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I comuni marginali potranno attrarre nuovi abitanti e smart workers

Dal Dipartimento Coesione le risorse per ristrutturare immobili comunali e concederli gratuitamente a chi si trasferisce

Decreto Pres. Cons. Min. 30/09/2021

(Gazzetta ufficiale 14/12/2021 n. 296)

Modalità di ripartizione, termini, modalità di accesso e rendicontazione dei contributi a valere sul Fondo comuni marginali, al fine di realizzare interventi di sostegno alle popolazioni residenti nei comuni svantaggiati, per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023

IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l'art. 1, comma 196, della legge 30 dicembre 2020, n. 178
secondo cui «Al fine di favorire la coesione sociale e lo sviluppo
economico nei comuni particolarmente colpiti dal fenomeno dello
spopolamento e per i quali si riscontrano rilevanti carenze di
attrattivita' per la ridotta offerta di servizi materiali e
immateriali alle persone e alle attivita' economiche, nel rispetto
della complementarita' con la strategia nazionale per le aree
interne, il Fondo di cui all'art. 1, comma 65-ter, della legge 27
dicembre 2017, n. 205, e' denominato «Fondo di sostegno ai comuni
marginali.»;
Visto l'art. 1, comma 198, della legge 30 dicembre 2020, n. 178,
secondo cui «Il Fondo di cui al comma 196 e' incrementato di 30
milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023. Tali
risorse e quelle di cui all'art. 1, comma 65-sexies, della legge 27
dicembre 2017, n. 205, sono ripartite con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per il Sud e la
coesione territoriale, che ne stabilisce i termini e le modalita' di
accesso e rendicontazione.»;
Visto l'art. 1, comma 65-ter, della legge 27 dicembre 2017, n. 205,
secondo cui «Nell'ambito della strategia nazionale per lo sviluppo
delle aree interne, presso il Dipartimento per le politiche di
coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri e' istituito un
fondo di sostegno alle attivita' economiche, artigianali e
commerciali con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2020, 2021 e 2022. Il fondo e' ripartito tra i comuni
presenti nelle aree interne con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri, su proposta dal Ministro per il Sud e la coesione
territoriale, che ne stabilisce termini e modalita' di accesso e
rendicontazione.»;
Visto l'art. 1, comma 65-sexies, della legge 27 dicembre 2017, n.
205, secondo cui «Il fondo di cui al comma 65-ter e' incrementato di
30 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, al fine
di realizzare interventi di sostegno alle popolazioni residenti nei
comuni svantaggiati. Agli oneri derivanti dal presente comma si
provvede mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo
per lo sviluppo e la coesione - programmazione 2014-2020 di cui
all'art. 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147. Con
apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale, sono
individuati gli enti beneficiari, in base ai seguenti criteri:
spopolamento, deprivazione sociale, indicatori del reddito delle
persone fisiche inferiori alle medie di riferimento. Con il medesimo
decreto il Fondo e' ripartito tra i comuni svantaggiati e sono
stabiliti i termini e le modalita' di accesso e di rendicontazione al
fine di realizzare i seguenti interventi: a) adeguamento di immobili
appartenenti al patrimonio disponibile da concedere in comodato d'uso
gratuito a persone fisiche o giuridiche, con bando pubblico, per
l'apertura di attivita' commerciali, artigianali o professionali per
un periodo di cinque anni dalla data risultante dalla dichiarazione
di inizio attivita'; b) concessione di contributi per l'avvio delle
attivita' commerciali, artigianali e agricole; c) concessione di
contributi a favore di coloro che trasferiscono la propria residenza
e dimora abituale nei comuni delle aree interne, a titolo di concorso
per le spese di acquisto e di ristrutturazione di immobili da
destinare ad abitazione principale del beneficiario. Per le finalita'
di cui al presente comma, i comuni svantaggiati, individuati dal
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al secondo
periodo del presente comma, sono altresi' autorizzati alla
concessione alle persone fisiche di immobili pubblici appartenenti al
loro patrimonio disponibile in comodato d'uso gratuito, da adibire ad
abitazione principale, nonche' alla concessione in uso gratuito di
locali appartenenti al patrimonio pubblico, al fine di esercitare
forme di lavoro agile, con oneri di manutenzione a carico dei
concessionari.»;
Visto il regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18
dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de
minimis», del regolamento (UE) n. 1408/2013 della Commissione, del 18
dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del
Trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de
minimis» nel settore agricolo e del regolamento (UE) n. 717/2014
della Commissione, del 27 giugno 2014 , relativo all'applicazione
degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione
europea agli aiuti «de minimis» nel settore della pesca e
dell'acquacoltura;
Tenuto conto della complementarieta' con la mappatura delle aree
interne, per il ciclo di programmazione 2021-2027, in corso di
approvazione;
Su proposta del Ministro per il Sud e la coesione territoriale;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto, sono adottate le seguenti
definizioni:
a) «Fondo»: il fondo comuni marginali di cui all'art. 1, comma
196, della legge 30 dicembre 2020, n. 178;
b) «contributo»: la quota di risorse attribuite al comune di cui
all'art. 1, comma 65-sexies, della legge 27 dicembre 2017, n. 205;
c) «comuni svantaggiati»: gli enti beneficiari individuati di cui
all'art. 1, comma 65-sexies, della legge 27 dicembre 2017, n. 205;
d) «attivita' economiche»: le attivita' economiche operanti nei
settori commerciali, artigianali, professionali o agricoli
individuati secondo la classificazione ATECO specificata all'art. 2;
e) «unita' locale»: un'impresa o una parte di un'impresa situata
in una localita' topograficamente identificata in conformita' al
regolamento del Consiglio europeo n. 696 del 15 marzo 1993;
f) «aree interne»: i comuni classificati come «polo», «polo
intercomunale», «intermedio», «periferico» o «ultra-periferico»
nell'ambito della mappatura delle aree interne, per il ciclo di
programmazione 2021-2027, in corso di approvazione.

Art. 2

Finalita'

1. Il presente decreto definisce, per ciascuno degli anni dal 2021
al 2023, le modalita' di ripartizione, i termini, le modalita' di
accesso e di rendicontazione dei contributi a valere sul Fondo al
fine di realizzare interventi di sostegno alle popolazioni residenti
nei comuni svantaggiati.
2. I contributi sono concessi al fine di realizzare i seguenti
interventi:
a) adeguamento di immobili appartenenti al patrimonio disponibile
del comune da concedere in comodato d'uso gratuito a persone fisiche
o giuridiche, con bando pubblico, per l'apertura di attivita'
commerciali, artigianali o professionali per un periodo di cinque
anni dalla data risultante dalla dichiarazione di inizio attivita';
b) concessione di contributi per l'avvio delle attivita'
commerciali, artigianali e agricole attraverso un'unita' operativa
ubicata nei territori dei comuni, ovvero intraprendano nuove
attivita' economiche nei suddetti territori comunali e sono
regolarmente costituite e iscritte al registro delle imprese;
c) concessione di contributi a favore di coloro che trasferiscono
la propria residenza e dimora abituale nei comuni delle aree interne,
a titolo di concorso per le spese di acquisto e di ristrutturazione
di immobili da destinare ad abitazione principale del beneficiario
nel limite di 5.000,00 euro a beneficiario.
3. I comuni svantaggiati sono altresi' autorizzati alla concessione
alle persone fisiche di immobili pubblici appartenenti al loro
patrimonio disponibile in comodato d'uso gratuito, da adibire ad
abitazione principale, nonche' alla concessione in uso gratuito di
locali appartenenti al patrimonio pubblico, al fine di esercitare
forme di lavoro agile, con oneri di manutenzione a carico dei
concessionari.
4. Le agevolazioni di cui al presente decreto sono concesse ai
sensi e nei limiti del regolamento (UE) n. 1407/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli
articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
agli aiuti «de minimis», del regolamento (UE) n. 1408/2013 della
Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli
articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea
agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo e del regolamento (UE)
n. 717/2014 della Commissione, del 27 giugno 2014, relativo
all'applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul
funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore
della pesca e dell'acquacoltura.

Art. 3

Beneficiari

1. Un comune e' definito svantaggiato se sono rispettate
contestualmente le seguenti condizioni:
a) essere esposto a rischio di spopolamento: il tasso di crescita
della popolazione e' negativo sia nel lungo periodo, ovvero dal 1981
al 2019, che nel breve periodo, ovvero dal 2001 al 2019;
b) soffrire di deprivazione sociale: l'IVSM e' elevato, ovvero e'
superiore alla mediana della distribuzione dei comuni italiani;
c) avere un livello di redditi della popolazione residente basso,
ovvero inferiore al primo quartile della distribuzione dei comuni
italiani.
2. I comuni svantaggiati, elencati in allegato A, sono individuati
sulla base dei criteri di spopolamento, deprivazione sociale e
reddito delle persone fisiche sulla base dei seguenti indicatori:
a) popolazione residente a livello comunale secondo i dati
rilevati da ISTAT negli anni 1981, 2001 e 2019;
b) indice di vulnerabilita' sociale e materiale (IVSM) sulla base
dei dati ISTAT;
c) reddito IRPEF per contribuente al 2018 sulla base di dati
Agenzia delle entrate.


VEDI ALLEGATO A


Art. 4

Modello di riparto delle risorse

1. Il riparto delle risorse avviene tra i comuni beneficiari
secondo i seguenti criteri:
a) una quota pari a un terzo della copertura finanziaria
complessiva uniformemente distribuita fra i comuni presenti
nell'allegato B al presente decreto, al fine di allocare un importo
uguale per tutti;
b) una quota pari a un terzo della copertura finanziaria
complessiva proporzionalmente allocata in relazione alla di riduzione
della popolazione dal 1981 al 2019 dei comuni presenti nell'allegato
B, al fine di perseguire una politica di incremento demografico dei
territori che hanno subito maggiormente [ . . . ]

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