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Delibera/zione 15/05/ 2018 n. 27165

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Regolamento attuativo in materia di rating di legalità

Delibera/zione 13/07/ 2016 n. 26166

Autorità garante della concorrenza e del mercato - Modifiche al regolamento attuativo in materia di rating di legalità

Provvedimento 04/12/ 2014

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Modifiche al Regolamento attuativo in materia di rating di legalità

Delibera/zione 14/11/ 2012 n. 20075

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Regolamento di attuazione dell'articolo 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, cosi' come modificato dall'art. 1, comma 1-quinquies, del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 2012, n. 62 (Rating legalità per le imprese)

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Delibera/zione 05/06/2014 n. 24953

(Gazzetta ufficiale 19/06/2014 n. 140)

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato - Modifiche al regolamento attuativo in materia di rating di legalità

L'AUTORITA' GARANTE
DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

Nella sua adunanza del 5 giugno 2014;
Vista la legge 10 ottobre 1990, n. 287;
Visto l'art. 5-ter del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, cosi'
come modificato dall'art. 1, comma 1-quinquies, del decreto-legge 24
marzo 2012, n. 29, convertito, con modificazioni, dalla legge 18
maggio 2012, n. 62;
Visto il proprio regolamento attuativo in materia di rating di
legalita' adottato con delibera del 14 novembre 2012, n. 20075;
Vista l'ordinanza del Consiglio di Stato del 31 luglio 2013, n.
2947, con la quale e' stato ordinato all'Autorita' «di procedere alla
riedizione del procedimento al fine di apportare al regolamento le
modifiche necessarie per inserire anche il profilo della tutela dei
consumatori come ulteriore criterio rilevante per l'attribuzione del
rating di legalita', conservando, tuttavia, nel frattempo, la
perdurante efficacia del regolamento impugnato»;
Vista la propria delibera del 12 agosto 2013 con la quale si e'
ritenuto di dover procedere alla rinnovazione del procedimento per la
modifica del regolamento anche al fine di tenere conto di taluni
dubbi interpretativi emersi nella prassi applicativa e di dare avvio
ad una preventiva procedura di consultazione pubblica per la
revisione dello stesso, in conformita' alla procedura precedentemente
seguita per la sua adozione;
Vista la consultazione pubblica preventiva per la revisione del
regolamento avente ad oggetto in particolare l'individuazione
dell'ambito e delle modalita' con cui tenere conto del profilo della
tutela dei consumatori come ulteriore criterio rilevante per
l'attribuzione del rating di legalita', le modalita' con cui va
individuato il fatturato minimo di due milioni di euro, ai sensi del
richiamato art. 5-ter, la definizione della nozione di «provvedimenti
dell'autorita' competente di accertamento di un maggior reddito
imponibile rispetto a quello dichiarato», di cui all'art. 2, lettera
e), del regolamento, tenutasi dal 9 settembre 2013 al 10 ottobre
2013;
Sentita la commissione consultiva rating, che si e' riunita presso
gli uffici dell'Autorita' il 13 maggio 2014, al fine di pervenire a
una formulazione condivisa delle modifiche da apportare al
regolamento;
Ritenuto di dover approvare in via definitiva le modifiche al
regolamento attuativo in materia di rating di legalita' adottato con
delibera del 14 novembre 2012, n. 20075;

Delibera:

di approvare le modifiche al regolamento attuativo in materia di
rating di legalita', il cui testo allegato e' parte integrante del
presente provvedimento.
Il presente provvedimento e' pubblicato nel Bollettino
dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato. Il
regolamento con le modifiche approvate e' pubblicato in Gazzetta
Ufficiale ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla
sua pubblicazione.
Roma, 5 giugno 2014

Il Presidente: Pitruzzella

Il segretario generale: Chieppa
Allegato

Articolo 1

Definizioni

1. Ai fini del presente Regolamento si intende per:
a) Autorita', l' Autorita' garante della concorrenza e del mercato,
di cui all'articolo 10 della legge 10 ottobre 1990, n. 287;
b) Impresa, l'impresa (in forma individuale o collettiva):
i) avente sede operativa nel territorio nazionale;
ii) che abbia raggiunto un fatturato minimo di due milioni di euro
nell'ultimo esercizio chiuso nell'anno precedente alla richiesta di
rating, riferito alla singola impresa o al gruppo di appartenenza e
risultante da un bilancio regolarmente approvato dall'organo
aziendale competente e pubblicato ai sensi di legge;
iii) che, alla data della richiesta di rating, risulti iscritta nel
registro delle imprese da almeno due anni.

Articolo 2

Requisiti per l'attribuzione del rating di legalita'

1. L'impresa, di cui all'articolo 1, lettera b), che intende
ottenere il rating di legalita' deve presentare all'Autorita'
apposita domanda sottoscritta dal legale rappresentante e redatta
mediante compilazione del formulario pubblicato sul sito
dell'Autorita'. L'inoltro della domanda deve avvenire per via
telematica secondo le indicazioni fornite sul sito dell'Autorita'.
2. L'impresa deve dichiarare:
a) se impresa individuale, che nei confronti del proprio titolare e
del direttore tecnico non sono state adottate misure di prevenzione
personale e/o patrimoniale e misure cautelari personali e/o
patrimoniali e non e' stata pronunciata sentenza di condanna, o
emesso decreto penale di condanna, oppure sentenza di applicazione
della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di
procedura penale, per i reati di cui al decreto legislativo 8 giugno
2001, n. 231 e per i reati tributari di cui al decreto legislativo 10
marzo 2000, n. 74 e successive modifiche; che non e' stata iniziata
l'azione penale ai sensi dell'articolo 405 c.p.p. per delitti
aggravati ai sensi dell'articolo 7 del decreto legge 13 maggio 1991,
n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203;
b) se impresa collettiva, che nei confronti dei propri
amministratori, del direttore generale, del direttore tecnico, del
rappresentante legale nonche' dei soci persone fisiche titolari di
partecipazione di maggioranza, anche relativa, non sono state
adottate misure di prevenzione personale e/o patrimoniale e misure
cautelari personali e/o patrimoniali e non e' stata pronunciata
sentenza di condanna, o emesso decreto penale di condanna, oppure
sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi
dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per i reati di cui
al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 e per i reati tributari
di cui al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74 e successive
modifiche; che non e' stata iniziata l'azione penale ai sensi
dell'articolo 405 c.p.p. per delitti aggravati ai sensi dell'articolo
7 del decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12
luglio 1991, n. 203;
c) che nei propri confronti non e' stata pronunciata sentenza di
condanna e non sono state adottate misure cautelari per gli illeciti
amministrativi dipendenti dai reati di cui al decreto legislativo 8
giugno 2001, n. 231;
d) di non essere destinataria di provvedimenti di condanna
dell'Autorita' e della Commissione europea per illeciti antitrust
gravi, divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in
giudicato nel biennio precedente la richiesta di rating;
d bis) di non essere destinataria di provvedimenti di condanna
dell'Autorita' per pratiche commerciali scorrette, ai sensi dell'art.
21, commi 3 e 4 del codice del consumo e di provvedimenti di condanna
per inottemperanza a quanto disposto dall'Autorita', ai sensi
dell'art. 27, comma 12 del codice del consumo, divenuti inoppugnabili
o confermati con sentenza passata in giudicato nel biennio precedente
la richiesta di rating;
e) di non essere destinataria di provvedimenti dell'Autorita'
competente di accertamento del mancato rispetto all'obbligo di
pagamento di imposte e tasse, divenuti inoppugnabili o confermati con
sentenza passata in giudicato nel biennio precedente la richiesta di
rating. Sono esclusi gli atti di accertamento per i quali, nei casi
previsti dalla legge, vi sia stato il pagamento a seguito di adesione
o acquiescenza;
f) di non essere destinataria di provvedimenti dell'Autorita'
competente di accertamento del mancato rispetto delle previsioni di
legge relative alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi
di lavoro e di accertamento di violazioni in materia di obblighi
retributivi, contributivi e assicurativi e di obblighi relativi alle
ritenute fiscali concernenti i propri dipendenti e collaboratori,
divenuti inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato
nel biennio precedente la richiesta di rating. Sono esclusi gli atti
di accertamento per i quali, nei casi previsti dalla legge, vi sia
stato il pagamento a seguito di adesione o acquiescenza;
g) di effettuare pagamenti e transazioni finanziarie di ammontare
superiore alla soglia di mille euro esclusivamente per il tramite di
strumenti di pagamento tracciabili, anche secondo le modalita'
previste nella determinazione n. 4 del 7 luglio 2011 dell'Autorita'
di Vigilanza sui Contratti Pubblici;
h) di non essere destinataria di provvedimenti di revoca di
finanziamenti pubblici di cui e' o e' stata beneficiaria, per i quali
non siano stati assolti gli obblighi di restituzione, divenuti
inoppugnabili o confermati con sentenza passata in giudicato nel
biennio precedente la richiesta di rating.
3. Il rating di legalita' non potra' essere rilasciato alle imprese
destinatarie di comunicazioni o informazioni antimafia interdittive
in corso di validita'.
4. Dopo cinque anni dal passaggio in giudicato della sentenza o del
provvedimento di condanna, il rating potra' essere rilasciato se:
a) nei confronti dei soggetti di cui al comma 2, lettere a) e b)
non e' stata iniziata l'azione penale ai sensi dell'articolo 405
c.p.p. per delitti aggravati ai sensi dell'articolo 7 del decreto
legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991,
n. 203, non sono state adottate misure cautelari, misure di
prevenzione e non sono stati emessi provvedimenti o sentenze di
condanna anche non definitivi ai sensi del presente articolo;
b) nei confronti dell'impresa non sono state emesse sentenze di
condanna e adottate misure cautelari di cui al comma 2, lettera c)
del presente articolo e ricorrono gli ulteriori requisiti richiesti.
L'impresa deve inoltre dimostrare la totale dissociazione
dell'attuale struttura rispetto ai reati accertati in via definitiva.
5. In deroga a quanto previsto dal comma 2 lettere a), b) e c), il
rating potra' essere rilasciato se:
a) l'impresa sottoposta a sequestro o confisca ai sensi
dell'articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992, n. 306,
convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992, n. 356, sia
stata affidata ad un custode o amministratore giudiziario o
finanziario per finalita' di continuazione o ripresa dell'attivita'
produttiva;
b) l'impresa sottoposta a misura di prevenzione patrimoniale del
sequestro o della confisca ai sensi del decreto legislativo 6
settembre 2011, n. 159 sia stata affidata ad un amministratore
giudiziario per finalita' di continuazione o ripresa dell'attivita'
produttiva;
c) i beni aziendali oggetto di confisca definitiva siano stati
destinati all'affitto o alla vendita in favore di societa' o imprese
pubbliche o private per finalita' di continuazione o ripresa
dell'attivita' produttiva con provvedimento dell'Agenzia nazionale
per l'amministrazione, la gestione e la destinazione dei beni
sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata, ai sensi
dell'articolo 48, comma 8 del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 159.

Articolo 3

Valutazione dei requisiti

1. Per l'attribuzione del rating di legalita' e' necessario il
rispetto di tutti i requisiti di cui all'articolo 2, commi 2 e 3, del
presente Regolamento. In questa ipotesi l'impresa ha diritto
all'attribuzione di un punteggio base pari a *.
2. Il punteggio base sara' incrementato di un + al ricorrere di
ciascuna delle seguenti condizioni:
a) rispetto dei contenuti del Protocollo di legalita' sottoscritto
dal Ministero dell'Interno e da Confindustria in data 10 maggio 2010
e rinnovato il 19 giugno 2012, e delle successive versioni dello
stesso e delle Linee Guida che ne costituiscono attuazione, del
Protocollo di legalita' sottoscritto dal Ministero dell'Interno e
dalla Lega delle Cooperative in data 14 novembre 2013 e di ulteriori
Protocolli che verranno sottoscritti dal Ministero dell'Interno con
altre associazioni imprenditoriali, nonche' dei protocolli
sottoscritti a livello locale dalle Prefetture e dalle associazioni
di categoria;
b) utilizzo di sistemi di tracciabilita' dei pagamenti anche per
somme di importi inferiori rispetto a quelli fissati dalla legge;
c) adozione di una funzione o struttura organizzativa, anche in
outsourcing, che espleti il controllo di conformita' delle attivita'
aziendali a disposizioni normative applicabili all'impresa o di un
modello organizzativo ai sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001,
n. 231;
d) adozione di processi volti a garantire forme di Corporate Social
Responsibility anche attraverso l'adesione a programmi promossi da
organizzazioni nazionali o internazionali e l'acquisizione di indici
di sostenibilita';
e) di essere iscritta in uno degli elenchi di fornitori, prestatori
di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di
infiltrazione mafiosa istituiti ai sensi delle vigenti disposizioni
di legge (white list);
f) di aver aderito a codici etici di autoregolamentazione adottati
dalle associazioni di categoria o di aver previsto clausole di
mediazione, quando non obbligatorie per legge, nei contratti tra
imprese e consumatori per la risoluzione di controversie o di aver
adottato protocolli tra associazioni di consumatori e associazioni di
imprese per l'attuazione delle conciliazioni paritetiche.
3. Il conseguimento di tre segni + comporta l'attribuzione di una *
aggiuntiva, fino al conseguimento di un punteggio totale massimo di
***.
4. Ai fini dell'incremento del punteggio base, che non potra' in
ogni caso superare il valore massimo di cui al precedente comma 3,
l'impresa potra' conseguire un segno + ove abbia denunciato
all'autorita' giudiziaria o alle forze di polizia taluno dei reati
previsti dal presente Regolamento, commessi a danno dell'imprenditore
o dei propri familiari e collaboratori; l'attribuzione del segno + di
cui al presente comma e' subordinata all'esercizio dell'azione penale
in relazione ai fatti di reato denunciati.

Articolo 4

Possesso dei requisiti

1. Il possesso dei requisiti di cui ai precedenti articoli 2, comma
2 e 3, commi 2 e 4, e' attestato mediante autocertificazione del
legale rappresentante dell'impresa. Si applicano le norme che
sanzionano, anche penalmente, le dichiarazioni false e mendaci ed in
particolare quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445.
2. Il possesso del requisito di cui all'articolo 2, comma 3, e'
verificato dall'Autorita' mediante consultazione della banca
nazionale unica della documentazione antimafia, di cui all'articolo
96 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159 e successive
modificazioni e integrazioni. Fino all'attuazione di tale banca dati,
il possesso di tale requisito e' verificato attraverso il Ministero
dell'interno.

Articolo 5

Procedimento per l'attribuzione del rating di legalita'

1. L'Autorita', su proposta della Direzione competente, delibera
l'attribuzione del rating entro sessanta giorni dalla ricevimento
della richiesta.
2. In caso di incompletezza dell'istanza presentata, l'Autorita' ne
informa l'impresa entro quindici giorni; in tal caso, il termine di
cui al comma 1 inizia a decorrere dalla data di ricevimento della
richiesta completa.
3. L'Autorita' trasmette tempestivamente copia integrale della
richiesta al Ministero dell'Interno e al Ministero della Giustizia, i
quali possono formulare eventuali osservazioni entro trenta giorni
dal suo ricevimento. Se il Ministero dell'Interno o il Ministero
della Giustizia hanno svolto osservazioni, il termine di cui al comma
1 e' prorogato di trenta giorni.
4. Sulla base di quanto dichiarato dal legale rappresentante
dell'impresa, l'Autorita' puo' compiere le verifiche necessarie,
anche richiedendo a tal fine informazioni a tutte le pubbliche
amministrazioni sulla sussistenza dei requisiti dichiarati dal
richiedente per l'attribuzione del rating di legalita'. Le
informazioni richieste alle pubbliche amministrazioni devono
pervenire entro il termine di quarantacinque giorni dalla richiesta,
decorso il quale l'esistenza dei requisiti dichiarati dalle imprese
si intende confermata. La richiesta di informazioni alle pubbliche
amministrazioni sospende, per un periodo non superiore a
quarantacinque giorni, il termine di cui al precedente comma 1.
5. L'esistenza di condanne definitive per i reati di cui
all'articolo 2, comma 2, del Regolamento e' verificata dall'Autorita'
mediante consultazione diretta del sistema informativo del casellario
giudiziale di cui all'articolo 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 14 novembre 2002, n. 313. Fino all'attuazione
dell'interconnessione con tale sistema informativo, la verifica
verra' effettuata, a campione, attraverso il Ministero della
Giustizia, mediante richiesta all'ufficio del casellario giudiziale
di Roma.
6. L'esistenza di carichi pendenti per i reati di cui all'articolo
2, comma 2, del Regolamento e' verificata dall'Autorita' mediante
consultazione diretta del sistema informativo del casellario dei
carichi pendenti, di cui all'art. 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 14 novembre 2002, n. 313. Fino all'attuazione di tale
sistema, la verifica verra' effettuata, a campione, attraverso il
Ministero della Giustizia, mediante richiesta agli uffici giudiziari
competenti.
7. L'Autorita' comunica al richiedente l'esito della richiesta. Se
tale esito e' positivo, l'Autorita' inserisce l'impresa nell'elenco
di cui al successivo articolo 8 del presente Regolamento.
8. L'Autorita', ove intenda negare l'attribuzione del rating,
applica la procedura di cui all'articolo 6, comma 8.

Articolo 6

Durata, rinnovo, sospensione e revoca

1. Il rating di legalita' ha durata di due anni dal rilascio ed e'
rinnovabile su richiesta.
2. In sede di rinnovo, l'impresa invia all'Autorita', nei sessanta
giorni precedenti la scadenza del periodo di validita' del proprio
rating, una certificazione sottoscritta dal legale rappresentante che
attesti la permanenza di tutti i requisiti di cui ai precedenti
articoli 2, comma 2, e 3, comma 2.
3. L'Autorita' delibera sulla richiesta di rinnovo del rating di
legalita' applicando il procedimento di cui al precedente articolo 5.
4. In caso di perdita di uno dei requisiti di cui all'articolo 2,
l'Autorita' con proprio provvedimento dispone la revoca del rating
con decorrenza dal momento in cui il requisito e' venuto meno.
Laddove il rating sia stato rilasciato sulla base di dichiarazioni
false o mendaci, l'Autorita' dispone la revoca a far data dal momento
in cui viene a conoscenza della natura falsa o mendace della
dichiarazione.
5. Al venir meno di uno o piu' dei requisiti di cui all'articolo 3,
comma 2, l'Autorita' dispone la riduzione del punteggio attribuito.
6. In caso di rinvio a giudizio o di adozione di misure cautelari
personali o patrimoniali, nell'ambito di un procedimento penale per
uno dei reati di cui all'articolo 2 del presente Regolamento,
l'Autorita' dispone la sospensione del rating sino alla pronuncia di
I grado ovvero sino al perdurare dell'efficacia delle misure
cautelari.
7. L'Autorita' puo' disporre la sospensione del rating, in
relazione alla gravita' dei fatti e all'acquisizione di maggiori< [ . . . ]

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