito
all'avvenuto rilascio della certificazione e' effettuata con
specifica richiesta all'amministrazione o all'ente debitore, nella
quale sara' indicato il numero identificativo dell'originaria istanza
di certificazione.
Qualora il predetto numero identificativo non venga fornito da
parte del creditore, non si potra' dare corso alla verifica e,
conseguentemente, alla procedura di nomina del commissario ad acta.
L'incarico di commissario ad acta, secondo quanto stabilito
dall'art. 5, comma 3, e 6, comma 3, del predetto D.M., deve essere
conferito prioritariamente ad un rappresentante dell'amministrazione
o ente debitore o, in subordine, della Prefettura - Ufficio
territoriale del Governo competente per territorio o, infine, della
Ragioneria territoriale dello Stato. I predetti rappresentanti sono
individuati, in ragione della loro carica, nelle figure di vertice di
ciascuna amministrazione, che possono delegare un dirigente o
funzionario.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, per il conferimento dell'incarico e' utilizzato
il modello di cui all'allegato 3 del D.M. certificazione.
Gli eventuali oneri sostenuti dai commissari ad acta sono posti a
carico dell'amministrazione o ente debitore. Pertanto, nei casi in
cui il commissario ad acta non appartenga ai ruoli
dell'amministrazione o ente debitore, il commissario stesso presenta
a quest'ultimo apposita istanza di rimborso, allegando tutta la
documentazione giustificativa delle spese sostenute, nel rispetto
delle vigenti disposizioni in tema di trattamento di missione dei
pubblici dipendenti.
Si precisa che, ai soli fini della decorrenza dei termini per
l'attivazione dell'istanza di nomina del commissario ad acta, la
piattaforma elettronica acquisisce anche le istanze di certificazione
per crediti nei confronti di amministrazioni o enti che non abbiano
ottemperato all'obbligo, previsto all'art. 4, comma 2 del D.M.
certificazione, di abilitarsi sulla piattaforma. Ne consegue che le
predette istanze non saranno processate, salvo che il titolare del
credito, trascorsi i termini prescritti, non presenti istanza di
nomina di un commissario ad acta.
5. Procedure da seguire con i soggetti cessionari del credito in
fase di utilizzo della certificazione da parte del fornitore
A) in caso di cessione al sistema finanziario
Nel caso in cui il creditore intenda cedere il credito certificato
ad un istituto finanziario, si richiama di seguito la procedura
prevista dall'art. 1, comma 1, lettera f) del decreto modificativo in
materia di certificazione.
All'avvio dell'istruttoria per la cessione, l'istituto finanziario
cessionario verifica con un'apposita funzione telematica la validita'
della certificazione e svolge nelle modalita' consuete, fuori
piattaforma, le opportune attivita' relative all'istruttoria. Ad
istruttoria conclusa con esito positivo, l'istituto cessionario
notifica sulla piattaforma, tramite apposita funzione telematica,
l'avvenuta cessione del credito (totale o parziale)
all'amministrazione debitrice comprensiva degli estremi del nuovo
creditore.
Si rammenta che, a norma dell'art. 4, comma 6, del D.M.
certificazione, la comunicazione telematica assolve al requisito di
cui all'art. 117, commi 2 e 3 del decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163 e all'obbligo di notificazione.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, all'avvio dell'istruttoria per la cessione,
l'istituto finanziario cessionario trattiene l'originale della
certificazione e ne rilascia copia timbrata per ricevuta al titolare
del credito e procede, entro i tre giorni lavorativi successivi,
mediante richiesta trasmessa all'amministrazione o ente debitore con
posta elettronica certificata, alla verifica dell'esistenza e
validita' di tale certificazione. Entro il decimo giorno successivo
alla richiesta di cui al periodo precedente, l'amministrazione o ente
debitore comunica, con lo stesso mezzo, l'esito della verifica
all'istituto cessionario che informa il titolare del credito.
L'istituto cessionario in caso di utilizzo totale del credito
trattiene l'originale della certificazione e invia
all'amministrazione o ente debitore, contestualmente alla
comunicazione dell'avvenuto subentro nel credito, una copia conforme
dello stesso; in caso di utilizzo parziale, l'istituto cessionario
annota l'ammontare oggetto di cessione sull'originale della
certificazione, consegnando una copia conforme dello stesso al
titolare del credito completa della predetta annotazione.
Contestualmente alla comunicazione dell'avvenuto subentro parziale
nel credito, l'istituto cessionario trasmette all'amministrazione o
ente debitore una copia conforme della certificazione completa della
predetta annotazione.
B) in caso di compensazione
Si richiama di seguito la procedura prevista dai commi da 2 a 4
dell'art. 4 del D.M. compensazione.
All'avvio dell'istruttoria per la compensazione, direttamente sulla
piattaforma, l'agente della riscossione verifica con un'apposita
funzione telematica la validita' della certificazione e svolge nelle
modalita' consuete, fuori piattaforma, le opportune verifiche di
competenza. Ad attivita' concluse con esito positivo l'agente della
riscossione notifica sulla piattaforma, tramite apposita funzione
telematica, l'avvenuta compensazione del credito (totale o parziale)
alla amministrazione debitrice. L'attestazione di avvenuta
compensazione e tutti gli altri obblighi previsti dalla procedura
ordinaria sono gestiti in modalita' telematica.
Limitatamente ai procedimenti di certificazione avviati con la
procedura ordinaria, l'agente della riscossione trattiene l'originale
della certificazione, ne rilascia copia timbrata per ricevuta al
titolare del credito e procede, entro i tre giorni lavorativi
successivi, mediante richiesta trasmessa all'amministrazione
debitrice con posta elettronica certificata, alla verifica
dell'esistenza e validita' di tale certificazione. Entro il decimo
giorno successivo alla richiesta dell'agente della riscossione,
l'Amministrazione debitrice e' tenuta a comunicare, con lo stesso
mezzo, l'esito della verifica all'agente della riscossione che
informa il titolare del credito.
In caso di esito positivo della verifica, il debito si estingue
limitatamente all'importo corrispondente al credito certificato e
utilizzato in compensazione e il titolare del credito ritira
l'attestazione di avvenuta compensazione presso lo sportello del
competente agente della riscossione. L'importo del credito utilizzato
in compensazione per il pagamento delle somme iscritto a ruolo e'
annotato sulla copia della certificazione rilasciata dall'agente
della riscossione. Il credito residuo puo' essere utilizzato solo se
la copia della certificazione e' accompagnata dall'attestazione di
avvenuta compensazione.
6. Procedura di pagamento del credito certificato
La certificazione del credito rilasciata dall'amministrazione o
ente debitore puo' contenere l'indicazione della data prevista di
pagamento (non superiore ai 12 mesi dalla data dell'istanza di
certificazione). Per gli enti sottoposti alla disciplina del Patto di
stabilita' interno, ai fini di garantire il raggiungimento degli
obiettivi finanziari posti in tale contesto, e' prevista la
possibilita' di rilasciare una certificazione senza l'indicazione di
una data.
Considerate le diverse modalita' applicative del Patto di
stabilita' interno, tale facolta' e' concessa, per le Regioni, con
riferimento sia ai pagamenti correnti che in conto capitale, per gli
Enti locali con riferimento ai soli pagamenti in conto capitale. Tale
facolta' non e' invece concessa agli enti non sottoposti al Patto di
Stabilita' interno, ossia ai comuni inferiori ai 5.000 abitanti
(1.000 abitanti a decorrere dal 2013), alle comunita' montane e agli
enti del Servizio sanitario nazionale.
Dal punto di vista operativo si precisa che i pagamenti avvengono:
a) a favore del soggetto cessionario (generalmente un istituto
finanziario, vale a dire una banca, una societa' di factoring, ecc.),
per i crediti oggetto di cessione;
b) a favore dell'agente della riscossione, per i crediti che
hanno formato oggetto di compensazione con somme dovute per tributi
(erariali o di enti territoriali) iscritti a ruolo ovvero per
contributi assistenziali, per contributi previdenziali e per premi
per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie
professionali iscritti a ruolo. L'agente della riscossione
successivamente provvedera' al versamento all'Ente impositore ovvero
all'Ente previdenziale della somma ricevuta, secondo le modalita'
ordinariamente previste.
E' opportuno altresi' evidenziare che, in caso di mancato pagamento
spontaneo da parte dell'ente debitore dell'importo oggetto di
certificazione utilizzato in compensazione entro dodici mesi dal
rilascio della certificazione, l'agente della riscossione ne da'
comunicazione entro i successivi sessanta giorni ai Ministeri
dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo oggetto
della compensazione e' recuperato mediante riduzione delle somme
dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse
le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di
gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. Dai
recuperi di cui al presente comma sono escluse le risorse destinate
al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale. Qualora
il recupero non sia stato possibile, l'agente della riscossione
procede, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del
credito, alla riscossione coattiva secondo le disposizioni di cui al
titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 602.
Si precisa che, per somme iscritte a ruolo, si fa riferimento a
importi notificati entro il 30 aprile 2012 relativi a cartelle di
pagamento e atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31
maggio n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
2010, n. 122, come indicato nel D.M. compensazione.
Per i certificati gestiti tramite la piattaforma elettronica i
pagamenti in favore dei creditori, dei soggetti cessionari e
dell'agente della riscossione devono essere registrati, oltre che sui
sistemi contabili correntemente in uso, anche sulla piattaforma
stessa, al fine di mantenere aggiornato il valore del credito
certificato.
Si segnala, altresi', che eventuali pagamenti diretti da parte
dell'amministrazione o ente debitore in favore dei creditori ai quali
sia stata gia' rilasciata la certificazione del credito con procedura
ordinaria possono essere effettuati solo previa restituzione della
certificazione stessa (art. 3, comma 8, del D.M. certificazione).
Inoltre, poiche' nel caso in cui il credito certificato sia ceduto
o compensato il creditore cessionario subentra nel diritto al
creditore originario, prima di procedere al pagamento e' opportuno
verificare quale sia l'effettivo beneficiario dell'operazione. A tale
scopo, sulla piattaforma elettronica sono presenti apposite
funzionalita' per rendere agevole la ricerca delle certificazioni
rilasciate a partire dalle informazioni relative al credito
originario (ad esempio, gli estremi della fattura).
Le operazioni di cessione, di compensazione o di anticipazione non
comportano alcuna particolare contabilizzazione nel bilancio
dell'ente debitore. Si procede normalmente alla registrazione
contabile del pagamento nel momento in cui si e' provveduto
all'erogazione della somma spettante al creditore subentrato (banca,
agente della riscossione, ecc.). L'imputazione e' operata sul
capitolo di spesa originariamente deputato ad accogliere il pagamento
della fornitura ovvero, per gli enti del Servizio sanitario
nazionale, sul conto previsto e, per l'eventuale pagamento di
interessi di mora o altri oneri, sui pertinenti capitoli o le
specifiche voci di spesa. In caso di compensazione, l'incasso del
ruolo avviene tramite l'agente della riscossione che provvede al
relativo versamento all'ente impositore, con imputazione alle
pertinenti voci di entrata.
7. Modalita' per la verifica prescritta dall'articolo 48-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602
La verifica prescritta dall'art. 48-bis del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 e' effettuata con le
modalita' indicate nel D.M. 18 gennaio 2008, n. 40.
Si precisa, tuttavia, che la verifica in parola, non essendo
preordinata ad un effettivo pagamento, ha natura meramente
ricognitiva e non dispiega gli effetti della verifica ordinaria, in
particolare l'attivazione della procedura di pignoramento dei crediti
di cui all'art. 72-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602.
A tal proposito, si segnala che la societa' Equitalia S.p.A. ha
gia' predisposto il formato della richiesta di verifica ex art.
48-bis disponibile sul sito www.acquistinretepa.it nella sezione
dedicata al Servizio Verifica Inadempimenti, consentendo al
richiedente di specificare se detta verifica debba effettuarsi a soli
fini ricognitivi ai sensi del D.M. in oggetto.
Si segnala che, in caso di cessione del credito, a prescindere
dall'esito della verifica nei confronti del cedente, prima di
effettuare il pagamento in favore del cessionario, occorre procedere
alla verifica, ai sensi del richiamato art. 48-bis, nei confronti di
quest'ultimo.
In merito alle modalita' di rappresentazione nei modelli di
certificazione degli esiti della verifica in parola si rimanda a
quanto specificato nel paragrafo 3 della presente circolare.
8. Modalita' per la comunicazione mensile al Ministero dell'economia
e delle finanze ai fini del monitoraggio
L'art. 8 del D.M. certificazione prevede, limitatamente ai
procedimenti di certificazione avviati con la procedura ordinaria,
che l'amministrazione o l'ente debitore comunichi mensilmente, entro
il decimo giorno di ciascun mese, al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato e
Dipartimento del Tesoro - il numero e l'ammontare delle
certificazioni rilasciate, con separata evidenza di quelle emesse
senza data, nonche' l'esito dei relativi crediti, specificando se
oggetto di cessione ovvero di anticipazione, se assistita da mandato
irrevocabile all'incasso, nonche' quelle relative alle compensazioni
con le somme dovute per cartelle di pagamento e atti di cui agli
articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122».
La predetta comunicazione deve riguardare anche le certificazioni
di debiti dell'amministrazione o dell'ente rilasciate dai commissari
ad acta ai sensi dell'art. 5 del D.M. certificazione.
A tal fine si precisa che l'obbligo della comunicazione decorre dal
giorno 10 del mese di dicembre 2012. La prima comunicazione conterra'
i dati relativi alle certificazioni rilasciate fino al 30 novembre
2012, distinte per mese. Le comunicazioni successive, da inviarsi
entro il giorno 10 di ciascun mese, avranno ad oggetto l'informazione
con riferimento al mese precedente; tuttavia, nel caso in cui non
siano state effettuate le comunicazioni dovute nei mesi precedenti o
nel caso si renda necessario rivedere i dati relativi ad un mese gia'
oggetto di trasmissione, dovra' essere inviato un prospetto separato
per ciascun mese. Le predette comunicazioni devono essere effettuate
anche qualora l'amministrazione o ente abbia gia' provveduto in
precedenza a inviare in altra forma al Ministero dell'economia e
delle finanze le informazioni relative ai mesi antecedenti.
La comunicazione avverra' tramite posta elettronica secondo
l'allegato modello A.
Al fine di poter verificare l'esaustivita' delle risposte
pervenute, la comunicazione dovra' avvenire anche nel caso in cui non
siano state rilasciate certificazioni nel mese in oggetto, allegando
comunque il modello A.
Alternativamente all'invio del modello A, le amministrazioni o enti
potranno inviare le medesime informazioni a livello di singola
certificazione, secondo i tracciati indicati nel modello A-bis
distinti secondo le fasi di rilascio della certificazione, utilizzo
della stessa e pagamento. Nel caso di utilizzo del modello A-bis,
dovra' comunque essere compilata la tavola relativa al cronoprogramma
mensile dei futuri pagamenti inclusa nel modello A.
L'oggetto del messaggio di posta elettronica che accompagnera' la
trasmissione delle comunicazioni deve riportare la dicitura
«Monitoraggio certificazioni D.L. n. 185/2008 - Regioni, Enti locali,
enti del Servizio sanitario nazionale».
L'indirizzo di posta elettronica da utilizzare e' il seguente:
monitoraggio.certificazionecrediti@tesoro.it e la trasmissione dovra'
essere effettuata utilizzando esclusivamente i modelli resi
disponibili sul sito Internet istituzionale del Ministero
dell'economia e delle finanze.
Le istruzioni operative per la compilazione dei vari campi [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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