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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 12/11/ 2011 n. 183

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012) (Suppl. Ordinario n. 234)

Decreto Ministeriale 14/05/2013

(Gazzetta ufficiale 18/06/2013 n. 141)

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilita' interno per il triennio 2013-2015 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, di cui all'articolo 31, comma 19, della legge 12 novembre 2011, n. 183

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

Visto il comma 19, secondo periodo, dell'art. 31 della legge 12
novembre 2011, n. 183 (legge di stabilita' 2012), in cui e' previsto
che le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti
trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
della Ragioneria Generale dello Stato, utilizzando il sistema web
appositamente previsto per il patto di stabilita' interno nel sito
http://pattostabilitainterno.tesoro.it, il prospetto dimostrativo
dell'obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi del citato art.
31, la cui definizione e modalita' di trasmissione sono definite con
decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali;
Visto l'ultimo periodo del richiamato comma 19 dell'art. 31 della
legge n. 183 del 2011, che prevede che la mancata trasmissione del
prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
Generale dello Stato, entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione
del suddetto decreto nella Gazzetta Ufficiale, costituisce
inadempimento al patto di stabilita' interno;
Visto il comma 2 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, in cui
e' prevista, ai fini della determinazione dello specifico obiettivo
di saldo finanziario per l'anno 2013, l'applicazione alla media della
spesa corrente registrata nel triennio 2007-2009, come desunta dai
certificati di conto consuntivo, delle percentuali indicate nel
medesimo comma e distinte per province, comuni con popolazione
compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti e comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti;
Visto il comma 3 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011 che, nel
definire lo specifico obiettivo da assegnare a ciascun ente soggetto
al patto di stabilita' interno, fa riferimento al saldo finanziario
tra le entrate finali e le spese finali, calcolato in termini di
competenza mista, costituito dalla somma algebrica degli importi
risultanti dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte
corrente, e dalla differenza fra incassi e pagamenti, per la parte in
conto capitale, al netto, rispettivamente, delle entrate derivanti
dalle riscossioni di crediti e delle spese derivanti dalle
concessioni di crediti, considerando come valori di riferimento
quelli riportati nei certificati di conto consuntivo;
Visto il comma 4 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011, che, ai
fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza pubblica,
prevede che gli enti soggetti al patto di stabilita' interno devono
conseguire, per gli anni 2013 e successivi, un saldo finanziario in
termini di competenza mista non inferiore al valore individuato ai
sensi del richiamato comma 2, diminuito di un importo pari alla
riduzione dei trasferimenti di cui al comma 2 dell'art. 14 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122;
Visti il decreto del Ministro dell'interno 13 marzo 2012,
pubblicato nella G.U. n. 66 del 19 marzo 2012, il decreto del
Ministro dell'interno 22 marzo 2012, pubblicato nella G.U. n. 72 del
26 marzo 2012 e il decreto del Ministro dell'interno del 19 ottobre
2012, pubblicato nella G.U. n. 251 del 26 ottobre 2012, con i quali
e' operata, a decorrere dal 2012, la riduzione delle erogazioni dal
bilancio dello Stato ai sensi del comma 2 dell'art. 14 del
decreto-legge n. 78 del 2010;
Visto il comma 2 dell'art. 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, che dispone che al fine di ripartire, tra gli enti del singolo
livello di governo, l'ammontare del concorso alla realizzazione degli
obiettivi di finanza pubblica, le province ed i comuni, con decreto
del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali sono ripartiti in due classi, sulla base della valutazione
ponderata dei parametri di virtuosita' elencati nel medesimo comma 2
corretti, al fine di tener conto della realta' socio-economica, con i
seguenti due indicatori: il valore delle rendite catastali ed il
numero di occupati;
Visto il primo periodo del comma 3 dell'articolo 20 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, - come modificato dall'art. 30,
comma 2, della legge n. 183 del 2011 e dall'art. 1, comma 429, della
legge 24 dicembre 2012, n. 228 - che dispone che gli enti locali
collocati nella classe virtuosa, in esito a quanto previsto dal comma
2, fermo restando l'obiettivo del comparto, conseguono un saldo
obiettivo pari a zero;
Visto il comma 6 dell'art. 31 della legge n. 183 del 2011 che, per
le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti
collocati nella classe degli enti non virtuosi, in esito a quanto
previsto dal comma 2 dell'articolo 20 del decreto-legge n. 98 del
2011, prevede l'applicazione delle percentuali di cui al comma 2 del
medesimo art. 31, come rideterminate con decreto del Ministro
dell'interno da emanare, di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze, d'intesa con la Conferenza Stato-citta' ed autonomie
locali, in attuazione dell'art. 20, comma 2, del decreto-legge n. 98
del 2011. Le percentuali rideterminate non possono essere superiori,
per le province, a 19,8 per cento per gli anni dal 2013 al 2016, per
i comuni con popolazione superiori a 5.000 abitanti, a 15,8 per cento
per gli anni dal 2013 al 2016 e per i comuni con popolazione compresa
tra i 1.001 e 5.000 abitanti, a 13 per cento per l'anno 2013 e a 15,8
per cento per gli anni dal 2014 al 2016;
Visto il comma 23 dell'art. 31 della stessa legge n. 183 del 2011
che prevede che gli enti locali istituiti a decorrere dall'anno 2009
sono assoggettati alle regole del patto di stabilita' interno a
partire dal terzo anno successivo a quello della loro istituzione
assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le
risultanze dell'anno successivo all'istituzione medesima e che quelli
istituiti negli anni 2007 e 2008 adottano come base di calcolo su cui
applicare le regole, rispettivamente, le risultanze medie del biennio
2008-2009 e le risultanze dell'anno 2009;
Visto il comma 3-bis dell'art. 20 del decreto-legge n. 98 del 2011,
introdotto dall'art. 1, comma 429, della legge n. 228 del 2012, che
prevede che gli obiettivi del patto di stabilita' interno del 2013
degli enti che partecipano alla sperimentazione dell'armonizzazione
dei sistemi contabili di cui all'articolo 36 del decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118 sono migliorati di 20 milioni di euro, sulla
base di specifico decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
sentita la Conferenza unificata;
Visto il comma 122 dell'art. 1 della legge 13 dicembre 2010, n.
220, come sostituito dal comma 5 dell'art. 7 del decreto legislativo
6 settembre 2011, n. 149 e, successivamente modificato dall'art. 1,
comma 438, della legge n. 228 del 2012, che prevede che il Ministro
dell'economia e delle finanze, con apposito decreto, emanato di
concerto con il Ministro dell'interno e d'intesa con la Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali, autorizza la riduzione degli
obiettivi annuali degli enti soggetti al patto di stabilita' interno
in base ai criteri definiti con il medesimo decreto e che l'importo
della riduzione complessiva per comuni e province e' commisurato agli
effetti finanziari determinati dall'applicazione della sanzione
operata, in caso di mancato raggiungimento dell'obiettivo del patto
di stabilita' interno, a valere sul fondo sperimentale di
riequilibrio e sui trasferimenti erariali destinati ai comuni della
Regione Siciliana e della Sardegna;
Visto l'art. 1, comma 384, della legge n. 228 del 2012, che prevede
che, per gli anni 2013 e 2014, le disposizioni vigenti in materia di
sanzioni che richiamano il fondo sperimentale di riequilibrio o i
trasferimenti erariali in favore dei comuni della Regione Siciliana e
della Sardegna si intendono riferite al fondo di solidarieta'
comunale istituito dal comma 380, lettera b), del medesimo art. 1
della legge di stabilita' 2013;
Visto il comma 17, ultimo periodo, dell'art. 32 della legge n. 183
del 2011, come modificato dall'art. 1, comma 433, lettera c), della
legge n. 228 del 2012, che conferma, anche per l'anno 2013, le
disposizioni di cui ai commi da 138 a 142 dell'art. 1 della legge n.
220 del 2010 in materia di regionalizzazione del patto di stabilita'
interno;
Visto l'ultimo periodo del comma 138 dell'art. 1 della legge n. 220
del 2010, introdotto dal comma 434 dell'art. 1 della legge n. 228 del
2012, che prevede che, nell'anno 2013, le regioni, escluse la regione
Trentino-Alto Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano,
possono autorizzare gli enti locali del proprio territorio a
peggiorare il loro saldo programmatico attraverso un aumento dei
pagamenti in conto capitale e, contestualmente, procedono a
rideterminare i propri obiettivi programmatici in termini di
competenza eurocompatibile e di competenza finanziaria, riducendoli
dello stesso importo;
Visto il comma 138-bis dell'art. 1 della legge n. 220 del 2010,
come introdotto dall'art. 2, comma 33, lettera d), del decreto-legge
29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 febbraio 2011, n. 10, che prevede che, ai fini dell'applicazione
del richiamato comma 138, le regioni definiscono criteri di
virtuosita' e modalita' operative previo confronto in sede di
Consiglio delle autonomie locali e, ove non istituito, con i
rappresentanti regionali delle autonomie locali;
Visto il comma 139 dell'art. 1 della legge n. 220 del 2010 che
prevede che a decorrere dall'anno 2011, la regione Trentino-Alto
Adige e le province autonome di Trento e di Bolzano possono
autorizzare gli enti locali del proprio territorio a peggiorare il
loro saldo programmatico, migliorando contestualmente il proprio
saldo programmatico per lo stesso importo;
Visto il comma 140 dell'art. 1 della legge n. 220 del 2010, come
sostituito dall'art. 2, comma 33, lettera e), del decreto-legge n.
225 del 2010, il quale dispone che, ai fini dell'applicazione dei
commi 138 e 139, gli enti locali dichiarano all'ANCI, all'UPI e alle
regioni, entro il 15 settembre di ogni anno, l'entita' dei pagamenti
che possono effettuare nel corso dell'anno, e che le stesse regioni,
entro il 31 ottobre, comunicano al Ministero dell'economia e delle
finanze, con riferimento a ciascun ente beneficiario, gli elementi
informativi occorrenti per la verifica del mantenimento
dell'equilibrio dei saldi di finanza pubblica;
Visto il comma 141 dell'art. 1 della legge n. 220 del 2010, il
quale prevede che, a decorrere dall'anno 2011, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano possono, per gli enti locali
del proprio territorio, integrare le regole e modificare gli
obiettivi posti dal legislatore nazionale, in relazione alla
diversita' delle situazioni finanziarie esistenti, fermi restando le
disposizioni statali in materia di monitoraggio e di sanzioni e
l'importo dell'obiettivo complessivamente determinato in applicazione
dei commi da 87 a 124 per gli enti locali della regione e che tali
disposizioni sono attuate sulla base dei criteri stabiliti con
decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con la
Conferenza unificata;
Visto il comma 142 dell'art. 1 della legge n. 220 del 2010, come
modificato dall'art. 4, comma 12-ter, del decreto-legge 2 marzo 2012,
n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge26 aprile 2012, n.
44, che prevede che, ai fini dell'applicazione del comma 141, ogni
regione definisce e comunica agli enti locali il nuovo obiettivo
annuale del patto di stabilita' interno, determinato anche sulla base
dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie locali e
comunica, altresi', entro il termine perentorio del 31 ottobre, al
Ministero dell'economia e delle finanze, con riferimento a ciascun
ente locale, gli elementi informativi occorrenti per la verifica del
mantenimento dell'equilibrio dei saldi di finanza pubblica;
Visto il decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 6
ottobre 2011, n. 0104309, concernente la regionalizzazione
orizzontale del patto di stabilita' interno di cui all'art. 1, commi
141 e 142, della legge 13 dicembre 2010, n. 220;
Visti i commi 122 e seguenti dell'art. 1 della legge 228 del 2012
che ripropongono per il 2013, estendendolo alle province, il
meccanismo del cosiddetto patto verticale incentivato introdotto
dall'art. 16, comma 12-bis e seguenti, del decreto-legge 6 luglio
2012, n. 95;
Visto l'accordo sancito in Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
nella seduta del 7 febbraio 2013 con il quale sono stati modificati
gli importi dalla Tabella 1 di cui al comma 122 dell' art. 1 della
legge n. 228 del 2012;
Visto l'art. 4-ter del decreto-legge n. 16 del 2012, come
modificato dall'art. 16, comma 12, del decreto-legge n. 95 del 2012,
convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 e
successivamente modificato dall'art. 1, comma 437, della legge n. 228
del 2012, che ha introdotto il cosiddetto Patto di stabilita' interno
"orizzontale nazionale";
Visto l'art. 4-ter, comma 6, del decreto-legge n. 16 del 2012, che
stabilisce che il rappresentante legale, il responsabile del servizio
finanziario e l'organo di revisione economico-finanziario attestano,
con la certificazione di cui al comma 20 dell'art. 31 della legge n.
183 del 2011, che i maggiori spazi finanziari acquisiti nell'ambito
del Patto di stabilita' interno "orizzontale nazionale" sono stati
utilizzati esclusivamente per effettuare spese per il pagamento di
residui passivi di parte capitale. In assenza di tale certificazione,
nell'anno di riferimento, non sono riconosciuti i maggiori spazi
finanziari acquisiti, mentre restano validi i peggioramenti dei saldi
obiettivi del biennio successivo;
Visto l'art. 1, comma 6, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35 che
per l'anno 2013 prevede la sospensione delle disposizioni di cui
all'art. 4-ter, commi da 1 a 9, del decreto-legge n. 16 del 2012;
Visto il comma 6-bis dell'art. 16 del decreto-legge 6 luglio 2012
n. 95, aggiunto dall'art. 8, comma 3, del decreto-legge 10 ottobre
2012, n. 174, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre
2012, n. 213, in base al [ . . . ]

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