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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 08/03/ 2017 n. 44

Modifiche alla legge 20 febbraio 2006, n. 77, concernenti la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale

Legge dello Stato 20/02/2006 n. 77

(Gazzetta ufficiale 10/03/2006 n. 58)

Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella «lista del patrimonio mondiale», posti sotto la tutela dell'UNESCO

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga la seguente legge:
Art. 1.
Valore simbolico dei siti italiani UNESCO

1. I siti italiani inseriti nella «lista del patrimonio mondiale»,
sulla base delle tipologie individuate dalla Convenzione per la
salvaguardia del patrimonio mondiale culturale e ambientale firmata a
Parigi il 16 novembre 1972, dai Paesi aderenti all'Organizzazione
delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura
(UNESCO), di seguito denominati «siti italiani UNESCO», sono, per la
loro unicita', punte di eccellenza del patrimonio culturale,
paesaggistico e naturale italiano e della sua rappresentazione a
livello internazionale.


Nota all'art. 1:

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente in materia, ai sensi
dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge,
alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.



Art. 2.
Priorita' di intervento

1. I progetti di tutela e restauro dei beni culturali,
paesaggistici e naturali inclusi nel perimetro di riconoscimento dei
siti italiani UNESCO acquisiscono priorita' di intervento qualora
siano oggetto di finanziamenti secondo le leggi vigenti.



Art. 3.
Piani di gestione

1. Per assicurare la conservazione dei siti italiani UNESCO e
creare le condizioni per la loro valorizzazione sono approvati
appositi piani di gestione.
2. I piani di gestione definiscono le priorita' di intervento e le
relative modalita' attuative, nonche' le azioni esperibili per
reperire le risorse pubbliche e private necessarie, in aggiunta a
quelle previste dall'articolo 4, oltre che le opportune forme di
collegamento con programmi o strumenti normativi che perseguano
finalita' complementari, tra i quali quelli disciplinanti i sistemi
turistici locali e i piani relativi alle aree protette.
3. Gli accordi tra i soggetti pubblici istituzionalmente competenti
alla predisposizione dei piani di gestione e alla realizzazione dei
relativi interventi sono raggiunti con le forme e le modalita'
previste dal decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il
codice dei beni culturali e del paesaggio, di seguito denominato
«Codice».


Nota all'art. 3:
- Il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42,
recante il codice dei beni culturali e del paesaggio, e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio
2004.



Art. 4.
Misure di sostegno

1. Ai fini di una gestione compatibile dei siti italiani UNESCO e
di un corretto rapporto tra flussi turistici e servizi culturali
offerti, sono previsti interventi volti:
a) allo studio delle specifiche problematiche culturali,
artistiche, storiche, ambientali, scientifiche e tecniche relative ai
siti italiani UNESCO, ivi compresa l'elaborazione dei piani di
gestione;
b) alla predisposizione di servizi di assistenza culturale e di
ospitalita' per il pubblico, nonche' servizi di pulizia, raccolta
rifiuti, controllo e sicurezza;
c) alla realizzazione, in zone contigue ai siti, di aree di sosta
e sistemi di mobilita', purche' funzionali ai siti medesimi;
d) alla diffusione e alla valorizzazione della conoscenza dei
siti italiani UNESCO nell'ambito delle istituzioni scolastiche, anche
attraverso il sostegno ai viaggi di istruzione e alle attivita'
culturali delle scuole.
2. Gli interventi di cui al comma 1, nonche' l'ammontare di risorse
rispettivamente destinato, nel limite delle autorizzazioni di spesa
previste dal presente articolo, sono determinati con decreto del
Ministro per i beni e le attivita' culturali, d'intesa con il
Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e con la
Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano. Per gli interventi di cui
al comma 1, lettera c), il decreto e' adottato previo parere della
Commissione di cui all'articolo 5. Tutti gli interventi sono attuati
in conformita' alle disposizioni dettate in materia dal Codice.
3. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1, lettere a),
c) e d), pari a 3.500.000 euro per ciascuno degli anni 2006, 2007 e
2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dello
stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2006-2008,
nell'ambito dell'unita' previsionale di base di conto capitale «Fondo
speciale» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze per l'anno 2006, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al medesimo Ministero.
4. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1, lettera b),
pari a 500.000 euro per l'anno 2006 e a 300.000 euro per ciascuno
degli anni 2007 e 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione
dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2006-2008, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte
corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo
parzialmente utilizzando:
a) quanto a 500.000 euro per l'anno 2006, l'accantonamento
relativo al Ministero per i beni e le attivita' culturali;
b) quanto a 300.000 euro per l'anno 2007, l'accantonamento
relativo al Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca;
c) quanto a 300.000 euro per l'anno 2008, l'accantonamento
relativo al Ministero degli affari esteri.
5. A decorrere dall'anno 2009, agli oneri derivanti
dall'applicazione del comma 1 si provvede ai sensi dell'articolo 11,
comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.
6. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.


Nota all'art. 4:
- L'art. 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, recante
«Riforma di alcune norme di contabilita' generale dello
Stato in materia di bilancio», pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale del 28 agosto 1978, n. 233, dispone:
«Art. 11 (Legge finanziaria). - 1. Il Ministro del
tesoro, di concerto con il Ministro del bilancio e della
programmazione economica e con il Ministro delle finanze,
presenta al Parlamento, entro il mese di settembre, il
disegno di legge finanziaria.
2. La legge finanziaria, in coerenza con gli obiettivi
di cui al comma 2 dell'art. 3, dispone annualmente il
quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso
nel bilancio pluriennale e provvede, per il medesimo
periodo, alla regolazione annuale delle grandezze previste
dalla legislazione vigente al fine di adeguame gli effetti
finanziari agli obiettivi.
3. La legge finanziaria non puo' contenere norme di
delega o di carattere ordinamentale ovvero organizzatorio.
Essa contiene esclusivamente norme tese a realizzare
effetti finanziari con decorrenza dal primo anno
considerato nel bilancio pluriennale e in particolare:
a) il livello massimo del ricorso al mercato
finanziario e del saldo netto da finanziare in termini di
competenza, per ciascuno degli anni considerati dal
bilancio pluriennale comprese le eventuali regolazioni
contabili pregresse specificamente indicate;
b) le variazioni delle aliquote, delle detrazioni e
degli scaglioni, le altre misure che incidono sulla
determinazione del quantum della prestazione, afferenti
imposte indirette, tasse, canoni, tariffe e contributi in
vigore, con effetto, di norma, dal 1° gennaio dell'anno cui
essa si riferisce, nonche' le correzioni delle imposte
conseguenti all'andamento dell'inflazione;
c) la determinazione, in apposita tabella, per le
leggi che dispongono spese a carattere pluriennale, delle
quote destinate a gravare su ciascuno degli anni
considerati;
d) la determinazione, in apposita tabella, della
quota da iscrivere nel bilancio di ciascuno degli anni
considerati dal bilancio pluriennale per le leggi di spesa
permanente, di natura corrente e in conto capitale, la cui
quantificazione e' rinviata alla legge finanziaria;
e) la determinazione, in apposita tabella, delle
riduzioni, per ciascuno degli anni considerati dal bilancio
pluriennale, di autorizzazioni legislative di spesa;
f) gli stanziamenti di spesa, in apposita tabella,
per il rifinanziamento, per non piu' di un anno, di norme
vigenti classificate tra le spese in conto capitale e per
le quali nell'ultimo esercizio sia previsto uno
stanziamento di competenza, nonche' per il rifinanziamento,
qualora la legge lo preveda, per uno o piu' degli anni
considerati dal bilancio pluriennale, di norme vigenti che
prevedono interventi di sostegno dell'economia classificati
tra le spese in conto capitale;
g) gli importi dei fondi speciali previsti dall'art.
11-bis e le corrispondenti tabelle;
h) l'importo complessivo massimo destinato, in
ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale, al
rinnovo dei contratti del pubblico impiego, a norma
dell'art. 15 della legge 29 marzo 1983, n. 93, ed alle
modifiche del trattamento economico e normativo del
personale dipendente da pubbliche amministrazioni non
compreso nel regime contrattuale;
i) altre regolazioni meramente quantitative rinviate
alla legge finanziaria dalle leggi vigenti;
i-bis) norme che comportano aumenti di entrata o
riduzioni di spesa, restando escluse quelle a carattere
ordinamentale ovvero organizzatorio, salvo che esse si
caratterizzino per un rilevante contenuto di miglioramento
dei saldi di cui alla lettera a);
i-ter) norme che comportano aumenti di spesa o
riduzioni di entrata ed il cui contenuto sia finalizzato
direttamente al sostegno o al rilancio dell'economia, con
esclusione di interventi di carattere localistico o
microsettoriale;
i-quater) norme recanti misure correttive degli
effetti finanziari delle leggi di cui all'art. 11-ter,
comma 7.
4. La legge finanziaria indica altresi' quale quota
delle nuove o maggiori entrate per ciascun anno compreso
nel bilancio pluriennale non puo' essere utilizzata per la
copertura di nuove o maggiori spese.
5. In attuazione dell'art. 81, quarto comma, della
Costituzione, la legge finanziaria puo' disporre, per
ciascuno degli anni compresi nel bilancio pluriennale,
nuove o maggiori spese correnti, riduzioni di entrata e
nuove finalizzazioni nette da iscrivere, ai sensi dell'art.
11-bis, nel fondo speciale di parte corrente, nei limiti
delle nuove o maggiori entrate tributarie, extratributarie
e contributive e delle riduzioni permanenti di
autorizzazioni di spesa corrente.
6. In ogni caso, ferme restando le modalita' di
copertura di cui al comma 5, le nuove o maggiori spese
disposte con la legge finanziaria non possono concorrere a
det [ . . . ]

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