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07/06/2007
Servizio Pregeo su tutto il territorio nazionale

Trasmissione telematica del modello unico informatico catastale

15/03/2006
Atti di aggiornamento catastale per via telematica

Approvate le nuove specifiche tecniche e la procedura Pregeo 9

Decreto Pres. Repubblica 26/10/1972 n. 650

Perfezionamento e revisione del sistema catastale.

Art. 1 - omissis -
Art. 2. RIORDINAMENTO DEL TESTO UNICO
1. Il secondo comma dell'art.42 del testo unico delle leggi sul catasto dei terreni è soppresso. Gli artt. 55, 56, 57, 57-bis e 60 dello stesso testo unico, più volte modificati, sono sostituiti dagli artt. da 3 a 13 del presente decreto.
Art. 3. OBBLIGO DELLE VOLTURE CATASTALI
1. Ogni qualvolta vengono posti in essere atti giudiziali o civili od amministrativi che diano origine al trasferimento di diritti censiti nel catasto dei terreni, coloro che sono tenuti alla registrazione degli atti medesimi hanno altresì l'obbligo di richiedere le conseguenti volture catastali.
2. Lo stesso obbligo incombe, nei casi di trasferimenti per causa di morte, a coloro che sono tenuti alla presentazione delle denunce di successione.
3. Le volture devono essere richieste mediante presentazione delle apposite domande, nel termine di trenta giorni dall'avvenuta registrazione degli atti o delle denunce di cui ai commi precedenti, all'ufficio tecnico erariale della provincia dove ha sede l'ufficio presso il quale ha avuto luogo la registrazione, ovvero della provincia ove si trovano i beni su cui si esercitano i diritti trasferiti.
4. E' data facoltà di inviare le domande di volture per posta, mediante plico raccomandato.
Art. 4. DOMANDE DI VOLTURE
1. Le domande devono essere compilate sopra un modulo a stampa prescritto dall'amministrazione, unitamente alle rispettive note specificanti i trasporti da eseguirsi in catasto in dipendenza degli avvenuti trasferimenti.
2. Negli atti e nelle denunce di cui al primo e secondo comma del precedente art.3, così come nelle domande di volture da essi dipendenti, gli immobili trasferiti devono essere descritti con gli estremi con i quali sono individuati in catasto da desumersi da certificati catastali di date non anteriori a tre mesi rispetto a quelle dei medesimi atti o denunce.
3. E' però consentito derogare dalla norma di cui al precedente comma per atti di eccezionale e dichiarata urgenza. In tal caso nelle dipendenti domande di volture deve essere resa esplicita dichiarazione che gli estremi con i quali sono descritti gli immobili di cui si chiede la voltura, benchè desunti da certificati di data posteriore agli atti, identificano esattamente gli immobili sui quali si esercitano i diritti trasferiti.
4. Quando i trasferimenti riguardano particelle frazionate, gli estremi di individuazione delle particelle derivate dal frazionamento devono essere desunti dai tipi di frazionamento di cui al seguente art.6.
5. Alle domande di volture vanno allegati:
a) copie di carta libera degli atti giudiziali o civili od amministrativi che danno origine alle domande stesse o delle denunce di trasferimento per causa di morte, queste ultime corredate dalle copie dei documenti relativi alla successione;
b) - omissis -
6. Le copie di cui al punto a) devono recare una attestazione, resa da pubblici ufficiali ovvero dai competenti uffici, dalla quale risultino la data e gli altri estremi dell'avvenuta registrazione.
7. Quando per tutti o per una parte degli immobili oggetto di trasferimento non vi è concordanza fra la ditta iscritta in catasto e quella dalla quale si fa luogo al trasferimento stesso, la domanda di voltura deve anche contenere un elenco specificante gli atti o documenti che hanno dato luogo ai passaggi intermedi fra le ditte di cui sopra; ovvero, quando i passaggi intermedi non sono stati convalidati da atti legali, una dichiarazione della parte cedente, autenticata da chi provvede alla rogazione od autenticazione od emanazione, ovvero un atto notorio in caso di trasferimento per causa di morte, dimostranti la cronistoria dei passaggi medesimi.
8. Nei casi previsti dal precedente quarto comma, alla domanda di volture deve essere altresì unita una copia del corrispondente tipo di frazionamento dichiarata conforme all'originale da chi provvede alla rogazione od emanazione od autenticazione ovvero alla pubblicazione del testamento.
9. Coloro che sono obbligati a presentare le domande di volture dipendenti da successioni senza testamento, pur rimanendo responsabili delle domande medesime, che sottoscrivono, possono richiedere per la loro compilazione l'assistenza degli uffici
tecnici erariali, sempreché abbiano precedentemente provveduto alla presentazione della regolare denuncia al competente ufficio.
Art. 5 PRESENTAZIONE DEI TIPI DI FRAZIONAMENTO
Quando un trasferimento di beni immobili comporta il frazionamento di particelle, deve essere preventivamente presentato all'ufficio tecnico erariale il corrispondente tipo di frazionamento, firmato da un ingegnere, architetto, dottore in scienze agrarie, geometra, perito edile, perito agrario o perito agrimensore regolarmente iscritto nell'albo professionale della propria categoria; il tipo deve essere presentato in doppio originale, uno dei quali redatto su di un estratto autenticato della mappa catastale, di data non anteriore a sei mesi, e l'altro su di una copia dello stesso.
L'ufficio tecnico erariale, accertata la conformità del tipo alle norme vigenti, ne dà attestazione su entrambi gli originali e ne restituisce uno entro 20 giorni dalla data di presentazione.
Trascorso tale termine senza che l'ufficio vi abbia provveduto, gli atti che danno origine al trasferimento possono essere redatti con riferimento al tipo di frazionamento privo dell'attestazione di conformità: in tal caso non è applicabile la procedura di cui al successivo art.8, quinto comma; rimane invece operante la facoltà prevista dall'art.9.
Il detto originale restituito od una sua copia autenticata da chi provvede alla rogazione od emanazione od autenticazione, ovvero alla pubblicazione di testamento, sottoscritto per accettazione dalle parti interessate, deve essere quindi unito al documento che da origine al trasferimento per formarne parte integrante, sempreché non siano trascorsi più di sei mesi dalla data della dichiarazione di conformità: questa è tuttavia rinnovabile in qualsiasi momento, fino a quando non siano state introdotte in mappa variazioni delle linee interessate dal tipo di frazionamento. Eventuali altri disegni o planimetrie uniti all'atto che da origine al trasferimento non possono riportare misure in contrasto con quelle espressamente indicate sul tipo di frazionamento ovvero, nel caso previsto nel quinto comma del successivo art.6, sul disegno allegato ad esso.
Art. 6 REDAZIONE DEI TIPI DI FRAZIONAMENTO
Nella redazione dei tipi di frazionamento le nuove linee dividenti devono essere definite mediante misure prese sul terreno e riportate sul disegno.
Le misure devono essere rigorosamente riferite a punti o linee reali stabili, esattamente identificabili sul terreno oltreché riconoscibili sulle mappe catastali; detti punti o linee, oltre che indicati, devono essere sinteticamente ma chiaramente descritti.
Deve essere data preferenza ai punti riportati sulle mappe originali d'impianto, di cui può essere a tal fine richiesta la gratuita consultazione o ai punti di cui al successivo art.11 o a punti appositamente concordati con l'ufficio tecnico erariale.
Quando le nuove dividenti di possesso, identificate sul disegno con le nuove linee, sono materializzate con manufatti o particolari topografici, anche questi devono essere sinteticamente descritti nel tipo di frazionamento medesimo.
L'assunzione delle misure può essere effettuata con qualsiasi metodo suggerito dalla buona tecnica; deve in particolare essere eseguito un congruo numero di misure di controllo. Qualora queste diano risultati che presentino, rispetto alle corrispondenti misure rilevate sulla mappa, differenze eccedenti le tolleranze d'uso, deve esserne fatta esplicita menzione.
Quando in particolare la configurazione delle particelle da dividere ricavata dalla mappa non corrisponde alla configurazione delle medesime particelle ricavata sul terreno, questa deve essere riprodotta, regolarmente quotata, in un disegno allegato al tipo e che ne forma parte integrante, eseguito in una scala avente denominatore non maggiore di quello della mappa corrispondente.
Su di esso deve essere identificata, mediante le misure di cui al primo comma, la posizione delle nuove linee dividenti. Detta posizione sarà altresì indicata con la massima possibile approssimazione sul tipo di frazionamento eseguito sull'estratto della mappa in guisa che le superfici delle particelle da dividere risultino ripartite fra le particelle derivate dal frazionamento in proporzione delle superfici effettive.
Nel caso previsto dal precedente comma la norma portata dall'ultimo comma del precedente art.5 si intende riferita al disegno allegato al tipo.
Art. 7 TRASFERIMENTI A MISURA
Qualora nel documento che da origine al trasferimento venga dichiarato che il trasferimento stesso ha luogo a misura e non a corpo, la circostanza deve essere fatta risultare nella domanda di volture.
Qualora il trasferimento abbia luogo con frazionamento di particelle, il relativo tipo di frazionamento deve essere corredato di tutte le misure idonee a consentire la completa dimostrazione della determinazione delle superfici effettive degli immobili sui quali si esercitano i diritti trasferiti.
Qualora invece il trasferimento non richieda il frazionamento di particelle, le misure necessarie per la dimostrazione di cui al comma precedente devono essere riportate su di un disegno, detto tipo particellare, nel quale viene riprodotta la configurazione delle particelle trasferite.
Ai tipi particellari si applicano, in quanto possibili, tutte le norme previste agli artt. 5 e 6 per i tipi di frazionamento; è escluso in particolare l'obbligo della redazione su di un estratto della mappa catastale.
Art. 8 ESECUZIONE DELLE VOLTURE
L'ufficio tecnico erariale esegue nei propri atti le volture richieste sulla fede delle rispettive domande e delle corrispondenti note.
Le volture richieste con domande corredate dalla dichiarazione di cui alla seconda parte del comma settimo dell'art.4 vengono eseguite con riserva, limitatamente alle particelle interessate dall'anzidetta dichiarazione, e notificate alle ditte alle quali in catasto le particelle medesime risultano iscritte.
La riserva viene fatta constare negli atti del catasto ai sensi dell'art.12 della legge 1-10-1969, n. 679.
Analoga procedura deve essere seguita ogni qualvolta manchi la piena corrispondenza fra gli elementi distintivi del trasferimento riportati dalla domanda di volture e quanto risulta negli atti del catasto, sempreché la mancata corrispondenza non dipenda da errori materiali rettificabili negli atti medesimi.
Se, ricorrendone il caso, non è stato redatto il tipo di frazionamento ovvero esso non è stato dichiarato conforme alle norme di legge ai sensi del comma secondo del precedente art.5, la voltura viene eseguita cointestando alle parti le particelle che devono frazionarsi. In tal caso, per ottenere l'introduzione in catasto del frazionamento, deve essere prodotto un tipo redatto in aderenza all'atto o alla denuncia di successione e secondo le norme dei precedenti articoli, munito delle firme di tutte le parti interessate dal trasferimento cui il tipo si riferisce, autenticate nelle forme di rito.
Art. 9 CONTROLLI SOPRALLUOGO DELLE MISURE
L'ufficio tecnico erariale ha facoltà di effettuare in qualsiasi momento controlli sopralluogo della rispondenza topografica delle misure riportate sui tipi di frazionamento e sui tipi particellari di cui ai precedenti artt. 5, 6 e 7.
Qualora nel corso degli anzidetti controlli, vengano accertate discordanze eccedenti i limiti di tolleranza, provvede ad apporre annotazioni di riserva relativamente alle particelle o porzioni di particelle a cui le discordanze si riferiscono ed a darne comunicazione alle ditte che risultino iscritte in catasto come possessori degli anzidetti immobili, invitandole a provvedere in merito mediante la stesura di regolari atti di rettifica, corredati dei necessari tipi di frazionamento e la presentazione delle conseguenti domande di volture di convalida.
Art. 10 COORDINATE DEI VERTICI DEI CONFINI
Allo scopo di perfezionare le operazioni di misura sul terreno e sulla mappa - con il riferimento a quanto disposto dall'art.45 del capitolo III del regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi sul nuovo catasto, approvato con Regio decreto 8-10-1931, n. 1572 e con riferimento all'art.1 della legge 1-10-1969, n. 679, e successive modificazioni - l'amministrazione del catasto ha la facoltà di provvedere alla graduale determinazione delle coordinate dei vertici dei confini relativi ai singoli possessi con la costituzione, per ogni foglio di mappa, di un elenco contenente tutte le coordinate ivi ricadenti.
Art. 11. PUNTI DI RIFERIMENTO DEFINITI DA COORDINATE ANALITICHE
1. A cura dell'amministrazione del catasto verrà introdotto gradualmente in ciascun foglio di mappa un numero sufficiente di punti di riferimento collegati a caposaldi stabili sul terreno, le cui coordinate analitiche permettono l'appoggio ad essi per ogni nuovo rilievo topografico.
Art. 12. SANZIONI
1. Coloro che non osservino le disposizioni di cui ai precedenti artt. 3, 4, 5, 6 e 7 sono soggetti alla pena pecuniaria da lire 5.000 a lire 20.000, sempreché non abbiano ottemperato all'invito loro rivolto di provvedere nel termine improrogabile di trenta giorni alla eliminazione della irregolarità accertata a loro carico; l'inosservanza di tutti i termini temporali è tuttavia contestabile immediatamente.
2. Le inosservanze di cui al comma precedente possono essere accertate tanto all'atto della presentazione della domanda di volture quanto durante la sua esecuzione in catasto.
3. Se nell'atto e nella conseguente domanda di volture viene fatto riferimento ad un tipo di frazionamento privo della prescritta dichiarazione di conformità alle norme di legge, sempreché ciò non dipenda dall'inosservanza del termine previsto al secondo comma del precedente art.5 da parte dell'ufficio tecnico erariale, devono essere assoggettati alla medesima pena pecuniaria il tecnico che ha firmato il tipo stesso ed il responsabile della presentazione della domanda di volture.
4. A carico degli inadempienti saranno in ogni caso poste anche tutte le eventuali spese occorse all'ufficio tecnico erariale per fornirsi di quanto sia stato inutilmente richiesto agli interessati, ai sensi del primo comma del presente articolo.
5. L'accertamento delle violazioni spetta agli ingegneri dirigenti degli uffici tecnici erariali.
6. Il relativo processo verbale è trasmesso all'intendente di finanza competente per territorio, per l'applicazione della pena pecuniaria, a norma degli artt. 55 e seguenti della legge 7-1-1929, n. 4.
Art. 13. COMUNICAZIONI AGLI ORDINI O COLLEGI PROFESSIONALI
1. Gli uffici tecnici erariali sono tenuti a segnalare agli ordini o collegi professionali competenti - con comunicazioni periodiche - le irregolarità riscontrate nella presentazione delle domande di volture e nella compilazione delle relative note, nonché nella redazione dei tipi di frazionamento e dei tipi particellari, sempreché esse non siano state eliminate nel termine indicato al primo comma del precedente art.12 ed abbiano carattere ricorrente.
2. Dovranno inoltre essere segnalate le discordanze di cui al secondo comma dell'art.9, quando siano state rilevate ripetutamente su elaborati allestiti dal medesimo professionista.
TITOLO II CATASTO EDILIZIO URBANO
Art. 14. VOLTURE DEI BENI ISCRITTI NEL CATASTO EDILIZIO URBANO
1. Le norme sulle volture catastali contenute nel Titolo I regolano anche le volture dei beni iscritti nel catasto edilizio urbano.
Art. 15. ISCRIZIONE NEL CATASTO EDILIZIO URBANO DELLE AREE SCOPERTE E DEI LASTRICI SOLARI
1. Ad integrazione e modifica di quanto è stabilito con la legge 11-8-1939, n. 1249, modificata con DL 8-4-1948, n. 514, e con il relativo regolamento approvato con decreto Presidente della Repubblica 1-12-1949, n. 1142, nel catasto edilizio urbano verranno anche iscritti, con indicazione della sola superficie, i lastrici solari nonché le aree scoperte di dipendenza o pertinenza delle unità immobiliari urbane.
2. Gli uni e le altre dovranno essere dichiarati dagli interessati con le medesime modalità stabilite per la dichiarazione delle unità immobiliari urbane dalle norme di legge e di regolamento citate al comma precedente.
3. Resta valida la norma portata dall'art.51 del regolamento approvato con DPR 1-12-1949, n. 1142, circa il computo anche delle aree scoperte nella determinazione della consistenza delle unità immobiliari urbane.
TITOLO III COMMISSIONI CENSUARIE
Art. 16. COMMISSIONI LOCALI E CENTRALE
1. Per i lavori di formazione, di revisione e di conservazione del catasto terreni e del catasto edilizio urbano, l'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali è coadiuvata dalle commissioni censuarie distrettuali, dalle commissioni censuarie provinciali e dalla commissione censuaria centrale.
2. Le commissioni censuarie distrettuali hanno sede nei comuni con maggiore popolazione residente tra quelli del distretto censuario, con riferimento ai dati del censimento del 1971.
3. Le commissioni censuarie provinciali hanno sede nel capoluogo di ciascuna provincia.
4. La commissione censuaria centrale ha sede in Roma. [5. Si considera distretto censuario il territorio comprendente uno o più comuni amministrativi o censuari che presentino analogia di condizioni nell'economia agraria ed urbana, tenendo anche conto delle circoscrizioni statistiche stabilite dall'ISTAT.
6. I distretti censuari sono determinati con decreto del Ministro per le finanze, sentita la commissione censuaria centrale e comunque non possono essere costituiti da più di dodici comuni.
Artt. 17 - 18 - omissis -
Art. 19. (COMPOSIZIONE DELLE COMMISSIONI CENSUARIE PROVINCIALI
1. Le commissioni censuarie provinciali sono costituite di un presidente, di dieci membri effettivi e di quattro membri supplenti.
2. La commissione censuaria provinciale è presieduta dal presidente della commissione tributaria provinciale o da un presidente di sezione della stessa commissione nominato, su sua proposta, dal presidente del tribunale civile e penale avente sede nel capoluogo della provincia.
3. La commissione si articola in due sezioni composte ciascuna di cinque membri effettivi e due supplenti; alla prima sezione è attribuita la competenza in materia di catasto terreni; alla seconda la competenza in materia di catasto edilizio urbano.
4. La presidenza delle due sezioni è attribuita ai due membri effettivi più anziani.
5. I membri effettivi e supplenti sono scelti dal presidente del tribunale civile e penale avente sede nel capoluogo della provincia fra un numero almeno doppio di esperti designati:
1) dall'amministrazione finanziaria, per quattro membri effettivi e due supplenti;
2) dal consiglio provinciale, sentiti i comuni, per quattro membri effettivi e due supplenti;
3) dagli ordini e collegi delle categorie professionali, competenti in materia catastale, per due membri effettivi.
6. Il presidente della commissione, attribuisce a due membri effettivi le funzioni di presidente di sezione.
7. Nella regione Valle d'Aosta le designazioni di competenza della giunta dell'amministrazione provinciale sono effettuate dalla giunta regionale; nella regione Trentino-Alto Adige sono effettuate, per le rispettive circoscrizioni, dalla giunta della provincia di Trento e dalla giunta della provincia di Bolzano; nella regione siciliana, dopo che saranno costituiti i liberi consorzi dei comuni, dalle giunte dei consorzi medesimi.
8. La designazione dei membri effettivi e supplenti è fatta come segue:
a) per la prima sezione: tra i tecnici ed esperti in economia ed estimo rurale;
b) per la seconda sezione: tra i tecnici ed esperti in economia ed estimo urbano.
9. Tutti i designati devono possedere i requisiti di cui al successivo art.21.
10. Le designazioni debbono essere effettuate per iscritto entro trenta gironi dalla data dell'invito, che sarà rivolto dal competente direttore compartimentale del Dipartimento del territorio, e fatte pervenire al presidente del tribunale civile e penale e al direttore compartimentale del Dipartimento del territorio.
11. Scaduto detto termine se le designazioni non sono pervenute o sono incomplete, il presidente del tribunale, procede alla scelta dei membri della commissione censuaria provinciale, utilizzando, fino alla concorrenza del numero richiesto, anche l'intera rosa di nominativi designati, ovvero facendo ricorso a soggetti iscritti nell'albo dei consulenti tecnici, previsto dall'art.13 delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile. I nominativi dei membri effettivi e supplenti prescelti vengono comunicati al direttore compartimentale del territorio entro quindici giorni dalla scadenza del termine di cui al nono comma. Alle nomine dei membri, provvede, in conformità, il direttore compartimentale con proprio decreto.
Art. 20. SEGRETARIO DELLE COMMISSIONI CENSUARIE DISTRETTUALI E PROVINCIALI
1. Le commissioni censuarie distrettuali e provinciali sono assistite ciascuna da un segretario nominato con decreto dell'intendente di finanza, sentito il presidente della commissione corrispondente.
2. Tanto il segretario della commissione censuaria distrettuale, quanto quello della commissione censuaria provinciale, sono scelti tra i dipendenti delle carriere di concetto dell'ufficio tecnico erariale su proposta del dirigente dell'ufficio stesso.
Art. 21. REQUISITI PER LA NOMINA A COMPONENTE DELLE COMMISSIONI CENSUARIE LOCALI
1. I componenti delle commissioni distrettuali e provinciali debbono possedere i seguenti requisiti:
a) essere cittadini italiani;
b) godere dei diritti civili e politici;
c) essere di buona condotta;
d) avere la residenza in uno dei comuni della provincia;
e) non aver superato, al momento della nomina, il 72° anno di età;
f) non aver riportato condanna a pena detentiva per delitti non colposi ovvero condanna a pena detentiva o multa per violazione di leggi tributarie, salvi gli effetti della riabilitazione.
Art. 22. INCOMPATIBILITA'
1. Non possono far parte delle commissioni censuarie, finché permangono nell'esercizio delle loro funzioni:
a) i membri del Parlamento;
b) i consiglieri regionali;
c) i prefetti;
d) gli intendenti di finanza;
e) gli amministratori degli enti che applicano o che hanno una partecipazione nel gettito dei tributi nonché coloro che come dipendenti di detti enti o come componenti di organi collegiali comunque concorrono all'accertamento dei tributi medesimi;
f) gli appartenenti alle forze armate in servizio permanente effettivo ed i funzionari civili dei Corpi di polizia in attività di servizio;
g) i dipendenti dell'amministrazione periferica delle imposte dirette e delle tasse e delle imposte indirette sugli affari, nonché del catasto e dei servizi tecnici erariali;
h) le persone che esercitano abitualmente l'assistenza o la rappresentanza di contribuenti in vertenze di carattere tributario; i) gli esattori ed i collettori delle imposte dirette.
2. Non possono essere contemporaneamente componenti della stessa sezione i coniugi, i parenti ed affini entro il 4° grado.
Art. 23. DECADENZA DALL'INCARICO
1. Decadono dall'incarico i componenti delle commissioni censuarie, distrettuali e provinciali i quali:
a) hanno perduto uno dei requisiti di cui all'art.21;
b) sono incorsi in uno dei motivi di incompatibilità previsti dall'art.22;
c) cessano, se magistrati o impiegati dello Stato o di enti pubblici in attività di servizio, dall'impiego per causa diversa dal collocamento a riposo o da dimissioni volontarie secondo i rispettivi ordinamenti;
d) risultano impossibilitati a partecipare con continuità alle sedute;
e) se presidenti delle commissioni, omettono di convocare la commissione per un periodo superiore a due mesi dalla data di richiesta dell'amministrazione catastale.
2. La decadenza è dichiarata dal Ministro per le finanze su richiesta del Presidente della corte d'appello per i componenti le commissioni provinciali e dall'intendente di finanza su richiesta del presidente del tribunale per i componenti le commissioni distrettuali.
Art. 24. COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE CENSUARIA CENTRALE
1. La commissione censuaria centrale è composta di un presidente, di venti membri effettivi e di sei membri supplenti.
2. Essa si articola in due distinte sezioni, ciascuna delle quali è retta da un presidente di sezione: la prima ha competenza in materia di catasto terreni, la seconda ha competenza in materia di catasto edilizio urbano.
3. Il presidente della commissione censuaria centrale è nominato con DPR, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per le finanze.
4. I membri effettivi ed i membri supplenti sono nominati con decreto del Ministro per le finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.
5. Con successivo decreto del Ministro per le finanze vengono nominati, su proposta del presidente della commissione censuaria centrale, i presidenti di sezione, scelti fra i membri effettivi delle rispettive sezioni.
6. Fanno parte di entrambe le sezioni:
a) i direttori generali dei Dipartimenti del territorio e delle entrate;
b) il direttore centrale del catasto;
c) il direttore centrale dei servizi tecnici erariali;
d) due ingegneri, con qualifica dirigenziale, della direzione centrale del catasto e due membri scelti tra magistrati amministrativi ovvero tra avvocati dello Stato con qualifica non inferiore a magistrato di cassazione o equiparata.
7. Fanno parte soltanto della prima sezione un direttore generale del Ministero delle politiche agricole, cinque membri effettivi e tre supplenti scelti tra professori universitari in materia di economia ed estimo rurale. Dei predetti membri tre effettivi e i tre supplenti sono scelti nell'ambito dei nominativi designati rispettivamente dalle regioni, dall'Unione province italiane (UPI) e dall'Associazione nazionale comuni d'Italia (ANCI), ai sensi del secondo comma, lettera d), dell'art.9 del DLgs 28-8-1997, n. 281.
8. Fanno parte soltanto della seconda sezione un direttore generale del Ministero dei lavori pubblici, cinque membri effettivi e tre supplenti scelti tra professori universitari in materia di economia ed estimo urbano. Dei predetti membri tre effettivi e i tre supplenti sono scelti nell'ambito dei nominativi designati rispettivamente dalle regioni, dall'UPI e dall'ANCI.
Art. 25. COLLEGIO DEI PERITI
1. La presidenza della commissione censuaria centrale è assistita da un collegio di periti i cui componenti, in numero non superiore a sei, sono scelti dal Ministro per le finanze tra gli ingegneri ed i geometri dell'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali. Il capo del collegio è un ingegnere della amministrazione predetta avente qualifica non inferiore a quella di ingegnere capo.
2. Il collegio è coadiuvato, in relazione alle necessità da altro personale dell'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali.
Art. 26. SEGRETARIO DELLA COMMISSIONE CENSUARIA CENTRALE
1. Le funzioni di segretario della commissione censuaria centrale sono affidate dal Ministro per le finanze, con proprio decreto, ad un funzionario della carriera di concetto dell'amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali.
Art. 27. FUNZIONE E DURATA DELL'INCARICO DEI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI CENSUARIE
1. I componenti delle commissioni censuarie hanno tutti identica funzione; le loro deliberazioni sono unicamente indirizzate all'applicazione della legge in base all'obiettivo apprezzamento degli elementi di giudizio, esclusa ogni considerazione di interessi territoriali, di categoria o di parte.
2. Essi restano in carica sei anni e possono essere confermati, seguendo il procedimento previsto dagli artt. 17, 19 e 24. Lo stesso procedimento si osserva ove si renda necessario far luogo a sostituzioni di membri deceduti o comunque cessati dall'ufficio.
3. Chi surroga i componenti che hanno cessato dall'ufficio prima della ordinaria scadenza, rimane in carica fino al termine stabilito per la rinnovazione della commissione.
Art. 28. COMUNICAZIONE DELLE NOMINE
1. La comunicazione ufficiale dell'avvenuta nomina a componente delle commissioni censuarie distrettuali e provinciali è fatta dall'intendente di finanza; quella della nomina a componente della commissione censuaria centrale è fatta dal Ministro per le finanze.
Art. 29. GIURAMENTO
1. I presidenti delle commissioni censuarie sono tenuti, all'atto dell'immissione in carica, a prestare giuramento pronunciando la seguente formula e sottoscrivendola:
"Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana ed al suo Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e di adempiere con coscienza i doveri inerenti al mio ufficio".
2. I presidenti delle commissioni distrettuali e provinciali prestano giuramento, rispettivamente, dinanzi al presidente del tribunale e dinanzi al presidente della corte d'appello o a chi ne fa le veci; il presidente della commissione centrale giura dinanzi al presidente della cor [ . . . ]

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