Carrello 0

Scheda Normativa

Delibera/zione 26/10/2012 n. 104

(Gazzetta ufficiale 15/02/2013 n. 39)

Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica - Programma delle infrastrutture strategiche (Legge n. 443/2001). Nodo di Bari: Bari Sud (Tratta Bari centrale - Bari Torre a Mare) approvazione progetto preliminare

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Vista la legge 21 dicembre 2001, n. 443 (c.d. «legge obiettivo»),
che, all'art. 1, ha stabilito che le infrastrutture pubbliche e
private e gli insediamenti strategici e di preminente interesse
nazionale, da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del
Paese, siano individuati dal Governo attraverso un Programma
formulato secondo i criteri e le indicazioni procedurali contenuti
nello stesso articolo, demandando a questo Comitato di approvare, in
sede di prima applicazione della legge, il suddetto programma entro
il 31 dicembre 2001;
Vista la legge 1° agosto 2002, n. 166, che, all'art. 13, oltre a
recare modifiche al menzionato art. 1 della legge n. 443/2001 e ad
autorizzare limiti di impegno quindicennali per la progettazione e la
realizzazione delle opere incluse nel programma approvato da questo
Comitato, prevede, in particolare, che le opere medesime siano
comprese in intese generali quadro tra il Governo e ogni singola
Regione o Provincia autonoma, al fine del congiunto coordinamento e
della realizzazione degli interventi;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.
327, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilita', e
s.m.i.;
Vista la legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante «Disposizioni
ordinamentali in materia di pubblica amministrazione» che, all'art.
11, dispone che a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto di
investimento pubblico deve essere dotato di un Codice unico di
progetto (da ora in avanti «CUP»);
Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, concernente il
«Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture
in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE» (da ora in
avanti «codice dei contratti pubblici»), e s.m.i., e visti in
particolare:
la parte II, titolo III, capo IV, concernente «Lavori relativi a
infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi» e
specificamente l'art. 163, che conferma la responsabilita'
dell'istruttoria e la funzione di supporto alle attivita' di questo
Comitato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che puo'
in proposito avvalersi di apposita «Struttura tecnica di missione»
alla quale e' demandata la responsabilita' di assicurare la coerenza
tra i contenuti della relazione istruttoria e la relativa
documentazione a supporto;
l'art. 256, che ha abrogato il decreto legislativo 20 agosto
2002, n. 190, concernente la «Attuazione della legge n. 443/2001 per
la realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi
strategici e di interesse nazionale», come modificato dal decreto
legislativo 17 agosto 2005, n. 189;
Vista la legge 13 agosto 2010, n. 136, come modificata dal
decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito dalla legge 17
dicembre 2010, n. 217, che reca un piano straordinario contro la
mafia, nonche' delega al Governo in materia di normativa antimafia e
che, tra l'altro, definisce le sanzioni applicabili in caso di
inosservanza degli obblighi previsti dalla legge stessa, tra cui la
mancata apposizione del CUP sugli strumenti di pagamento;
Vista la legge 16 gennaio 2003, n. 3, recante «Disposizioni
ordinamentali in materia di pubblica amministrazione», che, all'art.
11, dispone che, a decorrere dal 1° gennaio 2003, ogni progetto di
investimento pubblico deve essere dotato di un codice unico di
progetto (CUP);
Visto il decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, «Disposizioni
in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la
rimozione di squilibri economici e sociali, a norma dell'art. 16
della legge 5 maggio 2009, n. 42» e visto in particolare l'art. 6 che
prevede:
che, per le finalita' di cui all'art. 1 del medesimo decreto,
nonche' allo scopo di accelerare la realizzazione degli interventi e
di assicurare la qualita' della spesa pubblica, il Ministro delegato,
d'intesa con il Ministro dell'economia e delle finanze e con gli
altri Ministri interessati, stipula con le Regioni e le
amministrazioni competenti un «contratto istituzionale di sviluppo»
che destina le risorse del Fondo sviluppo e coesione assegnate dal
CIPE e individua responsabilita', tempi e modalita' di attuazione
degli interventi;
che, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo, la progettazione,
l'approvazione e la realizzazione degli interventi individuati nel
citato contratto istituzionale di sviluppo sono disciplinate dalle
norme di cui alla parte II, titolo III, capo IV, del codice dei
contratti pubblici concernente «lavori relativi a infrastrutture
strategiche e insediamenti produttivi»;
Visto il decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e s.m.i. e
recante «Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il
consolidamento dei conti pubblici», e visto in particolare l'art. 44,
comma 4, lettera b) che, nell'apportare modificazioni al comma 10-bis
dell'art. 4 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, prevede che
«(...) alle opere i cui progetti preliminari sono pervenuti al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti fino alla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto
continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli da 165 a 168
del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nel testo vigente
prima della medesima data»;
Vista la delibera 21 dicembre 2001, n. 121 (Gazzetta Ufficiale n.
51/2002 S.O.), con la quale questo Comitato, ai sensi del richiamato
art. 1 della legge n. 443/2001, ha approvato il 1° Programma delle
opere strategiche, che include all'allegato 1 nell'ambito dei
«Sistemi urbani» la infrastruttura «Bari nodo ferroviario e
metropolitana»;
Vista la delibera 27 dicembre 2002, n. 143 (Gazzetta Ufficiale n.
87/2003, errata corrige in Gazzetta Ufficiale n. 140/2003), con la
quale questo Comitato ha definito il sistema per l'attribuzione del
CUP, che deve essere richiesto dai soggetti responsabili di cui al
punto 1.4 della delibera stessa;
Vista la delibera 25 luglio 2003, n. 63 (Gazzetta Ufficiale n.
248/2003), con la quale questo Comitato ha formulato, tra l'altro,
indicazioni di ordine procedurale riguardo alle attivita' di supporto
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e' chiamato a
svolgere ai fini della vigilanza sull'esecuzione degli interventi
inclusi nel 1° Programma delle infrastrutture strategiche;
Vista la delibera 29 settembre 2004, n. 24 (Gazzetta Ufficiale n.
276/2004), con la quale questo Comitato ha stabilito che il CUP deve
essere riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili,
cartacei ed informatici, relativi a progetti d'investimento pubblico,
e deve essere utilizzato nelle banche dati dei vari sistemi
informativi, comunque interessati ai suddetti progetti;
Vista la delibera 6 aprile 2006, n. 130 (Gazzetta Ufficiale n.
199/2006), con la quale questo Comitato, nel rivisitare il 1°
Programma delle infrastrutture strategiche, come ampliato con
delibera 18 marzo 2005, n. 3 (Gazzetta Ufficiale n. 207/2005), ha
confermato l'infrastruttura «Bari nodo ferroviario e metropolitana»;
Vista la delibera 18 novembre 2010, n. 81 (Gazzetta Ufficiale n.
95/2011), con la quale questo Comitato ha dato parere favorevole in
ordine all'8° Allegato infrastrutture alla Decisione di finanza
pubblica che include, nella tabella 1 «Aggiornamento del Programma
infrastrutture strategiche luglio 2010», la voce «Bari nodo
ferroviario e metropolitana»;
Vista la delibera 3 agosto 2011, n. 62 (Gazzetta Ufficiale n.
304/2011), con la quale questo Comitato ha individuato, tra le
infrastrutture strategiche nazionali del Piano nazionale per il Sud,
l'intervento «Bari sud (Bari centrale - Bari Torre a mare)» con un
costo di 391 milioni di euro interamente disponibili, nell'ambito
della Tavola 4 Direttrice ferroviaria Napoli - Bari - Lecce -
Taranto" e ha stabilito che tali infrastrutture possano essere
realizzate attraverso un «contratto istituzionale di sviluppo», di
cui alla delibera di questo Comitato 11 gennaio 2011, n. 1 (Gazzetta
Ufficiale n. 80/2011), e ai sensi del citato art. 6 del decreto
legislativo n. 88/2011;
Vista la delibera 20 gennaio 2012, n. 4 (Gazzetta Ufficiale n.
196/2012), con cui questo Comitato ha espresso parere sul contratto
di programma 2007-2011 parte investimenti - aggiornamento 2010-2011,
tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete
ferroviaria italiana S.p.A.;
Visto il decreto emanato dal Ministro dell'interno di concerto con
il Ministro della giustizia e il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti il 14 marzo 2003, e s.m.i., con il quale - in relazione al
disposto dell'art. 15, comma 2, del decreto legislativo n. 190/2002,
ora art. 180, comma 2, del decreto legislativo n. 163/2006 - e' stato
costituito il Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle
grandi opere;
Vista la nota 5 novembre 2004, n. COM/3001/1, con la quale il
coordinatore del predetto Comitato di coordinamento per l'alta
sorveglianza delle grandi opere ha esposto le linee guida varate dal
Comitato nella seduta del 27 ottobre 2004;
Viste la nota 11 ottobre 2012, n. 35868, e 2 ottobre 2012, n.
34616, con le quali il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
ha rispettivamente chiesto l'inserimento all'ordine del giorno della
prima riunione utile del Comitato, dell'argomento «Nodo di Bari -
tratto Sud: approvazione del progetto preliminare» e trasmesso la
relativa documentazione istruttoria;
Considerato che il «Nodo ferroviario e metropolitano di Bari» e'
incluso nell'Intesa generale quadro tra Governo e Regione Puglia,
sottoscritta in data 10 ottobre 2003;
Considerato che il 2 agosto 2012 e' stato sottoscritto il
«Contratto istituzionale di sviluppo» (da ora in avanti «CIS») per la
realizzazione della direttrice ferroviaria Napoli - Bari - Lecce -
Taranto, inclusa la linea Potenza - Foggia, tra il Ministro per la
coesione territoriale, il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, la Regione Campania, la Regione Basilicata, la Regione
Puglia, Ferrovie dello Stato S.p.A. e Rete ferroviaria italiana
S.p.A.;
Considerato che il suddetto CIS ha per oggetto la progettazione, la
realizzazione, fino all'entrata in esercizio, tra l'altro, del «Nodo
di Bari: Bari sud (Bari centrale - Bari Torre a mare)» con un costo
di 391 milioni di euro interamente disponibili, di cui 100 milioni di
euro a valere sulla riduzione del tasso di cofinanziamento statale
dei programmi comunitari e 291 milioni di euro a valere su risorse
gia' disponibili nel contratto di programma 2007-2011 - aggiornamento
2010-2011 tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete
ferroviaria italiana S.p.A. (da ora in avanti RFI);
Considerato che, con riferimento al cronoprogramma delle attivita',
l'art. 5, comma 1, del sopra citato CIS prevede che il rispetto della
tempistica di cui al relativo allegato 3 costituisca elemento
prioritario ed essenziale per l'attuazione del programma di
interventi e che il cronoprogramma delle attivita' indicato nella
«scheda di intervento» del CIS relativa a Bari Sud (Bari centrale -
Bari Torre a Mare) prevede le seguenti cadenze temporali:


Parte di provvedimento in formato grafico


Tenuto conto dell'esame della proposta svolto ai sensi del vigente
regolamento di questo Comitato (art. 3 della delibera 30 aprile 2012,
n. 62);
Vista la nota 25 ottobre 2012, n. 4353, predisposta congiuntamente
dal Dipartimento per la programmazione economica della Presidenza del
Consiglio dei Ministri e dal Ministero dell'economia e delle finanze
e posta a base dell'odierna seduta del Comitato, contenente le
valutazioni e le prescrizioni da riportare nella presente delibera;
Su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti;
Acquisita in seduta l'intesa del Ministro dell'economia e delle
finanze;

Prende atto

delle risultanze dell'istruttoria svolta dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, in particolare:
sotto l'aspetto tecnico-procedurale:
che il progetto concerne la realizzazione di una variante di
tracciato della linea RFI Bari - Lecce nella zona a Sud di Bari,
variante compresa tra le stazioni di Bari centrale e di Bari Torre a
mare per una lunghezza di 10,4 km;
che lungo il tracciato sono previste, nell'ordine in uscita dalla
stazione centrale, la nuova fermata «Campus», la stazione «Bari
Executive» e la fermata «Triggiano»;
che il tratto di linea ferroviaria «Bari centrale» - stazione
«Executive» e' a 4 binari, mentre a valle della suddetta stazione, a
seguito della diramazione della linea di proprieta' delle Ferrovie
del Sud-Est, la linea ferroviaria e' a due binari;
che, inoltre, l'intervento prevede la dismissione dell'attuale
tratto di linea ferroviaria Bari centrale - Bari Torre a mare, che si
sviluppa lungo la costa, e l'eliminazione di tre passaggi a livello;
che in data 27 dicembre 2010, con nota n. 39786, il Ministro
dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare ha trasmesso
il parere positivo con prescrizioni sulla compatibilita' ambientale
dell'opera espresso in data 19 novembre 2010 (n. 574) dalla
Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale - VIA e VAS
dello stesso Ministero;
che la Regione Puglia con deliberazione 23 novembre 2010, n.
2523, si e' espressa sulla compatibilita' dell'opera con la
programmazione regionale in materia di trasporti e con deliberazione
19 aprile 2011, n. 742, si e' espressa ai fini della localizzazione
dell'opera;
che in data 30 maggio 2011, con nota n. 18080, il Ministero per i
beni e le attivita' culturali, considerati anche gli esiti della
verifica preventiva del rischio archeologico effettuata dalla
Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, ha espresso
parere favorevole nel rigoroso rispetto delle prescrizioni formulate
nel parere tecnico in data 19 maggio 2011, con nota n. 16797;
che in data 20 ottobre 2011 il Consiglio superiore dei lavori
pubblici si e' espresso positivamente sull'intervento all'esame,
richiedendo apporti migliorativi, anche di carattere economico, da
apportare in sede di progettazione definitiva ed esecutiva e in fase
realizzativa;
che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti propone le
prescrizioni e raccomandazioni da formulare in sede di approvazione
del progetto, esponendo le motivazioni in caso di mancato recepimento
di osservazioni avanzate nella fase istruttoria;
sotto l'aspetto attuativo:
che l'opera all'esame e' inclusa nel «Contratto di programma
2007-2011 per la gestione degli investimenti - aggiornamento
2010-2011» tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete
ferroviaria italiana S.p.A. (da ora in avanti «contratto RFI»), sul
quale questo Comitato si e' espresso con delibera n. 4/2012, nella
tabella «Opere in corso: A03/A04 - Sviluppo infrastrutturale»,
nell'ambito del progetto «Potenziamento itinerario Napoli - Bari
(fase prioritaria)»;
che il Soggetto aggiudicatore dell'intervento e' Rete ferroviaria
italiana S.p.A.;
che la modalita' di affidamento prevista e' l'appalto integrato;
che il cronoprogramma di spesa risultante dal CIS e' il seguente:


Parte di provvedimento in formato grafico


che il crono programma delle attivita' ha inizio con la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
della presente delibera e prevede una durata complessiva di 3.826
giorni;
sotto l'aspetto finanziario:
che il costo del progetto preliminare in approvazione e' pari a
391 milioni di euro, di cui 350 milioni di euro per investimenti, 27
milioni di euro per servizi di ingegneria e alta sorveglianza, 7
milioni di euro per costi interni RFI fino alla consegna dell'opera e
7 milioni di euro per spese generali di RFI;
che nell'ambito dell'importo per investimenti e' prevista la
seguente articolazione dei costi:


Parte di provvedimento in formato grafico


che con la prescrizione n. 5 di cui all'allegato prescrizioni
trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, - con
riferimento alla «Lama S. Giorgio» - si richiedono congrue misure di
compensazione ambientale, precisando peraltro che l'importo delle
misure compensative del citato progetto non dovra' superare il limite
stabilito dalla legge;

Delibera

1. Approvazione progetto preliminare.
1.1 Ai sensi e per gli effetti dell'art. 165 del decreto
legislativo n. 163/2006 e s.m.i. e dell'art. 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327, e s.m.i., e'
approvato, con le prescrizioni e le raccomandazioni di cui al
successivo punto 1.4, anche ai fini della attestazione della
compatibilita' ambientale, della localizzazione urbanistica e della
apposizione del vincolo preordinato all'esproprio, il progetto
preliminare dell'opera «Nodo di Bari: Bari Sud (tratta Bari centrale
- Bari Torre a mare)».
1.2 Ai sensi dell'art. 165, comma 3, del decreto legislativo n.
163/2006 e s.m.i., l'importo di euro 391.000.000, al netto di IVA,
come sintetizzato nella precedente «presa d'atto», costituisce il
limite di spesa dell'intervento di cui al punto 1.1.
1.3 La copertura finanziaria dell'intervento e' imputata a valere
sui 2.269 milioni di euro allocati, nel contratto di programma
2007-2011 - aggiornamento 2010-2011 - tra Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e RFI, sul progetto «Potenziamento
itinerario Napoli-Bari», di cui alla tabella «Opere in corso A03/04
sviluppo infrastrutturale» del medesimo contratto, e precisamente,
come riportato in premessa, per 100 milioni di euro a valere sulla
riduzione del tasso di cofinanziamento statale dei programmi
comunitari e per 291 milioni di euro a valere su risorse gia'
disponibili nel medesimo contratto.
1.4 Le prescrizioni cui e' subordinata l'approvazione del progetto
sono riportate nella prima parte dell'allegato alla presente
delibera, che forma parte integrante della delibera stessa, mentre le
raccomandazioni sono riportate nella seconda parte del predetto
allegato. Il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar
seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornira' al riguardo
puntuale motivazione in modo da consentire al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti di esprimere le proprie valutazioni e
di proporre a questo Comitato, se del caso, misure alternative.
2. Ulteriori disposizioni.
2.1 Nel Contratto di programma 2007-2011 per la gestione degli
investimenti - aggiornamento 2010-2011, tabella «Opere in corso
A03/04 sviluppo infrastrutturale», con riferimento al progetto di
investimento «Itinerario Napoli - Bari», l'importo di 391 milioni di
euro di cui al punto 1.3 e' da considerare vincolato all'intervento
approvato al punto 1.1.
2.2 La ottemperanza della prescrizione n. 5, di cui alla precedente
presa d'atto, riportata nella prima parte dell'allegato di cui al
punto 1.4, non puo' comportare incremento del limite di spesa di cui
al punto 1.2.
2.3 Gli approfondimenti delle valutazioni economiche richiesti dal
Consiglio superiore dei lavori pubblici, di cui alla precedente presa
d'atto, riportati nella raccomandazione n. 5 lettere l), m), n)
dell'allegato di cui al punto 1.4, non potranno comunque comportare
l'incremento del limite di spesa dell'opera di cui al punto 1.2.
2.4 In sede di approvazione del progetto definitivo dell'opera di
cui al punto 1.1, dovra' essere presentato il dossier di valutazione
economica previsto dall'art. 4.2, lettera b), del contratto di
programma 2007-2011 tra Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti e Rete ferroviaria italiana S.p.A..
3. Clausole finali.
3.1 Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvedera'
ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei
documenti componenti il progetto preliminare approvato con la
presente delibera.
3.2 Il medesimo Ministero, in sede di approvazione della
progettazione definitiva, provvedera' alla verifica di ottemperanza
alle prescrizioni che, ai sensi del precedente punto 1.1, debbono
essere recepite in tale fase, ferme restando le verifiche di
competenza della Commissione VIA.
3.3 Il predetto Ministero provvedera' altresi' a svolgere le
attivita' di supporto intese a consentire a questo Comitato di
espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad
esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto
delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata.
3.4 Il Responsabile unico di Contratto del CIS per la realizzazione
della direttrice ferroviaria Napoli-Bari-Lecce-Taranto, ai sensi
dell'art. 8 dello stesso, trasmettera' alla Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento per la programmazione e il coordinamento
della politica economica, ai fini della sottoposizione a questo
Comitato, la relazione annuale sullo stato di attuazione del
Contratto, evidenziando i risultati, gli eventuali ritardi e le
inadempienze a carico delle parti.
3.5 Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione del
progetto definitivo dell'opera e in adesione alle richieste
rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di
coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare
prescrizioni intese a rendere piu' stringenti le verifiche antimafia,
prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni
antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e
sub-affidatari, indipendentemente dall'importo.
3.6 L'avvio della progettazione definitiva e' subordinato alla
richiesta, da parte del soggetto aggiudicatore, del CUP per l'opera
all'esame; esso, ai sensi della delibera n. 24/2004 citata nelle
premesse, dovra' essere evidenziato in tutta la documentazione
amministrativa e contabile riguardante l'opera di cui alla presente
delibera.
Roma, 26 ottobre 2012

Il Presidente: Monti
Il segretario: Barca

Registrato alla Corte dei conti il 6 febbraio 2013
Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dell'economia e delle
finanze, registro n. 1, Economia e finanze, foglio n. 312
Allegato

Progetto preliminare del nodo di Bari
Bari sud (variante tratta Bari centrale - Bari Torre a Mare)


Prima parte - Prescrizioni

Prescrizioni in sede di progettazione definitiva.
Il soggetto aggiudicatore, in sede di progettazione definitiva,
dovra':
1. sviluppare le soluzioni progettuali presentate con
riferimento alle integrazioni richieste dalla Commissione Tecnica di
verifica dell'Impatto Ambientale - VIA e VAS ed a quanto prodotto in
sede di integrazione spontanea;
2. sviluppare le misure di mitigazione, puntuali e di carattere
generale, proposti nello Studio di Impatto Ambientale come
aggiornato, ed integrarli dettagliandone la localizzazione, la
tipologia, le modalita' di esecuzione; per gli interventi di impianto
vegetale garantire inoltre la manutenzione per almeno 5 anni;
3. promuovere protocolli di intesa con i Comuni interessati al
fine di prevedere il riutilizzo delle aree dismesse;
4. prevedere, in relazione alle aree «contermini» all'area ex
Fibronit, una ampia campagna di caratterizzazione ambientale dei
suoli finalizzata ad escludere la presenza di amianto, in caso
contrario definire un insieme organico e funzionale di interventi
tesi a rendere l'area di intervento del tutto idonea e disponibile in
condizioni di sicurezza;
5. approfondire, anticipando le attivita' del monitoraggio
ambientale, la caratterizzazione ante operam della vegetazione della
lama S. Giorgio. Il progetto relativo alla tratta Bari Sud dovra'
prevedere, nell'ambito del corridoio ecologico, congrue misure di
compensazione ambientale, aggiuntive rispetto alle sistemazioni
definitive dei depositi, sotto forma di contributi al miglioramento
dello stato ecologico delle «lame». L'importo di tutte le misure
compensative relative al progetto in questione non deve superare il
limite stabilito dalla normativa vigente;
6. prevedere, con riferimento ai depositi definitivi, le misure
di riqualificazione ambientale. Escludere la presenza di micro
ecosistemi di pregio nati in relazione alla sospensione delle
attivita' nei siti. Prevedere la piantumazione di specie arbustive ed
arboree appartenenti alla vegetazione climax dell'area. Valutare le
interazioni opera ambiente;
7. presentare elaborati redatti in conformita' alle specifiche
del Sistema Cartografico di Riferimento anche per quelli che saranno
redatti dopo il progetto definitivo;
8. prevedere che le sorgenti di rumore in fase di cantiere
siano silenziate secondo le migliori tecnologie per minimizzare le
emissioni sonore in conformita' al decreto ministeriale 1° aprile
2004 «Linee guida per l'utilizzo dei sistemi innovativi nelle
valutazioni di impatto ambientale». Le linee dovranno parimenti
essere considerate in merito alla fase di progettazione esecutiva
delle opere e degli impianti;
9. prevedere tra i documenti progettuali relativi agli oneri
contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati
d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in
fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attivita'
di cantiere;
10. supportare, con adeguate analisi, la movimentazione delle
terre, ai sensi dell'art 186 del decreto legislativo n. 152/2006 e
successive modifiche, e in particolare la percentuale di riutilizzo
dei materiali escavati, prevista con un esubero di circa 1.096.000 m³
e indicare i risultati della caratterizzazione chimica e chimico
fisica delle terre realizzata sui principali analiti, di cui
all'allegato 5 al titolo V della parte IV del decreto legislativo n.
152/2006 «concentrazione soglia di contaminazione del suolo»
finalizzata a dimostrare che le terre non sono inquinate, con
particolare riferimento agli sbancamenti previsti, Il progetto
definitivo ed esecutivo deve prevedere il riutilizzo, sia per i
rilevati sia per le opere accessorie, sia per la eventuale
realizzazione delle terre armate o rinforzate di tali terre. Il
bilancio delle terre deve essere fornito con la quantificazione dei
movimenti di terra, l'ubicazione ed il percorso da e per le cave di
prestito e le discariche. Il terreno vegetale deve essere rimosso
dalle aree di cantiere, opportunamente accumulato e riutilizzato per
le opere a verde. Tutte le cave di prestito e di conferimento dei
materiali debbono essere regolarmente autorizzate. A tal riguardo
deve essere presentata la relativa documentazione amministrativa;
11. precisare la stima delle emissioni di inquinanti
atmosferici prodotti nel corso della realizzazione del progetto e
valutarne la dispersione e la ricaduta al suolo al fine di
dimensionare opportunamente gli interventi di mitigazione gia'
descritti nel SIA;
12. produrre una stima quantitativa delle emissioni prodotte
dalla dismissione del tracciato ferroviario preesistente, dalla
realizzazione dell'opera e dal trasporto lungo le strade pavimentate
esistenti e tratti di piste non pavimentati;
13. garantire che la movimentazione dei materiali avvenga in
sicurezza, evitando la dispersione di polveri ed eventuali
sversamenti di sostanze inquinanti che potenzialmente potrebbero
essere contenute nella massicciata ferroviaria;
14. prevedere la semina di specie erbacee pioniere autoctone in
grado di sopravvivere su terreni impoveriti ed esposti a forte
irraggiamento solare; sostituire le specie Ficus carica e Cupressus
sempervirens con specie quali Quercus Ilex e/o pubescens;
15. prevedere la presenza di un esperto agronome-forestale,
durante tutte le fasi degli interventi di espianto e reimpianto e
durante le successive attivita' destinate alle cure colturali,
previste per i successivi tre anni;
16. identificare le interferenze con le aree di particolare
qualita' e tipicita' del «patrimonio agroalimentare» e presentare
proposte finalizzate a limitare tale impatto;
17. approfondire i dettagli tecnici progettuali e le modalita'
di gestione dei sottopassi faunistici;
18. assicurare per le mitigazioni, da realizzare a valle delle
opportune simulazioni, sia nella fase di cantiere che in quella di
esercizio, il contenimento e il rispetto dei metodi di calcolo,
l'analisi dei recettori, i quadri, le mappe e le tabelle allegate
alle integrazioni, i mezzi di calcolo delle azioni di cumulo e
concorsualita';
19. corredare il progetto di ulteriori fotosimulazioni per la
valutazione degli interventi;
20. predisporre quanto necessario per adottare, entro la
consegna dei lavori, un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla
norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (Regolamento CE 76112001);
21. elaborare il progetto di monitoraggio ambientale secondo le
norme tecniche dell'allegato XXI del decreto legislativo n. 163/2006
e le Linee Guida predisposte dalla Commissione Speciale VIA; i costi
dell'attuazione del monitoraggio dovranno essere indicati nel quadro
economico del progetto;
22. prevedere una intensificazione del monitoraggio nel caso di
eventi piovosi di particolare intensita', quando il livello della
falda potrebbe risalire fino li raggiungere quello delle opere;
23. presentare il piano di monitoraggio della componente
rumore, sia nella fase di cantiere, sia nella fase di esercizio, con
individuazione dei punti di rilevamento in relazione ai recettori
presenti, alla quantita' e frequenza dei rilevamenti da eseguirsi
fino al termine dei lavori e per un congruo tempo di esercizio;
24. individuare con la massima precisione possibile i disturbi
alla circolazione durante l'esecuzione delle opere e individuare le
possibili mitigazioni;
25. integrare le foto simulazioni sia con riferimento alle
visuali che al numero delle opere rappresentate;
26. prevedere un aumento della connettivita' ecologica nella
porzione della tratta a sud in rilevato a matrice fortemente agricola
mediante la creazione di idonei attraversamenti, varchi, ecc.;
27. effettuare il dimensionamento delle opere di
attraversamento dei corsi d'acqua minori (Lama S. Marco e Cutizza)
facendo riferimento alle stesse metodologie utilizzate per i corsi
d'acqua principali;
28. valutare, in riferimento alle opere da realizzare in
prossimita' della lama Valenzano un'ipotesi alternativa alla
viabilita' di accesso alla fermata FSE Executive Center che limiti
quanto piu' possibile le interferenze con il corpo idrico e che ad
ogni modo garantisca un franco minimo di sicurezza sul tirante della
piena bicentenaria di un metro;
29. valutare, in riferimento alle opere da realizzare in
prossimita' della lama S. Giorgio, in considerazione delle elevate
velocita' della corrente idrica, l'azione di trascinamento della
corrente e adottare gli idonei accorgimenti tecnico-costruttivi anche
al fine della protezione delle opere in alveo;
30. assicurare che tutti i lavori di scavo (di qualsiasi
entita', compreso gli scotichi iniziali dei cantieri) siano seguiti
costantemente da personale specializzato archeologico (da reperirsi
attraverso Universita' o Ditte Archeologiche specializzate esterne al
Ministero dei beni e le attivita' culturali. Le prestazioni saranno a
carico della societa' Italferr S.p.A.) e realizzate, ove si rendesse
necessario lo scavo a mano per la presenza di reperti, da ditte in
possesso delle attestazioni SOA per la categoria OS25. Quanto sopra
al fine di identificare e salvaguardare reperti di interesse
archeologico che dovessero emergere nel corso di scavi e che possono
determinare l'avvio, a carico della societa' Italferr S.p.A., di
ulteriori indagini archeologiche. Il suddetto personale specializzato
archeologico e le ditte specializzate incaricate dovranno operare
secondo le direttive della competente Soprintendenza per i Beni
Archeologici della Puglia con la quale pertanto manterranno costanti
contatti;
31. assicurare che la societa' Italferr S.p.A., prima della
presentazione del progetto definitivo, prenda opportuni contatti con
la Soprintendenza per i Beni Archeologici per la Puglia al fine di
definire piu' precisamente le aree ad alto rischio archeologico da
sottoporre a indagini di scavo stratigrafico per la verifica della
consistenza delle emergenze archeologiche: Tratta sud - l'area
relativa ai margini della Lama S. Giorgio, sulle cui sponde sono
segnalate le presenze 2, 30 e 31. I saggi stratigrafici dovranno
essere effettuati secondo le indicazioni contenute nel precedente
punto 30 del presente documento e le risultanze dovranno essere
contenute nel progetto;
32. assicurare che la societa' Italferr S.p.A., preveda che nel
Quadro Economico del progetto siano accantonate adeguate somme per la
realizzazione di eventuali scavi archeologici che si rendessero
necessari nel caso in cui fossero rinvenuti siti o contesti di
interesse archeologico allo stato attuale non conosciuti;
33. sottoporre ad apposita autorizzazione della Direzione
Generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte
contemporanee e della Soprintendenza per i beni archeologici
competente qualsiasi opera di scavo superficiale eventualmente
introdotta in variante agli elaborati attuali, potendo compromettere
la stratigrafia archeologica esistente, che sara' soggetta anche
all'assistenza archeologica secondo le indicazioni del precedente
punto 30 del presente documento;
34. sottoporre tutte le opere di compensazione richieste dagli
Enti territoriali nel corso della procedura e che saranno accolte con
l'approvazione del progetto in esame, alle medesime procedure di
prevenzione del rischio archeologico nonche' di analisi degli impatti
derivanti sul patrimonio culturale e sul paesaggio, come gia'
effettuate per l'opera ferroviaria principale;
35. riportate al termine dei lavori tutte le aree agricole
temporaneamente occupate da cantieri relativi all'intervento in
argomento, come anche le piste di servizio, ai caratteri morfologici
e vegetazionali originari;
36. allegare opportuna relazione, corredata di elaborati
grafici in numero adeguato, sulle opere di cantiere e sulla logistica
di servizio alla realizzazione della infrastruttura in esame, con
particolare riferimento alle interferenze con il patrimonio culturale
esistente e alle segnalazioni architettoniche indicate dal PUTT/P e
agli impatti dovuti al passaggio di mezzi;
37. elaborare una soluzione alternativa alla tipologia di ponte
proposta per l'attraversamento della Lama S. Giorgio, zona di
particolare pregio sia naturalistico che archeologico e
paesaggistico. Tale progetto, oltre che rispondere ad esigenze di
natura ingegneristica, dovra' assicurare il piu' possibile una
salvaguardia naturalistica ed eventualmente archeologica e costituire
un ulteriore elemento di qualificazione del paesaggio attraversato,
rispettandone i caratteri e le peculiarita' e proponendo soluzioni
architettoniche armonizzate con il contesto consentendo un piu'
equilibrato inserimento paesaggistico dell'opera stessa;
38. approfondire i progetti di riqualificazione ambientale
delle due ex cave, quella in localita' Cutizza e quella in localita'
L'Annunziata, con un progetto di riqualificazione paesaggistica che
comprenda anche le zone occupate dalle strutture presenti in
asservimento all'ex attivita' di cava (impianti di macinazione,
silos, ecc.) per le quali il progetto preliminare prevede la
demolizione;
39. produrre un dettagliato progetto di mitigazione
dell'impatto paesaggistico dell'opera corredato da documentazione
descrittiva, grafica, fotografica ante operam e corrispondente post
operam (fotoinserimenti) aggiornato con le soluzioni adottate ad
ottemperanza delle prescrizioni intervenute nella fase approvativa
del progetto preliminare, con indicazione su adeguata planimetria dei
punti di ripresa. Prevedere per gli interventi di mitigazione
dell'intervento, qualora i relativi cavalcaferrovia o ingressi e
uscite di galleria ovvero terreni di riporto o trincee risultino
particolarmente visibili, l'inserimento di specie arboree e arbustive
autoctone scelte sia nella tipologia sia nella disposizione, in
relazione alle caratteristiche paesaggistiche in ogni singola zona
interessata dall'intervento. Verificare le zone di interferenza
dell'intervento in esame e quindi prevedere opportune opere di
mitigazione laddove si verifichi un'intrusione visiva con masserie
vincolate ed altre segnalazioni architettoniche indicate dal PUTT/P o
altri manufatti di valenza storico culturale o con lo sfondo
paesaggistico esistente, in particolare nelle aree vincolate (lame e
aree annesse). Tali aree non dovranno essere utilizzate come aree di
cantiere e dovranno conservare al massimo le alberature esistenti e
la vegetazione di macchia mediterranea;
40. realizzare tutte le opere di mitigazione vegetale e di
eventuale reimpianto delle piante recuperate dal sito di cantiere con
l'assistenza continua di esperti botanici ed agronomi e con l'obbligo
di una verifica continua dell'attecchimento e vigore delle essenze
piantate. Le essenze trovate seccate alla verifica di cui sopra
saranno immediatamente sostituite con altre di uguale specie con
successivo obbligo di verifica. Le opere di mitigazione vegetale
dovranno essere realizzate immediatamente con l'impianto del
cantiere, se non prima se tecnicamente possibile;
41. prevedere gli approfondimenti progettuali della zona
antistante la Masseria Carella, oggetto di un complesso intervento
infrastrutturale. Tutte le opere (stazione Executive center,
pensiline, parcheggio, opere vegetazionali di mitigazione, ecc.)
dovranno essere oggetto di un'accurata progettazione complessiva che,
nell'ottica di una riqualificazione dell'area, sia connotata da una
qualita' architettonica degli edifici e delle pensiline, dalla
previsione di una schermatura e ombreggiatura con alberature ed
elementi vegetazionali autoctoni dell'area prevista a parcheggio, da
una piu' appropriata definizione delle opere di mitigazione, che
preveda un graduale passaggio dall'opera infrastrutturale al
paesaggio circostante la Masseria Carella.
42. Il soggetto aggiudicatore dovra' valutare una riconnessione
veicolare nord-sud alternativa a quella della strada comunale
Rafaschieri e posta leggermente a est. [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Drain Beton
Rexipal

NEWS NORMATIVA

21/9 - Antisismica, no alle semplificazioni per le piccole opere

La Cassazione boccia le norme regionali che consentono di non valutare l’opera nel suo complesso

20/9 - Ascensore in condominio, serve il permesso di costruire?

Tar Lombardia: se installato all’esterno il titolo abilitativo può essere superfluo, ma è richiesto il consenso dell’assemblea


Thermoslide
Hencorazzato