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Scheda Normativa

Legge dello Stato 28/07/1967 n. 641

Nuove norme per l'edilizia scolastica e universitaria e piano finanziario dell'intervento per il quinquennio 1967-1971.

Modificata con legge 17 FEBBRAIO 1968, N. 106 e legge 22 dicembre 1969 n. 952

- testo coordinato -

TITOLO I EDILIZIA PER LA SCUOLA ELEMENTARE SECONDARIA, ARTISTICA E PER GLI ISTITUTI DI EDUCAZIONE

Capo I Norme generali sulla programmazione dell'edilizia scolastica

Art. 1
PROGRAMMI PER L'EDILIZIA DELLE SCUOLE ELEMENTARI SECONDARIE E ARTISTICHE
1. La costruzione, l'ampliamento, il completamento e il riattamento di edifici, compresi le palestre e gli impianti sportivi, destinati alle scuole statali elementari, secondarie ed artistiche, nonché agli istituti statali di educazione, sono eseguiti in base a programmi quinquennali.
2. Nella formulazione dei programmi si ha riguardo alle risultanze del censimento di cui all'art.10 della legge 13-7-1965, n. 874, e alla legge 26-4-1966 n. 260, per eliminare le carenze e gli squilibri esistenti; agli aggiornamenti annuali e ai programmi di nuove istituzioni di scuole e di riassetto territoriale di quelle già esistenti, stabiliti dal Ministero della pubblica istruzione in relazione anche alle esigenze del programma nazionale di sviluppo economico, per assicurare gli interventi richiesti dallo sviluppo equilibrato della scuola.
3. Nella localizzazione degli edifici scolastici relativi alla scuola dell'obbligo, si avrà cura di garantire le migliori condizioni di frequenza per tutta la popolazione in età scolastica.
4. Per il quinquennio 1967-1971 l'esecuzione delle opere di edilizia scolastica di cui al primo comma del presente articolo avviene a totale carico dello Stato e sotto il controllo e a cura del medesimo, con l'osservanza e nei limiti delle disposizioni della presente legge.

Art. 2
ONERI ACCESSORI
Gli oneri relativi alla esecuzione delle opere di edilizia scolastica, di cui al presente titolo, comprendono anche quelli:
a) per l'arredamento, compresa l'attrezzatura delle palestre e degli impianti sportivi;
b) per l'alloggio degli insegnanti, quando l'abitazione nei locali della scuola sia obbligatoria per legge;
c) per le incombenze di cui al quarto comma dell'art.16, quando tali adempimenti siano affidati ad enti o, in tutto o in parte, a liberi professionisti;
d) per la spesa occorrente per l'acquisto delle aree nei casi in cui debba provvedere lo Stato ai sensi dell'art.13 della presente legge.

Art. 3
ISTITUZIONE DEGLI UFFICI SCOLASTICI REGIONALI O INTERREGIONALI
1. Allo scopo di provvedere agli adempimenti previsti dalla presente legge sono istituiti uffici scolastici regionali o interregionali come indicato nella tabella annessa e fatte salve le competenze previste dagli statuti delle regioni. A tali uffici sono preposti sovrintendenti.
2. Le funzioni di sovrintendente scolastico sono affidate dal ministro per la pubblica istruzione a provveditori agli studi di prima classe o a ispettori generali del Ministero della pubblica istruzione, sentito il consiglio di amministrazione.
3. Il personale dei ruoli di cui alle Tabelle A - con esclusione di quello della carriera direttiva dell'amministrazione centrale - C, D, E ed F annesse alla legge 7-12-1961, n. 1264, può essere assegnato, oltre che alla amministrazione centrale e ai provveditorati agli studi anche agli uffici di cui al primo comma del presente articolo.
4. Il personale della carriera direttiva della amministrazione centrale con qualifica superiore a quella di consigliere di prima classe potrà essere distaccato a prestare servizio presso gli uffici di cui al precedente comma previo parere del consiglio di amministrazione ovvero su domanda.
5. Alle spese per la fornitura e la manutenzione dei locali, dell'arredamento e degli impianti dell'acqua, della illuminazione, del riscaldamento e dei telefoni, provvede l'amministrazione della provincia in cui ha sede l'ufficio scolastico regionale o interregionale.
6. L'onere di cui al precedente comma è ripartito fra tutte le province della circoscrizione in misura proporzionale al numero degli alunni delle scuole medie statali funzionanti in ciascuna di esse.

Art. 4
COMITATI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA
1. Per la predisposizione dei programmi di edilizia scolastica sono istituiti:
a) presso il Ministero della pubblica istruzione, il comitato centrale per l'edilizia scolastica;
b) presso gli uffici scolastici regionali o interregionali, i comitati regionali per l'edilizia scolastica. Qualora l'ambito di competenza degli uffici predetti si estenda a più regioni, saranno istituiti per ciascuna regione, rispettivi comitati per l'edilizia scolastica.

Art. 5
COMPITI DEL COMITATO CENTRALE
1. Il comitato centrale per l'edilizia scolastica:
1) indica i criteri per la valutazione dei fabbisogni generali e dei relativi aggiornamenti annuali, e per il coordinamento dei fabbisogni stessi a livello nazionale, sulla base di indici obiettivi di priorità;
2) elabora, tenuto conto delle proposte di programmazione regionale, il progetto di programma nazionale quinquennale contenente l'indicazione della ripartizione dei fondi per regione e per tipo di scuole;
3) esprime il parere sulle proposte di variazione del programma nazionale;
4) verifica annualmente lo stato di attuazione del programma stesso ai fini della sua realizzazione nei termini previsti.
2. Il comitato centrale è assistito dalla direzione generale per l'edilizia scolastica e l'arredamento della scuola che, attraverso un ufficio studi e programmazione, ha il compito di provvedere all'aggiornamento annuale dei fabbisogni, in coordinamento con gli uffici del comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) presso il Ministero del bilancio e della programmazione economica.

Art. 6
COMPOSIZIONE DEL COMITATO CENTRALE
1. Il comitato centrale per l'edilizia scolastica è presieduto dal Ministro della pubblica istruzione, o per sua delega, da un Sottosegretario di Stato alla pubblica istruzione ed è composto da:
· un Sottosegretario di Stato del Ministero dei lavori pubblici;
· il direttore generale per l'edilizia scolastica e l'arredamento della scuola, del Ministero della pubblica istruzione;
· il direttore generale dell'edilizia statale e sovvenzionata dal Ministero dei lavori pubblici;
· il presidente della Sezione urbanistica del Consiglio superiore dei lavori pubblici;
· un ispettore generale capo della Ragioneria generale dello Stato, designato dal Ministero per il tesoro;
· dodici esperti, di cui sette designati dal Ministro per la pubblica istruzione e gli altri rispettivamente: uno dal Ministro per l'interno, uno dal Ministro per il bilancio e la programmazione economica e tre designati di concerto dall'Unione delle provincie e dalla Associazione nazionale dei Comuni d'Italia dei quali uno rappresentante della minoranza.
2. Fanno parte del comitato centrale per la discussione dei problemi attinenti al rispettivo territorio, oltre al sovrintendente scolastico, l'assessore alla pubblica istruzione della regione, ove costituita, o, in mancanza, un rappresentante del comitato regionale di cui al successivo art.8; per la regione Trentino-Alto-Adige, per la discussione dei problemi di rispettiva competenza, in luogo dell'assessore regionale, fanno parte del comitato gli assessori alla pubblica istruzione delle province di Trento e Bolzano.
3. Partecipano altresì ai lavori del Comitato centrale, con voto consultivo, due esperti designati dal Ministro per i lavori pubblici e scelti fra due terne, indicate rispettivamente dal Consiglio nazionale degli ingegneri e dal Consiglio nazionale degli architetti.
4. I componenti del Comitato sono nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica istruzione. Gli esperti durano in carica 5 anni.
5. Per le validità delle deliberazioni è necessarie la presenza dei componenti, più uno. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente.
6. Le funzioni di segretario del Comitato sono disimpegnate da un funzionario della Direzione generale per l'edilizia scolastica e l'arredamento della scuola del Ministero della pubblica istruzione, avente qualifica non inferiore a quella di direttore di divisione o equiparata.

Art. 7
COMPITI DEL COMITATO REGIONALE
1. Il comitato regionale per l'edilizia scolastica:
1) procede, tenuto conto delle segnalazioni degli enti obbligati e dei pareri espressi dalla commissione di cui al successivo art.9, alla valutazione dei fabbisogni e formula la proposta di programma quinquennale regionale, con le indicazioni delle priorità delle opere da eseguire;
2) dà parere sulla scelta delle aree destinate alla edilizia scolastica, in sede di approvazione dei piani regolatori generali e particolareggiati;
3) elabora, sulla base del programma quinquennale nazionale, le proposte di programmi esecutivi annuali, per la utilizzazione delle disponibilità finanziarie;
4) esamina le proposte di variazione dei programmi esecutivi regionali;
5) verifica annualmente lo stato di attuazione dei programmi stessi ai fini della loro realizzazione nei termini previsti;
6) tiene conto delle iniziative di edilizia scolastica di enti pubblici e di privati.
2. La norma prevista al settimo comma dell'art.2 della legge 26-1-1962, n. 17, è abrogata.
3. Il comitato regionale è assistito dall'ufficio scolastico regionale che, attraverso un proprio ufficio studi e programmazione, provvede all'aggiornamento annuale dei fabbisogni in coordinamento con gli organismi esistenti a livello regionale per la programmazione economica, sentite le commissioni provinciali di cui al seguente art.9.

Art. 8
COMPOSIZIONE DEL COMITATO REGIONALE
1. Il Comitato regionale per l'edilizia scolastica è composto da:
· il sovrintendente scolastico regionale o interregionale che lo presiede;
· il provveditore regionale alle opere pubbliche;
· l'assessore alla pubblica istruzione della Regione, ove costituita;
· un rappresentante del Comitato regionale per la programmazione economica;
· due rappresentanti della Commissione provinciale del capoluogo di regione prevista al successivo art.9, di cui uno per la minoranza, designati nel proprio seno fra i membri elettivi, e un rappresentante per ciascuna delle altre Commissioni provinciali della regione designati nello stesso modo;
· i provveditori agli studi della regione;
· un funzionario del Provveditorato alle opere pubbliche;
· un esperto designato al ministro per la sanità;
· due esperti di discipline attinenti alla programmazione scolastica, all'urbanistica e all'edilizia, designati dal Sovrintendente scolastico regionale o interregionale.
2. Per la regione Trentino Alto Adige fanno altresì parte del comitato regionale anche gli assessori alla pubblica istruzione delle amministrazioni provinciali di Trento e Bolzano.
3. I componenti del Comitato sono nominati con decreto del Ministro per la pubblica istruzione. Gli esperti durano in carica 5 anni.
4. Per la validità delle deliberazioni del Comitato è necessaria la presenza della metà dei componenti, più uno. In caso di parità di voti prevale il voto del presidente.
5. Le funzioni di segretario del Comitato sono disimpegnate da un funzionario con qualifica non inferiore a consigliere di 1° classe, in servizio presso l'Ufficio scolastico regionale o interregionale.

Art. 9
FORMAZIONE DEI PROGRAMMI
1. Alla formazione dei programmi nazionali quinquennali e dei relativi programmi regionali annuali si provvede secondo le seguenti modalità:
1) i comuni, le province e gli altri enti obbligati, anche riuniti in consorzio, presentano e motivano, nel primo semestre del biennio antecedente alla scadenza del programma, i propri fabbisogni complessivi nel settore dell'edilizia scolastica al sovrintendente scolastico regionale o interregionale competente, per tramite del provveditore agli studi, il quale allegherà al complesso delle segnalazioni pervenute il parere sul merito di ciascuna e sul loro coordinamento anche territoriale, espresso da una commissione provinciale. Tale commissione sarà costituita: dal provveditore agli studi che la presiede, dall'assessore alla pubblica istruzione dell'amministrazione provinciale o da un suo sostituto, da cinque sindaci designati dal consiglio provinciale, eletti con voto limitato a tre, da un ispettore scolastico e da un capo di istituto designati dal provveditore agli studi. In ogni caso, dei cinque sindaci, almeno uno deve rappresentare la minoranza. La commissione è nominata con decreto del sovrintendente scolastico regionale o interregionale e dura in carica cinque anni. Nella presentazione dei fabbisogni complessivi devono essere incluse le opere che gli enti interessati intendono realizzare, per intero o per singoli lotti o funzionali, con propri mezzi di bilancio, e i tempi previsti per la esecuzione delle opere. In nessun caso costituisce ragione di priorità la partecipazione all'onere da parte dell'ente. I provveditori, sentita la commissione provinciale, segnalano al sovrintendente anche i fabbisogni complessivi degli istituti statali di istruzione secondaria e artistica, dotati di personalità giuridica o di autonomia amministrativa e degli istituti statali di educazione, nonché gli eventuali fabbisogni che non fossero stati indicati dagli enti obbligati;
2) il sovrintendente scolastico regionale o interregionale sottopone al comitato regionale per l'edilizia scolastica i dati relativi al fabbisogno regionale e li segnala poi al Ministero della pubblica istruzione;
3) il comitato regionale formula la proposta di programma quinquennale regionale con l'indicazione della localizzazione e della graduatoria degli interventi proposti, e il sovrintendente scolastico la trasmette al Ministero della pubblica istruzione;
4) il comitato centrale, sulla base della valutazione globale dei fabbisogni, elabora, secondo priorità determinate da criteri di valutazione di cui all'art.5, il progetto di programma nazionale quinquennale, con le ripartizioni regionali e con la indicazione delle direttive per la formazione dei programmi regionali annuali. Il programma nazionale quinquennale è approvato con decreto del Ministro della pubblica istruzione, sentito il comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE);
5) il Comitato regionale formula successivamente i programmi regionali annuali sulla base delle direttive contenute nel programma nazionale quinquennale. I programmi annuali debbono indicare il numero dei posti-alunno da costruire e la spesa prevista, e sono approvati con decreti del sovrintendente scolastico regionale o interregionale competente.
Detti programmi esecutivi sono comunicati al Ministero della pubblica istruzione, al Ministero dei lavori pubblici, ai competenti provveditorati regionali alle opere pubbliche e agli altri enti interessati.
"La spesa dei programmi esecutivi annuali non può superare il 90 per cento del finanziamento previsto annualmente per ciascun programma regionale. La restante aliquota è accantonata per le variazioni previste dal numero 4 primo comma art.7, nonché per integrazioni di finanziamento, ivi comprese quelle conseguenti ad aggiudicazione di lavori mediante gare con offerte in aumento, a revisioni di prezzi, a maggiori compensi per riserve e a maggiori costi di aree. i fondi accantonati saranno comunque utilizzati per opere di edilizia scolastica entro l'anno successivo al termine di scadenza del programma nazionale".
Le eventuali variazioni ai programmi esecutivi regionali sono predisposte dal comitato regionale e approvate con decreto del sovrintendente entro il 30 settembre di ogni anno. I decreti del sovrintendente sono notificati entro trenta giorni agli uffici e agli enti interessati;
6) le proposte di programma quinquennale possono prevedere, in luogo della costruzione dell'opera, l'acquisto e l'eventuale ampliamento, completamento e riattamento di edifici già esistenti, sempre che rispondano ai criteri di funzionalità didattica ed ambientale previsti dalle leggi e dai regolamenti in materia di edilizia scolastica e l'acquisto sia economicamente conveniente.

Art. 10
TERMINI PER GLI ADEMPIMENTI DELLA PROGRAMMAZIONE
1. Salvo quanto stabilito per il primo programma quinquennale dal successivo art.12, i termini per gli adempimenti della programmazione prevista dall'art.9 sono i seguenti:
- entro tre mesi dalla data fissata dal Ministero della pubblica istruzione: presentazione delle segnalazioni da parte degli enti obbligati per tramite del provveditore agli studi;
- entro i successivi tre mesi: formulazione del parere sul merito e sul coordinamento da parte della commissione provinciale;
- entro i successivi due mesi: elaborazione della proposta di programma regionale;
- entro i successivi tre mesi: predisposizione dei piani esecutivi annuali ed approvazione del piano esecutivo del primo anno, con decreto, dal sovrintendente, che ne dà comunicazione al Ministero della pubblica istruzione, al Ministero dei lavori pubblici, ai competenti provveditorati alle opere pubbliche e agli enti interessati;
- entro i successivi tre mesi: elaborazione del programma nazionale e trasmissione ai comitati regionali.
2. I successivi programmi regionali annuali devono essere approvati entro il termine del 30 giugno dell'anno che precede quello cui si riferiscono, con l'adempimento delle medesime formalità.

Art. 11
CENTRO STUDI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA
1. Il centro studi per l'edilizia scolastica, di cui all'art.11 della legge 18-12-1964, n. 1358, ha i seguenti compiti:
a) promuovere iniziative di studio, di ricerca e di sperimentazione, relativamente alla riqualificazione degli edifici, ai criteri di progettazione, ai costi, alla tipizzazione edilizia, alla razionalizzazione ed industrializzazione dei sistemi di costruzione, alla manutenzione degli edifici;
b) provvedere alla pubblicazione e alla diffusione e valorizzazione dei risultati degli studi e delle sperimentazioni eseguite sia in Italia che all'estero.
2. Per l'attuazione delle iniziative di cui alla lettera a) del comma precedente, il Ministero per la pubblica istruzione può avvalersi dell'opera di istituti pubblici specializzati operanti a livello nazionale e di istituti universitari, con i quali può stipulare apposite convenzioni; per quelle di cui alla lettera b) il centro studi mantiene rapporti con istituti similari anche esteri ai fini dello scambio delle informazioni e delle esperienze, e partecipa alla collaborazione internazionale per il progresso degli studi e delle ricerche.
3. I programmi di attività, relativamente ai compiti indicati al primo comma, sono approvati dal Ministro della pubblica istruzione, sentita una consulta da lui presieduta o, per sua delega, da un Sottosegretario di Stato alla pubblica istruzione, e composta:
· di 3 esperti designati dal Ministro della pubblica istruzione;
· di 3 esperti designati dal Ministro per i lavori pubblici, dei quali due scelti tra due terne indicate rispettivamente dall'Istituto nazionale di urbanistica e dall'Associazione nazionale ingegneri ed architetti;
· di 1 esperto designato dal presidente del Consiglio nazionale delle ricerche;
· del direttore generale per l'edilizia scolastica e l'arredamento della scuola;
· del direttore generale dell'edilizia statale e sovvenzionata;
· di 1 presidente di Sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici designati dal Ministro per i lavori pubblici.
4. Alla nomina dei membri della Consulta si provvede con decreto del Ministro per la pubblica istruzione, di concerto con il Ministro per i lavori pubblici.
5. Per le esigenze del centro studi può disporsi il comando di personale qualificato appartenente ai ruoli dell'amministrazione dello Stato fino ad un massimo di 12 unità.
6. Sulla base degli studi, ricerche e sperimentazioni del centro, il Ministero dei lavori pubblici, entro dieci mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana, con suo decreto, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici e con il concerto del Ministero della pubblica istruzione, norme tecniche relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia e urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di opere di edilizia scolastica.
Capo II - Disposizioni per il periodo 41967 -1971 - omissis -

Art. 12
Norme per la formazione dei programmi nel quinquennio 1967-1971 - omissis -

Capo III Esecuzione dei programmi

Art. 13 FORNITURA DELL'AREA
1. I comuni, le province, anche riuniti in consorzio, e gli altri enti obbligati per legge sono tenuti a fornire le aree per la costruzione degli edifici scolastici, ciascuno nell'ambito della propria competenza.
2. Gli enti indicati al precedente comma hanno diritto di chiedere, nei modi previsti dal successivo art.14, che lo Stato provveda direttamente per loro conto all'acquisto dell'area, salvo rimborso della spesa relativa in venticinque annualità senza interessi.
3. Il Ministro per il tesoro, sentito il prefetto e il comitato regionale, di cui all'art.8, a domanda, può concedere l'esonero dal rimborso di cui al comma che precede, quando i comuni e le province, nonostante l'applicazione dei tributi con eccedenze sulle aliquote massime in misura non inferiore a quelle fissate dall'art.306 del testo unico della legge comunale e provinciale 3-3-1934, n. 383 e successive modificazioni e integrazioni, non conseguano il pareggio economico del bilancio e non abbiano deleghe disponibili per la contrazione di mutui, e sempreché non dispongano o non possano disporre di aree idonee.

Art. 14
SCELTA E VINCOLO DELLE AREE
1. Ferme restando le norme per la determinazione delle aree in sede di piani regolatori generali e particolareggiati, e salvo quanto disposto dall'art.7 della presente legge, i comuni, le province e gli enti obbligati, per la parte di propria competenza, al momento dell'invio delle segnalazioni, di cui agli artt. 9 e 12, provvedono ad indicare anche le aree da essi proposte per la costruzione delle opere di edilizia scolastica nonché a dichiarare se intendono fornirle od avvalersi del diritto di cui al secondo comma dell'art.13.
2. Per i comuni provvisti di piano regolatore generale o di programma di fabbricazione, l'indicazione delle aree di cui sopra costituisce richiesta di autorizzazione alla variante, qualora si tratti di aree non coincidenti con le previsioni dei piani stessi.
3. In caso di mancata indicazione delle aree, provvede a tale incombenza il provveditore agli studi, con atto da pubblicarsi ai sensi degli artt. 21 e 22 della legge 9-6-1947, n. 530.
4. Su tutte le aree indicate si applicano le misure di salvaguardia di cui alla legge 3-11-1952, n. 1902 e successive modificazioni. Tali misure decadono qualora l'area non venga giudicata idonea dalla commissione provinciale di cui al successivo comma.
5. Il giudizio sull'idoneità delle aree, anche se relative agli edifici che gli enti obbligati intendono costruire a proprio carico, è dato dalla commissione provinciale, prevista dall'art.2 della legge 26-1-1962, n. 17, secondo le norme di cui alla legge stessa.
6. I membri della commissione possono farsi sostituire. La commissione dà comunicazione del giudizio al provveditore alle opere pubbliche, il quale, entro quindici giorni dall'avvenuta comunicazione, emette il decreto di vincolo. L'ingegnere capo dell'ufficio del genio civile, di cui all'art.2 della legge 26-1-1962, n. 17, è quello competente per territorio.
7. Il decreto di vincolo deve essere notificato ai proprietari interessati a cura dell'ente obbligato e cessa di avere effetto dopo due anni dalla notifica, salvo proroga da concedersi di anno in anno fino al limite massimo di tre anni.
8. Il decreto di vincolo equivale a dichiarazione di pubblica utilità; i relativi lavori, dopo l'approvazione del progetto di costruzione, si intendono dichiarati urgenti ed indifferibili a tutti gli effetti di legge.
9. Per le espropriazioni occorrenti si applicano gli artt. 12 e 13 della legge 15-1-1885, n. 2892.

Art. 15
ATTUAZIONE DEI PIANI
1. La responsabilità dell'attuazione dei programmi esecutivi regionali è affidata al Ministero dei lavori pubblici.
2. Per l'adempimento dei compiti di cui al comma precedente, sono costituite, presso i provveditorati alle opere pubbliche, sezioni speciali per l'edilizia scolastica:

Art. 16
AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DELLE OPERE
1. Gli enti obbligati di cui al primo comma art.9 possono avvalersi della delega da parte dello Stato per l'esecuzione delle opere di cui al presente titolo.
2. Ai fini della progettazione e della costruzione la domanda redatta dal comune e dagli altri enti obbligati ai sensi del primo comma art.9 equivale a richiesta di delega. La delega è concessa all'atto dell'approvazione del piano esecutivo annuale.
3. Qualora gli enti obbligati dichiarino, nella domanda presentata ai sensi dell'art.9 della presente legge, di non volersi avvalere della delega o rinuncino alla delega loro accordata od incorrano nella decadenza prevista dalle norme concernenti i termini per la progettazione e per l'appalto concorso, il provveditore regionale alle opere pubbliche sentito il comitato di cui all'art.25 della presente legge, può delegare l'Istituto per lo sviluppo dell'edilizia sociale od altri enti pubblici, a carattere nazionale, specializzati nell'edilizia scolastica, ovvero può disporre l'esecuzione diretta dell'opera
4. Il compenso agli enti concessionari per spese generali di progettazione, oppure per spese relative all'appalto concorso, per direzione, sorveglianza, contabilità dei lavori e collaudo, sarà determinato nelle seguenti misure, in rapporto all'ammontare totale dei lavori:
- per opere fino all'importo di 50 milioni............. 9,00%
- per opere da oltre 50 fino a 100 milioni............. 8,00%
- per opere da oltre 100 fino a 250 milioni............. 7,00%
- per opere da oltre 250 fino a 500 milioni............. 5,50%
- per opere da oltre 500 fino a 750 milioni............. 4,50%
- per opere da oltre 750 milioni fino a 1 miliardo... 4,00%
- per opere da oltre 1 fino a 2 miliardi......... ...... 3,50%
- per opere di importo superiore ai 2 miliardi.......... 3,00%
5. Fino alla concorrenza del 90 per cento dell'importo delle opere affidate in concessione, la somma relativa è corrisposta ratealmente agli enti concessionari in base a certificati di pagamento, da emettersi dai competenti uffici del genio civile, attestanti che le rate proposte trovano riscontro nello stato di avanzamento dei lavori, nei patti contrattuali e nelle previsioni dei relativi progetti approvati. La rata di saldo, pari al restante 10 per cento, sarà erogata in base al collaudo disposto dal provveditore alle opere pubbliche.
6. I pagamenti delle rate di acconto sono disposti dal provveditorato alle opere pubbliche, mediante visto di autorizzazione sui certificati come sopra emessi dagli uffici del genio civile, escluso ogni altro atto a corredo prescritto dalle vigenti norme legislative e regolamentari.
7. Limitatamente al programma per il biennio 1967-1968 gli enti obbligati con la richiesta, di cui all'art.12, dovranno dichiarare, ai sensi e per gli effetti di cui ai commi che precedono, se intendono eseguire le opere in concessione.

Art. 17
ESECUZIONE DIRETTA DELLE OPERE DI EDILIZIA SCOLASTICA
1. Qualora non si faccia luogo alla concessione delle opere, ovvero gli enti di cui al terzo comma dell'art.16 non dichiarino, entro trenta giorni, di accettare l'affidamento in concessione delle opere, queste vengono eseguite a cura del Ministero dei lavori pubblici, il quale vi provvede, avvalendosi dei propri organi decentrati e periferici, in conformità alle norme vigenti in materia di appalti ed esecuzione delle opere, anche con i sistemi costruttivi industrializzati di cui all'art.23 della presente legge.
2. In deroga alle vigenti norme si applicano le disposizioni del precedente art.16 per quanto concerne la documentazione giustificativa delle rate di acconto da corrispondere alle ditte esecutrici.

Art. 18
PROGETTAZIONE DELLE OPERE IN CONCESSIONE
1. Gli enti concessionari, di cui all'art.16, cureranno, nel caso in cui non si ricorra all'appalto concorso di cui all'art.23, la progettazione delle opere di edilizia scolastica direttamente o mediante affidamento a liberi professionisti.
2. Essi sono tenuti, in ogni caso, ad inoltrare i progetti all'autorità competente per l'approvazione secondo gli artt. 20 e 25, nel termine di centocinquanta giorni dal ricevimento dell'avvenuta concessione.
3. Per i progetti che comportino una spesa superiore a 800 milioni di lire, escluso il costo del terreno e dell'arredamento, è obbligatorio il pubblico concorso, da espletare secondo le norme di bandi-tipo approvati con decreto del Ministro dei lavori pubblici e da bandire dall'ente concessionario.
4. Il concorso deve essere espletato improrogabilmente entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione del bando sul foglio degli annunzi legali della provincia.
5. L'inosservanza dei termini, di cui ai precedenti commi, importa la decadenza della concessione.
6. Le spese per l'espletamento del concorso e quelle relative al progetto vincitore, debitamente documentate, sono messe a carico del costo delle opere.
7. Il progetto vincitore è approvato dall'autorità competente, di cui all'art.20, non oltre trenta giorni dalla ricezione del progetto medesimo.

Art. 19
PROGETTAZIONE DELLE OPERE IN ESECUZIONE DIRETTA
1. Qualora si proceda all'esecuzione diretta delle opere di edilizia scolastica, alla compilazione dei progetti provvedono gli uffici del genio civile, competenti per territorio, direttamente oppure avvalendosi di liberi professionisti. Per progetti che comportino una spesa superiore a 500 milioni di lire si applicano i commi terzo, quarto, sesto e settimo dell'articolo che precede.
2. L'incarico ai liberi professionisti è conferito su designazione della commissione provinciale, di cui all'art.14, quinto comma, della presente legge.
3. Per l'affidamento dell'incarico si provvede direttamente da parte dell'ufficio del genio civile mediante convenzione da approvarsi, entro il termine di giorni trenta, dal provveditore alle opere pubbliche, sentito il comitato tecnico-amministrativo nella composizione di cui al successivo art.25, qualora l'importo superi la misura stabilita dall'art.6 del Regio decreto 18-11-1923, n. 2440, e successive integrazioni e modificazioni.
4. Le convenzioni sono formulate sulla base di appositi disciplinari tipo. I compensi sono determinati in base alle disposizioni relative alle opere di conto dello Stato.
5. I progetti devono essere inoltrati per l'approvazione entro centocinquanta giorni dal termine resosi utile per l'esecuzione diretta delle opere.

Art. 20
APPROVAZIONE DEI PROGETTI
1. I progetti di opere di edilizia scolastica di importo non superiore a 250 milioni sono approvati dalla commissione provinciale prevista dall'art.2 della legge 26-1-1962, n. 17, secondo le norme di cui alla legge stessa; quelli di importo superiore sono approvati dal provveditore alle opere pubbliche, sentito il comitato di cui all'art.25.
2. I membri della predetta commissione possono farsi sostituire.
3. Detta commissione provinciale è anche competente per la approvazione delle perizie di variante e suppletive, purché queste non superino l'ammontare del quinto dell'importo di spesa programmato. A copertura delle maggiori spese risultanti da tali perizie è autorizzato il reimpiego delle eventuali economie realizzate in sede di appalto nonché delle somme stanziate per imprevisti in sede di progetto.
4. Sono altresì di competenza della predetta commissione l'approvazione dei prezzi nuovi, la concessione di proroghe ed ogni altro atto di carattere tecnico-amministrativo riguardante la conduzione delle opere fino al momento del collaudo.

Art. 20 bis (*)
1. Qualora la gara per l'appalto di un'opera di edilizia scolastica vada deserta, nei casi di motivata necessità, può essere autorizzato dal competente provveditore alle opere pubbliche un secondo esperimento nel quale siano ammesse anche offerte in aumento sui prezzi di capitolato.
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(*) Articolo aggiunto dall'art.8 bis del DL 24 ottobre 1969, convertito in Legge 27 dicembre 1969, n.952

Art. 21
PROGETTI DI OPERE DI EDILIZIA SCOLASTICA NON SOVVENZIONATA
1. I progetti relativi alla costruzione, all'ampliamento, al completamento e al riattamento di edifici scolastici, che gli enti obbligati, nell'ambito delle rispettive competenze, intendono eseguire a propria cura e spesa, ai sensi del numero 1 dell'art.9, devono essere sottoposti, se d'importo non superiore ai 250 milioni, al parere della commissione provinciale, di cui al primo comma dell'art.20, della presente legge, e, oltre tale importo, al parere del comitato di cui all'art.25.
2. Il primo comma dell'art.12 della legge 18-12-1964, n. 1358, è abrogato.

Art. 22
APPALTO-CONCORSO
1. Nel caso che gli enti obbligati, concessionari delle opere di edilizia scolastica, intendano ricorrere all'appalto-concorso, questo deve essere bandito entro sessanta giorni dalla notificazione della avvenuta concessione.

Art. 23
APPALTO-CONCORSO OBBLIGATORIO
1. Ove si ritenga di eseguire le opere con sistemi costruttivi industrializzati mediante l'impiego delle varie tecniche e metodi della prefabbricazione, dovrà procedersi all'affidamento dei lavori mediante appalto-concorso.

Art. 24
COLLAUDO E CONSEGNA DELLE OPERE
1. Il collaudo delle opere, di cui al presente capo, è disposto dal provveditore alle opere pubbliche competente per territorio, in conformità alle norme vigenti.
2. Alle operazioni di collaudo interviene un rappresentante dell'ente interessato, il quale prende in consegna l'opera collaudata.
3. Le opere passano in proprietà degli enti, con destinazione ad uso scolastico e con i conseguenti oneri di manutenzione.
4. Gli edifici scolastici, costruiti dallo Stato in applicazione dell'art.1 del Regio decreto legge 9-5-1915, n. 654, e le aree pertinenti sono ceduti in proprietà ai comuni che li hanno in consegna, con destinazione ad uso scolastico e con i conseguenti oneri di manutenzione.
5. I trasferimenti di cui ai precedenti commi sono effettuati con esenzione di ogni imposta e tassa. L'ufficio competente del registro immobiliare deve eseguire gratuitamente le trascrizioni del caso.

Art. 25
COMPOSIZIONE DEL COMITATO TECNICO-AMMINISTRATIVOPRESSO I PROVVEDITORATI REGIONALI ALLE OPERE PUBBLICHE
1. Sui progetti di opere di edilizia scolastica di importo superiore a 250 milioni di lire è competente ad esprimere pareri il comitato tecnico-amministrativo del provveditorato regionale alle opere pubbliche. A tal fine il comitato stesso si riunirà nella seguente composizione ridotta:
· il provveditore regionale alle opere pubbliche, che lo presiede;
· il sovrintendente dell'Ufficio scolastico regionale o interregionale;
· il direttore della Ragioneria regionale dello Stato;
· il dirigente la sezione urbanistica del Provveditorato regionale;
· il dirigente la sezione per l'edilizia scolastica del Provveditorato regionale;
· un ispettore generale del Genio civile in servizio presso il Provveditorato alle opere pubbliche;
· l'ingegnere capo dell'Ufficio del genio civile nella cui circoscrizione deve essere eseguita l'opera;
· il provveditore agli studi della Provincia in cui l'opera deve essere eseguita;
· l'avvocato distrettuale dello Stato o un suo delegato avente sede in quella del Provveditore e, per il Provveditorato di Roma, un avvocato dello Stato designato dall'Avvocatura generale dello Stato;
· due esperti designati dal Ministro per la pubblica istruzione.
2. Le funzioni di segretario del Comitato sono assolte da un funzionario in servizio presso il Provveditorato regionale alle opere pubbliche con qualifica non inferiore ad ingegnere principale o equiparata.
3. Il Comitato di cui al 1° comma è costituito con decreto del Ministro dei lavori pubblici.
4. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni contenute negli artt. 16 e 17 del DPR 30 giugno 1955, n.1534.

Art. 26
INTERVENTI URGENTI
1. Ove ricorrano situazioni determinate da eventi imprevedibili, il Ministro dei lavori pubblici, d'intesa con il Ministro della pubblica istruzione, ha facoltà di ordinare l'immediata esecuzione di opere di edilizia scolastica che non possano essere differite per esigenze di igiene o sicurezza.
2. A tale fine è accantonata una somma pari all'1 per cento degli stanziamenti annuali di cui all'art.32, da iscrivere nello stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici, e da impiegare comunque ai fini della presente legge entro il termine di scadenza del programma quinquennale.
3. "Per i progetti che comportano una spesa anche superiore a 800 milioni di lire non è obbligatorio il pubblico concorso di progettazione di cui ai precedenti artt. 18 e 19.
4. Ai contratti per i lavori e le forniture relative alle opere di cui al presente articolo, si applica la disposizione del secondo comma art.1 legge 26-1-1963, n. 47, per la parte relativa alla stipulazione dei contratti, prescindendosi, nel caso di ricorso all'impiego delle varie tecniche e metodi della prefabbricazione, dalla procedura di cui all'art.23 presente legge".

Art. 27
SPESE PER IL FUNZIONAMENTO DEI COMITATI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA, DELLE COMMISSIONI PROVINCIALI, DEL CENTRO STUDI E DELLA RELATIVA CONSULTA
1. Alla spesa per l'adempimento dei compiti del Comitato centrale e dei Comitati regionali per l'edilizia scolastica, di cui all'art.4, delle Commissioni provinciali, di cui all'art.9 e all'art.12, nonché del Centro studi per l'edilizia scolastica e della relativa Consulta, di cui all'art.11 e degli Uffici studi e programmazione di cui agli artt 5 e 7, sarà provveduto con una aliquota non superiore all'1%, allo 0,90, allo 0,80, e all'1,2% delle somme autorizzate rispettivamente per gli anni 1967, 1968, 1969, 1970, 1971 a termini dell'art.32 della presente legge.
2. Sulla quota autorizzata ai sensi del precedente comma, gravano anche le spese per lo svolgimento di eventuali concorsi per la progettazione di opere di edilizia scolastica.
3. Per le esigenze di funzionamento degli organismi di cui al 1° comma del presente articolo, il Ministero della pubblica istruzione può valersi dell'opera di persone estranee all'Amministrazione dello Stato per non più di 60 unità, mediante contratto a termine rinnovabile.
4. Al personale di cui al comma precedente è attribuito un trattamento economico non superiore a quello spettante per la qualifica iniziale delle carriere corrispondenti.

Art. 28
SPERIMENTAZIONE DI EDILIZIA SCOLASTICA
1. Per la sperimentazione dell'edilizia scolastica anche prefabbricata, per le scuole e istituti di cui all'art.1 è riservata la somma complessiva di 25.000 milioni, da prelevarsi sugli stanziamenti previsti, per ciascun anno, dall'art.32.
2. Le opere da realizzare, ai fini del presente articolo sono scelte, di regola, su proposte formulate dal centro studi per l'edilizia scolastica, sentita la consulta di cui all'art.11, dal Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, fra quelle comprese nei programmi. di cui agli artt. 1 e 12.
3. Per la esecuzione delle opere di edilizia sperimentale si applicano le disposizioni della legge 18-12-1964, n. 1358.
4. Sono richiamate in vigore le norme previste dalla legge 26-1-1963, n. 47.

Art. 29
SUSSIDI PER ADATTAMENTO E RIADATTAMENTO DI LOCALI PER LE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE
1. La facoltà spettante al Ministero della pubblica istruzione, a norma della legge 17-12-1957, n. 1229 e successive modificazioni, e a norma dell'art.12 della legge 1-6-1942, n. 675, è estesa all'adattamento e al riadattamento di costruzioni o locali adibiti ad uso di scuole elementari e medie di proprietà dei comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, nonché di comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti, limitatamente alle scuole di frazioni con popolazione non superiore ai 3.500 abitanti.
2. Ai fini di cui al precedente comma, saranno utilizzate anche le disponibilità residue degli stanziamenti autorizzati dalle leggi 24-7-1962, n. 1073, e 13-7-1965, n. 874.
3. La corresponsione dei sussidi è subordinata all'avvenuta esecuzione dei lavori cui i sussidi medesimi si riferiscono, su attestazione dell'ingegnere capo del genio civile e non è soggetta ai limiti di cui all'art.3 della legge 17-12-1957, n. 1229, e all'art.16 della legge 24-7-1962, n. 1073.

Art. 30
SUSSIDI E SPESE PER L'ARREDAMENTO DI SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE
1. La facoltà spettante al Ministero della pubblica istruzione, a norma degli artt. 119, 120 e 121 del regolamento generale sui servizi delle scuole elementari, approvato con Regio decreto 26-4-1928 n. 1297, è estesa per l'arredamento delle scuole medie.
2. La facoltà di provvedere alle spese per l'arredamento, attribuita al Ministero della pubblica istruzione dall'art.12 della legge 1-6-1942, n. 675, è estesa a tutte le scuole dell'obbligo.
3. All'onere derivante dall'applicazione dei precedenti commi si provvede con gli appositi stanziamenti iscritti nello stato di previsione della spesa del Ministero della pubblica istruzione per la fornitura di materiale di arredamento alle scuole rurali, nonché per l'acquisto diretto e il concorso nelle spese sostenute dai comuni, per l'arredamento delle scuole elementari.
4. La corresponsione del sussidio è subordinata all'avvenuta esecuzione della fornitura cui esso si riferisce, da attestarsi dal provveditore agli studi.

Art. 31
ISPETTORI CENTRALI PER L'EDILIZIA SCOLASTICA
1. Nella dotazione organica degli ispettori centrali stabilita dalla legge 7 dicembre 1961, n.1264, per l'istruzione elementare, secondaria e artistica, 10 posti sono riservati agli ispettori centrali per l'edilizia scolastica. Di essi almeno 5 dovranno essere forniti di laurea in ingegneria o architettura.
2. - omissis - (1)

(1) Comma abrogato dall'art.7 del DPR 31 marzo 1971 n.283
Capo IV Finanziamento dei programmi di quinquennio 1967 - 1971
Art. 32
1. Per l'esecuzione delle opere edilizie, ai sensi dell'art.1 della presente legge, sono autorizzate le spese di lire 180 miliardi; lire 200 miliardi; lire 235 miliardi; lire 235 miliardi; e lire 150 miliardi, rispettivamente per gli anni finanziari 1967, 1968, 1969, 1970 e1971.
2. Le somme di cui al precedente comma saranno iscritte nello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici e, per le spese di cui agli artt. 27 e 28, nello stato di previsione del Ministero della pubblica istruzione.
3. Una somma pari al 5% dello stanziamento previsto per ciascun anno nel 1° comma del presente articolo è accantonata per l'edilizia della scuola materna e verrà erogata secondo le norme che saranno contenute nella legge per l'istituzione e dil finanziamento della scuola materna statale.

TITOLO II EDILIZIA UNIVERSITARIA

Capo I FORMAZIONE E APPROVAZIONE DEI PROGRAMMI

Art. 33
MODALITA' PER LA FORMAZIONE DEL PROGRAMMA
1. Il programma quinquennale è compilato sulla base dei piani prospettati da ciascuna Università o istituto universitario e tenendo conto anche delle esigenze derivanti dall'istituzione di nuove Università, sentita una speciale commissione, nonché, per quanto concerne i collegi universitari, le case dello studente ed altri servizi assistenziali universitari, il comitato centrale delle opere universitarie.
2. La commissione di cui al precedente comma è nominata con decreto del Ministro della pubblica istruzione, presieduta da lui stesso o, per sua delega, da un Sottosegretario ed è composta dei seguenti membri:
· il direttore generale dell'istruzione universitaria;
· il presidente della 1° sezione del Consiglio superiore della pubblica istruzione;
· 3 rettori di università;
· 1 rappresentante del Ministero del bilancio;
· 1 rappresentante del Ministero del teso;
· 2 rappresentanti del Ministero dei lavori pubblici;
· 4 esperti indicati rispettivamente dalle Associazioni nazionali dei professori universitari di ruolo, dei professori universitari incaricati, degli assistenti universitari e degli studenti universitari.
3. Il programma è approvato con decreto del Ministero della pubblica istruzione, sentito il comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE).
4. Nel provvedimento di approvazione sono indicati gli importi delle spese e dei rispettivi contributi statali.
5. Per ciascun anno non possono essere destinate alla edilizia universitaria assistenziale ed agli impianti sportivi universitari somme superiori, rispettivamente, a 5.000 milioni e 1.000 milioni.
6. Per le necessità edilizie delle nuove Università è riservata una somma non inferiore al 10 per cento degli stanziamenti di cui all'art.34, ivi comprese le quote di cui al comma precedente.
7. Eventuali variazioni al programma saranno apportate seguendo la procedura prevista dal presente articolo.

Art. 34
PROGRAMMI QUINQUENNALI PER OPERE DELL'EDILIZIA UNIVERSITARIA. STANZIAMENTI PER GLI ESERCIZI FINANZIARI DAL 1967 AL 1971
1. Le opere edilizie necessarie alle esigenze delle stesse Università e altre istituzioni sono eseguite in base a programmi quinquennali secondo le norme contenute negli artt. 33 e 37.
2. Ai fini del programma quinquennale, negli stati di previsione della spesa del Minister [ . . . ]

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