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Norme Correlate

Decreto Legislativo 30/05/ 2008 n. 115

Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE

Decreto Pres. Repubblica 21/12/ 1999 n. 551

Regolamento recante modifiche al D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia.

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Decreto Pres. Repubblica 26/08/1993 n. 412

(Gazzetta ufficiale 14/10/1993 n. 242)

Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.

Testo vigente al 20-12-2013

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'art. 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l'art. 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10;
Visto l'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'art. 1, comma 1, lettera ii), della legge 12 gennaio 1991, n. 13;

Considerata l'opportunita' di rinviare ad un successivo separato
decreto gli aspetti concernenti gli impianti termici di
climatizzazione estiva, nonche' la rete di distribuzione e
l'adeguamento delle infrastrutture di trasporto, di ricezione e di
stoccaggio delle fonti di energia;
Sentiti in qualita' di enti energetici: l'ENEA, l'ENEL, l'ENI;
ritenuto che i predetti pareri, ai sensi degli articoli 16 e 17 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, possono intendersi sostitutivi anche di
quello del CNR, considerata la mancata risposta di tale Ente entro il
termine di novanta giorni dalla richiesta e tenuto conto della
equipollente qualificazione e capacita' tecnica dell'ENEA, dell'ENEL
e dell'ENI nello specifico campo della ricerca energetica;
Sentite le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
in sede di Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province
autonome;
Sentiti la CONFINDUSTRIA, la CONFARTIGIANATO, la CNA, la Lega
delle cooperative, l'ANCE, l'ANIMA, l'ANIT, l'ASSOCALOR, l'ASSISTAL,
l'ANPAE, l'ANCI, la CISPEL, l'ANIACAP, il SUNIA, l'AIACI, l'AICARR,
quali associazioni di categorie interessate, e la FIRE quale
associazione di istituti nazionali operanti per l'uso razionale
dell'energia, sentiti inoltre l'UNI, il CTI, il CIG, l'ATI, il
Consiglio nazionale degli ingegneri, il Consiglio nazionale dei
periti industriali, la SNAM, l'AGIP servizi, il CIR;
Ritenuto di poter prescindere dai pareri facoltativi richiesti ad
ulteriori enti ed associazioni interessati al settore e non pervenuti
nel termine di novanta giorni dalla richiesta;
Tenuto conto di tutti i pareri pervenuti e respinte le
osservazioni ritenute non pertinenti o comunque non coerenti con la
complessiva impostazione del provvedimento e con le posizioni
espresse dalla maggioranza degli enti ed associazioni interpellati;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'adunanza
generale del 28 gennaio 1993;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 6 agosto 1993;
Sulla proposta del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato;



EMANA
il seguente regolamento:

Art. 1
(Definizioni)

1. Ai fini dell'applicazione del presente regolamento si intende:
a) per "edificio", un sistema costituito dalle strutture
edilizie esterne che delimitano uno spazio di volume definito, dalle
strutture interne che ripartiscono detto volume e da tutti gli
impianti, dispositivi tecnologici ed arredi che si trovano al suo
interno; la superficie esterna che delimita un edificio puo'
confinare con tutti o alcuni di questi elementi: l'ambiente esterno,
il terreno, altri edifici;
b) per "edificio di proprieta' pubblica", un edificio di
proprieta' dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali, nonche' di
altri Enti Pubblici, anche economici, destinato sia allo svolgimento
delle attivita' dell'Ente, sia ad altre attivita' o usi, compreso
quello di abitazione privata;
c) per "edificio adibito ad uso pubblico", un edificio nel quale
si svolge, in tutto o in parte, l'attivita' istituzionale di Enti
pubblici;
d) per "edificio di nuova costruzione", salvo quanto pervisto
dall'articolo 7 comma 3, un edificio per il quale la richiesta di
concessione edilizia sia stata presentata successivamente alla data
di entrata in vigore del regolamento stesso;
e) per "climatizzazione invernale", l'insieme di funzioni atte
ad assicurare, durante il periodo di esercizio dell'impianto termico
consentito dalle disposizioni del presente regolamento, il benessere
degli occupanti mediante il controllo, all'interno degli ambienti,
della temperatura e, ove presenti dispositivi idonei, della umidita',
della portata di rinnovo e della purezza dell'aria;
f) per "impianto termico", un impianto tecnologico destinato alla
climatizzazione degli ambienti con o senza produzione di acqua calda
per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di
acqua calda per gli stessi usi, comprendente i sistemi di produzione,
distribuzione e utilizzazione del calore nonche' gli organi di
regolazione e di controllo; sono quindi compresi negli impianti
termici gli impianti individuali di riscaldamento, mentre non sono
considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti,
radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari;
g) per "impianto termico di nuova installazione", un impianto
termico installato in un edificio di nuova costruzione o in un
edificio o porzione di edificio antecedentemente privo di impianto
termico;
h) per "manutenzione ordinaria dell'impianto termico", le
operazioni specificamente previste nei libretti d'uso e manutenzione
degli apparecchi e componenti che possono essere effettuate in luogo
con strumenti ed attrezzature di corredo agli apparecchi e componenti
stessi e che comportino l'impiego di attrezzature e di materiali di
consumo d'uso corrente;
i) per "manutenzione straordinaria dell'impianto termico", gli
interventi atti a ricondurre il funzionamento dell'impianto a quello
previsto dal progetto e/o dalla normativa vigente mediante il
ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni,
riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione
di apparecchi o componenti dell'impianto termico;
j) per "proprietario dell'impianto termico", chi e' proprietario,
in tutto o in parte, dell'impianto termico; nel caso di edifici
dotati di impianti termici centralizzati amministrati in condominio e
nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche gli obblighi e le
responsabilita' posti a carico del proprietario dal presente
regolamento sono da intendersi riferiti agli Amministratori;
l) per "ristrutturazione di un impianto termico", gli interventi
rivolti a trasformare l'impianto termico mediante un insieme
sistematico di opere che comportino la modifica sostanziale sia dei
sistemi di produzione che di distribuzione del calore; rientrano in
questa categoria anche la trasformazione di un impianto termico
centralizzato in impianti termici individuali nonche' la
risistemazione impiantistica nelle singole unita' immobiliari o parti
di edificio in caso di installazione di un impianto termico
individuale previo distacco dall'impianto termico centralizzato;
m) per "sostituzione di un generatore di calore", la rimozione
di un vecchio generatore e l'installazione di un altro nuovo
destinato ad erogare energia termica alle medesime utenze;
n) per "esercizio e manutenzione di un impianto termico", il
complesso di operazioni che comporta l'assunzione di responsabilita'
finalizzata alla gestione degli impianti includente: conduzione,
manutenzione ordinaria e straordinaria e controllo, nel rispetto
delle norme in materia di sicurezza, di contenimento dei consumi
energetici e di salvaguardia ambientale;
o) per "terzo responsabile dell'esercizio e della manutenzione
dell'impianto termico", la persona fisica o giuridica che, essendo in
possesso dei requisiti previsti dalle normative vigenti e comunque di
idonea capacita' tecnica, economica, organizzativa, e' delegata dal
proprietario ad assumere la responsabilita' dell'esercizio, della
manutenzione e dell'adozione delle misure necessarie al contenimento
dei consumi energetici;
p) per "contratto servizio energia", l'atto contrattuale che
disciplina l'erogazione dei beni e servizi necessari a mantenere le
condizioni di comfort negli edifici nel rispetto delle vigenti leggi
in materia di uso razionale dell'energia, di sicurezza e di
salvaguardia dell'ambiente, provvedendo nel contempo al miglioramento
del processo di trasformazione e di utilizzo dell'energia;
q) per "valori nominali" delle potenze e dei rendimenti di cui ai
punti successivi, quelli dichiarati e garantiti dal costruttore per
il regime di funzionamento continuo;
r) per "potenza termica del focolare" di un generatore di
calore, il prodotto del potere calorifico inferiore del combustibile
impiegato e della portata di combustibile bruciato; l'unita' di
misura utilizzata e' il kW;
s) per "potenza termica convenzionale" di un generatore di
calore, la potenza termica del focolare diminuita della potenza
termica persa al camino; l'unita' di misura utilizzata e' il kW;
t) per "potenza termica utile" di un generatore di calore, la
quantita' di calore trasferita nell'unita' di tempo al fluido
termovettore, corrispondente alla potenza termica del focolare
diminuita della potenza termica scambiata dall'involucro del
generatore con l'ambiente e della potenza termica persa al camino;
l'unita' di misura utilizzata e' il kW;
u) per "rendimento di combustione", sinonimo di "rendimento
termico convenzionale" di un generatore di calore, il rapporto tra la
potenza termica convenzionale e la potenza termica del focolare;
v) per "rendimento termico utile" di un generatore di calore, il
rapporto tra la potenza termica utile e la potenza termica del
focolare;
w) per "temperatura dell'aria in un ambiente", la temperatura
dell'aria misurata secondo le modalita' prescritte dalla norma
tecnica UNI 5364;
z) per "gradi giorno" di una localita', la somma, estesa a tutti
i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle
sole differenze positive giornaliere tra la temperatura
dell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20(gradi)C, e la
temperatura media esterna giornaliera; l'unita' di misura utilizzata
e' il grado giorno (GG). (1) ((1a))

------------------
AGGIORNAMENTO (1)
Il D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551 ha disposto (con l'art. 12,
comma 1) che "Il comma 14 dell'articolo 1 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e' sostituito dal seguente:
14. Il rendimento di combustione, rilevato nel corso delle
verifiche di cui ai commi 12 e 13, misurato alla massima potenza
termica effettiva del focolare nelle condizioni di normale
funzionamento, in conformita' alle vigenti norme tecniche UNI, deve
risultare:
a) per i generatori di calore ad acqua calda installati
antecedentemente al 29 ottobre 1993, non inferiore di tre punti
percentuali rispetto al valore minimo del rendimento termico utile
alla potenza nominale previsto ai sensi dell'articolo 6 per caldaie
standard della medesima potenza;
b) per i generatori di calore ad acqua calda installati a partire
dal 29 ottobre 1993, non inferiore al valore minimo del rendimento
termico utile alla potenza nominale previsto ai sensi dell'articolo 6
del presente decreto per caldaie standard della medesima potenza;
c) per generatori di calore ad aria calda installati
antecedentemente al 29 ottobre 1993, non inferiore a sei punti
percentuali rispetto al valore minimo del rendimento di combustione
alla potenza nominale indicato all'allegato E;
d) per generatori di calore ad aria calda installati a partire
dal 29 ottobre 1993, non inferiore a tre punti percentuali rispetto
al valore minimo del rendimento di combustione alla potenza nominale
indicato all'allegato E".
Lo stesso D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551 ha disposto (con l'art.
14, comma 1) che "Il comma 19 dell'articolo 1 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e' sostituito dal
seguente:
"19. In caso di affidamento ad organismi esterni dei controlli di
cui al comma 18, i comuni e le province competenti dovranno stipulare
con detti organismi apposite convenzioni, previo accertamento che gli
stessi soddisfino, con riferimento alla specifica attivita' prevista,
i requisiti minimi di cui all'allegato I al presente decreto. L'ENEA,
nell'ambito dell'accordo di programma con il Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato di cui all'articolo
3 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, o su specifica commessa,
fornisce agli enti locali che ne facciano richiesta assistenza per
l'accertamento dell'idoneita' tecnica dei predetti organismi"."

------------------
AGGIORNAMENTO (1a)
Il D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551, come modificato dall'Errata
Corrige in G.U. 28/09/2000, n. 227, non prevede piu' la modifica dei
commi 14 e 19 del presente articolo bensi' la modifica dei commi 14 e
19 dell'articolo 11 del presente D.P.R.


Art. 2
(Individuazione della zona climatica e dei gradi giorno)

I. Il territorio nazionale e' suddiviso nelle seguenti sei zone
climatiche in funzione dei gradi - giorno, indipendentemente dalla
ubicazione geografica:
Zona A: comuni che presentano un numero di gradi - giorno non
superiore a 600;
Zona B: comuni che presentano un numero di gradi - giorno maggiore
di 600 e non superiore a 900;
Zona C: comuni che presentano un numero di gradi giorno maggiore
di 900 e non superiore a 1.400;
Zona D: comuni che presentano un numero di gradi - giorno maggiore
di 1.400 e non superiore a 2.100;
Zona E: comuni che presentano un numero di gradi - giorno maggiore
di 2.100 e non superiore a 3.000;
Zona F: comuni che presentano un numero di gradi - giorno maggiore
di 3.000.
2. La tabella in allegato A, ordinata per regioni e province, riporta
per ciascun comune l'altitudine della casa comunale, i gradi
giorno e la zona climatica di appartenenza. Detta tabella puo'
essere modificata ed integrata, con decreto del Ministro
dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato, anche in
relazione all'istituzione di nuovi comuni o alle modificazioni dei
territori comunali, avvalendosi delle competenze tecniche
dell'ENEA ed in conformita' ad eventuali metodologie che verranno
fissate dall'UNI.
3. I comuni comunque non indicati nell'allegato A o nelle sue
successive modificazioni ed integrazioni adottano, con
provvedimento del Sindaco, i gradi giorno riportati nella tabella
suddetta per il comune piu' vicino in linea d'aria, sullo stesso
versante, rettificati, in aumento o in diminuzione, di una
quantita' pari ad un centesimo del numero di giorni di durata
convenzionale del periodo di riscaldamento di cui all'art. 9 comma
2 per ogni metro di quota sul livello del mare in piu' o in meno
rispetto al comune di riferimento. Il provvedimento e' reso noto
dal Sindaco agli abitanti del Comune con pubblici avvisi entro 5
giorni dall'adozione del provvedimento stesso e deve essere
comunicato al Ministero dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato ed all'ENEA ai fini delle successive modifiche
dell'allegato A.
4. I Comuni aventi porzioni edificate del proprio territorio a quota
superiore rispetto alla quota della casa comunale, quota indicata
nell'allegato A, qualora detta circostanza, per effetto della
rettifica dei gradi giorno calcolata secondo le indicazioni di cui
al comma 3, comporti variazioni della zona climatica, possono,
mediante provvedimento del Sindaco, attribuire esclusivamente a
dette porzioni del territorio una zona climatica differente da
quella indicata in allegato A. Il provvedimento deve essere
notificato al Ministero dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato e all'ENEA e diventa operativo qualora entro 90
giorni dalla notifica di cui sopra non pervenga un provvedimento
di diniego ovvero un provvedimento interruttivo del decorso del
termine da parte del Ministero dell'Industria, del Commercio e
dell'Artigianato. Una volta operativo il provvedimento viene reso
noto dal Sindaco agli abitanti mediante pubblici avvisi e
comunicato per conoscenza alla regione ed alla provincia di
appartenenza.

Art. 3
(Classificazione generale degli edifici per categorie)

1. Gli edifici sono classificati in base alla loro destinazione d'uso
nelle seguenti categorie:
E.1 Edifici adibiti a residenza e assimilabili:
E.1 (1) abitazioni adibite a residenza con carattere continuativo,
quali abitazioni civili e rurali, collegi, conventi, case di
pena, caserme;
E.1 (2) abitazioni adibite a residenza con occupazione saltuaria,
quali case per vacanze, fine settimana e simili;
E.1 (3) edifici adibiti ad albergo, pensione ed attivita' similari;
E.2 Edifici adibiti a uffici e assimilabili: pubblici o privati,
indipendenti o contigui a costruzioni adibite anche ad
attivita' industriali o artigianali, purche' siano da tali
costruzioni scorporabili agli effetti dell'isolamento
termico;
E.3 Edifici adibiti a ospedali, cliniche o case di cura e
assimilabili ivi compresi quelli adibiti a ricovero o cura di
minori o anziani nonche' le strutture protette per
l'assistenza ed il recupero dei tossico-dipendenti e di altri
soggetti affidati a servizi sociali pubblici;
E.4 Edifici adibiti ad attivita' ricreative, associative o di
culto e assimilabili:
E.4 (1) quali cinema e teatri, sale di riunione per congressi;
E.4 (2) quali mostre, musei e biblioteche, luoghi di culto;
E.4 (3) quali bar, ristoranti, sale da ballo;
E.5 Edifici adibiti ad attivita' commerciali e assimilabili: quali
negozi, magazzini di vendita all'ingrosso o al minuto,
supermercati, esposizioni;
E.6 Edifici adibiti ad attivita' sportive:
E.6 (1) piscine, saune e assimilabili;
E.6 (2) palestre e assimilabili;
E.6 (3) servizi di supporto alle attivita' sportive;
E.7 Edifici adibiti ad attivita' scolastiche a tutti i livelli e
assimilabili;
E.8 Edifici adibiti ad attivita' industriali ed artigianali e
assimilabili.
2. Qualora un edificio sia costituito da parti individuabili come
appartenenti a categorie diverse, le stesse devono essere consid-
erate separatamente e cioe' ciascuna nella categoria che le com-
pete.

Art. 4
(Valori massimi della temperatura ambiente)

1. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 16 APRILE 2013, N. 74)).
2. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 16 APRILE 2013, N. 74)).
3. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 16 APRILE 2013, N. 74)).
4. ((COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 16 APRILE 2013, N. 74)).
5. Ferme restando le deroghe gia' concesse per gli edifici
esistenti in base alle normative all'epoca vigenti, i valori di
temperatura fissati in deroga ai sensi dei commi 3 e 4 devono essere
riportati nella relazione tecnica di cui all'articolo 28 della legge
9 gennaio 1991, n. 10 assieme agli elementi tecnici di carattere
oggettivo che li giustificano. Prima dell'inizio lavori le autorita'
comunali devono fornire il benestare per l'adozione di tali valori di
temperatura; qualora il consenso non pervenga entro 60 giorni dalla
presentazione della suddetta relazione tecnica, questo si intende
accordato, salvo che non sia stato notificato prima della scadenza un
provvedimento interruttivo o di diniego riguardante le risultanze
della relazione tecnica.

Art. 5
(Requisiti e dimensionamento degli impianti termici)

1. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 19 AGOSTO 2005, N. 192.
2. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 19 AGOSTO 2005, N. 192.
3. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 19 AGOSTO 2005, N. 192, COME
MODIFICATO DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2006, N. 311.
4. COMMA ABROGATO DAL D.P.R. 19 AGOSTO 2005, N. 192.
5. Negli impianti termici ad acqua calda per la climatizzazione
invernale con potenza nominale superiore a 350 kW, la potenza deve
essere ripartita almeno su due generatori di calore. Alla
ripartizione di cui sopra e' ammessa deroga nel caso di sostituzione
di generatore di calore gia' esistente, qualora ostino obiettivi
impedimenti di natura tecnica o economica quali ad esempio la
limitata disponibilita' di spazio nella centrale termica.
6. Negli impianti termici di nuova installazione, nonche' in quelli
sottoposti a ristrutturazione, la produzione centralizzata
dell'energia termica necessaria alla climatizzazione invernale degli
ambienti ed alla produzione di acqua calda per usi igienici e
sanitari per una pluralita' di utenze, deve essere effettuata con
generatori di calore separati, fatte salve eventuali situazioni per
le quali si possa dimostrare che l'adozione di un unico generatore di
calore non determini maggiori consumi di energia o comporti
impedimenti di natura tecnica o economica. Gli elementi
tecnico-economici che giustificano la scelta di un unico generatore
vanno riportati nella relazione tecnica di cui all'art. 28 della
legge 9 gennaio 1991, n. 10. L'applicazione della norma tecnica UNI
8065, relativa ai sistemi di trattamento dell'acqua, e' prescritta,
nei limiti e con le specifiche indicate nella norma stessa, per gli
gli impianti termici di nuova installazione con potenza complessiva
superiore o uguale a 350 kW.
7. Negli impianti termici di nuova installazione e in quelli
sottoposti a ristrutturazione, i generatori di calore destinati alla
produzione centralizzata di acqua calda per usi igienici e sanitari
per una pluralita' di utenze di tipo abitativo devono essere
dimensionati secondo le norme tecniche UNI 9182, devono disporre di
un sistema di accumulo dell'acqua calda di capacita' adeguata,
coibentato in funzione del diametro dei serbatoi secondo le
indicazioni valide per tubazioni di cui all'ultima colonna
dell'allegato B e devono essere progettati e condotti in modo che la
temperatura dell'acqua, misurata nel punto di immissione della rete
di distribuzione, non superi i 48(gradi)C, + 5(gradi)C di tolleranza.
8. Negli impianti termici di nuova installazione, nella
ristrutturazione degli impianti termici nonche' nella sostituzione di
generatori di calore destinati alla produzione di energia per la
climatizzazione invernale o per la produzione di acqua calda
sanitaria, per ciascun generatore di calore deve essere realizzato
almeno un punto di prelievo dei prodotti della combustione sul
condotto tra la cassa dei fumi del generatore stesso ed il camino
allo scopo di consentire l'inserzione di sonde per la determinazione
del rendimento di combustione e della composizione dei gas di scarico
ai fini del rispetto delle vigenti disposizioni.
((9. Gli impianti termici installati successivamente al 31 agosto
2013 devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o
sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, con sbocco
sopra il tetto dell'edificio alla quota prescritta [ . . . ]

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