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Decreto Ministeriale 26/06/ 2015

Ministero dello Sviluppo Economico - Adeguamento del decreto del Ministro dello sviluppo economico, 26 giugno 2009 - Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici

Decreto Ministeriale 26/06/ 2015

Ministero dello Sviluppo Economico - Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell'applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici

Legge dello Stato 03/08/ 2013 n. 90

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale (DL ecobonus, detrazioni 65% e 50%, bonus mobili)

Decreto Legge 04/06/ 2013 n. 63

Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonche' altre disposizioni in materia di coesione sociale (DL ecobonus, detrazioni 65% e 50%, bonus mobili)

Direttiva CEE 19/05/ 2010 n. 2010/31/UE

Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia (Edifici a energia quasi zero)

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(Gazzetta ufficiale 15/07/2015 n. 162)

Ministero dello Sviluppo Economico - Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO


di concerto con


IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
E DEL MARE


e con


IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI


IL MINISTRO DELLA SALUTE
(per i profili di competenza)


e


IL MINISTRO DELLA DIFESA
(per i profili di competenza)

Vista la direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica
nell'edilizia;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive
modificazioni, recante recepimento della direttiva 2010/31/UE sulla
prestazione energetica nell'edilizia, di seguito decreto legislativo;
Visto il Titolo I del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e
in particolare:
l'art. 4, comma 1, che prevede che con uno o piu' decreti siano
definite le modalita' di applicazione della metodologia di calcolo
delle prestazioni energetiche e l'utilizzo delle fonti rinnovabili
negli edifici, delle prescrizioni e dei requisiti, in relazione ai
paragrafi 1 e 2 dell'allegato I della predetta direttiva 2010/31/UE
sulla prestazione energetica nell'edilizia, tenendo conto dei criteri
generali riportati allo stesso art. 4, comma 1, lettere a) e b) del
decreto legislativo;
l'art. 6, comma 12, che prevede l'adeguamento del decreto del
Ministro dello sviluppo economico 26 giugno 2009 recante «Linee guida
nazionali per la certificazione energetica degli edifici»,
avvalendosi delle metodologie di calcolo definite con i decreti di
cui all' art. 4, comma 1 del decreto legislativo;
l'art. 9, comma 1, che, fermo restando il rispetto dell'art. 17,
assegna alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano
l'attuazione delle disposizioni per l'efficienza energetica contenute
nel medesimo decreto legislativo;
l'art. 9, comma 5-sexies, che prevede che le Regioni e le
Province autonome collaborino con il Ministero dello sviluppo
economico per la definizione congiunta di metodologie di calcolo
della prestazione energetica degli edifici, di metodologie per la
determinazione dei requisiti minimi di edifici e impianti, di sistemi
di classificazione energetica degli edifici, compresa la definizione
del sistema informativo comune nonche' per la redazione del Piano
d'azione destinato ad aumentare il numero di edifici a energia quasi
zero e dell'azione di monitoraggio, analisi, valutazione e
adeguamento della normativa energetica nazionale e regionale di cui
agli articoli 10 e 13 del decreto legislativo;
Visto l'art. 16, comma 4 bis, del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 192, concernente l'abrogazione del decreto del Presidente
della Repubblica 2 aprile 2009, n. 59 dalla data di entrata in vigore
del presente decreto;
Visto il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, che definisce gli
obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili nei nuovi edifici o
negli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti;
Visto il decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 115, di attuazione
della direttiva 2006/32/CE;
Visto il decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione
della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n.
74 recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio,
conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti;
Considerato che l'emanazione del presente decreto e' funzionale
alla piena attuazione della direttiva 2010/31/UE, e in particolare
degli articoli 3 e 4;
Considerato l'esito positivo delle consultazioni con le principali
associazioni di categoria interessate;
Considerato che il presente decreto costituisce uno strumento
indispensabile per la promozione degli edifici a energia quasi zero,
fissata dalla direttiva 2010/31/UE;
Acquisita l'intesa espressa dalla Conferenza Unificata nella seduta
del 25 marzo 2015;

Decreta:

Art. 1


Ambito di intervento e finalita'

1. Il presente decreto definisce le modalita' di applicazione della
metodologia di calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici,
ivi incluso l'utilizzo delle fonti rinnovabili, nonche' le
prescrizioni e i requisiti minimi in materia di prestazioni
energetiche degli edifici e unita' immobiliari, nel rispetto dei
criteri generali di cui all'art. 4, comma 1, del decreto legislativo
19 agosto 2005, n. 192, come riportati nell'Allegato 1.
2. I criteri generali di cui al comma 1 si applicano agli edifici
pubblici e privati, siano essi edifici di nuova costruzione o edifici
esistenti sottoposti a ristrutturazione.
Art. 2


Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, con "decreto legislativo" si
intende il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive
modificazioni.
2. Ai fini del presente decreto, si applicano le definizioni di cui
all'art. 2, commi 1 e 2, del decreto legislativo e le ulteriori
seguenti definizioni:
a) superficie disperdente S (m²): superficie che delimita il volume
climatizzato V rispetto all'esterno, al terreno, ad ambienti a
diversa temperatura o ambienti non dotati di impianto di
climatizzazione;
b) volume climatizzato V (m³): volume lordo delle parti di edificio
climatizzate come definito dalle superfici che lo delimitano;
c) rapporto di forma (S/V): rapporto tra la superficie disperdente
S e il volume climatizzato V;
d) trasmittanza termica periodica YIE (W/m²K): parametro che valuta
la capacita' di una parete opaca di sfasare e attenuare la componente
periodica del flusso termico che la attraversa nell'arco delle 24
ore, definita e determinata secondo la norma UNI EN ISO 13786:2008 e
successivi aggiornamenti;
e) riflettanza: rapporto tra l'intensita' della radiazione solare
globalmente riflessa e quella della radiazione incidente su una
superficie espresso in forma di parametro adimensionale, in modo
analogo, nella scala [0-1] o nella scala [0-100];
f) impianto con sistema ibrido: impianto dotato di generatori che
utilizzano piu' fonti energetiche opportunamente integrate tra loro
al fine di contenere i consumi e i costi di investimento e gestione.
Un esempio, non esaustivo, e' costituito da un impianto composto da
una pompa di calore elettrica integrata con una caldaia a gas a
condensazione.
Art. 3


Criteri e metodologie di calcolo della prestazione energetica degli
edifici

1. Per il calcolo della prestazione energetica negli edifici, ivi
incluso l'utilizzo delle fonti rinnovabili, si adottano le seguenti
norme tecniche nazionali e le loro successive modificazioni e
integrazioni, predisposte in conformita' allo sviluppo delle norme EN
a supporto della direttiva 2010/31/UE, nonche' le norme all'allegato
2 al presente decreto:
a) raccomandazione CTI 14/2013 "Prestazioni energetiche degli
edifici - Determinazione dell'energia primaria e della prestazione
energetica EP per la classificazione dell'edificio" e successive
norme tecniche che ne conseguono;
b) UNI/TS 11300 - 1 Prestazioni energetiche degli edifici - Parte
1: Determinazione del fabbisogno di energia termica dell'edificio per
la climatizzazione estiva e invernale;
c) UNI/TS 11300 - 2 Prestazioni energetiche degli edifici - Parte
2: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti
per la climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda
sanitaria, la ventilazione e l'illuminazione;
d) UNI/TS 11300 - 3 Prestazioni energetiche degli edifici - Parte
3: Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti
per la climatizzazione estiva;
e) UNI/TS 11300 - 4 Prestazioni energetiche degli edifici - Parte
4: Utilizzo di energie rinnovabili e di altri metodi di generazione
per riscaldamento di ambienti e preparazione acqua calda sanitaria;
f) UNI EN 15193 - Prestazione energetica degli edifici - Requisiti
energetici per illuminazione.
2. Le ulteriori metodologie di calcolo finalizzate alla redazione
dell'attestato di prestazione energetica sono riportate nelle Linee
guida nazionali di cui al decreto del Ministro dello sviluppo
economico, 26 giugno 2009 e nei successivi aggiornamenti previsti
dall'art. 6, comma 12, del decreto legislativo.
3. Il Comitato Termotecnico Italiano - Energia e Ambiente, di
seguito CTI, entro 90 giorni dall'emanazione delle norme EN a
supporto della direttiva 2010/31/UE, predispone uno schema di norma
tecnica nazionale e relative linee guida per il calcolo della
prestazione energetica con metodo orario, semplificato sulla base di
quanto definito nella norma UNI EN ISO 13790, al fine della sua
eventuale introduzione nelle successive revisioni del presente
decreto.
Art. 4


Criteri generali e requisiti delle prestazioni energetiche degli
edifici

1. I criteri generali e i requisiti della prestazione energetica
per la progettazione degli edifici e per la progettazione e
installazione degli impianti sono fissati dalla legge 9 gennaio 1991,
n. 10, dal decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412 e successive modificazioni, nonche' dalle ulteriori disposizioni
di cui all'Allegato 1 al presente decreto.
2. L'Enea, in collaborazione con il CTI, entro un anno dall'entrata
in vigore del presente decreto, predispone uno studio sui parametri
tecnici dell'edificio di riferimento, al fine di verificare le
caratteristiche delle tecniche costruttive, convenzionali e
innovative, e monitorare l'evoluzione dei requisiti energetici
ottimali. Per gli edifici non residenziali, tale studio comprende i
requisiti energetici minimi degli impianti di illuminazione, con
particolare attenzione all'interazione fra luce naturale e luce
artificiale, degli ascensori e delle scale mobili.
Art. 5

Criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo,
manutenzione e ispezione degli impianti
1. I criteri generali in materia di esercizio, conduzione,
controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la
climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la
preparazione dell'acqua calda per usi igienici sanitari a norma
dell'art. 4, comma 1-bis del decreto legislativo, sono fissati dal
decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74.
Art. 6


Funzioni delle Regioni e delle Province autonome

1. Le disposizioni di cui al presente decreto si applicano alle
Regioni e alle Province autonome che non abbiano ancora adottato
provvedimenti di recepimento della direttiva 2010/31/UE.
2. Per promuovere una applicazione omogenea del presente decreto
sull'intero territorio nazionale, nel disciplinare la materia, nel
rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario nonche'
dei principi fondamentali della direttiva 2010/31/UE e del decreto
legislativo, le Regioni, le Province autonome, il Ministero dello
sviluppo economico e il Ministero dell'Ambiente e della tutela del
territorio e del mare collaboran [ . . . ]

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