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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Legislativo 18/04/ 2016 n. 50

Codice dei Contratti Pubblici (Nuovo Codice Appalti)

Legge dello Stato 06/11/ 2012 n. 190

Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione

Delibera/zione 21/11/2018 n. 1102

(Gazzetta ufficiale 20/12/2018 n. 295)

Autorità Nazionale Anticorruzione - Regolamento per l'esercizio della funzione consultiva svolta dall'Autorita' nazionale anticorruzione ai sensi della legge 6 novembre 2012, n. 190 e dei relativi decreti attuativi e ai sensi del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, al di fuori dei casi di cui all'articolo 211 del decreto stesso

IL CONSIGLIO DELL'AUTORITA' NAZIONALE ANTICORRUZIONE

Vista la legge 6 novembre 2012, n. 190 recante «Disposizioni per la
prevenzione della corruzione e dell'illegalita' nella pubblica
amministrazione»;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante «Riordino
della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicita', trasparenza
e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche
amministrazioni» come modificato dal decreto legislativo 25 maggio
2016, n. 97 recante la «Revisione e semplificazione delle
disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicita'
e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33»;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 recante
«Disposizioni in materia di inconferibilita' e incompatibilita' di
incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti
privati in controllo pubblico, a norma dell'art. 1, commi 49 e 50,
della legge 6 novembre 2012, n. 190»;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 recante
«Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE
sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti
pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori
dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali,
nonche' per il riordino della disciplina vigente in materia di
contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture»;
Tenuto conto che l'adozione di pareri non vincolanti in materia di
contratti pubblici, nonche' in tema di prevenzione della corruzione,
richiesti con riferimento a casi concreti in ordine alla corretta
interpretazione e applicazione della disciplina di settore - fatta
eccezione per i pareri di precontenzioso di cui all'art. 211 del
richiamato decreto legislativo n. 50/2016 - costituisce una funzione
strettamente connessa con le funzioni di regolazione e di vigilanza
dell'Autorita', in quanto volta a fornire indicazioni ex ante e ad
orientare l'attivita' alle amministrazioni, nel pieno rispetto della
discrezionalita' che le caratterizza;
Ritenuto opportuno adottare criteri omogenei e un iter
procedimentale uniforme per l'esercizio della funzione consultiva
svolta dall'Autorita' nazionale anticorruzione sia in materia di
prevenzione della corruzione sia in materia di contratti pubblici;
Vista la deliberazione del Consiglio del 21 novembre 2018;

Emana
il seguente regolamento:

Art. 1

Definizioni

Ai fini del presente regolamento, si intende per:
1. «Autorita'», l'Autorita' nazionale anticorruzione;
2. «Presidente», il Presidente dell'Autorita';
3. «Consiglio», il Consiglio dell'Autorita';
4. «ufficio», l'ufficio dell'Autorita' competente per materia;
5. «codice», il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e
successive modificazioni e integrazioni.
Art. 2

Oggetto

1. L'Autorita' svolge attivita' consultiva, con riferimento a
fattispecie concrete, in materia di prevenzione della corruzione e di
trasparenza, con particolare riguardo alle problematiche
interpretative e applicative della legge 6 novembre 2012, n. 190 e
dei suoi decreti attuativi e, in materia di contratti pubblici, con
particolare riguardo alle problematiche interpretative e attuative
del Codice, fatta eccezione per i pareri di precontenzioso di cui
all'art. 211, comma 1.
2. L'attivita' consultiva e' svolta:
a) nei casi indicati nell'art. 1, comma 2, lettere d) ed e), della
legge n. 190/2012 e nell'art. 16, comma 3 del decreto legislativo n.
39/2013;
b) quando la questione sottoposta all'attenzione dell'Autorita'
presenta una particolare rilevanza sotto il profilo della novita',
dell'impatto socio-economico o della significativita' dei profili
problematici posti in relazione alla corretta applicazione delle
norme indicate nel comma 1.
3. Le richieste di parere non rientranti nelle ipotesi di cui ai
precedenti commi e riferite a questioni giuridiche ritenute di
interesse generale, sono trasmesse agli uffici competenti per materia
ai fini dell'adozione di eventuali atti regolatori e, ove ne
ricorrano i presupposti, agli uffici di vigilanza.
Art. 3

Soggetti richiedenti

1. Possono rivolgere all'Autorita' richiesta di parere, nelle
materie di cui all'art. 2, comma 1, i seguenti soggetti:
a) per i pareri previsti all'art. 1, comma 2, lettera d), della
legge n. 190 del 2012, il Ministro per la pubblica amministrazione;
b) per i pareri previsti all'art. 1, comma 2, lettera e), della
legge n. 190 del 2012, le amministrazioni dello Stato e gli enti
pubblici nazionali;
c) in materia di conferimento degli incarichi di cui all'art. 53,
comma 16-ter, del decreto legislativo n. 165/2001, anche i soggetti
privati destinatari dell'attivita' delle amministrazioni pubbliche di
cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001 che
intendano conferire un incarico;
d) per i pareri previsti dall'art. 16, comma 3, del decreto
legislativo n. 39 del 2013, i Ministeri che emettono direttive e
circolari concernenti l'interpretazione delle disposizioni del
suddetto decreto;
e) sull'applicazione della disciplina per la prevenzione della
corruzione e trasparenza, con particolare riguardo alla legge n.
190/2012 e relativi decreti attuativi, in casi diversi da quelli di
cui alle lettere a), b) e c), i soggetti di cui all'art. 2-bis del
decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33;
f) in materia di contratti pubblici, le stazioni appaltanti, come
definite all'art. 3, comma 1, lettera o), del codice nonche' i
soggetti portatori di interessi collettivi costituiti in associazioni
o comitati.
Art. 4

Modalita' di presentazione della richiesta

1. La richiesta di parere e' trasmessa all'Autorita' unitamente
alla documentazione ritenuta utile per inquadrare compiutamente la
questione giuridica sottoposta. A tal fine e' possibile utilizzare il
modulo allegato al presente regolamento.
2. La richiesta, sottoscritta dal legale rappresentante o dal RPCT
dell'amministrazione/ente pubblico/ente di diritto privato di cui
all'art. 3, comma 1, deve contenere la ricostruzione di tutti gli
elementi di fatto e di diritto ritenuti rilevanti ai fini del
rilascio del parere.
3. Nella richiesta di parere i soggetti interessati segnalano i
dati personali che a loro giudizio devono essere sottratti alla
pubblicazione del parere, ai sensi dell'art. 8.
Art. 5

Inammissibilita' della richiesta

1. Sono ritenute inammissibili le richieste che:
a) non rientrano nelle ipotesi di cui all'art. 2, commi 1 e 2;
b) non sono sottoscritte dall'organo competente, ai sensi dell'art.
4, comma 2;
c) sono interferenti con esposti di vigilanza, atti di regolazione
a valenza generale, comunque denominati e procedimenti sanzionatori
in corso di istruttoria presso l'Autorita';
d) hanno a oggetto questioni e/o materie che esulano dalla
competenza dell'Autorita'.
Art. 6

Archiviazione delle richieste

1. L'ufficio competente valuta l'ammissibilita' delle richieste di
parere ai s [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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