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Scheda Normativa

Delibera/zione 04/06/2013 n. 1079

(Gazzetta regionale 02/07/2013 n. 90)

Regione Puglia - Misure di semplificazione e di coordinamento dell’attività amministrativa in materia di opere pubbliche

Il Presidente congiuntamente all’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità - Reti e Infrastrutture per la mobilità, Verifiche e Controlli dei Servizi TPL, Lavori Pubblici, Avv. Giovanni Giannini, all’Assessore alla Qualità dell’Ambiente, Dr. Lorenzo Nicastro ed alla Vice Presidente, Prof.ssa Angela Barbanente, sulla base dell’istruttoria espletata dal Capo di Gabinetto Avv. Davide F. Pellegrino e dai Direttori dell’ Area Politiche per la mobilità e qualità urbana, e dell’Area Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche, per quanto di rispettiva competenza, riferisce quanto segue.

La realizzazione di opere pubbliche inserite negli atti di programmazione e pianificazione regionale costituisce fondamentale motore di sviluppo, di crescita economica e di tenuta occupazionale, stante anche l’attuale momento economico-sociale, caratterizzato da una lunga crisi che ha prodotto effetti recessivi rilevanti che non hanno mancato di interessare l’economia regionale pugliese.
L’obiettivo di imprimere un’accelerazione alle attività realizzative delle opere pubbliche di competenza regionale, ovvero interessate da autorizzazione regionale, ovvero ancora finanziate con fondi a valere sul bilancio regionale costituisce “obiettivo di legislatura”, tanto come peraltro ricordato dagli assessori interessati e dal Presidente della Giunta Regionale in molteplici occasioni pubbliche.
Negli ultimi mesi si è sviluppato un intenso dibattito pubblico in ordine alla necessità che l’Amministrazione Regionale intraprenda ogni utile azione finalizzata a rimuovere gli eventuali ostacoli organizzativi e/o funzionali che possono determinare rallentamenti dei processi volti alla realizzazione di investimenti pubblici e privati. Sulla base di un primo approfondimento è possibile osservare che la Regione Puglia, non diversamente dal complesso delle Amministrazioni Pubbliche italiane, opera in una situazione caratterizzata da rilevanti problematiche di carattere amministrativo che non agevolano il celere svolgimento delle attività funzionali alla realizzazione degli investimenti pubblici e privati. Tali problematiche sono di vario ordine e criticità e tra esse è possibile ricordare:
- l’applicazione delle regole in materia di “Patto di stabilità Interno”, specie per le opere finanziate a carico del bilancio regionale, che non assicurano la necessaria certezza ai flussi di finanziamento;
- la complessità delle norme in materia di contratti pubblici (Codice e Regolamento), di emanazione relativamente recente (2006-2010), caratterizzate anche da una notevole mutevolezza, che ne rende talvolta complessa l’applicazione;
- l’innovazione della legislazione statale in materia ambientale e paesaggistica (Testo Unico Ambientale e Codice dei Beni Culturali), in esito alle mutate competenze in materia a seguito della riforma del titolo V della Costituzione; anch’essa in costante evoluzione e cambiamento e con oggettive problematiche di coordinamento con il quadro normativo regionale nelle materie di riferimento, con particolare riguardo alle applicazioni nel settore delle opere pubbliche.

Appare opportuno segnalare, poi, come, in un contesto di sviluppo sostenibile del territorio regionale, la realizzazione degli investimenti, specie se rilevanti, comportando spesso una significativa trasformazione del contesto territoriale di riferimento, richiede opportune forme di coinvolgimento delle comunità locali e di tutti i portatori degli interessi costituzionalmente garantiti in materia di tutela della salute e dell’ambiente.
Tale necessità di coinvolgimento va inquadrata anche nell’aumentata consapevolezza sociale riguardo all’importanza della tutela e valorizzazione delle risorse paesaggistiche e ambientali. Inoltre, anche in relazione al positivo aggiornamento del sistema di conoscenze sull’ambiente e il paesaggio regionale, risulta necessario integrare le fasi di programmazione-approvazione-esecuzione delle opere pubbliche nell’ambito dei procedimenti finalizzati a ridurre o mitigare i relativi impatti sull’ambiente e sul paesaggio.
Giova altresì segnalare come la straordinaria moltiplicazione delle discipline di settore, non sempre caratterizzata da un approccio organico, si intreccia con un insufficiente rafforzamento organizzativo dell’Amministrazione regionale. Essa nel corso degli ultimi anni, pur avendo concluso alcune procedure di reclutamento concorsuale, si presenta con una disponibilità di risorse umane vistosamente sottodimensionata alle reali esigenze derivanti dall’attribuzione di nuove e numerose competenze in capo alla Regione per effetto della riforma del titolo V della Costituzione nonché dalla assegnazione di rilevanti funzioni in ordine alla realizzazione dei programmi comunitari.
Il contesto di riferimento presenta, come sopra sinteticamente esposto, vincoli rilevanti, pertanto appare utile procedere alla sperimentazione di un modulo organizzativo che ottimizzi la collaborazione tra le varie articolazioni dell’Amministrazione regionale a vario titolo coinvolte nei processi funzionali alla realizzazione di investimenti pubblici e privati. Tale collaborazione interServizi, senza determinare alcuna alterazione delle competenze spettanti a ciascuna branca della P.A. regionale, deve essere finalizzata a garantire il coordinamento procedimentale e la conseguente accelerazione degli iter valutativi e autorizzativi, ad evitare esiti contraddittori tra singoli procedimenti e sub-procedimenti, nonché a definire interpretazioni omogenee in casi individuati come dubbi e che dovranno rappresentare indirizzi amministrativi generali;
Occorre pertanto definire un modello organizzativo, ispirato a modalità strutturali di collaborazione e integrazione, in grado di traguardare gli obiettivi sopra descritti. In tal senso, considerato che tale attività inerisce sostanzialmente le competenze dei Servizi regionali afferenti alle Aree di coordinamento Politiche per la mobilità e qualità urbana e Politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale e per l’attuazione delle opere pubbliche, è necessario che i relativi Direttori propongano un modello organizzativo di coordinamento dei rispettivi Servizi che risponda alle seguenti esigenze:
a) ricognizione delle opere sopra esplicitate e dei procedimenti inerenti le stesse che richiedono un’istruttoria integrata dei servizi delle rispettive aree, perfezionando per essi l’attività di integrazione e prevedendo un periodico aggiornamento della stessa ricognizione;
b) definizione di obiettivi intermedi e finali nell’espletamento dei relativi procedimenti;
c) individuazione di criticità nelle procedure attualmente seguite che dovranno determinare l’assunzione di provvedimenti finalizzati alla risoluzione strutturale di tali criticità che, a seconda dei casi, potranno configurare:
- provvedimenti amministrativi di competenza delle aree, da assumere eventualmente in forma congiunta;
- proposte alla giunta per l’assunzione di provvedimenti che competono a codesto organismo ovvero al consiglio regionale.

In tal senso occorre che i Direttori interessati, sentita la Conferenza di Direzione, assumano, entro 30 giorni dalla presente deliberazione, un proprio atto organizzativo che definisca le misure necessarie per il conseguimento degli obiettivi sopra individuati. Tale proposta dovrà contenere, tra l’altro:
- l’organizzazione e le funzioni di una struttura di coordinamento dei servizi interessati per conseguire gli obiettivi enunciati;
- le modalità di funzionamento della struttura, anche prevedendo nelle sue attività il coinvolgimento dell’Avvocatura Regionale, delle Agenzie e delle Società regionali interessate;
- il programma operativo della struttura e i relativi obiettivi;
- le modalità di interlocuzione con la Conferenza di Direzione per la risoluzione delle problematiche che dovessero emergere e che coinvolgono altre articolazioni dell’amministrazione regionale;
- l’individuazione di criticità nelle procedure attualmente seguite che dovranno determinare l’assunzione di provvedimenti finalizzati alla risoluzione strutturale di tali criticità, nei termini precedentemente indicati;
- le modalità attraverso le quali garantire ogni utile coinvolgimento informativo del partenariato economico-sociale e delle associazioni portatrici di interessi diffusi.

I Direttori indicati dovranno, altresì,
- sentito l’Organismo Indipendente di Valutazione, individuare gli obiettivi intermedi funzionali al conseguimento dell’obiettivo strategico consistente nella semplificazione procedurale e nel più efficiente ed efficace coordinamento amministrativo nonché i tempi di attuazione degli obiettivi così definiti. Tale attività, inoltre, dovrà prevedere l’inserimento degli obiettivi intermedi e finali nel Piano della Performance della Regione Puglia, in modo che del grado di conseguimento degli stessi possa tenersi conto in sede di valutazione dei dirigenti interessati ai fini dell’attribuzione della retribuzione di risultato;
- trasmettere, oltre ai verbali di ogni seduta della struttura di coordinamento, un rapporto semestrale alla giunta, alla conferenza di direzione e all’oiv, contenente:
a) l’aggiornamento semestrale della ricognizione dei procedimenti inerenti opere pubbliche che richiedono un’istruttoria integrata, s [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
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