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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Legge 24/01/ 2012 n. 1

Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (Decreto Liberalizzazioni)

Decreto Legislativo 03/03/ 2011 n. 28

Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE (Suppl. Ordinario n.81)

Decreto Ministeriale 10/09/ 2010

Ministero dello Sviluppo Economico - Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili

Legge dello Stato 23/07/ 2009 n. 99

Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia (Supplemento ordinario n. 136)

Decreto Ministeriale 11/04/ 2008

Ministero dello Sviluppo Economico - Criteri e modalita' per incentivare la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici

Risoluzione 22/02/ 2008 n. 61/E

Agenzia delle Entrate - Trattamento fiscale ai fini dell’imposta sul valore aggiunto e dell’applicazione della ritenuta di acconto della tariffa incentivante per la produzione di energia fotovoltaica di cui all’art. 7, comma 2, del d.lgs. n. 387 del 29 dicembre 2003

Legge dello Stato 24/12/ 2007 n. 244

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008). (SO n.285)

Decreto Ministeriale 19/02/ 2007

Ministero dello Sviluppo Economico - Criteri e modalita' per incentivare la produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare, in attuazione dell'articolo 7 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387

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La detrazione del 55% non è cumulabile con il Conto energia

Le spese per la realizzazione di impianti fotovoltaici non rientrano tra le detrazioni per il risparmio energetico

15/05/2008
Conto energia fotovoltaico: nuova guida dal GSE

Indicazioni per la realizzazione dell’impianto e la richiesta dell’incentivo

06/05/2008
Solare termodinamico: parte il Conto Energia

Le tariffe incentivanti vanno da 0,22 a 0,28 euro in base alla percentuale della frazione di integrazione dell’impianto

28/03/2008
Solare termodinamico: in arrivo tariffe incentivanti

Da 0,22 a 0,28 euro in base alla percentuale della frazione solare

26/02/2008
Realizzazione di impianti fotovoltaici con Iva 10%

Tariffa incentivante con Iva se chi utilizza l’impianto non lo ha realizzato

12/02/2008
Conto energia: aggiornate le tariffe incentivanti

0,4695 €/kWh per lo scambio sul posto e 0,4853 per la cessione in rete

11/12/2007
Guida integrazione architettonica del fotovoltaico

Dal GSE uno strumento tecnico-operativo con numerosi esempi visuali

10/12/2007
Fotovoltaico, tariffa incentivante per tutta l'energia prodotta

Dall'Agenzia delle Entrate una precisazione sulla disciplina del vecchio e del nuovo Conto energia

19/11/2007
Finanziaria: dopo l’ok del Senato il ddl alla Camera

Approvate le norme su riqualificazione energetica e fonti rinnovabili

14/11/2007
Finanziaria 2008: ok del Senato alle norme sulle fonti rinnovabili

Stretta sui contributi Cip6 alle fonti assimilate e semplificazione per il sistema degli incentivi al fotovoltaico

24/07/2007
Conto energia: molte domande non sono idonee

Dal GSE indicazioni per la presentazione delle richieste di incentivo

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Conto energia: la disciplina fiscale degli incentivi

Agenzia Entrate: la tariffa incentivante è reddito solo per le imprese

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Ricorso “conto energia”: le motivazioni della sentenza

Il Tar Lombardia boccia l’effetto retroattivo del DM 06/02/2006

02/11/2006
Fotovoltaico: i cittadini vincono contro lo Stato

Accolto il ricorso contro il decreto sugli impianti per l’energia solare. Gli avvocati: “Era illegittimo e lesivo”

26/07/2006
Comunitaria 2006: novità per le fonti rinnovabili

Rifiuti non biodegradabili esclusi dalla produzione di energia

12/05/2006
Combustibile da rifiuti e certificati verdi

Un Dm ammette anche il CDR-Q agli incentivi per le fonti rinnovabili

05/05/2006
Fotovoltaico: col nuovo decreto “modifiche peggiorative”

In 15 ricorrono al Tar per dichiarare illegittimo il DM 06/02/06: nega le promesse del primo provvedimento

20/02/2006
Conto energia: novità su incentivi al fotovoltaico

Pubblicato su Gazzetta Ufficiale, il nuovo decreto è già in vigore

19/01/2006
Energia da fonti rinnovabili: al via la verifica annuale

Entro il 31 marzo 2006 consegna al GRTN dei certificati verdi

28/12/2005
Fotovoltaico: potenza incentivabile ampliata a 300 MW

Firmato nuovo decreto per l’incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

07/12/2005
Fotovoltaico: nuove domande entro il 31/12

Vicina la scadenza per le istanze di ammissione alle “tariffe incentivanti” previste nel secondo trimestre

17/11/2005
Energia elettrica da fonti rinnovabili e certificati verdi

Due decreti del Ministero delle Attività Produttive incentivano la produzione di energia pulita e la certificazione

02/11/2005
Valle d’Aosta, nuova legge per promuovere l’energia pulita

Semplificazione del procedimento autorizzativo e riduzione dei tempi

19/10/2005
Il Governo contro la Puglia per lo stop all’eolico

Impugnata legge regionale che bloccava i nuovi impianti

19/09/2005
Fotovoltaico: da oggi il via alle domande per gli incentivi

Si attiva il DM per la promozione delle fonti rinnovabili: modalità e condizioni di erogazioni delle “tariffe incentivanti”

05/09/2005
Fotovoltaico: su GU le regole per accedere agli incentivi

Potenza da 100 MW e incentivi alla produzione per impianti domestici e condominiali, piccole imprese e mini-centrali

29/07/2005
Sapri riqualifica porto turistico

La consegna degli elaborati entro il 26 ottobre 2005

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Fotovoltaico: decreto in dirittura d’arrivo

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Fotovoltaico: Italia in attesa del “conto energia”

Entro il 2005 il decreto per finanziare la produzione di energia

Decreto Legislativo 29/12/2003 n. 387

(Gazzetta ufficiale 31/01/2004 n. 25)

Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricita'

Testo vigente al 30-8-2013

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76, 87 e 117 della Costituzione;
Vista la direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 27 settembre 2001, sulla promozione dell'energia
elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato
interno dell'elettricita';
Vista la legge 1° marzo 2002, n. 39, recante disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia
alle Comunita' europee - legge comunitaria 2001 e, in particolare,
l'articolo 43 e l'allegato B;
Vista la legge 31 luglio 2002, n. 179, recante disposizioni in
materia ambientale;
Visto il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, recante
attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui
rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di
imballaggio;
Visto il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, recante
attuazione della direttiva 96/92/CE recante norme comuni per il
mercato interno dell'energia elettrica;
Vista la legge 1° giugno 2002, n. 120, recante ratifica ed
esecuzione del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle
Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l'11 dicembre
1997;
Vista la delibera CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002 recante
revisione delle linee guida per le politiche e misure nazionali di
riduzione delle emissioni dei gas serra, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2003;
Visto il Libro bianco per la valorizzazione energetica delle fonti
rinnovabili, approvato dal CIPE con la deliberazione n. 126 del 6
agosto 1999, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 27
ottobre 1999;
Visto il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, recante testo
unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e
ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8 ottobre 1997, n.
352;
Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481, recante norme per la
concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilita'.
Istituzione delle Autorita' di regolazione dei servizi di pubblica
utilita';
Visto l'articolo 10, comma 7, della legge 13 maggio 1999, n. 133;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 9, recante norme per l'attuazione
del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali
idroelettriche ed elettrodotti, idrocarburi e geotermia,
autoproduzione e disposizioni fiscali;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10, recante norme per
l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso
razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, concernente
attuazione della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il
mercato interno del gas naturale, a norma dell'articolo 41 della
legge 17 maggio 1999, n. 144;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 25 luglio 2003;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta
del 23 settembre 2003;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 19 dicembre 2003;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del
Ministro delle attivita' produttive, di concerto con i Ministri degli
affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle finanze,
dell'ambiente e della tutela del territorio e per i beni e le
attivita' culturali;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Finalita'
1. Il presente decreto, nel rispetto della disciplina nazionale,
comunitaria ed internazionale vigente, nonche' nel rispetto dei
principi e criteri direttivi stabiliti dall'articolo 43 della legge
1° marzo 2002, n. 39, e' finalizzato a:
a) promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche
rinnovabili alla produzione di elettricita' nel relativo mercato
italiano e comunitario;
b) promuovere misure per il perseguimento degli obiettivi
indicativi nazionali di cui all'articolo 3, comma 1;
c) concorrere alla creazione delle basi per un futuro quadro
comunitario in materia;
d) favorire lo sviluppo di impianti di microgenerazione elettrica
alimentati da fonti rinnovabili, in particolare per gli impieghi
agricoli e per le aree montane.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) fonti energetiche rinnovabili o fonti rinnovabili: le fonti
energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del
moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas
residuati dai processi di depurazione e biogas). In particolare, per
biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e
residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali
e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonche'
la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani;
b) impianti alimentati da fonti rinnovabili programmabili:
impianti alimentati dalle biomasse e dalla fonte idraulica, ad
esclusione, per quest'ultima fonte, degli impianti ad acqua fluente,
nonche' gli impianti ibridi, di cui alla lettera d);
c) impianti alimentati da fonti rinnovabili non programmabili o
comunque non assegnabili ai servizi di regolazione di punta: impianti
alimentati dalle fonti rinnovabili che non rientrano tra quelli di
cui alla lettera b);
d) centrali ibride: centrali che producono energia elettrica
utilizzando sia fonti non rinnovabili, sia fonti rinnovabili, ivi
inclusi gli impianti di cocombustione, vale a dire gli impianti he
producono energia elettrica mediante combustione di fonti non
rinnovabili e di fonti rinnovabili;
e) impianti di microgenerazione: impianti per la produzione di
energia elettrica con capacita' di generazione non superiore ad un MW
elettrico, alimentate dalle fonti di cui alla lettera a).
f) elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili:
l'elettricita' prodotta da impianti alimentati esclusivamente con
fonti energetiche rinnovabili, la produzione imputabile di cui alla
lettera g), nonche' l'elettricita' ottenuta da fonti rinnovabili
utilizzata per riempire i sistemi di stoccaggio, ma non
l'elettricita' prodotta come risultato di detti sistemi;
g) produzione e producibilita' imputabili: produzione e
producibilita' di energia elettrica imputabili a fonti rinnovabili
nelle centrali ibride, calcolate sulla base delle direttive di cui
all'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
h) consumo di elettricita': la produzione nazionale di
elettricita', compresa l'autoproduzione, sommate le importazioni e
detratte le esportazioni (consumo interno lordo di elettricita);
i) Gestore della rete: Gestore della rete di trasmissione
nazionale di cui all'articolo 3 del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79;
l) Gestore di rete: persona fisica o giuridica responsabile,
anche non avendone la proprieta', della gestione di una rete
elettrica con obbligo di connessione di terzi, nonche' delle
attivita' di manutenzione e di sviluppo della medesima, ivi inclusi
il Gestore della rete e le imprese distributrici, di cui al decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
m) impianto di utenza per la connessione: porzione di impianto
per la connessione alla rete elettrica degli impianti di cui alle
lettere b), c) e d) la cui realizzazione, gestione, esercizio e
manutenzione rimangono di competenza del soggetto richiedente la
connessione;
n) impianto di rete per la connessione: porzione di impianto per
la connessione alla rete elettrica degli impianti di cui alle lettere
b), c) e d) di competenza del Gestore di rete sottoposto all'obbligo
di connessione di terzi ai sensi del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79;
o) certificati verdi: diritti di cui al comma 3 dell'art. 11 del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, rilasciati nell'ambito
dell'applicazione delle direttive di cui al comma 5 dell'art. 11 del
medesimo decreto legislativo.

Art. 3.
Obiettivi indicativi nazionali e misure di promozione
1. Le principali misure nazionali per promuovere l'aumento del
consumo di elettricita' da fonti rinnovabili, in quantita'
proporzionata agli obiettivi di cui alle relazioni predisposte dal
Ministro delle attivita' produttive di concerto con il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio ai sensi dell'articolo 3,
paragrafo 2, della direttiva 2001/77/CE, sono costituite dalle
disposizioni del presente decreto, dal decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, e successivi provvedimenti attuativi, nonche' dai
provvedimenti assunti al fine dell'attuazione della legge 1° giugno
2002, n. 120. L'aggiornamento include una valutazione dei costi e dei
benefici connessi al raggiungimento degli obiettivi indicativi
nazionali e all'attuazione delle specifiche misure di sostegno.
L'aggiornamento include altresi' la valutazione quantitativa
dell'evoluzione dell'entita' degli incentivi alle fonti assimilate
alle fonti rinnovabili, di cui all'articolo 22 della legge 9 gennaio
1991, n. 9. Dall'applicazione del presente comma non derivano
maggiori oneri per lo Stato.
2. Il Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sentita la
Conferenza unificata, aggiorna le relazioni di cui all'articolo 3,
paragrafo 2 della direttiva 2001/77/CE tenuto conto delle relazioni
di cui al comma 4.
3. Per la prima volta entro il 30 giugno 2005, e successivamente
ogni due anni, il Ministro delle attivita' produttive, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti gli altri Ministri
interessati e la Conferenza unificata, sulla base dei dati forniti
dal Gestore della rete e dei lavori dell'Osservatorio di cui
all'articolo 16, trasmette al Parlamento e alla Conferenza unificata
una relazione che contiene:
a) un'analisi del raggiungimento degli obiettivi indicativi
nazionali, di cui alle relazioni richiamate al comma 1, negli anni
precedenti, che indica, in particolare, i fattori climatici che
potrebbero condizionare tale raggiungimento, e il grado di coerenza
tra le misure adottate e il contributo ascritto alla produzione di
elettricita' da fonti rinnovabili nell'ambito degli impegni nazionali
sui cambiamenti climatici;
b) l'effettivo grado di coerenza tra gli obiettivi indicativi
nazionali, di cui alle relazioni richiamate al comma 1 e l'obiettivo
indicativo di cui all'allegato A della direttiva 2001/77/CE e
relative note esplicative;
c) l'esame dell'affidabilita' del sistema di garanzia di origine
di cui all'articolo 11;
d) un esame dello stato di attuazione delle disposizioni di cui
agli articoli 5, 6, 7 e 8;
e) i risultati conseguiti in termini di semplificazione delle
procedure autorizzative a seguito dell'attuazione delle disposizioni
di cui all'articolo 12;
f) i risultati conseguiti in termini di agevolazione di accesso
al mercato elettrico e alla rete elettrica a seguito dell'attuazione
delle disposizioni di cui agli articoli 13 e 14;
g) le eventuali misure aggiuntive necessarie, ivi inclusi
eventuali provvedimenti economici e fiscali, per favorire il
perseguimento degli obiettivi di cui alle relazioni richiamate al
comma 1;
h) le valutazioni economiche di cui al comma 2, secondo e terzo
periodo.
4. Il Ministro delle attivita' produttive, di concerto con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, sulla base
della relazione di cui al comma 3 e previa informativa alla
Conferenza unificata, ottempera all'obbligo di pubblicazione della
relazione di cui all'articolo 3, paragrafo 3 e articolo 6, paragrafo
2 della direttiva 2001/77/CE tenuto conto dell'articolo 7, paragrafo
7 della medesima direttiva.
Art. 4.
Incremento della quota minima di cui all'articolo 11 del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e sanzioni per gli inadempienti
1. A decorrere dall'anno 2004 e fino al 2006, la quota minima di
elettricita' prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili
che, nell'anno successivo, deve essere immessa nel sistema elettrico
nazionale ai sensi dell'articolo 11, commi 1, 2 e 3, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successive modificazioni, e'
incrementata annualmente di 0,35 punti percentuali, nel rispetto
delle tutele di cui all'articolo 9 della Costituzione. Per il periodo
2007-2012 la medesima quota e' incrementata annualmente di 0,75 punti
percentuali. ((PERIODO ABROGATO DAL D.LGS. 3 MARZO 2011, N. 28)).
2. A decorrere dall'anno 2004, a seguito della verifica effettuata
ai sensi delle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del
medesimo decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, relativa all'anno
precedente, il Gestore della rete comunica all'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas i nominativi dei soggetti inadempienti.
A detti soggetti l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas applica
sanzioni ai sensi della legge 14 novembre 1995, n. 481, e successive
modificazioni.
3. I soggetti che omettono di presentare l'autocertificazione ai
sensi delle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del medesimo
decreto legislativo, sono considerati inadempienti per la quantita'
di certificati correlata al totale di elettricita' importata e
prodotta nell'anno precedente dal soggetto.

Art. 5.
Disposizioni specifiche per la valorizzazione energetica
delle biomasse, dei gas residuati
dai processi di depurazione e del biogas.
1. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, con decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali, e' nominata, senza oneri aggiuntivi per la finanza
pubblica, una commissione di esperti che, entro un anno
dall'insediamento, predispone una relazione con la quale sono
indicati:
a) i distretti produttivi nei quali sono prodotti rifiuti e
residui di lavorazione del legno non destinati rispettivamente ad
attivita' di riciclo o riutilizzo, unitamente alle condizioni
tecniche, economiche, normative ed organizzative, nonche' alle
modalita' per la valorizzazione energetica di detti rifiuti e
residui;
b) le condizioni tecniche, economiche, normative ed organizzative
per la valorizzazione energetica degli scarti della manutenzione
boschiva, delle aree verdi, delle alberature stradali e delle
industrie agroalimentari;
c) le aree agricole, anche a rischio di dissesto idrogeologico e
le aree golenali sulle quali e' possibile intervenire mediante messa
a dimora di colture da destinare a scopi energetici nonche' le
modalita' e le condizioni tecniche, economiche, normative ed
organizzative per l'attuazione degli interventi;
d) le aree agricole nelle quali sono prodotti residui agricoli
non destinati all'attivita' di riutilizzo, unitamente alle condizioni
tecniche, economiche, normative ed organizzative, nonche' alle
modalita', per la valorizzazione energetica di detti residui;
e) gli incrementi netti di produzione annua di biomassa
utilizzabili a scopi energetici, ottenibili dalle aree da destinare,
ai sensi della legge 1° giugno 2002, n. 120, all'aumento degli
assorbimenti di gas a effetto serra mediante attivita' forestali;
f) i criteri e le modalita' per la valorizzazione energetica dei
gas residuati dai processi di depurazione e del biogas, in
particolare da attivita' zootecniche;
g) le condizioni per la promozione prioritaria degli impianti
cogenerativi di potenza elettrica inferiore a 5 MW;
h) le innovazioni tecnologiche eventualmente necessarie per
l'attuazione delle proposte di cui alle precedenti lettere.
2. La commissione di cui al comma 1 ha sede presso il Ministero
delle politiche agricole e forestali ed e' composta da un membro
designato dal Ministero delle politiche agricole e forestali, che la
presiede, da un membro designato dal Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio, da un membro designato dal Ministero delle
attivita' produttive, da un membro designato dal Ministero
dell'interno e da un membro designato dal Ministero per i beni e le
attivita' culturali e da cinque membri designati dal Presidente della
Conferenza unificata.
3. Ai componenti della Commissione non e' dovuto alcun compenso,
ne' rimborso spese. Al relativo funzionamento provvede il Ministero
delle politiche agricole e forestali con le proprie strutture e le
risorse strumentali acquisibili in base alle norme vigenti. Alle
eventuali spese per i componenti provvede l'amministrazione di
appartenenza nell'ambito delle rispettive dotazioni.
4. La commissione di cui al comma 1 puo' avvalersi del contributo
delle associazioni di categoria dei settori produttivi interessati,
nonche' del supporto tecnico dell'ENEA, dell'AGEA, dell'APAT e degli
IRSA del Ministero delle politiche agricole e forestali. La
commissione tiene conto altresi' delle conoscenze acquisite
nell'ambito dei gruppi di lavoro attivati ai sensi della delibera del
CIPE 19 dicembre 2002, n. 123 di "revisione delle linee guida per le
politiche e misure nazionali per la riduzione delle emissioni dei gas
serra".
5. Tenuto conto della relazione di cui al comma 1, il Ministro
delle attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente
e della tutela del territorio, il Ministro delle politiche agricole e
forestali e gli altri Ministri interessati, d'intesa con la
Conferenza unificata, adotta uno o piu' decreti con i quali sono
definiti i criteri per l'incentivazione della produzione di energia
elettrica da biomasse, gas residuati dai processi di depurazione e
biogas. Dai medesimi decreti non possono derivare oneri per il
bilancio dello Stato.

Art. 6.
Disposizioni specifiche per gli impianti
di potenza non superiore a 20 kW

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas emana la
disciplina delle condizioni tecnico-economiche del servizio di
scambio sul posto dell'energia elettrica prodotta da impianti
alimentati da fonti rinnovabili con potenza nominale non superiore a
20 kW.
(( 2. Nell'ambito della disciplina di cui al comma 1, l'energia
elettrica prodotta puo' essere remunerata a condizioni economiche di
mercato per la parte immessa in rete e nei limiti del valore
eccedente il costo sostenuto per il consumo dell'energia )).
3. La disciplina di cui al comma 1 sostituisce ogni altro
adempimento, a carico dei soggetti che realizzano gli impianti,
connesso all'accesso e all'utilizzo della rete elettrica.

Art. 7.
((ARTICOLO ABROGATO DAL D.LGS. 3 MARZO 2011, N. 28))
Art. 8.
Disposizioni specifiche per le centrali ibride
1. Il produttore che esercisce centrali ibride puo' chiedere al
Gestore della rete che la produzione imputabile delle medesime
centrali abbia il diritto alla precedenza nel dispacciamento, nel
rispetto di quanto disposto ai commi 2 e 3.
2. Il produttore puo' inoltrare al Gestore della rete la domanda
per l'ottenimento del diritto alla precedenza nel dispacciamento,
nell'anno solare in corso, qualora la stima della produzione
imputabile di ciascuna centrale, nel periodo per il quale e'
richiesta la precedenza nel dispacciamento, sia superiore al 50%
della produzione complessiva di energia elettrica dell'impianto nello
stesso periodo.
3. La priorita' di dispacciamento e' concessa dal Gestore della
rete solo per la produzione imputabile, sulla base di un programma
settimanale di producibilita' complessiva e della relativa quota
settimanale di producibilita' imputabile, dichiarata dal produttore
al medesimo Gestore. La quota di produzione settimanale imputabile
deve garantire almeno il funzionamento della centrale alla potenza di
minimo tecnico. La disponibilita' residua della centrale non
impegnata nella produzione imputabile e' soggetta alle regole di
dispacciamento di merito economico in atto.
4. Qualora la condizione richiesta, di cui al comma 2, non venga
effettivamente rispettata, sono applicate le sanzioni previste dal
regolamento del mercato elettrico e della contrattazione dei
certificati verdi approvato con decreto del Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato in data 9 maggio 2001, adottato ai
sensi del comma 1 dell'articolo 5 del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, secondo le modalita' stabilite dallo stesso regolamento.
5. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 e 6 dell'articolo 12
si applicano anche alla costruzione e all'esercizio di centrali
ibride, inclusi gli impianti operanti in co-combustione, di potenza
termica inferiore a 300 MW, qualora il produttore fornisca
documentazione atta a dimostrare che la producibilita' imputabile, di
cui all'articolo 2, comma 1, lettera g), per il quinquennio
successivo alla data prevista di entrata in esercizio dell'impianto
sia superiore al 50% della producibilita' complessiva di energia
elettrica della centrale.
6. Le disposizioni di cui all'articolo 14 si applicano alla
costruzione delle centrali ibride alle medesime condizioni di cui al
comma 5.
7. La produzione imputabile delle centrali ibride ha diritto al
rilascio dei certificati verdi nella misura e secondo le modalita'
stabilite dalle direttive di cui al comma 5 dell'articolo 11 del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

Art. 9.
Promozione della ricerca e della diffusione
delle fonti rinnovabili
1. Il Ministero delle attivita' produttive, di concerto con il
Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, sentito il
Ministero delle politiche agricole e forestali, d'intesa con la
Conferenza unificata, stipula, senza oneri a carico del bilancio
dello Stato, un accordo di programma quinquennale con l'ENEA per
l'attuazione di misure a sostegno della ricerca e della diffusione
delle fonti rinnovabili e dell'efficienza negli usi finali
dell'energia.
2. L'accordo persegue i seguenti obiettivi generali:
a) l'introduzione nella pubblica amministrazione e nelle imprese,
in particolare di piccola e media dimensione, di componenti, processi
e criteri di gestione che consentano il maggiore utilizzo di fonti
rinnovabili e la riduzione del consumo energetico per unita' di
prodotto;
b) la formazione di tecnici specialisti e la diffusione
dell'informazione in merito alle caratteristiche e alle opportunita'
offerte dalle tecnologie;
c) la ricerca per lo sviluppo e l'industrializzazione di
impianti, nel limite massimo complessivo di 50 MW, per la produzione
di energia elettrica dalle fonti rinnovabili di cui all'articolo 2,
comma 1, lettera a), ivi inclusi gli impianti di microgenerazione per
applicazioni nel settore agricolo, nelle piccole reti isolate e nelle
aree montane.
3. Le priorita', gli obiettivi specifici, i piani pluriennali e
annuali e le modalita' di gestione dell'accordo sono definiti dalle
parti.

Art. 10.
Obiettivi indicativi regionali
1. La Conferenza unificata concorre alla definizione degli
obiettivi nazionali di cui all'articolo 3, comma 1 e ne effettua la
ripartizione tra le regioni tenendo conto delle risorse di fonti
energetiche rinnovabili sfruttabili in ciascun contesto territoriale.
2. La Conferenza unificata puo' aggiornare la ripartizione di cui
al comma 1 in relazione ai progressi delle conoscenze relative alle
risorse di fonti energetiche rinnovabili sfruttabili in ciascun
contesto territoriale e all'evoluzione dello stato dell'arte delle
tecnologie di conversione.
3. Le regioni possono adottare misure per promuovere l'aumento del
consumo di elettricita' da fonti rinnovabili nei rispettivi
territori, aggiuntive rispetto a quelle nazionali.

Art. 11.
Garanzia di origine dell'elettricita' prodotta da fonti rinnovabili
1. L'elettricita' prodotta da impianti alimentati da fonti
rinnovabili e la produzione imputabile da impianti misti ha diritto
al rilascio, su richiesta del produttore, della "garanzia di origine
di elettricita' prodotta da fonti energetiche rinnovabili", nel
seguito denominata "garanzia di origine".
2. Il Gestore della rete e' il soggetto designato, ai sensi del
presente decreto, al rilascio della garanzia di origine di cui al
comma 1, nonche' dei certificati verdi.
3. La garanzia di origine e' rilasciata qualora la produzione
annua, ovvero la produzione imputabile, sia non inferiore a 100 MWh,
arrotondata con criterio commerciale.
4. Nel caso di impianti alimentati da fonti rinnovabili, di cui
all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), la produzione per la quale
spetta il rilascio della garanzia di origine coincide con quella
dichiarata annualmente dal produttore all'ufficio tecnico di finanza.
5. Nel caso di centrali ibride, la produzione imputabile e'
comunicata annualmente dal produttore, ai fini del rilascio della
garanzia di origine, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di
notorieta' firmata dal legale rappresentante, ai sensi degli articoli
21, 38 e 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445.
6. La garanzia di origine riporta l'ubicazione dell'impianto, la
fonte energetica rinnovabile da cui e' stata prodotta l'elettricita',
la tecnologia utilizzata, la potenza nominale dell'impianto, la
produzione netta di energia elettrica, ovvero, nel caso di centrali
ibride, la produzione imputabile, riferite a ciascun anno solare. Su
richiesta del produttore e qualora ne ricorrano i requisiti, essa
riporta, inoltre, l'indicazione di avvenuto ottenimento dei
certificati verdi o di altro titolo rilasciato nell'ambito delle
regole e modalita' di sistemi di certificazione di energia da fonti
rinnovabili nazionali e internazionali, coerenti con le disposizioni
della direttiva 2001/77/CE e riconosciuti dal Gestore della rete.
7. La garanzia di origine e' utilizzabile dai produttori ai quali
viene rilasciata esclusivamente affinche' essi possano dimostrare che
l'elettricita' cosi' garantita e' prodotta da fonti energetiche
rinnovabili ai sensi del presente decreto.
8. Fatte salve le disposizioni della legge 31 dicembre 1996, n.
675, il Gestore della rete istituisce un sistema informatico ad
accesso controllato, anche al fine di consentire la verifica dei dati
contenuti nella garanzia di origine di elettricita' prodotta da fonti
energetiche rinnovabili.
9. L'emissione, da parte del Gestore della rete, della garanzia di
origine, dei certificati verdi o di altro titolo ai sensi del comma
6, e' subordinata alla verifica della attendibilita' dei dati forniti
dal richiedente e della loro conformita' alle disposizioni del
presente decreto e del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e
successive disposizioni applicative. A tali scopi, il Gestore della
rete puo' disporre controlli sugli impianti in esercizio o in
costruzione, anche avvalendosi della collaborazione di altri
organismi.
10. La garanzia di origine di elettricita' prodotta da fonti
energetiche rinnovabili rilasciata in altri Stati membri dell'Unione
europea a seguito del recepimento della direttiva 2001/77/CE, e'
riconosciuta anche in Italia.
11. Con decreto del Ministro delle attivita' produttive, di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
sono definite le condizioni e le modalita' di riconoscimento della
garanzia di origine di elettricita' prodotta da fonti energetiche
rinnovabili rilasciata da Stati esteri con cui esistano accordi
internazionali bilaterali in materia.
12. Nell'espletamento delle funzioni assegnate dal presente
articolo e sempreche' compatibili con il presente decreto, il Gestore
della rete salvaguarda le procedure introdotte con l'articolo 11 del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successivi provvedimenti
attuativi.
13. La garanzia di origine sostituisce la certificazione di
provenienza definita nell'ambito delle direttive di cui al comma 5
dell'articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.((5))


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AGGIORNAMENTO (5)
Il D.lgs. 3 marzo 2011, n. 28, ha disposto (con l'art. 34, comma 4)
che "A decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di
entrata in vigore del decreto di cui al comma 1, i fornitori di
energia elettrica possono utilizzare esclusivamente la garanzia di
origine di cui al medesimo comma 1 per provare ai clienti finali la
quota o la quantita' di energia da fonti rinnovabili nel proprio mix
energetico. A decorrere dalla medesima data e' abrogato l'articolo 11
del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387".

Art. 12
Razionalizzazione e semplificazione
delle procedure autorizzative

1. Le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti
rinnovabili, nonche' le opere connesse e le infrastrutture
indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli stessi
impianti, autorizzate ai sensi del comma 3, sono di pubblica utilita'
ed indifferibili ed urgenti.
2. Restano ferme le procedure di competenza del Mistero
dell'interno vigenti per le attivita' soggette ai controlli di
prevenzione incendi.
3. La costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di
energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di
modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e
riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonche' le
opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e
all'esercizio degli impianti stessi, sono soggetti ad una
autorizzazione unica, rilasciata dalla regione o dalle province
delegate dalla regione, nel rispetto delle normative vigenti in
materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del
patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove occorra, variante
allo strumento urbanistico. A tal fine la Conferenza dei servizi e'
convocata dalla regione entro trenta giorni dal ricevimento della
domanda di autorizzazione. Resta fermo il pagamento del diritto
annuale di cui all'articolo 63, commi 3 e 4, del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni. Per gli impianti offshore l'autorizzazione e'
rilasciata dal Ministero dei trasporti, sentiti il Ministero dello
sviluppo economico e il Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, con le modalita' di cui al comma 4 e previa
concessione d'uso del demanio marittimo da parte della competente
autorita' marittima.
4. L'autorizzazione di cui al comma 3 e' rilasciata a seguito di un
procedimento unico, al quale partecipano tutte le Amministrazioni
interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e
con le modalita' stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni e integrazioni. PERIODO SOPPRESSO DALLA L.
23 LUGLIO 2009, N. 99. Il rilascio dell'autorizzazione costituisce
titolo a costruire ed esercire l'impianto in conformita' al progetto
approvato e deve contenere l'obbligo alla rimessa in pristino dello
stato dei luoghi a carico del soggetto esercente a seguito della
dismissione dell'impianto o, per gli impianti idroelettrici,
l'obbligo alla esecuzione di misure di reinserimento e recupero
ambientale. Fatto salvo il previo espletamento, qualora prevista,
della verifica di assoggettabilita' sul progetto preliminare, di cui
all'articolo 20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modificazioni, il termine massimo per la conclusione del
procedimento unico non puo' essere superiore a novanta giorni, al
netto dei tempi previsti dall'articolo 26 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, per il provvedimento
di valutazione di impatto ambientale. (5)
4-bis. Per la realizzazione di impianti alimentati a biomassa e per
impianti fotovoltaici, ferme restando la pubblica utilita' e le
procedure conseguenti per le opere connesse, il proponente deve
dimostrare nel corso del procedimento, e comunque prima
dell'autorizzazione, la disponibilita' del suolo su cui realizzare
l'impianto. ((6))
5. All'installazione degli impianti di fonte rinnovabile di cui
all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c) per i quali non e' previsto
il rilascio di alcuna autorizzazione, non si applicano le procedure
di cui ai commi 3 e 4. Ai medesimi impianti, quando la capacita' di
generazione sia inferiore alle soglie individuate dalla tabella A
allegata al presente decreto, con riferimento alla specifica fonte,
si applica la disciplina della denuncia di inizio attivita' di cui
agli articoli 22 e 23 del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive
modificazioni. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare, d'intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive
modificazioni, possono essere individuate maggiori soglie di
capacita' di generazione e caratteristiche dei siti di installazione
per i quali si procede con la medesima disciplina della denuncia di
inizio attivita'.
6. L'autorizzazione non puo' essere subordinata ne' prevedere
misure di compensazione a favore delle regioni e delle province.
7. Gli impianti di produzione di energia elettrica, di cui
all'articolo 2, comma 1, lettere b) e c), possono essere ubicati
anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici.
Nell'ubicazione si dovra' tenere conto delle disposizioni in materia
di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla
valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela
della biodiversita', cosi' come del patrimonio culturale e del
paesaggio rurale di cui alla legge 5 marzo 2001, n. 57, articoli 7 e
8, nonche' del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, articolo
14.
8. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 3 APRILE 2006, N. 152.
9. Le disposizioni di cui ai precedenti commi si applicano anche in
assenza della ripartizione di cui all'articolo 10, commi 1 e 2,
nonche' di quanto disposto al comma 10.
10. In Conferenza unificata, su proposta del Ministro delle
attivita' produttive, di concerto con il Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del Ministro per i beni e le attivita'
culturali, si approvano le linee guida per lo svolgimento del
procedimento di cui al comma 3. Tali linee guida sono volte, in
particolare, ad assicurare un corretto inserimento degli impianti,
con specifico riguardo agli impianti eolici, nel paesaggio. In
attuazione di tali linee guida, le regioni possono procedere alla
indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di
specifiche tipologie di impianti. Le regioni adeguano le rispettive
discipline entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore delle
linee guida. In caso di mancato adeguamento entro il predetto
termine, si applicano le linee guida nazionali.

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AGGIORNAMENTO (5)
Il D.Lgs. 3 marzo 2011, n. 28 ha disposto (con l'art. 5, comma 5)
che "le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 12 del decreto
legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 come modificato dal comma 2 del
presente articolo, si applicano ai procedimenti avviati dopo la data
di entrata in vigore del presente decreto".
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AGGIORNAMENTO (6)
Il D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito con modificazioni dalla
L. 24 marzo 2012, n. 27, ha disposto (con l'art. 65, comma 5) che "Il
comma 4-bis dell'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre
2003, n. 387, introdotto dall'articolo 27, comma 42, della legge 23
luglio 2009, n. 99, deve intendersi riferito esclusivamente alla
realizzazione di impianti alimentati a biomasse situati in aree
classificate come zone agricole dagli strumenti urbanistici
comunali".

Art. 13.
Questioni riguardanti la partecipazione
al mercato elettrico
1. Fermo restando l'obbligo di utilizzazione prioritaria e il
diritto alla precedenza nel dispacciamento, di cui all'articolo 3,
comma 3, e all'articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 16
marzo 1999, n. 79, l'energia elettrica prodotta da impianti
alimentati da fonti rinnovabili e' immessa nel sistema elettrico
con le modalita' indicate ai successivi commi.
2. Per quanto concerne l'energia elettrica prodotta da impianti
di potenza uguale o superiore a 10 MVA alimentati da fonti
rinnovabili, ad eccezione di quella prodotta dagli impianti
alimentati dalle fonti rinnovabili di cui al primo periodo del
comma 3 e di quella ceduta al Gestore della rete nell'ambito delle
convenzioni in essere stipulate ai sensi dei provvedimenti Cip 12
luglio 1989, n. 15/89, 14 novembre 1990, n. 34/90, 29 aprile 1992,
n. 6/92, nonche' della deliberazione dell'Autorita' per l'energia
elettrica ed il gas 28 ottobre 1997, n. 108/1997, limitatamente
agli impianti nuovi, potenziati o rifatti, come definiti dagli
articoli 1 e 4 della medesima deliberazione, essa viene collocata
sul mercato elettrico secondo la relativa disciplina e nel rispetto
delle regole di dispacciamento definite dal Gestore della rete in
attuazione delle disposizioni del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79.
3. Per quanto concerne l'energia elettrica prodotta da impianti
alimentati da fonti rinnovabili di potenza inferiore a 10 MVA,
nonche' da impianti di potenza qualsiasi alimentati dalle fonti
rinnovabili eolica, solare, geotermica, del moto ondoso,
maremotrice ed idraulica, limitatamente, per quest'ultima fonte,
agli impianti ad acqua fluente, ad eccezione di quella ceduta al
Gestore della rete nell'ambito delle convenzioni in essere
stipulate ai sensi dei provvedimenti Cip 12 luglio 1989, n. 15/89,
14 novembre 1990, n. 34/90, 29 aprile 1992, n. 6/92, nonche' della
deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas 28
ottobre 1997, n. 108/97, limitatamente agli impianti nuovi,
potenziati o rifatti, come definiti dagli articoli 1 e 4 della
medesima deliberazione, essa e' ritirata, su richiesta del
produttore, dal gestore di rete alla quale l'impianto e' collegato.
L'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas determina le
modalita' per il ritiro dell'energia elettrica di cui al presente
comma facendo riferimento a condizioni economiche di mercato.
4. Dopo la scadenza delle convenzioni di cui ai commi 2 e 3,
l'energia elettrica prodotta dagli impianti di cui al comma 2 viene
ceduta al mercato. Dopo la scadenza di tali convenzioni, l'energia
elettrica di cui al comma 3 e' ritirata dal gestore di rete cui
l'impianto e' collegato, secondo modalita' stabilite dall'Autorita'
per l'energia elettrica e il gas, con riferimento a condizioni
economiche di mercato.

Art. 14.
Questioni attinenti il collegamento
degli impianti alla rete elettrica
1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas emana
specifiche direttive relativamente alle condizioni tecniche ed
economiche per l'erogazione del servizio di connessione di impianti
alimentati da fonti rinnovabili alle reti elettriche con tensione
nominale superiore ad 1 kV, i cui gestori hanno obbligo di
connessione di terzi.
2. Le direttive di cui al comma 1:
a) prevedono la pubblicazione, da parte dei gestori di rete,
degli standard tecnici per la realizzazione degli impianti di
utenza e di rete per la connessione;
b) fissano le procedure, i tempi e i criteri per la
determinazione dei costi, a carico del produttore, per
l'espletamento di tutte le fasi istruttorie necessarie per
l'individuazione della soluzione definitiva di connessione;
c) stabiliscono i criteri per la ripartizione dei costi di
connessione tra il nuovo produttore e il gestore di rete;
d) stabiliscono le regole nel cui rispetto gli impianti di rete
per la connessione possono essere realizzati interamente dal
produttore, [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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