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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Ministeriale 26/05/ 2011 n.

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Proroga del termine di cui all'articolo 12, comma 2, del decreto 17 dicembre 2009, recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti (SISTRI)

Decreto Ministeriale 22/12/ 2010

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Modifiche ed integrazioni al decreto 17 dicembre 2009, recante l'istituzione del sistema di controllo della tracciabilita' dei rifiuti

Decreto Legislativo 03/04/ 2006 n. 152

Norme in materia ambientale

Decreto Ministeriale 24/04/2014

(Gazzetta ufficiale 30/04/2014 n. 99)

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - Disciplina delle modalità di applicazione a regime del SISTRI del trasporto intermodale nonchè specificazione delle categorie di soggetti obbligati ad aderire, ex articolo 188-ter, comma 1 e 3 del decreto legislativo n. 152 del 2006

IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE


sentiti


IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO


e


IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Visto il decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101 recante «Disposizioni
urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle
pubbliche amministrazioni», convertito con modificazioni dalla legge
30 ottobre 2013 n. 125, ed in particolare l'art. 11, che disciplina
la semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della
tracciabilita' dei rifiuti (SISTRI);
Visto l'art. 188-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
come modificato dall'art. 11, comma 1, del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Visto il decreto ministeriale 18 febbraio 2011, n. 52;
Considerato che l'art. 188-ter, comma 1, del citato d.lgs. n. 152
del 2006 individua tra i soggetti tenuti ad aderire al SISTRI gli
enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi
e, «in caso di trasporto intermodale, i soggetti ai quali sono
affidati i rifiuti speciali pericolosi in attesa della presa in
carico degli stessi da parte dell'impresa navale o ferroviaria o
dell'impresa che effettua il successivo trasporto»;
Considerato che, ai sensi dell'art. 188-ter, comma 1, ultimo
periodo, del d.lgs. n. 152 del 2006 «con uno o piu' decreti del
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,
sentiti il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalita' di
applicazione a regime del SISTRI al trasporto intermodale»;
Considerato che, ai sensi dell'art. 188-ter, comma 3, del d.lgs. n.
152 del 2006 «con uno o piu' decreti del Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministro dello
sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, possono essere specificate le categorie di soggetti »
tenute ad aderire al SISTRI, «e sono individuate nell'ambito degli
enti o imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti ulteriori
categorie di soggetti a cui e' necessario estendere il sistema di
tracciabilita' dei rifiuti»;
Visto l'ordine del giorno 9/1682 -A/34 presentato in occasione
della conversione del decreto-legge 101/2013 ed accolto dal Governo
nella seduta dell'Assemblea della Camera dei deputati del 24 ottobre
2013, che «impegna il Governo nell'ambito dell'emanazione dei decreti
attuativi previsti dall'art. 11 (del DL 101 del 2013) a procedere ad
un'ulteriore semplificazione del SISTRI, anche per garantire la
stessa funzionalita' del sistema, prevedendo di escludere
dall'iscrizione i piccoli produttori di rifiuti pericolosi ossia
imprese fino a 10 dipendenti e i produttori iniziali di rifiuti
pericolosi che effettuano operazioni di raccolta e trasporto dei
propri rifiuti pericolosi in quantita' non eccedenti trenta
chilogrammi o trenta litri al giorno...»;
Visto l'art. 190, comma 1-ter, del d.lgs. n. 152 del 2006, come
modificato dall'art. 11, comma 12-bis, del decreto-legge n. 101 del
2013, convertito con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2013, n.
125, che prevede l'obbligo della tenuta dei registri di carico e
scarico da parte degli imprenditori agricoli di cui all'art. 2135 del
codice civile e non la compilazione della scheda SISTRI «Area -
Registro cronologico»;
Visto che ai sensi dell'art. 193, comma 12, del d.lgs. n. 152 del
2006, come modificato dal d.lgs. 3 dicembre 2010, n. 205, nel caso di
trasporto intermodale di rifiuti, le attivita' di carico e scarico,
di trasbordo, nonche' le soste tecniche all'interno dei porti e degli
scali ferroviari, degli interporti, impianti di terminalizzazione e
scali merci non rientrano nelle attivita' di stoccaggio di cui
all'art. 183, comma 1, lettera aa) purche' siano effettuate nel piu'
breve tempo possibile e non superino comunque, salvo impossibilita'
per caso fortuito o per forza maggiore, il termine massimo di sei
giorni a decorrere dalla data in cui hanno avuto inizio le predette
attivita';
Vista la direttiva 2008/98/CE, relativa ai rifiuti e che abroga
alcune direttive;
Visto che, ai sensi del considerando n. 15 della direttiva
2008/98/CE, «e' necessario operare una distinzione tra il deposito
preliminare dei rifiuti in attesa della loro raccolta, la raccolta di
rifiuti e il deposito di rifiuti in attesa del trattamento»;
Visto che, ai sensi del considerando n. 16 della direttiva
2008/98/CE, «nell'ambito della definizione di raccolta, il deposito
preliminare di rifiuti e' inteso come attivita' di deposito in attesa
della raccolta in impianti in cui i rifiuti sono scaricati al fine di
essere preparati per il successivo trasporto in un impianto di
recupero o smaltimento», e «dovrebbe essere operata una distinzione
tra il deposito preliminare di rifiuti in attesa della raccolta e il
deposito di rifiuti in attesa del trattamento»;
Visto, ancora, l'art. 3, punto 10), della direttiva 2008/98/CE, che
definisce «raccolta ... il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita
preliminare e il deposito preliminare, ai fini del loro trasporto in
un impianto di trattamento»;
Viste le definizioni delle categorie D15 dell'Allegato 1 e R13
dell'Allegato 2 della direttiva 2008/98/CE, che escludono dalle
operazioni di smaltimento e di recupero il deposito temporaneo, prima
della raccolta, nel luogo in cui i rifiuti sono prodotti, e
qualificano come temporaneo il deposito preliminare alla raccolta;
Considerato che, il deposito di rifiuti effettuato nell'ambito di
attivita' di carico e scarico, di trasbordo, e di soste tecniche
all'interno di porti, scali ferroviari, interporti, impianti di
terminalizzazione e scali merci, e' un deposito di rifiuti
preliminare alla raccolta in quanto preordinato non al trattamento ma
al successivo trasporto di rifiuti;
Considerato che, dagli esiti delle consultazioni delle associazioni
di categoria interessate effettuate nell'ambito del Tavolo tecnico di
monitoraggio e concertazione del SISTRI di cui all'art. 11, comma 13,
del decreto-legge n. 101 del 2013, e' emersa la necessita' di
un'applicazione adeguata e proporzionale degli adempimenti in materia
di SISTRI, in particolare per le imprese che producono limitate
quantita' di rifiuti;
Considerato che, dagli esiti delle consultazioni delle associazioni
di categoria interessate, con particolare riguardo ai verbali del
«Tavolo tematico trasporto intermodale» istituito nell'ambito del
Tavolo tecnico suddetto, e' emersa, tra l'altro, la necessita' di
avviare una razionalizzazione e semplificazione della normativa
vigente, sia per quanto riguarda la tracciabilita' dei rifiuti, sia
per quanto attiene alle responsabilita' degli operatori della catena
logistica;
Considerato che, a decorrere dal 3 marzo 2014 entra in operativita'
il sistema SISTRI per i soggetti previsti dall'art. 11, comma 3, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito con modificazioni
dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125;
Ritenuto pertanto necessario, in attuazione dell'art. 188-ter,
comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006, specificare i produttori
iniziali di rifiuti pericolosi e individuare gli altri soggetti che
effettuano operazioni di recupero e smaltimento di rifiuti non
pericolosi che devono aderire al SISTRI; nonche', in attuazione
dell'art. 188-ter, comma 1, ultimo periodo del d.lgs. n. 152 del
2006, definire le operazioni di deposito preliminare alla raccolta
nell'ambito del trasporto intermodale; ed inoltre, in attuazione
degli articoli 188-bis, comma 4-bis, del d.lgs. n. 152 del 2006 ed
11, comma 8, del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito dalla
legge n. 125 del 2013, definire criteri e tempi per le ulteriori
semplificazioni ed ottimizzazioni conseguenti all'attivita' dei
Tavoli tematici istituiti nell'ambito del Tavolo tecnico di
monitoraggio e concertazione, suindicato;
Sentiti i Ministri dello sviluppo economico e delle infrastrutture
e dei trasporti, per quanto di competenza;
Vista in particolare la nota del 23 aprile 2014, prot. n. 0009617,
con la quale il Ministero dello sviluppo economico esprime parere
favorevole al successivo iter di emanazione del presente decreto a
condizione che anche per il settore dell'agroindustria sia
specificato l'obbligo di aderire al SISTRI solo per gli enti e le
imprese agroindustriali produttori iniziali di rifiuti speciali
pericolosi con piu' di dieci dipendenti;

Adotta il seguente decreto:

Art. 1


Disposizioni attuative dell'articolo 188-ter
comma 3, del d.lgs. n. 152 del 2006

1. Gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali
pericolosi obbligati ad aderire al SISTRI, ai sensi dell'art.
188-ter, comma 1 e 3, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
come modificato dall'art. 11, comma 1, del decreto-legge 31 agosto
2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre
2013, n. 125, sono:
a) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali
pericolosi da attivita' agricole ed agroindustriali con piu' di 10
dipendenti, esclusi, indipendentemente dal numero dei dipendenti, gli
enti e le imprese di cui all'art. 2135 del codice civile che
conferiscono i propri rifiuti nell'ambito di circuiti organizzati di
raccolta, ai sensi dell'art. 183, comma 1, lettera pp) del d.lgs. 152
del 2006;
b) gli enti e le imprese con piu' di dieci dipendenti, produttori
iniziali di rifiuti speciali pericolosi di cui all'art. 184, comma 3,
lettere b), c), d), e), f) ed h), del d.lgs. n. 152 del 2006 e
successive modificazioni ed integrazioni;
c) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali
pericolosi che effettuano attivita' di stoccaggio di cui all'art.
183, comma 1, lettera aa), del d.lgs. n. 152 del 2006;
d) gli enti e le imprese che effettuano la raccolta, il
trasporto, il recupero, lo smaltimento dei rifiuti urbani nella
regione Campania;
e) gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti speciali
pericolosi da attivita' di pesca professionale e acquacoltura, di cui
al d.lgs. 9 gennaio 2012, n. 4, con piu' di dieci dipendenti, ad
esclusione, indipendentemente dal numero dei dipendenti, degli enti e
delle imprese iscritti alla sezione speciale «imprese agricole» del
Registro delle imprese che conferiscono i propri rifiuti nell'ambito
di circuiti organizzati di raccolta, ai sensi dell'art. 183, comma 1,
lettera pp) del d.lgs. 152 del 2006.
2. Per gli enti e le imprese produttori iniziali di rifiuti
speciali pericolosi che non sono obbligati ad aderire al SISTRI ai
sensi del comma 1, ovvero che non vi aderiscono volontariamente,
restano fermi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla tenuta dei
registri di carico e scarico e del formulario di identificazione di
cui agli articoli 190 e 193 del d.lgs. n. 152 del 2006 e successive
modificazioni ed integrazioni.
Art. 2


Disposizioni attuative dell'articolo 188-ter, comma 1
ultimo periodo del d.lgs. n. 152 del 2006

1. Il deposito di rifiuti nell'ambito di attivita' intermodale di
carico e scarico, di trasbordo, e di soste tecniche all'interno di
porti, scali ferroviari, interporti, impianti di terminalizzazione e
scali merci, effettuato da soggetti ai quali i rifiuti sono affidati
in attesa della presa in carico degli stessi da parte di un'impresa
navale o ferroviaria o che effettua il successivo trasporto, e' un
deposito preliminare alla raccolta a condizione che non superi il
termine finale di trenta giorni.
2. Gli oneri sostenuti dal soggetto al quale i rifiuti sono
affidati in attesa della presa in carico degli stessi da parte di
un'impresa navale o ferroviaria o altra impresa per il successivo
trasporto, sono posti a carico dei precedenti detentori e del
produttore dei rifiuti, in solido tra loro.
3. I rifiuti devono essere presi in carico per il successivo
trasporto entro sei giorni dalla data d'inizio dell'attivita' di
deposito preliminare alla raccolta di cui al comma 1. Se alla
scadenza di tale termine i rifiuti non sono presi in carico
dall'impresa navale o ferroviaria o da altri operatori che effettuano
il successivo trasporto, il soggetto al quale i rifiuti sono affidati
deve darne comunicazione formale, immediatamente e comunque non oltre
le successive 24 ore, al produttore nonche', se esistente,
all'intermediario o al diverso soggetto ad esso equiparato che ha
organizzato il trasporto. Il produttore, entro i ventiquattro giorni
successivi alla scadenza del termine di cui al primo periodo, deve
provvedere alla presa in carico di detti rifiuti per il successivo
trasporto e la corretta gestione dei rifiuti stessi.
4. La presa in carico dei rifiuti entro il termine di cui al comma
3, terzo periodo e la comunicazione entro il termine di cui al comma
3, secondo periodo, escludono, per i soggetti rispettivamente
obbligati a detti comportamenti, la responsabilita' per attivita' di
stoccaggio di rifiuti non autorizzato, ai sensi dell'art. 256 del
d.lgs. n. 152 del 2006.
5. E' fatto comunque obbligo al soggetto al quale i rifiuti sono
affidati in attesa della presa in carico degli stessi di garantire
che il deposito preliminare alla raccolta sia effettuato nel rispetto
delle norme di tutela ambientale e sanitaria.
6. Quanto previsto ai precedenti commi non modifica le eventuali
responsabilita' del trasportatore, dell'intermediario nonche' degli
altri soggetti ad esso equiparati, in conseguenza della violazione
degli obblighi assunti nei confronti del produttore.
7. Restano fermi gli obblighi e gli adempimenti del trasportatore,
dell'intermediario nonche' degli altri soggetti ad esso equiparati,
riguardo alla compilazione ed alla sottoscrizione delle schede SISTRI
di rispettiva competenza.
Art. 3

Disposizioni attuative degli articoli 188-bis, comma 4-bis, del
d.lgs. n. 152 del 2006 ed 11, comma 8, del decreto-legge n. 101 del
2013, convertito dalla legge n. 125 del 2013.
1. In sede di prima applicazione, alle semplificazioni ed
all'ottimizzazione del SISTRI si procedera' mediante successivi
decreti ed ai sensi di quanto disposto ai commi successivi, sulla
base delle risultanze dei tavoli tecnici di approfondimento tematico
attivati con i rappresentanti delle associazioni di categoria e con
gli operatori interessati, nell'ambito del Tavolo tecnico di
monitoraggio e concertazione di cui all'art. 11, comma 13, del
decreto-legge n. 101 del 2013, convertito nella legge n. 125 del
2013. Gli approfondimenti sono finalizzati a valutare le eventuali
ulteriori semplificazioni possibili che devono riguardare, in via
prioritaria, la microraccolta, la compilazione off-line ed in
modalita' asincrona [ . . . ]

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