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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 02/05/ 2014 n. 68

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonchè misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche

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Decreto Legge 06/03/2014 n. 16

(Gazzetta ufficiale 06/03/2014 n. 54 )

Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonchè misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche (Salva Roma-ter)

Vigente al: 6-3-2014




IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Considerata la straordinaria necessita' ed urgenza di adottare
disposizioni in materia di finanza locale, misure volte a consentire
il superamento di situazioni di crisi finanziaria degli enti
territoriali, nonche' per garantire l'equilibrio di bilancio e la
stabilita' finanziaria dei medesimi;
Considerata, altresi', la necessita' ed urgenza di fronteggiare
l'emergenza occupazionale nel settore della scuola;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 28 febbraio 2014;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro dell'interno e
del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca;

Emana


il seguente decreto-legge:

Art. 1


Disposizioni in materia di TARI e TASI

1. All'articolo 1, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 677 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo "Per lo
stesso anno 2014, nella determinazione delle aliquote TASI possono
essere superati i limiti stabiliti nel primo e nel secondo periodo,
per un ammontare complessivamente non superiore allo 0,8 per mille a
condizione che siano finanziate, relativamente alle abitazioni
principali e alle unita' immobiliari ad esse equiparate di cui
all'articolo 13, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214,
detrazioni d'imposta o altre misure, tali da generare effetti sul
carico di imposta TASI equivalenti a quelli determinatisi con
riferimento all'IMU relativamente alla stessa tipologia di immobili,
anche tenendo conto di quanto previsto dall'articolo 13 del citato
decreto-legge n. 201, del 2011;
b) il comma 688 e' sostituito dal seguente: "688. Il versamento
della TASI e' effettuato, in deroga all'articolo 52 del decreto
legislativo n. 446 del 1997, secondo le disposizioni di cui
all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
nonche', tramite apposito bollettino di conto corrente postale al
quale si applicano le disposizioni di cui al citato articolo 17, in
quanto compatibili. Il versamento della TARI e della tariffa di
natura corrispettiva di cui ai commi 667 e 668, e' effettuato secondo
le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 241
del 1997 ovvero tramite le altre modalita' di pagamento offerte dai
servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali.
Con decreto del Direttore generale del Dipartimento delle finanze del
Ministero dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalita'
per la rendicontazione e trasmissione dei dati di riscossione,
distintamente per ogni contribuente, da parte dei soggetti che
provvedono alla riscossione, ai comuni e al sistema informativo del
Ministero dell'economia e delle finanze. Il comune stabilisce le
scadenze di pagamento della TARI e della TASI, prevedendo di norma
almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato
con riferimento alla TARI e alla TASI. E' consentito il pagamento in
unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.";
c) il comma 691 e' sostituito dal seguente: "691. I comuni
possono, in deroga all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del
1997, affidare, fino alla scadenza del relativo contratto, la
gestione dell'accertamento e della riscossione della TARI, anche nel
caso di adozione della tariffa di cui ai commi 667 e 668, ai soggetti
ai quali, alla data del 31 dicembre 2013, risulta affidato il
servizio di gestione dei rifiuti o di accertamento e riscossione del
tributo comunale sui rifiuti e sui servizi di cui all'articolo 14 del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214.";
d) il comma 731 e' sostituito dal seguente: "731. Per l'anno
2014, e' attribuito ai comuni un contributo di 625 milioni di euro.
Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro dell'interno, e' stabilita, secondo una metodologia
adottata sentita la Conferenza Stato citta' ed autonomie locali, la
quota del contributo di cui al periodo precedente di spettanza di
ciascun comune, tenendo conto dei gettiti standard ed effettivi
dell'IMU e della TASI.".
2. All'onere di cui al comma 1, lettera d) si provvede, quanto a
118,156 milioni di euro mediante corrispondente riduzione della
dotazione del Fondo di cui all'articolo 7-quinquies, comma 1, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33 e quanto a 6,844 milioni di euro
mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi
strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5,
del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
3. Sono esenti dal tributo per i servizi indivisibili (TASI) gli
immobili posseduti dallo Stato, nonche' gli immobili posseduti, nel
proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle
comunita' montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi,
dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente
ai compiti istituzionali. Si applicano, inoltre, le esenzioni
previste dall'articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), ed i)
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504; ai fini
dell'applicazione della lettera i) resta ferma l'applicazione delle
disposizioni di cui all'articolo 91-bis del decreto legge 24 gennaio
2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,
n. 27 e successive modificazioni.
4. Le procedure di cui ai commi da 722 a 727 dell'articolo 1 della
legge 27 dicembre 2013, n. 147, si applicano a tutti i tributi
locali. Con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, di
concerto con il Ministero dell'interno, sentita la Conferenza Stato
citta' ed autonomie locali, sono stabilite le modalita' applicative
delle predette disposizioni.
Art. 2


Ulteriori modificazioni
alla legge 27 dicembre 2013, n. 147

1. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 sono
appartate le seguenti modificazioni:
a) il comma 33 e' abrogato;
b) al comma 569 le parole: "quattro mesi" sono sostituite dalle
seguenti: "dodici mesi".
c) al comma 620 le parole "Entro il 28 febbraio 2014" sono
sostituite dalle seguenti "entro il 31 marzo 2014";
d) al comma 623 le parole "Entro il 28 febbraio 2014" sono
sostituite dalle seguenti "entro il 31 marzo 2014" e le parole "15
marzo 2014" sono sostituite dalle seguenti "15 aprile 2014";
e) al comma 649 l'ultimo periodo e' soppresso;
f) il comma 669 e' sostituito dal seguente "669. Il presupposto
impositivo della TASI e' il possesso o la detenzione, a qualsiasi
titolo, di fabbricati, ivi compresa l'abitazione principale, e di
aree edificabili, come definiti ai sensi dell'imposta municipale
propria, ad eccezione, in ogni caso, dei terreni agricoli.";
g) il comma 670 e' abrogato.
h) al comma 679 la lettera f) e' soppressa.
Art. 3


Disposizioni per gli enti locali in difficolta' finanziarie

1. Al comma 5, dell'articolo 243-quater, del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente:
"Fino alla scadenza del termine per impugnare e, nel caso di
presentazione del ricorso, sino alla relativa decisione, le procedure
esecutive intraprese nei confronti dell'ente sono sospese."
2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo il
comma 573 e' inserito il seguente:
"573- bis. Per l'esercizio 2014, agli enti locali che abbiano
presentato, nel 2013, i piani di riequilibrio finanziario previsti
dall'articolo 243-bis del Testo Unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000 n. 267, per i quali sia intervenuta una deliberazione
di diniego da parte della competente Sezione regionale della Corte
dei Conti, e' data facolta' di riproporre un nuovo piano di
riequilibrio, previa deliberazione consiliare, entro il termine
perentorio di novanta giorni dalla comunicazione del diniego. Tale
facolta' e' subordinata all'avvenuto conseguimento di un
miglioramento, inteso sia come aumento dell'avanzo di amministrazione
che come diminuzione del disavanzo di amministrazione, registrato
nell'ultimo rendiconto approvato. Nelle more del termine previsto per
presentazione del nuovo piano di riequilibrio, e sino alla
conclusione della relativa procedura, non si applica 1'articolo
243-quater, comma 7, del predetto Testo Unico.".
3. All'articolo 243-bis, comma 1, del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000 n. 267, l'ultimo periodo e' sostituito con il seguente:
"La predetta procedura non puo' essere iniziata qualora sia decorso
il termine assegnato dal Prefetto, con lettera notificata ai singoli
consiglieri, per la deliberazione del dissesto, di cui all'articolo
6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n 149.".
4. All'articolo 259 del testo unico delle leggi sull'ordinamento
degli enti locali di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n.
267, dopo il comma 1-bis e' inserito il seguente:
"1-ter. Nei comuni con popolazione superiore a 20.000 abitanti,
nel caso in cui il riequilibrio del bilancio sia significativamente
condizionato dall'esito delle misure di riduzione dei costi dei
servizi, nonche' dalla razionalizzazione di tutti gli organismi e
societa' partecipati, laddove presenti, i cui costi incidono sul
bilancio dell'ente, l'ente puo' raggiungere l'equilibrio, in deroga
alle norme vigenti, entro l'esercizio in cui si completa la
riorganizzazione dei servizi comunali e la razionalizzazione di tutti
gli organismi partecipati, e comunque entro tre anni, compreso quello
in cui e' stato deliberato il dissesto. Fino al raggiungimento
dell'equilibrio, l'organo di revisione economico-finanziaria
dell'ente trasmette al Ministero dell'interno, entro 30 giorni dalla
scadenza di ciascun esercizio, una relazione sull'efficacia delle
misure adottate e sugli obiettivi raggiunti nell'esercizio.".
Art. 4

Misure conseguenti al mancato rispetto di vincoli finanziari posti
alla contrattazione integrativa e all'utilizzo dei relativi fondi.

1. Le regioni e gli enti locali che non hanno rispettato i vincoli
finanziari posti alla contrattazione collettiva integrativa sono
obbligati a recuperare integralmente, a valere sulle risorse
finanziarie a questa destinate, rispettivamente al personale
dirigenziale e non dirigenziale, le somme indebitamente erogate
mediante il graduale riassorbimento delle stesse, con quote annuali e
per un numero massimo di annualita' corrispondente a quelle in cui si
e' verificato il superamento di tali vincoli. Nei predetti casi, le
regioni devono obbligatoriamente adottare misure di contenimento
della spesa per il personale, ulteriori rispetto a quelle gia'
previste dalla vigente normativa, mediante l'attuazione di piani di
riorganizzazione finalizzati alla razionalizzazione e allo
snellimento delle strutture burocratico-amministrative, anche
attraverso accorpamenti di uffici con la contestuale riduzione delle
dotazioni organiche del personale dirigenziale in misura non
inferiore al 20 per cento e della spesa complessiva del personale non
dirigenziale nella misura non inferiore al 10 per cento. Gli enti
locali adottano le misure di razionalizzazione organizzativa
garantendo in ogni caso la riduzione delle dotazioni organiche entro
i parametri definiti dal decreto di cui all'articolo 263, comma 2,
del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Al fine di conseguire
l'effettivo contenimento della spesa, alle unita' di personale
eventualmente risultanti in soprannumero all'esito dei predetti piani
obbligatori di riorganizzazione si applicano le disposizioni previste
dall'articolo 2, commi 11 e 12, del decreto-legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
nei limiti temporali della vigenza della predetta norma. Le
cessazioni dal servizio conseguenti alle misure di cui al precedente
periodo non possono essere calcolate come risparmio utile per
definire l'ammontare delle disponibilita' finanziarie da destinare
alle assunzioni o il numero delle unita' sostituibili in relazione
alle limitazioni del turn over. Le Regioni e gli enti locali
trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica, al Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e al Ministero
dell'interno - Dipartimento per gli affari interni e territoriali, ai
fini del relativo monitoraggio, una relazione illustrativa ed una
relazione tecnico-finanziaria che, con riferimento al mancato
rispetto dei vincoli finanziari, dia conto dell'adozione dei piani
obbligatori di riorganizzazione e delle specifiche misure previste
dai medesimi per il contenimento della spesa per il personale.
2. Le regioni e gli enti locali che hanno rispettato il patto di
stabilita' interno possono compensare le somme da recuperare di cui
al primo periodo del comma 1, anche attraverso l'utilizzo dei
risparmi effettivamente derivanti dalle misure di razionalizzazione
organizzativa di cui al secondo e terzo periodo del comma 1 nonche'
di quelli derivanti dall'attuazione dell'articolo 16, commi 4 e 5,
del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
3. Fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 2, non si applicano
le disposizioni di cui al quinto periodo del comma 3-quinquies
dell'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 agli
atti di utilizzo dei fondi per la contrattazione decentrata adottati
anteriormente ai termini di adeguamento previsti dall'articolo 65 del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che non abbiano
comportato ne' il superamento dei vincoli finanziari per la
costituzione dei medesimi fondi ne' il riconoscimento giudiziale
della responsabilita' erariale, adottati dalle regioni e dagli enti
locali che hanno rispettato il patto di stabilita' interno, la
vigente disciplina in materia di spese ed assunzione di personale
nonche' le disposizioni di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122.
Art. 5


Mutui enti locali

1. Ai fine di favorire gli investimenti degli enti locali, per gli
anni 2014 e 2015, i medesimi enti possono assumere nuovi mutui e
accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato,
oltre i limiti di cui al comma 1 dell'articolo 204 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, per un importo non superiore alle
quote di capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari
precedentemente contratti ed emessi rimborsate nell'esercizio
precedente.
Art. 6


Contabilizzazione IMU

1. Ai fini della contabilizzazione delle regolazioni finanziarie di
cui all'articolo 1, comma 380-ter, lettera a) della legge 24 dicembre
2012, n. 228, i Comuni iscrivono la quota dell'imposta municipale
propria al netto dell'importo versato all'entrata del bilancio dello
Stato. Per uniformarsi a tale principio, i comuni possono effettuare
eventuali rettifiche contabili per l'esercizio 2013, in sede di
approvazione del rendiconto di cui all'articolo 227 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Art. 7


Verifica gettito IMU anno 2013

1. Alla legge 27 dicembre 2013, n. 147 dopo il comma 729 sono
inseriti i seguenti:
"729-bis. Al fine di assicurare la piu' precisa ripartizione del
fondo di solidarieta' comunale, ferme restando le dotazioni del fondo
previste a legislazione vigente, entro il mese di marzo 2014 il
Ministero dell'economia e delle finanze provvede, sulla base di una
metodologia adottata sentita la Conferenza Stato citta' ed autonomie
locali, alla verifica del gettito dell'imposta municipale propria
dell'anno 2013, con particolare riferimento alla distribuzione degli
incassi relativi ai fabbricati di categoria D.
729-ter. Con decreto di natura non regolamentare del Ministero
dell'interno, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze da emanarsi entro il 31 marzo 2014 previa intesa presso la
Conferenza Stato-citta' e autonomie locali, sono determinate le
variazioni delle assegnazioni del fondo di solidarieta' comunale per
l'anno 2013, derivanti dalla verifica di cui al comma 729-bis.
729-quater. In conseguenza delle variazioni relative
all'annualita' 2013, di cui al comma 729-ter, per i soli comuni
interessati , il termine previsto dall'articolo 227, del decreto
legislativo n. 267 del 2000 e' differito al 30 giugno 2014. Nel caso
in cui, all'esito delle verifiche di cui al comma 729-bis, il Comune
sia tenuto a versare ulteriori importi al fondo di solidarieta'
comunale, in assenza di impegni di spesa gia' contabilizzati dal
comune stesso a tale titolo, tali somme possono essere imputate quale
apposito impegno di spesa sull'annualita' 2014.".
Art. 8


Anticipazione pagamento fondo di solidarieta' 2014

1. Entro il 15 marzo 2014 il Ministero dell'interno eroga ai comuni
delle Regioni a statuto ordinario ed ai comuni della Regione
Siciliana e della Regione Sardegna un importo, a titolo di anticipo
su quanto spettante per l'anno 2014 a titolo di Fondo di solidarieta'
comunale. L'importo dell'attribuzione e' pari, per ciascun comune, al
20 per cento di quanto spettante per l'anno 2013 a titolo di fondo di
solidarieta' comunale. Ai fini di cui al presente comma si
considerano validi i dati relativi agli importi spettanti pubblicati
sul sito internet del Ministero dell'interno alla data del 31
dicembre 2013.
Art. 9


Disposizioni in materia di contributo ordinario
spettante agli enti locali

1. A decorrere dall'anno 2014, l'ammontare delle riduzioni di
risorse di cui al comma 183 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre
2009 n. 191 e' fissato in 7 milioni di euro per le province e in 118
milioni di euro per i comuni, da applicarsi, a tutti gli enti, in
proporzione alla popolazione residente. Sono soppressi il quinto e
sesto periodo del comma 183 dell'articolo 2 della legge 23 dicembre
2009, n. 191.
Art. 10


Proroga delle modalita' di riparto alle province
del fondo sperimentale di riequilibrio

1. Per l'anno 2014, sono confermate le modalita' di riparto alle
province del fondo sperimentale di riequilibrio gia' adottate con
decreto ministeriale del 4 maggio 2012 . Alla ricognizione delle
risorse da ripartire per l'anno 2014 a ciascuna provincia si provvede
con decreto del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze. Salvo quanto previsto dal comma 2
dell'articolo 20, sono parimenti confermate, le riduzioni di risorse
per la revisione della spesa di cui all'articolo 16, comma 7, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, secondo gli importi indicati
nell'allegato 1 al presente decreto.
2. Per l'anno 2014 i trasferimenti erariali non oggetto di
fiscalizzazione corrisposti dal Ministero dell'interno in favore
delle province appartenenti alla regione Siciliana e alla regione
Sardegna sono determinati in base alle disposizioni recate
dall'articolo 4, comma 6, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, e
alle modifiche dei fondi successivamente intervenute.
Art. 11


Relazione fine mandato Sindaci
e Presidenti delle province

1. I commi 2, 3, 3-bis, dell'articolo 4, del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 149, sono sostituiti dai seguenti:
"2. La relazione di fine mandato, redatta dal responsabile del
servizio finanziario o dal segretario generale, e' sottoscritta dal
presidente della provincia o dal sindaco non oltre il sessantesimo
giorno antecedente la data di scadenza del mandato. Entro e non oltre
quindici giorni dopo la sottoscrizione della relazione, essa deve
risultare certificata dall'organo di revisione dell'ente locale e,
nei tre giorni successivi la relazione e la certificazione devono
essere trasmesse dal presidente della provincia o dal sindaco alla
sezione regionale di controllo della Corte dei conti. La relazione di
fine mandato e la certificazione sono pubblicate sul sito
istituzionale della provincia o del comune da parte del presidente
della provincia o del sindaco entro i sette giorni successivi alla
data di certificazione effettuata dall'organo di revisione dell'ente
locale, con l'indicazione della data di trasmissione alla sezione
regionale di controllo della Corte dei conti.
3. In caso di scioglimento anticipato del Consiglio comunale o
provinciale, la sottoscrizione della relazione e la certificazione da
parte degli organi di controllo interno avvengono entro venti giorni
dal provvedimento di indizione delle elezioni e, nei tre giorni
successivi la relazione e la certificazione sono trasmesse dal
presidente della provincia o dal sindaco alla sezione regionale di
controllo della Corte dei conti. Il rapporto e la relazione di fine
legislatura sono pubblicati in fine sul sito istituzionale della
provincia o del comune entro e non oltre i sette giorni successivi
alla data di certificazione effettuata dall'organo di revisione
dell'ente locale, con l'indicazione della data di trasmissione alla
sezione regionale di controllo della Corte dei conti.".
Art. 12


Contributo straordinario

1. Il contributo straordinario di cui all'articolo 15, comma 3, del
testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e' erogato a decorrere
dall'anno successivo alla decorrenza della fusione prevista dal
decreto regionale istitutivo. Per le sole fusioni che decorrono dal
mese di gennaio dell'anno successivo alla loro istituzione, il
contributo straordinario decennale viene erogato dallo stesso anno di
decorrenza della fusione.
Art. 13


Isole minori

1. Il finanziamento attribuito al Comune di Lampedusa e Linosa a
valere sul Fondo di sviluppo delle isole minori, per le annualita'
2008 e 2009, pari a euro 1.421.021,13 viene interamente erogato e
destinato alla realizzazione di interventi urgenti del Comune
destinati a far fronte alla situazione di emergenza connessa
all'accoglienza dei profughi e ai bisogni primari della comunita'
isolana.
Art. 14


Applicazione fabbisogni standard per il riparto
del Fondo di solidarieta' comunale

1. All'articolo 1, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 380-quater e' sostituito dal seguente: "380-quater.
Con riferimento ai comuni delle regioni a statuto ordinario, il 10
per cento dell'importo attribuito a titolo di Fondo di solidarieta'
comunale di cui al comma 380-ter e' accantonato per essere
redistribuito, con il decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri di cui alla lettera b) del medesimo comma 380-ter, tra i
comuni sulla base delle capacita' fiscali nonche' dei fabbisogni
standard approvati dalla Commissione tecnica paritetica per
l'attuazione del federalismo fiscale di cui all'articolo 4 della
legge 5 maggio 2009, n. 42, entro il 31 dicembre dell'anno precedente
a quello di riferimento. Per la quota del Fondo di solidarieta'
comunale attribuita con il criterio di cui al periodo precedente non
operano i criteri di cui alla lettera b) del predetto comma
380-ter.";
b) dopo il comma 380-quater e' inserito il seguente:
"380-quinquies. Ai fini dell'applicazione del comma 380-quater, le
modalita' e i criteri di attuazione sono stabilite mediante intesa in
Conferenza Stato Citta' e autonomie locali entro e non oltre 15 marzo
2014. In caso di mancata intesa, le risorse corrispondenti sono
distribuite per l'anno 2014 con la medesima metodologia applicata per
il riparto del fondo di solidarieta' di cui al comma 380-ter e, a
decorrere dall'anno 2015, in base alle disposizioni del predetto
comma 380-quater.".
Art. 15


Province di nuova istituzione

1. Alla fine del comma 23 dell'articolo 31 della legge 12 novembre
2011, n. 183 e' aggiunto il seguente periodo: "Ai fini del presente
comma sono considerate le amministrazioni provinciali interessate nel
2009 dallo scorporo di province di nuova istituzione.".
Art. 16


Disposizioni concernenti Roma Capitale

1. Roma Capitale, entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore
del presente decreto, trasmette al Ministero dell'interno, al
Ministero dell'economia e delle finanze e alle Camere un rapporto che
evidenzi le cause della formazione del disavanzo di bilancio di parte
corrente negli anni precedenti, nonche' l'entita' e la natura della
massa debitoria da trasferire alla gestione commissariale ai sensi
del comma 5.
2. Roma Capitale trasmette contestualmente al Ministero
dell'interno, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle
Camere un piano triennale per la riduzione del disavanzo e per il
riequilibrio strutturale di bilancio al cui interno sono indicate le
misure per il contenimento dei costi e la valorizzazione degli attivi
di Roma Capitale prevedendo a tali fini l'adozione di specifiche
azioni amministrative volte a:
a) applicare le disposizioni finanziarie e di bilancio, nonche' i
vincoli in materia di acquisto di beni e servizi e di assunzioni di
personale, previsti dalla legge 27 dicembre 2013, n. 147, a tutte le
societa' controllate con esclusione di quelle quotate nei mercati
regolamentati;
b) operare la ricognizione dei costi unitari della fornitura dei
servizi pubblici locali e adottare misure per riportare tali costi ai
livelli standard dei grandi comuni italiani;
c) operare una ricognizione dei fabbisogni di personale nelle
societa' partecipate, prevedendo per quelle in perdita il necessario
riequilibrio con l'utilizzo degli strumenti legislativi e
contrattuali esistenti, nel quadro degli accordi con le
organizzazioni sindacali;
d) adottare modelli innovativi per la gestione dei servizi di
trasporto pubblico locale, di raccolta dei rifiuti e di spazzamento
delle strade, anche ricorrendo alla liberalizzazione;
e) procedere, ove necessario per perseguire il riequilibrio
finanziario del comune, alla dismissione o alla messa in liquidazione
delle societa' partecipate che non risultino avere come fine sociale
attivita' di servizio pubblico, nonche' alla valorizzazione e
dismissione di quote del patrimonio immobiliare del comune.
3. Il tavolo di raccordo interistituzionale di cui all'articolo 14,
comma 3, del decreto legislativo 18 aprile 2012, n. 61, esprime
parere obbligatorio sulla predisposizione del piano triennale di cui
al comma 2 e dei piani pluriennali di cui al terzo periodo del comma
5 e ne verifica l'attuazione, tenendo anche conto dei maggiori oneri
connessi al ruolo di Capitale della Repubblica ove gia' determinati
ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 18 aprile 2012, n.
61. Ove i maggiori oneri siano determinati successivamente alla
approvazione del piano ai sensi del comma 4, il tavolo di cui al
primo periodo esprime il proprio parere ai fini della eventuale
revisione del piano stesso.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
adottarsi entro 60 giorni dalla data di trasmissione del piano di cui
al comma 2, su proposta del Ministro dell'interno, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Amministrazione
capitolina, e' approvato il piano triennale di cui al comma 2 e sono
determinati la natura e l'entita' della massa debitoria.
5. Al comma 196-bis dell'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009,
n. 191, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Il medesimo
Commissario straordinario e' autorizzato ad inserire, per un importo
complessivo massimo di 30 milioni di euro, nella massa passiva di cui
al documento predisposto ai sensi dell'articolo 14, comma 13-bis, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le eventuali ulteriori partite
debitorie rivenienti da obbligazioni od oneri del comune di Roma
anteriori al 28 aprile 2008, alla cui individuazione si procede con
determinazioni dirigenziali, assunte con l'attestazione dell'avvenuta
assistenza giuridico amministrativa del Segretario comunale. Roma
Capitale puo' riacquisire l'esclusiva titolarita' di crediti,
inseriti nella massa attiva di cui al documento predisposto ai sensi
del citato articolo 14, comma 13-bis, del decreto-legge 31 maggio
2010, n. 78, verso le societa' dalla medesima partecipate anche
compensando totalmente o parzialmente gli stessi con partite a debito
inserite nella massa passiva di cui al citato documento. Roma
Capitale e' autorizzata ad avvalersi di appositi piani pluriennali
per il rientro dai crediti verso le proprie partecipate cosi'
riacquisiti. Il medesimo Commissario straordinario e' autorizzato,
altresi', ad inserire nella massa passiva di cui al documento
predisposto ai sensi dell'articolo 14, comma 13-bis, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, le somme introitate dalla
gestione commissariale in forza del contratto di servizio di cui
all'articolo 5 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
in data 5 dicembre 2008, in attuazione di quanto previsto
dall'articolo 16, comma 12-octies, del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
135, ai fini del loro reintegro a favore di Roma Capitale, dedotte le
somme a qualsiasi titolo inserite, dal 31 ottobre 2013 fino alla data
di entrata in vigore del presente decreto, nella medesima massa ed al
fine del loro reintegro a favore di Roma Capitale e che, pertanto,
restano nella disponibilita' della stessa. Le somme di cui ai periodi
precedenti non sono considerate tra le entrate finali di cui
all'articolo 31, comma 3, della legge 12 novembre 2011, n. 183,
rilevanti ai fini del patto di stabilita' interno.".
Art. 17


Disposizioni in materia di trasporto ferroviario
nelle regioni a statuto speciale

1. Per favorire il completamento del passaggio delle competenze
relative al trasporto pubblico locale ferroviario tra lo Stato e la
Regione Valle d'Aosta, ai sensi dell'articolo 2 del decreto
legislativo 26 ottobre 2010, n. 194, del conseguente Accordo fra lo
Stato e la Regione Valle d'Aosta stipulato in data 11 novembre 2010
come recepito dall'articolo 1, comma 160, della legge 13 dicembre
2010, n. 220, lo Stato concorre con il pagamento diretto a Trenitalia
dell'importo di 13,4 milioni di euro, nell'anno 2014, per
corrispettivo dei servizi resi nel periodo gennaio-luglio 2014.
2. Qualora l'intesa tra lo Stato e la Regione Valle d'Aosta di cui
all'articolo 1, comma 515, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 non
sia raggiunta entro il 30 giugno 2014, e comunque il trasferimento
delle funzioni non sia completato entro il 31 luglio 2014, al fine di
non aggravare la posizione debitoria nei confronti del gestore del
servizio ferroviario, lo stesso provvede alla riduzione del servizio,
garantendo l'effettuazione dei servizi minimi essenziali. Resta fermo
che il pagamento del servizio a decorrere dal 31 luglio 2014 a carico
della Regione Valle d'Aosta e' escluso dal patto di stabilita'
interno nel limite di 9,6 milioni di euro per l'anno 2014 e 23
milioni annui a decorrere dal 2015.
3. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 1, pari a 13,4
milioni di euro per l'anno 2014, si provvede, quanto a 4 milioni di
euro, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2014-2016, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali»
della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2014, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo
Ministero e, quanto a 9,4 milioni di euro, mediante corrispondente
riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica,
di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004,
n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004,
n 307.
4. Il Ministero dell'economia e delle Finanze e' altresi'
autorizzato, nelle more del trasferimento completo delle competenze
alle Regioni a Statuto Speciale e dei servizi indivisi, a
corrispondere a Trenitalia, sulla base della clausola di continuita',
le somme impegnate per l'anno 2013 per le prestazioni rese.
5. Al fine di consentire l'avvio dell'esecuzione del piano di
rientro di cui all'articolo 16, comma 5, del decreto-legge 22 giugno
2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto
2012, n. 134, a decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge e fino al 30 giugno 2014, non e' consentito
intraprendere e proseguire azioni esecutive, anche concorsuali, nei
confronti delle societa' di cui all'articolo 16, comma 7, del citato
decreto-legge n. 83 del 2012, ne' sulle risorse di cui all'articolo
11, comma 13, del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, all'articolo 16,
comma 9, del citato decreto-legge n. 83 del 2012, nonche'
all'articolo 1, comma 9-bis, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n.
174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n.
212, destinate alla Regione Campania. I pignoramenti eventualmente
eseguiti non vincolano gli enti debitori e i terzi pignorati, i quali
possono disporre delle somme per le finalita' istituzionali delle
societa' di cui al primo periodo.
Art. 18

Disposizioni in favore dei comuni assegnatari di contributi
pluriennali di cui all'articolo 6 della legge 29 novembre 1984, n.
798.

1. Per l'anno 2014, ai comuni assegnatari di contributi pluriennali
stanziati per le finalita' di cui all'articolo 6, della legge 29
novembre 1984, n. 798, che non hanno raggiunto l'obiettivo del patto
di stabilita' interno non si applica la sanzione di cui al comma 26,
lettera d), dell'articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183 e,
la sanzione di cui al comma 26, lettera a), del citato articolo 31,
si applica nel senso che l'ente medesimo e' assoggettato ad una
riduzione del fondo di solidarieta' comunale in misura pari alla
differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo programmatico
predeterminato e comunque per un importo non superiore al 3 per cento
delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo. In caso di
incapienza dei predetti fondi, gli enti locali sono tenuti a versare
all'entrata del bilancio dello Stato le somme residue.
Art. 19


Disposizioni in materia di servizi di pulizia
e ausiliari nelle scuole e di edilizia scolastica

1. Il termine del 28 febbraio 2014, di cui all'articolo 1, comma
748, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sia nei territori nei
quali non e' attiva la convenzione Consip per l'acquisto dei servizi
di pulizia e ausiliari nelle scuole, sia nei territori in cui la
suddetta convenzione e' attiva, e' prorogato al 31 marzo 2014, in
deroga al limite di spesa di cui all'articolo 58, comma 5, del
decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 agosto 2013, n. 98. A tal fine il limite di spesa di
cui al medesimo articolo 1 comma 748, terzo periodo, e' incrementato
di euro 20 milioni per l'esercizio finanziario 2014. Al relativo
onere si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 4 della legge 18
dicembre 1997, n. 440.
2. All'articolo 18, comma 8-quinquies, del decreto-legge 21 giugno
2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto
2013, n. 98, le parole "28 febbraio 2014" sono sostituite dalle
seguenti: "30 aprile 2014".
Art. 20

Ulteriori disposizioni per favorire il superamento delle conseguenze
del sisma nella regione Abruzzo dell'aprile 2009.

1. Con riferimento all'esercizio finanziario 2013, nei confronti
del comune dell'Aquila non si applicano le misure di cui al comma 26
dell'articolo 31 della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive
modificazioni, ne' le ulteriori misure sanzionatorie previste dalle
vigenti disposizioni in materia di patto di stabilita' interno.
2. Al fine di concorrere ad assicurare la stabilita'
dell'equilibrio finanziario nel comune dell'Aquila, negli altri
comuni del cratere di cui ai decreti del commissario delegato n. 3
del 16 aprile 2009 e n. 11 del 17 luglio 2009 e nella provincia
dell'Aquila, per l'anno 2014 nei confronti di detti enti non si
applicano le riduzioni recate dall'articolo 16, commi 6 e 7, del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, fermo restando il complessivo
importo delle riduzioni previste.
Art. 21


Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sara' presentato alle Camere per la conversione in legge.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi' 6 marzo 2014

NAPOLITANO


Renzi, Presidente del Consiglio dei
ministri

Padoan, Ministro dell'economia e
delle finanze

Alfano, Ministro dell'interno

Giannini, Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca

Visto, il Guardasigilli: Orlando
Allegato 1
(articolo 10, comma 1)


|================================|==================================|
| Provincia | Anno 2014 |
|================================|==================================|
| AGRIGENTO | 6.309.436 |
|--------------------------------|----------------------------------|
| ALESSANDRIA | 11.090.439 |
|---------- [ . . . ]

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