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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 27/12/ 2017 n. 205

Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020 (Legge di Bilancio 2018)

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Dissesto idrogeologico, infrastrutture, antisismica: assegnati ai Ministeri 35,5 miliardi di euro

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29/10/2018
Fondo Investimenti, firmato il decreto per la ripartizione di 35,5 miliardi di euro

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Decreto Pres. Cons. Min. 28/11/2018

(Gazzetta ufficiale 02/02/2019 n. 28)

Ripartizione delle risorse del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese di cui all'articolo 1, comma 1072, della legge 27 dicembre 2017, n. 205

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 11 dicembre 2016, n. 232, concernente «Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2017 e bilancio
triennale 2017-2019»;
Visto l'art. 1, comma 140, della citata legge n. 232 del 2016, come
modificato dall'art. 13, comma 01, del decreto-legge 25 luglio 2018,
n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre 2018,
n. 108, il quale ha istituito un apposito fondo da ripartire nello
stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per
assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo
infrastrutturale del Paese;
Vista la legge 27 dicembre 2017, n. 205, concernente «Bilancio di
previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio
triennale 2018-2020»;
Visto l'art. 1, comma 1072, della citata legge n. 205 del 2017,
come modificato dall'art. 13, comma 1, del citato decreto-legge n. 91
del 2018, il quale ha rifinanziato il predetto fondo da ripartire
nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle
finanze, con una dotazione di 800 milioni di euro per l'anno 2018, di
1.615 milioni di euro per l'anno 2019, 2.180 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2020 al 2023, 2.480 milioni di euro per il
2024 e 2.500 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2033, per
assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo
infrastrutturale del Paese nei settori di spesa relativi a: a)
trasporti e viabilita'; b) mobilita' sostenibile e sicurezza
stradale; c) infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle
opere di collettamento, fognatura e depurazione; d) ricerca; e)
difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e
bonifiche; f) edilizia pubblica, compresa quella scolastica e
sanitaria; g) attivita' industriali ad alta tecnologia e sostegno
alle esportazioni; h) digitalizzazione delle amministrazioni statali;
i) prevenzione del rischio sismico; l) investimenti in
riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie; m) potenziamento
infrastrutture e mezzi per l'ordine pubblico, la sicurezza e il
soccorso; n) eliminazione delle barriere architettoniche;
Visto, l'art. 1, comma 1073, della citata legge n. 205 del 2017 che
prevede, a valere sugli stanziamenti previsti dal comma 1072 e
nell'ambito dei settori di spesa ivi indicati, che una quota annua
pari a 70 milioni di euro puo' essere destinata al finanziamento: a)
degli interventi individuati dal decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 15 settembre 2015 di approvazione del «Piano stralcio
aree metropolitane ed aree urbane con alto livello di popolazione
esposta al rischio di alluvione» e non ancora finanziati; b) degli
interventi di mitigazione del rischio idrogeologico nelle regioni del
centro-nord, individuati ai sensi del comma 1074;
Visto, l'art. 1, comma 1074, della citata legge n. 205 del 2017,
come modificato dall'art. 2, comma 3, del decreto-legge 12 luglio
2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto
2018, n. 97, il quale dispone che gli interventi di cui al comma
1073, lettera b), siano individuati nell'ambito di un programma
nazionale approvato dal CIPE su proposta della Presidenza del
Consiglio dei ministri-struttura di missione contro il dissesto
idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, sulla
base di un accordo di programma sottoscritto dal Presidente del
Consiglio dei ministri del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, sulla base di un accordo di programma
sottoscritto dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio
e del mare e dal presidente della regione o della provincia autonoma
interessata al programma nazionale di investimento. I presidenti
delle regioni o delle province autonome interessate possono essere
autorizzati dal Ministero dell'economia e delle finanze, d'intesa con
il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare a
stipulare appositi mutui di durata massima quindicennale sulla base
di criteri di economicita' e di contenimento della spesa, con oneri
di ammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca
europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio
d'Europa, con la societa' Cassa depositi e prestiti S.p.a. e con i
soggetti autorizzati all'esercizio dell'attivita' bancaria ai sensi
del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, compatibilmente con
gli obiettivi programmati di finanza pubblica e nel limite delle
risorse allo scopo destinate in sede di riparto del Fondo
rifinanziato ai sensi del comma 1072. Le rate di ammortamento dei
mutui attivati sono pagate agli istituti finanziatori direttamente
dallo Stato;
Visto il decreto-legge del 28 settembre 2018, n. 109, che riduce la
dotazione del fondo di cui all'art. 1, comma 1072, della legge 27
dicembre 2017, n. 205, di 83 milioni di euro per l'anno 2018, di 195
milioni di euro per l'anno 2019, di 37 milioni di euro per l'anno
2020, di 30 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2029;
Considerato che il riparto del citato fondo e' disposto con uno o
piu' decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i
Ministri interessati, in relazione ai programmi presentati dalle
amministrazioni centrali dello Stato; che gli schemi dei decreti sono
trasmessi alle Commissioni parlamentari competenti per materia, le
quali esprimono il proprio parere entro trenta giorni dalla data
dell'assegnazione e che, decorso tale termine, i decreti possono
essere adottati anche in mancanza del predetto parere;
Visto l'art. 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 25 luglio
2018, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 settembre
2018, n. 108, che ha prorogato il termine per l'adozione dei predetti
decreti del Presidente del Consiglio dei ministri al 31 ottobre 2018;
Considerato che i programmi di spesa, potranno essere realizzati
utilizzando i contributi, sulla base di criteri di economicita' e di
contenimento della spesa, anche attraverso operazioni finanziarie con
oneri di ammortamento a carico del bilancio dello Stato, con la Banca
europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio
d'Europa, con la Cassa depositi e prestiti S.p.a. e con i soggetti
autorizzati all'esercizio dell'attivita' bancaria ai sensi del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto
legislativo 1º settembre 1993, n. 385, compatibilmente con gli
obiettivi programmati di finanza pubblica e ferme restando le
procedure per l'autorizzazione all'utilizzo dei contributi di cui
all'art. 4, comma 177-bis, della legge 24 dicembre 2003, n. 350,
introdotto dall'art. 1, comma 512, della legge 27 dicembre 2006, n.
296;
Visto l'art. 1, comma 1075, della richiamata legge n. 205 del 2017,
il quale stabilisce che al fine del monitoraggio degli interventi
finanziati con le risorse del fondo da ripartire di cui all'art. 1,
comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e dell'effettivo
utilizzo delle citate risorse, anche tenuto conto del monitoraggio di
cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, e delle
risultanze del piu' recente rendiconto generale dello Stato, ciascun
Ministero invia entro il 15 settembre di ogni anno alla Presidenza
del Consiglio dei ministri, al Ministero dell'economia e delle
finanze e alle Commissioni parlamentari competenti per materia, una
apposita relazione sullo stato di avanzamento degli interventi
finanziati ed un aggiornamento della previsione sugli ulteriori stati
di avanzamento nonche' sulle principali criticita' riscontrate
nell'attuazione delle opere;
Viste le proposte presentate dalle amministrazioni centrali dello
Stato;
Vista la sentenza della Corte costituzionale del 7 marzo 2018, n.
74;
Visto l'art. 1, comma 140, della legge n. 232 del 2016, come
modificato dall'art. 13, comma 1, del decreto-legge n. 91 del 2018
che ha disposto, che i decreti del Presidente del Consiglio dei
ministri, nella parte in cui individuano interventi rientranti nelle
materie di competenza regionale o delle province autonome, e
limitatamente agli stessi, siano adottati previa intesa con gli enti
territoriali interessati, ovvero in sede di Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento
e di Bolzano;
Considerato che allo stato occorre procedere alla ripartizione
delle risorse del fondo;
Visti i pareri resi dalle competenti Commissioni parlamentari;
Sulla proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di
concerto con i Ministri interessati;

Decreta:

Art. 1

1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 1072 della legge
27 dicembre 2017, n. 205, e' disposta la ripartizione del Fondo per
il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale
del Paese tra le amministrazioni centrali dello Stato in relazione ai
settori di spesa indicati dalla citata norma, come da elenco allegato
che costituisce parte integrante del presente decreto.
2. Nell'ambito dei settori di spesa indicati ai sensi del comma 1,
gli interventi sono individuati secondo [ . . . ]

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