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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 07/08/ 2017 n. 73

CIPE - Fondo sviluppo e coesione 2014-2020. Assegnazione di risorse per l’attuazione del Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate previsto dalla legge 23 dicembre 2014, n.190

Decreto Pres. Cons. Min. 06/06/ 2017

Individuazione dei progetti da inserire nel Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate

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I Comuni potranno presentare i progetti di riqualificazione entro il 30 novembre 2015

Decreto Pres. Cons. Min. 15/10/2015

(Gazzetta ufficiale 26/10/2015 n. 249)

Interventi per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate (Bando Periferie degradate)

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

su proposta del

MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

di concerto con

IL MINISTRO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE

e

IL MINISTRO DEI BENI E DELLE ATTIVITA' CULTURALI E DEL TURISMO

Vista la legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante "Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
di stabilita' 2015)";
Visto, in particolare, l'art. 1, comma 431, della citata legge n.
190 del 2014, che ha previsto che "Al fine della predisposizione del
Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle
aree urbane degradate, di seguito denominato «Piano», i comuni
elaborano progetti di riqualificazione costituiti da un insieme
coordinato di interventi diretti alla riduzione di fenomeni di
marginalizzazione e degrado sociale, nonche' al miglioramento della
qualita' del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale. Entro
il 30 novembre 2015, i comuni interessati trasmettono i progetti di
cui al precedente periodo alla Presidenza del Consiglio dei ministri,
secondo le modalita' e la procedura stabilite con apposito bando,
approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il
Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, previa
intesa in sede di Conferenza unificata";
Visto, altresi', l'art. 1, comma 432, della predetta legge n. 190
del 2014, che ha stabilito che "Con il decreto di cui al comma 431
sono definite, in particolare:
a) la costituzione e il funzionamento, presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza
pubblica, di un Comitato per la valutazione dei progetti di
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate, di
seguito denominato «Comitato», composto da due rappresentanti della
Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui uno con funzioni di
presidente, del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del
Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero dei beni e
delle attivita' culturali e del turismo, nonche' da un rappresentante
della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dei
Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei ministri per gli
affari regionali, le autonomie e lo sport e per la programmazione e
il coordinamento della politica economica, dell'Agenzia del demanio e
dell'Associazione nazionale dei comuni italiani. Ai componenti del
Comitato non e' corrisposto alcun emolumento, indennita' o rimborso
di spese; il Comitato opera avvalendosi del supporto tecnico delle
competenti strutture del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
b) la documentazione che i comuni interessati debbono allegare ai
progetti, comprendente, tra l'altro, una relazione degli interventi
corredata da tavole illustrative ed elaborati tecnico-economici e dal
cronoprogramma attuativo degli stessi;
c) la procedura per la presentazione dei progetti;
d) i criteri di valutazione dei progetti da parte del Comitato,
tra i quali:
1) la riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado
sociale;
2) il miglioramento della qualita' del decoro urbano e del
tessuto sociale ed ambientale, anche mediante interventi di
ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo
dei servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attivita'
culturali, didattiche e sportive;
3) la tempestiva esecutivita' degli interventi;
4) la capacita' di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti
pubblici e privati e di attivazione di un effetto moltiplicatore del
finanziamento pubblico nei confronti degli investimenti privati;
Visto che, ai sensi del predetto art. 1, comma 433, della medesima
legge n. 190 del 2014:
a) i progetti da inserire nel Piano sono selezionati sulla base
dell'istruttoria svolta dal Comitato, in coerenza con i criteri di
cui al comma 432, con indicazioni di priorita';
b) i progetti da inserire nel Piano, ai fini della stipulazione
di convenzioni o accordi di programma con i comuni promotori dei
progetti medesimi, sono individuati con uno o piu' decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri;
c) tali convenzioni o accordi definiscono i soggetti partecipanti
alla realizzazione dei progetti, le risorse finanziarie, ivi incluse
quelle a valere sul Fondo di cui al comma 434 e i tempi di attuazione
dei progetti medesimi, nonche' i criteri per la revoca dei
finanziamenti in caso di inerzia realizzativa;
d) i soggetti che sottoscrivono le convenzioni o gli accordi di
programma si impegnano a fornire alla Presidenza del Consiglio dei
ministri e al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti i dati e
le informazioni necessarie all'espletamento della attivita' di
monitoraggio degli interventi;
e) l'insieme delle convenzioni e degli accordi stipulati
costituisce il Piano;
Visto che l'art. 1, comma 434, della citata legge n. 190 del 2014,
stabilisce che per l'attuazione degli interventi di cui ai commi da
431 a 433, a decorrere dall'esercizio finanziario 2015 e fino al 31
dicembre 2017, e' istituito, nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze, un fondo denominato "Somme da
trasferire alla Presidenza del Consiglio dei ministri per la
costituzione del Fondo per l'attuazione del Piano nazionale per la
riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate" e
che, a tal fine, e' autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per
l'anno 2015 e di 75 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e
2017;
Considerato che, a tali fini, e' stato istituito nel centro di
responsabilita' "8 - Pari opportunita'" del bilancio della Presidenza
del Consiglio dei ministri un apposito capitolo di spesa denominato
"Fondo per l'attuazione del Piano nazionale per la riqualificazione
sociale e culturale delle aree urbane degradate";
Considerata, pertanto, la necessita' di dare attuazione ai predetti
commi da 431 a 434 del richiamato art. 1 della citata legge n. 190
del 2014;
Vista la nota n. 20350 del 26 maggio 2015 con la quale il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso la relativa
proposta;
Acquisita l'intesa in sede di Conferenza unificata di cui all'art.
8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, nella seduta del 1°
ottobre 2015;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23
aprile 2015, con il quale al Sottosegretario di Stato alla Presidenza
del Consiglio dei ministri, prof. Claudio De Vincenti, e' stata
delegata la firma di decreti, atti e provvedimenti di competenza del
Presidente del Consiglio dei ministri;

Decreta:

Art. 1

Approvazione del bando

1. Ai sensi dell'art. 1, comma 431, della legge 23 dicembre 2014,
n. 190, e' approvato il bando allegato, con il quale sono definite:
le modalita' e la procedura di presentazione dei progetti, la
documentazione che i comuni interessati debbono allegare ai progetti,
i criteri di selezione dei progetti da parte del Comitato.
2. Il bando allegato costituisce parte integrante del presente
decreto.
Art. 2

Istituzione e funzionamento del Comitato

1. Ai sensi dell'art. 1, comma 432, della legge 23 dicembre 2014,
n. 190, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e' istituito
un Comitato per la valutazione dei progetti di riqualificazione
sociale e culturale delle aree urbane degradate, di cui ai commi da
431 a 434 della citata legge n. 190 del 2014.
2. Il Comitato e' composto da:
a) due rappresentanti del Dipartimento per le pari opportunita'
della Presidenza del Consiglio dei ministri, di cui uno con funzioni
di presidente. In caso di impedimento o assenza del presidente, le
relative funzioni sono svolte dall'altro rappresentante della
Presidenza del Consiglio dei ministri;
b) due rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
c) due rappresentanti del Ministero dell'economia e delle
finanze;
d) due rappresentanti del Ministero dei beni e delle attivita'
culturali e del turismo;
e) un rappresentante della Conferenza delle regioni e delle
province autonome;
f) un rappresentante del Dipartimento della Presidenza del
Consiglio dei ministri per gli affari regionali, le autonomie e lo
sport;
g) un rappresentante del Dipartimento della Presidenza del
Consiglio dei ministri per la programmazione e il coordinamento della
politica economica;
h) un rappresentante dell'Agenzia del demanio;
i) un rappresentante dell'Associazione nazionale dei comuni
italiani.
3. La nomina dei componenti del Comitato avviene dopo il termine
ultimo di presentazione dei progetti. Per ciascuno dei componenti
effettivi puo' essere designato un componente supplente. Si applicano
le speciali disposizioni in materia di incompatibilita' e
inconferibilita' degli incarichi.
4. Il Comitato ha sede presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, Dipartimento per le pari opportunita'.
5. Il Comitato viene convocato dal suo presidente e opera con la
presenza di tutti i suoi componenti. Il presidente convoca la prima
seduta entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la
presentazione delle domande. Nella prima seduta sono definite le
modalita' operative di funzionamento del Comitato stesso, nonche' gli
ulteriori criteri di valutazione dei progetti.
6. Le decisioni sulle valutazioni sono espresse, di regola,
all'unanimita'. Ove questa non sia raggiunta, l'assenso e' espresso
dalla maggioranza dei membri.
7. Il Comitato dura in carica fino al completo espletamento della
procedura di valutazione dei progetti.
8. Ai fini delle attivita' connesse alla valutazione dei progetti,
il Comitato si avvale del supporto di una segreteria tecnica, che
opera presso il Dipartimento per le pari opportunita', composta da
personale della Presidenza del Consiglio dei ministri e del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, in un numero di componenti non
superiore a dieci unita', senza ricorrere a modalita' di distacco o
comando comunque denominate. Il personale del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti mantiene la dipendenza funzionale e il
trattamento economico complessivo percepito dall'Amministrazione di
appartenenza.
9. I componenti del Comitato e della segreteria tecnica sono
individuati con decreto del Segretario generale della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, su designazione delle amministrazioni o degli
enti interessati.
10. Per attivita' di supporto e di assistenza gestionale alle
attivita' successive alla valutazione dei progetti [ . . . ]

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