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Norme Correlate

Legge regionale 23/10/ 2009 n. 4

Regione Sardegna -“Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo” (Piano Casa)

Piano urbanistico 05/09/ 2006

Regione Sardegna - Piano Paesaggistico Regionale

Delibera/zione 25/10/2013 n. 45/2

(Gazzetta regionale 31/10/2013 n. 49)

Regione Sardegna - L.R. 23 ottobre 2009, n. 4, art. 11. Piano Paesaggistico Regionale della Sardegna, primo ambito omogeneo costiero, approvato con la Delib.G.R. n. 36/7 del 5 settembre 2006. Aggiornamento e revisione. Approvazione preliminare

Il Presidente e l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica rappresentano alla Giunta regionale che con la deliberazione n. 36/7 del 5 settembre 2006 è stato approvato in via definitiva il Piano Paesaggistico Regionale (PPR) – primo ambito omogeneo costiero, successivamente pubblicato sul Buras dell’8 settembre 2006.
Esso ha costituito uno dei primi esempi in Italia di pianificazione paesaggistica di nuova impostazione. Tuttavia, nella sua concreta applicazione sono emerse rilevanti criticità che hanno reso difficile l’attuazione delle sue previsioni, anche, ma non solo, per il fatto che le norme di salvaguardia oramai operano ben oltre i dodici mesi originariamente previsti stante il fatto che la quasi totalità dei Comuni non ha ancora adeguato i rispettivi strumenti urbanistici al PPR.
Dopo i primi anni della sua attuazione, quindi, lo stesso legislatore regionale ha ravvisato la necessità di procedere ad alcune revisioni del PPR, e sin dal 2008, con la L.R. n. 13/2008, ha apportato allo stesso alcune modifiche. Nella materia in argomento, infatti, la Regione Sardegna, dopo aver legiferato con la legge regionale n. 45/1989, e successive modifiche e integrazioni, ha approvato la legge regionale n. 8/2004, che ha regolamentato contenuti ed iter di approvazione del PPR approvato nel 2006, e, successivamente alla approvazione del PPR, la già ricordata legge regionale n. 13/2008, la legge regionale n. 4/2009 e la legge regionale n. 21/2011: tali ultime due leggi regionali hanno espressamente trattato il tema dell’aggiornamento e revisione del PPR.
Tutte tali leggi regionali quindi, hanno recepito questa esigenza di provvedere al superamento delle richiamate criticità prevedendo idonee misure in tal senso.
Nello specifico, la prima di tali leggi, la legge regionale n. 13/2008, conformemente a quanto stabilito a livello statale dall'articolo 143, comma 1, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, come modificato dal decreto legislativo n. 26 marzo 2008, n. 63 (Ulteriori disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, in relazione al paesaggio), ha dettato una puntuale disciplina sui beni paesaggistici, in particolare quelli vincolati per legge, quelli con provvedimento amministrativo, nonché quelli specificamente individuati nei piani paesaggistici e delimitati nelle cartografie ad essi allegate in scala idonea alla loro puntuale identificazione: una indicazione sostanzialmente coincidente, quindi, con quella contenuta nell’articolo 143 del Codice.
Il Presidente e l’Assessore ricordano, inoltre, che la materia della tutela del paesaggio (così come espressamente riconosciuto anche con la sentenza 51/2006 della Corte Costituzionale) appartiene alla potestà legislativa esclusiva della Regione Sardegna, sulla base dell’articolo 3, lettera f) dello Statuto Speciale, e che, peraltro, con altra sentenza, n. 226 del 2009, la stessa Corte ha riconosciuto che, nei confronti delle Regioni a Statuto speciale e delle Province Autonome, titolari della potestà legislativa esclusiva in materia di paesaggio, non opera la potestà legislativa esclusiva statale di cui all’art. 117, secondo comma, lettera s) della Costituzione.
In tale materia la Regione Sardegna può legiferare, come ha sempre legiferato negli anni, pur se, ovviamente, nell’esercizio di tale potestà, è tenuta al rispetto dei limiti indicati nell’articolo 3 dello Statuto e quindi, tra questi, al rispetto delle norme fondamentali di riforma economico-sociale contenute nel D.Lgs. n. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della Legge 6 luglio 2002, n. 137) e s.m.i.
Per quanto riguarda la competenza amministrativa, invece, il Presidente e l’Assessore ricordano, inoltre, che il secondo comma dell’articolo 6 del DPR 480/1975 “Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione Sardegna” attribuisce alla Regione la competenza in materia di “redazione e approvazione dei piani territoriali paesaggistici”.
Ricordano, inoltre, che in attuazione della L.R. n. 4/2009, la Giunta regionale, con la deliberazione n. 56/38 del 29.12.2009, ha dato mandato alla Direzione generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale di predisporre gli elaborati e di costituire i gruppi di lavoro.
Successivamente quindi alla entrata in vigore della citata legge regionale n. 4/2009, con le deliberazioni n. 56/38 del 29.12.2009 e n. 32/58 del 15.9.2010, la Giunta regionale ha definito gli indirizzi applicativi e le attività principali da porre in essere, e ha identificato il processo partecipativo denominato “Sardegna Nuove Idee” quale metodo con cui dare impulso alle attività inerenti all’aggiornamento e revisione del Piano paesaggistico nonché per rispondere, non solo in modo formale bensì sostanziale, alla necessità di garantire, nei procedimenti di approvazione dei piani paesaggistici, la partecipazione e la concertazione istituzionale. Sono stati perciò attivati, nei singoli ambiti di paesaggio costiero individuati dal Piano Paesaggistico Regionale, i laboratori partecipati di progettazione paesaggistica attraverso tavoli tematici di approfondimento e specificazione locale.
Rappresentano, quindi, alla Giunta regionale che, nel rispetto dell’articolo 11 della legge regionale n. 4/2009, la Direzione generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale ha predisposto, mediante la costituzione, con determinazione dirigenziale n. 5569/DG del 28.12.2011, dei gruppi di lavoro formati da professionalità interne alla amministrazione regionale, l’aggiornamento e revisione del Piano Paesaggistico Regionale – primo ambito omogeneo, che era stato approvato, come detto, in via definitiva con la deliberazione della Giunta regionale n. 36/7 del 5 settembre 2006.
Il Presidente e l’Assessore riferiscono, inoltre, che, in attuazione dell’articolo 10 della legge regionale n. 21/2011, il Consiglio Regionale della Sardegna, con ordine del giorno n. 86 del 25 luglio 2012, ha approvato le Linee Guida inerenti all’aggiornamento e revisione del Piano Paesaggistico Regionale dell’ambito costiero e alla elaborazione del Piano Paesaggistico Regionale dell’ambito interno.
Il Presidente e l’Assessore evidenziano che, per garantire la concertazione istituzionale, la partecipazione dei soggetti interessati e delle associazioni portatrici di interessi diffusi e per assicurare ampie forme di pubblicità, si sono tenuti numerosi incontri con le altre Direzioni generali della Regione, con il partenariato istituzionale ed economico-sociale, con le associazioni ambientaliste e con le Università ed è stata predisposta una sezione speciale nel sito SardegnaTerritorio della Regione.
Evidenziano, poi, che, così come è stato prescritto dalle leggi regionali avanti ricordate, nell’ambito della complessiva attività di aggiornamento e revisione del PPR, di competenza della Regione ai sensi del secondo comma dell’art. 6 delle Norme di Attuazione dello Statuto speciale, DPR 480/1975, si è proceduto all’opera di aggiornamento e revisione. Ciò del resto in piena sintonia con le previsioni del Codice il quale riconosce espressamente e fa salve nell’articolo 8 del D.Lgs. n. 42/2004 le competenze delle Regioni a Statuto Speciale, come definite dallo Statuto e dalle relative norme di attuazione (sul piano delle fonti normative prevalenti sulle leggi ordinarie dello Stato): tra queste, come già ricordato, vi è anche l’art. 6 del DPR 480/1975, il quale attribuisce alla esclusiva competenza regionale la predisposizione ed approvazione del piano paesistico.
La norma di attuazione in esame disciplina anche le forme di collaborazione tra Regione e Stato in tale attività di predisposizione del piano paesistico ed infatti la Regione, secondo quanto previsto dall’articolo 6, terzo comma, del citato DPR 480/1975 ha ritenuto di operare avvalendosi della collaborazione del competente Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, con il quale ha attivato molteplici incontri, anche per lo svolgimento delle attività di verifica ed adeguamento ai sensi dell’articolo 156 del Codice.
Tale attività di verifica ed adeguamento si fonda, infatti, rispetto all’aggiornamento e revisione del Piano Paesaggistico Regionale costiero già da tempo avviato dalla Regione ai sensi della citata legge regionale n. 4/2009, su comuni elementi di conoscenza e analisi del paesaggio sardo.
Conseguentemente, in applicazione della deliberazione n. 11/3 del 26.2.2013 della Giunta regionale, la Direzione generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia ha sottoscritto in data 1° marzo 2013 con il Ministero, il Disciplinare Tecnico che ha fissato, all’articolo 4, in duecentodieci giorni il periodo temporale per lo svolgimento delle attività di verifica ed adeguamento del PPR costiero.
Il Presidente e l’Assessore ricordano che, grazie a tale attività di collaborazione, in attuazione di quanto previsto nel Disciplinare Tecnico, nel corso di numerose riunioni tecniche, si è giunti alla condivisione di significativi risultati.
Nell’ambito di tale percorso, il 22 marzo 2011 è stato sottoscritto dalla Direzione regionale del Ministero e dalla Direzione generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza Edilizia il Protocollo d’Intesa per disciplinare l’attività di ricognizione, delimitazione e rappresentazione in scala idonea all’identificazione degli immobili e delle aree dichiarate di notevole interesse pubblico ai sensi degli articoli 136 e 157 del Codice che ha consentito di avere il quadro complessivo di tutti i provvedimenti amministrativi di vincolo operanti, sin da quasi un secolo, sull’intero territorio regionale, pervenendo al preciso riconoscimento della loro perimetrazione su cartografia aggiornata.
In data 16 maggio 2013, inoltre, è stato sottoscritto con il predetto Ministero il Protocollo d’Intesa disciplinante la ricognizione delle aree di cui al comma 1 dell'articolo 142, che ha consentito la loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea all [ . . . ]

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