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Sentenza 08/10/ 2010 n. 293

Corte Costituzionale - Giudizi di legittimità costituzionale dell’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 "Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità"

Decreto Legislativo 27/12/ 2004 n. 330

Integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, in materia di espropriazione per la realizzazione di infrastrutture lineari energetiche.

Errata Corrige 04/10/ 2003

Avviso concernente il comunicato relativo al decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 302, recante: «Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita».

Avviso di rettifica 28/07/ 2003

Comunicato relativo al decreto legislativo 27 dicembre 2002, n. 302, recante: «Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita».

Decreto Legislativo 27/12/ 2002 n. 302

Modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita'.

Legge dello Stato 01/08/ 2002 n. 185

Disposizioni concernenti proroghe in materia di sfratti, di edilizia e di espropriazione, conversione in del decreto-legge 20 giugno 2002, n. 122

Decreto Pres. Repubblica 08/06/ 2001 n. 327

Ripubblicazione del testo del decreto del Presidente della Repubblica8 giugno 2001, n. 327, recante: Testo unico delle disposizionilegislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblicautilita

Legge dello Stato 02/07/ 1949 n. 408

Disposizioni per l'incremento delle costruzioni edilizie. (Legge Tupini)

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Decreto Pres. Repubblica 08/06/2001 n. 327

(Gazzetta ufficiale 16/08/2001 n. 189)

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Suppl. Ord. n. 211)

Testo vigente al 20-12-2013


Titolo I
OGGETTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE
DEL TESTO UNICO

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione;
Visti gli articoli 14 e 16 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59,
nonche' il numero 19 dell'allegato 1, richiamato nel medesimo comma;
Visto l'articolo 7 della legge 8 marzo 1999, n. 50, come modificato
dall'articolo 1. comma 6, lettera e), della legge 24 novembre 2000,
n. 340;
Visto l'articolo 7, comma 5, della legge 8 marzo 1999, n. 50, che
ha consentito al Governo di demandare la redazione degli schemi di
testi unici al Consiglio di Stato;
Visto il decreto legislativo recante testo unico delle disposizioni
legislative in materia di espropriazione per pubblica utilita';
Visto il decreto del Presidente della Repubblica recante testo
unico delle disposizioni regolamentari in materia di espropriazione
per pubblica utilita';
Acquisito il testo redatto dal Consiglio di Stato, come definito
nella Adunanza Generale del 29 marzo 2001;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 4 aprile 2001;
Acquisito il parere della competente commissione della Camera dei
Deputati e decorso inutilmente il termine per il rilascio del parere
da parte della competente commissione del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 31 maggio 2001;
Su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro per i
lavori pubblici;


E m a n a
il seguente decreto:

Art. 1 (L)
Oggetto

1. Il presente testo unico disciplina l'espropriazione, anche a
favore di privati, dei beni immobili o di diritti relativi ad
immobili per l'esecuzione di opere pubbliche o di pubblica utilita'.
(L)
2. Si considera opera pubblica o di pubblica utilita' anche la
realizzazione degli interventi necessari per l'utilizzazione da parte
della collettivita' di beni o di terreni, o di un loro insieme, di
cui non e' prevista la materiale modificazione o trasformazione. (L)
3. ((COMMA SOPPRESSO DAL D.LGS. 27 DICEMBRE 2002, N. 302)).
4. Le norme del presente testo unico non possono essere derogate,
modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa, con
specifico riferimento a singole disposizioni. (L)

Art. 2 (L)
Principio di legalita' dell'azione amministrativa

1. L'espropriazione dei beni immobili o di diritti relativi ad
immobili di cui all'articolo 1 puo' essere disposta nei soli casi
previsti dalle leggi e dai regolamenti. (L)
2. I procedimenti di cui al presente testo unico si ispirano ai
principi di economicita', di efficacia, di efficienza, di pubblicita'
e di semplificazione dell'azione amministrativa. (L)

Art. 3 (L)
(( (Definizioni) ))

(( 1. Ai fini del presente testo unico:
a) per "espropriato", si intende il soggetto, pubblico o privato,
titolare del diritto espropriato;
b) per "autorita' espropriante", si intende, l'autorita'
amministrativa titolare del potere di espropriare e che cura il
relativo procedimento, ovvero il soggetto privato, al quale sia
stato attribuito tale potere, in base ad una norma;
c) per "beneficiario dell'espropriazione", si intende il soggetto,
pubblico o privato, in cui favore e' emesso il decreto di
esproprio;
d) per "promotore dell'espropriazione", si intende il soggetto,
pubblico o privato, che chiede l'espropriazione. (L)
2. Tutti gli atti della procedura espropriativa, ivi incluse le
comunicazioni ed il decreto di esproprio, sono disposti nei confronti
del soggetto che risulti proprietario secondo i registri catastali,
salvo che l'autorita' espropriante non abbia tempestiva notizia
dell'eventuale diverso proprietario effettivo. Nel caso in cui abbia
avuto notizia della pendenza della procedura espropriativa dopo la
comunicazione dell'indennita' provvisoria al soggetto che risulti
proprietario secondo i registri catastali, il proprietario effettivo
puo', nei trenta giorni successivi, concordare l'indennita' ai sensi
dell'articolo 45, comma 2. (L)
3. Colui che risulta proprietario secondo i registri catastali e
riceva la notificazione o comunicazione di atti del procedimento
espropriativo, ove non sia piu' proprietario e' tenuto di comunicarlo
all'amministrazione procedente entro trenta giorni dalla prima
notificazione, indicando altresi', ove ne sia a conoscenza, il nuovo
proprietario, o comunque fornendo copia degli atti in suo possesso
utili a ricostruire le vicende dell'immobile. (L) ))

Art. 4 (L)
Beni non espropriabili o espropriabili in casi particolari

1. I beni appartenenti al demanio pubblico non possono essere
espropriati fino a quando non ne viene pronunciata la
sdemanializzazione. (L)
2. I beni appartenenti al patrimonio indisponibile dello Stato e
degli altri enti pubblici possono essere espropriati per perseguire
un interesse pubblico di rilievo superiore a quello soddisfatto con
la precedente destinazione. (L)
3. I beni descritti dagli articoli 13, 14, 15 e 16 della legge 27
maggio 1929, n. 810, ((non)) possono essere espropriati se ((non)) vi
e' il previo accordo con la Santa Sede. (L)
4. Gli edifici aperti al culto ((non)) possono essere espropriati
((se non)) per gravi ragioni previo accordo:
a) con la competente autorita' ecclesiastica, se aperti al culto
cattolico;
b) con l'Unione delle Chiese cristiane, se aperti al culto pubblico
avventista;
c) con il presidente delle Assemblee di Dio in Italia, se aperti al
culto pubblico delle chiese ad esse associate;
d) con l'Unione delle Comunita' ebraiche italiane, se destinati
all'esercizio pubblico del culto ebraico:
e) con l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia, se aperti al
culto pubblico delle chiese che ne facciano parte;
f) con il Decano della Chiesa evangelica luterana in Italia con
l'organo responsabile della comunita' interessata, se aperti al
culto della medesima Chiesa;
g) col rappresentante di ogni altra confessione religiosa, nei casi
previsti dalla legge. (L)
5. Si applicano le regole sull'espropriazione dettate dal diritto
internazionale generalmente riconosciuto e da trattati internazionali
cui l'Italia aderisce. (L)

Art. 5 (L)
(Ambito di applicazione nei confronti delle Regioni
e delle Province autonome di Trento e Bolzano)

1. Le Regioni a statuto ordinario esercitano la potesta'
legislativa concorrente, in ordine alle espropriazioni strumentali
alle materie di propria competenza, nel rispetto dei principi
fondamentali della legislazione statale nonche' dei principi generali
dell'ordinamento giuridico desumibili dalle disposizioni contenute
nel testo unico. (L)
2. Le Regioni a statuto speciale, nonche' le Province autonome di
Trento e di Bolzano esercitano la propria potesta' legislativa in
materia di espropriazione per pubblica utilita' nel rispetto dei
rispettivi statuti e delle relative norme di attuazione, anche con
riferimento alle disposizioni del titolo V, parte seconda, della
Costituzione per le parti in cui prevedono forme di autonomia piu'
ampie rispetto a quelle gia' attribuite. (L)
3. Le disposizioni del testo unico operano direttamente nei
riguardi delle Regioni ((. . .)) fino a quando esse non esercitano la
propria potesta' legislativa in materia, nel rispetto delle
disposizioni di cui ai commi 1 e 2. La Regione Trentino-Alto Adige e
le Province autonome di Trento e Bolzano adeguano la propria
legislazione ai sensi degli articoli 4 e 8 dello statuto di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, e
dell'articolo 2 del decreto legislativo 16 marzo 1992, n. 266. (L)
4. Nell'ambito delle funzioni amministrative conferite dallo Stato
alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi
delle leggi vigenti rientrano anche quelle concernenti i procedimenti
di espropriazione per pubblica utilita' e quelli concernenti la
materiale acquisizione delle aree. (L)

Art. 6 (L-R)
(( (Regole generali sulla competenza) ))

((1. L'autorita' competente alla realizzazione di un'opera pubblica
o di pubblica utilita' e' anche competente all'emanazione degli atti
del procedimento espropriativo che si renda necessario. (L)
2. Le amministrazioni statali, le Regioni, le Province, i Comuni e
gli altri enti pubblici individuano ed organizzano l'ufficio per le
espropriazioni, ovvero attribuiscono i relativi poteri ad un ufficio
gia' esistente. (L)
3. Le Regioni a statuto speciale o a statuto ordinario e le
Province autonome di Trento e di Bolzano emanano tutti gli atti dei
procedimenti espropriativi strumentali alla cura degli interessi da
esse gestiti, anche nel caso di delega di funzioni statali. (L)
4. Gli enti locali possono istituire un ufficio comune per le
espropriazioni e possono costituirsi in consorzio o in un'altra forma
associativa prevista dalla legge. (L)
5. All'ufficio per le espropriazioni e' preposto un dirigente o, in
sua mancanza, il dipendente con la qualifica piu' elevata. (L)
6. Per ciascun procedimento, e' designato un responsabile che
dirige, coordina e cura tutte le operazioni e gli atti del
procedimento, anche avvalendosi dell'ausilio di tecnici. (L)
7. Il dirigente dell'ufficio per le espropriazioni emana ogni
provvedimento conclusivo del procedimento o di singole fasi di esso,
anche se non predisposto dal responsabile del procedimento. (L)
8. Se l'opera pubblica o di pubblica utilita' va realizzata da un
concessionario o contraente generale, l'amministrazione titolare del
potere espropriativo puo' delegare, in tutto o in parte, l'esercizio
dei propri poteri espropriativi, determinando chiaramente l'ambito
della delega nella concessione o nell'atto di affidamento, i cui
estremi vanno specificati in ogni atto del procedimento
espropriativo. A questo scopo i soggetti privati cui sono attribuiti
per legge o per delega poteri espropriativi, possono avvalersi di
societa' controllata. I soggetti privati possono altresi' avvalersi
di societa' di servizi ai fini delle attivita' preparatorie. (L)
9. Per le espropriazioni finalizzate alla realizzazione di opere
private, l'autorita' espropriante e' l'Ente che emana il
provvedimento dal quale deriva la dichiarazione di pubblica utilita'.
(L) ))

Art. 7 (L)
Competenze particolari dei Comuni

1. Il Comune puo' espropriare:
a) le aree inedificate e quelle su cui vi siano costruzioni in
contrasto con la destinazione di zona o abbiano carattere
provvisorio, a seguito dell'approvazione del piano regolatore
generale, per consentirne l'ordinata attuazione nelle zone di
espansione;
b) l'immobile al quale va incorporata un'area inserita in un piano
particolareggiato e non utilizzata, quando il suo proprietario non
intenda acquistarla o non comunichi le proprie determinazioni,
entro il termine di sessanta giorni, decorrente dalla ricezione di
un avviso del dirigente dell'ufficio per le espropriazioni;
c) gli immobili necessari per delimitare le aree fabbricabili e per
attuare il piano regolatore, nel caso di mancato accordo tra i
proprietari del comprensorio;
d) le aree inedificate e le costruzioni da trasformare secondo
speciali prescrizioni, quando decorre inutilmente il termine, non
inferiore a novanta giorni, fissato nell'atto determinativo della
formazione del consorzio, notificato ai proprietari interessati.(L)

Titolo II
DISPOSIZIONI GENERALI

Capo I
Identificazione delle fasi che precedono

il decreto d'esproprio

Art. 8 (L)
Le fasi del procedimento espropriativi

1. Il decreto di esproprio puo' essere emanato qualora:
a) l'opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico
generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente [ . . . ]

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