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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 07/08/ 2012 n. 134

Conversione in legge del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (DL Sviluppo)

Decreto Ministeriale 19/11/2013

(Gazzetta ufficiale 19/03/2014 n. 65)

Ministero dello Sviluppo Economico - Politiche attive del lavoro per la soluzione delle situazioni di crisi industriale complessa

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO


di concerto con


IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 recante «Misure
urgenti per la crescita del Paese» convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, di seguito «decreto-legge n. 83
del 2012» ed in particolare l'art. 27 del decreto-legge n. 83 del
2012 che reca il riordino della disciplina in materia di
riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi
industriale complessa;
Visto il comma 7 del predetto art. 27 con il quale si prevede che
il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, elabori misure volte a favorire il
ricollocamento professionale dei lavoratori interessati da interventi
di riconversione e riqualificazione industriale; che tali misure
possano essere realizzate mediante il coinvolgimento di imprese
abilitate allo svolgimento dei servizi di supporto alla
ricollocazione, a condizione che siano autorizzate allo svolgimento
di tale attivita' ai sensi dell'art. 4, comma 1, lettere a) ed e),
del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e che possano
essere cofinanziate dalle regioni, nell'ambito delle rispettive
azioni di politica attiva del lavoro, nonche' dai fondi paritetici
interprofessionali nazionali per la formazione continua di cui
all'art. 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive
modificazioni.
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico 31 gennaio
2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 111 del 14 maggio 2013,
con il quale, ai sensi del successivo comma 8 dell'art. 27, del
decreto-legge n. 83 del 2012, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, vengono disciplinate le modalita' di individuazione delle
situazioni di crisi industriale complessa, determinati i criteri per
la definizione e l'attuazione dei progetti di riconversione e
riqualificazione industriale ed impartite direttive all'Agenzia
nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di
impresa;
Visto il decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181 e successive
modifiche, recante misure di sostegno e di reindustrializzazione per
le aree di crisi siderurgica, in attuazione del piano nazionale di
risanamento della siderurgia;
Visto il regolamento (CE) n. 800 del 6 agosto 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L 214 del 9 agosto 2008,
che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato
comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato;
Vista la legge 28 giugno 2012, n. 92, recante «Disposizioni in
materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di
crescita».
Visto l'art. 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive
modificazioni, recante «Interventi in materia di formazione
professionale nonche' disposizioni di attivita' svolte in fondi
comunitari e di Fondo sociale europeo».
Visto il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, recante
«Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del
lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30.» ed in particolare
l'art. 4, comma 1, che dispone l'istituzione presso il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali di un apposito albo delle agenzie
per il lavoro ai fini dello svolgimento delle attivita' di
somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale,
supporto alla ricollocazione professionale.
Visto l'art. 1, comma 852, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
che prevede l'istituzione di un'apposita struttura, con forme di
cooperazione interorganica tra il Ministero dello sviluppo economico
ed il Ministero del lavoro al fine di contrastare il declino
dell'apparato produttivo, anche mediante salvaguardia e
consolidamento di attivita' e livelli occupazionali delle imprese di
rilevanti dimensioni di cui all'art. 2, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, che versino in crisi
economico-finanziaria;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, adottato
d'intesa con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, del
18 dicembre 2007, recante disposizioni sulla articolazione,
composizione ed organizzazione della struttura per le crisi
d'impresa, prevista dall'art. 1, comma 852, della legge 27 dicembre
2006, n. 296;
Visto l'art. 4 del predetto decreto interministeriale 18 dicembre
2007 che prevede che con protocollo d'intesa tra i Ministri dello
sviluppo economico e del lavoro e della previdenza sociale (ora delle
politiche sociali), senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello
Stato sono stabilite le forme di cooperazione interorganica fra i
medesimi Ministeri e di collaborazione con le regioni;
Ritenuto di dover potenziare l'efficacia delle misure di supporto
alla gestione delle crisi industriali complesse, intensificando la
sinergia e la complementarieta' fra gli interventi di politica
industriale, attivati dal Ministero dello sviluppo economico, e gli
interventi integrati di sostegno al reddito e di politica attiva del
lavoro, attivati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali,
anche in ottica preventiva;
Ritenuto altresi' di dover ottimizzare l'utilizzo delle risorse
finanziarie attivabili dal Ministero dello sviluppo economico, dal
Ministero del lavoro e delle politiche sociali e dalle regioni a
supporto della gestione delle crisi industriali complesse, sia nei
confronti delle imprese che dei lavoratori coinvolti, attraverso una
potenziata programmazione della destinazione dei fondi comunitari,
nazionali e regionali disponibili, nell'ottica della
complementarieta' ed una valorizzazione del ruolo degli Enti
bilaterali e dei fondi paritetici interprofessionali, sia in
riferimento alla attivazione di risorse utili a sostenere il reddito,
che in riferimento alla erogazione di servizi di supporto alla
ricollocazione e alla attuazione di percorsi formativi rivolti ai
lavoratori coinvolti dai processi di crisi;
Ritenuto opportuno, infine, promuovere la piena partecipazione
delle imprese alle soluzioni da adottare per la gestione di
situazioni di eccedenza di personale, anche attraverso l'adozione di
strumenti di carattere volontario, in primis l'outplacemeni,
aggiuntivi rispetto agli strumenti contrattuali e di legge
disponibili, nonche' di coinvolgere gli operatori privati del mercato
del lavoro nella erogazione di servizi di politica attiva del lavoro,
sviluppando efficaci modalita' di relazione tra servizi specialistici
e imprese;

Decreta:

Art. 1


Politiche attive del lavoro per la soluzione delle situazioni di
crisi industriale complessa

1. Nell'ambito dei progetti di riconversione e riqualificazione
industriale, adottati dal Ministero dello sviluppo economico ai sensi
dell'art. 27 del decreto-legge n. 83 del 2012, il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali definisce, anche a seguito del
coinvolgimento e coordinamento delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, le misure volte a favorire il
ricollocamento professionale dei lavoratori interessati dalla crisi
industriale complessa. A tal fine, il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali designa propri rappresentanti nel Gruppo di
coordinamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico
31 gennaio 2013 avente il compito di coadiuvare la definizione e
successiva valutazione dei progetti di riconversione e
riqualificazione industriale.
2. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali definisce le
misure di cui al comma precedente mediante:
analisi, congiuntamente con il Ministero dello sviluppo
economico, delle specifiche situazioni delle aziende coinvolte da
processi di crisi industriale complessa, con particolare riferimento
alle aziende sottoposte alle procedure di amministrazione
straordinaria ai sensi della legge n. 270 del 1999 e successive
modificazioni, tenuto conto delle possibili evoluzioni della
procedura concorsuale, quale prosecuzione, riattivazione o
riconversione delle attivita' imprenditoriali, fallimento e della
individuazione, di concerto con le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano, di interventi finalizzati al mantenimento dei
livelli occupazionali e alla salvaguardia del capitale umano, che
prevedano, ove possibile, il concorso dell'azienda interessata e la
partecipazione attiva dei lavoratori;
monitoraggio, supervisione ed assistenza tecnica relativa
all'attuazione, da parte delle regioni e delle province autonome di
Trento e Bolzano, degli interventi di rispettiva competenza, anche al
fine di valorizzare tutte le risorse comunitarie, nazionali e
regionali disponibili e facilitare l'attivazione delle sinergie e la
complementarieta' con progetti e programmi gia' esistenti;
3. Fermo restando quanto previsto ai commi 1 e 2, il Ministero del
lavoro e delle politiche sociali e il Ministero dello sviluppo
economico istituiscono specifiche Task force per la esecuzione degli
accordi di programma di cui all'art. 27, comma 3 del decreto legge [ . . . ]

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