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Decreto Ministeriale 22/12/2015

(Gazzetta ufficiale 06/07/2016 n. 156)

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Realizzazione dei centri di produzione artistica, musica, danza e teatro contemporanei

IL MINISTRO DEI BENI
E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO

di concerto con

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368 relativo
all'istituzione del Ministero per i beni e le attivita' culturali, a
norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive
modifiche e integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 agosto 2014, n.
171, recante il regolamento di riorganizzazione del Ministero dei
beni e delle attivita' culturali e del turismo;
Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante
«Codice dei beni culturali e del paesaggio», ai sensi dell'art. 10
della legge 6 luglio 2002, n. 137;
Visto il decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, recante:
«Disposizioni urgenti in materia di privatizzazione e valorizzazione
del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo dei fondi comuni di
investimento immobiliare», convertito, con modificazioni, dalla legge
23 novembre 2001, n. 410;
Vista la legge 29 luglio 1949, n. 717 recante: «Norme per l'arte
negli edifici pubblici»;
Visto l'art. 12 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83 recante
«Misure urgenti per la crescita del Paese, convertito, con
modificazioni», dalla legge 7 agosto 2012, n. 134 che introduce
misure per la riqualificazione urbana;
Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante: «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» (legge
di stabilita' 2015), in particolare l'art. 1, commi 431-434;
Visto l'art. 6 del decreto-legge 8 agosto 2013 n. 91, convertito,
con modificazioni, in legge 7 ottobre 2013 n. 112, concernente:
«Disposizioni urgenti per la realizzazione di centri di produzione
artistica, nonche' di musica, danza e teatro contemporanei»;
Visto, in particolare, il comma 3 dell'art. 6 del suddetto
decreto-legge, il quale dispone che con decreto del Ministro dei beni
e delle attivita' culturali e del turismo, da adottarsi di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono definite le
modalita' di utilizzo dei beni immobili da concedere in locazione per
la realizzazione di studi d'artista, nonche' le modalita' di
sponsorizzazione degli stessi;
Visto, altresi', il comma 1 dell'art. 6 del suddetto decreto-legge,
nella parte in cui dispone che, entro il 30 giugno di ogni anno, il
Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo
individua, con proprio decreto, da adottarsi di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze, su indicazione dell'Agenzia
del demanio, anche sulla base di segnalazione dei soggetti
interessati, i beni immobili di proprieta' dello Stato, non
utilizzati per finalita' istituzionali, che possono essere destinati
ad ospitare studi di giovani artisti italiani e stranieri;
Considerata l'esigenza di individuare appositi spazi di creazione,
produzione e fruizione di arte, musica, danza e teatro contemporanei;
Considerata l'opportunita' di valorizzare le realta' locali e il
contesto storico culturale dei comuni in cui insistono i beni
immobili da destinare alle attivita' artistiche;
Viste le note del Ministero dell'economia e delle finanze - Ufficio
del coordinamento amministrativo in data 4 maggio 2015, prot. n.
3-4480, del Ministero della difesa, Ufficio legislativo dell'11
giugno 2015, prot. n. 23199 e del Ministero dell'interno, Ufficio
affari legislativi e relazioni parlamentari, del 28 maggio 2015 prot.
n. 27/A2014-001459 con le quali dette Amministrazioni si sono
definitivamente espresse per quanto di propria competenza;

Decreta:

Art. 1

Finalita'

1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell'art. 6, comma 3,
del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 ottobre 2013, n. 112, le modalita' di
utilizzo dei beni immobili di proprieta' dello Stato non utilizzabili
per altre finalita' istituzionali, e non trasferibili agli enti
territoriali ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85,
destinati ad ospitare studi di giovani artisti italiani e stranieri
per la realizzazione di produzioni di arte, musica, danza e teatro
contemporanei.
2. Sono esclusi dalla previsione della disposizione di cui al
presente decreto gli immobili di proprieta' dello Stato oggetto di
valorizzazione.
3. Il presente decreto disciplina, altresi', le modalita' di
sponsorizzazione per l'assegnazione degli immobili di cui al comma
precedente.
Art. 2

Procedura per l'individuazione dei beni immobili

1. Per le finalita' di cui all'art. 1, l'Agenzia del demanio
provvede, entro il 30 gennaio di ciascun anno, a predisporre l'elenco
degli immobili di cui al comma 1 dell'art. 1 del presente decreto,
concedibili in uso o in locazione per ospitare studi di giovani
artisti italiani e stranieri. Tali immobili non devono essere
utilizzabili per altre finalita' istituzionali e non devono rientrare
tra i beni trasferiti agli enti territoriali ai sensi del decreto
legislativo 28 maggio 2010 n. 85.
2. Entro lo stesso termine di cui al comma 1, l'Agenzia del demanio
e il Ministero della difesa procedono con riferimento alle caserme
dismesse e alle scuole militari inutilizzate.
3. Gli elenchi di cui ai commi precedenti sono inoltrati al
Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo (d'ora
in avanti «Ministero») per gli adempimenti di cui al comma 4 del
presente articolo.
4. Sulla base della ricognizione di cui ai commi precedenti il
Ministero procede, entro il 30 aprile di ciascun anno, a verificare
l'eventuale interesse culturale dei beni individuati, ai sensi del
Codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, d'ora in avanti «Codice», e con
la corrispondente soprintendenza territorialmente competente, le
condizioni di uso dei beni culturali.
5. Entro il 30 giugno di ogni anno, in ossequio a quanto previsto
dal comma 3 dell'art. 6 del decreto-legge n. 91 del 2013, con decreto
del Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo,
d'ora in avanti «Ministro», di concerto con il Ministro dell'economia
e delle finanze, su indicazione dell'Agenzia del demanio, anche sulla
base di segnalazione dei soggetti interessati, in coerenza con il
Piano nazionale per le citta' di cui all'art. 12 del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134, nonche' con i piani di riqualificazione urbana
adottati dagli enti territoriali e la pianificazione urbanistica
comunale, sono individuati i beni immobili da destinare alla
realizzazione delle finalita' di cui all'art. 1, specificando,
altresi', l'ente gestore degli stessi.
Art. 3

Modalita' di utilizzo e di assegnazione dei beni immobili

1. I beni individuati ai sensi del presente decreto sono locati o
concessi dall'ente gestore, per un periodo non inferiore a dieci anni
ad un canone mensile simbolico non superiore ad euro 150 con oneri di
manutenzione ordinaria a carico del locatario o concessionario,
esclusivamente a cooperative di artisti ed associazioni di artisti,
residenti nel territorio italiano.
2. Entro tre mesi dall'emanazione del decreto di cui all'art. 2,
comma 5 del presente decreto, l'ente gestore di ciascun bene
individuato provvede all'emanazione di un bando pubblico finalizzato
all'assegnazione degli immobili ai soggetti di cui al comma
precedente, definendo, altresi', specifiche modalita' di uso nonche'
la tipologia di produzione artistica compatibile con la natura del
bene concesso in uso o locazione, anche in relazione ai piani
urbanistici e di riqualificazione urbana del territorio in cui e'
sito l'immobile. L'Agenzia del demanio curera', per gli immobili
segnalati dalla difesa e previa loro ripresa in consegna, gli
adempimenti connessi alle procedure di assegnazione in concessione o
locazione in favore dei giovani artisti.
3. I soggetti di cui al comma 1 presentano, nei termini e nelle
modalita' previsti da ciascun bando, adeguato progetto artistico, di
durata almeno decennale, con indicazione delle iniziative che si
intendono realizzare e dei mezzi finanziari per farvi fronte.
4. Saranno considerati prioritariamente i progetti che rispondono
ai seguenti requisiti:
a) interdisciplinarieta' tra diversi settori artistici;
b) disponibilita' a condividere i locali concessi in uso con
artisti provenienti da altri territori italiani e stranieri coinvolti
nella realizzazione del medesimo progetto;
c) attuazione periodica di iniziative aperte al pubblico;
d) alternanza, nei locali concessi, di produzioni artistiche e dei
relativi artisti;
e) relazione organica e costruttiva con il territorio di
riferimento e con l'intera filiera artistico-culturale e creativa;
f) sostenibilita' e fonti plurime di finanziamento, pubblico o
privato;
g) promozione da parte di cooperative di artisti ed associazioni di
residenti composte prevalentemente da artisti di eta' inferiore ai 35
anni;
h) raccordo con il tessuto culturale e le tradizioni culturali del
territorio in cui e' sito l'immobile, creando sinergie con gli enti
locali e le associazioni culturali gia' attive nel contesto,
i) gestione eco-sostenibile dell'immobile.
5. Nell'individuazione dei soggetti beneficiari, a seguito della
valutazione della Commissione di cui all'art. 6, l'Ente gestore deve
tener conto della compatibilita' del progetto artistico con le
caratteristiche strutturali dei luoghi ove i suddetti progetti
saranno realizzati. Il progetto artistico e culturale deve essere
compatibile con lo spazio concesso o locato in modo da poter essere
realizzato assicurando la sicurezza e il decoro delle aree in cui
viene svolto e delle persone che le frequentano. A tal fine il
progetto dovra' essere accompagnato da adeguati elaborati tecnici
realizzati da professionisti operanti nel settore dell'edilizia,
dell'urbanistica e del paesaggio.
6. In ogni caso i locatari o concessionari del bene si impegnano ad
osservare le prescrizioni d'uso stabilite dagli uffici del Ministero
preposti alla tutela del patrimonio culturale.
7. Con separato decreto sono definite le modalita' di utilizzo dei
beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata ai sensi
del codice delle leggi antimafia, di cui al decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159.
8. Compatibilmente con la tipologia del bene immobile concesso in
uso o locazione, e nel rispetto della normativa vigente in materia, i
soggetti beneficiari possono prevedere, nell'ambito del progetto, la
realizzazione, anche in forma gestionale indiretta, di servizi
aggiuntivi, quali, ad esempio, servizi di ristorazione, caffetteria,
accoglienza, gestione di punti vendita di prodotti culturali, purche'
tali attivita' non abbiano carattere prevalente rispetto alla
produzione artistica. I beneficiari possono conferire la gestione
indiretta dei servizi accessori a soggetti terzi nei cui confronti
sia stata preventivamente acquisita l'informazione antimafia di cui
all'art. 84, comma 3, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
159.
Art. 4

Manutenzione del bene immobile
e forme di sponsorizzazioni

1. I locatari o concessionari del bene si impegnano a sostenere gli
oneri di manutenzione ordinaria nel rispetto delle misure di
protezione indicate dalla Parte seconda, Titolo I, Capo III del
Codice, ove si tratti di immobili sottoposti a tutela in base al
Codice medesimo.
2. A favore degli assegnatari degli immobili, per interventi di
manutenzione straordinaria, e' prevista l'erogazione di contributi a
fondo perduto in proporzione alle spese sostenute a valere su
apposito fondo istituito presso il Ministero dell'economia e delle
finanze in base ai criteri di assegnazione individuati, nell'ambito e
nel limite delle risorse del medesimo fondo, con il decreto del
Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'art. 6, comma 2
del decreto-legge 8 agosto 2013, n. 91.
3. Anche al fine di sostenere in tutto o in parte i costi connessi
alla locazione, concessione, gestione e valorizzazione del bene
demaniale, i soggetti beneficiari possono attivare accordi di
sponsorizzazione, previa autorizzazione dell'ente gestore, acquisiti
gli atti di assenso del Ministero qualora l'immobile utilizzato sia
stato dichiarato di interesse culturale, nel rispetto dell'art. 120
del Codice.
4. Per sponsorizzazione si intende ogni contributo, anche in beni o
servizi, erogato per la ristrutturazione, progettazione o attuazione
di iniziative in ordine alla valorizzazione della produzione
artistica realizzata nel bene concesso, con lo scopo di promuovere il
nome, il marchio, l'immagine, l'attivita' o il prodotto
dell'attivita' posta in essere.
5. Con il contratto di sponsorizzazione sono altresi' definite le
modalita' di erogazione del contributo nonche' le forme del
controllo, da parte del soggetto erogante, sulla realizzazione
dell'iniziativa cui il contributo si riferisce.
Art. 5

Fruibilita' dei beni immobili, trasparenza
e responsabilita'

1. I soggetti locatari e concessionari degli immobili si impegnano
a rendere fruibili i locali concessi, nei limiti previsti dal bando e
indicati nel progetto culturale presentato in sede di richiesta
dell'assegnazione dell'immobile, onde consentire il libero accesso
alla struttura e la condivisione con la collettivita' della
produzione artistica realizzata.
2. I soggetti locatari e concessionari degli immobili realizzano,
entro 60 giorni dall'avvio del progetto artistico, un sito internet
dedicato al bene in uso e alla produzione artistica programmata,
indicando, altresi', le modalita' di partecipazione e di fruizione
del bene e della produzione artistica da parte della collettivita'.
Sul sito internet sono, altresi', pubblicati tutti i documenti
relativi al progetto artistico, unitamente al nome e ai riferimenti
del responsabile del progetto, nonche' i bilanci dell'attivita' e le
fonti di finanziamento.
3. In ogni caso, la responsabilita', anche verso terzi, e' a carico
dei concessionari o locatari i quali devono assicurare, in
particolare, il rispetto della normativa vigente in materia di
sicurezza sul lavoro.
Art. 6

Commissione di valutazione dei progetti artistici
e assegnazione

1. Al fine di esaminare i progetti artistici presentati a seguito
dei bandi di cui all'art. 3 del presente decreto, e' istituita,
presso il Ministero, una Commissione di valutazione (di seguito
«Commissione»), nominata dal Ministro, composta da 5 esperti, di cui
uno con funzioni di preside [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
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