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Norme Correlate

Decreto Legislativo 13/03/ 2013 n. 30

Attuazione della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra

Delibera/zione 25/07/2013 n. 16

(Gazzetta ufficiale 10/08/2013 n. 187)

Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare - Disciplina degli impianti di dimensioni ridotte esclusi dal sistema comunitario per lo scambio delle quote di emissione di gas ad effetto serra ai sensi dell'articolo 38 del decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30

IL COMITATO NAZIONALE
per la gestione della direttiva 2003/87/CE
e per il supporto nella gestione delle attivita'
di progetto del Protocollo di Kyoto

Vista la direttiva 2003/87/CE come modificata dalla direttiva
2009/29/CE;
Visto l'art. 27 della menzionata direttiva, che disciplina
l'esclusione di impianti di dimensioni ridotte subordinatamente
all'adozione di misure nazionali equivalenti approvate dalla
Commissione europea;
Visto il decreto legislativo 13 marzo 2013, n. 30, «Attuazione
della direttiva 2009/29/CE che modifica la direttiva 2003/87/CE al
fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo
scambio di quote di emissione di gas a effetto serra.» (d'ora in
avanti «decreto legislativo n. 30/2013"), ed in particolare l'art.
38, recante «Esclusione di impianti di dimensioni ridotte subordinata
all'adozione di misure equivalenti»;
Vista la deliberazione n. 12/2012 di questo Comitato, recante
«Modalita' per l'applicazione dell'articolo 27 della Direttiva
2003/87/CE, come modificata dalla Direttiva 2009/29/CE», notificata
alla Commissione europea in data 20 maggio 2012 a cura del Presidente
pro tempore di questo Comitato;
Viste le richieste di esclusione avanzate dai gestori, ai sensi
dell'art. 38, comma 5 del decreto legislativo n. 30/2013;
Visto l'art. 38, commi 6 e 7, del decreto legislativo n. 30/2013,
che prescrivono rispettivamente gli obblighi e i criteri minimi per
l'emanazione delle disposizioni semplificate in materia di
monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas ad effetto serra,
di comunicazione dell'identita' del gestore, di comunicazione delle
eventuali modifiche alla natura e al funzionamento dell'impianto e di
comunicazione degli ampliamenti o riduzioni di capacita' produttiva ;
Vista la lettera 12 dicembre 2012 della Commissione europea, prot.
CLIMA/B2/HB Ares(2012) 1478624, la quale non solleva obiezioni alle
Misure Nazionali Equivalenti proposte dall'Italia con la delibera
12/2012 e ne prescrive l'applicazione ai 166 impianti allegati alla
lettera, con relative emissioni totali annue consentite per ciascuno
di essi;
Vista la Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati
membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di
adempiere agli impegni della Comunita' in materia di riduzione delle
emissioni di gas a effetto serra entro il 2020;
Tenuto conto che la lettera della Commissione di cui sopra
specifica anche che «questi numeri saranno utilizzati anche come base
per regolare gli obiettivi legati alla condivisione dello sforzo,
come previsto dall'art. 10 della Decisione 406/2009/CE»;
Su proposta della Segreteria tecnica approvata con procedura
scritta il 25 luglio 2013;

Delibera:

Art. 1

Esclusione di impianti dal sistema comunitario per lo scambio delle
quote di emissione di gas ad effetto serra di cui alla direttiva
2003/87/CE.
1. Ai sensi dell'art. 38 del decreto legislativo n. 30/2013 e nel
rispetto delle prescrizioni di cui alla presente deliberazione, a far
data dal 1° gennaio 2013 gli impianti in Allegato 1, a tutti gli
effetti parte integrante della presente delibera, sono esclusi dal
sistema comunitario per lo scambio delle quote di emissione di gas ad
effetto serra (ETS) di cui alla direttiva 2003/87/CE.
2. Agli impianti di cui al comma 1, limitatamente al periodo di
esclusione dal sistema comunitario per lo scambio delle quote di
emissione di gas ad effetto serra (ETS) di cui alla direttiva
2003/87/CE, si applicano esclusivamente gli articoli 2, 3, 4, 24, 28,
30, 31, 33, 38, 39, 40, 42, 44 e 45 del decreto legislativo 13 marzo
2013, n. 30 (d'ora in avanti "decreto legislativo n. 30/2013")
nonche' le delibere, compresa la presente,emanate da questo Comitato
quali «Misure nazionale equivalenti», ai sensi dell'art. 38 del
decreto legislativo n. 30/2013.
3. Nel rispetto di quanto previsto dall'art. 38, comma 2, del
decreto legislativo n. 30/2013, l'impianto di cui all'Allegato 1 che,
in uno degli anni del periodo 2013 - 2020, emette piu' di 25.000
tCO2eq., rientra, a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a
quello in cui si e' verificato il superamento della predetta soglia,
nel sistema comunitario per lo scambio delle quote di emissione di
gas ad effetto serra di cui alla direttiva 2003/87/CE e non puo'
essere oggetto di ulteriore esclusione. La verifica e' fatta sulla
base della comunicazione annuale delle emissioni di cui al successivo
art. 7.
Art. 2


Emissioni consentite

1. Ciascun impianto elencato in Allegato 1 puo' emettere
annualmente gratuitamente una quantita' di CO2eq inferiore o pari
alle emissioni ad esso consentite, specificate nell'apposita colonna.
2. Per ciascuna tonnellata di emissioni di CO2eq in eccesso
rispetto alle emissioni consentite, il gestore dell'impianto, a sua
scelta:
a) corrisponde all'erario il prezzo medio della quota EUA nell'anno
precedente, determinato dall'Autorita' per l'Energia Elettrica e il
Gas secondo le previsioni del comma 4, dell'art. 38 del decreto
legislativo n. 30/2013;
b) oppure trasferisce su un conto istituito presso il Registro
dell'Unione di cui all'art. 28 del D.lgs. n. 30/2013, una quota di
emissione (EUA) valida per il periodo 2013-2020.
3. Con apposita comunicazione al Comitato e all'ISPRA il gestore
rende noto il codice del conto da cui e' stato effettuato il
trasferimento di cui alla lettera b) del comma 2.
4. Il pagamento o il trasferimento delle quote EUA per le emissioni
in eccesso avviene secondo la seguente tempistica:
a) Il pagamento o la restituzione delle quote EUA per le emissioni
in eccesso prodotte negli anni 2013 e 2014 avviene entro il 20 maggio
2015;
b) Il pagamento o la restituzione delle quote EUA per le emissioni
in eccesso prodotte negli anni 2015 e 2016 avviene entro il 20 maggio
2017;
c) Il pagamento o la restituzione delle quote EUA per le emissioni
in eccesso prodotte negli anni 2017 e 2018 avviene entro il 20 maggio
2019;
d) Il pagamento o la restituzione delle quote EUA per le emissioni
in eccesso prodotte negli anni 2019 e 2020 avviene entro il 20 maggio
2021.
5. Nel caso in cui le emissioni annuali dell'impianto risultino
inferiori alle emissioni consentite per quell'anno, il gestore
dell'impianto puo' aggiungere tale surplus alle emissioni consentite
per l'anno successivo.
Art. 3


Monitoraggio delle emissioni

1. Per il periodo di scambio delle quote di emissione che ha inizio
il 1 gennaio 2013, i gestori degli impianti elencati in Allegato 1,
effettuano il monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra per
le attivita' elencate in allegato I del D.lgs. n. 30/2013, secondo il
Piano di monitoraggio di cui all'art. 4, come approvato da questo
Comitato ai sensi dell'art. 4, comma 5 ovvero, in caso di
aggiornamento dello stesso, secondo il Piano aggiornato secondo la
procedura indicata all'art. 5.
Art. 4


Piano di monitoraggio

1. I gestori degli impianti elencati in Allegato 1, redigono il
Piano di monitoraggio secondo il modello predisposto da questo
Comitato e disponibile nella sezione dedicata all'attuazione della
direttiva 2003/87/CE del sito web del Ministero dell'ambiente e della
tutela del territorio e del mare (www.minambiente.it) e del sito web
del Ministero dello sviluppo economico (www.mise.gov.it).
2. I gestori degli impianti elencati in Allegato 1, trasmettono a
questo Comitato il Piano di monitoraggio di cui al comma 1, entro il
30 settembre 2013.
3. Il Piano di monitoraggio di cui al comma 1 deve essere
sottoscritto dal gestore dell'impianto con firma digitale basata su
un certificato qualificato, rilasciato da un certificatore
accreditato ai sensi del decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005,
e trasmesso a questo Comitato secondo le modalita' indicate nella
sezione dedicata all'attuazione della direttiva 2003/87/CE del sito
www.minambiente.it.
4. Ai fini dell'approvazione del Piano di monitoraggio di cui al
comma 1, il Comitato valuta la completezza e la correttezza della
documentazione pervenuta nonche' la coerenza con i principi di cui al
Regolamento (UE) N. 601/2012 e, se del caso, provvede a richiedere le
necessarie integrazioni che devono essere trasmesse al Comitato entro
15 (quindici) giorni dalla richiesta.
5. Entro 45 giorni dal ricevimento del Piano, il Comitato si
pronuncia sull'approvazione del Piano, con propria deliberazione. In
caso di valutazione positiva, il Comitato, in sede di approvazione
del Piano, puo' prevedere prescrizioni ai fini dell'integrazione e
della modifica del Piano medesimo nel caso in cui rilevi
un'applicazione non conforme ai principi di cui al Regolamento (UE)
n. 601/2012 e, se del caso, aggiorna l'autorizzazione ad emettere gas
ad effetto serra. In caso di approvazione con prescrizioni, il
gestore recepisce tali prescrizioni ed invia un nuovo Piano di
monitoraggio.
Art. 5


Aggiornamento del Piano di monitoraggio

1. Il Piano di monitoraggio approvato ai sensi dell'art. 4, comma 5
e' aggiornato nei seguenti casi:
a) modifiche dell'identita' del gestore;
b) ampliamenti o riduzioni della capacita' produttiva dell'impianto
superiori al 20%;
c) modifiche alla natura e al funzionamento dell'impianto nonche'
modifiche significative del sistema di monitoraggio, laddove la
significativita' della modifica va valutata conformemente ai principi
di cui all'art. 15 del Regolamento (UE) n. 601/2012.
2. I gestori degli impianti trasmettono al Comitato, entro 30
(trenta) giorni dall'avvenuta modifica, l'aggiornamento del Piano di
monitoraggio di cui al comma 1, sottoscritto con firma digitale
basata su un certificato qualificato, rilasciato da un certificatore
accreditato ai sensi del decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005,
e secondo le modalita' indicate sul sito web del Ministero
dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare
(http://www.minambiente.it) e sul sito del Ministero dello sviluppo
economico (http://www.mise.gov.it).
3. Ai fini dell'approvazione dell'aggiornamento del Piano di
monitoraggio, il Comitato esamina l'aggiornamento al fine di
verificare l'adeguatezza della documentazione pervenuta, nonche' la
rispondenza alle disposizioni riportate al comma 2 e ai principi di
cui al Regolamento (UE) N. 601/2012. Il Comitato, se del caso,
provvede a richiedere le necessarie integrazioni che devono essere
trasmesse al Comitato entro 15 (quindici) giorni dalla richiesta.
4. Entro 90 (novanta) giorni dalla data di ricevimento, il Comitato
conclude l'istruttoria e si pronuncia sull'approvazione del Piano,
con propria deliberazione, secondo le medesime procedure di cui
all'art. 4, comma 5.
5. La modifica di cui alle lettere b) e c) comporta una
rideterminazione da parte del Comitato delle emissioni consentite
all'impianto. La rideterminazione delle emissioni consentite ha
effetto dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello in cui la
modifica ha avuto luogo.
Art. 6


Autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra

1. Nell'ottica di riduzione degli oneri amministrativi gravanti
sulle imprese, all'atto del riesame di cui all'art. 15, comma 1 del
D.lgs. n. 30/2013, il Comitato rilascia a ciascuno degli impianti
elencati in Allegato 1 un'autorizzazione contenente gli elementi
essenziali previsti dall'art. 14 del D.lgs. n. 30/2013 ed, in ogni
caso, semplificata rispetto a quella prevista per gli impianti
inclusi nel sistema comunitario per lo scambio delle quote di
emissione di gas ad effetto serra (ETS).
2. Il piano di monitoraggio delle emissioni e successivi
aggiornamenti, approvati rispettivamente ai sensi dell'art. 4, comma
5 e dell'art. 5, comma 4 della presente deliberazione, e' parte
integrante dell'autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra.
3. L'aggiornamento del Piano di monitoraggio di cui all'art. 5 non
comporta necessariamente l'aggiornamento dell'autorizzazione ad
emettere gas ad effetto serra tranne nel caso di cui all'art. 5,
comma 1, lettera a).
Art. 7


Comunicazione annuale delle emissioni di gas serra

1. Per il periodo di scambio delle quote di emissione che ha inizio
il 1° gennaio 2013, i gestori degli impianti elencati in Allegato 1,
effettuano la comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra
per le attivita' elencate in allegato 1 del D.lgs. n. 30/2013,
secondo il modello predisposto da questo Comitato e disponibile nella
sezione dedicata all'attuazione della direttiva 2003/87/CE del sito
web del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del
mare (www.minambiente.it) e del sito web del Ministero dello sviluppo
economico (www.mise.gov.it).
2. I gestori degli impianti elencati in Allegato 1, trasmettono a
questo Comitato la comunicazione di cui al comma 1, verificata
conformemente alle disposizioni di cui all'art. 8, entro il 31 marzo
di ogni anno.
3. La comunicazione di cui al comma 1 deve essere sottoscritta dal
gestore dell'impianto con firma digitale basata su un certificato
qualificato, rilasciato da un certificatore accreditato ai sensi del
decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005, e trasmessa a questo
Comitato secondo le modalita' indicate nella sezione dedicata
all'attuazione della direttiva 2003/87/CE del sito web del Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare
(www.minambiente.it) e del sito web del Ministero dello sviluppo
economico (www.mise.gov.it).
Art. 8


Disposizioni semplificate per l'attivita' di verifica
della comunicazione delle emissioni

1. Per gli impianti dell'Allegato 1 che negli anni tra il 2008 e il
2010 hanno registra [ . . . ]

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