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Scheda Normativa

Norme Correlate

Delibera/zione 26/11/ 2013 n. 2173

Regione Puglia - Istituzione della figura di “Tecnico Responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia - Energy Manager” ex art. 19 L. n. 10/91 e rimodulazione competenze

Decreto Legge 04/06/ 2013 n. 63

Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia per la definizione delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione europea, nonche' altre disposizioni in materia di coesione sociale (DL ecobonus, detrazioni 65% e 50%, bonus mobili)

Legge dello Stato 11/12/ 2012 n. 220

Modifiche alla disciplina del condominio negli edifici

Legge dello Stato 23/07/ 2009 n. 99

Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonche' in materia di energia (Supplemento ordinario n. 136)

Decreto Legislativo 29/12/ 2006 n. 311

Disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energetico nell'edilizia

Decreto Legislativo 19/08/ 2005 n. 192

Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell'edilizia

Decreto Ministeriale 27/07/ 2005

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Norma concernente il regolamento d'attuazione della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (articolo 4, commi 1 e 2), recante: «Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia»

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Legge dello Stato 09/01/1991 n. 10

(Gazzetta ufficiale 16/01/1991 n. 13)

Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso nazionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia

Testo vigente al 04-10-2013

TITOLO I

NORME IN MATERIA DI USO RAZIONALE DELL'ENERGIA, DI RISPARMIO ENERGETICO E DI SVILUPPO DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica
hanno approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA
la seguente legge:

Art. 1
(Finalita' ed ambito di applicazione)

1. Al fine di migliorare i processi di trasformazione dell'energia, di ridurre i consumi di energia e di migliorare le condizioni di compatibilita' ambientale dell'utilizzo dell'energia a parita' di servizio reso e di qualita' della vita, le norme del presente titolo favoriscono ed incentivano, in accordo con la politica energetica della Comunita' economica europea, l'uso razionale dell'energia, il
contenimento dei consumi di energia nella produzione e nell'utilizzo di manufatti, l'utilizzazione delle fonti rinnovabili di energia, la riduzione dei consumi specifici di energia nei processi produttivi, una piu' rapida sostituzione degli impianti in particolare nei settori a piu' elevata intensita' energetica, anche attraverso il
coordinamento tra le fasi di ricerca applicata, di sviluppo dimostrativo e di produzione industriale.
2. La politica di uso razionale dell'energia e di uso razionale delle materie prime energetiche definisce un complesso di azioni organiche dirette alla promozione del risparmio energetico, all'uso appropriato delle fonti di energia, anche convenzionali, al miglioramento dei processi tecnologici che utilizzano o trasformano
energia, allo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, alla sostituzione delle materie prime energetiche di importazione.
3. Ai fini della presente legge sono considerate fonti rinnovabili di energia ((. . .)) : il sole, il vento, l'energia idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione dei rifiuti organici ((. . .)) o di prodotti vegetali. (( PERIODO SOPPRESSO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296 )). Per i rifiuti organici ed inorganici resta ferma la vigente disciplina ed in particolare la normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982, n. 915, e successive modificazioni ed integrazioni, al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 361, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 441, e al decreto-legge 9 settembre 1988, n. 397, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 1988, n. 475.
4. L'utilizzazione delle fonti di energia di cui al comma 3 e' considerata di pubblico interesse e di pubblica utilita' e le opere relative sono equiparate alle opere dichiarate indifferibili e urgenti ai fini dell'applicazione delle leggi sulle opere pubbliche.

Art. 2.
(Coordinamento degli interventi)
1. Per la coordinata attuazione del piano energetico nazionale e al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all'articolo 1, il Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il Ministro dell'agricoltura e delle foreste, il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica e teconologica, il
Ministro dei lavori pubblici, il Ministro dei trasporti, il Ministro dell'ambiente, il Ministro dei trasporti, il Ministro dell'ambiente, il Ministro delle partecipazioni statali, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, e successivamente con cadenza almeno triennale, direttive per il coordinato impiego degli strumenti pubblici di intervento e di incentivazione della promozione, della ricerca, dello sviluppo tecnologico, nei settori della produzione, del recupero e dell'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e del contenimento dei consumi energetici.

Art. 3.
(Accordo di programma)
1. Per lo sviluppo di attivita' aventi le finalita' di cui all'articolo 1, il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato provvede a stipulare con l'ENEA un accordo di programma, con validita' triennale, ove sono stabiliti gli obiettivi, i tempi di attuazione e le previsioni di spesa dei progetti relativi al programma medesimo per un ammontare complessivo non superiore al 10 per cento degli stanziamenti previsti dalla presente legge.

Art. 4.
(Norme attuative e sulle tipologie tecnico-costruttive)
1. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192.
2. COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192.
3. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato
previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'agricoltura e delle foreste, di concerto con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti il CNR, l'ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono emanate norme per
definire i criteri generali per la costruzione o la ristrutturazione degli impianti di interesse agricolo, zootecnico e forestale che facilitino il raggiungimento degli obiettivi di cui all'articolo 1.
4. ((COMMA ABROGATO DAL D.LGS. 19 AGOSTO 2005, N. 192, COME MODIFICATO DAL D.LGS. 29 DICEMBRE 2006, N. 311)).
5. Per le finalita' di cui all'articolo 1, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Repubblica, adottato previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con il Ministro dei trasporti, sono emanate norme per il contenimento dei consumi energetici in materia di reti e di infrastrutture relative ai trasporti nonche' ai mezzi di trasporto terrestre ed aereo pubblico e privato.
6. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti i Ministri interessati, puo' emanare norme specifiche, efficaci anche solo per periodi limitati, dirette ad assicurare il contenimento dei consumi energetici.
7. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono emanate norme idonee a rendere apprezzabile il conseguimento dell'obiettivo dell'uso razionale dell'energia e dell'utilizzo di fonti rinnovabili di energia nei criteri di aggiudicazione delle gare di appalto economicamente rilevanti per la fornitura di beni o servizi per conto della pubblica amministrazione, degli enti territoriali e delle relative aziende, degli istituti di previdenza e di assicurazione. Tale normativa e' inserita di diritto nella normativa che disciplina le gare d'appalto e nei capitolati relativi.

Art. 5.
(Piani regionali)
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, d'intesa con l'ENEA, individuano i bacini che in relazione alle caratteristiche, alle dimensioni, alle esigenze di utenza, alla disponibilita' di fonti rinnovabili di energia, al risparmio energetico realizzabile e alla preesistenza di altri vettori energetici, costituiscono le aree piu' idonee ai fini della fattibilita' degli interventi di uso razionale dell'energia e di utilizzo delle fonti rinnovabili di energia.((1))
2. D'intesa con gli enti locali e le loro aziende inseriti nei bacini di cui al comma 1 ed in coordinamento con l'ENEA, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, predispongono rispettivamente un piano regionale o provinciale relativo all'uso delle fonti rinnovabili di energia. ((1))
3. I piani di cui al comma 2 contengono in particolare:
a) il bilancio energetico regionale o provinciale;
b) l'individuazione dei bacini energetici territoriali;
c) la localizzazione e la realizzazione degli impianti di teleriscaldamento;
d) l'individuazione delle risorse finanziarie da destinare alla realizzazione di nuovi impianti di produzione di energia;
e) la destinazione delle risorse finanziarie, secondo un ordine di priorita' relativo alla quantita' percentuale e assoluta di energia risparmiata, per gli interventi di risparmio energetico;
f) la formulazione di obiettivi secondo priorita' di intervento;
g) le procedure per l'individuazione e la localizzazione di impianti
per la produzione di energia fino a dieci megawatt elettrici per impianti installati al servizio dei settori industriale, agricolo,
terziario, civile e residenziale, nonche' per gli impianti idroelettrici.
4. In caso di inadempimento delle regioni o delle province autonome di Trento e di Bolzano a quanto previsto nei commi 1, 2 e 3 nei termini individuati, ad esse si sostituisce il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, che provvede con proprio decreto su proposta dell'ENEA, sentiti gli enti locali interessati. ((1))
5. I piani regolatori generali di cui alla legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni e integrazioni, dei comuni con popolazione superiore a cinquantamila abitanti, devono prevedere uno specifico piano a livello comunale relativo all'uso delle fonti rinnovabili di energia.

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AGGIORNAMENTO (1)
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483
(in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato l'illegittimita'
costituzionale del presente art. 5:
- al primo comma " nella parte in cui prevede che le province
autonome di Trento e di Bolzano individuano i bacini, ivi
considerati, " d'intesa con " anziche' "sentito" l' ENEA";
- al secondo comma, " nella parte in cui prevede che le province
autonome di Trento e di Bolzano predispongono i loro piani " d'intesa
con " anziche' "sentiti" gli enti locali e le loro aziende";
- al quarto comma, " nella parte in cui non prevede un congruo
preavviso, nei sensi espressi in motivazione, alle province autonome
di Trento e di Bolzano, in ordine all' esercizio dei poteri
sostitutivi ivi disciplinati".

Art. 6.
(Teleriscaldamento)
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, individuano le aree che risultano idonee alla realizzazione di impianti e di reti di teleriscaldamento nonche' i limiti ed i criteri nel cui ambito le amministrazioni dello Stato, le aziende autonome, gli enti pubblici nazionali o locali, gli istituti di previdenza e di assicurazione, devono privilegiare il ricorso all'allaccio a reti di teleriscaldamento qualora propri immobili rientrino in tali aree.

Art. 7.
(Norme per le imprese elettriche minori)
1. Il limite stabilito dall'articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre
1962, n. 1643, modificato dall'articolo 18 della legge 29 maggio
1982, n. 308, non si applica alle imprese produttrici e distributrici
a condizione che l'energia elettrica prodotta venga distribuita entro
i confini territoriali dei comuni gia' serviti dalle medesime imprese
produttrici e distributrici alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. La produzione di energia elettrica delle medesime imprese
produttrici e distributrici mediante le fonti rinnovabili di energia
di cui all'articolo 1, comma 3, resta disciplinata dalle disposizioni
legislative vigenti per i relativi impianti.
3. Il Comitato interministeriale dei prezzi (CIP), su proposta della
Cassa conguaglio per il settore elettrico, stabilisce entro ogni
anno, sulla base del bilancio dell'anno precedente delle imprese
produttici e distributrici di cui al comma 1, l'acconto per l'anno in
corso ed il conguaglio per l'anno precedente da corrispondere a
titolo di integrazione tariffaria alle medesime imprese produttrici e
distributrici.
4. Il CIP puo' modificare l'acconto per l'anno in corso rispetto al
bilancio dell'anno precedente delle imprese produttrici e
distributrici di cui al comma 1 qualora intervengano variazioni nei
costi dei combustibili e/o del personale che modifichino in modo
significativo i costi di esercizio per l'anno in corso delle medesime
imprese produttrici e distributrici.

Art. 8.
(Contributi in conto capitale a sostegno
dell'utilizzo delle fonti rinnovabili di energia
nell'edilizia)
1. Al fine di incentivare la realizzazione di iniziative volte a
ridurre il consumo specifico di energia, il miglioramento
dell'efficienza energetica, l'utilizzo delle fonti di energia di cui
all'articolo 1, nella climatizzazione e nella illuminazione degli
ambienti, anche adibiti ad uso industriale, artigianale, commerciale,
turistico, sportivo ed agricolo, nell'illuminazione stradale, nonche'
nella produzione di energia elettrica e di acqua calda sanitaria
nelle abitazioni adibite ad uso civile e ad uso industriale,
artigianale, commerciale, turistico, sportivo ed agricolo, possono
essere concessi contributi in conto capitale nella misura minima del
20 per cento e nella misura massima del 40 per cento della spesa di
investimento ammissibile documentata per ciascuno dei seguenti
interventi:
a) coibentazione negli edifici esistenti che consenta un risparmio di
energia non inferiore al 20 per cento ed effettuata secondo le regole
tecniche di cui all'allegata tabella A;
b) installazione di nuovi generatori di calore ad alto rendimento,
che in condizioni di regime presentino un rendimento, misurato con
metodo diretto, non inferiore al 90 per cento, sia negli edifici di
nuova costruzione sia in quelli esistenti;
c) installazione di pompe di calore per riscaldamento ambiente o
acqua sanitaria o di impianti per l'utilizzo di fonti rinnovabili di
energia che consentano la copertura almeno del 30 per cento del
fabbisogno termico dell'impianto in cui e' attuato l'intervento
nell'ambito delle disposizioni del titolo II;
d) installazione di apparecchiature per la produzione combinata di
energia elettrica e di calore;
e) installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di
energia elettrica; per tali interventi il contributo puo' essere
elevato fino all'80 per cento;
f) installazione di sistemi di controllo integrati e di
contabilizzazione differenziata dei consumi di calore nonche' di
calore e acqua sanitaria di ogni singola unita' immobiliare, di
sistemi telematici per il controllo e la conduzione degli impianti di
climatizzazione nonche' trasformazione di impianti centralizzati o
autonomi per conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1;
g) trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in
impianti unifamiliari a gas per il riscaldamento e la produzione di
acqua calda sanitaria dotati di sistema automatico di regolazione
della temperatura, inseriti in edifici composti da piu' unita'
immobiliari, con determinazione dei consumi per le singole unita'
immobiliari, escluse quelle situate nelle aree individuate dalle
regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi
dell'articolo 6 ove siano presenti reti di teleriscaldamento;
h) installazione di sistemi di illuminazione ad alto rendimento anche
nelle aree esterne.
2. Nel caso di effettuazione da parte del locatore di immobili urbani
di interventi compresi tra quelli di cui al comma 1 si applica
l'articolo 23 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Art. 9.
(Competenza delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano)
1. La concessione e la erogazione dei contributi previsti dagli
articoli 8, 10 e 13 e' delegata alle regioni e alle province autonome
di Trento e di Bolzano.
2. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
sentito il Ministro del tesoro, emana, con proprio decreto, entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
le direttive per uniformare i criteri di valutazione delle domande,
le procedure e le modalita' di concessione e di erogazione dei
contributi da parte delle regioni e delle province autonome di Trento
e di Bolzano. Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano tengono conto nell'istruttoria di propria competenza dei
tempi di realizzazione delle singole iniziative, di consumi di
energia preesistenti, dei benefici energetici attesi, della quantita'
di energia primaria risparmiata per unita' di capitale investito,
nonche': per gli interventi di cui all'articolo 8, della tipologia
degli edifici e dei soggetti beneficiari dei contributi con priorita'
per gli interventi integrati; per gli interventi di cui all'articolo
10, dell'obsolescenza degli impianti e dell'utilizzo energetico dei
rifiuti; per gli interventi di cui all'articolo 13, della tipologia
delle unita' produttive e delle potenziali risorse energetiche del
territorio.
3. Entro il 31 marzo di ciascun anno le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano inoltrano al Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato apposita richiesta
di fondi documentata sulla base delle domande effettivamente
pervenute e favorevolmente istruite.
4. Tenuto conto delle richieste delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano pervenute entro il termine di cui al
comma 3, il Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato propone entro trenta giorni al CIPE, che provvede
entro i successivi trenta giorni, la ripartizione tra le reigoni e le
province autonome di Trento e di Bolzano dei fondi in relazione a
ciascuno degli interventi di cui agli articoli 8, 10 e 13.
5. I fondi assegnati alle singole regioni e alle province autonome di
Trento e di Bolzano sono improrogabilmente impegnati mediante
appositi atti di concessione dei contributi entro centoventi giorni
dalla ripartizione dei fondi. I fondi residui, per i quali le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano non hanno fornito la
documentazione relativa agli atti di impegno entro i trenta giorni
successivi, vengono destinati dal Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato con proprio provvedimento ad iniziative
inevase dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di
Bolzano sulla base delle percentuali di ripartizione gia' adottate
dal CIPE ai sensi del comma 4.
6. Per il primo anno di applicazione della presente legge il termine
di cui al comma 3 e' fissato al novantesimo giorno dalla data di
entrata in vigore della stessa e la nuova ripartizione dei fondi
residui di cui al comma 5 riguarda anche eventuali fondi residui
trasferiti alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano per le medesime finalita' sulla base della normativa
previgente la presente legge e non impegnati entro il termine di
centoventi giorni di cui al medesimo comma 5.
7. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
avvalendosi anche dell'ENEA ai sensi dell'articolo 16, comma 3,
provvedono ad accertare l'effettivo conseguimento del risparmio
energetico, attraverso idonei strumenti di verifica con metodo a
campione e/o secondo criteri di priorita'. In caso di esito negativo
delle verifiche le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano ne danno informazione immediata al Ministero dell'industria,
del commercio dell'artigianato e provvedono all'immmediata revoca
totale o parziale dei contributi concessi ed al recupero degli
importi gia' erogati, maggiorati di un interesse pari al tasso
ufficiale di sconto vigente alla data dell'ordinativo di pagamento,
con le modalita' di cui all'articolo 2 del testo unico delle
disposizioni di legge relative alla procedura coattiva per la
risocossione delle entrate patrimoniali dello Stato e degli altri
enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di pubblici servizi
e delle tasse sugli affari, approvato con regio decreto 14 aprile
1910, n. 639. Le somme recuperate sono annualmente ripartite tra le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano con le
modalita' di cui al comma 4.
8. Per i pareri delle regioni e delle province autonome di Trento e
di Bolzano previsti dalla presente legge, decorso il termine per
l'emanazione dell'atto cui il parere e' preordinato, l'autorita'
competente puo' provvedere anche in assenza dello stesso. ((1))

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AGGIORNAMENTO (1)
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483
(in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato la illegittimita'
costituzionale del presente art. 9, " nella parte in cui, includendo
le province autonome di Trento e di Bolzano nella delega relativa
alla concessione di contributi di spettanza provinciale, non prevede
per queste le modalita' di finanziamento secondo le norme
statutarie".

Art. 10.
(Contributi per il contenimento dei conusumi
energetici nei settori industriale, artigianale
e terziario)
1. Al fine di conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1 nei
settori industriale, artigianale e terziario e nella movimentazione
dei prodotti possono essere concessi contributi in conto capitale
fino al 30 per cento della spesa ammissibile preventivata, per
realizzare o modificare impianti fissi, sistemi o componenti, nonche'
mezzi per il trasporto fluviale di merci.
2. Possono essere ammessi a contributo interventi riguardanti
impianti con potenza fino a dieci megawatt termici o fino a tre
megawatt elettrici relativi ai servizi generali e/o al ciclo
produttivo che conseguano risparmio di energia attraverso l'utilizzo
di fonti rinnovabili di energia e/o un migliore rendimento di
macchine e apparecchiature e/o la sostituzione di idrocarburi con
altri combustibili.

Art. 11
( Norme per il risparmio di energia e l'utilizzazione di fonti
rinnovabili di energia ((. . .)) )

1. Alle regioni, alle province autonome di Trento e di Bolzano,
alle province ed ai comuni e loro consorzi e associazioni, sia
direttamente sia tramite loro aziende e societa', nonche' alle
imprese di cui all'articolo 4, n. 8), della legge 6 dicembre 1962, n.
1643, modificato dall'articolo 18 della legge 29 maggio 1982, n. 308,
ad imprese e a consorzi tra imprese costituiti ai sensi degli
articoli 2602 e seguenti del codice civile, a consorzi costituiti tra
imprese ed Ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL) e/o altri
enti pubblici, possono essere concessi contributi in conto capitale
per studi di fattibilita' tecnico-economica per progetti esecutivi di
impianti civili, industriali o misti di produzione, di recupero, di
trasporto e di distribuzione dell'energia derivante dalla
cogenerazione, nonche' per iniziative aventi le finalita' di cui
all'articolo 1 e le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3 del
presente articolo, escluse le iniziative di cui agli articoli 12 e
14.
2. Il contributo di cui al comma 1 e' concesso con decreto del
Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti i
Ministri dell'ambiente, per le aree urbane e dei trasporti, nel
limite massimo del 50 per cento della spesa ammissibile prevista sino
ad un massimo di lire cinquanta milioni per gli studi di fattibilita'
tecnico-economica e di lire trecento milioni per i progetti esecutivi
purche' lo studio sia effettuato secondo le prescrizioni del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato e l'impianto abbia
le seguenti caratteristiche minime:
a) potenza superiore a dieci megawatt termici o a tre megawatt
elettrici;
b) potenza elettrica installata perla cogenerazione pari ad almeno
il 10 per cento della potenza termica erogata all'utenza.
3. Ai soggetti di cui al comma 1 possono altresi' essere concessi
contributi in conto capitale per la realizzazione o la modifica a
dieci megawatt termici o a tre megawatt elettrici relativi a servizi
generali e/o al ciclo produttivo che conseguano risparmio di energia
e/o un migliore rendimento di macchine e apparecchiature e/o la
sostituzione di idrocarburi con altri combustibili. Il limite
suddetto non si applica nel caso di realizzazione di nuovi impianti,
quando cio' deriva da progetti di intervento unitari e coordinati a
livello di polo industriale, di consorzi e forme associative di
impresa.
4. Il contributo di cui al comma 3 e' concesso e liquidato con
decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato
nel limite massimo del 30 per cento della spesa totale ammessa al
contributo preventivata e documentata, elevabile al 40 per cento nel
caso di impianti di cogenerazione e per gli impianti di cui
all'articolo 6.
5. La domanda di contributo di cui al comma 3 deve essere corredata
del progetto esecutivo.
6. L'ENEL, salvo documentate ragioni di carattere tecnico ed
economico che ostino, deve includere nei progetti per la costruzione
di nuove centrali elettriche e nelle centrali esistenti sistemi per
la cessione, il trasporto e la vendita del calore prodotto anche al
di fuori dell'area dell'impianto fino al punto di collegamento con la
rete di distribuzione del calore.
7. La realizzazione degli impianti di teleriscaldamento,
ammissibili ai sensi dell'articolo 6, da parte di aziende
municipalizzate, di enti pubblici, di consorzi tra enti pubblici,tra
enti pubblici ed imprese private ovvero tra imprese private che
utilizzano il calore dei cicli di produzione di energia delle
centrali termoelettriche nonche' il calore recuperabile da processi
industriali possono usufruire di contributi in conto capitale fino al
50 per cento del relativo costo. L'ENEL e' tenuto a fornire la
necessaria assistenza per la realizzazione degli impianti ammessi ai
contributi con diritto di rimborso degli oneri sostenuti.
8. I contributi di cui al comma 7 sono erogati dal Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato.

Art. 12.
(Progetti dimostrativi)
1. Alle aziende pubbliche e private e loro consorzi, ed a consorzi di
imprese ed enti pubblici possono essere concessi contributi in conto
capitale per la progettazione e la realizzazione di impianti con
caratteristiche innovative per aspetti tecnici e/o gestionali e/o
organizzativi, che utilizzino fonti rinnovabili di energia e/o
combustibili non tradizionali ovvero sviluppino prototipi a basso
consumo specifico ovvero nuove tecnologiche di combustione, di
gassificazione, di liquefazione del carbone e di smaltimento delle
ceneri, nonche' iniziative utilizzanti combustibili non fossili la
cui tecnologia non abbia raggiunto la maturita' commerciale e di
esercizio. Sono ammessi altresi' ai contributi sistemi utilizzanti le
fonti rinnovabili di energia di origine solare finalizzati a
migliorare la qualita' dell'ambiente e, in particolare, la
potabilizzazione dell'acqua.
2. Il contributo di cui al comma 1 e' concesso, nel limite del 50 per
cento della spesa ammissibile preventivata, con decreto del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, su delibera del
CIPE.

Art. 13.
(Incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili di energia
nel settore agricolo)
1. Al fine di raggiungere gli obiettivi di cui all'articolo 1 nel
settore agricolo, possono essere concessi alle imprese agricole
singole o associate, ovvero a societa' che offrono e gesticono il
servizio-calore, che prevedano la partecipazione dell'ENEL e/o di
aziende municipalizzate e/o di altri enti pubblici, contributi in
conto capitale per la realizzazione di impianti con potenza fino a
dieci megawatt elettrici per la produzione o il recupero di energia
termica, elettrica e meccanica da fonti rinnovabili di energia, nella
misura massima del 55 per cento della spesa ammessa, elevabile al 65
per cento per le cooperative.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
promuovono con le associazioni di categoria degli imprenditori
agricoli e dei coltivatori accordi tesi all'individuazione di
soggetti e strumenti per la realizzazione di interventi di uso
razionale dell'energia nel settore agricolo. ((1))

---------------


AGGIORNAMENTO (1)
La Corte Costituzionale con sentenza 18-27 dicembre 1991, n. 483
(in G.U. 1a s.s. 04/01/1992, n. 1), ha dichiarato la illegittimita'
costituzionale del presente art. 13, secondo comma " nella parte in
cui prevede che anche la provincia autonoma di Bolzano promuova
accordi con le categorie professionali ivi indicate".

Art. 14.
(Derivazioni di acqua - Contributi per la
riattivazione e per la costruzione di nuovi impianti)

1. Ai soggetti che producono energia elettrica per destinarla ad usi
propri o per cederla in tutto o in parte all'ENEL e/o alle imprese
produttrici e distributrici di cui all'articolo 4, n. 8), della legge
6 dicembre 1962, n. 1643, modificato dall'articolo 18 della legge 29
maggio 1982, n. 308, alle condizioni previste dalla vigente
normativa, nonche' alle predette imprese produttrici e distributrici,
possono essere concessi contributi in conto capitale per iniziative:
a) di riattivazione di impianti idroelettrici che utilizzino
concessioni rinuciate o il cui esercizio sia stato dismesso prima
della data di entrata in vigore della presente legge;
b) di costruzione di nuovi impianti nonche' di potenziamento di
impianti esistenti, che utilizzino concessioni di derivazioni di
acqua.
2. L'articolo 5 della legge 27 giugno 1964, n. 452, non si applica
quando l'energia elettrica acquistata proviene dalle fonti
rinnovabili di energia di cui all'articolo 1, comma 3.
3. La domanda di ammissione al contributo di cui al comma 1,
corredata dagli elementi tecnico-economici, dal piano finanziario,
dal piano di manutenzione e di esercizio, nonche' da ogni elemento
relativo agli eventuali atti di competenza regionale o delle province
autonome di Trento e di Bolzano, ivi comprese le valutazioni
ambientali, e' presentata al Ministero dell'industria, del commercio
e dell'artigianato, alla regione o alla provincia autonoma di Trento
e di Bolzano, a seconda della competenza dell'impianto.
4. I contributi di cui al comma 1, per gli impianti di propria
competenza, previa istruttoria tecnico-economica espletata
dall' ENEL, sono concessi ed erogati con decreto del Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, nella misura
massima del 30 per cento della spesa ammissibile documentata.

Art. 15.
(Locazione finanziaria)
1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 sono
concessi anche per iniziative oggetto di locazione finanziaria,
effettuate da societa' iscritte nell'albo istituito presso il
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ai sensi
dell'articolo 1 del decreto del Ministro per gli interventi
straordinari nel Mezzogiorno del 12 novembre 1986, in attuazione
dell'articolo 9, comma 13, della legge 1 marzo 1986, n. 64.
2. Le procedure e le modalita' di concessione ed erogazione dei
contributi di cui al comma 1, nonche' le modalita' di controllo del
regolare esercizio degli impianti incentivati, saranno determinate in
apposita convenzione da stipularsi tra il Ministero dell'industria,
del commercio e dell'artigianato e le societa' di cui al comma 1.

Art. 16.
(Attuazione della legge - Competenza delle
regioni e delle province autonome di Trento
e di Bolzano)
1. Le regioni emanano, ai sensi dell'articolo 117, terzo comma, della
Costituzione, norme per l'attuazione della presente legge.
2. Resta ferma la potesta' delle province autonome di Trento e di
Bolzano di emanare norme legislative sul contenimento dei consumi
energetici e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia
nell'ambito delle materie di loro competenza, escluse le prescrizioni
tecniche rispondenti ad esigenze di carattere nazionale contenute
nella presente legge e nelle direttive del CIPE.
3. Su richiesta delle regioni o delle province autonome di Trento e
di Bolzano l'ENEL, l'Ente nazionale idrocarburi (ENI), l'ENEA, il CNR
e le universita' degli studi, in base ad apposite convenzioni e
nell'ambito dei rispettivi compiti istituzionali, assistono le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano nell'attuazione
della presente legge. Le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano e i comuni, singoli o associati, possono dotarsi di
appositi servizi per l'attuazione degli adempimenti di loro
competenza previsti dalla presente legge.

Art. 17.
(Cumulo di contributi e casi di revoca)
1. I contributi di cui agli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14, sono
cumulabili con altre incentivazioni eventualmente previste da altre
leggi a carico del bilancio dello Stato, fino al 75 per cento
dell'investimento complessivo.
2. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di
intesa con il Ministro del tesoro puo' promuovere, senza oneri a
carico del bilancio dello Stato, apposite convenzioni con istituti
di credito, istituti e societa' finanziari al fine di facilitare
l'accesso al credito per la realizzazione delle iniziative agevolate
ai sensi della presente legge.
3. Nell'ambito delle proprie competenze e su richiesta del Ministero
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, l'ENEA effettua
verifiche a campione e/o secondo criteri di priorita', circa
l'effettiva e completa realizzazione delle iniziative di risparmio
energetico agevolate ai sensi degli articoli 11, 12, e 14. In caso di
esito negativo delle verifiche l'ENEA da' immediatamente
comunicazione al Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato che provvede alla revoca parziale o totale dei
contributi ed al recupero degli importi gia' erogati, maggiorati di
un interesse pari al tasso ufficiale di sconto vigente alla data
dell'ordinativo di pagamento, con le modalita' di cui all'articolo 2
del testo unico delle disposizioni di legge relative alla procedura
coattiva per la ricossione delle entrate patrimoniali dello Stato e
degli altri enti pubblici, dei proventi di Demanio pubblico e di
pubblici servizi e delle tasse sugli affari, approvato dal regio
decreto 14 aprile 1910, n. 639.

Art. 18.
(Modalita' di concessione
ed erogazione dei contributi)
1. Per i contributi di cui agli articoli 11, 12 e 14 le modalita' di
concessione ed erogazione, le prescrizioni tecniche richieste per la
stesura degli studi di fattibilita' e dei progetti esecutivi, le
prescrizioni circa le garanzie di regolare esercizio e di corretta
manutenzione degli impianti incentivati, nonche' i criteri di
valutazione delle domande di finaziamento sono fissati con apposito
decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge.
2. Ai fini dell'acquisizione dei contributi di cui al comma 1, le
spese sostenute possono essere documentate nelle forme previste
dall'articolo 18, quinto comma, della legge 26 aprile 1983, n. 130.
Agli adempimenti necessari per consentire l'utilizzo di tali
facolta', si provvede in conformita' a quanto disposto dall'articolo
18, sesto comma, della legge 26 aprile 1983, n. 130, a cura del
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
3. Su tutti i contributi previsti dalla presente legge possono essere
concesse anticipazioni in corso d'opera garantite da polizze
fidejussorie, bancarie ed assicurative emesse da istituti all'uopo
autorizzati, con le modalita' ed entro i limiti fissati con decreto
del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato di
concerto con il Ministro del tesoro, da emanarsi entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 19.
(Responsabile per la conservazione
e l'uso razionale dell'energia)
1. Entro il 30 aprile di ogni anno i soggetti operanti nei settori
industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell'anno
precedente hanno avuto un consumo di energia rispettivamente
superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il
settore industriale ovvero a 1.000 tonnellate equivalenti di
petrolio per tutti gli altri settori, debbono comunicare al
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato il
nominativo del tecnico responsabile per la conservazione e l'uso
razionale dell'energia.
2. La mancanza della comunicazione di cui al comma 1 esclude i
soggetti dagli incentivi di cui alla presente legge. Su richiesta del
Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato i soggetti
beneficiari dei contributi della presente legge sono tenuti a
comunicare i dati energici relativi alle proprie strutture e imprese.
3. I responsabili per la conservazione e l'uso razionale dell'energia
individuano le azioni, gli interventi, le procedure e quanto altro
necessario per promuovere l'uso razionale dell'energia, assicurano la
predisposizione di bilanci energetici in funzione anche dei parametri
economici e degli usi energetici finali, predispongono i dati
energetici di cui al comma 2.
4. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge l'ENEA provvede a definire apposite schede informative
di diagnosi energetica e di uso delle risorse, diversamente
articolate in relazione ai tipi d'impresa e di soggetti e ai settori
di appartenenza.
5. Nell'ambito delle proprie competenze l'ENEA provvede sulla base di
apposite convenzioni con le regioni e con le province autonome di
Trento e di Bolzano a realizzare idonee campagne promozionali sulle
finalita' della presente legge, all'aggiornamento dei tecnici di cui
al comma 1 e a realizzare direttamente ed indirettamente programmi di
diagnosi energetica.

Art. 20.
(Relazione annuale al Parlamento)
1. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato,
entro il 30 aprile di ogni anno, riferisce al Parlamento sullo stato
di attuazione della presente legge, tenendo conto delle relazioni che
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano debbono
inviare al Ministero dell'Industria, del commercio e dell'artigianato
entro il mese di febbraio del medesimo anno, sugli adempimenti di
rispettiva competenza, in modo particolare con riferimento agli
obiettivi e ai programmi contenuti nei rispettivi piani energetici.
2. Un apposito capitolo della relazione di cui al comma 1 illustra i
risultati conseguiti e i programmi predisposti dall'ENEA per
l'attuazione dell'articolo 3.

Art. 21.
(Disposizioni transitorie)
1. Alla possibilita' di fruire delle agevolazioni previste dalla
presente legge sono ammesse anche le istanze presentate ai sensi
della legge 29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, e del
decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni
dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, per iniziative rientranti fra
quelle previste dagli articoli 8, 10, 11, 12, 13 e 14 che non siano
ancora state oggetto di apposito provvedimento di accoglimento o di
rigetto.
2. Per le istanze di finanziamento di cui al comma 1 la concessione
delle agevolazioni resta di competenza dell'amministrazione cui sono
state presentate ai sensi della legge 29 maggio 1982, n. 308, e
successive modificazioni, e del decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364,
convertito con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445.

Art. 22
Riorganizzazione della Direzione generale delle fonti di energia e
delle industrie di base

1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del
Consiglio di Stato che deve esprimersi entro trenta giorni dalla
richiesta, su proposta del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, di concerto con il Ministro del tesoro e con il
Ministro per la funzione pubblica, si provvede alla ristrutturazione
ed al potenziamento della Direzione generale delle fonti di energia e
delle industrie di base del Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato. Si applicano, salvo quanto espressamente previsto
dalla presente disposizione, le norme di cui all'articolo 17, comma
1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche per le successive
modifiche dell'ordinamento della medesima Direzione generale. A tal
fine le relative dotazioni organiche sono aumentate, per quanto
riguarda le qualifiche dirigenziali di non piu' undici unita' con
specifica professionalita' tecnica nel settore energetico, e per il
restante personale di non piu' novanta unita', secondo la seguente
articolazione:
a) n. 1 posto di dirigente superiore di cui alla tabella XIV, quadro
C, allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1972, n. 748;
b) n. 10 posti di primo dirigente di cui alla tabella XIV, quadro C,
allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno
1972, n. 748;
c) n. 10 posti di VIII livello;
d) n. 20 posti di VII livello;
e) n. 20 posti di VI livello;
f) n. 10 posti di V livello;
g) n. 10 posti di IV livello;
h) n. 10 posti di III livello;
i) n. 10 posti di II livello.
2. Con il decreto di cui al comma 1 puo' essere altresi' prevista
presso la Direzione generale delle fonti di energia e delle industrie
di base la costituzione di un'apposita segreteria tecnico-operativa,
costituita da non piu' di dieci esperti con incarico quinquennale
rinnovabile (( . . . )) scelti fra docenti universitari, ricercatori
e tecnici di societa' di capitale - con esclusione delle imprese
private - specificamente operanti nel settore energetico, di enti
pubblici e di pubbliche amministrazioni con esclusione del personale
del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato. Il
trattamento economico degli esperti di cui al presente comma e'
determinato con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e
dell'artigianato di intesa con il Ministro del tesoro, in misura non
inferiore a quello spettante presso l'ente o l'amministrazione o
l'impresa di appartenenza. I dipendenti pubblici, sono collocati
fuori ruolo per l'intera durata dell'incarico o nell'analoga
posizione prevista dai rispettivi ordinamenti.
3. Limitatamente al personale delle qualifiche non dirigenziali,
alle assunzioni conseguenti all'aumento delle dotazioni organiche di
cui al comma 1 puo' procedersi a decorrere dal 1ä gennaio 1991, e
solo dopo aver attuato le procedure di mobilita' di cui al decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri 5 agosto 1988, n. 325, e
successive modificazioni, ed alla legge 29 dicembre 1988, n. 554, e
successive modificazioni e integrazioni, o comunque dopo novanta
giorni dall'avvio di delle procedure. Nel biennio 1991-1992 puo'
procedersi a tali assunzioni esclusivamente nel limite annuo del 25
per cento e complessivo del 33 per cento dei relativi posti, restando
comunque i posti residui riservati per l'intero biennio alla
copertura mediante le predette procedure di mobilita'.
4. All'onere derivante dall'attuazione del presente articolo,
valutato in lire 200 milioni per l'anno 1990, in lire 1.000 milioni
per l'anno 1991 e in lire 1.800 milioni per l'anno 1992, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto ai fini
del bilancio triennale 1990-1992 al capitolo 6856 dello stato di
previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1990, all'uopo
parzialmente utilizzando quanto a lire 400 milioni per ciascuno degli
anni 1991 e 1992 le proiezioni dell'accantonamento "Riordinamento del
Ministero ed incentivazioni al personale" e, quanto a lire 200
milioni per l'anno 1990, a lire 600 milioni per l'anno 1991 e a lire
1.400 milioni per l'anno 1992, l'accantonamento "Automazione del
Ministero dell'industria".

Art. 23.
(Abrogazione espressa di norme
e utilizzazione di fondi residui)
1. Gli articoli 1, 2, 3, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16,
18, 19, 22, 24 e 26 della legge 29 maggio 1982, n. 308, sono
abrogati.
2. Le somme destinate ad incentivare gli interventi di cui alla legge
29 maggio 1982, n. 308, e successive modificazioni, ivi comprese
quelle di cui al decreto-legge 31 agosto 1987, n. 364, convertito con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 445, nonche' quelle di
cui all'articolo 15, comma 37, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e
successive modificazioni, che alla data di entrata in vigore della
presente legge non sono state ancora trasferite alle regioni o alle
province autonome di Trento e di Bolzano o non sono state ancora
formalmente impegnate dal Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato per gli interventi di propria competenza, possono
essere utilizzate rispettivamente per le finalita' di cui agli
articoli 8, 10 e 13 e per quelle di cui agli articoli 11, 12 e 14.
3. Alla ripartizione delle somme di cui al comma 2 spettanti alle
regioni o alle province autonome di Trento e di Bolzano si provvede
con le procedure e le modalita' di cui all'articolo 9. Alla
ripartizione delle restanti somme fra i vari interventi, si provvede,
tenendo conto delle proporzioni fissate al comma 2 dell'articolo 38,
con le modalita' di cui ai commi 6 e 7 del medesimo articolo 38.

Art. 24.
(Disposizioni concernenti la metanizzazione)
1. Il contributo previsto a carico del Fondo europeo di sviluppo
regionale (FESR) per la realizzazione dei progetti indicati nel
programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno approvato dal
CIPE con deliberazione dell'11 febbraio 1988 e' sostituito o
integrato per la percentuale soppressa o ridotta per effetto dei
regolamenti del Consiglio delle Comunita' europee n. 2052 del 24
giugno 1988, n. 4253 del 19 dicembre 1988 e n. 4254 del 19 dicembre
1988 con un contributo dello Stato a carico degli stanziamenti di cui
al comma 3 pari alla differenza tra il 50 per cento della spesa
ammessa per ogni singola iniziativa alle agevolazioni di cui
all'articolo 11 della legge 28 novembre 1980, n. 784, e successive
modificazioni e integrazioni, e il contributo concesso a carico del
FESR.
2. Il Ministro per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno,
d'intesa con il Ministro del tesoro nonche' con la Cassa depositi e
prestiti per la concessione ed erogazione dei finaziamenti, provvede
a disciplinare con decreto la procedura per l'applicazione delle
agevolazioni nazionali e comunitarie agli intervenuti di cui al comma
1.
3. All'avvio del programma generale di metanizzazione del Mezzogiorno
relativo al 1ä triennio, approvato dal CIPE con deliberazione dell'11
febbraio 1988, si fa fronte con lo stanziamento di lire 50 miliardi
autorizzato dall'articolo 19 della legge 26 aprile 1983, n. 130 e con
lo stanziamento di lire 730 miliardi autorizzato dal decreto-legge 31
agosto 1987, n. 364, convertito con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1987, n. 445, integrato di lire 300 miliardi con l'articolo
15, comma 36, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive
modificazioni.
4. Il programma di cui al comma 3 si intende ridotto nella misura
corrispondente al maggior onere a carico del bilancio dello Stato
derivante dal contributo di cui al comma 1.
5. A parziale modifica dell'articolo 4 del decreto-legge 31 agosto
1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre
1987, n. 445, il CIPE, definendo il programma per la metanizzazione
del territorio della Sardegna, provvede ad individuare anche il
sistema di approvvigionamento del gas metano.
6. Previa deliberazione del programma per la metanizzazione del
territorio della Sardegna di cui all'articolo 4 del decreto-legge 31
agosto 1987, n. 364, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1987, n. 445, nonche' del sistema di approvvigionamento del
gas metano di cui al comma 5, il CIPE stabilisce una prima fase
stralcio in conformita' al programma deliberato, per la realizzazione
di reti di distribuzione che potranno essere provvisoriamente
esercitate mediante gas diversi dal metano, nelle more della
esecuzione delle opere necessarie per l'approvvigionamento del gas
metano.


TITOLO II
NORME PER IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI ENERGIA NEGLI EDIFICI


Art. 25.
(Ambito di applicazione)
1. Sono regolati dalle norme del presente titolo i consumi di energia
negli edifici pubblici e privati, qualunque ne sia la destinazione
d'uso, nonche' mediante il disposto dell'articolo 31, l'esercizio e
la manutenzione degli impianti esistenti.
2. Nei casi di recupero del patrimonio edilizio esistente,
l'applicazione [ . . . ]

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