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12/10/2012
Immobili, per il Catasto non è rilevante l’interesse storico

I vincoli determinano invece sconti fiscali e si può chiederne l’annotazione nei registri immobiliari

Decreto Pres. Cons. Min. 01/12/1949 n. 1142

Approvazione del regolamento per la formazione del nuovo catasto edilizio urbano.

Stralcio
CAPO I UFFICI ED ORGANI CUI E' AFFIDATA L'ESECUZIONE DELLE OPERAZIONI PER LA FORMAZIONE E LA CONSERVAZIONE DEL NUOVO CATASTO EDILIZIO URBANO
Art. 1. ORGANI ESECUTIVI
1. Le operazioni per la formazione e la conservazione del nuovo catasto edilizio urbano sono eseguite dall'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali per mezzo degli uffici tecnici erariali e di loro sezioni costituite nelle provincie che non sono sedi di uffici tecnici erariali.
Art. 2. ORGANI CONSULTIVI
1. Nei casi e con le modalità indicati nel presente regolamento l'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali deve procedere di concerto con le commissioni censuarie comunali, provinciali e centrale, costituite a norma della legge 8-3-1943, n. 153 e successive modificazioni.
CAPO II DELLA FORMAZIONE DEL NUOVO CATASTO EDILIZIO URBANO
Art. 3. ACCERTAMENTI DEGLI IMMOBILI
1. Le operazioni relative alla formazione del nuovo catasto edilizio urbano consistono nell'accertare l'ubicazione, la consistenza e la rendita catastale quale è definita dalla legge 8-4-1948, n. 514, delle unità immobiliari urbane esistenti nel territorio nazionale, nonch, i nominativi delle persone fisiche e giuridiche che su di esse hanno diritto di proprietà, di condominio e di quelle che sulle unità stesse hanno diritti reali di godimento.
Art. 4. OPERAZIONI PER LA FORMAZIONE DEL NUOVO CATASTO EDILIZIO URBANO
1. Le operazioni per la formazione del nuovo catasto edilizio urbano sono in particolare le seguenti:
- qualificazione;
- classificazione;
- formazione delle tariffe;
- accertamento;
- classamento;
- pubblicazione;
- attivazione.
CAPO III DELLA QUALIFICAZIONE E DELLA CLASSIFICAZIONE
Art. 5. ZONA CENSUARIA - omissis -
Art. 6. CATEGORIE
1. La qualificazione consiste nel distinguere per ciascuna zona censuaria, con riferimento alle unità immobiliari urbane in essa esistenti, le loro varie categorie ossia le specie essenzialmente differenti per le caratteristiche intrinseche che determinano la destinazione ordinaria e permanente delle unità immobiliari stesse.
2. La denominazione delle categorie è uniforme nelle diverse zone censuarie.
Art. 7. CLASSI
1. La classificazione consiste nel suddividere ogni categoria in tante classi quanti sono i gradi notevolmente diversi delle rispettive capacità di reddito, tenuto conto delle condizioni influenti sulla relativa rendita catastale, riferita all'unità di consistenza computata secondo le norme dell'art.45 e seguenti.
2. Determinato il numero delle classi in cui ciascuna categoria deve essere divisa si procede al riconoscimento ed alla identificazione di un certo numero di unità tipo che siano atte a rappresentare per ciascuna classe il merito medio delle unità immobiliari che vi debbono essere comprese.
Art. 8. ACCERTAMENTO DI IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE O PARTICOLARE
1. La classificazione non si esegue nei riguardi delle categorie comprendenti unità immobiliari costituite da opifici ed in genere dai fabbricati previsti nell'art.28 della legge 8-6-1936, n. 1231, costruiti per le speciali esigenze di una attività industriale o commerciale e non suscettibili di una destinazione estranea alle esigenze suddette senza radicali trasformazioni.
2. Parimenti non si classificano le unità immobiliari che, per la singolarità delle loro caratteristiche, non siano raggruppabili in classi, quali stazioni per servizi di trasporto terrestri e di navigazione interna, marittimi ed aerei, fortificazioni, fari, fabbricati destinati all'esercizio pubblico del culto, costruzioni mortuarie, e simili.
Art. 9. QUADRO DI QUALIFICAZIONE E CLASSIFICAZIONE
1. Per ciascuna zona censuaria viene compilato un quadro di qualificazione e classificazione che deve indicare le categorie riscontrate nella zona censuaria ed il numero delle classi in cui ciascuna categoria è stata divisa, e contenere i dati di identificazione e la descrizione delle unità immobiliari scelte come tipo per ciascuna classe.
- omissis -
Artt. 10 - 12 - omissis -
Art. 13. REVISIONE DEI QUADRI DI CATEGORIE E CLASSI
1. L'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali ha facoltà di rivedere il quadro delle categorie e classi in determinate zone censuarie, quando la revisione si renda opportuna per sopravvenute variazioni di carattere permanente nell'accertamento dello stato delle unità immobiliari.
2. I nuovi quadri delle categorie e classi sono soggetti all'approvazione delle commissioni censuarie con la procedura indicata nell'art.9 e seguenti.
CAPO IV DELLA FORMAZIONE DELLE TARIFFE
Art. 14.DEFINIZIONE E DETERMINAZIONE DELLE TARIFFE
1. La tariffa esprime la rendita catastale, per unità di consistenza computata secondo le norme contenute nel presente regolamento.
2. Le tariffe sono determinate con riferimento ai prezzi medi correnti nel periodo censuario fissato per legge.
3. Gli elementi per la determinazione delle tariffe si desumono con riferimento per ciascuna classe ad unità immobiliari, le quali non abbiano speciali caratteristiche che possano elevare od attenuarne la misura del reddito rispetto a quella ordinaria per la rispettiva classe.
4. Non devono essere presi in considerazione i redditi occasionali dipendenti da situazioni particolari del proprietario o del locatario.
Art. 15. DEL REDDITO LORDO
1. Il reddito lordo è rappresentato dal canone annuo di fitto, ordinariamente ritraibile dall'unità immobiliare, calcolato al termine di ciascun anno.
2. Tuttavia quando le spese non relative al capitale fondiario non gravano per intero sul locatario senza altri oneri a carico di esso, al canone di fitto devono apportarsi le aggiunte o le detrazioni necessarie per ricondurlo a rappresentare il reddito lordo relativo al capitale fondiario.
Art. 16. AGGIUNTE AL CANONE DI FITTO
1. Fra le aggiunte da apportarsi, ove del caso, al canone di fitto per ricondurlo a rappresentare il reddito lordo annuo del capitale fondiario, sono compresi:
a) l'interesse dei depositi di garanzia o delle somme anticipate dal locatario senza decorrenza di interessi a suo favore;
b) le spese di manutenzione ordinaria che, oltre quelle previste dall'art.1609 del codice civile, siano per patto contrattuale o per consuetudine locale, attribuite al locatario, nonch, le quote corrispondenti al costo dei miglioramenti facenti carico, per particolari condizioni contrattuali, allo stesso locatario;
c) gli altri speciali oneri eventualmente assunti dal locatario e la rimunerazione di prestazioni che il locatario fornisca per convenzione al proprietario.
Art. 17. DETRAZIONI AL CANONE DI FITTO
1. Fra le detrazioni da apportarsi, ove del caso, al canone di fitto per ricondurlo a rappresentare il reddito lordo annuo del capitale fondiario sono comprese:
a) le spese sostenute dal proprietario per fornitura di acqua potabile, per il servizio di portineria, per l'illuminazione delle scale e dell'androne e simili, per il funzionamento dell'ascensore, per la fornitura di riscaldamento ed acqua calda e simili quando esse non vengano rimborsate dal locatario;
b) le spese di manutenzione previste dall'art.1609 del codice civile quando per accordo tra le parti siano poste a carico del
proprietario;
c) il corrispettivo dell'uso di mobili od arredi di cui il proprietario abbia eventualmente fornito l'immobile;
d) la somma compresa nel fitto a titolo di rimborso di spese sostenute dal proprietario per adattare l'unità immobiliare a particolari esigenze del locatario.
Art. 18 MISURA DELLE DETRAZIONI O DELLE AGGIUNTE
Le aggiunte o le detrazioni per le spese indicate nei precedenti artt. 16 e 17 si determinano nella misura nella quale esse vengono ordinariamente sostenute dal proprietario o dal locatario per le unità immobiliari urbane di quella categoria o classe.
Art. 19 DETERMINAZIONE DELLA RENDITA CATASTALE IN BASE AL REDDITO LORDO
Per la determinazione della rendita catastale il reddito lordo annuo va depurato da tutte le spese e perdite eventuali, escluse soltanto quelle relative all'imposta fabbricati, alle relative sovraimposte ed ai contributi di ogni specie, nonch, a decime, canoni, livelli, debiti e pesi ipotecari e censuari.
Art. 20 SPESE E PERDITE EVENTUALI
Le spese e perdite eventuali indicate nell'articolo precedente sono quelle che si riferiscono:
a) all'amministrazione, alla manutenzione ed alla conservazione del capitale fondiario;
b) agli sfitti ed alle rate di fitto dovute e non pagate.
Art. 21 SPESE DI AMMINISTRAZIONE
Le spese di amministrazione si determinano sulla base delle relativa contabilità nel caso in cui la gestione dell'immobile sia affidato dal proprietario a terzi.
Nell'ipotesi di gestione da parte del proprietario tali spese si calcolano presuntivamente, con riferimento agli immobili della stessa categoria e classe la cui gestione sia affidata a terzi.
Art. 22 SPESE DI MANUTENZIONE
Le spese di manutenzione sono quelle ordinariamente sostenute dal proprietario per conservare l'unità immobiliare nello stato nel quale normalmente si trovano quelle della categoria e classe.
Art. 23 SPESE DI CONSERVAZIONE
Le spese di conservazione sono quelle relative alla quota di assicurazione ed alla quota di perpetuità del capitale fondiario.
La quota di assicurazione si determina sulla base dei contratti localmente in uso con le società di assicurazione e si detrae anche quando l'assicurazione non risulti stipulata per tutte le unità immobiliari della categoria e classe o per parte di esse.
La quota di perpetuità si determina sulla base del costo medio di ricostruzione per i fabbricati compresi nella categoria e classe, diminuita del valore di materiali residui e del prevedibile periodo di vita economica del fabbricato.
Art. 24 PERDITA PER SFITTI
La perdita relativa agli sfitti si determina tenendo presente l'ordinario periodo di tempo intercorrente fra locazioni successive, nonché la periodicità e la durata dello sfitto necessario per l'esecuzione di opere di manutenzione straordinaria. Non si tiene conto dello sfitto avente ordinario carattere periodico come quello che può verificarsi per ville, case di villeggiatura e simili, ragguagliandosi, in tal caso, il reddito fondiario annuo lordo alla accumulazione annua dei redditi realizzati nei periodi di effettiva utilizzazione.
Non si tiene neppure conto degli sfitti derivanti da cause eccezionali ed, in particolare, di quelli che danno diritto al rimborso dell'imposta secondo l'art.9 della legge 11-7-1889, n. 6214 (serie terza) e successive modificazioni.
Art. 25 PERDITA PER FITTI NON CORRISPOSTI
Le rate di fitto dovute e non pagate si accertano con riferimento al periodo censuario fissato per legge. Esse non si considerano come perdite quando il loro mancato pagamento sia dipeso da avvenimenti eccezionali.
Art. 26 DETERMINAZIONE DELLE SPESE E DELLE PERDITE
Le spese e le perdite indicate nei precedenti artt. 21, 22, 23, 24 e 25 si determinano facendo riferimento a condizioni normali e si esprimono in una quota parte del reddito lordo.
In mancanza di dati espliciti, le dette quote parti si determinano con apprezzamento sintetico sulla base dei dati complessivi raccolti per unità immobiliari analoghe.
Art. 27 DETERMINAZIONE DELLA RENDITA CATASTALE IN BASE AL CAPITALE FONDIARIO
Per le unità immobiliari per le quali nella zona censuaria la locazione non esista o abbia carattere di eccezione, la rendita catastale si determina aggiungendo alla rendita fondiaria, calcolata come interesse del capitale fondiario, le spese relative alla imposta fabbricati, alle relative sovraimposte ed ai contributi di ogni specie.
Art. 28 DEL CAPITALE FONDIARIO
Il capitale fondiario è costituito dal valore venale della unità immobiliare all'epoca censuaria stabilita per legge. Esso si determina di regola tenendo presenti i prezzi correnti per la vendita di unità immobiliari analoghe.
Qualora non sia possibile determinare il capitale fondiario sulla base degli elementi previsti nel precedente comma, il valore venale si stabilisce con riguardo al costo di ricostruzione, applicando su questo un adeguato coefficiente di riduzione in rapporto allo stato attuale delle unità immobiliari.
Art. 29 SAGGIO DI INTERESSE
Il saggio di interesse da attribuire al capitale fondiario per determinare la rendita è il saggio di capitalizzazione che risulta attribuito dal mercato ad investimenti edilizi aventi per oggetto unità immobiliari analoghe. Qualora si tratti di unità immobiliari che, a causa delle loro destinazione o caratteristiche, siano per se stesse non suscettibili di dare un reddito in forma esplicita, si devono, invece, tener presenti i saggi di capitalizzazione che risultano attribuiti dal mercato ad investimenti concorrenti con quello edilizio.
Le spese o perdite eventuali, escluse soltanto quelle relative alla imposta fabbricati, alla rendita sovraimposta ed ai contributi di ogni specie, devono essere determinate con il metodo indicato nell'art.20 e seguenti. In tali casi può indicarsi solo la quota parte del reddito lordo che corrisponde al complesso delle dette perdite e spese eventuali, determinandolo con apprezzamento sintetico sulla base dei dati raccolti per unità immobiliari analoghe.
Art. 30 DETERMINAZIONE DELLA RENDITA CATASTALE DI IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE O PARTICOLARE
Le tariffe non si determinano per le unità immobiliari indicate nell'art.8. Tuttavia la rendita catastale delle unità immobiliari appartenenti a tali categorie si accerta ugualmente, con stima diretta per ogni singola unità.
Art. 31 PROSPETTO DELLE TARIFFE
Per ciascuna zona censuaria viene compilato un prospetto delle tariffe, che deve elencare le categorie e le classi riscontrate nella zona ed indicare, in corrispondenza di ciascuna classe, la relativa tariffa e la quota parte del reddito lordo che corrisponde all'ammontare complessivo delle spese e perdite eventuali escluse soltanto quelle relative alla imposta fabbricati, alle relative sovraimposte ed ai contributi di ogni specie. Le categorie e le classi elencate nel prospetto sono quelle del quadro delle categorie e classi approvate per la zona dalla commissione censuaria; non si elencano le categorie per le quali, ai sensi dell'articolo precedente, non si determinano le tariffe.
Artt. 32 - 37 - omissis -
CAPO V DELL'ACCERTAMENTO
Art. 38 OGGETTO DELL'ACCERTAMENTO
Sono soggetti all'accertamento tutti i fabbricati e le costruzioni stabili definite dall'art.4 della legge.
Sono esclusi dall'accertamento:
a) i fabbricati rurali;
b) i fabbricati di proprietà della Santa Sede di cui agli artt. 13, 14, 15 e 16 del Trattato Lateranense 11 febbraio 1929.
Art. 39 FABBRICATI RURALI
I fabbricati da escludersi dall'accertamento ai sensi della
lettera a) del paragrafo precedente sono le costruzioni e porzioni di costruzioni coi loro accessori appartenenti allo stesso
proprietario dei terreni cui servono e siano inoltre destinati:
a) all'abitazione di coloro che attendono col proprio lavoro alla manuale coltivazione della terra, ritenendosi per tali anche i guardiani o custodi dei fondi, del bestiame e degli edifici rurali, nonché coloro che col nome di capisquadra, sorveglianti, campari o altro equivalente, conducono o assistono materialmente i
giornalieri e gli operai;
b) al ricovero del bestiame necessario per quella coltivazione o alimentato da quei terreni;
c) alla conservazione e prima manipolazione dei prodotti agrari dei terreni, nonché alla custodia e conservazione delle macchine e degli attrezzi che servono alla coltivazione dei terreni medesimi. Nel caso di fabbricati in parte rurali, ai sensi del comma precedente, ed in parte urbani si assoggetta all'accertamento la sola parte urbana.
Art. 40 UNITA' IMMOBILIARE URBANA
Si accerta come distinta unità immobiliare urbana ogni fabbricato, o porzione di fabbricato od insieme di fabbricati che appartenga allo stesso proprietario e che, nello stato in cui si trova, rappresenta, secondo l'uso locale, un cespite indipendente.
Art. 41 INDICAZIONE DEL POSSESSO
Ciascuna unità immobiliare urbana accertata deve essere intestata alla ditta che ne è in possesso.
La ditta è costituita dalle persone dei proprietari o dei possessori e da quelle che hanno diritti reali di godimento sull'unità immobiliare. Esse devono essere individualmente designate, specificando per ognuna le quote di partecipazione o il diritto spettante.
Art. 42 IDENTIFICAZIONE DELL'UNITA' IMMOBILIARE URBANA
Ciascuna unità immobiliare accertata deve essere identificata in catasto con l'indicazione della via o della località, del numero civico, della scala, del piazzale, ecc., e con il riferimento alla mappa.
Art. 43 RILIEVO A VISTA
Nei centri urbani, per i quali, all'atto dell'accertamento non si disponga della mappa, ovvero essa non sia sufficientemente aggiornata per la parte urbana, le unità immobiliari devono essere provvisoriamente identificate in catasto con il riferimento ad una rappresentazione planimetrica dei fabbricati, eseguita dai periti degli uffici tecnici erariali con rilievo a vista.
Art. 44 CONSISTENZA DELLE UNITA' IMMOBILIARI
Di ciascuna unità immobiliare accertata si determini la consistenza computandola in base agli elementi unitari di misura indicati negli articoli seguenti quale risulta al momento dell'accertamento.
Art. 45 MISURA DELLA CONSISTENZA A VANO
Per la misura della consistenza dell'unità immobiliare con la destinazione ordinaria ad uso di abitazione si assume come elemento unitario il vano utile.
Si considera vano utile quello che ha destinazione principale (camera, salone, galleria e simili), nell'uso ordinario della unità immobiliare.
Art. 46 VANI ACCESSORI DELLE ABITAZIONI
I vani aventi destinazione ordinaria accessoria dei vani principali si calcolano per tanti vani utili quanti, per ogni categoria, sono fissati dagli usi locali.
Si considerano vani accessori quelli necessari al servizio o al disimpegno dei vani principali (latrine, bagni, dispense, ripostiglio, veranda, ingresso, corridoio e simili), nonché quelli che pur non essendo strettamente necessari alla utilizzazione dei vani principali ne integrano la funzione (soffitte, cantine, bucatai, spanditoi, stalle, granai, porcili, pollai e simili).
Sono compresi fra gli accessori quelli che, pur avendo destinazione principale nell'uso ordinario dell'unità immobiliare, hanno superficie minore di quella minima prestabilita in ogni zona censuaria per ciascuna categoria e classe.
La cucina è considerata vano utile, qualunque ne sia la superficie, purché sia fornita degli impianti relativi alla sua speciale destinazione nel modo ordinario per la categoria e classe cui appartiene l'unità immobiliare. In mancanza di usi locali i vani accessori si computano per un terzo di vano utile se sono strettamente necessari al servizio od al disimpegno dei vani principali, per un quarto di vano utile in caso diverso.
Art. 47 VANI RAGGUAGLIATI
Si computano per più di un vano utile i vani principali che abbiano superficie maggiore di quella massima stabilita in ogni zona censuaria per ciascuna categoria e classe.
Il ragguaglio a vani utili od a frazione di vano utile della eccedenza di superficie, rispetto a quella massima anzidetta, viene fatto rapportando l'eccedenza alla superficie massima stessa.
Art. 48 MISURA DELLA CONSISTENZA A METRO CUBO
Per la misura della consistenza delle unità immobiliari con destinazione ordinaria ad uso di alloggi collettivi (collegi, ospizi, conventi, caserme, ospedali, prigioni e simili), di uffici pubblici, di scuole, di musei e simili, si assume come elemento unitario il metro cubo. La consistenza si computa calcolando, con le norme tecniche consuete, il volume vuoto per pieno dell'unità immobiliare.
Art. 49 MISURA DELLA CONSISTENZA A METRO QUADRATO
Per la misura della consistenza delle unità immobiliari con destinazione ordinaria ad uso negozi, botteghe, magazzini, locali di deposito, laboratori per arti e mestieri, stalle, scuderie, autorimesse, palestre, tettoie e simili, si assume come elemento ordinario il metro quadrato. La consistenza si computa sommando le superfici libere dei locali facenti parte dell'unità immobiliare.
Art. 50 LOCALI ACCESSORI DEI NEGOZI E DELLE BOTTEGHE
La consistenza complessiva delle unità immobiliari con destinazione ordinaria ad uso negozi e botteghe, quando esse comprendono locali accessori (retro botteghe, gabinetti e simili), si diminuisce riducendo la superficie degli accessori in misura corrispondente alla loro minore produttività di reddito rispetto al locale principale.
Art. 51 COMPUTO DELLE DIPENDENZE
E' aumentata di una percentuale non maggiore del 10% la consistenza delle unità immobiliari alle quali siano annesse aree formanti parti integranti di esse, ovvero sia congiunto l'uso, in comune con altri, di locali per deposito, per bucato e simili, quando tali circostanze non siano state tenute presenti nell'attribuzione della classe.
Art. 52 ARROTONDAMENTO DELLA CONSISTENZA
La consistenza delle unità immobiliari si arrotonda, a seconda dell'elemento unitario di misura assunto rispettivamente al mezzo vano, al metro cubo od al metro quadrato.
Art. 53 DESCRIZIONE DEGLI IMMOBILI A DESTINAZIONE SPECIALE O PARTICOLARE
La consistenza catastale non si accerta per le unità indicate nell'art.8.
Tuttavia esse sono descritte in catasto mediante la elencazione dei loro elementi
costitutivi.
Art. 54 ESECUZIONE DELL'ACCERTAMENTO
L'accertamento viene eseguito dai periti degli uffici tecnici erariali, mediante visita di ciascuna unità immobiliare urbana, tenendo presente le dichiarazioni rese su apposita scheda dagli interessati a norma dell'art.3 della legge e valendosi delle indicazioni fornite dai possessori e dai detentori o da chi li rappresenta.
Art. 55 PREAVVISO DELLA VISITA SOPRALUOGO
L'avviso prescritto dall'art.31 della legge per l'accesso alle proprietà private deve essere dato mediante spedizione postale raccomandata o mediante consegna, a mezzo del messo comunale, al possessore nella propria residenza o ad uno della sua famiglia o a persona addetta al suo servizio.
Qualora la residenza del possessore non risulti dalla dichiarazione presentata ai sensi dell'articolo successivo, e non sia possibile accertarla mediante attestazione anagrafica, l'avviso deve essere affisso all'albo comunale e alla porta dello stabile.
Nel caso di ditta costituita da più possessori, l'avviso dato ad uno solo di essi è valido anche nei confronti degli altri.
Art. 56 COMPILAZIONE DELLA SCHEDA PER LA DICHIARAZIONE
Ciascuna scheda di dichiarazione deve essere sottoscritta dall'obbligato o dalla persona che da esso ebbe incarico di compilarla e deve contenere le seguenti indicazioni relative all'unità immobiliare urbana dichiarata:
a) ubicazione (provincia, comune, località, via, numero civico, scala, piano, numero interno);
b) genere della costruzione (in muratura, in legno, in ferro e simili);
c) cognome, nome e paternità di ciascuna persona fisica o denominazione della persona giuridica avente titolo di proprietà o di condominio oppure altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, utile dominio, e simili) sull'unità immobiliare, specificando per ognuna di esse il diritto spettante e la quota di partecipazione, quando questa sia diversa dall'intero. Di almeno una delle persone suddette dovrà inoltre indicarsi il comune di residenza;
d) provenienza del possesso (per successione, donazione, divisione, compravendita, permuta, costruzione, costituzione di enfiteusi e simili);
e) consistenza (numero o specie dei vani, distinti in principali ed accessori, se trattasi di unità immobiliare con destinazione ordinaria ad uso di abitazione; numero dei piani ed il volume in metri cubi calcolato vuoto per pieno, se trattasi di unità immobiliare con destinazione ordinaria ad uso di alloggi collettivi, di uffici pubblici, di scuole, di musei e simili; numero di piani e superficie utile in metri quadrati se trattasi di unità immobiliare con destinazione ordinaria ad uso di negozi, botteghe, magazzini, locali di deposito, laboratori per arti e mestieri, autorimesse, palestre, tettoie e simili; volume in metri cubi calcolato vuoto per pieno, delle costruzioni chiuse e superficie utile in metri quadrati delle tettoie, se trattasi di unità immobiliari costituite da opifici ed in genere costruite per le speciali esigenze di una attività industriale o commerciale e non suscettibili di una destinazione estranea alle esigenze suddette senza radicali trasformazioni);
f) aree scoperte od altre dipendenze annesse all'uso dell'unità immobiliare, precisando se esse sono comuni ad altre unità immobiliari;
g) servizi dei quali l'unità immobiliare è dotata (acqua potabile, riscaldamento con impianti fissi, luce elettrica, gas, ascensore, e simili);
h) la persona e la ditta che, come inquilino o come proprietario o usuario, ha in uso, o si riserva l'uso dell'unità immobiliare. Quando l'unità immobiliare all'atto della dichiarazione non è tenuta in uso, la circostanza deve essere fatta presente, precisando il motivo (sfitta, in riparazione, inabitabile, ecc.);
i) il canone annuo di fitto se l'unità immobiliare è data in locazione, precisando gli estremi di registrazione del relativo contratto;
l) le esenzioni o riduzioni dell'imposta fabbricati delle quali goda il reddito dell'unità immobiliare, precisando il titolo dell'esenzione e se trattasi di esenzione totale o parziale, permanente o temporanea, ed in quest'ultimo caso la data di scadenza del beneficio;
m) cognome, nome, paternità e residenza del dichiarante.
Art. 57 MODALITA' ESECUTIVE DELLE PLANIMETRIE
Le planimetrie da presentare insieme alle dichiarazioni a norma dell'art.7 della legge devono essere disegnate ad inchiostro in scala 1:200 esclusivamente su fogli di carta millimetrata, di determinati tipi e formati, stampati dallo Stato e messi in vendita presso gli uffici tecnici erariali, presso gli uffici dei comuni e presso i rivenditori secondari di valori bollati.
E' tollerato l'uso delle scale 1:100, ovvero 1:50.
Le planimetrie devono essere eseguite secondo le regole correnti dei disegni edili.
Devono inoltre contenere le seguenti indicazioni:
a) numero della scheda con la quale l'unità immobiliare è stata dichiarata;
b) comune, via e numero civico relativi al fabbricato nel quale l'unità immobiliare è situata;
c) ditta proprietaria; tale indicazione quando si tratti di condominio, può essere limitata alle generalità del primo intestatario;
d) altezza media di ciascuno vano;
e) destinazione dei locali accessori;
f) piano o piani nei quali si estende l'unità immobiliare;
g) confini dell'unità immobiliare verso le altre proprietà e verso le aree pubbliche. Le prime si indicano scrivendo le generalità del privato o dell'ente pubblico proprietario confinante; le seconde si indicano a mezzo della denominazione stradale.
La planimetria deve essere firmata da architetto o ingegnere o perito edile o geometra iscritti nei rispettivi albi professionali. Per i fabbricati esistenti alla data del 13 aprile 1939 è consentito che la planimetria venga firmata dall'obbligato alla dichiarazione.
La planimetria è esente da tassa di bollo.
Art. 58. ESENZIONE DALL'OBBLIGO DI PRESENTAZIONE DELLA PLANIMETRIA
1. Sono esentati dall'obbligo della presentazione della planimetria i proprietari di unità immobiliari urbane i quali, alla data dell'1 gennaio 1939, erano titolari di un reddito imponibile accertato ai fini dell'imposta fabbricati non maggiore di lire 50, sempre che, alla data di presentazione della dichiarazione, non siano proprietari di altri immobili urbani, anche se non censiti o in godimento di esenzione dall'imposta fabbricati.
Art. 59. INACCETTABILITA' DELLE PLANIMETRIE
1. L'amministrazione può dichiarare non accettabili le planimetrie quando in esse difetti alcuno dei requisiti richiesti salvo che non riconosca, a proprio insindacabile giudizio, la convenienza di provvedere direttamente alla loro regolarizzazione.
2. Della dichiarazione di non accettabilità delle planimetrie, l'ufficio tecnico erariale deve dare comunicazione all'obbligato, alla presentazione di esse mediante distinto avviso per ciascuna planimetria.
3. L'avviso deve essere consegnato a mano o deve essere inviato con raccomandata postale e deve contenere l'indicazione dei motivi della non accettabilità e di un termine non inferiore a 30 giorni, entro il quale l'obbligato deve provvedere alla presentazione della nuova planimetria debitamente regolarizzata.
Art. 60 - omissis -
CAPO VI DEL CLASSAMENTO
Art. 61. CLASSAMENTO E MODALITA' ESECUTIVE
1. Il classamento consiste nel riscontrare sopralluogo per ogni singola unità immobiliare la destinazione ordinaria e le caratteristiche influenti sul reddito e nel collocare l'unità stessa in quella tra le categorie e classi prestabilite per la zona censuaria a norma dell'art.9 che, fatti gli opportuni confronti con le unità tipo, presenta destinazione e caratteristiche conformi od analoghe.
2. Le unità immobiliari urbane devono essere classate in base alla destinazione ordinaria ed alle caratteristiche che hanno all'atto del classamento.
Art. 62. DESTINAZIONE ORDINARIA DELL'UNITA' IMMOBILIARE
1. La destinazione ordinaria si accerta con riferimento alle prevalenti consuetudini locali, avuto riguardo alle caratteristiche costruttive dell'unità immobiliare.
Art. 63.DESTINAZIONE PREVALENTE DELL'UNITA' IMMOBILIARE
1. Ad una unità immobiliare costituita da parti aventi destinazioni ordinarie proprie di categorie diverse, deve attribuirsi la categoria che ha destinazione conforme alla parte che è prevalente nella formazione del reddito.
Art. 64. MODIFICHE AL QUADRO DELLE CATEGORIE E CLASSI
1. Qualora alcune unità immobiliari accertate abbiano destinazione ordinaria o caratteristiche influenti sul reddito notevolmente difformi da quelle proprie delle categorie e classi prestabilite per la zona censuaria l'ufficio tecnico erariale deve provvedere ad apportare al quadro delle categorie e classi le occorrenti integrazioni sottoponendole all'approvazione delle commissioni censuarie con la procedura indicata nell'art.9 e seguenti.
CAPO VII DELLA PUBBLICAZIONE
Art. 65. PUBBLICAZIONE DEGLI ATTI DI FORMAZIONE
1. Compiuto il classamento con tutte le corrispondenti operazioni, sia di campagna che di tavolo, gli uffici tecnici erariali provvedono alla pubblicazione degli atti nei quali sono riassunti i risultati della attribuzione della proprietà, della misura e dell'applicazione delle categorie e delle classi alle singole unità immobiliari urbane.
2. Per le unità immobiliari che, rientrando nelle eccezioni previste dall'art.8, non hanno avuto applicata la classe, si devono pubblicare, in luogo dei risultati di tale applicazione, le rendite catastali attribuite.
Art. 66. SEDE DELLA PUBBLICAZIONE
1. La pubblicazione si esegue in ciascun comune nella sede predisposta appositamente dall'amministrazione comunale, sotto la sorveglianza di un assistente scelto dall'ufficio tecnico erariale anche fra il proprio personale.
2. Per i comuni molto estesi, gli uffici tecnici erariali possono richiedere che l'amministrazione comunale predisponga più sedi di pubblicazione. In tali casi, soltanto agli effetti della pubblicazione, il territorio comunale sarà ripartito in zone. In ciascuna sede saranno depositati in visione al pubblico gli atti relativi alla zona.
Art. 67. PREDISPOSIZIONE DELL'OPERAZIONE
1. Almeno un mese prima del giorno in cui deve cominciare la pubblicazione, l'ufficio tecnico erariale ne avvisa il sindaco, invitandolo a predisporre locali adatti, forniti dei necessari mobili e di quanto altro occorre ai fini della pubblicazione stessa.
2. Dell'inizio della pubblicazione l'ufficio tecnico erariale deve dare preavviso anche alla commissione censuaria comunale.
Art. 68. ATTI DA PUBBLICARE
1. Gli atti da pubblicarsi a norma dell'art.65 sono: a) lo schedario dei numeri di mappa, consistente in un insieme di schede nelle quali sono iscritti tutti i numeri di mappa relativi a particelle che rappresentano fabbricati urbani. In ciascuna scheda deve essere iscritto soltanto un numero di mappa con l'indicazione dei suoi subalterni e, per ognuno di questi, del numero della partita in cui è iscritto;
b) lo schedario delle partite, consistente in un insieme di schede nelle quali sono iscritte tutte le ditte che hanno proprietà delle unità immobiliari urbane e che hanno su di esse diritti reali di godimento. In ciascuna scheda deve essere iscritta una sola ditta con l'indicazione delle unità immobiliari di cui essa è proprietaria o sulle quali ha diritto reale di godimento e dei dati di consistenza e di classamento che sono stati accertati per le dette unità immobiliari a seguito delle operazioni di formazione;
c) lo schedario dei possessori, cioè un insieme di schede, nel quale sono iscritte tutte le persone fisiche e giuridiche, che hanno individualmente o in comune la proprietà delle unità immobiliari urbane o che su di esse hanno diritto reale di godimento. In ciascuna scheda deve essere iscritto un solo possessore, con l'indicazione delle partite intestate alle ditte nelle quali esso è compreso.
2. Deve inoltre rendersi ostensibile la mappa, ovvero, quando non si disponga ancora di questa o essa non sia sufficientemente aggiornata per la parte urbana, il rilievo a vista previsto dall'art.43.
Art. 69. MANIFESTO AL PUBBLICO
1. Almeno sette giorni prima di quello in cui deve cominciare la pubblicazione il sindaco pubblica un manifesto, col quale l'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali:
a) notifica agli interessati i luoghi e le ore in cui gli atti saranno ostensibili per 30 giorni successivi a quello fissato dall'ufficio tecnico erariale per l'inizio della pubblicazione. Detto termine, in casi eccezionali, può essere prorogato dalla Direzione generale del catasto e dei servizi tecnici erariali, fino ad altri 30 giorni;
b) invita gli interessati ad esaminarli, per riconoscere la regolarità delle loro partite ed a presentare nei giorni stabiliti per la pubblicazione i loro eventuali reclami. Tali reclami non possono essere presentati oltre i termini previsti nella precedente lettera;
c) invita altresì gli interessati a denunciare tutte le variazioni sia di intestazione che di consistenza, sia riguardanti enti censibili e non censiti, o viceversa, avvenute posteriormente alle operazioni di accertamento e classamento.
2. Detto manifesto deve essere pubblicato nell'albo comunale e rimanervi durante il periodo fissato per la pubblicazione. Esso deve anche essere affisso nelle frazioni del comune e negli altri luoghi soliti per le pubblicazioni ufficiali.
3. Per i beni interessanti le amministrazioni dello Stato, sarà dato particolare avviso alle stesse della pubblicazione negli albi dei vari comuni.
Art. 70. ORARIO DELLA PUBBLICAZIONE
1. I locali destinati per la pubblicazione devono restare aperti ogni giorno, compresi i festivi, non meno di sei ore, da stabilirsi dall'ufficio tecnico erariale, con riguardo al maggior comodo degli interessati.
2. Nel caso dei comuni in cui vi sia un limitato numero di interessati o si verifichino altre circostanze particolari, l'ufficio tecnico erariale, previo consenso della commissione censuaria comunale, può limitare le operazioni di pubblicazione a dati giorni della settimana e ad un minore numero di ore, sempre con riguardo al maggiore comodo degli interessati medesimi.
Art. 71. RECLAMI CONTRO I DATI DELL'ACCERTAMENTO
1. Tutti gli interessati direttamente o a mezzo di procuratori od incaricati, entro il termine stabilito per la pubblicazione, hanno facoltà di presentare reclami alla commissione censuaria comunale sulla intestazione e sulla misura delle rispettive unità immobiliari, nonché sull'applicazione alle medesime della categoria e classe.
2. Il mandato può risultare anche da lettera con firma autenticata dall'autorità comunale, da unirsi al reclam [ . . . ]

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