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Decreto Legislativo 27/01/1992 n. 129

(Gazzetta ufficiale 19/02/1992 n. 41)

Attuazione delle direttive (CEE) n. 384/85 (CEE) n. 614/85 e (CEE) n. 17/86 in materia di riconoscimento dei diplomi, delle certificazioni ed altri titoli nel settore dell'architettura.

Il Presidente della Repubblica:
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'art. 5 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante delega al Governo per
l'attuazione delle direttive (CEE) n. 384/85 del Consiglio del 10
giugno 1985 (CEE) n. 614/85 del Consiglio del 20 dicembre 1985 e
(CEE) n. 17/86 del Consiglio del 27 gennaio 1986, concernenti il
riconoscimento dei diplomi, delle certificazioni ed altri titoli nel
settore dell'architettura;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 agosto 1991;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati e del
Senato della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei
Ministri, adottata nella riunione del 28 dicembre 1991;
Sulla proposta del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di
grazia e giustizia, del tesoro e dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica;
Emana il seguente decreto legislativo:


Titolo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.
Oggetto e scopi del decreto.

1. Il presente decreto disciplina il riconoscimento dei diplomi,
certificati ed altri titoli rilasciati a cittadini comunitari dagli
Stati membri delle Comunità europee per l'esercizio di attività nel
settore dell'architettura e detta disposizione per assicurare
l'effettivo esercizio del diritto di stabilimento e di libera
prestazione dei servizi nello stesso settore.
2. Restano in vigore le disposizioni che regolano l'esercizio in
Italia delle attività di cui al comma 1 da parte di persone in
possesso di titolo professionale idoneo in base alle norme vigenti
alla data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 2.
Condizioni del riconoscimento.

1. Sono riconosciuti i diplomi, certificati ed altri titoli
rilasciati a conclusione di un corso di studi di livello
universitario, che presenti i seguenti requisiti:
a) la formazione deve riguardare principalmente l'architettura ed
essere equilibratamente ripartita tra gli aspetti tecnici e pratici;
b) la durata della formazione deve comprendere almeno quattro
anni di studi a tempo pieno presso un'università o un istituto
d'istruzione analogo, ovvero almeno sei anni di studio presso
un'università o analogo istituto, di cui non meno di tre a tempo
pieno, ed essere sancita, a conclusione del corso di studi, dal
superamento di un esame di livello universitario.
2. La formazione data dal corso di studi deve assicurare:
a) la capacità di creare progetti architettonici che soddisfino
le esigenze estetiche e tecniche;
b) un'adeguata conoscenza della storia e delle teorie
dell'architettura nonchè delle arti, tecnologie e scienze umane ad
esse attinenti;
c) una conoscenza delle belle arti in quanto fattori che possono
influire sulla qualità della concezione architettonica;
d) un'adeguata conoscenza in materia di urbanistica,
pianificazione e tecniche applicate nel processo di pianificazione;
e) la capacità di cogliere i rapporti tra uomo e creazioni
architettoniche e tra queste e il loro ambiente, nonchè la capacità
di cogliere la necessità di adeguare tra loro creazioni
architettoniche e spazi in funzione dei bisogni e della misura
dell'uomo;
f) la capacità di capire l'importanza della professione e delle
funzioni dell'architetto nella società, in particolare elaborando
progetti che tengono conto dei fattori sociali;
g) una conoscenza di metodi d'indagine e di preparazione del
progetto di costruzione;
h) la conoscenza dei problemi di concezione strutturale, di
costruzione e di ingegneria civile connessi con la progettazione
degli edifici;
i) una conoscenza adeguata dei problemi fisici e delle tecnologie
nonchè della funzione degli edifici, in modo da renderli internamente
confortevoli e proteggerli dai fattori climatici;
l) una capacità tecnica, che consenta di progettare edifici che
rispondano alle esigenze degli utenti, nei limiti imposti dal fattore
costo e dai regolamenti in materia di costruzione;
m) una conoscenza adeguata delle industrie, organizzazioni,
regolamentazioni e procedure necessarie per realizzare progetti di
edifici e per l'integrazione dei piani nella pianificazione.

Art. 3.
Effetti del riconoscimento.

1. Il riconoscimento attribuisce ai diplomi, certificati ed altri
titoli, la stessa efficacia dei diplomi rilasciati dallo Stato
italiano per l'accesso all'attività nel settore dell'architettura e
per il suo esercizio con il titolo professionale di architetto.
2. Il riconoscimento attribuisce il diritto di far uso del titolo
di Architetto secondo la legge italiana e consente di far uso del
titolo riconosciuto e della relativa abbreviazione, secondo la legge
dello Stato membro di origine o di provenienza e nella lingua di
questi.

Art. 4.
Competenze e procedimento.

1. L'interessato deve presentare al Ministero della università e
della ricerca scientifica e tecnologica domanda di riconoscimento del
proprio titolo ai fini dell'ammissione all'esercizio dell'attività
nel settore dell'architettura o della libera prestazione di servizi
nel territorio della Repubblica italiana.
2. La domanda, redatta in lingua italiana ed in carta da bollo,
deve indicare la provincia, in cui l'interessato ha intenzione di
stabilirsi o di operare, ed essere corredata dei seguenti documenti:
a) il diploma, certificato o titolo di cui si chiede il
riconoscimento, in originale o in copia autenticata;
b) un certificato rilasciato da un'autorità competente dello
Stato membro d'origine o di provenienza, che dichiari soddisfatti i
requisiti di moralità o di onorabilità in esso richiesti per
l'accesso all'attività nel settore dell'architettura. Se lo Stato
membro d'origine o di provenienza non richede un tale attestato,
dovrà in sua vece essere presentato un estratto del casellario
giudiziario o, in mancanza, un documento equipollente rilasciato
dalla competente autorità di quello Stato. Se nessuno dei predetti
documenti viene rilasciato nello Stato membro di origine o di
provenienza, dovrà essere presentato un attestato che faccia fede
dell'avere l'interessato reso una dichiarazione giurata o -- negli
Stati in cui tale giuramento non esista -- una dichiarazione solenne
davanti ad una competente autorità giudiziaria o amministrativa, ad
un notaio o ad un organismo professionale qualificato dello Stato
membro d'origine o di provenienza. Dai documenti sopra indicati dovrà
altresì risultare che l'interessato non è stato in precedenza
dichiarato fallito o, se lo sia stato, che siano decorsi almeno
cinque anni dalla pronunzia della dichiarazione di fallimento o, se
sia decorso un termine più breve, che in confronto dell'interessato
sia stato adottato provvedimento con effetti di riabilitazione
civile;
c) un certificato di cittadinanza.
3. I documenti, se redatti in lingua diversa dall'italiano, devono
essere accompagnati da una traduzione in lingua italiana, certificata
conforme al testo originale dalle autorità diplomatiche o consolari
italiane del Paese in cui i documenti sono stati redatti, oppure da
un traduttore ufficiale.
4. Al momento della loro presentazione i documenti di cui alle
lettere b) e c) del comma 2 non devono essere di data anteriore a tre
mesi.
5. Il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica accerta la regolarità della domanda e della relativa
documentazione e ne trasmette copia al Consiglio dell'ordine degli
architetti competente per territorio. Nel caso di fondato dubbio,
chiede conferma dell'autenticità dei diplomi, dei certificati e degli
altri titoli alla competente autorità dello Stato membro di origine o
di provenienza. Se venga a conoscenza di fatti gravi e specifici
avvenuti fuori del territorio nazionale o di informazioni inesatte
contenute nella dichiarazione giurata o solenne, che potrebbero avere
conseguenze sull'ammissione all'esercizio della professione o sulla
libera prestazione dei servizi, chiede informazioni al riguardo alla
competente autorità dello Stato membro di origine o di provenienza.
6. Il Ministero dell'università e della ricerca scientifica e
tecnologica richiede sul riconoscimento i pareri del Consiglio
universitario nazionale e del Consiglio nazionale dell'ordine degli
architetti che debbono essere resi entro trenta giorni dal
ricevimento della richiesta.
7. Il procedimento deve essere definito, con l'adozione del decreto
di riconoscimento o con il provvedimento che lo rifiuta, entro tre
mesi dalla presentazione della domanda completa dei documenti
necessari. Il termine è sospeso dalla richiesta rivolta alla
competente autorità dello Stato membro di origine o di provenienza ai
sensi del comma 5 e il procedimento è ripreso dopo la risposta, ma
non oltre tre mesi dalla richiesta se la risposta manchi.
8. Il decreto di riconoscimento o il provvedimento che lo rifiuta
sono adottati dal Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica, di concerto con i Ministri degli affari
esteri e di grazia e giustizia.
9. Il decreto di riconoscimento o il provvedimento che lo rifiuta
sono comunicati all'interessato; il decreto è altresì trasmesso al
Consiglio dell'ordine degli architetti territorialmente competente
per l'iscrizione nell'albo ai sensi dell'art. 5 o per l'iscrizione
nel registro ai sensi dell'art. 9.

Art. 5.
Ammissione alla professione di architetto.

1. Sono ammessi all'esercizio dell'attività nel settore
dell'architettura con il relativo titolo professionale e sono
iscritti all'albo degli architetti i cittadini degli Stati membri
delle Comunità europee che:
a) sono in possesso di un titolo riconosciuto;
b) presentano requisiti di moralità ed onorabilità;
c) hanno residenza o domicilio in Italia.
2. Il Consiglio dell'ordine degli architetti del luogo di residenza
o domicilio dell'interessato provvede all'iscrizione sulla base del
decreto di riconoscimento o, se l'iscrizione sia richiesta in epoca
successiva, previo accertamento dei requisiti di moralità ed
onorabilità nei modi previsti dall'art. 4, comma 2, lettera b).
3. L'iscrizione comporta il godimento dei diritti e l'osservanza
degli obblighi previsti dall'ordinamento professionale.


Titolo II
DISPOSIZIONI RELATIVE AL DIRITTO DI STABILIMENTO

Art. 6.
Ammissione all'esercizio della professione
delle persone distintesi nell'ambito dell'architettura.

1. Sono ammessi altresì all'esercizio dell'attività nel settore
dell'architettura con l'uso del relativo titolo e sono iscritti
all'albo degli architetti, ai sensi dell'art. 5, i cittadini di uno
Stato membro delle Comunità europee autorizzati a servirsi di tale
titolo in applicazione d'una disposizione legislativa, che conferisce
all'autorità competente d'uno Stato membro la facoltà di attribuire
questo titolo ai cittadini degli Stati membri, che si siano
particolarmente distinti per la qualità delle loro realizzazioni nel
campo dell'architettura.

Art. 7.
Iscrizione in albi di altri Stati membri.

1. I cittadini degli Stati membri delle Comunità europee, già
iscritti in un albo dell'ordine degli architetti o dell'ordine degli
ingegneri, che siano abilitati all'esercizio delle attività
disciplinate dal presente decreto e si siano stabiliti in altro Stato
membro ai fini dell'esercizio di dette attività, possono, a domanda,
conservare l'iscrizione nell'albo italiano di precedente
appartenenza.

Art. 8.
Esercizio d'attività professionale in forma dipendente.

1. Le precedenti disposizioni, relative al diritto di stabilimento,
si applicano anche ai cittadini degli Stati membri delle Comunità
europee, che intendono svolgere l'attività professionale di
architetto in qualità di lavoratore dipendente.


Titolo III
DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA LIBERA PRESTAZIONE DEI SERVIZI

Art. 9.
Ammissione alla prestazione di servizi.

1. Sono ammessi all'esercizio dell'attività disciplinata dal
presente decreto, con carattere di temporaneità e senza stabilimento
in Italia della sede principale o secondaria d'uno studio
professionale, i cittadini degli Stati membri delle Comunità europee
che:
a) sono in possesso di un titolo riconosciuto o si trovano nella
situazione prevista dall'art. 6;
b) esercitano legalmente l'attività nello Stato membro in cui
sono stabiliti.
2. Se la prestazione di servizi comporta la realizzazione d'un
progetto nel territorio italiano, l'interessato fa al Consiglio
dell'ordine degli architetti nella cui circoscrizione ha luogo la
prestazione di servizi, una dichiarazione preliminare relativa a tali
prestazioni.
3. La prestazione di servizi comporta l'iscrizione in appositi
registri, istituiti e tenuti presso i consigli provinciali ed il
Consiglio nazionale dell'ordine degli architetti, con oneri a carico
degli ordini.
4. Ai cittadini degli Stati membri delle Comunità europee iscritti
nel registro si applicano le disposizioni relative al godimento dei
diritti ed alla osservanza degli obblighi previsti dall'ordinamento
professionale in quanto compatibili.



Titolo IV
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

Art. 10.
Servizi di informazione.

1. I Consigli dell'ordine degli architetti, in collaborazione con
il Consiglio nazionale dell'ordine degli architetti, forniscono agli
interessati le necessarie informazioni sulla legislazione e
deontologia professionale.
2. Gli ordini possono attivare corsi, con oneri a carico degli
interessati, per fornire loro le conoscenze linguistiche necessarie
all'esercizio dell'attività professionale.

Art. 11.
Riconoscimento di titoli in via transitoria.

1. Sono in via transitoria riconosciuti, ai fini dell'accesso alle
attività disciplinate dal presente decreto e del loro esercizio:
a) i diplomi, i certificati e gli altri titoli rilasciati negli
Stati membri delle Comunità europee, fino al 5 agosto 1985, elencati
nell'allegato A;
b) i diplomi, i certificati e gli altri titoli rilasciati negli
Stati membri delle Comunità europee a coloro che abbiano iniziato la
relativa formazione al massimo durante il terzo anno accademico
successivo al 5 agosto 1985 ed elencati nell'allegato A;
c) gli attestati, rilasciati negli Stati membri delle Comunità
europee, sulla base di disposizioni anteriori al 5 agosto 1985, da
cui risulti che il titolare è stato autorizzato, prima della data di
entrata in vigore del presente decreto, a far uso del titolo di
architetto ed ha effettivamente svolto, per almeno tre anni
consecutivi, nel corso dei cinque anni precedente il rilascio
dell'attestato, le attività relative;
d) gli attestati, rilasciati negli Stati membri delle Comunità
europee, sulla base di disposizioni emanate nel periodo tra il 5
agosto 1985 e la data di entrata in vigore del presente decreto, da
cui risulti che il titolare è stato autorizzato, alla data suddetta,
a fare uso del titolo di architetto ed ha effettivamente svolto, per
almeno tre anni consecutivi, nel corso dei cinque anni precedenti il
rilascio dell'attestato, le attività relative.

Art. 12.
Regolamento.

1. Con decreto del Ministro dell'università e della ricerca
scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro di grazia e
giustizia, da emanarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
del presente decreto legislativo, ai sensi dell'art. 17, commi 3 e 4,
legge 23 agosto 1988, n. 400, saranno emanate ulteriori norme ad
integrazione della disciplina dei procedimenti di riconoscimento e di
iscrizione all'albo od al registro e sulla tenuta di questo.



Allegato A

ELENCO DEI TITOLI RICONOSCIUTI A NORMA DELL'ART. 10

a) In Germania:
-- i diplomi rilasciati dalle scuole superiori di Belle Arti
(Dipl.-Ing., Architekt - HfbK);
-- i diplomi rilasciati dalla Technische Hochschulen, sezione
architettura (Architektur/
Hochbau), dalle università tecniche, sezione architettura
(Architektur/Hochbau), dalle università, sezione architettura
(Architektur/Hochbau) e, qualora tali istituti siano stati
raggruppati nelle Gesamthochschulen, dalle Gesamthochschulen, sezione
Architettura (Architektur/Hochbau) (Dipl.-Ing. e altre denominazioni
che fossero successivamente date a tali diplomi);
-- i diplomi rilasciati dalle Fachhochschulen, sezione
Architettura (Architektur/Hochbau), e qualora tali istituti siano
stati raggruppati in Gesamthochschulen, dalle Gesamthochschulen
sezione Architettura (Architektur/Hochbau), accompagnati, quando la
durata degli studi è inferiore a quattro anni ma comporta almeno tre
anni, dal certificato attestante un periodo di esperienza
professionale di quattro anni nella Repubblica federale di Germania,
rilasciato dall'ordine professionale conformemente alle disposizioni
dell'art. 4, paragrafo 1, secondo comma (Ingenieur grad. e altre
eventuali future denominazioni di tali diplomi);
-- i certificati (Prüfungszeugnisse) rilasciati prima del 1°
gennaio 1973 dalle Ingenieurschulen, sezione Architettura, e dalle
Werkkunstschulen, sezione Architettura, accompagnati da un attestato
delle autorità competenti comprovante che l'interessato ha superato
un esame per titoli conformemente all'art. 13 della direttiva (CEE)
n. 384/85 del Consiglio del 10 giugno 1985.
b) In Belgio:
-- i diplomi rilasciati dalle scuole nazionali superiori di
architettura o dagli istituti superiori di architettura (architecte -
architect);
-- i diplomi rilasciati dalla scuola provinciale superiore di
architettura di Hasselt (architect);
-- i diplomi rilasciati dalle accademie reali di Belle Arti
(architecte - architect);
-- i diplomi rilasciati dalle scuole di Saint-Luc (architecte -
architect);
-- i diplomi universitari di ingegneria civile, accompagnati da
un certificato di tirocinio rilasciato dall'ordine degli architetti e
conferente il diritto di usare il titolo professionale di architetto
(architecte - architect);
-- i diplomi d'architetto rilasciati dalla commissione
esaminatrice centrale o statale di architettura (architecte -
architect);
-- i diplomi di ingegnere civile-architetto e di
ingegnere-architetto rilasciati dalle facoltà di scienze applicate
delle università e dal politecnico di Mons (ingégnieur-architecte,
ingegnieur-architect).
c) In Danimarca:
-- i diplomi rilasciati dalle scuole nazionali di architettura di
Copenaghen e Ärhus (arkitekt);
-- il certificato di gradimento rilasciato dalla commissione
degli architetti ai sensi della legge n. 202 del 28 maggio 1975
(registeret arkitekt);
-- i diplomi rilasciati dalle scuole superiori di costruzione
edile (bygningskonstruktor) accompagnati da un attestato delle
competenti autorità comprovante che l'interessato ha superato un
esame per titoli ai sensi dell'art. 13 della direttiva (CEE) n.
384/85 del Consiglio del 10 giugno 1985.
d) In Francia:
-- i diplomi di "architecte diplômé par le gouvernement"
rilasciati fino al 1959 dal Ministero della pubblica istruzione e
dopo tale data dal Ministero degli affari culturali (architecte
DPLG);
-- i diplomi rilasciati dalla scuola speciale di architettura
(architecte DESA);
-- i diplomi rilasciati dal 1955 dalla scuola nazionale superiore
delle Arti e delle Industrie di Strasburgo (ex scuola nazionale di
Ingegneria di Strasburgo), sezione Architettura (architetto ENSAIS).
e) In Grecia:
-- i diplomi di ingegnere-architetto rilasciati dal Metsovion
Polytechnion di Atene, accompagnati da un attestato rilasciato dalla
Camera tecnica di Grecia e conferente il diritto di esercitare le
attività nel settore dell'architettura;
-- i diplomi di ingegnere-architetto rilasciati dall'Aristotelion
Panepistimion di Salonicco, accompagnati da un attestato rilasciato
dalla Camera tecnica di Grecia e conferente il diritto di esercitare
le attività nel settore dell'architettura;
[ . . . ]

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