Carrello 0

Scheda Normativa

Comunicato 29/04/2013

(Gazzetta ufficiale 29/04/2013 n. 99)

Ministero dell'Interno - Comitato di Coordinamento per l'Alta Sorveglianza delle Grandi Opere - Terza Edizione delle Linee Guida antimafia di cui all'articolo 5-bis, comma 4, del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, recante "Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012"

1. In occasione di una recente riunione di lavoro, svoltasi
presso la Prefettura di Bologna, e' stata posta la questione se il
diniego di iscrizione di un operatore economico in una delle
white-list (wl), istituite ai sensi dell'art. 5-bis del decreto-legge
74/2012, come modificato dal decreto-legge 174/2012, debba essere
preceduto dall'emissione di un'informazione interdittiva ovvero possa
essere adottato in assenza di tale preliminare informazione ostativa,
potendo anche prescinderne. La questione - che presenta uno speciale
rilievo nelle ipotesi non infrequenti in cui venga chiamato in causa
l'operato di almeno due prefetture, qualora quella di presentazione
della domanda di iscrizione non corrisponda a quella di esecuzione
delle verifiche antimafia - richiede un'accurata esegesi del decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2011, recante
«Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi
sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 ed ulteriori
disposizioni di protezione civile», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 20 del 25 gennaio 2012, oggetto di rinvio esplicito da
parte del citato art. 5-bis, comma 6, del decreto-legge 74/2012,
quanto all'applicazione delle modalita' attuative.
2. Gli articoli 3 e 4 del citato decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri del 18 ottobre 2011 stabiliscono che le
verifiche circa la sussistenza di situazioni ostative ai sensi della
normativa antimafia vengono condotte dalla prefettura ove ha sede
l'impresa interessata all'iscrizione nelle wl (art. 3, comma 2) e
che, se l'impresa abbia sede in un'altra provincia, occorre attivare
«il prefetto competente» (art. 4, comma 2), ossia quello a cui il
decreto conferisce il compito di eseguire le predette verifiche.
Inoltre, nel caso in cui emergano situazioni di controindicazione, il
prefetto che ha ricevuto la domanda di iscrizione ne dispone il
rigetto, dandone «contestualmente» comunicazione al prefetto
competente (art. 4, comma 4). Come si vede, non vi e' cenno nelle
disposizioni richiamate all'adozione di un'informazione antimafia,
ne' di tipo liberatorio, propedeutica, in ipotesi, all'iscrizione
nelle wl, ne' di tipo interdittivo, preliminare, nell'ipotesi
inversa, al diniego di iscrizione. Gli elementi che invece rilevano
sono i seguenti: i) il prefetto competente all'effettuazione delle
verifiche antimafia e' quello dove ha sede l'impresa; il termine
«sede», peraltro, viene qui a coincidere con quello utilizzato dal
legislatore nell'art. 90, comma 1, del decreto legislativo 159/2011
(cosiddetto Codice antimafia) e che compare, nel citato articolo,
accanto a quello di residenza, con la conseguenza che, nei riguardi
delle persone giuridiche, per sede si deve intendere quella indicata
nell'atto costitutivo o nello statuto (argomentando ex artt. 16 e 46
cod. civ.). L'intento evidentemente sotteso alla disposizione che
radica nella fase istruttoria la competenza territoriale nel prefetto
della provincia in cui l'impresa ha la propria sede legale, o la
persona fisica ha la propria residenza, e' che venga dato adeguato
rilievo all'apporto conoscitivo e valutativo proveniente
dall'autorita' di pubblica sicurezza competente per il luogo in cui
l'operatore economico ha stabilito il «centro dei propri affari»; ii)
il prefetto che riceve l'istanza d'iscrizione, nell'ipotesi in cui
esso non coincida con quello competente in fase istruttoria alla
conduzione delle verifiche, puo', al fine di disporre riguardo
all'istanza, integrare il quadro delle risultanze istruttorie:
questo, infatti, sembra il significato da attribuire all'art. 4 del
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2011,
allorche' prevede che il prefetto che riceve l'istanza ne decide
l'esito «anche attivando il prefetto competente» (l'espressione
letterale sembra percio' deporre nel senso che il prefetto a cui e'
stata rivolta la domanda di iscrizione non debba pedissequamente
attenersi solo agli elementi trasmessi dall'altro prefetto, ma possa
e debba tener conto di altri elementi, laddove essi siano emersi e
risultino, ben inteso, rilevanti). D'altra parte, sembra evidente che
la decisione circa l'istanza d'iscrizione abbia una sua vita e un suo
autonomo rilievo rispetto alle precedenti verifiche, come dimostra il
fatto che il prefetto, sia nel caso di accoglimento che di rigetto,
deve darne contestuale comunicazione, ove l'impresa abbia sede in
altra provincia, anche al prefetto «territorialmente competente». La
norma (art. 4, commi 3 e 4) si preoccupa di creare un efficace e
soprattutto tempestivo collegamento tra le due autorita' provinciali
di pubblica sicurezza; preoccupazione, questa, che non avrebbe certo
giustificato una tale sottolineatura se il prefetto chiamato a
decidere dell'istanza di iscrizione si dovesse ritenere in questa sua
attivita' decisoria del tutto vincolato alle risultanze rassegnategli
dal prefetto «territorialmente competente».
3. Cio' posto, occorre anche dire che, nell'adempiere all'obbligo
comunicativo di cui all'art. 4, comma 4, del citato decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri, il prefetto che ha denegato
l'iscrizione dovra' adeguatamente evidenziare gli elementi di
valutazione da cui ritiene che «emergano situazioni di
controindicazione». E' anche sulla base di questi particolari
elementi, infatti, che il prefetto territorialmente competente dovra'
definire eventuali richieste di rilascio di un'informazione antimafia
riguardante il medesimo soggetto imprenditoriale. Ed e' evidente che
in questa sua distinta attivita' il prefetto non potra' non tener
conto dell'esito negativo riservato alla domanda di iscrizione nelle
wl, e, per l'effetto, definire in maniera coerente l'accertamento
antimafia, concludendolo con l'emissione di un'interdittiva, nonche'
procedendo, in autotutela, alla revisione di eventuali provvedimenti
«liberatori» ai fini di cui all'art. 92, comma 4, del decreto
legislativo 159/2011, e con effetto rispetto ai rapporti contrattuali
ancora in corso di esecuzione. Del resto, non deve apparire anomala
una simile situazione, in quanto e' ben possibile che la prefettura
presso la quale e' stata presentata la domanda e nella cui
circoscrizione vanno eseguiti gli interventi disponga di elementi di
maggiore completezza, sia perche' puo' attingere a rapporti
informativi delle Forze di polizia territoriali che fanno luce sui
comportamenti che l'impresa tiene in loco e che potrebbero, in aree
particolarmente compromesse, evidenziare l'esistenza di situazioni
controindicate, sia perche', come nel caso degli interventi di
ricostruzione post-sisma in Emilia e in Abruzzo, e come per le opere
connesse ad EXPO 2015, o anche nel caso dei lavori della TAV, la
stessa prefettura di esecuzione dei lavori potrebbe essere in grado
di usufruire degli approfondimenti forniti da appositi e dedicati
organismi di prevenzione e di intelligence investigativa (nel caso di
specie, il GIRER).
Cio' che va assolutamente raccomandata, in ogni caso, anche allo
scopo di scongiurare possibili contenziosi, e' l'esigenza che venga
assicurato un esito coerente tra le statuizioni conclusive dei due
distinti procedimenti, l'uno innescato da una domanda d'iscrizione
nelle wl, l'altro riferibile ad una richiesta di informazione
antimafia.
4. Emerge comunque dalle considerazioni svolte un'esigenza di
circolarita' e di raccordo informativo nell'attivita' di valutazione
e di decisione delle istanze di iscrizione nelle wl; esigenza che
questo Comitato non ha mancato di evidenziare nella linea-guida
adottata il 15 ottobre 2012 (pubblicata nella GURI del 9 novembre
2012), laddove (cfr. punto 4.4) si danno indicazioni circa le
modalita' di coinvolgimento delle prefetture «territorialmente
competenti» (in particolare si raccomanda che l'istruttoria veda
partecipe il Gruppo interforze e che venga attivato il C.O. della DIA
di riferimento).
Nel ribadire tale linea d'indirizzo, si ravvisa l'utilita' di
fornire alcune mirate precisazioni e indicazioni di dettaglio
riguardo alle modalita' con le quali le prefetture dell'Emilia e
delle altre province interessate agli stessi eventi sismici vorranno
assicurare l'obiettivo della massima condivisione del patrimonio
informativo e della unitarieta' d'azione.
L'istruttoria delle domande di iscrizione, quale che sia la
prefettura destinataria dell'istanza (si rammenta, per inciso, che
l'avvenuta iscrizione, ai sensi dell'art. 4, comma 3, del richiamato
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 18 ottobre 2011 «ha
effetto anche riguardo agli altri elenchi», ossia a quelli tenuti
[ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
DrainBeton
Planitop Rasa & Ripara

NEWS NORMATIVA

20/11 - Fatturazione elettronica, Garante privacy: ‘va cambiata’

Segnalate all’Agenzia delle Entrate possibili criticità nella gestione dei dati personali

20/11 - Professionisti, pubblicate le prime bozze degli indici sintetici di affidabilità

Modelli e istruzioni definitivi in arrivo entro gennaio. Gli Isa saranno utilizzati nel 2019 per le dichiarazioni dei redditi 2018


Fischer
AVHIL