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Norme Correlate

Decreto Ministeriale 06/03/ 2015

Ministero dello Sviluppo Economico - Modifica del decreto 25 luglio 2014, recante i termini e le modalita' di presentazione delle domande per l'accesso alle agevolazioni del Fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale negli ambiti tecnologici individuati dal programma «Horizon 2020»

Decreto 17/09/ 2014

Ministero dello Sviluppo economico - Proroga apertura sportello progetti R&S negli ambiti tecnologici “Horizon 2020”

Decreto Ministeriale 25/07/ 2014

Ministero dello Sviluppo Economico - Termini e modalità di presentazione delle domande per l'accesso alle agevolazioni del Fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale negli ambiti tecnologici individuati dal programma «Horizon 2020»

Decreto Ministeriale 20/06/ 2013

Ministero dello Sviluppo economico - Intervento del Fondo per la crescita sostenibile a favore di progetti di ricerca e sviluppo negli ambiti tecnologici identificati dal Programma quadro comunitario «Orizzonte 2020»

Decreto Ministeriale 20/06/ 2013

Ministero dello Sviluppo economico - Attribuzione di risorse alla sezione del Fondo per la crescita sostenibile relativa alla finalita' di cui all'articolo 23, comma 2, lettera a), del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, per il trasferimento di un intervento per la promozione di progetti di ricerca e sviluppo di rilevanza strategica per il sistema produttivo e, in particolare, per la competitività delle piccole e medie imprese

Legge dello Stato 07/08/ 2012 n. 134

Conversione in legge del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (DL Sviluppo)

Decreto Legge 22/06/ 2012 n. 83

Misure urgenti per la crescita del Paese (DL Sviluppo)

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Decreto Ministeriale 08/03/2013

(Gazzetta ufficiale 16/05/2013 n. 113)

Ministero dello Sviluppo economico - Individuazione delle priorità, delle forme e delle intensità massime di aiuto concedibili nell'ambito del Fondo per la crescita sostenibile, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83

Titolo I

DISPOSIZIONI GENERALI


IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 46, che, all'art. 14, ha
istituito il Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123, recante
«Disposizioni per la razionalizzazione degli interventi di sostegno
pubblico alle imprese»;
Vista la Comunicazione della Commissione Europea (2006/C 323/01),
recante «Disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato a favore
di ricerca, sviluppo e innovazione» pubblicata nella G.U.U.E. del 30
dicembre 2006 C 323;
Vista la Carta degli aiuti di Stato a finalita' regionale 2007-2013
approvata dalla Commissione europea il 6 luglio 2010 (N 117/2010),
pubblicata nella G.U.U.E. del 18 agosto 2010, C 215;
Visto il Regolamento (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008, pubblicato
nella G.U.U.E. L 214 del 9 agosto 2008, concernente l'applicazione
degli articoli 87 e 88 del Trattato CE che dichiara alcune categorie
di aiuti compatibili con il mercato comune (Regolamento generale di
esenzione per categoria);
Vista la Comunicazione (CE) COM(2011) 808 definitivo del 30
novembre 2011, che definisce il nuovo programma quadro dell'Unione
europea per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione
«Orizzonte 2020»;
Vista la Comunicazione (CE) COM(2012) 341 final del 26 giugno 2012,
che delinea la strategia europea per le tecnologie abilitanti;
Visto il comma 4-ter dell'art. 3 del decreto-legge 10 febbraio
2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009,
n. 33, relativo all'introduzione del «Contratto di rete» e successive
modifiche e integrazioni;
Vista la legge 11 novembre 2011, n. 180, recante «Norme per la
tutela della liberta' d'impresa. Statuto delle imprese»;
Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, recante «Misure
urgenti per la crescita del Paese», e, in particolare, l'art. 23, che
stabilisce che il Fondo speciale rotativo di cui all'art. 14 della
legge 17 febbraio 1982, n. 46, istituito presso il Ministero dello
sviluppo economico, assume la denominazione di «Fondo per la crescita
sostenibile»;
Visto il comma 3 dello stesso art. 23 del decreto-legge n. 83 del
2012, che stabilisce che, per il perseguimento delle finalita' del
Fondo per la crescita sostenibile, sono individuate, con decreti di
natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nel rispetto
degli equilibri di finanza pubblica, le priorita', le forme e le
intensita' massime di aiuto concedibili nell'ambito del medesimo
Fondo;
Visto il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, recante
«Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese»,

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, sono adottate le seguenti
definizioni:
a) «decreto-legge n. 83/2012»: il decreto-legge 22 giugno 2012,
n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.
134, recante «Misure urgenti per la crescita del Paese»;
b) «Fondo»: il Fondo per la crescita sostenibile di cui all'art.
23 del decreto-legge n. 83/2012;
c) «Ministero»: il Ministero dello sviluppo economico;
d) «programma»: il piano d'impresa riferito agli investimenti e
alle spese oggetto della domanda di agevolazione;
e) «progetto»: il piano d'impresa riferito alle attivita' di
ricerca, sviluppo e innovazione oggetto della domanda di
agevolazione;
f) «Progetto speciale»: il piano articolato di interventi di
iniziativa del Ministero dello sviluppo economico riferito a
specifiche aree tecnologico-produttive;
g) «PMI»: le micro, piccole e medie imprese, come definite
dall'allegato 1 del Regolamento (CE) n. 800/2008 del 6 agosto 2008,
(Regolamento generale di esenzione per categoria);
h) «Contratto di rete»: il contratto di cui all'art. 3, comma
4-ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive
modifiche e integrazioni;
i) «Programma Orizzonte 2020»: il Programma quadro di ricerca e
innovazione di cui alla Comunicazione della Commissione europea
COM(2011) 808 definitivo del 30 novembre 2011;
l) «Carta degli aiuti di Stato a finalita' regionale», la Carta,
approvata dalla Commissione europea e applicabile al singolo
procedimento di aiuto, con la quale sono individuate le aree del
territorio nazionale ammissibili agli aiuti di Stato a finalita'
regionale;
m) «Regioni del Mezzogiorno»: le regioni Abruzzo, Basilicata,
Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia;
n) «Regioni Obiettivo Convergenza»: le regioni Calabria,
Campania, Puglia e Sicilia;
o) «Organismi di ricerca»: i soggetti senza scopo di lucro, quali
universita' o istituti di ricerca, indipendentemente dal loro status
giuridico (costituiti secondo il diritto privato o pubblico) o fonte
di finanziamento, i) la cui finalita' principale consiste nello
svolgere attivita' di ricerca di base, di ricerca industriale o di
sviluppo sperimentale e nel diffonderne i risultati, mediante
l'insegnamento, la pubblicazione o il trasferimento di tecnologie,
ii) i cui utili sono interamente reinvestiti nelle attivita' di
ricerca, nella diffusione dei loro risultati o nell'insegnamento e
iii) le cui capacita' di ricerca ed i cui risultati prodotti non sono
accessibili in via preferenziale alle imprese in grado di esercitare
un'influenza sugli stessi, ad esempio in qualita' di azionisti o
membri;
p) «Centri di ricerca»: imprese con personalita' giuridica
autonoma che svolgono attivita' di ricerca di base, di ricerca
industriale o di sviluppo sperimentale, non rientranti nella
definizione degli Organismi di ricerca.
Art. 2

Ambito di applicazione

1. Il presente decreto individua, ai sensi di quanto previsto
all'art. 23, comma 3, del decreto-legge n. 83/2012, le priorita', le
forme e le intensita' massime degli aiuti concedibili dal Fondo.
2. Le forme di intervento del Fondo sono definite nel rispetto
delle competenze regionali in materia previste dagli articoli 117 e
118 della Costituzione e dei vincoli derivanti dall'appartenenza
all'ordinamento comunitario e favorendo l'integrazione tra politiche
nazionali, regionali e comunitarie in tema di incentivazione delle
attivita' imprenditoriali e la partecipazione finanziaria delle
Regioni.
Art. 3

Finalita' e valutazione di efficacia degli interventi

1. Il Fondo opera al fine di sostenere la crescita economica del
Paese, in raccordo con gli obiettivi di sviluppo fissati dall'Unione
europea. In particolare, il Fondo interviene in ambiti caratterizzati
da inefficienze nel funzionamento del mercato che limitano la
crescita economica delle imprese nazionali, e per accrescere la
coesione territoriale, sostenendo uno sviluppo economico armonico ed
equilibrato del Paese. A tali fini, il Fondo attua esclusivamente
interventi caratterizzati da un elevato «effetto incentivante»,
sostenendo programmi, progetti o attivita' di pubblico interesse che
le imprese beneficiarie non avrebbero svolto in assenza del sostegno
del Fondo o che avrebbero effettuato in misura inferiore o con piu'
lunghi tempi di realizzazione.
2. Ai fini di cui al comma 1, il Fondo sostiene interventi diretti:
a) alla promozione di progetti di rilevanza strategica per il
rilancio della competitivita' del sistema produttivo, anche tramite
il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo
delle imprese;
b) al rafforzamento della struttura produttiva del Paese, al
riutilizzo degli impianti produttivi e al rilancio di aree che
versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale;
c) alla promozione della presenza internazionale delle imprese e
all'attrazione di investimenti dall'estero.
3. Il Ministero determina gli impatti attesi di ciascuno degli
interventi del Fondo tramite la formulazione, anteriormente al
termine iniziale per la presentazione delle domande fissato dai bandi
o direttive di cui all'art. 15, di indicatori e valori-obiettivo.
4. Al fine di consentire lo svolgimento delle attivita' di cui
all'art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 1997, n. 266, il Ministero
svolge una costante attivita' di monitoraggio degli interventi
attuati, anche tramite analisi strutturate e continuative
sull'efficacia degli interventi agevolativi.
Art. 4

Requisiti generali

1. Gli interventi del Fondo sono destinati al sostegno di programmi
o di progetti di rilievo strategico nazionale in grado di esercitare
un significativo impatto sullo sviluppo del sistema produttivo e
dell'economia del Paese, indipendentemente dalla specifica
localizzazione in una sola regione del programma o progetto, tramite
la crescita degli investimenti e l'incremento della competitivita'
delle imprese.
2. Ai fini di cui al comma 1, la dimensione finanziaria complessiva
dei programmi o progetti non deve essere inferiore alle soglie
minime, individuate dai bandi o direttive attuative di cui all'art.
15, in relazione sia al settore di attivita' sia alla tipologia
dell'investimento.
Art. 5

Partecipazione a programmi finanziati dalla Commissione europea

1. Il Ministero adotta le necessarie iniziative per favorire la
partecipazione dei programmi o progetti predisposti dalle imprese ai
sensi del presente decreto alle linee di finanziamento aperte dalla
Commissione europea e dalle altre istituzioni comunitarie in
attuazione di programmi comunitari concernenti obiettivi di rilevante
interesse per la competitivita' del Paese.
2. Ai fini di cui al comma 1, gli oneri per le azioni di
informazione, promozione, sensibilizzazione ed accompagnamento delle
imprese sono posti a carico delle risorse disponibili a legislazione
vigente per tali finalita'.
Art. 6

Quadro di riferimento programmatico per lo sviluppo tecnologico

1. Per l'attuazione delle disposizioni del presente decreto volte
all'avanzamento tecnologico del sistema produttivo nazionale e'
assunto come quadro di riferimento programmatico, secondo quanto
previsto nei Titoli II, III e V, il Programma Orizzonte 2020.
2. Il Ministro dello sviluppo economico, avuto riguardo agli
obiettivi e alle finalita' indicati da altri programmi comunitari,
comunque volti ad accrescere la competitivita' delle imprese, puo'
individuare con le direttive ed i bandi di cui al presente decreto
ulteriori tecnologie ed investimenti ammissibili.

Titolo II

INTERVENTI PER RICERCA E SVILUPPO

Art. 7

Requisiti specifici dei progetti

1. Ai fini dell'accesso al sostegno del Fondo, fermo restando
quanto previsto all'art. 4, i progetti devono essere diretti ad
introdurre significativi avanzamenti tecnologici finalizzati alla
realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al
miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo
sviluppo, fatto salvo quanto previsto all'art. 6, comma 2:
a) delle tecnologie abilitanti fondamentali riportate
nell'allegato n. 1, lettera A), del presente decreto;
b) delle ulteriori tecnologie dirette al raggiungimento degli
obiettivi riportati nell'allegato n. 1, lettera B), del presente
decreto.
2. Nel caso in cui siano proposti congiuntamente da piu' soggetti,
i progetti di cui al comma 1 devono essere realizzati mediante il
ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme
contrattuali di collaborazione. Il contratto di rete o le altre forme
contrattuali di collaborazione devono configurare una collaborazione
effettiva, stabile e coerente, rispetto alla articolazione e agli
obiettivi del progetto, espressamente finalizzata alla realizzazione
dello specifico progetto proposto. Nel contratto deve altresi'
emergere una chiara suddivisione delle competenze, ovvero dei costi e
delle spese a carico di ciascun partecipante e devono essere
chiaramente definiti gli aspetti relativi alla proprieta',
all'utilizzo e alla diffusione dei risultati del progetto,
individuando altresi' il soggetto preposto a svolgere il ruolo di
soggetto capofila di cui al comma 3.
3. Nel caso di progetti proposti congiuntamente da piu' soggetti,
deve essere individuato il soggetto capofila che assume il ruolo di
referente nei confronti del Ministero circa la corretta esecuzione
del progetto nonche' la rappresentanza dei soggetti partecipanti per
tutti i rapporti con il Ministero medesimo, ivi inclusi quelli
relativi alle attivita' di erogazione delle agevolazioni.
Art. 8

Priorita' di intervento

1. Gli interventi del Fondo sono definiti, secondo le modalita'
attuative di cui all'art. 15, attraverso bandi o direttive
nell'ambito dei quali sono individuate le tecnologie di cui all'art.
7, comma 1, oggetto dell'intervento e sono attribuite specifiche
priorita' ai progetti:
a) che prevedono forme di collaborazione tra imprese e Organismi
di ricerca e/o Centri di ricerca, per i quali il ruolo di soggetto
capofila, di cui all'art. 7, comma 3, e' assunto dal Centro di
ricerca o dall'Organismo di ricerca;
b) che prevedono forme di collaborazione internazionale effettiva
e stabile con imprese e/o Organismi di ricerca e/o Centri di ricerca
esteri;
c) diretti alla realizzazione di nuovi prodotti o servizi, in
grado di produrre un significativo avanzamento tecnologico di
rilevante impatto sul mercato di riferimento;
d) che prevedono l'utilizzo efficiente delle risorse energetiche,
l'impiego di energia prodotta da fonti rinnovabili, ovvero lo
sviluppo e l'applicazione di tecnologie e processi produttivi in
grado di minimizzare gli impatti ambientali;
e) che prevedono lo sviluppo di tecnologie dell'informazione e
della comunicazione.

Titolo III

INTERVENTI PER IL RAFFORZAMENTO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA DEL PAESE

Art. 9

Requisiti e finalita' dei programmi

1. Al fine di rafforzare la struttura produttiva del Paese, il
Fondo interviene a sostegno di programmi a carattere strategico volti
ad una delle seguenti finalita':
a) incrementare, anche tramite l'utilizzo delle tecnologie di cui
all'art. 7, comma 1, la produttivita' e la capacita' di innovazione
in settori e comparti produttivi che necessitano, alla luce della
competizione internazionale, di un riposizionamento competitivo e di
una riqualificazione dei sistemi di produzione e dei relativi
prodotti;
b) incrementare e potenziare la base produttiva delle aree
territoriali di cui all'art. 107, paragrafo 3, lettere a) e c) del
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea come individuate dalla
Carta degli aiuti di Stato a finalita' regionale, con particolare
riferimento alle Regioni del Mezzogiorno, anche attraverso
l'attrazione di investimenti esteri;
c) riqualificare e riconvertire aree che versano in una
situazione di crisi industriale complessa di cui all'art. 27 del
decreto-legge n. 83/2012.
2. Per i programmi di cui alla lettera a) del comma 1, i settori o
comparti oggetto dell'intervento sono individuati dai bandi o dalle
direttive di cui all'art. 15.
3. Per i programmi di cui alla lettera c) del comma 1, il Fondo
interviene a sostegno degli interventi di cui all'art. 27 del
decreto-legge n. 83/2012 per la quota parte a carico del Ministero.
Art. 10

Priorita' di intervento

1. Gli interventi del Fondo di cui al presente Titolo sono
definiti, secondo le modalita' attuative di cui all'art. 15,
attraverso bandi o direttive nell'ambito dei quali sono individuate
le finalita', tra quelle indicate nell'art. 9, comma 1, dei programmi
oggetto dell'intervento e sono attribuite specifiche priorita' ai
programmi:
a) realizzati nelle Regioni Obiettivo Convergenza;
b) che prevedono il coinvolgimento di PMI;
c) che prevedono la creazione di nuova occupazione e la
salvaguardia dell'occupazione esistente;
d) che prevedono l'applicazione di tecnologie e processi
produttivi in grado di minimizzare gli impatti ambientali.

Titolo IV

INTERVENTI PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE E L'ATTRAZIONE
DI INVESTIMENTI DALL'ESTERO

Art. 11

Internazionalizzazione delle imprese

1. Al fine di promuovere e favorire la penetrazione e il
radicamento delle imprese italiane nei mercati esteri, il Fondo
interviene, anche in raccordo con le azioni attivate dall'Agenzia per
la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese
italiane (ICE), a sostegno di programmi realizzati da imprese che,
fermo restando quanto previsto all'art. 4, sono volti a:
a) elaborare adeguati modelli distributivi sui mercati
internazionali;
b) lo sviluppo di piattaforme e-commerce e di franchising per le
PMI;
c) la diffusione e la tutela del «Made in Italy» nei mercati
esteri;
d) la partecipazione a manifestazioni e fiere internazionali;
e) la partecipazione a gare internazionali;
f) la realizzazione di una strategia di internazionalizzazione
anche attraverso l'accrescimento e la valorizzazione del capitale
umano.
2. Gli interventi del Fondo di cui al comma 1 sono definiti,
secondo le modalita' attuative di cui all'art. 15 e nel rispetto
della disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato, attraverso
bandi o direttive nell'ambito dei quali sono attribuite specifiche
priorita' ai programmi:
a) realizzati congiuntamente da piu' imprese tramite il ricorso
allo strumento del Contratto di rete o ad altre forme contrattuali di
collaborazione;
b) promossi congiuntamente da PMI;
c) proposti da imprese operanti negli ambiti tecnologici di cui
all'art. 7, comma 1.
Art. 12

Attrazione di investimenti dall'estero

1. Il Fondo favorisce l'attrazione di investimenti esteri nel
territorio nazionale attraverso gli interventi di cui ai Titoli II,
III e V del presente decreto.
2. L'Agenzia per la promozione all'estero e
l'internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE) e l'Agenzia
nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa
(Invitalia S.p.a.), nell'ambito delle rispettive competenze, anche
per il tramite del Desk Italia - Sportello attrazione investimenti
esteri di cui all'art. 35 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
provvedono ad adottare specifiche iniziative volte a promuovere
presso investitori esteri gli interventi del Fondo di cui al comma 1.

Titolo V

INTERVENTI PER PROGETTI SPECIALI

Art. 13

Progetti speciali per lo sviluppo e la competitivita'

1. Gli interventi del Fondo possono essere diretti a sostenere
l'attuazione di Progetti speciali di rilevante interesse per lo
sviluppo e la competitivita' del sistema produttivo del Paese.
2. I Progetti speciali di cui al comma 1 sono caratterizzati,
secondo quanto previsto dall'art. 16, da una preliminare fase di
individuazione degli obiettivi e devono:
a) avere come ambito di riferimento specifiche aree
tecnologico-produttive ritenute strategiche per la competitivita' del
Paese;
b) essere diretti alla riqualificazione competitiva delle aree di
cui alla lettera a) tramite l'individuazione di una pluralita' di
interventi e azioni, anche di natura non agevolativa, imputati alla
responsabilita' di una o piu' amministrazioni o enti;
c) sostenere la creazione di nuova occupazione e/o la
salvaguardia dell'occupazione esistente.
3. I Progetti speciali di cui al comma 1 sono attuati con le
modalita' di cui all'art. 16 e sono finanziati dal Fondo tramite le
misure di aiuto previste dai Titoli II, III e IV, anche in forma tra
loro coordinata e integrata, rimanendo fermi i limiti e le condizioni
di finanziabilita' ivi previsti.

Titolo VI

AIUTI CONCEDIBILI, MODALITA' ATTUATIVE E DISPOSIZIONI FINALI

Art. 14

Aiuti concedibili

1. Gli interventi del presente decreto possono essere diretti, nel
rispetto della normativa dell'Unione europea, a concedere:
a) aiuti compatibili con il mercato interno, ai sensi dell'art.
107, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, soggetti all'obbligo di notifica alla
Commissione europea ai sensi dell'art. 108 del medesimo Trattato;
b) aiuti compatibili con il mercato interno, ai sensi dell'art.
107, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, esentati dall'obbligo di notifica;
c) aiuti di importanza minore, «de minimis», non soggetti
all'obbligo di notifica alla Commissione europea di cui all'art. 108
del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
2. Gli aiuti di cui al comma 1 sono concessi nella forma del
finanziamento agevolato e, nei limiti e alle condizioni previsti
dall'art. 18, anche nelle seguenti forme: contributo in conto
impianti, contributo in conto capitale, contributo diretto alla
spesa, contributo in conto interessi, concessione di garanzia,
partecipazione al capitale di rischio, bonus fiscale.
3. La misura degli aiuti e' fissata dai bandi o direttive di cui
all'art. 15 in percentuale delle spese ammissibili e nel rispetto
delle intensita' massime stabilite dalla normativa comunitaria. Nel
caso in cui le intensita' massime siano espresse in equivalente
sovvenzione lordo, questo indica il valore attualizzato dell'aiuto,
espresso come percentuale del valore attualizzato delle spese
ammissibili, al lordo di qualsiasi imposta o altro onere. Al fine di
verificare il rispetto delle intensita' massime, le spese ammissibili
e le agevolazioni erogabili in piu' rate sono attualizzate/rivalutate
alla data del provvedimento di concessione. Il tasso di interesse da
applicare ai fini dell'attualizzazione e' il tasso di riferimento
applicabile al momento della concessione, determinato a partire dal
tasso base fissato dalla Commissione europea e pubblicato sul sito
internet all'indirizzo seguente:
http://ec.europa.eu/comm/competition/state_aid/legislation/reference_
rates.htm.
4. Nel caso in cui le agevolazioni siano erogate in anticipazione,
gli anticipi sono soggetti a idonea garanzia bancaria o assicurativa,
ovvero a garanzie fornite, attraverso appositi strumenti, dal
Ministero o da altri da enti pubblici, anche mediante la trattenuta
di una quota pari a una percentuale, fissata dai bandi o direttive di
cui all'art. 15, dell'ammontare delle risorse finanziarie destinate
alla concessione dell'aiuto.
Art. 15

Modalita' attuative

1. Gli interventi del presente decreto sono attuati con bandi
ovvero direttive del Ministro dello sviluppo economico, che
individuano, oltre a quanto gia' previsto nel presente decreto,
l'ammontare delle risorse disponibili, i requisiti di accesso dei
soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilita' dei programmi
e/o dei progetti, le spese ammissibili, la forma e l'intensita' delle
agevolazioni, nonche' i termini e le modalita' per la presentazione
delle domande, i criteri di valutazione dei programmi o progetti e le
modalita' per la concessione ed erogazione degli aiuti.
2. I criteri di valutazione di cui al comma 1 devono essere
definiti anche tenuto conto degli indicatori e dei valori-obiettivo
di cui all'art. 3, comma 3 e devono prevedere l'attribuzione di
adeguati punteggi che consentano la valutazione comparativa dei
programmi o progetti ovvero l'individuazione di soglie in grado di
identificare, in ragione della tipologia di intervento, il livello
qualitativo minimo di ammissibilita'.
3. Per l'attribuzione delle priorita' individuate nel presente
decreto, i bandi o le direttive di cui al comma 1 potranno prevedere
la costituzione di specifich [ . . . ]

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