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Delibera/zione 18/02/2013 n. 1

(Gazzetta ufficiale 03/09/2013 n. 206)

Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica - Direttiva in materia di attuazione delle misure di compensazione fiscale previste dall'articolo 18 della legge n. 183/2011

IL COMITATO INTERMINISTERIALE
PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

Visto l'art. 11 della legge 23 dicembre 1992, n. 498, che demanda a
questo Comitato l'emanazione di direttive per la concessione della
garanzia dello Stato, per la revisione degli strumenti convenzionali
che disciplinano le convenzioni autostradali e, a decorrere dall'anno
1994, per la revisione delle tariffe autostradali;
Visto il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286, e, in
particolare, l'art. 2, comma 83, cosi' come modificato dall'art. 1,
comma 1030, lettera b), punti 1 e 2, della legge 27 dicembre 2006, n.
296;
Visto l'art. 18 della legge 12 novembre 2011, n. 183, recante
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato" (legge di stabilita' 2012), come modificato:
dall'art. 42, commi 8 e 9-bis, del decreto-legge 6 dicembre 2011,
n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011,
n. 214;
dall'art. 3-septies, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2012, n.
16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44,
sostituito dall'art. 2, comma 1, lettera a), del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134;
dall'art. 59, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 24
gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
marzo 2012, n. 27;
dall'art. 2, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134;
dall'art. 33, comma 3, lettere a) e b), del decreto-legge 18
ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17
dicembre 2012, n. 221;
Vista la propria delibera 24 aprile 1996, n. 65 (G.U. n. 118/1996),
in materia di disciplina dei servizi di pubblica utilita' non gia'
diversamente regolamentati ed in tema di determinazione delle
relative tariffe, che ha previsto l'istituzione del Nucleo di
consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei
servizi di pubblica utilita' (NARS) presso questo Comitato,
istituzione poi disposta con delibera 8 maggio 1996, n. 81 (G.U. n.
138/1996);
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 25
novembre 2008 e ss.mm.ii., con il quale si e' proceduto alla
riorganizzazione del NARS e che, all'art. 1, prevede che, su
richiesta di questo Comitato o dei Ministeri interessati, lo stesso
Nucleo esprima parere in materia tariffaria e di regolamentazione
economica dei settori di pubblica utilita';
Vista la nota 28 gennaio 2013, n. 3005, con la quale il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso, per l'esame in
sede di riunione preparatoria alla seduta di questo Comitato, il
documento tecnico intitolato "Linee Guida per l'applicazione delle
misure previste dall'art. 18 della legge n. 183/2011";
Considerato che l'art. 18 della citata legge n. 183/2011, come
integrato dall'art. 33 del decreto-legge n. 179/2012, convertito
dalla legge n. 221/2012, introduce - al fine di favorire la
realizzazione di nuove infrastrutture incluse in piani o programmi di
amministrazioni pubbliche previsti a legislazione vigente, da
realizzare con contratti di partenariato pubblico privato di cui
all'art. 3, comma 15-ter, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.
163 - la possibilita' di riconoscere al titolare del contratto le
misure agevolative ivi previste, in sostituzione, totale o parziale,
del contributo stesso, in modo da assicurare la sostenibilita'
economica dell'operazione di partenariato pubblico privato tenuto
conto delle condizioni di mercato, e dispone che le medesime misure
possano essere utilizzate anche per le infrastrutture a carattere
strategico gia' affidate o in corso di affidamento con contratti di
partenariato pubblico privato di cui alla norma richiamata nel caso
che risulti necessario ripristinare l'equilibrio del piano economico
finanziario;
Ritenuto opportuno, al fine di ridurre i rischi di eccessivi oneri
per la finanza pubblica, esplicitare i requisiti, i criteri e le
modalita' di applicazione del predetto art. 18 con riferimento sia
alla determinazione dell'ammontare ed erogazione dell'agevolazione
sia alla eventuale rideterminazione della stessa agevolazione laddove
migliorino le condizioni del mercato favorendo un maggiore
autofinanziamento;
Visto il parere 31 gennaio 2013, n. 1, con il quale il NARS,
appositamente integrato in ragione della rilevanza dei profili di
finanza pubblica con due componenti designati dal Ministro
dell'economia e delle finanze e dal Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti ai sensi del comma 2 del citato art. 18 della legge n.
183/2011, ha espresso parere favorevole con prescrizioni sul
documento tecnico trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;
Vista la nota 13 febbraio 2013, n. 4827, con la quale il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso stesura aggiornata
delle Linee guida in questione che recepisce tutte le richieste di
modifica emerse in sede istruttoria ed in particolare le proposte
avanzate dal NARS nel menzionato parere;
Tenuto conto dell'esame della proposta svolto ai sensi del vigente
regolamento di questo Comitato (art. 3 della delibera 13 maggio 2010,
n. 58);
Vista la nota 15 febbraio 2013, n. 736, predisposta congiuntamente
dal Dipartimento per la programmazione ed il coordinamento della
politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri e del
Ministero dell'economica e delle finanze e posta a base dell'odierna
seduta del Comitato, contenente le valutazioni da riportare nella
presente delibera;
Su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze;

Delibera:

E' approvato il documento tecnico allegato, intitolato "Linee guida
per l'applicazione delle misure previste dall'art. 18 della legge n.
183/2011", che forma parte integrante della presente delibera.
Roma, 18 febbraio 2013

Il Presidente: Monti

Il segretario: Barca

Registrato alla Corte dei conti il 9 agosto 2013
Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 7
Economia e finanze, foglio n. 172
Allegato

LINEE GUIDA PER L'APPLICAZIONE DELLE MISURE PREVISTE
DALL'ART. 18 DELLA LEGGE 183/2011

1. AMBITO DI APPLICAZIONE
1.1. Le presenti Linee Guida disciplinano l'applicazione delle
misure agevolative previste dall'articolo 18, della legge n. 183/2011
e s.m.i., alle opere del Programma delle infrastrutture strategiche
di cui all'art. 1, comma 1, della legge n. 443/2001, da realizzare,
gia' affidate o in corso di affidamento con contratti di partenariato
pubblico privato di cui all'articolo 3, comma 15-ter, del decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nel caso in cui risulti
necessario assicurare o ripristinare l'equilibrio del piano economico
finanziario.
1.2. Le misure agevolative possono essere previste a beneficio
delle societa' di progetto di cui all'articolo 156 del D.Lgs.
163/2006, nonche', a seconda delle diverse tipologie di contratto,
del soggetto interessato, ivi inclusi i' soggetti concessionari.
1.3. Le misure possono essere concesse per:
a. nuove infrastrutture di interesse strategico nazionale ancora da
realizzare per le quali non sussiste la sostenibilita' economica
dell'operazione (articolo 18, comma 1);
b. infrastrutture di interesse strategico nazionale gia' affidate o
in corso di affidamento nel caso in cui risulti necessario
ripristinare l'equilibrio del piano economico finanziario (articolo
18, comma 2).
Le misure non possono essere concesse per le infrastrutture
strategiche gia' realizzate ed entrate in esercizio.
1.4. Per opere gia' affidate si intendono quelle per le quali alla
data di entrata in vigore della legge n. 221/2012 di conversione del
decreto legge n. 179/2012 sia stata approvata la convenzione di
concessione; per opere da affidare si intendono quelle per le quali
alla predetta data non sia stato ancora pubblicato il bando di gara;
per opere in corso di affidamento si intendono le opere per le quali
alla data di entrata in vigore della legge 221/2012 risulta gia'
pubblicato il bando di gara.
2. CONTRIBUTO PUBBLICO A FONDO PERDUTO E MISURE AGEVOLATIVE
2.1. Con apposita delibera, CIPE:
_ definisce l'importo teorico del contributo pubblico a fondo
perduto necessario per assicurare o ripristinare l'equilibrio del
piano economico finanziario (PER la cui somma con eventuali
contributi pubblici pregressi non puo' essere superiore al 50 per
cento del costo dell'investimento, e determina l'ammontare delle
risorse disponibili a legislazione vigente;
__ determina, una sola volta e per l'intera durata della
concessione, l'eventuale ammontare del contributo a fondo perduto da
assegnare al progetto e, conseguentemente, l'ammontare delle misure
agevolative previste dall'articolo 18, comma 1, della legge n.
183/2011 e s.m.i. da riconoscere a compensazione del contributo a
fondo perduto o della quota dello stesso non disponibile ("Misure").
2.2. I beneficiari del contributo a fondo perduto e/o delle Misure
per la realizzazione di nuove opere (art. 18, comma 1) non possono
accedere a ulteriori contributi per il riequilibrio del PEF ai sensi
dell'art. 18, comma
2.3. Con la delibera di cui al precedente punto 2.1 il CIPE
determina, altresi', i criteri e le modalita' per la rideterminazione
delle Misure accordate ove sussistano condizioni migliorative dei
parametri posti a base del PEF.
2.4. Fermo restando l'equivalenza finanziaria tra la quota del
contributo pubblico a fondo perduto non disponibile e l'ammontare
delle Misure concesse, il rapporto tra la somma del valore attuale
dell'eventuale contributo pubblico, dell'ammontare delle Misure
concessi con la delibera di cui al precedente punto 2.1. e di
eventuali contributi pubblici pregressi e il valore attuale del costo
complessivo dell'investimento deve essere inferiore o al massimo
uguale al 50 per cento.
2.5. Per le nuove opere, l'importo del contributo pubblico a fondo
perduto nonche' l'ammontare, le modalita' e i termini delle Misure,
utilizzabili anche cumulativamente, sono posti a base di gara per
l'individuazione del concessionario. bando di gara deve prevedere tra
i criteri di valutazione dell'offerta la riduzione del contributo
pubblico a fondo perduto e/o delle Misure: in particolare, ai fini
dell'affidamento del contratto/concessione, il bando di gara deve
prevedere un'adeguata ponderazione inversamente proporzionale
all'ammontare della quota del contributo pubblico e delle misure
agevolative richieste rispetto al costo dell'investimento.
Il contributo a fondo perduto e/o le Misure risultanti ad esito
della gara sono indicate nell'atto convenzionale da approvare con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
Per le opere in corso di affidamento il cui bando di gara preveda
contributo pubblico e l'utilizzo delle Misure per ridurre o azzerare
detto contributo, l'eventuale contributo pubblico a fondo perduto e/o
le Misure sono indicati dal CIPE con la delibera di cui al precedente
punto 2.1. da emanarsi prima dell'approvazione della convenzione di
concessione. Nel caso in cui alla data di cui al precedente punto
1.4. sia stata disposta l'aggiudicazione, l'eventuale contributo
pubblico a fondo perduto e/o le Misure necessari per ripristinare
l'equilibrio del PEF sono indicati dal CIPE con la predetta delibera
da emanarsi a seguito della proposta fatta dal soggetto
aggiudicatore, su specifica e motivata richiesta dell'aggiudicatario
contenente la documentazione di cui al successivo punto 3.1..
Per le opere gia' affidate, il contributo a fondo perduto e/o le
Misure determinati per il ripristino dell'equilibrio del PEF sono
indicati nell'atto convenzionale da approvare con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze.
2.6. L'importo del contributo pubblico a fondo perduto nonche'
delle Misure di cui al punto 2.5., determinati nell'entita'
necessaria al fine di conseguire l'equilibrio del PEF, costituisce
limite di spesa a carico della finanza pubblica.
Il contributo pubblico necessario per conseguire l'equilibrio del
Piano economico finanziario e le misure agevolative compensative non
potranno essere rideterminati in aumento in nessun caso per tutta la
durata della concessione Nella convenzione sara' inserita apposita
clausola secondo la quale le misure agevolative riconosciute in
sostituzione parziale o totale del contributo pubblico a fondo
perduto potranno variare solo in riduzione, in caso di miglioramento
dei parametri posti a base del piano economico finanziario.
Nel caso di nuove concessioni di infrastrutture, al termine della
concessione il Piano economico finanziario deve evidenziare il
completo ammortamento dell'investimento e la convenzione di
concessione dovra' escludere ogni ipotesi di riconoscimento di un
valore di subentro alla scadenza della medesima, ne' una situazione
di indebitamento da parte del concessionario.
2.7. La concessione del contributo pubblico a fondo perduto e delle
Misure di cui ai punti' precedenti e' effettuata nel rispetto della
normativa europea e in particolare di quella relativa agli aiuti di
stato, vigente al momento dell'affidamento, nonche' in conformita'
alla disciplina nazionale e comunitaria in materia di operazioni di
partenariato pubblico-privato.
3. PROCEDIMENTO PER LA DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO PUBBLICO A
FONDO PERDUTO E DELLE MISURE AGEVOLATIVE
3.1. Ai fini della determinazione del contributo a fondo perduto
e/o delle Misure, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
trasmette al CIPE:
PIANO ECONOMICO FINANZIARIO REGOLATORIO (PFR) BASE: contiene il
contributo pubblico a fondo perduto che concorre o dovrebbe
concorrere al finanziamento dell'opera individuato dal Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti. L'importo del limite di spesa a
carico della finanza pubblica e' definito dal valore minimo che
assicura, dati i parametri definiti nel PFR, l'equilibrio
economico-finanziario del piano. Il PFR deve definire, tra l'altro,
sulla base degli indirizzi di regolazione vigente: il costo
dell'investimento, che comprende gli oneri accessori ammissibili ai
sensi della normativa vigente, ivi inclusi gli oneri finanziari
capitalizzati; il valore del costo medio ponderato del capitale
(WACC); stime dei volumi di traffico o dei servizi offerti; ipotesi
di dinamica tariffaria coerenti ad obiettivi di sostenibilita' e
contenimento delle poste figurative; nonche' per le concessioni in
essere l'eventuale valore di subentro.
PFR DEFISCALIZZATO: e' ottenuto sostituendo in tutto o in parte
il contributo a fondo perduto previsto nel PFR base con le Misure,
specificando l'orizzonte temporale di applicazione delle stesse e
mantenendo inalterate le ipotesi del PFR base.
PIANO ECONOMICO FINANZIARIO DEFISCALIZZATO: contiene le ipotesi
di finanziamento dell'investimento che, considerate le proiezioni
economico-finanziarie derivanti dal PFR DEFISCALIZZATO, risultano
sostenibili per il progetto.
3.2. Ciascun Piano deve essere accompagnato da una dettagliata
relazione del soggetto aggiudicatore che illustri le variabili e le
stime sulla base delle quali i Piani sono stati redatti, i parametri
minimi di finanziabilita' e redditivita', nonche' le ipotesi di
rideterminazione della misura delle agevolazioni in caso di
miglioramento dei parametri posti a base del piano economico
finanziario.
3.3. Ai fini del confronto tra il PFR BASE e il PFR DEFISCALIZZATO
le variabili da considerare sono: la misura e la dinamica delle poste
figurative; il valore del costo medio ponderato del capitale (WACC)
previsto (e in particolare della componente relativa al premio di
rischio) rispetto ai valori adottati per progetti comparabili; i
volumi di traffico; la sostenibilita' della dinamica tariffaria.
3.4. Il PFR defiscalizzato contiene un prospetto da cui risulti
l'equivalenza finanziaria tra l'importo delle Misure e l'importo del
contributo pubblico a fondo perduto non disponibile sostituito
nonche' il rispetto del limite del 50% del rapporto tra il valore
attuale dell'ammontare delle Misure e/o dell'eventuale contributo
pubblico e il valore attuale del costo complessivo. Nel calcolo del
predetto rapporto e ai fini della verifica dell'equivalenza
finanziaria e' utilizzato quale tasso di attualizzazione il WACC del
PFR.
Le Misure previste al comma 1, lett. a), b) e c) dell'art. 18 sono
rappresentate nel PFR defiscalizzato nel rispetto dei criteri
indicati ai seguenti punti 3.5, 3.6 e 3.7.
3.5. La Misura generata dalle imposte sui redditi e dall'IRAP non
versate (art. 18, comma 1 lett. a)) e' rappresentata nel PFR
defiscalizzato attraverso la riduzione del WACC durante il periodo di
applicazione della Misura stessa.
3.6. La Misura generata dall'imposta sul valore aggiunto dovuta ai
sensi del D.P.R. n. 633/1972 e s.m.i., e non versata ( art. 18, comma
1, lett. b) ) trovera' applicazione mediante l'inserimento, tra i
ricavi accessori del PFR DEFISCALIZZATO, dell'IVA che il
concessionario avrebbe dovuto versare allo Stato e che, per effetto
del ricorso alla misura, non versera'. Rispetto al PFR BASE, nel PFR
DEFISCALIZZATO il flusso aggiuntivo figurera' esclusivamente negli
anni di applicazione della misura. Tale flusso aggiuntivo non dovra'
essere considerato nel rigo relativo alle poste figurative del
medesimo PFR DEFISCALIZZATO.
3.7. Con specifico riferimento alle infrastrutture autostradali,
l'erogazione a beneficio del concessionario del contributo in conto
esercizio ( art. 18, comma 1, lett. c) ) commisurato al canone di
concessione previsto dall'articolo 1, comma 1020, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, nonche'
all'integrazione prevista dall'articolo 19, comma 9-bis, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni,
trovera' applicazione, alla stregua dell'IVA, mediante l'inserimento,
tra i ricavi accessori del PFR DEFISCALIZZATO, del valore di suddetto
contributo. Rispetto al PFR BASE, nel PFR DEFISCALIZZATO il flusso
aggiuntivo figurera' esclusivamente negli anni di applicazione della
misura. Tale flusso aggiuntivo non dovra' essere considerato nel rigo
relativo alle poste figurative del medesimo PFR DEFISCALIZZATO.
3.8. Le proiezioni economico-finanziarie previste nel PFR
defiscalizzato, secondo quanto stabilito dai precedenti punti 3.5,
3.6 e 3.7, consentono di verificare nel PEF defiscalizzato
dell'investimento le condizioni di finanziabilita' del progetto e il
rispetto di adeguati indici di equilibrio finanziario e patrimoniale
della gestione.
4. AGGIORNAMENTO E MONITORAGGIO DELL'EFFETTIVO UTILIZZO DELLE
MISURE
4.1. Fermo restando il limite di spesa a carico della finanza
pubblica di cui al precedente punto 2.5., in sede di aggiornamento
quinquennale o revisione del PEF e del PFR la revisione del valore
delle Misure e della loro articolazione temporale deve assicurare il
rispetto delle seguenti condizioni.
4.1.1 Costo medio ponderato del capitale (WACC)
Il WACC previsto nel PFR base puo' variare solo con le seguenti
modalita':
• il ke non e' soggetto ad aggiornamenti in aumento;
• Il kd puo' essere aggiornato solo al momento della
sottoscrizione del contratto di finanziamento, coerentemente alle
clausole di variazione gia' prescritte dal CIPE di cui all'Allegato
1.
4.1.2. Rischio costruzione
Non possono essere riequilibrati attraverso variazioni dell'importo
delle Misure gli eventuali incrementi del costo dell'investimento
rispetto all'ammontare del costo dell'investimento previsto in sede
di assegnazione del contributo a fondo perduto e/o delle Misure.
4.2. Ogni anno, entro i termini di adempimento della liquidazione
delle imposte di esercizio, il concessionario trasmette al concedente
il prospetto di cui' al punto 3.4, integrato con i seguenti dati
aggiornati con riferimento all'anno precedente e a tutti gli anni di
utilizzo delle Misure:
a. le imposte sui redditi e I'IRAP effettivamente compensate con il
predetto contributo a fondo perduto non disponibile;
b. il versamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi
dell'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, compensato con il
contributo pubblico a fondo perduto non disponibile;
e. per il settore autostradale, l'ammontare del canone di
concessione previsto dall'articolo 1, comma 1020, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni, nonche',
l'integrazione prevista dall'articolo 19, comma 9-bis, del
decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni,
riconosciuti al concessionario come contributo in conto esercizio.
4.3. Ai fini dell'aggiornamento quinquennale o revisione del
PEF/PFR, di cui al punto 4.1., in occasione dell'approvazione
dell'ultimo bilancio di esercizio del periodo regolatorio, il
concessionario comunica al soggetto aggiudicatore:
i. gli scostamenti dei valori consuntivati rispetto a quelli
previsti relativi, in particolare al volume di traffico, all'entrata
in funzione degli effettivi investimenti da remunerare, all'ammontare
dell'ammortamento finanziario e alla struttura patrimoniale
effettivamente adottata dal concessionario;
[ . . . ]

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