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Scheda Normativa

Norme Correlate

Linee Guida 19/12/ 2014

Gestore dei Servizi Energetici (GSE) - Istruzioni operative per la rimodulazione degli incentivi per gli impianti a fonti rinnovabili non fotovoltaici

Decreto Legge 23/12/ 2013 n. 145

Interventi urgenti per lo sviluppo economico e per l’avvio del piano “Destinazione Italia”, per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015

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21/11/2014
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Preclusi ulteriori incentivi per chi non aderisce all'allungamento dell'agevolazione

Decreto 06/11/2014

(Gazzetta ufficiale 18/11/2014 n. 268)

Ministero dello Sviluppo Economico - Rimodulazione degli incentivi per la produzione di elettricita' da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico spettanti ai soggetti che aderiscono all'opzione di cui all'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito con modificazioni, in legge 21 febbraio 2014, n. 9.

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO


di concerto con


IL MINISTRO DELL'AMBIENTE
E DELLA TUTELA
DEL TERRITORIO E DEL MARE

Visto l'art. 1 del decreto-legge n. 145 del 23 dicembre 2013,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 9 del 21 febbraio 2014
(nel seguito: d.l. n. 145 del 2013), ed in particolare:
il comma 3, il quale prevede che, al fine di contenere l'onere
annuo sui prezzi e sulle tariffe elettriche degli incentivi alle
energie rinnovabili e massimizzare l'apporto produttivo nel
medio-lungo termine dagli esistenti impianti, i produttori di energia
elettrica da fonti rinnovabili, titolari di impianti che beneficiano
di incentivi sotto la forma di certificati verdi, tariffe
omnicomprensive ovvero tariffe premio possono, per i medesimi
impianti, in misura alternativa:
a) continuare a godere del regime incentivante spettante per il
periodo di diritto residuo. In tal caso, per un periodo di dieci anni
decorrenti dal termine del periodo di diritto al regime incentivante,
interventi di qualunque tipo realizzati sullo stesso sito non hanno
diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti, incluso
ritiro dedicato e scambio sul posto, a carico dei prezzi o delle
tariffe dell'energia elettrica;
b) optare per una rimodulazione dell'incentivo spettante, volta
a valorizzare l'intera vita utile dell'impianto. In tal caso, a
decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine di cui al
comma 5 dello stesso art. 1, il produttore accede a un incentivo
ridotto di una percentuale specifica per ciascuna tipologia di
impianto, definita con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio e del mare, con parere dell'Autorita' per l'energia
elettrica e il gas, da applicarsi per un periodo rinnovato di
incentivazione, pari al periodo residuo dell'incentivazione spettante
alla medesima data incrementato di 7 anni;
il comma 4 che individua i criteri per la riduzione
dell'incentivo, prevedendo in particolare che:
a) la riduzione va differenziata in ragione del residuo periodo
di incentivazione, del tipo di fonte rinnovabile e dell'istituto
incentivante, ed e' determinata tenendo conto dei costi indotti
dall'operazione di rimodulazione degli incentivi;
b) deve essere incluso un premio, adeguatamente maggiorato, per
gli impianti per i quali non sono previsti, per il periodo successivo
a quello di diritto al regime incentivante, incentivi diversi dallo
scambio sul posto e dal ritiro dedicato per interventi realizzati
sullo stesso sito;
c) deve essere individuato il periodo residuo di incentivazione
entro il quale non si applica la penalizzazione di cui al comma 3,
lettera a), dell'art. 1. Allo scopo di salvaguardare gli investimenti
in corso, tale periodo residuo non puo' comunque scadere prima del 31
dicembre 2014 e puo' essere differenziato per ciascuna fonte per
tenere conto della diversa complessita' degli interventi medesimi;
il comma 5, che fornisce indicazioni su tempi e modalita' di
esercizio dell'opzione prevista al comma 3, lettera b);
il comma 6, che individua gli impianti per i quali non si
applicano le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 dello stesso art.
1;
Considerato che le norme di cui al d.l. n. 145 del 2013 interessano
circa 2.000 impianti a certificati verdi, 2.800 impianti a tariffa
onnicomprensiva e 550.000 impianti fotovoltaici in conto energia;
Tenuto conto che, sulla base dell'analisi degli impianti rientranti
nell'ambito di applicazione delle predette disposizioni del d.l. n.
145 del 2013, gli impianti incentivati possono essere suddivisi in
tre gruppi: a) impianti incentivati con i certificati verdi per un
periodo di dodici anni; b) impianti incentivati con certificati verdi
o con tariffe omnicomprensive per un periodo di quindici anni; c)
impianti fotovoltaici incentivati con i cosiddetti "Conti energia"
per un periodo di venti anni;
Considerato che i medesimi tre gruppi hanno termini di scadenza del
periodo di incentivazione, rispettivamente, entro il 2020, entro il
2028 e dopo il 2028;
Considerato che il gruppo sub c) (impianti fotovoltaici) presenta
una diversa specificita' per tipo di incentivo riconosciuto, durata
dell'incentivo stesso, struttura dei costi da considerare
nell'analisi della rimodulazione, numerosita', varieta' tipologica e
dimensionale degli impianti potenzialmente interessati, nonche' per
modalita' d'uso e valorizzazione dell'energia prodotta, che includono
scambio sul posto, autoconsumo, cessione alla rete o ritiro dedicato;
Considerato che gli impianti incentivati con i certificati verdi ed
entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2007il coefficiente
moltiplicativo K di cui tabella 2 allegata alla legge 24 dicembre
2007, n. 244,va posto pari a 1 per tutte le fonti e tipologie
impiantistiche;
Visto il decreto legge n. 91 del 2014, convertito con modificazioni
dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, e, in particolare, gli articoli
23 e 26, con i quali sono state introdotte specifiche disposizioni
per la riduzione degli oneri sulle tariffe elettriche imputabili al
fotovoltaico;
Ritenuto opportuno, per le suddetti ragioni, di dare con il
presente decreto attuazione alle disposizioni per le sole fonti
rinnovabili diverse dal fotovoltaico;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare, 18 dicembre 2008, in materia di incentivazione della produzione
di energia elettrica da fonti rinnovabili, ai sensi dell'art. 2,
comma 150, della legge n. 244 del 2007;
Visto il decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto
con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare e con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, 6 luglio 2012, di attuazione dell'art. 24 del decreto
legislativo 3 marzo 2011, n. 28, recante incentivazione della
produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili
diversi dai fotovoltaici;
Ritenuto che il nuovo incentivo per gli impianti che accedono
all'opzione di cui alla lettera b) del comma 3 debba essere
determinato in base al principio di equivalenza dei flussi economici
degli originari incentivi con quelli conseguenti alla riduzione
dell'incentivo e all'incremento del periodo di diritto, riconoscendo
i costi indotti dall'operazione di rimodulazione;
Ritenuto di dover tener conto dell'istituto incentivante mediante
una specifica disposizione che renda piu' stabile il prezzo di ritiro
dei certificati verdi, in modo da dare maggiori certezze sui ricavi
ai soggetti i cui impianti sono incentivati con tale strumento;
Ritenuto di dover tener conto del tipo di fonte, differenziando tra
fonti biologiche, che hanno costi di esercizio imputabili
all'approvvigionamento del combustibile, e altre fonti rinnovabili;
Ritenuto allo scopo di salvaguardare gli investimenti in corso, che
il periodo residuo di incentivazione, entro il quale non si applica
il vincolo di cui al comma 3, lettera a), dell'art. 1 del d.l. n. 145
del 2013, sia da fissare al 31 dicembre 2014 e, limitatamente agli
impianti alimentati da biomasse e biogas di potenza non superiore a 1
MW, al 31 dicembre 2016, in considerazione della piu' elevata
complessita' impiantistica e quindi realizzativa di tali interventi
confermata dagli esiti delle procedure di iscrizione ai registri per
gli interventi di rifacimento di impianti a fonti rinnovabili, di cui
al decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012, che
hanno evidenziato una modesta attivita' su impianti esistenti;
Ritenuto che, una volta che abbiano aderito all'opzione di
rimodulazione e che sia trascorso un periodo idoneo a valorizzare la
vita utile degli impianti, secondo valori prossimi a quelli definiti
dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012,
possa essere consentita l'esecuzione degli usuali interventi di
integrale ricostruzione, ovvero, per le biomasse, di rifacimento
totale;
Acquisito il parere dell'Autorita' per l'energia elettrica il gas e
il sistema idrico, reso con il Parere 2 ottobre 2014 n.
478/2014/I/EFR;
Ritenute meritevoli di accoglimento le proposte formulate
dall'Autorita' per l'energia elettrica il gas e il sistema idrico

Decreta:

Art. 1


Finalita' e ambito di applicazione

1. Il presente decreto stabilisce le modalita' di determinazione
dei nuovi incentivi riconosciuti sull'energia elettrica prodotta
dagli impianti a fonti rinnovabili esistenti, diversi dagli impianti
fotovoltaici, i cui esercenti optano per l'estensione del periodo di
incentivazione di 7 anni di cui all'art. 1, comma 3, lettera b), del
d.l. n. 145 del 2013.
2. Il presente decreto si applica a tutti gli impianti compresi
nella tipologia definita al comma 1 che, alla data di entrata in
vigore del presente decreto, beneficiano di incentivi sotto forma di
certificati verdi o tariffe omnicomprensive, fatta eccezione per:
a) gli impianti per i quali il periodo di diritto agli incentivi
termina entro il 31 dicembre 2014 ovvero entro il 31 dicembre 2016
per gli impianti a biomasse e a biogas di potenza non superiore a 1
MW;
b) gli impianti di cui all'art. 1, comma 6, del d.l. n. 145 del
2013.
Art. 2


Modalita' di determinazione dei nuovi incentivi

1. Agli impianti che aderiscono all'opzione di cui all'art. 1,
comma 3, lettera b), del d.l. n. 145 del 2013 spetta un incentivo il
cui nuovo valore e' determinato con le modalita' di cui all'allegato
1 che costituisce parte integrante del presente decreto.
2. L'incentivo rideterminato sulla base del comma 1 e' riconosciuto
a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine di cui al
comma 1 dell'art. 3, per un periodo rinnovato di incentivazione pari
all'originario periodo residuo dell'incentivazione spettante,
incrementato di 7 anni.
Art. 3


Modalita' di esercizio dell'opzione di rimodulazione

1. I titolari degli impianti, nel caso in cui intendano optare per
il regime di incentivazione di cui all'art. 1, comma 3, lett. b) del
d.l. n. 145 del 2013, inoltrano la relativa richiesta al GSE entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
secondo modalita' di comunicazione definite dallo stesso GSE e
pubblicate sul sito internet entro 30 giorni dalla medesima data.
2. Ai fini dell'applicazione di quanto previsto all'art. 1, comma
3, lettera a), del d.l. n. 145 del 2013, il GSE provvede alla
identificazione e localizzazione geografica dei siti sui quali sono
ubicati gli impianti ivi considerati.
Art. 4


Disposizioni specifiche per i produttori che aderiscono alla
rimodulazione degli incentivi

1. Ai fini della verifica di coerenza tra la nuova durata del
periodo di incentivazione ed eventuali prescrizioni di ordine
temporale contenute nei titoli abilitativi rilasciati per la
costruzione e l'esercizio degli impianti, entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore del presente decreto il GSE comunica alle
regioni e agli enti locali che hanno rilasciato i predetti titoli
l'elenco dei soggetti che hanno esercitato l'opzione di rimodulazione
e gli estremi dei relativi titoli abilitativi. Le regioni e gli enti
locali, ciascuno per la parte di competenza, adeguano alla durata
dell'incentivo, come rimodulata ai sensi del presente decreto, la
validita' temporale dei permessi rilasciati, comunque denominati, per
la costruzione e l'esercizio degli impianti ricadenti nel campo di
applicazione del presente articolo.
2. Fatto salvo quanto previsto al comma 3, gli interventi di
qualunque tipo, realizzati sullo stesso sito dell'impianto per il
quale e' st [ . . . ]

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