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Scheda Normativa

Delibera/zione 22/10/2013 n. 26-6544

(Gazzetta regionale 07/11/2013 n. 45)

Regione Piemonte - Fondo di cui all'art. 1, comma 363, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Approvazione dello schema di Protocollo d'Intesa tra la Regione Piemonte e le ATC piemontesi per la realizzazione di interventi di miglioramento dell'efficienza energetica e di utilizzo di fonti rinnovabili negli edifici residenziali pubblici esistenti

A relazione del Vicepresidente Pichetto Fratin:

Premesso che:
la direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, nel ridefinire l’intero quadro di riferimento in materia di fonti rinnovabili e dei sistemi di incentivazione delle stesse, stabilisce obiettivi vincolanti al 2020 per gli Stati membri in termini di percentuale di energia da fonti rinnovabili sul totale dei consumi finali. Per l’Italia tale obiettivo è stato stabilito nella misura del 17%;

la direttiva 2010/31/CE sulla prestazione energetica nell’edilizia (rifusione della precedente Direttiva EPBD 2002/91/CE) stabilisce requisiti minimi di rendimento energetico degli edifici (compresi quelli della pubblica amministrazione) e disciplina i criteri generali della prestazione energetica quale strumento fondamentale di sensibilizzazione e di indirizzo del mercato immobiliare;

la direttiva 2012/27/UE del 25 ottobre 2012 sull'efficienza energetica definisce un quadro comune di misure per la promozione dell'efficienza energetica nell'Unione europea al fine di garantire il conseguimento dell'obiettivo dell'Unione relativo all'efficienza energetica al 2020 (diminuzione del 20% dei consumi di energia primaria rispetto allo scenario tendenziale) e di costituire le basi per ulteriori miglioramenti dell'efficienza energetica al di là di tale data. La direttiva definisce un ruolo esemplare per gli edifici degli enti pubblici e prevede che, tra gli stessi le misure di efficienza energetica siano destinate prioritariamente agli edifici con la più bassa prestazione energetica, laddove questo sia efficiente in termini di costi e tecnicamente possibile. La stessa direttiva prevede, inoltre, che gli Stati membri stimolino gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale e gli organismi di diritto pubblico competenti per l’edilizia sociale, ad adottare piani di efficienza energetica che contengano obiettivi e azioni specifiche di risparmio ed efficienza energetica e a ricorrere, se possibile, alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni;

il Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica (PAEE), in attuazione del decreto legislativo 115/2008, riconosce all’efficienza energetica il ruolo di strumento chiave per la riduzione dei consumi finali, definendo una traiettoria e un obiettivo nazionale al 2020 in termini di risparmio di energia primaria;

il decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 recante “Attuazione della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili” individua gli strumenti e i meccanismi operativi per l’attuazione delle politiche di sviluppo delle rinnovabili e di promozione dell’efficienza energetica, assegnando a ciascuno Stato membro un obiettivo vincolante al 2020 (nonché obiettivi intermedi biennali);

il D.M. 15 marzo 2012 recante “Definizione degli obiettivi regionali in materia di fonti rinnovabili” (c.d. “Burden Sharing”) ripartisc [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
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