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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 21/12/ 2012 n. 753

Regione Campania - Regolamento n. 2 del 24 febbraio 2005, pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania n. 15 del 07 marzo 2005 insediamenti produttivi ed aree industriali ai sensi dell articolo 32 della Legge 14 maggio 1981, n. 219. Legge regionale 26 luglio 2002, n. 15, articolo 18 modifiche ed integrazioni

Decreto Legge 22/06/ 2012 n. 83

Misure urgenti per la crescita del Paese (DL Sviluppo)

Decreto Legislativo 15/03/ 2010 n. 66

Codice dell'ordinamento militare (Suppl. Ordinario n.84)

Legge dello Stato 11/03/ 1988 n. 67

Disposizioni per la formulazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato (legge finanziaria 1988).

Legge dello Stato 14/05/1981 n. 219

Conversione in legge, con modificazioni, del D. L. 75/1981, recante ulteriori interventi in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre 1980 e del febbraio 1981.

Testo vigente al 16-12-2013

PARTE I

CONVERSIONE IN LEGGE, CON MODIFICAZIONI, DEL DECRETO-LEGGE 19 MARZO 1981, N. 75

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:
ART. 1.
(Dispositivo di conversione).

Il decreto-legge 19 marzo 1981, n. 75, recante ulteriori interventi
in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del novembre
1980 e del febbraio 1981, e' convertito in legge con le seguenti
modificazioni:
dopo l'articolo 1 sono aggiunti i seguenti:
ART. 1-bis. - L'importo dovuto per il consumo di energia elettrica
da parte di cittadini residenti nei comuni colpiti dal terremoto del
novembre 1980 e del febbraio 1981 e alloggiati, a seguito degli
eventi sismici, in prefabbricati leggeri o containers, e' ridotto del
50 per cento fino alla data di permanenza nelle predette strutture.
Una ulteriore riduzione del 25 per cento si applica a favore di
coloro i quali si trovino nelle condizioni di cui al comma precedente
e siano residenti nei comuni montani o parzialmente montani fra
quelli colpiti dagli eventi sismici";
"ART. 1-ter. - Le spese di manutenzione degli alloggi costruiti per
la sistemazione provvisoria dei senza tetto gravano sul fondo di cui
all'articolo 3 della legge di conversione del presente
decreto-legge";
"ART. 1-quater. - Ai proprietari, ai proprietari coltivatori
diretti, ai fittavoli, ai mezzadri, ai coloni o compartecipanti
spettano le indennita' previste dalla legge 29 luglio 1980, n. 385.
Non si fa luogo ai conguagli di cui agli articoli 1 e 2 della legge
medesima, nel caso in cui i soggetti suindicati accettino una
maggiorazione del settanta per cento dell'indennita'";
l'articolo 2 e' sostituito dal seguente:
"ART. 2. - La Cassa depositi e prestiti, anche a mezzo della
speciale delegazione di cui all'articolo 15-ter del decreto-legge 26
novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22
dicembre 1980, n. 874, provvede altresi' al finanziamento degli enti
locali colpiti dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981 ed
alla relativa assistenza tecnica:
a) per l'acquisto, nei comuni nei quali maggiore e' il numero
degli abitanti rimasti privi di alloggio - per effetto del terremoto,
di unita' immobiliari da locare ai sensi della legge 27 luglio 1978,
n. 392, ad abitanti senza tetto, per la perdita della abitazione
condotta in locazione o di proprieta' degli stessi, nonche' per le
relative eventuali opere di completamento e riattamento, ai sensi
dell'articolo 7 del decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629,
convertito, con modificazioni, nella legge 15 febbraio 1980, n. 25.
Sugli incrementi di valore di tali immobili, l'imposta di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e
successive modificazioni, e' ridotta al 50 per cento;
b) Per l'urgente realizzazione, anche con l'adozione di
procedimenti di prefabbricazione, di alloggi da locare ai sensi della
legge 27 luglio 1978, n. 392, agli abitanti rimasti privi di
abitazione per effetto del sisma, comprese le occorrenti aree e opere
di urbanizzazione primaria e secondaria;
c) per l'acquisto e l'urbanizzazione delle aree destinate ad
insediamenti abitativi e produttivi dai piani di ricostruzione dei
comuni indicati nel decreto del Presidente del consiglio dei ministri
di cui al decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19 convertito, con
modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128.
L'assegnatario di uno degli immobili di cui alle lettere a) e b)
del precedente comma puo' chiedere al comune il riscatto, in permuta
dell'unita' immobiliare distrutta o gravemente danneggiata dal
terremoto, con divieto di alienazione o di locazione per un decennio.
Per il finanziamento dei programmi di cui al primo comma, la Cassa
depositi e prestiti si avvale della somma di lire 1.000 miliardi, di
cui al primo comma dell'articolo 9 del decreto-legge 28 febbraio
1981, n. 38, convertito, con modificazioni, nella legge 23 aprile
1981, n. 153";
dopo l'articolo 2 e' aggiunto il seguente:
"ART. 2-bis. - I comuni, all'atto della richiesta del mutuo,
dovranno indicare, con delibera consiliare immediatamente esecutiva,
le aree da destinare alla localizzazione delle abitazioni da
costruirsi ai sensi del precedente articolo 2, lettera b),
scegliendole nell'ambito delle aree per le quali e' prevista, nello
strumento urbanistico vigente o adottato, la destinazione ad edilizia
economica e popolare ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167.
Nei comuni che non dispongono dei piani previsti dalla legge 18
aprile 1962, n. 167, o nel caso in cui le aree individuate dai piani
predetti risultino insufficienti o inidonee, il comune indica le aree
necessarie all'intervento edilizio nell'ambito delle zone
residenziali dei piani regolatori e dei programmi di fabbricazione,
sempre che questi risultino approvati o adottati e trasmessi per le
approvazioni di legge.
Nel caso in cui non sia possibile la localizzazione delle aree a
norma dei precedenti commi, il comune adotta un piano di
individuazione delle aree necessarie all'intervento anche in deroga
allo strumento urbanistico vigente. La deliberazione del consiglio
comunale e' immediatamente depositata nella segreteria comunale e
l'eseguito deposito e' reso noto al pubblico mediante avviso da
affiggere nell'albo del comune. Entro dieci giorni dall'affissione
all'albo dell'avviso di deposito gli interessati possono presentare
al comune le proprie opposizioni. Trascorso il termine predetto la
delibera viene trasmessa alla regione unitamente alle opposizioni
presentate. La regione adotta le proprie definitive determinazioni
sul piano di individuazione delle aree nel termine di dieci giorni
dalla ricezione della delibera comunale. Trascorso tale termine il
piano si intende approvato e le opposizioni respinte.
Con le deliberazioni adottate a norma dei precedenti commi sono
precisati, ove necessario anche in variante ai piani regolatori ed ai
programmi di fabbricazione vigenti o adottati, i limiti di densita',
di altezza, di distanza fra i fabbricati, nonche' i rapporti massimi
fra spazi destinati agli insediamenti e spazi pubblici o riservati
alle attivita' collettive, a verde pubblico ed a parcheggio";
all'articolo 6, nel primo comma, dopo le parole: "riduzione
dello", e' aggiunta la seguente: "specifico";
agli articoli 9 e 10 le parole: "indicati negli allegati A e B
del decreto-legge 13 febbraio 1981, n. 19", sono sostituite dalle
seguenti: "colpiti dal sisma";
dopo l'articolo 10 e' aggiunto il seguente:
"ART. 10-bis. - Nei confronti dei contribuenti e dei sostituti
d'imposta aventi domicilio fiscale nei comuni disastrati, individuati
con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui
all'articolo 1, primo comma, del decreto-legge 13 febbraio 1981, n.
19 convertito, con modificazioni, nella legge 15 aprile 1981, n. 128,
i termini per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e dei
certificati di cui all'articolo 1, quarto comma, lettera d), del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
scaduti o aventi scadenza tra il 23 novembre 1980 e il 29 novembre
1981, sono fissati al 30 novembre 1981".

PARTE II
PROVVEDIMENTI ORGANICI PER LA RICOSTRUZIONE E LO SVILUPPO DEI
TERRITORI COLPITI

TITOLO I
ORGANIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI

ART. 2.
(Dichiarazione di preminente interesse nazionale).

Sono dichiarati di preminente interesse nazionale l'opera di
ricostruzione e sviluppo delle zone delle regioni Basilicata e
Campania disastrate per effetto del terremoto del novembre 1980 e del
febbraio 1981, nonche' ogni ulteriore intervento diretto alla
ricostruzione ed alla rinascita delle altre aree delle stesse regioni
e di quella della regione Puglia colpite dall'evento sismico.
Al perseguimento delle predette finalita' concorrono, ciascuno
nell'ambito delle competenze definite ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, ed in conformita'
alle disposizioni della presente legge, lo Stato, le Regioni, le
province, i comuni e le comunita' montane.

ART. 3.
(Fondo per il risanamento e la ricostruzione).

Al risanamento ed allo sviluppo dei territori colpiti dal terremoto
del novembre 1980 e del febbraio 1981 e' destinata, nel triennio
1981-1983, la complessiva somma di lire 8.000 miliardi, costituita da
apporti del bilancio statale, dal ricavato dei prestiti esteri,
nonche' da fondi e finanziamenti comunitari.
Il predetto complessivo importo di lire 8.000 miliardi e'
destinato, fino ad un massimo di lire 700 miliardi, agli interventi
di cui al titolo II, capo II; fino ad un massimo di lire 900
miliardi, agli interventi di cui agli articoli 21, 23, 24, 26 e 32;
per lire 700 miliardi, alle Regioni Basilicata, Campania e Puglia per
gli interventi di cui al titolo III; e per lire 5.700 miliardi, per
gli interventi di cui al titolo II, capo I ed ai titoli IV e VII
della presente legge.
Nello stato di previsione del Ministero del bilancio e della
programmazione economica e' istituito un apposito capitolo denominato
"Fondo per il risanamento e la ricostruzione dei territori colpiti
dal terremoto del novembre 1980 e del febbraio 1981", al quale
confluiscono le risorse di cui al precedente primo comma ad eccezione
dei finanziamenti comunitari, che restano attribuiti alle
amministrazioni ed agli enti ai quali i finanziamenti stessi sono
concessi in applicazione dell'articolo 15-bis del decreto-legge 26
novembre 1980, n. 776, convertito, con modificazioni, nella legge 22
dicembre 1980, n. 874.
Con decreti del Ministro del tesoro di concerto con il Ministro del
bilancio e della programmazione economica, sono stornate dal predetto
fondo le somme destinate, secondo le procedure di cui al successivo
articolo 4, alle amministrazioni statali ed iscritte in apposito
capitolo dello stato di previsione di ciascuna amministrazione
interessata. Con analoghi decreti sono versate, in appositi conti
correnti infruttiferi aperti presso la Tesoreria centrale a favore
delle Regioni Campania e Basilicata o in apposite contabilita'
speciali aperte presso le Sezioni di tesoreria provinciale a favore
dei comuni e degli altri enti locali delle predette regioni, le somme
destinate agli interventi di competenza. Gli enti interessati
effettueranno prelevamenti in relazione ai fabbisogni di pagamento
connessi con lo stato di realizzazione degli interventi stessi.
Presso la Tesoreria centrale e altresi' aperto un conto corrente
infruttifero intestato alla Regione Puglia per gli interventi
concernenti i comuni della predetta regione indicati con il decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al decreto-legge 13
febbraio 1981, n. 19, convertito, con modificazioni, nella legge 15
aprile 1981, n. 128.
Nei confronti delle amministrazioni statali, regionali, comunali e
degli altri enti locali si applica l'articolo 18, terzo comma, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, ai fini degli impegni da assumere a
fronte della autorizzazione di spesa di cui al precedente primo
comma.(8) (11) (14)((17))
---------------
AGGIORNAMENTO (8)
La L. 22 dicembre 1984, n. 887 ha disposto (con l'art. 11) che "per
assicurare la prosecuzione degli interventi di cui alla legge 14
maggio 1981, n. 219, il fondo di cui all'articolo 3 della stessa
legge e' incrementato della somma di lire 534 miliardi per l'anno
1985, di lire 1.800 miliardi per l'anno 1986 e di lire 1.700 miliardi
per l'anno 1987".
-------------
AGGIORNAMENTO (11)
La L.28 febbraio 1986, n.41 ha disposto (con l'art. 16 comma 1) che
"Per assicurare la prosecuzione degli interventi di cui alla legge 14
maggio 1981, n. 219, il fondo di cui all'articolo 3 della stessa
legge e' incrementato della somma di lire 450 miliardi per l'anno
1986, di lire 1.050 miliardi per l'anno 1987 e di lire 2.500 miliardi
per l'anno 1988. Il fondo e' ripartito dal CIPE entro il 31 marzo
1986, con rif [ . . . ]

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