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Norme Correlate

Decreto Legislativo 29/03/ 2010 n. 56

Modifiche ed integrazioni al decreto 30 maggio 2008, n. 115, recante attuazione della direttiva 2006/32/CE, concernente l'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazioni della direttiva 93/76/CEE

Direttiva CEE 05/04/ 2006 n. 2006/32/CE

Efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio

Direttiva CEE 13/09/ 1993 n. 93/76/CEE

Direttiva 93/76/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993, intesa a limitare le emissioni di biossido di carbonio migliorando l'efficienza energetica (SAVE)

Decreto Pres. Repubblica 26/08/ 1993 n. 412

Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

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Decreto Legislativo 30/05/2008 n. 115

(Gazzetta ufficiale 03/07/2008 n. 154)

Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE

testo in vigore dal: 4-7-2008

Titolo I
FINALITA' E OBIETTIVI


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 6 febbraio 2007, n. 13, recante disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia
alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2006, ed in particolare,
l'articolo 1;
Vista la direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l'efficienza degli usi
finali dell'energia e i servizi energetici e recante abrogazione
della direttiva 93/76/CEE del Consiglio;
Vista la legge 9 gennaio 1991, n. 10;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412;
Visto il decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504;
Vista la legge 14 novembre 1995, n. 481;
Visto il decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
Vista la legge 1° giugno 2002, n. 120;
Visto il decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387;
Vista la legge 23 agosto 2004, n. 239;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296;
Visto il decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20;
Vista la legge 3 agosto 2007, n. 125;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 201;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244;
Visto quanto disposto, in materia di incremento dell'efficienza
energetica, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti
rinnovabili, dai provvedimenti attuativi dell'articolo 9, comma 1,
del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e dell'articolo 16,
comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
Visto il primo Piano d'azione italiano per l'efficienza energetica
trasmesso dal Ministro dello sviluppo economico alla Commissione
europea nel luglio 2007, in attuazione dell'articolo 14 della
direttiva 2006/32/CE;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 27 febbraio 2008;
Acquisito il parere della Conferenza unificata, di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso
nella seduta del 20 marzo 2008;
Acquisito il parere della competente Commissione della Camera dei
deputati;
Considerato che la competente Commissione del Senato della
Repubblica non si e' espressa nel termine previsto;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 30 maggio 2008;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, della giustizia, degli affari
esteri, dell'economia e delle finanze, per i rapporti con le regioni,
per la pubblica amministrazione e l'innovazione, delle politiche
agricole alimentari e forestali e delle infrastrutture e dei
trasporti;
E m a n a
il seguente decreto-legislativo:

Art. 1.
Finalita' e ambito di applicazione
1. Il presente decreto, al fine di contribuire al miglioramento
della sicurezza dell'approvvigionamento energetico e alla tutela
dell'ambiente attraverso la riduzione delle emissioni di gas a
effetto serra, stabilisce un quadro di misure volte al miglioramento
dell'efficienza degli usi finali dell'energia sotto il profilo costi
e benefici. Per tali finalita', il presente decreto:
a) definisce gli obiettivi indicativi, i meccanismi, gli
incentivi e il quadro istituzionale, finanziario e giuridico
necessari ad eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul
mercato che ostacolano un efficiente uso finale dell'energia;
b) crea le condizioni per lo sviluppo e la promozione di un
mercato dei servizi energetici e la fornitura di altre misure di
miglioramento dell'efficienza energetica agli utenti finali.
2. Il presente decreto si applica:
a) ai fornitori di misure di miglioramento dell'efficienza
energetica, ai distributori di energia, ai gestori dei sistemi di
distribuzione e alle societa' di vendita di energia al dettaglio;
b) ai clienti finali;
c) alle Forze armate ed alla Guardia di finanza, limitatamente al
capo IV del Titolo II e solamente nella misura in cui l'applicazione
del presente decreto legislativo non e' in contrasto con la natura e
l'obiettivo primario delle attivita' delle Forze armate e della
Guardia di finanza e ad eccezione dei materiali utilizzati
esclusivamente a fini militari.
3. Il presente decreto non si applica tuttavia alle imprese
operanti nelle categorie di attivita' di cui all'allegato I della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di
emissione dei gas a effetto serra nella Comunita'.



Titolo I
FINALITA' E OBIETTIVI


Art. 2.
Definizioni
1. Esclusivamente ai fini del presente decreto, si applicano le
seguenti definizioni:
a) «energia»: qualsiasi forma di energia commercialmente
disponibile, inclusi elettricita', gas naturale, compreso il gas
naturale liquefatto, gas di petrolio liquefatto, qualsiasi
combustibile da riscaldamento o raffreddamento, compresi il
teleriscaldamento e il teleraffreddamento, carbone e lignite, torba,
carburante per autotrazione, ad esclusione del carburante per
l'aviazione e di quello per uso marina, e la biomassa quale definita
nella direttiva 2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 27 settembre 2001, recepita con il decreto legislativo
29 dicembre 2003, n. 387, sulla promozione dell'energia elettrica
prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno
dell'elettricita';
b) «efficienza energetica»: il rapporto tra i risultati in
termini di rendimento, servizi, merci o energia, da intendersi come
prestazione fornita, e l'immissione di energia;
c) «miglioramento dell'efficienza energetica»: un incremento
dell'efficienza degli usi finali dell'energia, risultante da
cambiamenti tecnologici, comportamentali o economici;
d) «risparmio energetico»: la quantita' di energia risparmiata,
determinata mediante una misurazione o una stima del consumo prima e
dopo l'attuazione di una o piu' misure di miglioramento
dell'efficienza energetica, assicurando nel contempo la
normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo
energetico;
e) «servizio energetico»: la prestazione materiale, l'utilita' o
il vantaggio derivante dalla combinazione di energia con tecnologie
ovvero con operazioni che utilizzano efficacemente l'energia, che
possono includere le attivita' di gestione, di manutenzione e di
controllo necessarie alla prestazione del servizio, la cui fornitura
e' effettuata sulla base di un contratto e che in circostanze normali
ha dimostrato di portare a miglioramenti dell'efficienza energetica e
a risparmi energetici primari verificabili e misurabili o stimabili;
f) «meccanismo di efficienza energetica»: strumento generale
adottato dallo Stato o da autorita' pubbliche per creare un regime di
sostegno o di incentivazione agli operatori del mercato ai fini della
fornitura e dell'acquisto di servizi energetici e altre misure di
miglioramento dell'efficienza energetica;
g) «programma di miglioramento dell'efficienza energetica»:
attivita' incentrate su gruppi di clienti finali e che di norma si
traducono in miglioramenti dell'efficienza energetica verificabili e
misurabili o stimabili;
h) «misura di miglioramento dell'efficienza energetica»:
qualsiasi azione che di norma si traduce in miglioramenti
dell'efficienza energetica verificabili e misurabili o stimabili;
i) «ESCO»: persona fisica o giuridica che fornisce servizi
energetici ovvero altre misure di miglioramento dell'efficienza
energetica nelle installazioni o nei locali dell'utente e, cio'
facendo, accetta un certo margine di rischio finanziario. Il
pagamento dei servizi forniti si basa, totalmente o parzialmente, sul
miglioramento dell'efficienza energetica conseguito e sul
raggiungimento degli altri criteri di rendimento stabiliti;
l) «contratto di rendimento energetico»: accordo contrattuale tra
il beneficiario e il fornitore riguardante una misura di
miglioramento dell'efficienza energetica, in cui i pagamenti a fronte
degli investimenti in siffatta misura sono effettuati in funzione del
livello di miglioramento dell'efficienza energetica stabilito
contrattualmente;
m) «finanziamento tramite terzi»: accordo contrattuale che
comprende un terzo, oltre al fornitore di energia e al beneficiario
della misura di miglioramento dell'efficienza energetica, che
fornisce i capitali per tale misura e addebita al beneficiario un
canone pari a una parte del risparmio energetico conseguito
avvalendosi della misura stessa. Il terzo puo' essere una ESCO;
n) «diagnosi energetica»: procedura sistematica volta a fornire
un'adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un
edificio o gruppo di edifici, di una attivita' o impianto industriale
o di servizi pubblici o privati, ad individuare e quantificare le
opportunita' di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici
e riferire in merito ai risultati;
o) «strumento finanziario per i risparmi energetici»: qualsiasi
strumento finanziario, reso disponibile sul mercato da organismi
pubblici o privati per coprire parzialmente o integralmente i costi
del progetto iniziale per l'attuazione delle misure di miglioramento
dell'efficienza energetica;
p) «cliente finale»: persona fisica o giuridica che acquista
energia per proprio uso finale;
q) «distributore di energia», ovvero «distributore di forme di
energia diverse dall'elettricita' e dal gas»: persona fisica o
giuridica responsabile del trasporto di energia al fine della sua
fornitura a clienti finali e a stazioni di distribuzione che vendono
energia a clienti finali. Da questa definizione sono esclusi i
gestori dei sistemi di distribuzione del gas e dell'elettricita', i
quali rientrano nella definizione di cui alla lettera r);
r) «gestore del sistema di distribuzione» ovvero «impresa di
distribuzione»: persona fisica o giuridica responsabile della
gestione, della manutenzione e, se necessario, dello sviluppo del
sistema di distribuzione dell'energia elettrica o del gas naturale in
una data zona e, se del caso, delle relative interconnessioni con
altri sistemi, e di assicurare la capacita' a lungo termine del
sistema di soddisfare richieste ragionevoli di distribuzione di
energia elettrica o gas naturale;
s) «societa' di vendita di energia al dettaglio»: persona fisica
o giuridica che vende energia a clienti finali;
t) «sistema efficiente di utenza»: sistema in cui un impianto di
produzione di energia elettrica, con potenza non superiore a 10 Mwe e
complessivamente installata sullo stesso sito, alimentato da fonti
rinnovabili o in assetto cogenerativo ad alto rendimento, anche nella
titolarita' di un soggetto diverso dal cliente finale, e'
direttamente connesso, per il tramite di un collegamento privato,
all'impianto per il consumo di un solo cliente finale ed e'
realizzato all'interno dell'area di proprieta' o nella piena
disponibilita' del medesimo cliente;
u) «certificato bianco»: titolo di efficienza energetica
attestante il conseguimento di risparmi di energia grazie a misure di
miglioramento dell'efficienza energetica e utilizzabile ai fini
dell'adempimento agli obblighi di cui all'articolo 9, comma 1, del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e successive modificazioni,
e all'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000,
n. 164;
v) «sistema di gestione dell'energia»: la parte del sistema di
gestione aziendale che ricomprende la struttura organizzativa, la
pianificazione, la responsabilita', le procedure, i processi e le
risorse per sviluppare, implementare, migliorare, ottenere, misurare
e mantenere la politica energetica aziendale;
z) «esperto in gestione dell'energia»: soggetto che ha le
conoscenze, l'esperienza e la capacita' necessarie per gestire l'uso
dell'energia in modo efficiente;
aa) «ESPCo»: soggetto fisico o giuridico, ivi incluse le imprese
artigiane e le loro forme consortili, che ha come scopo l'offerta di
servizi energetici atti al miglioramento dell'efficienza nell'uso
dell'energia;
bb) «fornitore di servizi energetici»: soggetto che fornisce
servizi energetici, che puo' essere uno dei soggetti di cui alle
lettere i), q), r), s), z) ed aa);
cc) «Agenzia»: e' la struttura dell'ENEA di cui all'articolo 4,
che svolge le funzioni previste dall'articolo 4, paragrafo 4, della
direttiva 2006/32/CE.
2. Continuano a valere, ove applicabili, le definizioni di cui al
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e al decreto legislativo
23 maggio 2000, n. 164.



Titolo I
FINALITA' E OBIETTIVI


Art. 3.
Obiettivi di risparmio energetico
1. Gli obiettivi nazionali indicativi di risparmio energetico sono
individuati con i Piani di azione sull'efficienza energetica, PAEE,
di cui all'articolo 14 della direttiva 2006/32/CE, predisposti
secondo le modalita' di cui all'articolo 5, comma 2.
2. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 7, ai fini della
misurazione del contributo delle diverse misure di risparmio
energetico agli obiettivi nazionali di cui al comma 1, si applicano:
a) per la conversione delle unita' di misura, i fattori di cui
all'allegato I;
b) per la misurazione e la verifica del risparmio energetico, i
metodi approvati con decreti del Ministro dello sviluppo economico,
su proposta dell'Agenzia di cui all'articolo 4, secondo le modalita'
di cui all'allegato IV della direttiva 2006/32/CE. Tali metodi sono
aggiornati sulla base delle regole armonizzate che la Commissione
mettera' a disposizione.



Titolo II
STRUMENTI PER L'EFFICIENZA ENERGETICA
Capo I
Coordinamento e monitoraggio


Art. 4.
Funzioni di Agenzia nazionale per l'efficienza energetica
1. L'ENEA svolge le funzioni di cui all'articolo 2, comma 1,
lettera cc), tramite una struttura, di seguito denominata: «Agenzia»,
senza nuovi o maggiori oneri, ne' minori entrate a carico della
finanza pubblica e nell'ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie disponibili a legislazione vigente.
2. L'Agenzia, opera secondo un proprio piano di attivita',
approvato congiuntamente a quelli di cui all'articolo 16 del decreto
legislativo 3 settembre 2003, n. 257. L'ENEA provvede alla redazione
di tale piano di attivita' sulla base di specifiche direttive,
emanate dal Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, finalizzate a dare
attuazione a quanto disposto dal presente decreto oltreche' ad
ulteriori obiettivi e provvedimenti attinenti l'efficienza
energetica.
3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
su proposta del Consiglio di amministrazione dell'ENEA e previo
parere per i profili di rispettiva competenza del Ministro per la
pubblica amministrazione e l'innovazione e del Ministro dell'economia
e delle finanze, sono stabilite le modalita' con cui si procede alla
riorganizzazione delle strutture, utilizzando il solo personale in
servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto, al fine
di consentire l'effettivita' delle funzioni dell'Agenzia.
4. L'Agenzia svolge le seguenti funzioni:
a) supporta il Ministero dello sviluppo economico e le regioni ai
fini del controllo generale e della supervisione dell'attuazione del
quadro istituito ai sensi del presente decreto;
b) provvede alla verifica e al monitoraggio dei progetti
realizzati e delle misure adottate, raccogliendo e coordinando le
informazioni necessarie ai fini delle specifiche attivita' di cui
all'articolo 5;
c) predispone, in conformita' a quanto previsto dalla direttiva
2006/32/CE, proposte tecniche per la definizione dei metodi per la
misurazione e la verifica del risparmio energetico ai fini della
verifica del conseguimento degli obiettivi indicativi nazionali, da
approvarsi secondo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2. In tale
ambito, definisce altresi' metodologie specifiche per l'attuazione
del meccanismo dei certificati bianchi, con particolare riguardo allo
sviluppo di procedure standardizzate che consentano la
quantificazione dei risparmi senza fare ricorso a misurazioni
dirette;
d) svolge supporto tecnico-scientifico e consulenza per lo Stato,
le regioni e gli enti locali anche ai fini della predisposizione
degli strumenti attuativi necessari al conseguimento degli obiettivi
indicativi nazionali di risparmio energetico di cui al presente
decreto;
e) assicura, anche in coerenza con i programmi di intervento
delle regioni, l'informazione a cittadini, alle imprese, alla
pubblica amministrazione e agli operatori economici, sugli strumenti
per il risparmio energetico, nonche' sui meccanismi e sul quadro
finanziario e giuridico predisposto per la diffusione e la promozione
dell'efficienza energetica, provvedendo inoltre a fornire sistemi di
diagnosi energetiche in conformita' a quanto previsto
dall'articolo 18.



Titolo II
STRUMENTI PER L'EFFICIENZA ENERGETICA
Capo I
Coordinamento e monitoraggio


Art. 5.
Strumenti di programmazione e monitoraggio
1. Al fine di provvedere al monitoraggio e al coordinamento degli
strumenti di cui al presente decreto legislativo, entro il 30 maggio
di ciascun anno a decorrere dall'anno 2009, l'Agenzia provvede alla
redazione del Rapporto annuale per l'efficienza energetica, di
seguito denominato: «Rapporto». Il Rapporto contiene:
a) l'analisi del raggiungimento degli obiettivi indicativi
nazionali di cui all'articolo 3;
b) l'analisi e il monitoraggio degli strumenti di incentivazione
di cui al presente decreto e degli ulteriori strumenti attivati a
livello regionale e locale in conformita' a quanto previsto
dall'articolo 6;
c) l'analisi dei risultati conseguiti nell'ambito del quadro
regolatorio per la semplificazione delle procedure autorizzative, per
la definizione degli obblighi e degli standard minimi di efficienza
energetica, per l'accesso alla rete dei sistemi efficienti di utenza,
individuato dalle disposizioni di cui al presente decreto
legislativo;
d) l'analisi dei miglioramenti e dei risultati conseguiti nei
diversi settori e per le diverse tecnologie, comprensiva di
valutazioni economiche sulla redditivita' dei diversi investimenti e
servizi energetici;
e) l'analisi e la mappatura dei livelli di efficienza energetica
presenti nelle diverse aree del territorio nazionale utilizzando
anche i risultati ottenuti dalle azioni messe in atto dalle regioni e
dalle province autonome;
f) l'individuazione delle eventuali misure aggiuntive necessarie
anche in riferimento a quanto emerso dall'analisi di cui alla
lettera e), ivi inclusi eventuali ulteriori provvedimenti economici e
fiscali, per favorire il perseguimento degli obiettivi di cui
all'articolo 3;
g) le ulteriori valutazioni necessarie all'attuazione dei commi 2
e 3;
h) il rapporto riportera' altresi' un'analisi sui consumi e i
risparmi ottenuti a livello regionale e sara' messo a disposizione
del pubblico in formato elettronico.
2. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e su proposta
dell'Agenzia sulla base dei rapporti di cui al comma 1, approva e
trasmette alla Commissione europea:
a) un secondo Piano d'azione nazionale per l'efficienza
energetica, PAEE, entro il 30 giugno 2011;
b) un terzo Piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica,
PAEE, entro il 30 giugno 2014.
3. Il secondo e il terzo Piano d'azione nazionale per l'efficienza
energetica:
a) includono un'analisi e una valutazione approfondite del
precedente Piano d'azione nazionale per l'efficienza energetica;
b) includono i risultati definitivi riguardo al conseguimento
degli obiettivi di risparmio energetico di cui all'articolo 3;
c) si basano sui dati disponibili, integrati da stime;
d) includono piani relativi a misure addizionali e informazioni
sugli effetti previsti dalle stesse intesi ad ovviare alle carenze
constatate o previste rispetto agli obiettivi;
e) prevedono il ricorso ai fattori e ai metodi di cui
all'articolo 3;
f) sono predisposti su iniziativa e proposta dell'Agenzia in
collaborazione con un gruppo di lavoro istituito ai sensi
dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, senza nuovi o maggiori oneri, ne' minori entrate, a carico della
finanza pubblica.



Titolo II
STRUMENTI PER L'EFFICIENZA ENERGETICA
Capo I
Coordinamento e monitoraggio


Art. 6.
Armonizzazione delle funzioni dello Stato e delle regioni in materia
di efficienza energetica
1. Con le modalita' di cui all'articolo 2, comma 167, della legge
24 dicembre 2007, n. 244, entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, e' stabilita la ripartizione
fra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, degli
obiettivi minimi di risparmio energetico necessari per raggiungere
gli obiettivi di cui all'articolo 3, e successivi aggiornamenti,
proposti dall'Unione europea.
2. Entro i novanta giorni successivi a quelli di cui al comma 1, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano i
provvedimenti e le iniziative di propria competenza per concorrere al
raggiungimento dell'obiettivo minimo fissato di cui al comma 1.
3. A decorrere dal 1° gennaio 2009 gli strumenti di incentivazione
di ogni natura attivati dallo Stato per la promozione dell'efficienza
energetica, non sono cumulabili con ulteriori contributi comunitari,
regionali o locali, fatta salva la possibilita' di cumulo con i
certificati bianchi e fatto salvo quanto previsto dal comma 4.
4. Gli incentivi di diversa natura sono cumulabili nella misura
massima individuata, per ciascuna applicazione, sulla base del costo
e dell'equa remunerazione degli investimenti, con decreti del
Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze e d'intesa con la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, sulla base di appositi rapporti tecnici redatti
dall'Agenzia di cui all'articolo 4. Con gli stessi decreti sono
stabilite le modalita' per il controllo dell'adempimento alle
disposizioni di cui al presente comma.
5. Congiuntamente a quanto stabilito dall'articolo 2, comma 169,
della legge 24 dicembre 2007, n. 244, il Ministro delle sviluppo
economico verifica ogni due anni, sulla base dei rapporti di cui
all'articolo 5, per ogni regione, le misure adottate, gli interventi
in corso, quelli autorizzati, quelli proposti, i risultati ottenuti
al fine del raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 e ne da'
comunicazione al Parlamento.
6. Le regioni promuovono il coinvolgimento delle province e dei
comuni nelle iniziative per il raggiungimento dell'obiettivo di
incremento dell'efficienza energetica nei rispettivi territori.



Capo II
Incentivi e strumenti finanziari


Art. 7.
Certificati bianchi
1. Fatto salvo quanto stabilito dall'articolo 6 del decreto
legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare, sentito, per i profili di
competenza, il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali e d'intesa con la Conferenza unificata:
a) sono stabilite le modalita' con cui gli obblighi in capo alle
imprese di distribuzione di cui all'articolo 9, comma 1, del decreto
legislativo 16 marzo 1999, n. 79, e all'articolo 16, comma 4, del
decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, si raccordano agli
obiettivi nazionali di cui all'articolo 3, comma 1, tenuto conto di
quanto stabilito dalla lettera b);
b) sono gradualmente introdotti, tenendo conto dello stato di
sviluppo del mercato della vendita di energia, in congruenza con gli
obiettivi di cui all'articolo 3, comma 1, e agli obblighi di cui alla
lettera a), obblighi di risparmio energetico in capo alle societa' di
vendita di energia al dettaglio;
c) sono stabilite le modalita' con cui i soggetti di cui alle
lettere a) e b) assolvono ai rispettivi obblighi acquistando in tutto
o in parte l'equivalente quota di certificati bianchi;
d) sono approvate le modalita' con cui l'Agenzia provvede a
quanto disposto dall'articolo 4, comma 4, lettera c);
e) sono aggiornati i requisiti dei soggetti ai quali possono
essere rilasciati i certificati bianchi, nonche', in conformita' a
quanto previsto dall'allegato III alla direttiva 2006/32/CE, l'elenco
delle tipologie di misure ed interventi ammissibili ai fini
dell'ottenimento dei certificati bianchi.
2. Nelle more dell'adozione dei provvedimenti di cui al comma 1,
nonche' dei provvedimenti di cui all'articolo 4, comma 3, si
applicano i provvedimenti normativi e regolatori emanati in
attuazione dell'articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo
1999, n. 79, e dell'articolo 16, comma 4, del decreto legislativo
23 maggio 2000, n. 164.
3. Ai fini dell'applicazione del meccanismo di cui al presente
articolo, il risparmio di forme di energia diverse dall'elettricita'
e dal gas naturale non destinate all'impiego per autotrazione e'
equiparato al risparmio di gas naturale.
4. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas provvede alla
individuazione delle modalita' con cui i costi sostenuti per la
realizzazione dei progetti realizzati secondo le disposizioni del
presente articolo, nell'ambito del meccanismo dei certificati
bianchi, trovano copertura sulle tariffe per il trasporto e la
distribuzione dell'energia elettrica e del gas naturale e approva le
regole di funzionamento del mercato e delle transazioni bilaterali
relative ai certificati bianchi, proposte dalla Societa' Gestore del
mercato elettrico, nonche' verifica il rispetto delle regole ed il
conseguimento degli obblighi da parte dei soggetti di cui al comma 1,
lettere a) e b), applicando, salvo che il fatto costituisca reato, le
sanzioni amministrative pecuniarie previste dall'articolo 2, comma
20, lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481.



Capo II
Incentivi e strumenti finanziari


Art. 8.
Interventi di mobilita' sostenibile
1. Con accordi volontari con gli operatori di settore, ivi inclusi
i soggetti che immettono in consumo benzina e gasolio, il Ministero
dello sviluppo economico o altri Ministeri interessati e le regioni,
sulla base di priorita' e di ambiti di intervento segnalati dalle
regioni medesime, promuovono iniziative di mobilita' sostenibile,
avvalendosi anche di risorse rinvenenti dagli aggiornamenti della
deliberazione del Comitato interministeriale per la programmazione
economica 19 dicembre 2002, n. 123, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 68 del 22 marzo 2003. In tale ambito, l'Agenzia provvede
a definire modalita' per la contabilizzazione dei risparmi energetici
risultanti dalle misure attivate ai fini della contribuzione agli
obiettivi indicativi nazionali di cui all'articolo 3.



Capo II
Incentivi e strumenti finanziari


Art. 9.
Fondo di rotazione per il finanziamento tramite terzi
1. Al fine di promuovere la realizzazione di servizi energetici e
di misure di incremento dell'efficienza energetica, a valere sulle
risorse relative all'anno 2009 previste dall'articolo 1, comma 1113,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' destinata una quota di 25
milioni di euro per gli interventi realizzati tramite lo strumento
del finanziamento tramite terzi in cui il terzo risulta essere una
ESCO.
2. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il
Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, con decreto da adottare entro il
31 dicembre 2008, tenuto conto di apposite relazioni tecniche
predisposte dall'Agenzia di cui all'articolo 4, individua i soggetti,
le misure e gli interventi finanziabili, nonche' le modalita' con cui
le rate di rimborso dei finanziamenti sono connesse ai risparmi
energetici conseguiti e il termine massimo della durata dei
finanziamenti stessi in relazione a ciascuna di tali misure, che non
puo' comunque essere superiore a centoquarantaquattro mesi, in deroga
al termine di cui all'articolo 1, comma 1111, della legge 27 dicembre
2006, n. 296.



Capo III
Semplificazione e rimozione degli ostacoli normativi


Art. 10.
Disciplina dei servizi energetici e dei sistemi efficienti di utenza
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas
definisce le modalita' per la regolazione dei sistemi efficienti di
utenza, nonche' le modalita' e i tempi per la gestione dei rapporti
contrattuali ai fini dell'erogazione dei servizi di trasmissione,
distribuzione e dispacciamento. Salvo che il fatto costituisca reato,
l'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, nel caso di
inosservanza dei propri provvedimenti, applica l'articolo 2,
comma 20, lettera c), della legge 14 novembre 1995, n. 481.
2. Nell'ambito dei provvedimenti di cui al comma 1, l'Autorita' per
l'energia elettrica e il gas provvede inoltre affinche' la
regolazione dell'accesso al sistema elettrico sia effettuata facendo
esclusivo riferimento all'energia elettrica scambiata con la rete
elettrica sul punto di connessione. In tale ambito, l'Autorita'
prevede meccanismi di salvaguardia per le realizzazioni avviate in
data antecedente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
3. Le disposizioni per lo svolgimento di attivita' nel settore
verticalmente collegato o contiguo dei servizi post-contatore, di cui
all'articolo 1, commi 34 e 34-bis, della legge 23 agosto 2004, n.
239, e successive modifiche, si applicano anche alla fornitura di
servizi energetici.



Capo III
Semplificazione e rimozione degli ostacoli normativi


Art. 11.
Semplificazione e razionalizzazione delle procedure amministrative e
regolamentari
1. Nel caso di edifici di nuova costruzione, lo spessore delle
murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, superiori ai
30 centimetri, il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori
volumi e superfici necessari ad ottenere una riduzione minima del 10
per cento dell'indice di prestazione energetica previsto dal decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni,
certificata con le modalita' di cui al medesimo decreto legislativo,
non sono considerati nei computi per la determinazioni dei volumi,
delle superfici e nei rapporti di copertura, con riferimento alla
sola parte eccedente i 30 centimetri e fino ad un massimo di
ulteriori 25 centimetri per gli elementi verticali e di copertura e
di 15 centimetri per quelli orizzontali intermedi. Nel rispetto dei
predetti limiti e' permesso derogare, nell'ambito delle pertinenti
procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del
decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a
quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai
regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra
edifici, alle distanze minime di protezione del nastro stradale,
nonche' alle altezze massime degli edifici.
2. Nel caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici
esistenti che comportino maggiori spessori delle murature esterne e
degli elementi di copertura necessari ad ottenere una riduzione
minima del 10 per cento dei limiti di trasmittanza previsti dal
decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive
modificazioni, certificata con le modalita' di cui al medesimo
decreto legislativo, e' permesso derogare, nell'ambito delle
pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al
titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001,
n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai
regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra
edifici e alle distanze minime di protezione del nastro stradale,
nella misura massima di 20 centimetri per il maggiore spessore delle
pareti verticali esterne, nonche' alle altezze massime degli edifici,
nella misura massima di 25 centimetri, per il maggior spessore degli
elementi di copertura. La deroga puo' essere esercitata nella misura
massima da entrambi gli edifici confinanti.
3. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 26, comma 1, della
legge 9 gennaio 1991, n. 10, e successive modificazioni, gli
interventi di incremento dell'efficienza energetica che prevedano
l'installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva
non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, nonche'
di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei
tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso
orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma
degli edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione
ordinaria e non sono soggetti alla disciplina della denuncia di
inizio attivita' di cui agli articoli 22 e 23 del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e
successive modificazioni, qualora la superficie dell'impianto non sia
superiore a quella del tetto stesso. In tale caso, fatti salvi i casi
di cui all'articolo 3, comma 3, lettera a), del decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, e' sufficiente
una comunicazione preventiva al Comune.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 trovano applicazione
fino all'emanazione di apposita normativa regionale che renda
operativi i principi di esenzione minima ivi contenuti.
5. L'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3 e 4
non puo' in ogni caso derogare le prescrizioni in materia di
sicurezza stradale e antisismica.
6. Ai fini della realizzazione degli interventi di cui
all'articolo 1, comma 351, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
finanziabili in riferimento alle dotazioni finanziarie stanziate
dall'articolo 1, comma 352, della legge n. 296 del 2006 per gli anni
2008 e 2009, la data ultima di inizio lavori e' da intendersi fissata
al 31 dicembre 2009 e quella di fine lavori da comprendersi entro i
tre anni successivi.
7. La costruzione e l'esercizio degli impianti di cogenerazione di
potenza termica inferiore ai 300 MW, nonche' le opere connesse e le
infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli
impianti stessi, sono soggetti ad una autorizzazione unica,
rilasciata dall'amministrazione competente ai sensi dell'articolo 8
del decreto legislativo 8 febbraio 2007, n. 20, nel rispetto delle
normative vigenti in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del
paesaggio e del patrimonio storico-artistico, che costituisce, ove
occorra, variante allo strumento urbanistico. A tale fine la
Conferenza dei servizi e' convocata dalla regione entro trenta giorni
dal ricevimento della domanda di autorizzazione. Resta fermo il
pagamento del diritto annuale di cui all'articolo 63, commi 3 e 4,
del testo unico delle disposizioni legislative concernente le imposte
sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n.
504, e successive modificazioni.
8. L'autorizzazione di cui al comma 6 e' rilasciata a seguito di un
procedimento unico, al quale partecipano tutte le amministrazioni
interessate, svolto nel rispetto dei principi di semplificazione e
con le modalita' stabilite dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni. In caso di dissenso, purche' non sia quello
espresso da una amministrazione statale preposta alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, o del patrimonio
storico-artistico, la decisione, ove non diversamente e
specificamente disciplinato dalle regioni, e' rimessa alla Giunta
regionale. Il rilascio dell'autorizzazione costituisce titolo a
costruire ed esercire l'impianto in conformita' al progetto approvato
e deve contenere l'obbligo alla rimessa in pristino dello stato dei
luoghi a carico del soggetto esercente a seguito della dismissione
dell'impianto. Il termine massimo per la conclusione del procedimento
di cui al presente comma non puo' comunque essere superiore a
centottanta giorni.



Capo IV
Settore pubblico


Art. 12.
Efficienza energetica nel settore pubblico
1. La pubblica amministrazione ha l'obbligo di applicare le
disposizioni di cui agli articoli seguenti.
2. La responsabilita' amministrativa, gestionale ed esecutiva
dell'adozione degli obblighi di miglioramento dell'efficienza
energetica nel settore pubblico, di cui agli articoli 13, 14 e 15
sono assegnati all'amministrazione pubblica proprietaria o
utilizzatrice del bene o servizio di cui ai medesimi articoli, nella
persona del responsabile del procedimento connesso all'attuazione
degli obblighi ivi previsti.
3. Ai fini del monitoraggio e della comunicazione ai cittadini del
ruolo e dell'azione della pubblica amministrazione, i soggetti
responsabili di cui al comma 2, trasmettono all'Agenzia di cui
all'articolo 4 una scheda informativa degli interventi e delle azioni
di promozione dell'efficienza energetica intraprese.



Capo IV
Settore pubblico


Art. 13.
Edilizia pubblica
1. In relazione agli usi efficienti dell'energia nel settore degli
edifici, gli obblighi della pubblica amministrazione comprendono di
norma:
a) il ricorso, anche in presenza di esternalizzazione di
competenze, agli strumenti finanziari per il risparmio energetico per
la realizzazione degli interventi di riqualificazione, compresi i
contratti di rendimento energetico, che prevedono una riduzione dei
consumi di energia misurabile e predeterminata;
b) le diagnosi energetiche degli edifici pubblici o ad uso
pubblico, in caso di interventi di ristrutturazione degli impianti
termici, compresa la sostituzione dei generatori, o di
ristrutturazioni edilizie che riguardino almeno il 15 per cento della
superficie esterna dell'involucro edilizio che racchiude il volume
lordo riscaldato;
c) la certificazione energetica degli edifici pubblici od ad uso
pubblico, nel caso in cui la metratura utile totale supera i 1000
metri quadrati, e l'affissione dell'attestato di certificazione in un
luogo, dello stesso edificio, facilmente accessibile al pubblico, ai
sensi dell'articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 192.
2. Nel caso di nuova costruzione o ristrutturazione degli edifici
pubblici od ad uso pubblico le amministrazioni pubbliche si attengono
a quanto stabilito dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e
successive modificazioni.



Capo IV
Settore pubblico


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