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Decreto Pres. Repubblica 16/04/ 2013 n. 75

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Decreto Ministeriale 28/11/ 2000

Determinazione delle classi delle lauree specialistiche

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Decreto Ministeriale 16/03/2007

(Gazzetta ufficiale 06/07/2007 n. 155)

Determinazione delle classi delle lauree universitarie

IL MINISTRO DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
Visto l'art. 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e
successive modificazioni;
Visto l'art. 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341;
Visti gli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 27 gennaio 1998, n. 25;
Visto l'art. 1-ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7,
convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 ;
Vista la legge 19 ottobre 1999, n. 370 ed in particolare l'art. 6,
comma 6;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270;
Visti il decreto del Ministro dell'universita' e della ricerca
scientifica e tecnologica 23 dicembre 1999 concernente la
rideterminazione dei settori scientifico-disciplinari, e successiva
rettifica, nonche' il decreto del Ministro dell'universita' e della
ricerca scientifica e tecnologica 4 ottobre 2000 concernente la
rideterminazione e l'aggiornamento dei settori
scientifico-disciplinari e la definizione delle relative
declaratorie, ed il decreto ministeriale 18 marzo 2005;
Vista la Dichiarazione di Bologna del 19 giugno 1999 e i Comunicati
di Praga del 19 maggio 2001, di Berlino del 19 settembre 2003 e di
Bergen del 20 maggio 2005, relativi all'armonizzazione dei sistemi
dell'Istruzione superiore dei Paesi dell'area europea;
Preso atto, in particolare, di quanto il Comunicato di Bergen
prevede circa gli schemi di riferimento per i titoli e circa la
specificazione degli obiettivi didattici in termini di risultati di
apprendimento attesi;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca 30 aprile 2004, prot. 9/2004, relativo all'anagrafe
degli studenti ed al diploma supplement;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca 27 gennaio 2005, n. 15, e successive modificazioni,
relativo alla banca dati offerta formativa e alla verifica del
possesso dei requisiti minimi;
Visto il decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e
della ricerca 11 ottobre 2004 e successive modificazioni, con il
quale sono stati costituiti i tavoli tecnici al fine di rideterminare
le classi dei corsi di studio ai sensi del decreto ministeriale n.
270/2004, composti dai presidenti delle conferenze dei presidi delle
facolta' interessate e dai presidenti degli ordini professionali
interessati;
Sentita la Conferenza dei rettori delle universita' italiane (CRUI)
per quanto riguarda il termine di cui all'art. 13, comma 2 del
decreto ministeriale 270/2004 e vista la mozione della stessa
Conferenza del 7 marzo 2006;
Visti i pareri del Consiglio universitario nazionale (CUN), resi
nelle adunanze del 14/15 e del 20/21/22 dicembre 2005 e nell'adunanza
dell'11 gennaio 2006;
Visti i pareri del Consiglio nazionale degli studenti universitari
(CNSU), dell'1/2 settembre 2005 e del 3 febbraio 2006;
Acquisiti i pareri della VII Commissione permanente del Senato
della Repubblica e della VII Commissione permanente della Camera dei
deputati, resi rispettivamente il 21 febbraio 2006 ed il 1° marzo
2006;
Rilevato che il decreto del Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca 16 marzo 2006 concernente la
determinazione delle classi di laurea e' stato restituito con
osservazioni dalla Corte dei conti con nota del 5 maggio 2006, prot.
n. 106/1994 e che lo stesso e' stato ritirato dal Ministro
dell'universita' e della ricerca con nota 3741.8.7 Gab. del 22 maggio
2006;
Ritenuto opportuno procedere ad alcune modifiche ed integrazioni
nel testo del decreto stesso;
Sentita la Conferenza dei rettori delle universita' italiane (CRUI)
per quanto riguarda il termine di cui all'art. 13, comma 2 del
decreto ministeriale n. 270/2004;
Visto il parere del Consiglio universitario nazionale (CUN), reso
nell'adunanza del 4 e 5 ottobre 2006;
Visto il parere del Consiglio nazionale degli studenti universitari
(CNSU), dell'8 novembre 2006;
Acquisiti i pareri della VII Commissione permanente del Senato
della Repubblica e della VII Commissione permanente della Camera dei
deputati, resi rispettivamente il 17 gennaio 2007 ed il 18 gennaio
2007;
Decreta:
Art. 1.
1. Il presente decreto definisce, ai sensi dell'art. 4 del decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, le classi dei corsi di laurea
individuate nell'allegato, che ne costituisce parte integrante, e si
applica a tutte le universita' statali e non statali, ivi comprese le
universita' telematiche.
2. Le universita', nell'osservanza dell'art. 9 del predetto decreto
ministeriale, procedono all'istituzione dei corsi di laurea
individuando, in sede di ordinamento didattico, le classi di
appartenenza. Non possono essere istituiti due diversi corsi di
laurea afferenti alla medesima classe qualora le attivita' formative
dei rispettivi ordinamenti didattici non si differenzino per almeno
40 crediti.
3. Qualora l'ordinamento didattico di un corso di laurea soddisfi i
requisiti di due classi differenti, l'universita' puo' istituire il
corso di laurea come appartenente ad ambedue le classi, fermo
restando che ciascuno studente indica al momento
dell'immatricolazione la classe entro cui intende conseguire il
titolo di studio. Lo studente puo' comunque modificare la sua scelta,
purche' questa diventi definitiva al momento dell'iscrizione al terzo
anno.
4. I regolamenti didattici di ateneo, disciplinanti gli ordinamenti
didattici dei corsi di studio di cui al comma 1, sono redatti in
conformita' alle disposizioni di cui all'art. 11 del decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270 e del presente decreto.
5. In attuazione del comma 4 le universita' modificano i vigenti
regolamenti didattici di ateneo a decorrere dall'anno accademico
2008/2009 ed entro l'anno accademico 2009/2010. A decorrere dall'anno
accademico 2010/2011 le classi di laurea di cui al decreto
ministeriale 4 agosto 2000 (Gazzetta Ufficiale n. 170 del 19 ottobre
2000) sono soppresse, fatto salvo quanto previsto nell'art. 7.
6. Le modifiche sono approvate dalle universita' in tempo utile per
assicurare l'avvio dei corsi di laurea con i nuovi ordinamenti
all'inizio di ciascun anno accademico.
7. Le modifiche possono riguardare anche singoli corsi di laurea ma
devono comunque prevedere l'adeguamento contemporaneo di tutti i
corsi di laurea attivati nella medesima classe.
8. L'attivazione di corsi di laurea afferenti alle classi di cui al
presente decreto deve prevedere la contestuale disattivazione da
parte dell'ateneo dei paralleli corsi di laurea afferenti alle classi
di cui al decreto ministeriale 4 agosto 2000.
9. Le universita' di norma attivano corsi di studio con i nuovi
ordinamenti di cui al presente decreto, mediante apposite
deliberazioni, ai sensi dell'art. 9, comma 2, del decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, tenendo conto delle esigenze
che insegnamenti corrispondenti ad almeno 90 crediti siano tenuti da
professori o ricercatori inquadrati nei relativi settori
scientifico-disciplinari e di ruolo presso l'ateneo, ovvero in ruolo
presso altri atenei sulla base di specifiche convenzioni tra gli
atenei interessati. Nessun professore o ricercatore di ruolo puo'
essere conteggiato in totale piu' di due volte per insegnamenti
comunque tenuti in corsi di laurea o in corsi di laurea magistrale,
sia nel proprio che in altri atenei.



Art. 2.
1. I regolamenti didattici di ateneo disciplinano le modalita'
attraverso le quali un corso di laurea puo' essere realizzato con il
concorso di piu' facolta' della stessa universita' o di piu'
universita'.



Art. 3.
1. Per ogni corso di laurea, i regolamenti didattici di ateneo
determinano il numero intero di crediti assegnati a ciascuna
attivita' formativa, specificando quali di esse contribuiscono al
rispetto delle condizioni previste negli allegati al presente
decreto. A tale scopo, limitatamente alle attivita' formative
previste nelle lettere a) e b) dell'art. 10, comma 1, del decreto
ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, sono indicati il settore o i
settori scientifico-disciplinari di riferimento e il relativo ambito
disciplinare.
2. I regolamenti didattici di ateneo stabiliscono il numero di
crediti da assegnare ai settori scientifico-disciplinari ricompresi
in ambiti disciplinari per i quali il numero stesso non sia
specificato nell'allegato.
3. Limitatamente alle attivita' formative caratterizzanti, qualora
negli allegati siano indicati piu' di tre ambiti disciplinari per
ciascuno dei quali non sia stato specificato il numero minimo dei
relativi crediti, i regolamenti didattici di ateneo individuano per
ciascun corso di studio i settori scientifico-disciplinari afferenti
ad almeno tre ambiti, funzionali alla specificita' del corso stesso,
ai quali riservare un numero adeguato di crediti.
4. Gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea devono assicurare
agli studenti una solida preparazione sia nelle discipline di base
che in quelle caratterizzanti, garantendo loro la possibilita' di un
approfondimento critico degli argomenti anche evitando la dispersione
del loro impegno su un numero eccessivo di discipline, di
insegnamenti o dei relativi moduli. Devono altresi' assicurare agli
studenti la possibilita' di svolgere tutte le attivita' formative di
cui all'art. 10, comma 5, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004,
n. 270, fissando, per quelle previste alle lettere a) e b), un numero
minimo totale di crediti rispettivamente pari a 12 e a 18.
5. Per quanto riguarda le attivita' formative autonomamente scelte
dallo studente, ai sensi dell'art. 10, comma 5, lettera a) del
decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, i regolamenti didattici
di ateneo assicurano la liberta' di scelta tra tutti gli insegnamenti
attivati nell'ateneo, consentendo anche l'acquisizione di ulteriori
crediti formativi nelle discipline di base e caratterizzanti.
6. I regolamenti didattici di ateneo determinano i casi in cui la
prova finale e' sostenuta in lingua straniera.
7. Nel definire gli ordinamenti didattici dei corsi di laurea, le
universita' specificano gli obiettivi formativi in termini di
risultati di apprendimento attesi, con riferimento al sistema di
descrittori adottato in sede europea, e individuano gli sbocchi
professionali anche con riferimento alle attivita' classificate
dall'ISTAT.
8. Relativamente al trasferimento degli studenti da un corso di
laurea ad un altro, ovvero da un'universita' ad un'altra, i
regolamenti didattici assicurano il riconoscimento del maggior numero
possibile dei crediti gia' maturati dallo studente, secondo criteri e
modalita' previsti dal regolamento didattico del corso di laurea di
destinazione, anche ricorrendo eventualmente a colloqui per la
verifica delle conoscenze effettivamente possedute. Il mancato
riconoscimento di crediti deve essere adeguatamente motivato.
9. Esclusivamente nel caso in cui il trasferimento dello studente
sia effettuato tra corsi di laurea appartenenti alla medesima classe,
la quota di crediti relativi al medesimo settore
scientifico-disciplinare direttamente riconosciuti allo studente non
puo' essere inferiore al 50% di quelli gia' maturati. Nel caso in cui
il corso di provenienza sia svolto in modalita' a distanza, la quota
minima del 50% e' riconosciuta solo se il corso di provenienza
risulta accreditato ai sensi del regolamento ministeriale di cui
all'art. 2, comma 148, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.



Art. 4.
1. Le competenti strutture didattiche determinano, con il
regolamento didattico del corso di laurea, l'elenco degli
insegnamenti e delle altre attivita' formative di cui all'art. 12,
comma 2, del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n. 270, secondo
criteri di stretta funzionalita' con gli obiettivi formativi
specifici del corso.
2. Le universita' garantiscono l'attribuzione a ciascun
insegnamento attivato di un congruo numero intero di crediti
formativi, evitando la parcellizzazione delle attivita' formative. In
ciascun corso di laurea non possono comunque essere previsti in
totale piu' di 20 esami o valutazioni finali di profitto, anche
favorendo prove di esame integrate per piu' insegnamenti o moduli
coordinati. In tal caso i docenti titolari degli insegnamenti o
moduli coordinati partecipano alla valutazione collegiale complessiva
del profitto dello studente con modalita' previste nei regolamenti
didattici di ateneo ai sensi dell'art. 11, comma 7, lettera d) e
dell'art. 12, comma 2, lettera d) del decreto ministeriale 22 ottobre
2004, n. 270.
3. Gli atenei possono riconoscere, secondo quanto previsto
dall'art. 5, comma 7 del decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n.
270, le conoscenze e le abilita' professionali certificate
individualmente ai sensi della normativa vigente in materia, nonche'
le altre conoscenze e abilita' maturate in attivita' formative di
livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione
l'universita' abbia concorso. Il numero massimo di crediti formativi
universitari riconoscibili e' fissato per ogni corso di laurea nel
proprio ordinamento didattico e non puo' comunque essere superiore a
60.



Art. 5.
1. Ciascun credito formativo universitario dei corsi di laurea
corrisponde a 25 ore di impegno medio per studente.
2. I regolamenti didattici di ateneo determinano altresi' per
ciascun corso di laurea la quota dell'impegno orario complessivo che
deve rimanere riservata a disposizione dello studente per lo studio
personale o per altre attivita' formativ [ . . . ]

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