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Decreto Legge 09/06/2021 n. 80

(Gazzetta ufficiale 09/06/2021 n. 136)

Misure urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle pubbliche amministrazioni funzionale all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per l'efficienza della giustizia (Decreto Reclutamento)


Entrata in vigore del provvedimento: 10/06/2021


Titolo I
RAFFORZAMENTO DELLA CAPACITÀ AMMINISTRATIVA DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Capo I
Modalità speciali per il reclutamento per l'attuazione del PNRR e per il rafforzamento della capacità funzionale della pubblica amministrazione


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto il regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 12 febbraio 2021, che istituisce il dispositivo per la
ripresa e la resilienza;
Visto il decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59, recante «Misure
urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa
e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti»;
Visto il decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, recante «Governance
del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di
rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e
snellimento delle procedure»;
Ritenuta la straordinaria necessita' e urgenza di adottare
disposizioni in materia di pubblica amministrazione per garantire il
rafforzamento della capacita' funzionale della pubblica
amministrazione e assicurare il necessario supporto alle
amministrazioni titolari di interventi previsti nel Piano nazionale
di ripresa e resilienza;
Ritenuta altresi' la straordinaria necessita' e urgenza di adottare
misure che consentano la piena operativita' delle strutture
organizzative del Ministero della giustizia e della giustizia
amministrativa per lo smaltimento dell'arretrato;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 4 giugno 2021;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e dei
Ministri per la pubblica amministrazione e della giustizia, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

Emana
il seguente decreto-legge:

Art. 1

Modalita' speciali per il reclutamento del personale e il
conferimento di incarichi professionali per l'attuazione del PNRR
da parte delle amministrazioni pubbliche

1. Al di fuori delle assunzioni di personale gia' espressamente
previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, di seguito
«PNRR», presentato alla Commissione europea ai sensi degli articoli
18 e seguenti del Regolamento (UE) 2021/241, le amministrazioni
titolari di interventi previsti nel PNRR possono porre a carico del
PNRR esclusivamente le spese per il reclutamento di personale
specificamente destinato a realizzare i progetti di cui hanno la
diretta titolarita' di attuazione, nei limiti degli importi che
saranno previsti dalle corrispondenti voci di costo del quadro
economico del progetto. Il predetto reclutamento e' effettuato in
deroga ai limiti di spesa di cui all'articolo 9, comma 28, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e alla dotazione organica.
L'ammissibilita' di tali spese a carico del PNRR e' oggetto di
preventiva verifica da parte dell'Amministrazione centrale titolare
dell'intervento di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31
maggio 2021, n. 77, di concerto con il Dipartimento della ragioneria
generale dello Stato - Servizio centrale per il PNRR del Ministero
dell'economia e delle finanze. La medesima procedura si applica per
le spese relative ai servizi di supporto e consulenza esterni. Per i
reclutamenti di cui ai commi 4 e 5, ciascuna amministrazione, previa
verifica di cui al presente comma, individua, in relazione ai
progetti di competenza, il fabbisogno di personale necessario
all'attuazione degli stessi. In caso di verifica negativa le
Amministrazioni possono assumere il personale o conferire gli
incarichi entro i limiti delle facolta' assunzionali verificate.
2. Al fine di accelerare le procedure per il reclutamento del
personale a tempo determinato da impiegare per l'attuazione del PNRR,
le amministrazioni di cui al comma 1, possono ricorrere alle
modalita' di selezione stabilite dal presente articolo. A tal fine, i
contratti di lavoro a tempo determinato e i contratti di
collaborazione di cui al presente articolo possono essere stipulati
per un periodo complessivo anche superiore a trentasei mesi, ma non
eccedente la durata di attuazione dei progetti di competenza delle
singole amministrazioni e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.
Tali contratti indicano, a pena di nullita', il progetto del PNRR al
quale e' riferita la prestazione lavorativa e possono essere
rinnovati o prorogati, anche per una durata diversa da quella
iniziale, per non piu' di una volta. Il mancato conseguimento dei
traguardi e degli obiettivi, intermedi e finali, previsti dal
progetto costituisce giusta causa di recesso dell'amministrazione dal
contratto ai sensi dell'articolo 2119 del codice civile.
3. Al fine di valorizzare l'esperienza professionale maturata nei
rapporti di lavoro a tempo determinato di cui ai commi 4 e 5, lettera
b), le amministrazioni di cui al comma 1, prevedono, nei bandi di
concorso per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, una
riserva di posti non superiore al 40 per cento, destinata al predetto
personale che, alla data di pubblicazione del bando, abbia svolto
servizio per almeno trentasei mesi.
4. Fermo restando quanto stabilito ai commi 1 e 2 per le finalita'
ivi previste, le amministrazioni, previa verifica di cui al comma 1,
possono svolgere le procedure concorsuali relative al reclutamento di
personale con contratto di lavoro a tempo determinato per
l'attuazione dei progetti del PNRR mediante le modalita' digitali,
decentrate e semplificate di cui all'articolo 10 del decreto-legge 1°
aprile 2021, n. 44, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
maggio 2021, n. 76, prevedendo, oltre alla valutazione dei titoli ai
sensi del citato articolo 10, lo svolgimento della sola prova
scritta. Se due o piu' candidati ottengono pari punteggio, a
conclusione delle operazioni di valutazione dei titoli e delle prove
di esame, e' preferito il candidato piu' giovane di eta', ai sensi
dell'articolo 3, comma 7, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
5. Ai medesimi fini di cui al comma 1, il Dipartimento della
funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri,
attraverso il portale del reclutamento di cui all'articolo 3, comma
7, della legge 19 giugno 2019, n. 56, istituisce due distinti elenchi
ai quali possono iscriversi, rispettivamente:
a) professionisti ed esperti per il conferimento incarichi di
collaborazione con contratto di lavoro autonomo di cui all'articolo
7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
b) personale in possesso di un'alta specializzazione per
l'assunzione con contratto di lavoro a tempo determinato.
6. Ciascun elenco e' suddiviso in sezioni corrispondenti alle
diverse professioni e specializzazioni e agli eventuali ambiti
territoriali e prevede l'indicazione, da parte dell'iscritto,
dell'ambito territoriale di disponibilita' all'impiego. Le modalita'
per l'istituzione dell'elenco e la relativa gestione,
l'individuazione dei profili professionali e delle specializzazioni,
il limite al cumulo degli incarichi, le modalita' di aggiornamento
dell'elenco e le modalita' semplificate di selezione comparativa e
pubblica sono definite con decreto del Ministro per la pubblica
amministrazione da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, previa intesa con la
Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281. Tutte le fasi della procedura di cui al presente
comma sono tempestivamente pubblicate sul sito istituzionale di
ciascuna amministrazione.
7. Per il conferimento degli incarichi di cui al comma 5, lettera
a), il decreto di cui al comma 6 individua quali requisiti per
l'iscrizione nell'elenco:
a) almeno cinque anni di permanenza nel relativo albo, collegio o
ordine professionale comunque denominato;
b) essere iscritto al rispettivo albo, collegio o ordine
professionale comunque denominato;
c) non essere in quiescenza.
8. Il decreto di cui al comma 6, ai fini dell'attribuzione di uno
specifico punteggio agli iscritti, valorizza le documentate
esperienze professionali maturate, il possesso di titoli di
specializzazione ulteriori rispetto a quelli abilitanti all'esercizio
della professione, purche' a essa strettamente conferenti. Le
amministrazioni, sulla base delle professionalita' che necessitano di
acquisire, invitano, rispettando l'ordine di graduatoria almeno tre
professionisti o esperti, e comunque in numero tale da assicurare la
parita' di genere, tra quelli iscritti nel relativo elenco e li
sottopongono ad un colloquio selettivo per il conferimento degli
incarichi di collaborazione.
9. L'iscrizione negli elenchi di cui al comma 5, lettera b),
avviene previo svolgimento di procedure idoneative svolte ai sensi
dell'articolo 10 del decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito,
con modificazioni, dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, con previsione
della sola prova scritta, alle quali consegue esclusivamente il
diritto all'inserimento nei predetti elenchi in ordine di
graduatoria, sulla base della quale le amministrazioni attingono ai
fini della stipula dei contratti.
10. Ai fini di cui al comma 5, lettera b), per alta
specializzazione si intende il possesso della laurea magistrale o
specialistica e di almeno uno dei seguenti titoli, in settori
scientifici o ambiti professionali strettamente correlati
all'attuazione dei progetti:
a) dottorato di ricerca;
b) documentata esperienza professionale continuativa, di durata
almeno biennale, maturata presso enti e organismi internazionali
ovvero presso organismi dell'Unione Europea.
11. Per le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, le
procedure concorsuali di cui al comma 4 possono essere organizzate
dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del
Consiglio dei ministri ai sensi del comma 3-quinquies dell'articolo 4
del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, anche avvalendosi
dell'Associazione Formez PA e del portale del reclutamento di cui
all'articolo 3, comma 7, della legge 19 giugno 2019, n. 56. Nel bando
e' definito il cronoprogramma relativo alle diverse fasi di
svolgimento della procedura.
12. Fermo restando l'articolo 57 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, le commissioni esaminatrici delle procedure di cui al
presente articolo sono composte nel rispetto del principio della
parita' di genere.
13. Il personale assunto con contratto di lavoro a tempo
determinato ai sensi del comma 5, lettera b), e' equiparato, per
quanto attiene al trattamento economico fondamentale e accessorio e
ad ogni altro istituto contrattuale, al profilo dell'Area III,
posizione economica F3, del CCNL Funzioni centrali, sezione
Ministeri. Si applicano, ove necessario, le tabelle di corrispondenza
tra i livelli economici di inquadramento o inquadramento
corrispondente secondo le tabelle di equivalenza utilizzate per altre
aree o altri comparti contrattuali.
14. Le amministrazioni di cui al comma 1, nei limiti ivi stabiliti,
possono assumere a tempo determinato anche mediante utilizzo di
graduatorie concorsuali vigenti anche di concorsi a tempo
determinato. Non si applicano gli articoli 34, comma 6, e 34-bis del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
15. Le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001 n. 165, impegnate nell'attuazione del Piano
nazionale di ripresa e resilienza, possono derogare, fino a
raddoppiarle, le percentuali di cui all'articolo 19, commi 5-bis e 6,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai fini della
copertura delle posizioni dirigenziali vacanti relative a compiti
strettamente e direttamente funzionali all'attuazione degli
interventi del Piano. Tali incarichi trovano copertura e limiti nelle
facolta' assunzionali. In alternativa a quanto previsto al primo
periodo, le stesse amministrazioni possono conferire, in deroga ai
limiti percentuali previsti dall'articolo 19, commi 5-bis e 6, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli incarichi dirigenziali
di cui all'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 31 maggio 2021, n.
77. Gli incarichi di cui al presente comma rimangono in vigore fino
alla loro naturale scadenza e comunque non oltre il 31 dicembre 2026.
16. Alle attivita' di cui al presente articolo il Dipartimento
della funzione pubblica provvede con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
17. Per la realizzazione degli investimenti di cui hanno la diretta
titolarita' di attuazione, le disposizioni del presente articolo si
applicano, con la procedura di cui al comma 1, anche alle pubbliche
amministrazioni titolari di interventi finanziati esclusivamente a
carico del Piano nazionale per gli investimenti complementari al
PNRR, di cui all'articolo 1 del decreto-legge 6 maggio 2021, n. 59
limitatamente agli incarichi di collaborazione di cui al comma 5,
lettera a), necessari all'assistenza tecnica. Fermo restando quanto
previsto dal comma 1, le restanti disposizioni di cui al presente
articolo, inoltre, costituiscono norme di principio per le regioni e
gli enti locali.
Art. 2

Misure urgenti per esperienze di formazione e lavoro
professionalizzanti per giovani nella pubblica amministrazione

1. Nelle more della attuazione della previsione di cui all'articolo
47, comma 6, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, con
decreto del Ministro per la pubblica amministrazione, di concerto con
il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della
istruzione, il Ministro della universita' e della ricerca e il
Ministro per le politiche giovanili, previa intesa con la Conferenza
Stato-Regioni di cui all'articolo 3 del decreto legislativo n. 281
del 1997, e' consentita l'attivazione di specifici progetti di
formazione e lavoro nelle pubbliche amministrazioni per
l'acquisizione, attraverso contratti di apprendistato di cui agli
articoli 44 e 45 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, di
competenze di base e trasversali, nonche' per l'orientamento
professionale da parte di diplomati e di studenti universitari. A tal
fine e' istituito, a decorrere dall'anno 2021, un apposito fondo
presso lo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della
Presidenza del Consiglio dei Ministri, gestito dal Dipartimento della
funzione pubblica, con una dotazione di euro 700.000 per l'anno 2021
e di euro 1.000.000 a decorrere dall'anno 2022 che costituisce limite
di spesa.
2. Agli oneri derivanti dal presente articolo, pari a euro 700.000
per l'anno 2021 e a euro 1.000.000 a decorrere dall'anno 2022 si
provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi
strutturali di politica economica di cui all'articolo 10, comma 5,
del decreto legge 29 novembre 2004, n. 282 convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
Art. 3

Misure per la valorizzazione del personale e per il riconoscimento
del merito

1. All'articolo 52, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
il comma 1-bis, e' sostituito dal seguente:
«1-bis. I dipendenti pubblici, con esclusione dei dirigenti e del
personale docente della scuola, delle accademie, conservatori e
istituti assimilati, sono inquadrati in almeno tre distinte aree
funzionali. La contrattazione collettiva individua, una ulteriore
area per l'inquadramento del personale di elevata qualificazione. Le
progressioni all'interno della stessa area avvengono secondo principi
di selettivita', in funzione delle capacita' culturali e
professionali, della qualita' dell'attivita' svolta e dei risultati
conseguiti, attraverso l'attribuzione di fasce di merito. Fatta salva
una riserva di almeno il 50 per cento delle posizioni disponibili
destinata all'accesso dall'esterno, le progressioni fra le aree
avvengono tramite procedura comparativa basata sulla valutazione
positiva conseguita dal dipendente negli ultimi tre anni di servizio,
sull'assenza di provvedimenti disciplinari, sul possesso di titoli
professionali e di studio ulteriori rispetto a quelli previsti per
l'accesso all'area, nonche' sul numero e sulla tipologia degli
incarichi rivestiti. All'attuazione del presente comma si provvede
nei limiti delle risorse destinate ad assunzioni di personale a tempo
indeterminato disponibili a legislazione vigente.».
2. I limiti di spesa relativi al trattamento economico accessorio
di cui all'articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio
2017, n. 75, compatibilmente con il raggiungimento degli obiettivi di
finanza pubblica, possono essere superati, secondo criteri e
modalita' da definire nell'ambito dei contratti collettivi nazionali
di lavoro e nei limiti delle risorse finanziarie destinate a tale
finalita'.
3. All'articolo 28, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
dopo il comma 1, sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Nelle procedure concorsuali per l'accesso alla dirigenza
in aggiunta all'accertamento delle conoscenze delle materie
disciplinate dal decreto del Presidente della Repubblica 9 maggio
1994, n. 487, i bandi definiscono le aree di competenza osservate e
prevedono la valutazione delle capacita', attitudini e motivazioni
individuali, anche attraverso prove, scritte e orali, finalizzate
alla loro osservazione e valutazione comparativa, definite secondo
metodologie e standard riconosciuti.
1-ter. Fatta salva la percentuale non inferiore al 50 per cento
dei posti da ricoprire, destinata al corso-concorso selettivo di
formazione bandito dalla Scuola nazionale dell'amministrazione, ai
fini di cui al comma 1, una quota non superiore al 30 per cento dei
posti residui disponibili sulla base delle facolta' assunzionali
autorizzate e' riservata, da ciascuna pubblica amministrazione al
personale in servizio a tempo indeterminato, in possesso dei titoli
di studio previsti a legislazione vigente e che abbia maturato almeno
cinque anni di servizio nell'area o categoria apicale. Il personale
di cui al presente comma e' selezionato attraverso procedure
comparative bandite dalla Scuola nazionale dell'amministrazione, che
tengono conto della valutazione conseguita nell'attivita' svolta, dei
titoli professionali, di studio o di specializzazione ulteriori
rispetto a quelli previsti per l'accesso alla qualifica dirigenziale,
della tipologia e del numero degli incarichi rivestiti con
particolare riguardo a quelli inerenti agli incarichi da conferire e
sono volte ad assicurare la valutazione delle capacita', attitudini e
motivazioni individuali. A tal fine, i bandi definiscono le aree di
competenza osservate e prevedono prove scritte e orali di esclusivo
carattere esperienziale, finalizzate alla valutazione comparativa e
definite secondo metodologie e standard riconosciuti. A questo scopo,
sono nominati membri di commissione professionisti esperti nella
valutazione delle suddette dimensioni di competenza, senza maggiori
oneri.».
4. All'articolo 28-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, dopo il comma 3 e' inserito il seguente: «3-bis. Al fine di
assicurare la valutazione delle capacita', attitudini e motivazioni
individuali, i concorsi di cui al comma 3 definiscono le aree di
competenza osservate e prevedono prove scritte e orali, finalizzate
alla valutazione comparativa, definite secondo metodologie e standard
riconosciuti. A questo scopo, sono nominati membri di commissione
professionisti esperti nella valutazione delle suddette dimensioni di
competenza, senza maggiori oneri.».
5. All'articolo 2, comma 15, del decreto legge 6 luglio 2012, n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
le parole «31 dicembre 2021» sono sostituite dalle seguenti: «31
agosto 2021».
6. Le disposizioni dei commi 3 e 4 costituiscono principi
fondamentali ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della
Costituzione. A tal fine la Scuola nazionale dell'amministrazione
elabora apposte linee guida d'intesa con la Conferenza unificata di
cui all'articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997.
7. All'articolo 30, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole «previo assenso dell'amministrazione di
appartenenza» sono soppresse;
b) dopo il primo periodo sono inseriti i seguenti: «E' richiesto
il previo assenso dell'amministrazione di appartenenza nel caso in
cui si tratti di posizioni motivatamente infungibili, di personale
assunto da meno di tre anni o qualora la suddetta amministrazione di
appartenenza abbia una carenza di organico superiore al 20 per cento
nella qualifica corrispondente a quella del richiedente. E' fatta
salva la possibilita' di differire, per motivate esigenze
organizzative, il passaggio diretto del dipendente fino ad un massimo
di sessanta giorni dalla ricezione dell'istanza di passaggio diretto
ad altra amministrazione. Le disposizioni di cui ai periodi secondo e
terzo non si applicano al personale delle aziende e degli enti del
servizio sanitario nazionale, per i quali e' comunque richiesto il
previo assenso dell'amministrazione di appartenenza. Al personale
della scuola continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti in
materia.»
8. All'articolo 35 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, la lettera e-ter) e' sostituita dalla seguente:
«e-ter) possibilita' di richiedere, tra i requisiti previsti
per specifici profili o livelli di inquadramento di alta
specializzazione, il possesso del titolo di dottore di ricerca. In
tali casi, le procedure individuano tra le aree dei settori
scientifico-disciplinari individuate ai sensi dell'articolo 17, comma
99, della legge 15 maggio 1997, n. 127, afferenti al titolo di
dottore di ricerca, quelle pertinenti alla tipologia del profilo o
livello di inquadramento.»;
b) il comma 3-quater e' abrogato.
9. All'articolo 4 della legge 3 luglio 1998, n. 210, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, sono aggiunte, alla fine, le seguenti parole: «,
anche ai fini dell'accesso alle carriere nelle amministrazioni
pubbliche nonche' dell'integrazione di percorsi professionali di
elevata innovativita'»;
b) al comma 2, al primo periodo, le parole «e da qualificate
istituzioni italiane di formazione e ricerca avanzate» sono soppresse
e, al terzo periodo, le parole «, nonche' le modalita' di
individuazione delle qualificate istituzioni italiane di formazione e
ricerca di cui al primo periodo,» sono soppresse.
10. All'articolo 2, comma 5, della legge 21 dicembre 1999, n. 508,
le parole «formazione alla ricerca» sono sostituite dalle seguenti:
«dottorato di ricerca».
Art. 4

Formez PA

1. Al decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 6, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all'articolo 2, comma 1, l'alinea e' sostituito dal seguente:
«1. All'associazione Formez PA e' attribuita la funzione di supporto
delle riforme e di diffusione dell'innovazione amministrativa nei
confronti dei soggetti associati. E' inoltre attribuita la funzione
di supporto per le attivita' di coordinamento, sviluppo e attuazione
del PNRR ai soggetti associati e al Dipartimento della Funzione
Pubblica. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento
della funzione pubblica, le amministrazioni dello Stato e le
amministrazioni associate di cui all'articolo 1, possono avvalersi di
Formez PA, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, per le
seguenti finalita':»;
b) all'articolo 2, comma 1, lettera a), dopo la parola «settore»,
sono inserite le seguenti: «reclutamento e»;
c) all'articolo 2, comma 1, lettera a), prima del numero 1) sono
inseriti i seguenti: «01) predisporre e organizzare, su richiesta
delle amministrazioni, procedure concorsuali e di reclutamento del
pubblico impiego, secondo le direttive del Dipartimento della
funzione pubblica, provvedendo agli adempimenti necessari per lo
svolgimento delle procedure medesime;
02) predisporre modelli per l'implementazione di nuove
modalita' di accesso al pubblico impiego in relazione all'attuazione
dei progetti del PNRR;»;
d) all'articolo 2, comma 1, lettera a), dopo il numero 5), e'
aggiunto il seguente: «5-bis) assistere le pubbliche amministrazioni
nello sviluppo del processo di digitalizzazione dei procedimenti
amministrativi, assicurandone l'omogeneita' a livello territoriale;»;
e) all'articolo 2, comma 1, lettera b), dopo la parola «tecnica»,
sono inserite le seguenti: «e supporto al PNRR:»;
f) all'articolo 2, comma 1, lettera b), numero 3), dopo le parole
«cittadini stessi», sono inserite le seguenti: «, al fine di
agevolare il completamento del processo di digitalizzazione»;
g) all'articolo 2, comma 1, lettera b), dopo il numero 5), sono
aggiunti i seguenti: «5-bis) sviluppare forme di coordinamento per
l'individuazione e la realizzazione dei progetti del PNRR che
coinvolgono le pubbliche amministrazioni, anche regionali e locali;
5-ter) sviluppare attivita' di analisi, studio e ricerca per
l'individuazione di processi rapidi per l'utilizzazione delle risorse
del PNRR, destinate alle amministrazioni regionali e locali;
5-quater) elaborare modelli di lavoro flessibile alle
dipendenze delle pubbliche amministrazioni, con particolare riguardo
alle modalita' digitali e da remoto di svolgimento della prestazione
lavorativa.»;
h) l'articolo 3 e' sostituito dal seguente:
«Art. 3 (Organi di Formez PA). - 1. Sono organi di Formez PA:
a) il presidente;
b) il direttore generale;
c) il consiglio di amministrazione;
d) il collegio dei revisori;
e) l'assemblea.
2. Il presidente, che ne ha la rappresentanza legale, e'
nominato dal Ministro per la pubblica amministrazione ed e' scelto
tra esperti con qualificata professionalita' ed esperienza decennale
nel settore della formazione e dell'organizzazione delle pubbliche
amministrazioni.
3. Il consiglio di amministrazione e' composto dal Presidente,
dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri,
dal Capo del dipartimento della funzione pubblica, da due membri
designati dalla Conferenza Unificata in rappresentanza di Regioni,
UPI e ANCI, nonche' da altri cinque membri di cui tre designati dal
Ministro per la pubblica amministrazione e due dall'assemblea tra
esperti di qualificata professionalita' nel settore della formazione
e dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni.
4. Il direttore generale e' nominato dal Consiglio, su proposta
del Presidente, e scelto tra persone di comprovata qualificazione
professionale ed esperienza lavorativa pregressa di almeno cinque
anni in posizioni dirigenziali nel settore pubblico o privato, con
particolare riguardo alle esperienze maturate nelle attivita' di
selezione e gestione del personale.
5. Il Presidente del Consiglio dei ministri o il Ministro per
la pubblica amministrazione delegato nomina il collegio dei revisori
dei conti, composto da tre membri, di cui uno designato dal Ministro
dell'economia e delle finanze, e uno appartenente ai ruoli
dirigenziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri -
Dipartimento della funzione pubblica in qualita' di presidente.
6. I compiti e le modalita' di partecipazione degli organi
sociali sono definiti dallo statuto dell'associazione. I compensi
relativi sono fissati dall'assemblea di Formez PA, nel rispetto dei
limiti indicati dalla legge e previa approvazione del Dipartimento
della funzione pubblica.»;
i) all'articolo 5, dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Lo statuto e le sue modificazioni sono approvati con decreto
del Ministro per la pubblica amministrazione. Si applicano gli
articoli 2 e 4 del decreto del Presidente della Repubblica 10
febbraio 2000, n. 361.».
2. In relazione alle modifiche introdotte dal comma 1, a decorrere
dalla data di entrata in vigore del presente decreto l'organo di cui
all'articolo 3, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 25
gennaio 2010, n. 6, in vigore fino alla data antecedente a quella di
entrata in vigore del presente decreto, decade. Entro i successivi
trenta giorni Formez PA adegua lo statuto e il regolamento interno
alle nuove funzioni.
3. Dalle disposizioni del presente articolo non derivano nuovi o
ulteriori oneri a carico della finanza pubblica. Il Dipartimento
della funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri
provvede alle attivita' di cui al presente articolo con le risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 5

Scuola nazionale dell'amministrazione

1. Al decreto legislativo 1° dicembre 2009, n. 178, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 2, comma 2, dopo la lettera f), e' aggiunta la
seguente: «f-bis) promuovere e sostenere, durante l'intero percorso
di carriera, la qualificazione, la riqualificazione e lo sviluppo
l'aggiornamento professionale del personale che opera negli uffici di
cui all'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165.»;
b) all'articolo 3, comma 1 dopo la lettera e), e' inserita la
seguente: «e-bis) attivita' di ricerca e di studio per
l'individuazione di specifiche tipologie di formazione per il
personale delle pubbliche amministrazioni preposto allo sviluppo e
all'attuazione delle azioni contenute nel Piano Nazionale di Ripresa
e Resilienza;»;
c) all'articolo 4, comma 1, dopo la lettera c), e' aggiunta la
seguente: «c-bis) il Segretario Generale.»;
d) l'articolo 6 e' sostituito dal seguente:
«Art. 6 (Il Comitato di gestione). - 1. Il Comitato di gestione
e' composto dal Presidente, che lo presiede, dal Segretario Generale,
dal Capo del Dipartimento per il personale della Presidenza del
Consiglio dei ministri, dal Capo del Dipartimento della funzione
pubblica, da tre rappresentanti nominati dal Ministro della pubblica
amministrazione, di cui uno su indicazione del Presidente
dell'Istituto nazionale di statistica, da un rappresentante nominato
dal Ministro dell'universita' e della ricerca, da uno nominato dal
Ministro dell'interno, da uno nominato dal Ministro dell'economia e
delle finanze, da uno nominato dal Ministro degli affari esteri e
della cooperazione internazionale, da uno nominato dal Ministro della
difesa, da uno nominato dal Ministro della cultura e da non piu' di
tre nominati da ulteriori Ministri designati con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri. La nomina a membro del
comitato di gestione e la partecipazione alle riunioni non da' titolo
a emolumenti o compensi di qualsiasi tipo.
2. Il Comitato di gestione approva il programma annuale della
Scuola proposto dal Presidente, il bilancio di previsione e
consuntivo e le variazioni di bilancio proposti dal Segretario
Generale; adotta gli altri provvedimenti previsti dal presente
decreto legislativo e dal regolamento di cui all'articolo 15; viene
sentito dal Segretario Generale in merito alla definizione
dell'organizzazione interna della Scuola.
3. Il Comitato di gestione dura in carica quattro anni.»;
e) all'articolo 7:
1) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. Il Presidente e'
nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, ed e' scelto
tra i magistrati amministrativi, ordinari e contabili, tra gli
avvocati dello stato o tra professori universitari ordinari, tra alti
dirigenti dello Stato di particolare e comprovata qualificazione o
tra altri soggetti parimenti dotati di particolare e comprovata
qualificazione professionale, che abbiano diretto per almeno un
quinquennio istituzioni pubbliche di alta formazione o ricerca,
ovvero per almeno dieci anni, anche non continuativamente,
istituzioni private di alta formazione riconosciute dal Ministero
dell'universita' e della ricerca.»;
2) al comma 2, il primo periodo e' sostituito dal seguente: «Il
Presidente dura in carica quattro anni e puo' essere confermato una
sola volta.»;
3) il comma 3 e' sostituito dal seguente: «3. Il Presidente e'
vertice dell'istituzione, ne ha la rappresentanza legale e presiede
il Comitato di gestione. E' responsabile dell'attivita' didattica e
scientifica della Scuola ed elabora le strategie di sviluppo
dell'attivita' di formazione, d'intesa con il Segretario Generale e
sentito il Comitato Scientifico, mediante la progettazione, la
programmazione e la realizzazione di attivita' di partenariato con
Universita' e Istituti di alta formazione nazionali e internazionali.
Il Presidente, sentito il Segretario Generale, nomina le commissioni
esaminatrici per i concorsi e i corsi, secondo le norme in vigore. Il
Presidente nomina i docenti della Scuola, esercita tutte le altre
attribuzioni previste dal presente decreto legislativo e dal
regolamento, e redige il programma triennale e il programma annuale
della Scuola d'intesa con il Segretario Generale, sentito il Comitato
Scientifico.»;
f) l'articolo 8 e' sostituito dal seguente:
«Art. 8 (Segretario Generale). - 1. Il Segretario Generale e'
scelto tra soggetti di comprovata qualificazione professionale ed
esperienza gestionale, almeno quinquennale, maturata nel settore
pubblico o privato e nell'organizzazione e gestione di strutture
complesse. Il Segretario Generale e' nominato con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, o del Ministro per la pubblica
amministrazione a tale fine delegato. Il Segretario Generale dura in
carica quattro anni e puo' essere confermato.
2. Il Segretario Generale coadiuva il Presidente e attua le
delibere del Comitato di Gestione, e' responsabile del funzionamento
della struttura interna e ne dirige le attivita', assicurandone il
coordinamento, sovrintende allo svolgimento delle attivita' di
supporto alla funzione didattica e scientifica. Nello svolgimento
delle sue funzioni il Segretario Generale:
a) concorre alla definizione del programma triennale e
annuale della Scuola;
b) predispone progetti di sviluppo della Scuola attraverso
accordi per la formazione manageriale, con Enti e imprese italiani e
stranieri;
c) sovraintende alla gestione amministrativa, contabile e
finanziaria e propone il regolamento contabile e finanziario al
Comitato di gestione, che lo approva;
d) e' titolare del centro di responsabilita' amministrativa;
predispone il bilancio di previsione e le eventuali variazioni
nonche' il rendiconto consuntivo annuale e li propone al Comitato di
gestione, che li approva, ed esercita le altre attribuzioni previste
dal presente decreto legislativo, dalle delibere di cui all'articolo
15 e in particolare attua i provvedimenti disposti dal regolamento di
cui all'articolo 15, comma 5;
e) effettua la ricognizione dei fabbisogni e la sua
programmazione in attuazione dell'articolo 6, comma 1, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165;
f) individua le risorse finanziarie da assegnare agli uffici
secondo quanto previsto dal documento di programmazione;
g) approva l'indizione delle procedure concorsuali in materia
di servizi, lavori e forniture che superino la soglia comunitaria;
h) nomina i dirigenti della Scuola.»;
g) le parole «dirigente amministrativo» ovunque ricorrano sono
sostituite dalle seguenti: «Segretario Generale»;
h) all'articolo 13, comma 2, dopo le parole «articolo 15», sono
aggiunte le seguenti: «, comma 1»;
i) all'articolo 14:
1) il comma 1, e' sostituito dal seguente: «1. Il Presidente,
se dipendente di amministrazioni pubbliche, conserva il trattamento
economico in godimento. Il trattamento del Presidente e' incrementato
da un'indennita' di carica stabilita con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri o del Ministro per la pubblica
amministrazione, a tale fine delegato, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze.»;
2) dopo il comma 1, e' aggiunto il seguente: «1-bis. Il
trattamento economico complessivo del Segretario Generale e'
articolato in una voce retributiva non superiore alla misura massima
del trattamento economico fondamentale dei dirigenti preposti a
ufficio dirigenziale generale incaricati ai sensi dell'articolo 19
comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e in un
emolumento accessorio stabilito con decreto del Ministro per la
pubblica amministrazione di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, nel rispetto dei principi definiti dall'articolo 24
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e nei limiti della
vigente normativa.»;
l) all'articolo 15, il comma 1, e' sostituito dal seguente: «1.
Il Segretario generale definisce con proprie delibere, sentito il
Comitato di gestione, l'organizzazione interna della Scuola e detta
le disposizioni occorrenti per il suo funzionamento.»;
m) all'articolo 15, comma 2, le parole «al comma 1» sono
sostituite dalle seguenti: «ai commi 1 e 1-bis»;
n) all'articolo 18, comma 1, dopo le parole «del Presidente»,
sono inserite le seguenti: «, d'intesa con il Segretario Generale,»;
o) le parole «e l'innovazione» ovunque ricorrano sono soppresse.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, la Scuola nazionale dell'amministrazione adegua il
regolamento recante l'organizzazione interna e il funzionamento alle
nuove disposizioni.
3. All'attuazione del presente articolo la Scuola nazionale
dell'amministrazione provvede con le risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 6

Piano integrato di attivita' e organizzazione

1. Per assicurare la qualita' e la trasparenza dell'attivita'
amministrativa e migliorare la qualita' dei servizi ai cittadini e
alle imprese e procedere alla costante e progressiva semplificazione
e reingegnerizzazione dei processi anche in materia di diritto di
accesso, le pubbliche amministrazioni, con esclusione delle scuole di
ogni ordine e grado e delle istituzioni educative, di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, con piu' di cinquanta dipendenti, entro il 31 dicembre 2021
adottano il Piano integrato di attivita' e organizzazione, di seguito
denominato Piano, nel rispetto delle vigenti discipline di settore e,
in particolare, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 e
della legge 6 novembre 2012, n. 190.
2. Il Piano ha durata triennale, viene aggiornato annualmente e
definisce:
a) gli obiettivi programmatici e strategici della performance
secondo i principi e criteri direttivi di cui all'articolo 10, del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;
b) la strategia di gestione del capitale umano e di sviluppo
organizzativo, anche mediante il ricorso al lavoro agile, e gli
obiettivi formativi annuali e pluriennali, finalizzati al
raggiungimento della completa alfabetizzazione digitale, allo
sviluppo delle conoscenze tecniche e delle competenze trasversali e
manageriali e all'accrescimento culturale e dei titoli di studio del
personale correlati all'ambito d'impiego e alla progressione di
carriera del personale;
c) compatibilmente con le risorse finanziarie riconducibili al
Piano di cui all'articolo 6 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, gli strumenti e gli obiettivi del reclutamento di nuove risorse
e della valorizzazione delle risorse interne, prevedendo, oltre alle
forme di reclutamento ordinario, la percentuale di posizioni
disponibili nei limiti stabiliti dalla legge destinata alle
progressioni di carriera del personale, anche tra aree diverse, e le
modalita' di valorizzazione a tal fine dell'esperienza professionale
maturata e dell'accrescimento culturale conseguito anche attraverso
le attivita' poste in essere ai sensi della lettera b);
d) gli strumenti e le fasi per giungere alla piena trasparenza
dell'attivita' e dell'organizzazione amministrativa nonche' per
raggiungere gli obiettivi in materia di anticorruzione;
e) l'elenco delle procedure da semplificare e reingegnerizzare
ogni anno, anche mediante il ricorso alla tecnologia e sulla base
della consultazione degli utenti, nonche' la pianificazione delle
attivita' inclusa la graduale misurazione dei tempi effettivi di
completamento delle procedure effettuata attraverso strumenti
automatizzati;
f) le modalita' e le azioni finalizzate a realizzare la piena
accessibilita' alle amministrazioni, fisica e digitale, da parte dei
cittadini ultrasessantacinquenni e dei cittadini con disabilita';
g) le modalita' e le azioni finalizzate al pieno rispetto della
parita' di genere, anche con riguardo alla composizione delle
commissioni esaminatrici dei concorsi.
3. Il Piano definisce le modalita' di monitoraggio degli esiti, con
cadenza periodica, inclusi gli impatti sugli utenti, anche attraverso
rilevazioni della soddisfazione dell'utenza mediante gli strumenti di
cui al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, nonche' del
monitoraggio dei procedimenti attivati ai sensi del decreto
legislativo 20 dicembre 2009, n. 198.
4. Le pubbliche amministrazioni di cui al comma 1 del presente
articolo pubblicano il Piano e i relativi aggiornamenti entro il 31
dicembre di ogni anno sul proprio sito istituzionale e lo inviano al
Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio
dei ministri per la pubblicazione sul relativo portale.
5. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente
decreto, con uno o piu' decreti del Presidente della Repubblica,
adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui
all'articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, sono individuati e abrogati gli adempimenti relativi ai piani
assorbiti da quello di cui al presente articolo.
6. Entro il medesimo termine di cui al comma 4, il Dipartimento
della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri,
previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 9,
comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adotta un
Piano tipo, quale strumento di supporto alle amministrazioni di cui
al comma 1. Nel Piano tipo sono definite modalita' semplificate per
l'adozione del Piano di cui al comma 1 da parte delle amministrazioni
con meno di cinquanta dipendenti.
7. In caso di mancata adozione del Piano trovano applicazione le
sanzioni di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto legislativo 27
ottobre 2009, n. 150, ferme restando quelle previste dall'articolo
19, comma 5, lettera b), del decreto-legge 25 giugno 2014, n. 90,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.
8. All'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo le
amministrazioni interessate provvedono con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Capo II
Misure organizzative a supporto del sistema di coordinamento, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del PNRR

Art. 7

Reclutamento di personale nelle amministrazioni assegnatarie di
progetti

1. Per la realizzazione delle attivita' di coordinamento
istituzionale, gestione, attuazione, monitoraggio e controllo del
PNRR di cui al decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, entro trenta
giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, il Dipartimento
della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri
indice un concorso pubblico ai sensi dell'articolo 1, comma 4, per il
reclutamento di un contingente complessivo di cinquecento unita' di
personale non dirigenziale a tempo determinato per un periodo anche
superiore a trentasei mesi, ma non eccedente la durata di
completamento del PNRR e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, da
inquadrare nell'Area III, posizione economica F1, nei profili
professionali economico, giuridico, informatico,
statistico-matematico, ingegneristico, ingegneristico gestionale,
delle quali 80 unita' da assegnare, per i profili indicati nella
tabella 1, di cui all'Allegato IV al presente decreto, al Ministero
dell'economia e delle finanze-Dipartimento della ragioneria generale
dello Stato, e le restanti da ripartire con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, adottato su proposta del Ministro
dell'economia e delle finanze, tra le amministrazioni centrali
deputate allo svolgimento delle predette attivita', individuate dal
medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro dell'economia e delle finanze, si provvede alla
individuazione delle amministrazioni di cui all'articolo 8, comma 1,
del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77.
2. Le graduatorie del concorso di cui comma 1 rimangono efficaci
per la durata di attuazione del PNRR e sono oggetto di scorrimento in
ragione di motivate esigenze fino a ulteriori 300 unita' a valere
sulle vigenti facolta' assunzionali.
3. Le assunzioni di personale di cui al comma 1, da selezionare
anche avvalendosi della Commissione per l'attuazione del progetto di
riqualificazione delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo
35, comma 5, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sono
effettuate in deroga ai limiti di spesa di cui all'articolo 9, comma
28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e non sono
computate ai fini della consistenza della dotazione organica.
4. Per le attivita' di monitoraggio e rendicontazione del PNRR di
cui all'articolo 6, del decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, il
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato puo' avvalersi di
un contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale
fino a un importo massimo di euro 50.000 lordi annui per singolo
incarico, entro il limite di spesa complessivo di euro 167.000 per
l'anno 2021 e di euro 500.000 per ciascuno degli anni 2022, 2023,
2024, 2025 e 2026. Al fine di assicurare la piu' efficace e
tempestiva attuazione degli interventi del PNRR, nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e' istituito
un fondo da ripartire con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze con
una dotazione di euro 2.668.000 per l'anno 2021 e di euro 8.000.000
per ciascuno degli anni 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026 per le restanti
amministrazioni di cui al comma 1 che possono avvalersi, di un
contingente di esperti di comprovata qualificazione professionale
nelle materie oggetto degli interventi per un importo massimo di
50.000 euro lordi annui per singolo incarico. Gli incarichi di cui al
presente comma sono conferiti ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e con le modalita' di cui
all'articolo 1 per la durata massima di trentasei mesi.
5. Il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato assicura
la formazione del personale assunto ai sensi del comma 1. A tal fine
e' autorizzata la spesa di euro 865.000 per l'anno 2021.
6. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
e' autorizzata la spesa di euro 12.600.000 per l'anno 2021 e di euro
35.198.000 per gli anni dal 2022 al 2026. Ai relativi oneri si
provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del
Fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio
triennale 2021 - 2023, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e
speciali», della missione «Fondi da ripartire» dello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno
2021, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento del
medesimo Ministero.
Art. 8

Reclutamento di personale per le attivita' di controllo, audit,
anticorruzione e trasparenza

1. In considerazione delle maggiori responsabilita' connesse con le
funzioni di supporto ai compiti di audit del PNRR assegnate alle
Ragionerie territoriali dello Stato ai sensi dell'articolo 7, del
decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77 e del sostegno ai competenti
uffici del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato per
l'attivita' di monitoraggio e controllo del PNRR, sono istituite
sette posizioni dirigenziali di livello generale, destinate alla
direzione delle Ragionerie territoriali di Milano, Venezia, Bologna,
Roma, Napoli, Bari e Palermo, ed una posizione di funzione
dirigenziale di livello non generale destinata alla Ragioneria
territoriale di Roma, nell'ambito del Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato.
2. I direttori delle Ragionerie territoriali dello Stato con
funzioni dirigenziali di livello generale, assicurano, nell'ambito
territoriale di competenza definito nella tabella di cui all'Allegato
I, il coordinamento unitario delle attivita' di cui al comma 1.
3. Il raccordo con il semestre europeo in merito ai progressi
compiuti nella realizzazione del PNRR e con il programma nazionale di
riforma viene assicurato dal Ministero dell'economia e delle finanze
- Dipartimento del Tesoro che provvede inoltre a curare i rapporti
con la Banca europea per gli investimenti e con altri soggetti per
eventuali partecipazioni pubblico-private attivate per l'attuazione
del PNRR. Il Dipartimento del Tesoro verifica in itinere le eventuali
proposte di modifica all'accordo di prestito di cui all'articolo 15
del regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 12 febbraio 2021, anche di tipo integrativo, nel rispetto di
quanto indicato dall'articolo 14 del medesimo regolamento. A tal fine
sono istituiti presso il Dipartimento del Tesoro due posizioni di
funzione dirigenziale di livello non generale di consulenza, studio e
ricerca.
4. Si applicano le disposizioni di cui all'articolo 7, comma 5, del
decreto legge 31 maggio 2021, n. 77.
5. Per l'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo
e' autorizzata la spesa di euro 941.000 per l'anno 2021 e di euro
2.257.000 a decorrere dal 2022. Ai relativi oneri si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo
speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2021 - 2023, nell'ambito del programma «Fondi di riserva e speciali»,
della missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2021, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento del medesimo Ministero.
Art. 9

Conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai
procedimenti amministrativi connessi all'attuazione del PNRR

1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato
su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per
gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro per il sud e la
coesione territoriale, previa intesa in Conferenza unificata di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono
ripartite le risorse finanziarie nel limite massimo di 20 milioni di
euro per l'anno 2021, di 55 milioni di euro per ciascuno degli anni
2022 e 2023 e di 35 milioni di euro per l'anno 2024, per il
conferimento, ai sensi dell'articolo 1, comma 5, lettera a), da parte
di regioni ed enti locali, di incarichi di collaborazione a
professionisti ed esperti, nel numero massimo complessivo di mille
unita' per il supporto ai predetti enti nella gestione delle
procedure complesse tenendo conto del relativo livello di
coinvolgimento nei procedimenti amministrativi connessi
all'attuazione del PNRR.
2. I reclutamenti di cui al comma 1 sono autorizzati
subordinatamente all'approvazione del Piano Nazionale per la Ripresa
e la Resilienza da parte della Commissione europea. Ai relativi oneri
pari a 20 milioni di euro per l'anno 2021, 55 milioni di euro annui
per gli anni 2022 e 2023, 35 milioni di euro per l'anno 2024, si
provvede a valere sul Fondo di rotazione per l'attuazione del Next
Generation EU-Italia di cui all'articolo 1, comma 1037, della legge
30 dicembre 2020, n. 178, secondo le modalita' di cui ai commi da
1038 a 1050 del medesimo articolo 1.
Titolo II
MISURE ORGANIZZATIVE PER L'ATTUAZIONE DEI PROGETTI NELL'AMBITO DELLE MISSIONI DEL PNRR
Capo I
Transizione digitale

Art. 10

Reclutamento di personale presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri per l'attuazione del PNRR per l'innovazione e la
transizione digitale e rafforzamento dell'Agenzia per l'Italia
Digitale

1. Al fine di attuare gli interventi di digitalizzazione,
innovazione e sicurezza nella pubblica amministrazione previsti
nell'ambito del PNRR, fornendo adeguato supporto alla trasformazione
digitale delle amministrazioni centrali e locali, presso la struttura
della Presidenza del Consiglio dei ministri competente per
l'innovazione tecnologica e la transizione digitale, opera, fino al
31 dicembre 2026, un apposito contingente massimo di
trecentotrentotto unita', nel limite di spesa di euro 9.334.000 per
l'anno 2021, di euro 28.000.000 per ciascuno degli anni dal 2022 al
2025 e di euro 18.666.000 per l'anno 2026, composto da esperti in
possesso di specifica ed elevata competenza almeno triennale nello
sviluppo e gestione di processi complessi di trasformazione
tecnologica e digitale, nonche' di significativa esperienza almeno
triennale in tali materie, ovvero anche da personale non
dirigenziale, collocato fuori ruolo o in posizione di comando o altra
analoga posizione, prevista dagli ordinamenti di appartenenza,
proveniente da pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al quale si applica
la disposizione dell'articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio
1997, n. 127, con esclusione del personale docente, educativo,
amministrativo, tecnico e ausiliario delle istituzioni scolastiche,
nonche' del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia, del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del Ministero dell'economia e
delle finanze. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
sono definiti la composizione del contingente ed i compensi degli
esperti.
2. Gli esperti di cui al comma 1 sono individuati previa procedura
selettiva con avviso pubblico, che prevede la valutazione dei titoli
e dell'esperienza professionale richiesta ed almeno un colloquio che
puo' essere effettuato anche in modalita' telematica. Le predette
procedure selettive ovvero loro singole fasi possono essere
effettuate con modalita' telematiche anche automatizzate.
3. Per le esigenze di funzionamento connesse all'attivita' del
contingente di cui al comma 1 e' autorizzata la spesa complessiva
massima di euro 1.000.000 per l'anno 2021, di euro 3.000.000 per
ciascuno degli anni dal 2022 al 2025 e di euro 2.000.000 per l'anno
2026.
4. L'AgiD e' autorizzata ad assumere con contratto di lavoro a
tempo determinato per un periodo anche superiore a trentasei mesi, ma
non eccedente la durata di completamento del PNRR e comunque non
oltre il 31 dicembre 2026, in deroga ai limiti di spesa di cui
all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e
alla dotazione organica, un contingente di personale massimo di 67
unita' dell'Area III, posizione economica F1, mediante le procedure
di cui all'articolo 1, comma 4, nel limite di spesa di euro 1.242.131
per l'anno 2021 e di euro 3.726.391 per ciascuno degli anni dal 2022
al 2026.
5. I reclutamenti di cui al presente articolo sono autorizzati
subordinatamente all'approvazione del Piano Nazionale per la Ripresa
e la Resilienza da parte della Commissione europea. Ai relativi oneri
pari a euro 11.576.131 per l'anno 2021, euro 34.726.391 annui per gli
anni dal 2022 al 2025 e euro 24.392.391 per l'anno 2026, si provvede
a valere sul Fondo di rotazione per l'attuazione del Next Generation
EU-Italia di cui all'articolo 1, comma 1037, della legge 30 dicembre
2020, n. 178, secondo le modalita' di cui ai commi da 1038 a 1050 del
medesimo articolo 1.
Capo II
Misure urgenti per la giustizia ordinaria e amministrativa

Art. 11

Addetti all'ufficio per il processo

1. Al fine di supportare le linee di progetto ricomprese nel PNRR
e, in particolare, per favorire la piena operativita' delle strutture
organizzative denominate ufficio per il processo, costituite ai sensi
dell'articolo 16-octies del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, e
assicurare la celere definizione dei procedimenti giudiziari, in
deroga a quanto previsto dall'articolo 36 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, il Ministero della giustizia richiede alla
Commissione Interministeriale RIPAM, che puo' avvalersi di Formez PA,
di avviare procedure di reclutamento nel periodo 2021-2024, in due
scaglioni, di un contingente massimo di 16.500 unita' di addetti
all'ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo
determinato della durata massima di due anni e sette mesi per il
primo scaglione e di due anni per il secondo. Nell'ambito di tale
contingente, alla corte di cassazione sono destinati addetti
all'ufficio per il processo in numero non superiore a 400, da
assegnarsi in virtu' di specifico progetto organizzativo del primo
presidente della corte di cassazione, con l'obiettivo del
contenimento della pendenza nel settore civile e del contenzioso
tributario. Al fine di supportare le linee di progetto di competenza
della Presidenza del Consiglio dei Ministri ricomprese nel PNRR, e in
particolare, per favorire la piena operativita' delle strutture
organizzative denominate ufficio per il processo costituite ai sensi
dell'articolo 53-ter della legge 27 aprile 1982, n. 186, la Giustizia
amministrativa, per assicurare la celere definizione dei processi
pendenti alla data del 31 dicembre 2019, in deroga a quanto previsto
dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
autorizzata ad avviare le procedure di reclutamento, in due
scaglioni, di un contingente massimo di 326 unita' di addetti
all'ufficio per il processo, con contratto di lavoro a tempo
determinato, non rinnovabile, della durata massima di due anni e sei
mesi, cosi' ripartito: 250 unita' complessive per i profili di cui al
comma 3, lettere a), b) e c), e 76 unita' per il profilo di cui al
comma 3, lettera d). I contingenti di personale di cui al presente
comma non sono computati ai fini della consistenza della dotazione
organica rispettivamente del Ministero della giustizia e della
Giustizia amministrativa. L'assunzione del personale di cui al
presente comma e' autorizzata subordinatamente all'approvazione del
PNRR da parte del Consiglio dell'Unione europea ai sensi
dell'articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2021/241 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021.
2. Il personale da assumere nell'amministrazione della giustizia
ordinaria ai sensi del comma 1, deve essere in possesso del diploma
di laurea in giurisprudenza ovvero, per una quota dei posti a
concorso da indicarsi nel bando, del diploma di laurea in economia e
commercio e scienze politiche o titoli equipollenti o equiparati. In
deroga a quanto previsto dagli articoli 2, comma 2, 40 e 45 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la declaratoria del
profilo professionale degli addetti all'ufficio per il processo,
comprensiva di specifiche e contenuti professionali, e' determinata
secondo quanto previsto dall'Allegato II, numero 1. Per quanto
attiene al trattamento economico fondamentale ed accessorio e ad ogni
istituto contrattuale, in quanto applicabile, gli addetti all'ufficio
per il processo sono equiparati ai profili dell'area III, posizione
economica F1. Il Ministero della giustizia, sentite le organizzazioni
sindacali maggiormente rappresentative, puo' stabilire, anche in
deroga a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, particolari
forme di organizzazione e di svolgimento della prestazione
lavorativa, con riferimento al lavoro agile e alla distribuzione
flessibile dell'orario di lavoro.
3. Il contingente di cui al comma 1, la cui procedura di assunzione
e' gestita dalla Giustizia amministrativa, e' composto dai seguenti
profili professionali:
a) funzionari amministrativi - area III - posizione economica F1;
b) funzionari informatici - area III - posizione economica F1;
c) funzionari statistici - area III - posizione economica F1;
d) assistenti informatici - area II - posizione economica F2.
4. Il servizio prestato con merito e debitamente attestato al
termine del rapporto di lavoro a tempo determinato di cui al comma 1,
e, per la Giustizia amministrativa, limitatamente al personale di cui
al comma 3, lettera a), qualora la prestazione lavorativa sia stata
svolta per l'intero periodo sempre presso la sede di prima
assegnazione:
a) costituisce titolo per l'accesso al concorso per magistrato
ordinario, a norma dell'articolo 2 del decreto legislativo 5 aprile
2006, n. 160;
b) equivale ad un anno di tirocinio professionale per l'accesso
alla professione di avvocato e di notaio;
c) equivale ad un anno di frequenza dei corsi della scuola di
specializzazione per le professioni legali, fermo il superamento
delle verifiche intermedie e delle prove finali d'esame di cui
all'articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398;
d) costituisce titolo di preferenza per l'accesso alla magistratura
onoraria ai sensi dell'articolo 4, comma 3, del decreto legislativo
13 luglio 2017, n. 116.
5. L'amministrazione giudiziaria, nelle successive procedure di
selezione per il personale a tempo indeterminato, puo' prevedere
l'attribuzione di un punteggio aggiuntivo in favore dei candidati in
possesso dell'attestazione di cui al comma 4 ovvero,
alternativamente, nei soli concorsi pubblici per le qualifiche della
terza area professionale, prevedere una riserva in favore del
personale assunto ai sensi del presente articolo, in misura non
superiore al cinquanta per cento. L'amministrazione della Giustizia
amministrativa, nelle successive procedure di selezione per il
personale a tempo indeterminato, puo' prevedere l'attribuzione di un
punteggio aggiuntivo in favore del personale che, al termine del
rapporto di lavoro, abbia ricevuto, dal presidente dell'Ufficio
giudiziario dove ha prestato servizio, un attestato di servizio
prestato con merito.
6. L'assunzione del personale di cui al comma 1 e' autorizzata
subordinatamente all'approvazione del PNRR da parte della Commissione
europea.
7. Per le finalita' del presente articolo e' autorizzata:
a) per la Giustizia ordinaria, la spesa di euro 360.142.195 per
ciascuno degli anni 2022 e 2023, di euro 390.154.044 per l'anno 2024,
di euro 360.142.195 per l'anno 2025 e di euro 180.071.098 per l'anno
2026, a cui si provvede mediante versamento di pari importo, nei
corrispondenti anni, dai conti correnti di cui all'articolo 1, comma
1038, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, all'entrata del bilancio
dello Stato, per la successiva riassegnazione ai pertinenti capitoli
di spesa dello stato di previsione del ministero della giustizia;
b) per la Giustizia amministrativa la spesa di euro 8.458.696 per
ciascuno degli anni 2022 e 2023, di euro 8.199.308 per l'anno 2024,
di euro 7.939.920 per ciascuno degli anni 2025 e 2026, a cui si
provvede a valere sul Fondo di rotazione per l'attuazione del Next
Generation EU-Italia di cui all'articolo 1, comma 1037, della legge
30 dicembre 2020, n. 178, secondo le modalita' di cui ai commi da
1038 a 1050 del medesimo articolo 1.
Art. 12

Modalita' di impiego degli addetti all'ufficio per il processo

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 11, comma 1, in
merito alla necessaria approvazione del PNRR da parte del Consiglio
dell'Unione europea, con uno o piu' decreti del Ministro della
giustizia, sono individuati i tribunali o le corti di appello alle
cui strutture organizzative denominate ufficio per il processo sono
assegnati gli addetti, nonche' il numero degli addetti destinati ad
ogni singolo ufficio. Le unita' di personale di cui all'articolo 11,
comma 3 assunte per gli uffici per il processo della Giustizia
amministrativa sono distribuite esclusivamente presso le seguenti
sedi: Consiglio di Stato, in ogni sezione giurisdizionale; Tribunale
amministrativo regionale per il Lazio, sede di Roma; Tribunale
amministrativo regionale per la Lombardia, sede di Milano; Tribunale
amministrativo regionale per il Veneto; Tribunale amministrativo
regionale per la Campania, sede di Napoli; Tribunale amministrativo
regionale per la Campania, sezione staccata di Salerno; Tribunale
amministrativo regionale per la Sicilia, sede di Palermo; Tribunale
amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania.
Fanno eccezione 7 funzionari informatici e 3 funzionari statistici
che sono assegnati, rispettivamente, al Servizio per l'informatica e
al Segretariato generale della Giustizia amministrativa al fine di
coadiuvare l'ufficio per il processo con riferimento agli aspetti
informatici del progetto finanziato dalla Commissione europea e allo
scopo di monitorare l'andamento della riduzione dell'arretrato. La
decorrenza della presa di servizio dei dipendenti di cui all'articolo
11, comma 3, e' la stessa per tutti gli Uffici per il processo.
2. Le modalita' di impiego degli addetti all'ufficio per il
processo presso gli Uffici giudiziari della Giustizia ordinaria sono
individuate all'Allegato II, numero 1, che costituisce parte
integrante del presente decreto.
3. All'esito dell'assegnazione degli addetti all'ufficio per il
processo di cui al comma 2, il Capo dell'ufficio giudiziario entro il
31 dicembre 2021, di concerto con il dirigente amministrativo,
predispone un progetto organizzativo che preveda l'utilizzo,
all'interno delle strutture organizzative denominate ufficio per il
processo, degli addetti selezionati in modo da valorizzare il loro
apporto all'attivita' giudiziaria.
Art. 13

Reclutamento capitale umano a tempo determinato di supporto delle
linee progettuali giustizia del PNRR

1. Al fine di assicurare la piena operativita' dell'ufficio per il
processo e di supportare le linee di progetto di competenza del
Ministero della giustizia ricomprese nel PNRR, in deroga a quanto
previsto dall'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, il Ministero della giustizia richiede di avviare le procedure di
reclutamento tramite concorso per titoli e prova scritta, alla
Commissione Interministeriale RIPAM, che puo' avvalersi di Formez PA
in relazione a profili professionali non ricompresi tra quelli
ordinariamente previsti nell'Amministrazione giudiziaria, nel periodo
2021-2026, con contratto di lavoro a tempo determinato della durata
massima di trentasei mesi, con decorrenza non anteriore al 1° gennaio
2022, per un contingente massimo di 5.410 unita' di personale
amministrativo non dirigenziale, cosi' ripartito:
a) 1.660 unita' complessive per i profili di cui al comma 2,
lettere a), c), e), g), h) e i);
b) 750 unita' complessive per i profili di cui al comma 2,
lettere b), d) e f);
c) 3.000 unita' per il profilo di cui al comma 2, lettera l).
2. Il contingente di cui al comma 1 e' composto dai seguenti
profili professionali:
a) tecnico IT senior;
b) tecnico IT junior;
c) tecnico di contabilita' senior;
d) tecnico di contabilita' junior;
e) tecnico di edilizia senior;
f) tecnico di edilizia junior;
g) tecnico statistico;
h) tecnico di amministrazione;
i) analista di organizzazione;
l) operatore di data entry.
3. In deroga a quanto previsto dagli articoli 2, comma 2, 40 e 45
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le declaratorie dei
profili professionali di cui al comma 2, comprensive di specifiche
professionali e contenuti professionali, sono determinate secondo
quanto previsto dall'Allegato II, numeri da 2 a 11 e, per il
personale di cui all'articolo 11, comma 3, dall'Allegato III. Per
quanto attiene al trattamento economico fondamentale ed accessorio e
ad ogni istituto contrattuale, in quanto applicabile, i profili di
cui al comma 2, lettere a), c), e), g), h) e i), sono equiparati ai
profili dell'area III, posizione economica F1, i profili di cui al
comma 2, lettere b), d) e f), sono equiparati ai profili dell'area
II, posizione economica F2, e il profilo di cui al comma 2, lettera
l), e' equiparato ai profili dell'area II, posizione economica F1. Il
Ministero della giustizia, sentite le organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, puo' stabilire, anche in deroga a
quanto previsto dalla contrattazione collettiva, particolari forme di
organizzazione e di svolgimento della prestazione lavorativa, con
riferimento al lavoro agile e alla distribuzione flessibile
dell'orario di lavoro. Per quanto attiene al trattamento economico
fondamentale e accessorio e di ogni istituto contrattuale, in quanto
applicabile, i profili di cui all'articolo 11, comma 3, lettere a),
b) e c), sono equiparati ai profili dell'Area III, posizione
economica F1, e il profilo di cui al citato comma 3, lettera d), e'
equiparato ai profili di Area II, posizione economica F2. Al
personale di cui all'articolo 11, comma 3, non spetta il compenso di
cui all'articolo 37, comma 13, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111. Le assunzioni di cui al presente comma sono effettuate in deroga
ai limiti di spesa di cui all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122 e al di fuori della dotazione organica del
personale amministrativo e delle assunzioni gia' programmate.
4. L'amministrazione, nelle successive procedure di selezione per
il personale a tempo indeterminato indette dal Ministero della
giustizia, puo' prevedere, qualora la prestazione lavorativa sia
stata svolta per l'intero triennio sempre presso la sede di prima
assegnazione, l'attribuzione in favore dei candidati di un punteggio
aggiuntivo per il servizio prestato con merito e debitamente
attestato al termine del rapporto di lavoro a tempo determinato di
cui al comma 1, ovvero, alternativamente, nei soli concorsi pubblici
per le qualifiche della medesima area professionale come equiparata
a [ . . . ]

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