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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 09/08/ 2013 n. 98

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia (Decreto Fare)

Decreto Legge 21/06/ 2013 n. 69

Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia (Decreto Fare)

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Decreto Ministeriale 27/11/2013

(Gazzetta ufficiale 24/01/2014 n. 19)

Ministero dello Sviluppo Economico - Attuazione dell'articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98 in materia di finanziamenti per l'acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte di piccole e medie imprese

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto l'art. 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, che prevede, al
comma 1, l'accesso delle micro, piccole e medie imprese a
finanziamenti e ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti,
anche mediante operazioni di leasing finanziario, in macchinari,
impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di
fabbrica ad uso produttivo, nonche' per gli investimenti in hardware,
software ed in tecnologie digitali;
Visti i commi 2 e 3 del medesimo art. 2 del decreto-legge n. 69 del
2013, disciplinanti la concessione dei finanziamenti di cui al comma
1 da parte di banche e societa' di leasing finanziario, a valere su
un plafond di provvista costituito presso la gestione separata di
Cassa depositi e prestiti S.p.a.;
Visto il comma 4 del citato art. 2 del decreto-legge n. 69 del
2013, che prevede che il Ministero dello sviluppo economico conceda
alle imprese di cui al comma 1 un contributo rapportato agli
interessi calcolati sui finanziamenti sopraddetti;
Visto il comma 5 del citato art. 2 del decreto-legge n. 69 del
2013, che demanda a un decreto del Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, la
definizione di requisiti, condizioni di accesso, misura massima e
modalita' per la concessione e l'erogazione dei contributi di cui al
comma 4, nonche' delle relative attivita' di controllo e delle
modalita' di raccordo con il finanziamento di cui al comma 2;
Visto il comma 6 del citato art. 2, del decreto-legge n. 69 del
2013, che prevede che i finanziamenti di cui al medesimo art. 2
possono essere assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia per le
piccole e medie imprese di cui all'art. 2, comma 100, lettera a),
della legge 23 dicembre 1996, n. 662, nella misura massima
dell'ottanta per cento dell'ammontare del finanziamento e che, con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, sono disciplinate priorita'
di accesso e modalita' semplificate di concessione della garanzia del
Fondo sui predetti finanziamenti;
Visto il comma 7 del piu' volte citato art. 2 del decreto-legge n.
69 del 2013, che prevede che, per l'attuazione delle disposizioni di
cui allo stesso art. 2, il Ministero dello sviluppo economico,
sentito il Ministero dell'economia e delle finanze, l'Associazione
bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti S.p.a. stipulano una o
piu' convenzioni;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese;
Vista la definizione di micro, piccola e media impresa di cui alla
raccomandazione della Commissione europea 2003/361/CE del 6 maggio
2003 e all'allegato 1 al regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione del 6 agosto 2008, nonche' al decreto del Ministro delle
attivita' produttive 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 12 ottobre 2005, n. 238,
recante l'adeguamento dei criteri di individuazione di piccole e
medie imprese alla disciplina comunitaria;
Visti gli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato nel
settore agricolo e forestale 2007-2013 adottati dalla Commissione
(2006/C 319/01);
Visto il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio, del 20
settembre 2005, pubblicato nella G.U.U.E. L 277 del 21 ottobre 2005,
sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo
per lo sviluppo rurale (FEASR);
Visto il regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del 15
dicembre 2006, pubblicato nella G.U.U.E. L 358 del 16 dicembre 2006,
concernente l'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato agli
aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese attive nella
produzione dei prodotti agricoli;
Visto il regolamento (CE) n. 736/2008 della Commissione, del 22
luglio 2008, pubblicato nella G.U.U.E. L 201 del 30 luglio 2008,
concernente l'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato a
favore delle piccole e medie imprese attive nel settore della
produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della
pesca;
Visto il regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6
agosto 2008, pubblicato nella G.U.U.E. L 214 del 9 agosto 2008, che
dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune
in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato (regolamento
generale di esenzione per categoria);

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto sono adottate le seguenti
definizioni:
a) «Ministero»: il Ministero dello sviluppo economico;
b) «regolamento GBER»: il regolamento (CE) n. 800/2008 della
Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di
aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato (regolamento generale di esenzione
per categoria) e successive modifiche e integrazioni;
c) «regolamento (CE) 1857/2006»: il regolamento (CE) n. 1857/2006
della Commissione, del 15 dicembre 2006, concernente l'applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato agli aiuti di Stato a favore
delle piccole e medie imprese attive nella produzione dei prodotti
agricoli;
d) «regolamento (CE) 736/2008» il regolamento (CE) n. 736/2008
della Commissione, del 22 luglio 2008, concernente l'applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato a favore delle piccole e medie
imprese attive nel settore della produzione, trasformazione e
commercializzazione dei prodotti della pesca;
e) «decreto-legge n. 69/2013»: il decreto-legge 21 giugno 2013,
n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.
98;
f) «PMI»: le imprese classificate di dimensione micro, piccola e
media, secondo i criteri indicati dalla raccomandazione 2003/361/CE
della Commissione del 6 maggio 2003 e nell'allegato 1 al Regolamento
GBER;
g) «CDP»: Cassa depositi e prestiti S.p.a.;
h) «banca»: la banca italiana o la succursale di banca estera
comunitaria o extracomunitaria operante in Italia e autorizzata
all'esercizio dell'attivita' bancaria di cui all'art. 13 del Testo
Unico Bancario (decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e
successive modifiche e integrazioni), aderente alle convenzioni di
cui all'art. 2, comma 7, del decreto-legge n. 69/2013;
i) «intermediario finanziario»: soggetto autorizzato
all'esercizio dell'attivita' di leasing finanziario e iscritto
all'albo previsto dall'art. 106, comma 1, del Testo Unico Bancario,
purche' garantito da una banca aderente alle convenzioni di cui
all'art. 2, comma 7, del decreto-legge n. 69/2013;
l) «finanziamento»: il finanziamento, bancario o in locazione
finanziaria, concesso a una PMI da una banca o da un intermediario
finanziario;
m) «convenzioni»: le convenzioni stipulate tra il Ministero dello
sviluppo economico, sentito il Ministero dell'economia e delle
finanze, l'Associazione bancaria italiana e Cassa depositi e prestiti
S.p.a. ai sensi dell'art. 2, comma 7, del decreto-legge n. 69/2013;
n) «Fondo di garanzia»: il Fondo di garanzia per le piccole e
medie imprese di cui all'art. 2, comma 100, lettera a), della legge
23 dicembre 1996, n. 662.
Art. 2

Finalita' e ambito di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce i requisiti, le condizioni di
accesso e la misura massima dei contributi di cui all'art. 2, comma
4, del decreto-legge n. 69/2013 e ne disciplina le modalita' di
concessione, erogazione e controllo, nonche' di raccordo con i
finanziamenti previsti dal medesimo articolo. Il presente decreto
stabilisce altresi', ai sensi dell'art. 2, comma 6, del decreto-legge
n. 69/2013, le priorita' di accesso e le modalita' semplificate di
concessione della garanzia del Fondo di garanzia ai finanziamenti di
cui all'art. 2 del decreto-legge n. 69/2013.
Art. 3

Soggetti beneficiari

1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al presente
decreto, fatto salvo quanto previsto al comma 2, le PMI che, alla
data di presentazione della domanda di cui all'art. 8, comma 1:
a) hanno una sede operativa in Italia e sono regolarmente
costituite ed iscritte nel Registro delle imprese ovvero nel Registro
delle imprese di pesca;
b) sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono
in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
c) non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e,
successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli
aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione
europea;
d) non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in
difficolta' cosi' come individuata nel regolamento GBER.
2. Non sono ammesse alle agevolazioni di cui al presente decreto le
imprese operanti nei settori:
a) dell'industria carboniera;
b) delle attivita' finanziarie e assicurative (sezione K della
classificazione delle attivita' economiche ATECO 2007);
c) della fabbricazione di prodotti di imitazione o di
sostituzione del latte o dei prodotti lattiero-caseari.
Art. 4

Caratteristiche del finanziamento

1. La concessione del contributo di cui all'art. 6 e' condizionata
all'adozione di una delibera di finanziamento con le seguenti
caratteristiche:
a) essere deliberato a copertura degli investimenti di cui
all'art. 5;
b) essere deliberato da una banca o da un intermediario
finanziario;
c) avere durata massima di cinque anni dalla data di stipula del
contratto di finanziamento, comprensiva del periodo di
preammortamento o di prelocazione;
d) essere deliberato per un valore non inferiore a ventimila euro
e non superiore a due milioni di euro, anche se frazionato in piu'
iniziative di acquisto, per ciascuna impresa beneficiaria;
e) essere erogato in un'unica soluzione, entro trenta giorni
dalla stipula del contratto di finanziamento.
2. Il finanziamento di cui al comma 1 puo' coprire fino al cento
per cento degli investimenti di cui all'art. 5.
3. Il finanziamento di cui al comma 1 e' concesso, entro il 31
dicembre 2016, dalla banca o dall'intermediario finanziario a valere
sul plafond di provvista di cui all'art. 2, comma 2, del
decreto-legge n. 69/2013, costituito presso la gestione separata di
CDP.
Art. 5

Investimenti ammissibili

1. Il finanziamento di cui all'art. 4 deve essere interamente
utilizzato per l'acquisto, o l'acquisizione nel caso di operazioni di
leasing finanziario, di macchinari, impianti, beni strumentali di
impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonche'
di hardware, software e tecnologie digitali, classificabili,
nell'attivo dello stato patrimoniale, alle voci B.II.2, B.II.3 e
B.II.4, dell'art. 2424 del codice civile, e destinati a strutture
produttive gia' esistenti o da impiantare, ovunque localizzate nel
territorio nazionale.
2. Gli investimenti ammissibili sono destinati, fatto salvo quanto
previsto ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo, nei limiti e alle
condizioni stabiliti nel regolamento GBER per gli «aiuti agli
investimenti e all'occupazione alle PMI» a:
a) creazione di una nuova unita' produttiva;
b) ampliamento di una unita' produttiva esistente;
c) diversificazione della produzione di uno stabilimento;
d) cambiamento fondamentale del processo di produzione
complessivo di una unita' produttiva esistente;
e) acquisizione degli attivi direttamente connessi ad una unita'
produttiva, nel caso in cui l'unita' produttiva sia stata chiusa o
sarebbe stata chiusa qualora non fosse stata acquisita e gli attivi
vengano acquistati da un investitore indipendente.
3. Gli investimenti devono essere avviati successivamente alla data
della domanda di accesso ai contributi di cui all'art. 8, comma 1,
ovvero entro il termine previsto negli specifici regolamenti
comunitari settoriali. Per avvio dell'investimento si intende la data
del primo titolo di spesa ammissibile. Gli investimenti devono essere
conclusi entro il periodo di preammortamento o di prelocazione, della
durata massima di dodici mesi dalla data di stipula del
finanziamento. A tale fine e' presa in considerazione la data
dell'ultimo titolo di spesa riferito all'investimento o, nel caso di
operazione in leasing, la data di consegna del bene.
4. Gli investimenti, qualora non riferiti ad immobilizzazioni
acquisite tramite locazione finanziaria, devono essere capitalizzati
e figurare nell'attivo dell'impresa per almeno tre anni. Non sono
ammessi i costi relativi a commesse interne, le spese relative a
macchinari, impianti e attrezzature usati, le spese di funzionamento,
le spese relative a imposte, tasse e scorte, nonche' i costi relativi
al contratto di finanziamento. Non sono altresi' ammissibili singoli
beni di importo inferiore a cinquecento euro, al netto dell'IVA.
5. Nel caso di operazioni di leasing finanziario il costo ammesso
e' quello fatturato dal fornitore dei beni all'intermediario
finanziario. Al fine di poter beneficiare delle agevolazioni di cui
al presente decreto, l'impresa locataria deve esercitare
anticipatamente, al momento della stipula del contratto di leasing,
l'opzione di acquisto prevista dal contratto medesimo, i cui effetti
decorrono dal termine della locazione finanziaria, fermo restando
l'adempimento di tutte le obbligazioni contrattuali. Tale impegno
puo' essere assunto attraverso un'appendice contrattuale che
costituisce parte integrante del contratto stesso.
6. Nel settore dei trasporti le spese relative all'acquisto dei
mezzi e delle attrezzature di trasporto sono ammissibili
limitatamente alle imprese che esercitano attivita' diverse da quelle
del trasporto merci su strada e del trasporto aereo.
7. Gli investimenti nelle imprese agricole devono perseguire gli
obiettivi previsti all'art. 4, comma 3, del regolamento (CE)
1857/2006 e sono soggetti alle prescrizioni e ai divieti di cui allo
stesso regolamento. Non sono in ogni caso ammissibili gli
investimenti di mera sostituzione, come definiti dall'art. 2, punto
17, del suddetto regolamento.
8. Per gli investimenti nel settore della pesca e acquacoltura si
applicano le limitazioni e le condizioni di cui al regolamento (CE)
736/2008.
9. Per il settore della produzione primaria di prodotti agricoli e
ittici l'aiuto e' subordinato al rispetto di eventuali restrizioni
alle produzioni o limitazioni del sostegno comunitario previste
nell'ambito delle specifiche Organizzazioni comuni di mercato.
10. Le agevolazioni di cui al presente decreto non possono essere
altresi' concesse per attivita' connesse all'esportazione e per gli
interventi subordinati all'impiego preferenziale di prodotti interni
rispetto ai prodotti di importazione, secondo quanto previsto
dall'art. 1, comma 2, del regolamento GBER.
Art. 6

Agevolazioni concedibili

1. A fronte del finanziamento di cui all'art. 4 e' concessa
un'agevolazione nella forma di un contributo pari all'ammontare
complessivo degli interessi calcolati in via convenzionale su un
finanziamento al tasso d'interesse del 2,75
(duevirgolasettantacinque) per cento, della durata di cinque anni e
d'importo equivalente al predetto finanziamento. Il Ministero
provvede a determinare l'importo dell'aiuto secondo le modalita'
tecniche di calcolo del contributo rese note con la circolare di cui
all'art. 14.
2. Le agevolazioni sono concesse nei limiti dell'intensita' di
aiuto massima concedibile in rapporto agli investimenti di cui
all'art. 5, in conformita' all'art. 15 del regolamento GBER ovvero al
regolamento (CE) n. 1857/2006 per le imprese agricole e al
regolamento (CE) n. 736/2008 per le imprese della pesca e
acquacoltura.
3. La concessione del finanziamento di cui all'art. 4 puo' essere
assistita dalla garanzia del Fondo di garanzia, nei limiti e sulla
base delle condizioni di operativita' del Fondo, nella misura massima
dell'ottanta per cento dell'ammontare del finanziamento. Le richieste
di garanzia del Fondo di garanzia relative ai predetti finanziamenti
sono esaminate dal Comitato di cui all'art. 15, comma 3, della legge
7 agosto 1997, n. 266, in via prioritaria.
4. Ai sensi dell'art. 2, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 123, i soggetti interessati hanno diritto alle agevolazioni
di cui al presente articolo esclusivamente nei limiti delle
disponibilita' finanziarie. Il Ministero comunica, mediante avviso a
firma del Direttore generale per l'incentivazione delle attivita'
imprenditoriali pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana, l'avvenuto esaurimento delle risorse.
Art. 7

Cumulo delle agevolazioni

1. Per le imprese diverse da quelle di cui ai commi 2 e 3 le
agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche
concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a titolo de
minimis secondo quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1998/2006
della Commissione, del 15 dicembre 2006, ivi compresa la garanzia del
Fondo di garanzia, a condizione che tale cumulo non comporti il
superamento delle intensita' massime previste dall'art. 15 del
regolamento GBER.
2. Per le imprese agricole le agevolazioni non possono essere
cumulate con aiuti de minimis ai sensi del regolamento (CE) n.
1535/2007 della Commissione, del 20 dicembre 2007. Per le medesime
imprese le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti di
Stato ai sensi dell'art. 107, paragrafo 1, del Trattato, con i
contributi finanziari forniti dagli Stati membri, inclusi quelli di
cui all'art. 108, paragrafo 1, secondo comma, del regolamento (CE) n.
1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, con i contributi
finanziari comunitari in relazione agli stessi costi ammissibili, a
condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle
intensita' massime fissate dal regolamento di riferimento.
3. Nel settore della pesca e acquacoltura le agevolazioni possono
essere cumulate con altri aiuti esentati in virtu' del regolamento
(CE) 736/2008 o con gli aiuti de minimis che soddisfino le condizioni
di cui al regolamento (CE) n. 875/2007 della Commissione, del 24
luglio 2007, ovvero con altri finanziamenti comunitari relativi agli
stessi costi ammissibili, a condizione che tale cumulo non porti al
superamento dell'intensita' di aiuto o dell'importo di aiuto piu'
elevati applicabili in base al regolamento (CE) 736/2008.
4. Qualora l'agevolazione concedibile ai sensi dell'art. 6, sommata
agli eventuali altri aiuti concessi sui medesimi investimenti, superi
l'intensita' massima prevista dai regolamenti di cui ai commi 1, 2 e
3, il Ministero provvede a ricalcolare il contributo nei limiti delle
intensita' massime previste dal regolamento di riferimento.
Art. 8

Modalita' di presentazione della domanda e procedure per la
concessione del contributo

1. Ai fini della concessione del contributo di cui all'art. 6 le
imprese interessate, a corredo della richiesta di finanziamento,
presentano alla banca o all'intermediario finanziario la domanda di
accesso al contributo, redatta secondo gli schemi definiti con la
circolare di cui all'art. 14, alla quale e' allegata, oltre
all'ulteriore documentazione indicata nella medesima circolare, una
dichiarazione, sottoscritta dal rappresentante legale o da un suo
procuratore speciale ai sensi degli articoli 47 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante il
possesso dei requisiti di cui all'art. 3 e la conformita' degli
investimenti oggetto della richiesta di finanziamento a quanto
previsto dal presente decreto. Il mancato utilizzo dei predetti
schemi, la sottoscrizione di dichiarazioni incomplete e l'assenza,
anche parziale, dei documenti e delle informazioni richieste
costituiscono condizioni per l'inammissibilita' al contributo.
2. Ciascuna banca o intermediario finanziario, verificata la
regolarita' formale e la completezza della documentazione di cui al
comma 1, nonche' la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva
relativi alla dimensione di impresa di cui all'art. 3, trasmette a
CDP, una sola volta su base mensile, entro il termine stabilito nelle
convenzioni, la richiesta di verifica della disponibilita' della
provvista a valere sul plafond di cui all'art. 4, comma 3, completa
dell'ammontare, della durata e del profilo di rimborso
dell'operazione in corso di delibera. Tale richiesta puo' essere
inoltrata anche per un insieme di operazioni interessate.
3. A seguito della positiva verifica circa la disponibilita' del
plafond e il rispetto dei limiti di utilizzo stabiliti con le
convenzioni, CDP provvede a prenotare, per ciascuna banca o
intermediario finanziario, le risorse a valere sul plafond e inoltra
al Ministero, entro cinque giorni dal termine di ricezione mensile di
cui al comma 2, con riferimento all'insieme delle operazioni e
seguendo l'ordine di presentazione delle richieste di verifica di
disponibilita', la richiesta di prenotazione delle risorse relative
al contributo di cui all'art. 6.
4. Entro cinque giorni dal termine di cui al comma 3, il Ministero
comunica a CDP, con riferimento a ciascuna richiesta di
disponibilita', l'avvenuta prenotazione, parziale o totale, delle
risorse relative al contributo di cui all'art. 6. Le richieste di
prenotazione sono soddisfatte, secondo l'ordine di presentazione,
fino a concorrenza della disponibilita' delle risorse erariali.
Laddove le risorse residue disponibili non consentano l'integrale
accoglimento di una richiesta di prenotazione, la prenotazione stessa
e' disposta in misura parziale, fino a concorrenza delle residue
disponibilita', ed e' utilizzata, ai fini della concessione del
contributo, in modo proporzionale al fabbisogno di ciascuna delle
operazioni oggetto della richiesta di disponibilita' cui la
prenotazione parziale si riferisce.
5. Entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione di cui
al comma 4, CDP provvede a comunicare alla banca o all'intermediario
finanziario la disponibilita', parziale o totale, delle risorse
erariali e della provvista di cui al comma 2.
6. Entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione
della comunicazione di cui al comma 5, la banca o l'intermediario
finanziario, adotta la delibera di finanziamento di cui all'art. 4.
7. Entro dieci giorni dal termine di cui al comma 6, la banca o
l'intermediario finanziario trasmette a CDP, secondo le modalita'
definite nelle convenzioni, la proposta di contratto e la richiesta
di utilizzo della provvista di scopo e al Ministero l'elenco dei
finanziamenti deliberati, con indicazione dei relativi investimenti e
dei dati identificativi dell'impresa beneficiaria, dell'importo,
della durata e del profilo di rimborso del finanziamento, allegando
la documentazione di cui al comma 1.
8. La banca o l'intermediario finanziario, nel deliberare il
finanziamento, ha facolta' di ridurne l'importo e/o rideterminarne la
durata e/o il profilo di rimborso indicati dall'impresa beneficiaria
in sede di richiesta del finanziamento, in ragione del merito
creditizio dell'impresa beneficiaria stessa. Eventuali risorse
prenotate in eccedenza a valere sulla provvista e sui contributi
rialimentano, rispettivamente, la dotazione del plaf [ . . . ]

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