Carrello 0

Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Ministeriale 14/05/ 2013

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Obiettivi programmatici relativi al Patto di stabilita' interno per il triennio 2013-2015 delle province e dei comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti, di cui all'articolo 31, comma 19, della legge 12 novembre 2011, n. 183

Decreto Ministeriale 08/02/ 2013 n. 34

Ministero della Giustizia - Regolamento in materia di società per l’esercizio di attività professionali regolamentate nel sistema ordinistico, ai sensi dell’articolo 10, comma 10, della legge 12 novembre 2011, n. 183”

Circolare 07/02/ 2013 n. 5

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Patto di stabilita' interno per il triennio 2013-2015 per leprovincie e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti(articoli 30, 31 e 32 della legge 12 novembre 2011, n. 183, comemodificati dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228)

Decreto Pres. Repubblica 28/12/ 2000 n. 445

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Testo A)

News Correlate

20/04/2017
Società di ingegneria, Cassazione: dal 2012 possono operare con i privati

Fino al 2011 sono state equiparate ai professionisti solo nei lavori pubblici

14/02/2017
Gare di progettazione, dal 28 febbraio i nuovi requisiti per i professionisti

Laureati e diplomati parteciperanno a seconda delle loro competenze. Nei raggruppamenti temporanei dovranno esserci giovani progettisti

01/12/2015
Architetti e ingegneri soci delle STP possono iscriversi a Inarcassa

Redditi derivanti dalla partecipazione a una Società tra Professionisti equiparati a quelli professionali

09/09/2015
Professionisti e società, il diritto al compenso si prescrive in tre anni

Cassazione: la natura della prestazione presuppone che il pagamento avvenga senza dilazioni e in tempi brevi

21/07/2015
Gare di progettazione, requisiti meno stringenti per i tecnici

Tra gli emendamenti al ddl Concorrenza: paletti per le società di ingegneria che vogliono operare nel mercato privato e meno oneri per le Stp

15/07/2015
Società di ingegneria e professionisti, botta e risposta sulle competenze

Dopo la richiesta della Commissione Giustizia di esclusione delle società dai mercati privati confronto aperto tra Oice e Architetti

13/07/2015
Ddl concorrenza, società di ingegneria contro liberi professionisti

OICE: ‘falso e strumentale sostenere che l’art. 31 costituisca un condono’

16/10/2014
Architetti: ‘no a lobbistiche sanatorie per società di ingegneria’

Cnappc contro l’emendamento allo Sblocca Italia che sanerebbe i contratti con i privati. Oice: ‘tesi falsa, smentita da pacchi di sentenze’

09/07/2014
Cnappc: ‘le Società tra Professionisti siano equiparate alle imprese’

Sotto accusa il Dlgs per le semplificazioni fiscali che assimila le STP alle associazioni professionali

17/04/2014
STP, ai professionisti va garantita la maggioranza nei voti

Notariato: i soci professionisti possono essere meno, ma con una posizione dominante nelle decisioni

21/01/2014
STP, finora se ne sono costituite solo 54

Tra i motivi del mancato successo incertezza normativa e poca aderenza agli obiettivi di professionisti e soci di capitale

30/09/2013
Le Società tra Professionisti possono avere un socio unico

Notai Triveneto: i soci professionisti devono raggiungere i due terzi nelle decisioni, ma non necessariamente nel capitale sociale

06/09/2013
Infrastrutture strategiche, operativa la defiscalizzazione

Le misure sbloccheranno Pedemontana piemontese, Orte-Mestre, Telesina e Termoli-San Vittore

11/06/2013
Cni: le Società di ingegneria sono più convenienti delle Stp

Nelle Società tra Professionisti i progettisti possono svolgere attività più limitate

04/06/2013
Il Cni spiega come funzionano le Società tra professionisti

In un vademecum forme societarie, trattamento fiscale e responsabilità

23/05/2013
Piano Casa, Piano Città e detrazioni 50% e 55% nel programma di Lupi

Il Ministro: le infrastrutture sono strategiche per la crescita e per creare lavoro, soprattutto per i giovani

08/04/2013
Società tra Professionisti, il regolamento in Gazzetta Ufficiale

Obbligatorio informare il cliente sull’incarico e su possibili conflitti di interesse, facendogli scegliere a chi affidare il lavoro

02/04/2013
Società tra professionisti, il regolamento a breve in Gazzetta

Obblighi di trasparenza e quota maggiore di capitale sociale ai professionisti, il testo registrato dalla Corte dei Conti

19/02/2013
Grandi opere, ok agli sconti per i privati che le finanziano

Definite ieri dal Cipe le agevolazioni fiscali con cui si intende incentivare la realizzazione di infrastrutture strategiche in project financing

04/02/2013
Società tra professionisti, ecco il regolamento

Ogni socio può partecipare ad una sola Stp, escluse le società di ingegneria costituite in precedenza ai sensi del Codice Appalti

17/01/2013
Sbloccare le Società tra professionisti, l’appello dei tecnici

Consigli nazionali professioni tecniche: ancora in sospeso il decreto urgente per 650 mila professionisti

04/01/2013
Società professionisti, il Cnappc chiede intervento urgente

Freyrie: accedere agli stessi vantaggi delle imprese e ok al regolamento prima delle elezioni

13/11/2012
Società tra professionisti come start up innovative?

Confprofessioni: estendere agli studi di progettazione deroghe al diritto societario, detrazioni e riduzioni degli oneri di avvio dell'attività

04/10/2012
STP, i tecnici sollecitano l’emanazione del Regolamento

Chieste al Ministro della Giustizia le regole per le Società Tra Professionisti

21/06/2012
Società tra Professionisti, ecco la bozza del Regolamento

Definite le regole per il conferimento dell’incarico, il ruolo dei soci professionisti e non, l’iscrizione agli Ordini e Collegi professionali

11/06/2012
Iscritti all’ordine solo i liberi professionisti, la riforma per Inarsind

Tirocinio fuori dalle Università retribuito in credito di imposta per la struttura ospitante

09/05/2012
Riforma professioni: se ne parlerà alla Conferenza degli Ordini degli Architetti il 10 e 11 maggio

C’è preoccupazione per i ritardi del Governo in vista del 12 agosto, data entro cui gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati

12/04/2012
Durc, dall'Inps no all'autocertificazione

L'accertamento della regolarità contributiva non è automatico, ma richiede valutazioni tecniche preventive

23/03/2012
Professioni: via libera definitivo della Camera alle liberalizzazioni

Addio alle tariffe minime, obbligo di preventivo di massima e di polizza assicurativa, spazio alle Società tra professionisti

08/03/2012
Sicurezza sul lavoro esclusa dalla semplificazione dei controlli

Fiducia della Camera al decreto Semplifica – Italia, la Commissione Ambiente raccomanda coordinamento sulla banca dati degli appalti

05/03/2012
Le Società tra Professionisti, focus sulla nuova disciplina

Dalla Legge di Stabilità al DL Liberalizzazioni: tetto di un terzo per i soci non professionisti e obbligo di polizza assicurativa

29/02/2012
Professioni: il DL Liberalizzazioni da oggi in Aula al Senato

Entro luglio il decreto ministeriale con i nuovi parametri per i compensi dei professionisti nelle liquidazioni giudiziali

27/02/2012
Professionisti, salta l’obbligo di preventivo scritto

Le modifiche al DL Liberalizzazioni: ai soci di capitale non più di un terzo delle società tra professionisti; compenso ai tirocinanti dopo i primi sei mesi di pratica. Il 1° marzo ‘‘Professional Day’’

24/02/2012
Professioni, corsa a ostacoli per il decreto liberalizzazioni

Tra le ipotesi: mantenere le tariffe per altri 4 o 5 mesi

10/02/2012
Le modifiche dei professionisti al decreto Liberalizzazioni

Confprofessioni: soci di capitale minoritari nelle Società tra professionisti, norme più chiare per le tariffe

03/02/2012
Durc, dal 13 febbraio richieste solo da SA e amministrazioni

Una circolare congiunta Inps Inail conferma l’impossibilità di autocertificare le valutazioni di enti tecnici

31/01/2012
Società tra professionisti, gli Ordini chiedono modifiche

Architetti: no alla partecipazione maggioritaria dei soci non professionisti. Ingegneri: tetto del 30%

19/01/2012
Durc, escluse le autocertificazioni

Ministero del Lavoro: il rilascio del documento di regolarità contributiva presuppone valutazioni complesse dell'istituto previdenziale

13/01/2012
Professioni, addio alle tariffe in nome della liberalizzazione

Nella bozza di decreto sulle liberalizzazioni anche l’obbligo di comunicare al cliente il preventivo e la polizza assicurativa

11/01/2012
Antitrust: via le tariffe e meno poteri agli Ordini professionali

Le proposte dell’Autorità per la Concorrenza e il Mercato per far ripartire la crescita economica

09/01/2012
Professioni, infrastrutture e catasto: si delinea lo scenario

In fase di definizione prima del confronto con l'Europa le misure per la crescita da inserire nella fase 2 del Governo Monti

05/01/2012
Le Società tra professionisti sotto la lente degli Ordini

Il CUP: ‘‘senza regolamento attuativo le Società tra professionisti non possono iscriversi agli Ordini e quindi non possono operare’’

02/01/2012
Autocertificazione, via a rapporti più snelli con le Amministrazioni

Certificati solo tra privati, in vigore dall'inizio dell'anno le norme per la semplificazione

23/12/2011
Ingegneri: no alle Società di capitali per i servizi di progettazione

Il CNI boccia la logica del profitto e auspica una rapida riforma delle professioni

16/12/2011
Professioni, la mancata riforma non cancellerà tutti gli ordinamenti

Dopo il 13 agosto 2012 saranno abrogate solo le norme in contrasto con i nuovi principi

14/12/2011
Ordini professionali, chiesta una disciplina transitoria

Dubbi sulla soppressione degli Ordini in mancanza di una riforma entro agosto 2012

06/12/2011
Ordini professionali, entro agosto 2012 riformati o soppressi

La Manovra Salva Italia del Governo Monti riduce da tre anni a 18 mesi la durata massima del tirocinio

23/11/2011
Professioni, il CUP offre collaborazione a Monti per la riforma

La presidente Calderone auspica interventi legislativi a favore dei giovani professionisti

22/11/2011
Le proposte degli architetti al Governo

Il Cnappc: riformare le professioni ''correggendo le contraddizioni della Legge di Stabilità''

18/11/2011
Ok del Senato e della Camera al Governo di Mario Monti

Nel programma: riforma delle professioni, dismissione degli immobili pubblici, capitali privati per realizzare le infrastrutture

15/11/2011
La Legge di Stabilità 2012 pubblicata in Gazzetta Ufficiale

Consiglio Nazionale Architetti: ‘aver eliminato ogni riferimento alle tariffe professionali esporrà i consumatori a truffe’

11/11/2011
Via libera definitivo del Parlamento alla legge di Stabilità

Cancellate le tariffe minime dei professionisti, introdotte le Società tra professionisti. Non c'è la proroga della detrazione del 55%

10/11/2011
Presentato il maxiemendamento del Governo alla legge di Stabilità

Cancellate le tariffe minime dei professionisti, introdotta la possibilità di costituire Società tra professionisti

09/11/2011
Gli ingegneri: tariffe minime garanzia per i cittadini e la P.A.

Il Presidente del CNI: ‘La dignità professionale non può essere messa in discussione’

09/11/2011
Professioni, l’Unione europea chiede chiarimenti al Governo

Il Commissario Olli Rehn: ‘Abbiamo compreso bene che c’è l’intenzione di rimuovere le barriere di ingresso alle professioni?’

04/11/2011
Bonus 55%, proroga con tagli nel maxiemendamento

La bozza del Min. Sviluppo Economico discussa in CdM ricalca i contenuti del Decreto Sviluppo

04/11/2011
Via le tariffe minime e spazio alle Società tra professionisti

Nel maxiemendamento alla legge di Stabilità anche un’accelerazione per la riforma degli ordinamenti professionali

03/11/2011
Infrastrutture, tagli in arrivo con la legge stabilità

Calo del 13,6% delle risorse disponibili per il contenimento della spesa previsto dalle manovre estive

03/11/2011
Via libera al maxiemendamento alla Legge di Stabilità

Tra le misure: liberalizzazione delle professioni, vendita di immobili pubblici, sgravi fiscali per le imprese che realizzano infrastrutture

Legge dello Stato 12/11/2011 n. 183

(Gazzetta ufficiale 14/11/2011 n. 265)

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012) (Suppl. Ordinario n. 234)

Entrata in vigore del provvedimento: 01/01/2012

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1

Risultati differenziali

1. Il livello massimo del saldo netto da finanziare per l'anno 2012
e del ricorso al mercato finanziario nonche' i livelli minimi del
saldo netto da impiegare per gli anni 2013 e 2014, in termini di
competenza, di cui all'articolo 11, comma 3, lettera a), della legge
31 dicembre 2009, n. 196, per gli anni 2012, 2013 e 2014, sono
indicati nell'allegato n. 1. I livelli del ricorso al mercato si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare
prima della scadenza o di ristrutturare passivita' preesistenti con
ammortamento a carico dello Stato.



Art. 2

Gestioni previdenziali

1. Nell'allegato n. 2 sono indicati:
a) l'adeguamento degli importi dei trasferimenti dovuti dallo
Stato, ai sensi rispettivamente dell'articolo 37, comma 3, lettera
c), della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, e
dell'articolo 59, comma 34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e
successive modificazioni, per l'anno 2012;
b) gli importi complessivamente dovuti dallo Stato per l'anno
2012 in conseguenza di quanto stabilito ai sensi della lettera a);
c) l'importo dei trasferimenti dovuti dallo Stato per l'anno 2012
ai sensi del comma 4, lettera a).
2. Gli importi complessivi di cui al comma 1 sono ripartiti tra le
gestioni interessate con il procedimento di cui all'articolo 14 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni.
Nell'allegato n. 2 sono, inoltre, indicati gli importi che, prima del
riparto, sono attribuiti:
a) alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni a
completamento dell'integrale assunzione a carico dello Stato
dell'onere relativo ai trattamenti pensionistici liquidati
anteriormente al 1° gennaio 1989;
b) alla gestione speciale minatori;
c) all'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i
lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico (ENPALS).
3. Nell'allegato n. 2 sono, inoltre, indicati:
a) i maggiori oneri, per l'anno 2010, a carico della gestione per
l'erogazione delle pensioni, assegni e indennita' agli invalidi
civili, ciechi e sordomuti di cui all'articolo 130 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
b) gli importi, utilizzati per il finanziamento dei maggiori
oneri di cui alla lettera a), delle somme risultanti, sulla base del
bilancio consuntivo dell'Istituto nazionale della previdenza sociale
per l'anno 2010, trasferite alla gestione di cui all'articolo 37
della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, in
eccedenza rispetto agli oneri per prestazioni e provvidenze varie,
ovvero accantonate presso la medesima gestione, in quanto non
utilizzate per i rispettivi scopi.
4. E' istituita presso l'Istituto nazionale di previdenza per i
dipendenti dell'amministrazione pubblica (INPDAP) la «Gestione degli
interventi assistenziali e di sostegno alla gestione previdenziale»,
il cui finanziamento e' assunto dallo Stato. Nell'ambito del bilancio
dell'INPDAP, sono istituite apposite evidenze contabili, relative
alla gestione di cui al primo periodo del presente comma, nonche'
alle gestioni che erogano trattamenti pensionistici e di fine
servizio. Sono a carico della gestione di cui al primo periodo:
a) una quota parte di ciascuna mensilita' di pensione erogata
dall'INPDAP. Tale somma e' annualmente adeguata, con la legge di
stabilita', in base alle variazioni dell'indice nazionale annuo dei
prezzi al consumo per le famiglie degli operai ed impiegati calcolato
dall'Istituto centrale di statistica incrementato di un punto
percentuale ed e' ripartita tra le evidenze contabili interessate con
il procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n.
241, e successive modificazioni;
b) tutti gli oneri relativi agli altri interventi a carico dello
Stato previsti da specifiche disposizioni di legge.
5. All'articolo 2, comma 3, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e
successive modificazioni, dopo il terzo periodo, sono inseriti i
seguenti: «Al fine di garantire il pagamento dei trattamenti
pensionistici e' stabilito un apporto dello Stato a favore della
gestione di cui al comma 1. Tale apporto e' erogato su base
trimestrale, subordinatamente alla verifica delle effettive
necessita' finanziarie della citata gestione, riferite al singolo
esercizio finanziario». All'articolo 2, comma 499, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, le parole da: «Per realizzare» fino a: «legge
23 dicembre 1998, n. 448,» sono soppresse.



Art. 3


Riduzioni delle spese rimodulabili dei Ministeri

1. Ai fini dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 10,
comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, gli stanziamenti
relativi alle spese rimodulabili dei Programmi dei Ministeri sono
ridotti in termini di competenza e di cassa degli importi indicati
nell'elenco n. 1 allegato alla presente legge.



Art. 4


Riduzioni delle spese non rimodulabili dei Ministeri

1. Gli stanziamenti relativi alle spese non rimodulabili sono
ridotti in conseguenza delle disposizioni contenute nei successivi
commi.
2. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero degli affari esteri le disposizioni di cui ai
commi da 3 a 6.
3. A decorrere dall'anno 2012, l'autorizzazione di spesa di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1967, n. 215, e'
ridotta di euro 1.230.000.
4. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1 della legge 9
ottobre 2000, n. 288, rifinanziata ai sensi dell'articolo 1, comma
566, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e' ridotta di euro
2.000.000 a decorrere dal 2012.
5. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 1, comma 2, della
legge 3 agosto 1998, n. 299, per il 2012 e' ridotta di euro
12.394.000.
6. Ai medesimi fini di cui al comma 2, si applicano altresi',
limitatamente all'anno 2012, senza successivi recuperi, le seguenti
misure temporanee e straordinarie in materia di trattamento economico
del personale all'estero di cui alla parte terza del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18:
a) con riferimento alle residenze di servizio, il canone dovuto ai
sensi del comma secondo dell'articolo 177 del citato decreto del
Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, dai funzionari che
occupano posti di Ministro e Ministro Consigliere con funzioni
vicarie presso le rappresentanze diplomatiche, nonche' dai titolari
dei Consolati generali di prima classe e dai funzionari di cui
all'articolo 12, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 19 dicembre 2007, n. 258, e'
aumentato dal 15 al 20 per cento dell'indennita' personale;
b) l'indennita' di sistemazione prevista dall'articolo 175 del
citato decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967,
nonche' dall'articolo 661 del testo unico di cui al decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come sostituito dall'articolo 29
del decreto legislativo 27 febbraio 1998, n. 62, e' corrisposta, per
i casi di trasferimento del personale da sede estera ad altra sede
estera, nella misura del 15 per cento rispetto all'importo attuale;
inoltre la stessa indennita' e' ridotta del 50 per cento anziche' del
40 per cento limitatamente a coloro che fruiscono di residenze di
servizio ai sensi dell'articolo 177 del citato decreto del Presidente
della Repubblica n. 18 del 1967;
c) l'indennita' di richiamo dal servizio all'estero prevista
dall'articolo 176 del decreto del Presidente della Repubblica n. 18
del 1967 e' corrisposta nella misura del 20 per cento rispetto
all'importo attuale;
d) con decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro quindici
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, si
provvede alla rideterminazione delle risorse relative agli articoli
171 e 171-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del
1967, e successive modificazioni, nonche' all'articolo 658 del testo
unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
successive modificazioni, anche in deroga a quanto previsto dalle
predette disposizioni, assicurando comunque la copertura dei
posti-funzione all'estero di assoluta priorita', per un risparmio
complessivo pari a 27.313.157 euro. Conseguentemente,
l'autorizzazione di spesa per l'attuazione degli articoli sopradetti
e' ridotta di un ammontare pari a 27.313.157 euro;
e) per l'anno 2012, l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
1, comma 11, della legge 31 marzo 2005, n. 56, e' sospesa, mentre, a
decorrere dall'anno 2013, la medesima autorizzazione e' ridotta ogni
anno di 7,5 milioni di euro;
f) in attesa di un'organica revisione tramite regolamento ai sensi
dell'articolo 31 della legge 23 aprile 2003, n. 109, della disciplina
della materia del trasporto degli effetti del personale trasferito,
al settimo comma dell'articolo 199 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 18 del 1967, le parole: «le spedizioni possono essere
effettuate» sono sostituite dalle seguenti: «la spedizione puo'
essere effettuata»; inoltre, al comma 5 dell'articolo 666 del citato
testo unico di cui al decreto legislativo n. 297 del 1994, le parole:
«le spedizioni stesse possono essere effettuate» sono sostituite
dalle seguenti: «la spedizione puo' essere effettuata»; infine, il
secondo periodo del citato settimo comma dell'articolo 199 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967 e' soppresso.
7. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero dell'interno le disposizioni di cui ai commi da 8
a 26.
8. Gli stanziamenti iniziali per l'anno 2012 delle spese di vitto
per il personale dell'Arma dei Carabinieri impiegato in servizio di
ordine pubblico fuori sede e per il personale della Guardia di
finanza impiegato per servizio di ordine pubblico, di cui allo stato
di previsione della spesa del Ministero dell'interno, capitoli 2551 e
2552, sono ridotti di un milione di euro per ciascun capitolo.
9. All'articolo 7-bis, comma 1, del decreto-legge 31 gennaio 2005,
n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n.
43, le parole: «a decorrere dall'anno 2005» sono sostituite dalle
seguenti: «per gli anni dal 2005 al 2011» e sono aggiunte, in fine,
le seguenti parole: «e a decorrere dal 2012 la somma di un milione di
euro».
10. La spesa per la retribuzione del personale volontario del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco e' ridotta in misura pari ad euro
57.448.387 per l'anno 2012 e ad euro 30.010.352 a decorrere dall'anno
2013.
11. La lettera a) del comma 2 dell'articolo 9 del decreto
legislativo 8 marzo 2006, n. 139, e' sostituita dalla seguente:
«a) in caso di necessita' delle strutture centrali e periferiche
del Corpo nazionale motivate dall'autorita' competente che opera il
richiamo;».
12. Al comma 1 dell'articolo 10 del decreto legislativo 6 settembre
2001, n. 368, dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:
«c-bis) i richiami in servizio del personale volontario del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, che ai sensi dell'articolo 6, comma
1, del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, non costituiscono
rapporti di impiego con l'Amministrazione.».
13. Ai fini del reclutamento del personale volontario di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, il Capo
del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della
difesa civile del Ministero dell'interno stabilisce, con cadenza
triennale e sulla base delle esigenze operative, il contingente
massimo dei nuovi reclutamenti a domanda, tenendo conto, in prima
applicazione, del personale volontario che, alla data del 31 dicembre
2011, sia iscritto o abbia presentato domanda di iscrizione negli
appositi elenchi.
14. Ai fini della verifica del possesso dei requisiti di idoneita'
psicofisica ed attitudinale richiesta per il reclutamento del
personale volontario di cui all'articolo 8, comma 2, del decreto
legislativo 8 marzo 2006, n. 139, gli oneri per gli accertamenti
clinico-strumentali e di laboratorio indicati dall'Amministrazione
sono a carico degli interessati.
15. Ai fini del contenimento della spesa pubblica fino al 2014, le
disposizioni di cui ai commi 8 e 9 dell'articolo 10 del decreto-legge
13 maggio 2011, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12
luglio 2011, n. 106, si applicano anche alle procedure concorsuali
per i passaggi interni di qualifica a capo squadra e a capo reparto
da espletarsi per la copertura dei posti disponibili fino al 31
dicembre 2013.
16. All'articolo 10, comma 10, del decreto-legge 13 maggio 2011, n.
70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n.
106, le parole: «Nel triennio 20112013,» sono soppresse.
17. Il contributo compensativo annuo concesso all'Unione italiana
ciechi ai sensi dell'articolo 1 della legge 12 gennaio 1996, n. 24, a
decorrere dal 2012, e' fissato in euro 65.828.
18. Il contributo annuo concesso all'Unione italiana ciechi ai
sensi dell'articolo 1 della legge 23 settembre 1993, n. 379, come
modificato dal comma 10 dell'articolo 11-quaterdecies del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, a decorrere
dall'anno 2012 e' fissato in euro 291.142.
19. Gli stanziamenti per l'alimentazione del Fondo di rotazione per
la solidarieta' alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle
richieste estorsive e dell'usura, di cui all'articolo 2, comma
6-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, previsti dal
comma 11 dell'articolo 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, e dal
comma 1, lettera a), dell'articolo 1 della legge 22 dicembre 1999, n.
512, a decorrere dal 2012, sono fissati, rispettivamente, in euro
1.000.000 ed in euro 1.027.385.
20. Lo stanziamento per il miglioramento delle prestazioni
economiche di cui all'articolo 5 della legge 14 dicembre 1970, n.
1088, e successive modificazioni, concesso ai cittadini colpiti da
tubercolosi non assistiti dall'Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS), da erogare alle regioni a statuto speciale, a
decorrere dal 2012, e' fissato in euro 200.000.
21. All'articolo 4, comma 4, secondo periodo, del decreto-legge 29
ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
dicembre 1991, n. 410, le parole: «le disposizioni di cui ai commi 2
e 3» sono sostituite dalle seguenti: «le disposizioni di cui al comma
3» ed e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «E' autorizzata la
spesa di euro 4,7 milioni per l'anno 2012 e di euro 5,6 milioni a
decorrere dall'anno 2013 per l'attribuzione a tutto il personale
comunque posto alle dipendenze della Dia di un trattamento economico
accessorio da determinare con decreto del Ministro dell'interno, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze».
22. Le somme resesi disponibili per pagamenti non piu' dovuti di
cui alla delibera del Comitato interministeriale per la
programmazione economica n. 86/2009 del 6 novembre 2009, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale n. 23 del 29 gennaio 2011, sono versate,
entro il 30 giugno 2012, all'entrata del bilancio dello Stato e
restano acquisite all'erario.
23. La dotazione del Fondo di cui all'articolo 611 del codice
dell'ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo
2010, n. 66, e' ridotta per l'importo di 50 milioni a decorrere
dall'anno 2013.
24. All'articolo 36, comma 5, del decreto legislativo 19 maggio
2000, n. 139, e successive modificazioni, l'ultimo periodo e'
soppresso.
25. Le disposizioni transitorie di cui all'articolo 168, comma 3,
del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, in materia di
percorso di carriera del personale direttivo e dirigente del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, sono prorogate al 31 dicembre 2014.
26. Il meccanismo di allineamento stipendiale previsto
dall'articolo 41, comma 5, del Contratto collettivo nazionale di
lavoro dei Segretari comunali e provinciali del 16 maggio 2001, per
il quadriennio normativo 19982001 e per il biennio economico
1998-1999 si applica alla retribuzione di posizione complessivamente
intesa, ivi inclusa l'eventuale maggiorazione di cui al comma 4 del
medesimo articolo 41. A decorrere dalla data di entrata in vigore
della presente legge e' fatto divieto di corrispondere somme in
applicazione dell'articolo 41, comma 5, del citato Contratto
collettivo nazionale di lavoro del 16 maggio 2001 diversamente
conteggiate, anche se riferite a periodi gia' trascorsi. E' fatta
salva l'esecuzione dei giudicati formatisi alla data di entrata in
vigore della presente legge.
27. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero dell'economia e delle finanze le disposizioni di
cui ai commi da 28 a 51.
28. All'articolo 1 del decreto-legge 21 febbraio 2005, n. 16,
convertito, con modificazioni, dalla legge 22 aprile 2005, n. 38,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 10, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «Al
relativo onere si provvede nell'ambito dello stanziamento iscritto
sul capitolo 3820 dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze.»;
b) al comma 11, il primo periodo e' sostituito dal seguente: «Agli
oneri derivanti dal presente articolo, ad eccezione dei commi 2, 4 e
10, pari a euro 150.000.000 per l'anno 2005 e a euro 160.000.000
annui a decorrere dal 2006, si fa fronte con le maggiori entrate
derivanti dal comma 9».
29. Al comma 4 dell'articolo 61 della legge 21 novembre 2000, n.
342, recante misure in materia fiscale, dopo le parole: «a decorrere
dall'anno 2003» sono aggiunte, infine, le seguenti: «e fino all'anno
2011. A decorrere dall'anno 2012, agli oneri derivanti da quanto
previsto dal comma 3, si provvede nell'ambito dello stanziamento
iscritto sul capitolo 3820 dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze.».
30. All'articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, le parole: «di lire 25.000 per ciascuna dichiarazione
elaborata e trasmessa» sono sostituite dalle seguenti: «di euro 14
per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa e di euro 26 per
l'elaborazione e la trasmissione delle dichiarazioni in forma
congiunta».
31. All'articolo 18, comma 1, del regolamento di cui al decreto del
Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164, in materia di
assistenza fiscale resa dai Centri di assistenza fiscale per le
imprese e per i dipendenti, dai sostituti d'imposta e dai
professionisti, le parole: «Ai CAF-dipendenti ed ai sostituti il
compenso di cui all'articolo 38» sono sostituite dalle seguenti: «Ai
sostituti il compenso di cui all'articolo 38, comma 2».
32. Per le attivita' svolte negli anni 2011, 2012 e 2013 non si
procede all'adeguamento dei compensi previsto dall'articolo 38, comma
3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
33. All'articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, in materia di presentazione
delle dichiarazioni relative alle imposte sui redditi, all'imposta
regionale sulle attivita' produttive e all'imposta sul valore
aggiunto, il comma 3-ter e' abrogato.
34. All'articolo 39 del decreto-legge l° ottobre 2007, n. 159,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222,
i commi da 4-ter a 4-quinquies sono abrogati.
35. Fatto salvo quanto previsto dal comma 32, le disposizioni di
cui ai commi da 30 a 34 si applicano con riferimento alle attivita'
svolte a decorrere dall'anno 2012.
36. All'articolo 13 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante
disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2:
1) l'alinea e' sostituito dal seguente: «Il Garante del
contribuente, operante in piena autonomia, e' organo monocratico
scelto e nominato dal presidente della commissione tributaria
regionale o sua sezione distaccata nella cui circoscrizione e'
compresa la direzione regionale dell'Agenzia delle entrate, tra gli
appartenenti alle seguenti categorie:»;
2) la lettera b) e' abrogata;
b) al comma 3, il secondo ed il terzo periodo sono soppressi.
37. La disposizione del comma 36 ha effetto a decorrere dal 1°
gennaio 2012; conseguentemente, dalla medesima data decadono gli
organi collegiali operanti alla data di entrata in vigore della
presente legge.
38. L'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, nell'ambito
della propria autonomia, adotta misure di razionalizzazione
organizzativa volte a ridurre le proprie spese di funzionamento, con
esclusione delle spese di natura obbligatoria e del personale, in
misura non inferiore ad euro 50 milioni, a decorrere dall'esercizio
2012, che sono conseguentemente versate ogni anno ad apposito
capitolo dello stato di previsione dell'entrata.
39. Tutti i candidati risultati idonei all'esito del concorso
bandito in data 3 agosto 2011 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale,
4' serie speciale, n. 65 del 16 agosto 2011, sono nominati componenti
delle commissioni tributarie ed immessi in servizio, anche in
sovrannumero, nella sede di commissione tributaria scelta per prima
da ciascuno di essi. Gli stessi entrano a comporre l'organico della
commissione tributaria prescelta a misura che i relativi posti si
rendono progressivamente vacanti e da tale momento sono immessi nelle
relative funzioni. Ai componenti in sovrannumero il compenso, in
misura fissa e variabile, e' riconosciuto solo in relazione agli
affari trattati successivamente alla data in cui i medesimi, anche
per effetto di trasferimento, entrano a comporre l'organico di una
sede di commissione tributaria e sono immessi nelle funzioni.
Dall'attuazione delle disposizioni contenute nel presente comma non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica.
40. I trasferimenti dei componenti delle commissioni tributarie
sono disposti all'esito di procedure di interpello bandite dal
Consiglio di presidenza della giustizia tributaria per la copertura
di posti resisi vacanti a livello nazionale nelle commissioni
provinciali o regionali. Ai fini del trasferimento le domande dei
componenti delle commissioni tributarie sono valutate secondo la
rispettiva anzianita' di servizio nelle qualifiche secondo la
seguente tabella ovvero, in caso di parita', secondo l'anzianita'
anagrafica, computate fino alla scadenza del termine di presentazione
delle domande. Le domande dei componenti in sovrannumero di cui al
comma 39, se non ancora in organico, sono valutate in funzione del
punteggio da loro conseguito in sede di concorso. Il trasferimento
non determina diritto ad alcuna indennita'. La lettera f) del comma 1
dell'articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, e'
abrogata; ferme le incompatibilita' di cui all'articolo 8 del
medesimo decreto legislativo, il componente di commissione tributaria
non e' soggetto all'obbligo di residenza nella regione in cui ha sede
la commissione tributaria in cui presta servizio.

Punteggio per anno o frazione
di anno superiore a sei mesi


Parte di provvedimento in formato grafico


41. A decorrere dal 1° luglio 2012, all'articolo 5 del
decreto-legge 4 marzo 1989, n. 77, convertito, con modificazioni,
dalla legge 5 maggio 1989, n. 160, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il comma 4 e' sostituito dal seguente:
«4. Il coefficiente unitario di tassazione di terminale (CTT) e'
calcolato mediante il rapporto: «CTT = CT/UST», nel quale «CT» e' il
costo complessivo ammesso per i servizi di terminale nel complesso
degli aeroporti, al netto dei costi previsti negli aeroporti nei
quali si sviluppa, singolarmente, un traffico in termini di unita' di
servizio inferiore all'1,5 per cento del totale previsto per l'anno
di applicazione della tariffa sull'intera rete nazionale ed «UST» e'
il numero totale delle unita' di servizio di terminale che si prevede
saranno prodotte nell'anno di applicazione della tassa. Il calcolo
delle unita' di servizio prodotte e' in funzione dei coefficienti di
peso degli aeromobili e del numero dei voli. A decorrere dal 1°
luglio 2012 il costo complessivo ammesso per i servizi di terminale
nel complesso degli aeroporti e' calcolato al lordo dei costi
previsti negli aeroporti nei quali si sviluppa, singolarmente, un
traffico in termini di unita' di servizio inferiore all'1,5 per cento
del totale previsto per l'anno di applicazione della tariffa
sull'intera rete nazionale. Al fine di garantire la sicurezza e la
continuita' del servizio di assistenza al volo di terminale prestato
dall'Aeronautica militare a favore dei voli civili, i relativi costi,
non soggetti ad esenzione, sono coperti dalla corrispondente quota
dei ricavi tariffari, secondo le modalita' disciplinate dal Contratto
di programma tra lo Stato e l'ENAV s.p.a. di cui all'articolo 9 della
legge 21 dicembre 1996, n. 665. Dette somme sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato da parte di ENAV s.p.a. per essere
riassegnate su apposito programma dello stato di previsione del
Ministero della difesa. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.»;
b) il comma 5 e' abrogato;
c) il comma 10 e' sostituito dal seguente:
«10. Agli oneri derivanti dall'applicazione del comma 8 si fa
fronte nei limiti degli stanziamenti iscritti nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze destinati ai
Contratti di servizio e di programma dell'ENAV s.p.a. che non
potranno essere superiori, per l'anno 2012, ad euro 60.173.983 e, a
decorrere dall'anno 2013, ad euro 18.173.983.».
42. Nel titolo III, capo V, delle disposizioni per l'attuazione del
codice di procedura civile e disposizioni transitorie, di cui al
regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, dopo l'articolo 152 e'
aggiunto il seguente: «Art. 152-bis. (Liquidazione di spese
processuali) - Nelle liquidazioni delle spese di cui all'articolo 91
del codice di procedura civile a favore delle pubbliche
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, se
assistite da propri dipendenti ai sensi dell'articolo 417-bis del
codice di procedura civile, si applica la tariffa vigente per gli
avvocati, con la riduzione del 20 per cento degli onorari di avvocato
ivi previsti. La riscossione avviene mediante iscrizione al ruolo ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600». La disposizione di cui al presente comma si applica alle
controversie insorte successivamente alla data di entrata in vigore
della presente legge.
43. La prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante
da mancato recepimento nell'ordinamento dello Stato di direttive o
altri provvedimenti obbligatori comunitari soggiace, in ogni caso,
alla disciplina di cui all'articolo 2947 del codice civile e decorre
dalla data in cui il fatto, dal quale sarebbero derivati i diritti se
la direttiva fosse stata tempestivamente recepita, si e'
effettivamente verificato.
44. Le indennita' e i rimborsi di cui agli articoli 18, 19, 20 e 24
della legge 18 dicembre 1973, n. 836, come adeguati dalla legge 26
luglio 1978, n. 417, sono soppressi. L'indennita' di prima
sistemazione di cui all'articolo 21 della legge 18 dicembre 1973, n.
836, come adeguata dalla legge 26 luglio 1978, n. 417, e' dovuta
esclusivamente nel caso di effettivo mutamento della residenza del
dipendente a seguito del trasferimento da una ad altra sede
permanente di servizio.
Sono, inoltre, soppresse le analoghe disposizioni contenute nei
contratti collettivi nazionali di lavoro. La disposizione di cui al
presente comma non si applica nei confronti del personale
appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.
45. Per la partecipazione ai concorsi per il reclutamento del
personale dirigenziale delle amministrazioni pubbliche di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165 del 2001, e
successive modificazioni, e' dovuto un diritto di segreteria, quale
contributo per la copertura delle spese della procedura. L'importo e'
fissato con il bando ed e' compreso tra i 10 ed i 15 euro. La
disposizione di cui al presente comma non si applica alle regioni,
alle province autonome, agli enti, di rispettiva competenza, del
Servizio sanitario nazionale ed agli enti locali.
46. Allo scopo di semplificare, razionalizzare e consentire il
pagamento diretto, ove cio' gia' non avvenga, dei canoni di locazione
dovuti dalle amministrazioni statali, nonche' di censi, canoni,
livelli ed altri oneri, con decreto di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze sono stabiliti i tempi e le
modalita' di trasferimento alle amministrazioni interessate delle
relative risorse finanziarie ed il subentro delle stesse alla
Direzione centrale dei servizi del tesoro.
47. All'articolo 67, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere
dall'anno 2012 una quota, non inferiore al 10 per cento, delle
risorse di cui all'articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.
79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.
140, e successive modificazioni, e' destinata al potenziamento e alla
copertura di oneri indifferibili dell'Amministrazione
economico-finanziaria esclusi quelli di personale; con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze e' stabilito il riparto della
predetta quota tra le diverse strutture, incluso il Corpo della
Guardia di finanza».
48. Al personale delle amministrazioni pubbliche come individuate
dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo
1, comma 3, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive
modificazioni, in posizione di comando, distacco o in altra analoga
posizione presso le Autorita' amministrative indipendenti, non
possono essere erogati, da parte delle predette Autorita',
indennita', compensi o altri emolumenti comunque denominati,
finalizzati ad operare perequazioni rispetto al trattamento economico
fondamentale piu' elevato corrisposto al personale dei rispettivi
ruoli.
49. Le disposizioni di cui al comma 48 si applicano anche alle
indennita', compensi o altri emolumenti comunque denominati gia' in
godimento alla data di entrata in vigore della presente legge; le
clausole difformi contenute nei regolamenti o negli atti interni
concernenti la disciplina del trattamento giuridico ed economico del
personale delle Autorita' amministrative indipendenti di cui al comma
56 sono disapplicate.
50. Al comma 3 dell'articolo 53, secondo periodo, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, dopo le parole: «legge 23 dicembre 1996, n.
662» sono aggiunte le seguenti: «, il cui onere non potra' essere
superiore a 321,6 milioni di euro per l'anno 2012, 351,6 milioni di
euro per l'anno 2013 e 291,6 milioni di euro a decorrere dall'anno
2014».
51. Le risorse disponibili per gli interventi recati dalle
autorizzazioni di spesa di cui all'elenco 2 allegato alla presente
legge sono ridotte per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 per gli
importi ivi indicati.
52. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
le disposizioni di cui ai commi dal 53 al 55.
53. L'Istituto per lo sviluppo agroalimentare (ISA) S.p.a.,
interamente partecipato dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali, e' autorizzato a versare all'entrata del
bilancio dello Stato la somma di 32,4 milioni di euro entro il 31
gennaio 2012, la somma di 9,2 milioni di euro entro il 31 gennaio
2013 e la somma di 9,2 milioni di euro entro il 31 gennaio 2014.
54. L'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 2, comma 8, del
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2010, di
riparto delle risorse di cui all'articolo 2, comma 250, della legge
23 dicembre 2009, n. 191, e' ridotta per l'anno 2012 di euro
1.570.659.
55. I benefici di cui all'articolo 6 del decreto-legge 30 dicembre
1997, n. 457, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio
1998, n. 30, sono corrisposti nel limite del 60 per cento per l'anno
2012 e del 70 per cento a decorrere dall'anno 2013.
56. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti le
disposizioni di cui ai commi dal 57 al 64.
57. A decorrere dall'anno 2012 gli oneri previsti dall'articolo 585
del codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo
15 marzo 2010, n. 66, sono ridotti di euro 7.053.093.
58. La dotazione del Fondo per interventi strutturali di politica
economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29
novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
dicembre 2004, n. 307, e' ridotta di 52 milioni di euro per l'anno
2012.
59. Per l'anno 2012 il contributo previsto dall'articolo 30 del
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 4, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 marzo 2006, n. 80, e' ridotto di euro 950.000.
60. Gli oneri previsti dall'articolo 32, comma 5, della legge 17
maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni, sono ridotti di euro
135.000 a decorrere dall'anno 2012.
61. A decorrere dall'anno 2012 le assegnazioni finanziarie a favore
delle ferrovie a gestione commissariale governativa, determinate
nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 3, comma 33, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono ridotte di euro 5.000.000.
62. Il fondo previsto dall'articolo 26, comma l, lettera a), del
decreto legislativo 10 agosto 2007, n. 162, e' ridotto di euro
6.000.000 per l'anno 2012 e di euro 2.000.000 per l'anno 2013.
63. I finanziamenti autorizzati dall'articolo 9-bis del
decreto-legge 30 dicembre 1997, n. 457, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30, a decorrere dal
2012 sono ridotti di euro 3.873.427.
64. Per l'anno 2012 l'autorizzazione di spesa prevista
dall'articolo 39, comma 2, della legge 1° agosto 2002, n. 166, e'
ridotta di euro 8.000.000.
65. Concorre al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero del lavoro e delle politiche sociali la
disposizione di cui al comma 66.
66. Al fine di concorrere al raggiungimento degli obiettivi
programmati di finanza pubblica per gli anni 2012 e seguenti l'INPS,
I'INPDAP e l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL), nell'ambito della propria autonomia,
adottano misure di razionalizzazione organizzativa volte a ridurre le
proprie spese di funzionamento in misura non inferiore all'importo
complessivo, in termini di saldo netto, di 60 milioni di euro per
l'anno 2012, 10 milioni di euro per l'anno 2013 e 16,5 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2014. Con decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, e' stabilito il riparto dell'importo
di cui al primo periodo tra gli enti sopracitati nonche' tra gli
altri enti nazionali di previdenza e assistenza sociale pubblici
individuati con il medesimo decreto. Le somme provenienti dalle
riduzioni di spesa di cui al presente comma sono versate annualmente
entro la data stabilita con il predetto decreto ad apposito capitolo
dell'entrata del bilancio dello Stato.
67. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
le disposizioni di cui ai commi da 68 a 83. Le riduzioni degli
stanziamenti relativi allo stato di previsione del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, previste
dall'articolo 3 e dai commi di cui al primo periodo, operano in
deroga all'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, e successive modificazioni.
68. All'articolo 26, comma 8, della legge 23 dicembre 1998, n. 448,
e successive modificazioni, la parola: «cinquecento» e' sostituita
dalla seguente: «trecento».
69. All'articolo 19, comma 5, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, la parola: «500» e' sostituita dalla seguente: «600» e la
parola: «300» e' sostituita dalla seguente: «400».
70. All'articolo 19 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
dopo il comma 5 e' inserito il seguente:
«5-bis. A decorrere dall'anno scolastico 2012-2013, alle
istituzioni scolastiche autonome di cui al comma 5 non puo' essere
assegnato in via esclusiva un posto di direttore dei servizi generali
ed amministrativi (DSGA); con decreto del Direttore generale
dell'Ufficio scolastico regionale competente il posto e' assegnato in
comune con altre istituzioni scolastiche, individuate anche tra
quelle cui si applichi il medesimo comma 5. Al personale DSGA che
ricopra detti posti, in deroga all'articolo 9, comma 1, del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e' riconosciuta, a seguito di
specifica sessione negoziale, una indennita' mensile avente carattere
di spesa fissa, entro il limite massimo del 10 per cento dei risparmi
recati dal presente comma».
71. Il riscontro di regolarita' amministrativa e contabile presso
le istituzioni di Alta formazione e specializzazione artistica e
musicale, di cui all'articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508,
e' effettuato da due revisori dei conti nominati con decreto del
Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e
designati uno dal Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca e uno dal Ministero dell'economia e delle finanze. Ai
revisori dei conti presso le istituzioni di Alta formazione e
specializzazione artistica e musicale non si applica l'articolo 26,
quarto comma, della legge 18 dicembre 1973, n. 836. L'incarico di
revisore dei conti presso le istituzioni di Alta formazione e
specializzazione artistica e musicale da' luogo a rimborsi spese
secondo le regole previste per i funzionari dello Stato.
72. Per l'anno 2012 si applica l'articolo 48, comma 1-ter, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.
73. Per il personale degli enti, accademie ed istituzioni di alta
formazione artistica, musicale e coreutica statali (AFAM), il periodo
dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014 non e' utile ai fini della
maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi
economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti.
74. Il personale docente del comparto dell'Alta formazione
artistica, musicale e coreutica, con contratto di lavoro a tempo
indeterminato, puo' usufruire di permessi per attivita' di studio, di
ricerca e di produzione artistica nel limite di dieci giorni per anno
accademico, compatibilmente con le attivita' programmate dalle
Istituzioni di appartenenza e senza riduzione dell'impegno orario di
servizio definito dal Contratto collettivo nazionale di lavoro di
comparto.
75. I giorni di permesso previsti dalle disposizioni contrattuali
relative al comparto AFAM non goduti entro l'anno accademico
2010-2011 non sono piu' cumulabili e possono essere fruiti fino al
loro esaurimento nel limite di trenta giorni per anno accademico.
76. L'assenza del docente per i periodi di permesso di cui ai commi
74 e 75 non puo' essere coperta con contratti di lavoro a tempo
determinato.
77. I permessi eventualmente gia' autorizzati per l'anno accademico
2011-2012 sono revocati qualora eccedenti il limite annuo di cui al
comma 75.
78. Le autorizzazioni di cui all'articolo 17, primo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382, di
cui all'articolo 10 della legge 18 marzo 1958, n. 311, e di cui
all'articolo 8 della legge 18 marzo 1958, n. 349, possono essere
concesse al medesimo soggetto per un periodo complessivamente non
superiore ad un anno accademico in un decennio e non oltre il
compimento del trentacinquesimo anno di anzianita' di servizio. Nel
concedere le autorizzazioni, il Rettore tiene conto delle esigenze di
funzionamento dell'Universita' ivi incluso il contenimento della
spesa per la didattica sostitutiva. I conseguenti risparmi di spesa
rimangono alle universita'.
79. Le disposizioni di cui ai commi da 74 a 78 non possono essere
derogate dai contratti collettivi nazionali di lavoro. Le clausole
contrattuali contrastanti sono disapplicate dalla data di entrata in
vigore della presente legge.
80. Nel caso di esonero dalle attivita' didattiche dei docenti
incaricati della Direzione, le Istituzioni di Alta formazione
artistica, musicale e coreutica individuano, nell'ambito della
propria dotazione organica del personale docente, il posto da rendere
indisponibile alla copertura a tempo determinato per l'intera durata
dell'incarico.
81. Allo scopo di evitare duplicazioni di competenza tra aree e
profili professionali, negli istituti di scuola secondaria di secondo
grado ove sono presenti insegnanti tecnico-pratici in esubero, e'
accantonato un pari numero di posti di assistente tecnico.
82. A decorrere dall'anno 2012, conseguentemente alle economie di
spesa recate dai commi da 68 a 70 e da 73 a 81 e non destinate al
conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 10, comma 2, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e' iscritto nello stato di
previsione del Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della
ricerca un Fondo di parte corrente denominato «Fondo da ripartire per
la valorizzazione dell'istruzione scolastica, universitaria e
dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica», con lo
stanziamento di euro 64,8 milioni nell'anno 2012, 168,4 milioni
nell'anno 2013 e 126,7 milioni a decorrere dall'anno 2014, destinato
alle missioni dell'istruzione scolastica, dell'istruzione
universitaria e della ricerca ed innovazione. Al riparto del fondo
tra le relative finalita' si provvede con decreto del Ministro
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze. Il Ministro dell'economia e
delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.
83. All'articolo 8, comma 14, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «Alle stesse
finalita' possono essere destinate risorse da individuare in esito ad
una specifica sessione negoziale concernente interventi in materia
contrattuale per il personale della scuola, senza nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio dello Stato e nel rispetto degli
obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica».
84. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero per i beni e le attivita' culturali le
disposizioni di cui al comma 85.
85. Le somme giacenti, alla data di entrata in vigore della
presente legge, nelle contabilita' speciali, aperte ai sensi
dell'articolo 3, comma 8, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e
successive modificazioni, per la gestione dei fondi assegnati in
applicazione dei piani di spesa approvati ai sensi dell'articolo 7
del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 149, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 237, intestate ai capi
degli Istituti del Ministero per i beni e le attivita' culturali,
accreditate fino al 31 dicembre 2006, sono versate in conto entrata
del bilancio dello Stato, rispettivamente, per un importo pari a 60,4
milioni di euro entro il 30 giugno 2012 e per un importo pari a 10
milioni di euro entro il 30 giugno 2013, previa individuazione con
decreto del Ministro per i beni e le attivita' culturali, su proposta
del Segretario generale che provvede alla necessaria attivita'
istruttoria e di verifica.
86. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero della salute le disposizioni di cui ai commi da
87 a 93.
87. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 12, comma 2, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e' ridotta di 20
milioni di euro, per l'anno 2012, in deroga alle disposizioni di cui
all'articolo 10, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
88. Al fine di assicurare la copertura degli Accordi collettivi
nazionali disciplinanti i rapporti tra il Ministero della salute e il
personale sanitario per l'assistenza al personale navigante, di cui
all'articolo 18, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, e successive modificazioni, e' istituito un fondo nello stato
di previsione del medesimo Ministero la cui dotazione e' pari a 11,3
milioni di euro per l'anno 2012 e a 2 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2013.
89. A decorrere dall'anno 2013 le competenze in materia di
assistenza sanitaria al personale navigante ed aeronavigante, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 620,
sono trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano.
90. Al trasferimento delle funzioni assistenziali di cui al comma
89 dal Ministero della salute alle regioni ed alle province autonome
di Trento e di Bolzano si provvede con regolamento da adottare ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e successive modificazioni, su proposta del Ministro della salute, di
concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, d'intesa con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, con l'osservanza dei
seguenti principi e criteri direttivi:
a) precisare le specifiche funzioni assistenziali conferite;
b) prevedere il conferimento alle regioni e province autonome delle
funzioni in materia di pronto soccorso aeroportuale attribuite al
Ministero della salute con contestuale trasferimento delle relative
risorse;
c) prevedere che con accordi sanciti in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro della
salute, si provvede a garantire l'indirizzo ed il coordinamento
finalizzato a salvaguardare il diritto del personale navigante ed
aeronavigante ad usufruire delle prestazioni sanitarie in tutto il
territorio nazionale e all'estero;
d) disciplinare il trasferimento alle regioni e alle province
autonome di Trento e di Bolzano del personale dipendente di ruolo del
Ministero della salute attualmente in servizio presso gli ambulatori
del Servizio di assistenza sanitaria ai naviganti, con contestuale
trasferimento delle relative risorse finanziarie e corrispondente
riduzione delle strutture e delle dotazioni organiche del medesimo
Ministero;
e) disciplinare il trasferimento alle regioni e alle province
autonome di Trento e di Bolzano dei rapporti convenzionali relativi
al personale convenzionato interno appartenente alle categorie dei
medici, chimici biologi e psicologi, infermieri, fisioterapisti,
tecnici sanitari di radiologia medica e tecnici di laboratorio
biomedico con contestuale trasferimento delle relative risorse
finanziarie;
f) disciplinare il trasferimento alle regioni e alle province
autonome di Trento e di Bolzano dei vigenti rapporti convenzionali
con i medici generici fiduciari con contestuale trasferimento delle
relative risorse finanziarie;
g) disciplinare il conferimento alle regioni e province autonome
delle relative risorse strumentali;
h ) i criteri per la ripartizione, fra le regioni e le province
autonome, delle risorse finanziarie complessive destinate alle
funzioni assistenziali disciplinate dal presente comma.
91. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e' abrogato il decreto del
Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 620.
92. A decorrere dall'anno 2013 il livello di finanziamento del
Servizio sanitario nazionale e' incrementato dell'importo pari ai
complessivi importi indicati per lo svolgimento delle funzioni di cui
ai commi 89 e 90 nello stato di previsione della spesa del Ministero
della salute che viene corrispondentemente rideterminato.
93. Al trasferimento delle funzioni di cui al comma 89, per le
regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di
Bolzano si provvede con apposite norme di attuazione in conformita'
ai rispettivi statuti di autonomia.
94. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero della difesa le disposizioni di cui ai commi da
95 a 98.
95. All'articolo 797 del codice dell'ordinamento militare, di cui
al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, dopo il comma 3 sono
aggiunti, in fine, i seguenti:
«3-bis. Al fine di fronteggiare specifiche esigenze funzionali e di
assicurare continuita' nell'alimentazione del personale militare in
servizio permanente, il Ministro della difesa definisce annualmente,
con proprio decreto, i contingenti di volontari in ferma prefissata e
in servizio permanente e di sergenti dell'Esercito, della Marina e
dell'Aeronautica, eventualmente ripartiti per categorie e
specialita', che possono transitare a domanda tra le medesime Forze
armate. Il medesimo decreto definisce i criteri, i requisiti e le
modalita' per accedere al transito. Ai fini della iscrizione in ruolo
nella Forza armata ricevente, si applicano i commi 2 e 3. Il transito
e' disposto con decreto della Direzione generale per il personale
militare.
3-ter. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al comma 3-bis non
devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello
Stato.».
96. Per il triennio 2012-2014, gli ufficiali fino al grado di
tenente colonnello compreso e gradi corrispondenti, e i sottufficiali
dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica possono presentare
domanda di trasferimento presso altre pubbliche amministrazioni di
cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e successive modificazioni. Il trasferimento e' condizionato
al preventivo parere favorevole del Ministero della difesa e
all'accettazione da parte dell'amministrazione di destinazione ed e'
autorizzato secondo le modalita' e nei limiti delle facolta'
assunzionali annuali della medesima amministrazione, previsti dalle
disposizioni vigenti. Al personale trasferito, che viene inquadrato
nell'area funzionale del personale non dirigenziale individuata
dall'amministrazione di destinazione sulla base di apposite tabelle
di equiparazione approvate con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione
e l'innovazione di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, si applica il trattamento giuridico ed economico, compreso
quello accessorio, previsto nei contratti collettivi per il personale
non dirigente vigenti nel comparto dell'amministrazione di
destinazione. Alla data di assunzione in servizio presso
l'amministrazione di destinazione, il militare e' collocato in
congedo nella posizione della riserva.
97. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge 29 marzo 2001, n. 86, e'
sostituito dal seguente:
«4. L'indennita' di cui al comma 1 compete anche al personale
impiegato all'estero ai sensi della legge 27 luglio 1962, n. 1114, e
dell'articolo 1808 del codice dell'ordinamento militare, di cui al
decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, all'atto del rientro in
Italia.».
98. Il personale appartenente alle amministrazioni statali di cui
all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, e successive modificazioni, in occasione delle missioni
all'interno del territorio nazionale fuori della sede ordinaria di
impiego per motivi di servizio, e' tenuto a fruire, per il vitto e
l'alloggio, delle apposite strutture delle amministrazioni di
appartenenza, ove esistenti e disponibili.
99. Concorrono al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della
spesa del Ministero dello sviluppo economico le disposizioni di cui
ai commi da 100 a 103.
100. Per l'anno 2012 l'autorizzazione di spesa di cui all'articolo
2, comma 180, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' ridotta di
euro 100 milioni.
101. Le risorse disponibili per gli interventi di cui all'articolo
4, comma 7, della legge 23 dicembre 1992, n. 500, sono ridotte per un
importo di 17 milioni a decorrere dall'anno 2012. Le risorse
disponibili relative all'articolo 4, comma 13, della legge 30
dicembre 1991, n. 412, sono ridotte, a decorrere dall'anno 2012, di
19,55 milioni.
102. All'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, dopo le parole: «le universita' e gli enti
pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e integrazioni,» sono
aggiunte le seguenti: «le camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura»;
b) al terzo periodo, dopo le parole: «province autonome,» sono
aggiunte le seguenti: «gli enti locali».
103. All'articolo 76 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 7, primo periodo, dopo le parole: «i restanti enti
possono procedere ad assunzioni di personale» sono inserite le
seguenti: «a tempo indeterminato»;
b) dopo il comma 8 e' aggiunto il seguente:
«8-bis. Le aziende speciali create dalle camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura sono soggette ai vincoli in
materia di personale previsti dalla vigente normativa per le
rispettive camere. In ogni caso gli atti di assunzione di personale a
qualsiasi titolo devono essere asseverati e autorizzati dalle
rispettive camere.».



Art. 5

Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici

1. Ferma restando la disciplina vigente in materia di decorrenza
del trattamento pensionistico e di adeguamento dei requisiti di
accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di
vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, e successive modificazioni, per i lavoratori e le lavoratrici la
cui pensione e' liquidata a carico dell'assicurazione generale
obbligatoria e delle forme esclusive e sostitutive della medesima,
nonche' della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26,
della legge 8 agosto 1995, n. 335, i requisiti anagrafici per
l'accesso alla pensione di vecchiaia nel sistema retributivo e misto
e i requisiti anagrafici di cui all'articolo 1, comma 6, lettera b),
della legge 23 agosto 2004, n. 243, come modificati, per le
lavoratrici, dall'articolo 22-ter, comma 1, del decreto-legge 10
luglio 2009, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
agosto 2009, n. 102, e successive modificazioni, e dall'articolo 18,
comma l, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive
modificazioni, devono essere tali da garantire un'eta' minima di
accesso al trattamento pensionistico non inferiore a 67 anni, tenuto
conto del regime delle decorrenze, per i soggetti, in possesso dei
predetti requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza
utile del pensionamento dall'anno 2026. Qualora, per effetto degli
adeguamenti dei predetti requisiti agli incrementi della speranza di
vita ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122, e successive modificazioni, la predetta eta' minima di accesso
non fosse assicurata, sono ulteriormente incrementati gli stessi
requisiti, con lo stesso decreto direttoriale di cui al citato
articolo 12, comma 12-bis, da emanare entro il 31 dicembre 2023, al
fine di garantire, per i soggetti, in possesso dei predetti
requisiti, che maturano il diritto alla prima decorrenza utile del
pensionamento dall'anno 2026, un'eta' minima di accesso al
trattamento pensionistico comunque non inferiore a 67 anni, tenuto
conto del regime delle decorrenze. Resta ferma la disciplina vigente
di adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli
incrementi della speranza di vita ai sensi dell'articolo 12 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, per gli adeguamenti successivi a
quanto previsto dal penultimo periodo del presente comma.



Art. 6

Disposizioni in materia di dismissioni
dei beni immobili pubblici

1. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato a
conferire o trasferire beni immobili dello Stato, a uso diverso da
quello residenziale, fatti salvi gli immobili inseriti negli elenchi
predisposti o da predisporre ai sensi del decreto legislativo 28
maggio 2010, n. 85, e degli enti pubblici non territoriali ivi
inclusi quelli di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31
dicembre 2009, n. 196, ad uno o piu' fondi comuni di investimento
immobiliare, ovvero ad una o piu' societa', anche di nuova
costituzione. I predetti beni sono individuati con uno o piu' decreti
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro
dell'economia e delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale. Il primo decreto di individuazione e' emanato entro il 30
aprile 2012; sono conferiti o trasferiti beni immobili di proprieta'
dello Stato e una quota non inferiore al 20 per cento delle carceri
inutilizzate e delle caserme assegnate in uso alle Forze armate
dismissibili. Con uno o piu' decreti di natura non regolamentare del
Ministro dell'economia e delle finanze sono conferiti o trasferiti i
suddetti beni immobili e sono stabiliti i criteri e le procedure per
l'individuazione o l'eventuale costituzione della societa' di
gestione del risparmio o delle societa', nonche' per il collocamento
delle quote del fondo o delle azioni delle societa' e i limiti per
l'eventuale assunzione di finanziamenti da parte del predetto fondo e
delle societa'. Ai fini dell'attuazione del presente comma e'
autorizzata la spesa di 1 milione di euro l'anno a decorrere
dall'anno 2012.
2. Alla cessione delle quote dei fondi o delle azioni delle
societa' di cui al comma 1 si provvede mediante le modalita' previste
dai suddetti decreti di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze, che dovranno prioritariamente
prevedere il collocamento mediante offerta pubblica di vendita,
applicandosi, in quanto compatibili, le disposizioni di cui al
decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 1994, n. 474. Il Ministero dell'economia e
delle finanze puo' accettare come corrispettivo delle predette
cessioni anche titoli di Stato, secondo i criteri e le
caratteristiche definite nei decreti ministeriali di cui al comma 1.
3. I proventi netti derivanti dalle cessioni di cui al comma 2 sono
destinati alla riduzione del debito pubblico. Nel caso di operazioni
che abbiano ad oggetto esclusivamente immobili liberi, i proventi
della cessione, previo versamento all'entrata del bilancio dello
Stato, sono destinati al Fondo per l'ammortamento dei titoli di
Stato. Negli altri casi i decreti ministeriali di cui al comma 1
prevedono l'attribuzione di detti proventi all'Agenzia del demanio
per l'acquisto sul mercato, secondo le indicazioni del Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro, di titoli di
Stato da parte della medesima Agenzia, che li detiene fino alla
scadenza. L'Agenzia destina gli interessi dei suddetti titoli di
Stato al pagamento dei canoni di locazione e degli oneri di gestione
connessi. Tali operazioni non sono soggette all'imposta di bollo e ad
ogni altra imposta indiretta, ne' ad ogni altro tributo o diritto di
terzi.
4. Alle societa' di cui al comma 1 si applica, in quanto
compatibile, il trattamento fiscale disciplinato per le societa' di
investimento immobiliare quotate di cui all'articolo 1, comma 134,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Ai conferimenti ed ai
trasferimenti dei beni immobili ai fondi comuni di investimento ed
alle societa' di cui al comma 1 si applicano, per quanto compatibili,
le disposizioni di cui agli articoli da 1 a 3 del decreto-legge 25
settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
novembre 2001, n. 410. La valutazione dei beni conferiti o trasferiti
e' effettuata a titolo gratuito dall'Agenzia del territorio, d'intesa
con l'Agenzia del demanio relativamente agli immobili di proprieta'
dello Stato dalla stessa gestiti.
5. I decreti ministeriali di cui al comma 1 prevedono la misura
degli eventuali canoni di locazione delle pubbliche amministrazioni
sulla base della valutazione tecnica effettuata dall'Agenzia del
demanio. Indicano inoltre la misura del contributo a carico delle
amministrazioni utilizzatrici in relazione alle maggiori superfici
utilizzate rispetto ai piani di razionalizzazione di cui all'articolo
2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.
6. Relativamente alle societa' partecipate dal Ministero
dell'economia e delle finanze, le eventuali maggiori entrate, fino ad
un massimo di 5 milioni annui rispetto alle previsioni, derivanti
dalla distribuzione di utili d'esercizio o di riserve sotto forma di
dividendi o la attribuzione di risorse per riduzioni di capitale,
possono essere utilizzate, nel rispetto degli obiettivi di finanza
pubblica e secondo criteri e limiti stabiliti con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, per aumenti di capitale di
societa' partecipate, anche indirettamente, dal medesimo Ministero,
ovvero per la sottoscrizione di capitale di societa' di nuova
costituzione. Le somme introitate a tale titolo sono riassegnate,
anche in deroga ai limiti previsti per le riassegnazioni, con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze ad apposito capitolo dello
stato di previsione della spesa del Ministero dell'economia e delle
finanze per essere versate ad apposita contabilita' speciale di
tesoreria. Le disposizioni del presente comma si applicano a
decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge.
7. All'articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
dopo il comma 8, e' aggiunto il seguente:
«8-bis. I fondi istituiti dalla societa' di gestione del
risparmio del Ministero dell'economia e delle finanze possono
acquistare immobili ad uso ufficio di proprieta' degli enti
territoriali, utilizzati dagli stessi o da altre pubbliche
amministrazioni nonche' altri immobili di proprieta' dei medesimi
enti di cui sia completato il processo di valorizzazione
edilizio-urbanistico, qualora inseriti in programmi di
valorizzazione, recupero e sviluppo del territorio. Le azioni della
predetta societa' di gestione del risparmio possono essere
trasferite, mediante decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, a titolo gratuito all'Agenzia del demanio. Con apposita
convenzione la stessa societa' di gestione del risparmio puo'
avvalersi in via transitoria del personale dell'Agenzia del demanio».
8. Allo scopo di accelerare e semplificare le procedure di
dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato all'estero, la
vendita dei cespiti individuati nel piano di razionalizzazione del
patrimonio immobiliare dello Stato ubicato all'estero ai sensi
dell'articolo l, commi 1311 e 1312, della legge 27 dicembre 2006, n.
296, e' effettuata mediante trattativa privata, salve comprovate
esigenze, anche in deroga al parere della Commissione immobili del
Ministero degli affari esteri di cui all'articolo 80 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18. La stima del
valore di mercato dei beni di cui al presente comma puo' essere
effettuata anche avvalendosi di soggetti competenti nel luogo dove e'
ubicato l'immobile oggetto della vendita. I relativi contratti di
vendita sono assoggettati al controllo preventivo di legittimita'
della Corte dei conti.
9. Le risorse nette derivanti dalle operazioni di dismissione di
cui al comma 8 sono destinate alla riduzione del debito pubblico.



Art. 7


Disposizioni in materia
di dismissioni di terreni agricoli

1. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali,
con uno o piu' decreti di natura non regolamentare da adottare
d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, individua i
terreni a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalita'
istituzionali, di proprieta' dello Stato non ricompresi negli elenchi
predisposti ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85,
nonche' di proprieta' degli enti pubblici nazionali, da alienare a
cura dell'Agenzia del demanio mediante trattativa privata per gli
immobili di valore inferiore a 400.000 euro e mediante asta pubblica
per quelli di valore pari o superiore a 400.000 euro.
L'individuazione del bene ne determina il trasferimento al patrimonio
disponibile dello Stato. Ai citati decreti di individuazione si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi 3, 4 e 5, del
decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
2. Nelle procedure di alienazione dei terreni di cui al comma 1, al
fine di favorire lo sviluppo dell'imprenditorialita' agricola
giovanile e' riconosciuto il diritto di prelazione ai giovani
imprenditori agricoli, cosi' come definiti ai sensi del decreto
legislativo 21 aprile 2000, n. 185. Nell'eventualita' di incremento
di valore dei terreni alienati derivante da cambi di destinazione
urbanistica intervenuti nel corso del quinquennio successivo
all'alienazione medesima, e' riconosciuta allo Stato una quota pari
al 75 per cento del maggior valore acquisito dal terreno rispetto al
prezzo di vendita; le disposizioni di attuazione del presente periodo
sono stabilite con decreto di natura non regolamentare del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, d'intesa con il
Ministro dell'economia e delle finanze.
3. Per i terreni ricadenti all'interno di aree protette di cui alla
legge 6 dicembre 1991, n. 394, l'Agenzia del demanio acquisisce
preventivamente l'assenso alla vendita da parte degli enti gestori
delle medesime aree.
4. Le regioni, le province, i comuni possono vendere, per le
finalita' e con le modalita' di cui ai commi 1 e 2, i beni di loro
proprieta' aventi destinazione agricola compresi quelli attribuiti ai
sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85; a tal fine
possono conferire all'Agenzia del demanio mandato irrevocabile a
vendere. L'Agenzia provvede al versamento agli enti territoriali gia'
proprietari dei proventi derivanti dalla vendita al netto dei costi
sostenuti e documentati.
5. Le risorse nette derivanti dalle operazioni di dismissione di
cui ai commi precedenti sono destinate alla riduzione del debito
pubblico.



Art. 8


Disposizioni in materia di debito pubblico
degli enti territoriali

1. All'articolo 204, comma 1, del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: «il 10 per cento per
l'anno 2012 e l'8 per cento a decorrere dall'anno 2013» sono
sostituite dalle seguenti: «1'8 per cento per l'anno 2012, il 6 per
cento per l'anno 2013 e il 4 per cento a decorrere dall'anno 2014».
2. All'articolo 10, secondo comma, della legge 16 maggio 1970, n.
281, le parole: «25 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «20
per cento».
3. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica a
decorrere dall'anno 2013 gli enti territoriali riducono l'entita' del
debito pubblico. A tal fine, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, 3
e 4 costituiscono principi fondamentali di coordinamento della
finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e 119,
secondo comma, della Costituzione. Con decreto di natura non
regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la
Conferenza unificata, fermo restando quanto previsto dall'articolo
204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e dall'articolo
10, secondo comma, della legge 16 maggio 1970, n. 281, sono stabilite
le modalita' di attuazione del presente comma. In particolare sono
stabilite:
a) distintamente per regioni, province e comuni, la differenza
percentuale, rispetto al debito medio pro capite, oltre la quale i
singoli enti territoriali hanno l'obbligo di procedere alla riduzione
del debito;
b) la percentuale annua di riduzione del debito;
c) le modalita' con le quali puo' essere raggiunto l'obiettivo di
riduzione del debito. A tal fine, si considera comunque equivalente
alla riduzione il trasferimento di immobili al fondo o alla societa'
di cui al comma 1 dell'articolo 6.
4. Agli enti che non adempiono a quanto previsto nel comma 3 del
presente articolo, si applicano le disposizioni contenute
nell'articolo 7, comma 1, lettere b) e d), e comma 2, lettere b) e
d), del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.



Art. 9


Liberalizzazione dei servizi pubblici locali
di rilevanza economica

1. Al fine di assicurare il miglioramento organizzativo nel settore
del trasporto pubblico locale, all'articolo 21, comma 3, del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, le
parole: «struttura paritetica da istituire» sono sostituite dalle
seguenti: «struttura paritetica istituita nell'ambito della predetta
Conferenza».
2. Al fine di realizzare un sistema liberalizzato dei servizi
pubblici locali di rilevanza economica attraverso la piena
concorrenza nel mercato e di perseguire gli obiettivi di
liberalizzazione e privatizzazione dei medesimi servizi secondo
quanto previsto dall'articolo 4 del decreto-legge 13 agosto 2011, n.
138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
148, nonche' di assicurare, mediante un sistema di benchmarking, il
progressivo miglioramento della qualita' ed efficienza di gestione
dei medesimi servizi, al predetto articolo 4 sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 2, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con la
stessa delibera gli enti locali valutano l'opportunita' di procedere
all'affidamento simultaneo con gara di una pluralita' di servizi
pubblici locali nei casi in cui possa essere dimostrato che tale
scelta sia economicamente vantaggiosa.»;
b) al comma 3, prima delle parole: «ai fini della relazione al
Parlamento» e' inserita la seguente: «anche»;
c) al comma 4, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In
caso contrario e comunque in assenza della delibera di cui al comma
2, l'ente locale non puo' procedere all'attribuzione di diritti di
esclusiva ai sensi del presente articolo»;
d) al comma 13, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Al
fine di garantire l'unitarieta' del servizio oggetto
dell'affidamento, e' fatto divieto di procedere al frazionamento del
medesimo servizio e del relativo affidamento»;
e) al comma 32, lettera a), dopo le parole: «alla somma di cui al
comma 13» sono inserite le seguenti: «ovvero non conformi a quanto
previsto al medesimo comma»;
f) al comma 32, lettera d), le parole: «a condizione che la
partecipazione pubblica si riduca anche progressivamente» sono
sostituite dalle seguenti: «a condizione che la partecipazione in
capo a soci pubblici detentori di azioni alla data del 13 agosto
2011, ovvero quella sindacata, si riduca anche progressivamente»;
g) dopo il comma 32, e' inserito il seguente:
«32-bis. Al fine di verificare e assicurare il rispetto delle
disposizioni di cui al comma 32, il prefetto accerta che gli enti
locali abbiano attuato, entro i termini stabiliti, quanto previsto al
medesimo comma. In caso di inottemperanza, assegna agli enti
inadempienti un termine perentorio entro il quale provvedere. Decorso
inutilmente detto termine, il Governo, ricorrendone i presupposti,
esercita il potere sostitutivo ai sensi dell'articolo 120, comma
secondo, della Costituzione e secondo le modalita' previste
dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131»;
h) al comma 33, primo periodo, le parole: «ovvero ai sensi del
comma 12» sono sostituite dalle seguenti: «ovvero non ai sensi del
comma 12»;
i) al comma 33, secondo periodo, dopo le parole: «nonche' al
socio selezionato ai sensi del comma 12» sono aggiunte le seguenti:
«e alle societa' a partecipazione mista pubblica e privata costituite
ai sensi del medesimo comma»;
l) al comma 33, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente: «I
soggetti affidatari diretti di servizi pubblici locali possono
comunque concorrere su tutto il territorio nazionale a gare indette
nell'ultimo anno di affidamento dei servizi da essi gestiti, a
condizione che sia stata indetta la procedura competitiva ad evidenza
pubblica per il nuovo affidamento del servizio o, almeno, sia stata
adottata la decisione di procedere al nuovo affidamento attraverso la
predetta procedura ovvero, purche' in favore di soggetto diverso, ai
sensi del comma 13»;
m) dopo il comma 33, sono inseriti i seguenti:
«33-bis. Al fine di assicurare il progressivo miglioramento
della qualita' di gestione dei servizi pubblici locali e di
effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni, gli enti
affidatari sono tenuti a rendere pubblici i dati concernenti il
livello di qualita' del servizio reso, il prezzo medio per utente e
il livello degli investimenti effettuati, nonche' ogni ulteriore
informazione necessaria alle predette finalita'.
33-ter. Con decreto del Ministro per i rapporti con le regioni
e per la coesione territoriale, adottato, entro il 31 gennaio 2012,
di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e
dell'interno, sentita la Conferenza unificata, sono definiti:
a) i criteri per la verifica di cui al comma 1 e l'adozione
della delibera quadro di cui al comma 2;
b) le modalita' attuative del comma 33-bis, anche tenendo
conto delle diverse condizioni di erogazione in termini di aree,
popolazioni e caratteristiche del territorio servito;
c) le ulteriori misure necessarie ad assicurare la piena
attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo»;
n) al comma 34, e' premesso il seguente periodo: «Le disposizioni
contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi
pubblici locali e prevalgono sulle relative discipline di settore con
esse incompatibili.»;
o) dopo il comma 34, e' inserito il seguente:
«34-bis. Il presente articolo, fermo restando quanto disposto
al comma 34, si applica al trasporto pubblico regionale e locale. Con
riguardo al trasporto pubblico regionale, sono fatti salvi gli
affidamenti gia' deliberati in conformita' all'articolo 5, paragrafo
2, del regolamento (CE) n. 1370/2007 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 ottobre 2007».



Art. 10


Riforma degli ordini professionali
e societa' tra professionisti

1. All'articolo 3, comma 5, alinea, del decreto-legge 13 agosto
2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre
2011, n. 148, le parole: «Gli ordinamenti professionali dovranno
essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto per recepire i seguenti principi:» sono sostituite
dalle seguenti: «Con decreto del Presidente della Repubblica emanato
ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n.
400, gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per
recepire i seguenti principi:».
2. All'articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
dopo il comma 5 e' inserito il seguente:
«5-bis. Le norme vigenti sugli ordinamenti professionali sono
abrogate con effetto dall'entrata in vigore del regolamento
governativo di cui al comma 5».
3. E' consentita la costituzione di societa' per l'esercizio di
attivita' professionali regolamentate nel sistema ordinistico secondo
i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice
civile.
4. Possono assumere la qualifica di societa' tra professionisti le
societa' il cui atto costitutivo preveda:
a) l'esercizio in via esclusiva dell'attivita' professionale da
parte dei soci;
b) l'ammissione in qualita' di soci dei soli professionisti
iscritti ad ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni,
nonche' dei cittadini degli Stati membri dell'Unione europea, purche'
in possesso del titolo di studio abilitante, ovvero soggetti non
professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalita' di
investimento;
c) criteri e modalita' affinche' l'esecuzione dell'incarico
professionale conferito alla societa' sia eseguito solo dai soci in
possesso dei requisiti per l'esercizio della prestazione
professionale richiesta; la designazione del socio professionista sia
compiuta dall'utente e, in mancanza di tale designazione, il
nominativo debba essere previamente comunicato per iscritto
all'utente;
d) le modalita' di esclusione dalla societa' del socio che sia
stato cancellato dal rispettivo albo con provvedimento definitivo.
5. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve
contenere l'indicazione di societa' tra professionisti.
6. La partecipazione ad una societa' e' incompatibile con la
partecipazione ad altra societa' tra professionisti.
7. I professionisti soci sono tenuti all'osservanza del codice
deontologico del proprio ordine, cosi' come la societa' e' soggetta
al regime disciplinare dell'ordine al quale risulti iscritta.
8. La societa' tra professionisti puo' essere costituita anche per
l'esercizio di piu' attivita' professionali.
9. Restano salvi i diversi modelli societari e associativi gia'
vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge.
10. Ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro
dello sviluppo economico, entro sei mesi dalla data di pubblicazione
della presente legge, adotta un regolamento allo scopo di
disciplinare le materie di cui ai precedenti commi 4, lettera c), 6 e
7.
11. La legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni,
e' abrogata.
12. All'articolo 3, comma 5, lettera d), del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, le parole: «prendendo come riferimento le
tariffe professionali. E' ammessa la pattuizione dei compensi anche
in deroga alle tariffe» sono soppresse.



Art. 11


Programmazione della ricerca e premialita'

1. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca
assicura la coerenza dei piani e progetti di ricerca e di attivita'
proposti dagli enti pubblici di ricerca vigilati con le indicazioni
del Programma nazionale della ricerca, anche in sede di ripartizione
della quota del 7 per cento del fondo di finanziamento ordinario dei
predetti enti di ricerca, preordinata al finanziamento premiale di
specifici programmi e progetti, anche congiunti, proposti dagli enti
medesimi.



Art. 12


Fondo nuovi nati

1. Le misure, relative al Fondo di credito per i nuovi nati, di cui
al comma 1, primo periodo, dell'articolo 4 del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
gennaio 2009, n. 2, sono prorogate per gli anni 2012, 2013 e 2014. Al
relativo onere si provvede mediante utilizzazione delle risorse
complessivamente disponibili alla data del 31 dicembre 2011
sull'apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la Tesoreria
centrale dello Stato, nonche' di quelle successivamente recuperate in
ragione del carattere rotativo del Fondo stesso.



Art. 13


Semplificazione dei pagamenti e degli accertamenti
delle violazioni all'obbligo di copertura assicurativa

1. Il comma 3-bis dell'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, e' sostituito dai seguenti:
«3-bis. Su istanza del creditore di somme dovute per
somministrazioni, forniture e appalti, le regioni e gli enti locali
certificano, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in
materia di patto di stabilita' interno, entro il termine di sessanta
giorni dalla data di ricezione dell'istanza, se il relativo credito
sia certo, liquido ed esigibile, anche al fine di consentire al
creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari
finanziari riconosciuti dalla legislazione vigente. Scaduto il
predetto termine, su nuova istanza del creditore, provvede la
Ragioneria territoriale dello Stato competente per territorio, che,
ove necessario, nomina un commissario ad acta con oneri a carico
dell'ente territoriale. La cessione dei crediti oggetto di
certificazione avviene nel rispetto dell'articolo 117 del codice di
cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Ferma restando
l'efficacia liberatoria dei pagamenti eseguiti dal debitore ceduto,
si applicano gli articoli 5, comma 1, e 7, comma 1, della legge 21
febbraio 1991, n. 52.
3-ter. La certificazione di cui al comma 3-bis non puo' essere
rilasciata, a pena di nullita':
a) dagli enti locali commissariati ai sensi dell'articolo 143
del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.
Cessato il commissariamento, la certificazione non puo' comunque
essere rilasciata in relazione a crediti sorti prima del
commissariamento stesso. Nel caso di gestione commissariale, la
certificazione non puo' comunque essere rilasciata in relazione a
crediti rientranti nella gestione commissariale;
b) dalle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit
sanitari».
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentita la Conferenza unificata di cui all'articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinate,
nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede
europea, le modalita' di attuazione delle disposizioni recate dai
commi 3-bis e 3-ter dell'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre
2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio
2009, n. 2, come modificato dal comma 1 del presente articolo. Fino
alla data di entrata in vigore del decreto di cui al periodo
precedente restano valide le certificazioni prodotte in applicazione
del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 maggio
2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2009.
3. All'articolo 210 del testo unico di cui al decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 2, e' aggiunto il seguente:
«2-bis. La convenzione di cui al comma 2 puo' prevedere l'obbligo
per il tesoriere di accettare, su apposita istanza del creditore,
crediti pro soluto certificati dall'ente ai sensi del comma 3-bis
dell'articolo 9 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2».
4. L'obbligo di cui al comma 2-bis dell'articolo 210 del citato
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come introdotto dal comma
3 del presente articolo, trova applicazione con riferimento alle
convenzioni stipulate successivamente alla data di entrata in vigore
della presente legge.
5. All'articolo 193 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
dopo il comma 4-bis sono aggiunti i seguenti:
«4-ter. L'accertamento della mancanza di copertura assicurativa
obbligatoria del veicolo puo' essere effettuato anche mediante il
raffronto dei dati relativi alle polizze emesse dalle imprese
assicuratrici con quelli provenienti dai dispositivi o
apparecchiature di cui alle lettere e), f) e g) del comma 1-bis
dell'articolo 201, omologati ovvero approvati per il funzionamento in
modo completamente automatico e gestiti direttamente dagli organi di
polizia stradale di cui all'articolo 12, comma 1.
4-quater. Qualora, in base alle risultanze del raffronto dei dati
di cui al comma 4- ter, risulti che al momento del rilevamento un
veicolo munito di targa di immatricolazione fosse sprovvisto della
copertura assicurativa obbligatoria, l'organo di polizia procedente
invita il proprietario o altro soggetto obbligato in solido a
produrre il certificato di assicurazione obbligatoria, ai sensi e per
gli effetti dell'articolo 180, comma 8.
4-quinquies. La documentazione fotografica prodotta dai
dispositivi o apparecchiature di cui al comma 4-ter, costituisce atto
di accertamento, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 13 della
legge 24 novembre 1981, n. 689, in ordine alla circostanza che al
momento del rilevamento un determinato veicolo, munito di targa di
immatricolazione, stava circolando sulla strada».



Art. 14


Riduzione degli oneri amministrativi
per imprese e cittadini

1. In via sperimentale, fino al 31 dicembre 2013, sull'intero
territorio nazionale si applica la disciplina delle zone a burocrazia
zero prevista dall'articolo 43 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122.
2. A tale scopo, fino al 31 dicembre 2013, i provvedimenti di cui
al primo periodo della lettera a) del comma 2 dell'articolo 43 del
citato decreto-legge n. 78 del 2010 sono adottati, ferme restando le
altre previsioni ivi contenute, in via esclusiva e all'unanimita',
dall'ufficio locale del Governo, istituito in ciascun capoluogo di
provincia, su richiesta della regione, d'intesa con gli enti
interessati e su proposta del Ministro dell'interno, con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri. La trasmissione dei dati e dei
documenti previsti dal secondo periodo della medesima lettera,
avviene in favore del medesimo ufficio.
3. L'ufficio locale del Governo e' presieduto dal prefetto e
composto da un rappresentante della regione, da un rappresentante
della provincia, da un rappresentante della citta' metropolitana ove
esistente, e da un rappresentante del comune interessato. Il dissenso
di uno o piu' dei componenti, a pena di inammissibilita', deve essere
manifestato nella riunione convocata dal prefetto, deve essere
congruamente motivato e deve recare le specifiche indicazioni delle
modifiche e delle integrazioni eventualmente necessarie ai fini
dell'assenso. Si considera acquisito l'assenso dell'amministrazione
il cui rappresentante non partecipa alla riunione medesima, ovvero
non esprime definitivamente la volonta' dell'amministrazione
rappresentata.
4. Resta esclusa l'applicazione dei commi 1, 2 e 3 ai soli
procedimenti amministrativi di natura tributaria, a quelli
concernenti la tutela statale dell'ambiente, quella della salute e
della sicurezza pubblica, nonche' alle nuove iniziative produttive
avviate su aree soggette a vincolo.
5. Fatto salvo quanto previsto dal decreto del Presidente della
Repubblica 7 settembre 2010, n. 160, nel caso di mancato rispetto dei
termini dei procedimenti, di cui all'articolo 7 del medesimo decreto,
da parte degli enti interessati, l'adozione del provvedimento
conclusivo e' rimessa all'ufficio locale del Governo.
6. Le previsioni dei commi da 1 a 5 non comportano nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica e la partecipazione all'ufficio
locale del Governo e' a titolo gratuito e non comporta rimborsi.
7. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge
e' abrogato l'articolo 7 della legge 18 aprile 1975, n. 110, recante
«Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle
armi, delle munizioni e degli esplosivi».
8. Il comma 1-bis dell'articolo 36 del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133, deve intendersi nel senso che l'atto di trasferimento
delle partecipazioni di societa' a responsabilita' limitata ivi
disciplinato e' in deroga al secondo comma dell'articolo 2470 del
codice civile ed e' sottoscritto con la firma digitale di cui
all'articolo 24 del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82.
9. A partire dal l° gennaio 2012, le societa' a responsabilita'
limitata che non abbiano nominato il collegio sindacale possono
redigere il bilancio secondo uno schema semplificato. Con decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
definite le voci e la struttura che compongono lo schema di bilancio
semplificato e le modalita' di attuazione del presente comma.
10. I soggetti in contabilita' semplificata e i lavoratori autonomi
che effettuano operazioni con incassi e pagamenti interamente
tracciabili possono sostituire gli estratti conto bancari alla tenuta
delle scritture contabili.
11. I limiti per la liquidazione trimestrale dell'IVA sono i
medesimi di quelli fissati per il regime di contabilita'
semplificata.
12. All'articolo 6 del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231,
dopo il comma 4 e' inserito il seguente:
«4-bis. Nelle societa' di capitali il collegio sindacale, il
consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della
gestione possono svolgere le funzioni dell'organismo di vigilanza di
cui al comma 1, lettera b)».
13. L'articolo 2477 del codice civile e' cosi' sostituito:
«Art. 2477. - (Sindaco e revisione legale dei conti). - L'atto
costitutivo puo' prevedere, determinandone le competenze e poteri, la
nomina di un sindaco o di un revisore.
La nomina del sindaco e' obbligatoria se il capitale sociale non e'
inferiore a quello minimo stabilito per le societa' per azioni.
La nomina del sindaco e' altresi' obbligatoria se la societa':
a) e' tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una societa' obbligata alla revisione legale dei
conti;
c) per due esercizi consecutivi ha superato due dei limiti
indicati dal primo comma dell'articolo 2435-bis.
L'obbligo di nomina del sindaco di cui alla lettera c) del terzo
comma cessa se, per due esercizi consecutivi, i predetti limiti non
vengono superati.
Nei casi previsti dal secondo e terzo comma si applicano le
disposizioni in tema di societa' per azioni; se l'atto costitutivo
non dispone diversamente, la revisione legale dei conti e' esercitata
dal sindaco.
L'assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i
limiti indicati al secondo e terzo comma deve provvedere, entro
trenta giorni, alla nomina del sindaco. Se l'assemblea non provvede,
alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto
interessato».
14. All'articolo 2397 del codice civile e' aggiunto, in fine, il
seguente comma:
«Per le societa' aventi ricavi o patrimonio netto inferiori a 1
milione di euro lo statuto puo' prevedere che l'organo di controllo
sia composto da un sindaco unico, scelto tra i revisori legali
iscritti nell'apposito registro».
15. Nel caso in cui siano entrate in vigore norme di legge o
regolamentari che incidano, direttamente o indirettamente, sulle
materie regolate dallo statuto sociale, le societa' cooperative di
cui al capo I del titolo VI del libro V del codice civile, le cui
azioni non siano negoziate in mercati regolamentati, possono
modificare il proprio statuto con le maggioranze assembleari previste
in via generale dallo statuto per le sue modificazioni, anche nei
casi in cui lo statuto stesso preveda maggioranze piu' elevate per la
modifica di determinati suoi articoli.
16. Per semplificare le procedure di rilascio delle autorizzazioni
relative ai trasporti eccezionali su gomma, all'articolo 10 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive
modificazioni, il comma 9-bis e' sostituito dal seguente:
«9-bis. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, il Governo, con regolamento adottato ai
sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,
e successive modificazioni, modifica il regolamento di esecuzione e
di attuazione del nuovo codice della strada, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, prevedendo che:
a) per i trasporti eccezionali su gomma sia sufficiente
prevedere la trasmissione, per via telematica, della prescritta
richiesta di autorizzazione, corredata della necessaria
documentazione, all'ente proprietario o concessionario per le
autostrade, strade statali e militari, e alle regioni per la
rimanente rete viaria, almeno quindici giorni prima della data
fissata per il viaggio e le autorizzazioni devono essere rilasciate
entro quindici giorni dalla loro presentazione;
b) le autorizzazioni periodiche di cui all'articolo 13 del
citato regolamento siano valide per un numero indefinito di viaggi
con validita' annuale per la circolazione a carico e a vuoto dei
convogli indicati sull'autorizzazione;
c) le autorizzazioni multiple di cui al medesimo articolo 13
siano valide per un numero definito di viaggi da effettuarsi entro
sei mesi dalla data del rilascio;
d) le autorizzazioni singole di cui al medesimo articolo 13
siano valide per un unico viaggio da effettuarsi entro tre mesi dalla
data di rilascio;
e) per le autorizzazioni di tipo periodico non e' prevista
l'indicazione della tipologia e della natura della merce trasportata;
f) le disposizioni contenute all'articolo 13, comma 5, non
siano vincolate alla invariabilita' della natura del materiale e
della tipologia degli elementi trasportati;
g) i trasporti di beni della medesima tipologia ripetuti nel
tempo siano soggetti all'autorizzazione periodica prevista
dall'articolo 13, come modificato ai sensi del presente comma, e che
questa sia rilasciata con le modalita' semplificate di cui alla
lettera a) del presente comma;
h) tutti i tipi di autorizzazioni, anche con validita' scaduta,
siano rinnovabili su domanda che deve essere presentata, in carta
semplice, per non piu' di tre volte, per un periodo di validita' non
superiore a tre anni, quando tutti i dati, riferiti sia al veicolo
che al suo carico, ed i percorsi stradali siano rimasti invariati;
i) nelle domande relative alle autorizzazioni di tipo singolo o
multiplo, possano essere indicati, con annotazione a parte, fino ad
un massimo di cinque veicoli costituenti riserva di quelli scelti per
il trasporto, pari a cinque sia per il veicolo trattore che per il
veicolo rimorchio o semirimorchio e siano ammesse tutte le
combinazioni possibili tra i trattori ed i rimorchi o semirimorchi
anche incrociate».



Art. 15

Norme in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive e divieto
di introdurre, nel recepimento di direttive dell'Unione europea,
adempimenti aggiuntivi rispetto a quelli previsti dalle direttive
stesse.

1. Al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445, recante il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di documentazione amministrativa, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 40 la rubrica e' sostituita dalla seguente: «40.
(L) Certificati» e sono premessi i seguenti commi:
«01. Le certificazioni rilasciate dalla pubblica
amministrazione in ordine a stati, qualita' personali e fatti sono
valide e utilizzabili solo nei rapporti tra privati. Nei rapporti con
gli organi della pubblica amministrazione e i gestori di pubblici
servizi i certificati e gli atti di notorieta' sono sempre sostituiti
dalle dichiarazioni di cui agli articoli 46 e 47.
02. Sulle certificazioni da produrre ai soggetti privati e'
apposta, a pena di nullita', la dicitura: "Il presente certificato
non puo' essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o
ai privati gestori di pubblici servizi"»;
b) all'articolo 41, il comma 2 e' abrogato;
c) all'articolo 43, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici
servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto
delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonche'
tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche
amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli
elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei
dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva
prodotta dall'interessato (L)»;
d) nel capo III, sezione III, dopo l'articolo 44 e' aggiunto il
seguente:
«Art. 44-bis. (L) - (Acquisizione d'ufficio di informazioni) -
1. Le informazioni relative alla regolarita' contributiva sono
acquisite d'ufficio, ovvero controllate ai sensi dell'articolo 71,
dalle pubbliche amministrazioni procedenti, nel rispetto della
specifica normativa di settore»;
e) l'articolo 72 e' sostituito dal seguente:
«Art. 72. (L) - (Responsabilita' in materia di accertamento
d'ufficio e di esecuzione dei controlli). - 1. Ai fini
dell'accertamento d'ufficio di cui all'articolo 43, dei controlli di
cui all'articolo 71 e della predisposizione delle convenzioni quadro
di cui all'articolo 58 del codice dell'amministrazione digitale, di
cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, le amministrazioni
certificanti individuano un ufficio responsabile per tutte le
attivita' volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei
dati o l'accesso diretto agli stessi da parte delle amministrazioni
procedenti.
2. Le amministrazioni certificanti, per il tramite dell'ufficio di
cui al comma 1, individuano e rendono note, attraverso la
pubblicazione sul sito istituzionale dell'amministrazione, le misure
organizzative adottate per l'efficiente, efficace e tempestiva
acquisizione d'ufficio dei dati e per l'effettuazione dei controlli
medesimi, nonche' le modalita' per la loro esecuzione.
3. La mancata risposta alle richieste di controllo entro trenta
giorni costituisce violazione dei doveri d'ufficio e viene in ogni
caso presa in considerazione ai fini della misurazione e della
valutazione della performance individuale dei responsabili
dell'omissione»;
f) all'articolo 74, comma 2:
1) la lettera a) e' sostituita dalla seguente:
«a) la richiesta e l'accettazione di certificati o di atti di
notorieta' (L)»;
2) e' aggiunta la seguente lettera:
«c-bis) il rilascio di certificati non conformi a quanto previsto
all'articolo 40, comma 02 (L)».
2. All'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 5, e' inserito il seguente:
«5-bis. La relazione AIR di cui al comma 5, lettera a), da'
altresi' conto, in apposita sezione, del rispetto dei livelli minimi
di regolazione comunitaria ai sensi dei commi 24-bis, 24-ter e
24-quater»;
b) sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«24-bis. Gli atti di recepimento di direttive comunitarie non
possono prevedere l'introduzione o il mantenimento di livelli di
regolazione superiori a quelli minimi richiesti dalle direttive
stesse, salvo quanto previsto al comma 24-quater.
24-ter. Costituiscono livelli di regolazione superiori a quelli
minimi richiesti dalle direttive comunitarie:
a) l'introduzione o il mantenimento di requisiti, standard,
obblighi e oneri non strettamente necessari per l'attuazione delle
direttive;
b) l'estensione dell'ambito soggettivo o oggettivo di
applicazione delle regole rispetto a quanto previsto dalle direttive,
ove comporti maggiori oneri amministrativi per i destinatari;
c) l'introduzione o il mantenimento di sanzioni, procedure o
meccanismi operativi piu' gravosi o complessi di quelli strettamente
necessari per l'attuazione delle direttive.
24-quater. L'amministrazione da' conto delle circostanze
eccezionali, valutate nell'analisi d'impatto della regolamentazione,
in relazione alle quali si rende necessario il superamento del
livello minimo di regolazione comunitaria. Per gli atti normativi non
sottoposti ad AIR, le Amministrazioni utilizzano comunque i metodi di
analisi definiti dalle direttive di cui al comma 6 del presente
articolo».



Art. 16


Disposizioni in tema di mobilita' e collocamento
in disponibilita' dei dipendenti pubblici

1. L'articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e'
sostituito dal seguente:
«Art. 33. - (Eccedenze di personale e mobilita' collettiva) - 1.
Le pubbliche amministrazioni che hanno situazioni di soprannumero o
rilevino comunque eccedenze di personale, in relazione alle esigenze
funzionali o alla situazione finanziaria, anche in sede di
ricognizione annuale prevista dall'articolo 6, comma 1, terzo e
quarto periodo, sono tenute ad osservare le procedure previste dal
presente articolo dandone immediata comunicazione al Dipartimento
della funzione pubblica.
2. Le amministrazioni pubbliche che non adempiono alla
ricognizione annuale di cui al comma 1 non possono effettuare
assunzioni o instaurare rapporti di lavoro con qualunque tipologia di
contratto pena la nullita' degli atti posti in essere.
3. La mancata attivazione delle procedure di cui al presente
articolo da parte del dirigente responsabile e' valutabile ai fini
della responsabilita' disciplinare.
4. Nei casi previsti dal comma 1 del presente articolo il
dirigente responsabile deve dare un'informativa preventiva alle
rappresentanze unitarie del personale e alle organizzazioni sindacali
firmatarie del contratto collettivo nazionale del comparto o area.
5. Trascorsi dieci giorni dalla comunicazione di cui al comma 4,
l'amministrazione applica l'articolo 72, comma 11, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133, in subordine, verifica la ricollocazione totale
o parziale del personale in situazione di soprannumero o di eccedenza
nell'ambito della stessa amministrazione, anche mediante il ricorso a
forme flessibili di gestione del tempo di lavoro o a contratti di
solidarieta', ovvero presso altre amministrazioni, previo accordo con
le stesse, comprese nell'ambito della regione tenuto anche conto di
quanto previsto dall'articolo 1, comma 29, del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, nonche' del comma 6.
6. I contratti collettivi nazionali possono stabilire criteri
generali e procedure per consentire, tenuto conto delle
caratteristiche del comparto, la gestione delle eccedenze di
personale attraverso il passaggio diretto ad altre amministrazioni al
di fuori del territorio regionale che, in relazione alla
distribuzione territoriale delle amministrazioni o alla situazione
del mercato del lavoro, sia stabilito dai contratti collettivi
nazionali. Si applicano le disposizioni dell'articolo 30.
7. Trascorsi novanta giorni dalla comunicazione di cui al comma 4
l'amministrazione colloca in disponibilita' il personale che non sia
possibile impiegare diversamente nell'ambito della medesima
amministrazione e che non possa essere ricollocato presso altre
amministrazioni nell'ambito regionale, ovvero che non abbia preso
servizio presso la diversa amministrazione secondo gli accordi di
mobilita'.
8. Dalla data di collocamento in disponibilita' restano sospese
tutte le obbligazioni inerenti al rapporto di lavoro e il lavoratore
ha diritto ad un'indennita' pari all'80 per cento dello stipendio e
dell'indennita' integrativa speciale, con esclusione di qualsiasi
altro emolumento retributivo comunque denominato, per la durata
massima di ventiquattro mesi. I periodi di godimento dell'indennita'
sono riconosciuti ai fini della determinazione dei requisiti di
accesso alla pensione e della misura della stessa. E' riconosciuto
altresi' il diritto all'assegno per il nucleo familiare di cui
all'articolo 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito,
con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153».
2. Le procedure di cui all'articolo 33 del decreto legislativo 31
marzo 2001, n. 165, come modificato dal comma 1 del presente
articolo, si applicano anche nei casi previsti dall'articolo 15 del
decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni,
dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
3. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano ai
concorsi gia' banditi e alle assunzioni gia' autorizzate alla data di
entrata in vigore della presente legge.



Art. 17


Semplificazione procedimento distretti turistici

1. All'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 maggio 2011, n.
70, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n.
106, e' aggiunto in fine il seguente periodo: «Il relativo
procedimento si intende concluso favorevolmente per gli interessati
se l'amministrazione competente non comunica all'interessato, nel
termine di novanta giorni dall'avvio del procedimento, il
provvedimento di diniego».



Art. 18


Finanziamento di infrastrutture
mediante defiscalizzazione

1. Al fine di favorire la realizzazione di nuove infrastrutture
autostradali con il sistema della finanza di progetto, le cui
procedure sono state avviate, ai sensi della normativa vigente, e non
ancora definite alla data di entrata in vigore della presente legge,
riducendo ovvero azzerando l'ammontare del contributo pubblico a
fondo perduto, possono essere previste, per le societa' di progetto
costituite ai sensi dell'articolo 156 del codice di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, le
seguenti misure:
a) le imposte sui redditi e l'IRAP generate durante il periodo di
concessione possono essere compensate totalmente o parzialmente con
il predetto contributo a fondo perduto;
b) il versamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi
dell'articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, puo' essere assolto
mediante compensazione con il predetto contributo pubblico a fondo
perduto, nel rispetto della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del
28 novembre 2006, relativa all'IVA e delle pertinenti disposizioni in
materia di risorse proprie del bilancio dell'Unione europea;
c) l'ammontare del canone di concessione previsto dall'articolo
1, comma 1020, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive
modificazioni, nonche', l'integrazione prevista dall'articolo 19,
comma 9-bis, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, e successive
modificazioni, possono essere riconosciuti al concessionario come
contributo in conto esercizio.
2. L'importo del contributo pubblico a fondo perduto nonche' le
modalita' e i termini delle misure previste al comma 1, utilizzabili
anche cumulativamente, sono posti a base di gara per l'individuazione
del concessionario, e successivamente riportate nel contratto di
concessione da approvare con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze. La misura massima del contributo
pubblico, ivi incluse le misure di cui al comma 1, non puo' eccedere
il 50 per cento del costo dell'investimento e deve essere in
conformita' con la disciplina nazionale e comunitaria in materia.
3. L'efficacia delle misure previste ai commi 1 e 2 e' subordinata
all'emanazione del decreto del Ministero dell'economia e delle
finanze previsto dall'articolo 104, comma 4, del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
e successive modificazioni.
4. In occasione degli aggiornamenti periodici del piano
economico-finanziario si procede alla verifica del calcolo del costo
medio ponderato del capitale investito ed eventualmente del premio di
rischio indicati nel contratto di concessione vigente, nonche' alla
rideterminazione delle misure previste al comma 1 sulla base dei
valori consuntivati nel periodo regolatorio precedente, anche alla
luce delle stime di traffico registrate nel medesimo periodo.



Art. 19


Interventi per la realizzazione del corridoio
Torino-Lione e del Tunnel di Tenda

1. Per assicurare la realizzazione della linea ferroviaria
Torino-Lione e garantire, a tal fine, il regolare svolgimento dei
lavori del cunicolo esplorativo de La Maddalena, le aree ed i siti
del Comune di Chiomonte, individuati per l'installazione del cantiere
della galleria geognostica e per la realizzazione del tunnel di base
della linea ferroviaria Torino-Lione, costituiscono aree di interesse
strategico nazionale.
2. Fatta salva l'ipotesi di piu' grave reato, chiunque si introduce
abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale di cui al
comma 1 ovvero impedisce o ostacola l'accesso autorizzato alle aree
medesime e' punito a norma dell'articolo 682 del codice penale.
3. Le risorse finanziarie a carico dello Stato italiano previste
per la realizzazione del nuovo Tunnel di Tenda, nell'ambito
dell'Accordo di Parigi del 12 marzo 2007 tra il Governo della
Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica francese,
ratificato ai sensi della legge 4 agosto 2008, n. 136, da attribuire
all'ANAS S.p.a., committente delegato incaricato della realizzazione
dell'opera, sono da considerare quali contributi in conto impianti,
ai sensi dell'articolo 1, comma 1026, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296.
4. Le entrate derivanti dal rimborso da parte della Repubblica
francese, ai sensi degli articoli 22 e 23 dell'Accordo di cui al
comma 3, della propria quota di partecipazione per i lavori di
costruzione del nuovo Tunnel di Tenda, sono versate all'entrata del
bilancio dello Stato italiano per essere riassegnate ad apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze relativo ai fondi da attribuire ad ANAS S.p.a. per il
contratto di programma.
5. Le entrate derivanti dal rimborso da parte della Repubblica
francese, ai sensi degli articoli 6 e 8 del predetto Accordo, della
propria quota di partecipazione dei costi correnti della gestione
unificata del Tunnel di Tenda in servizio, sono versate all'entrata
del bilancio dello Stato italiano per essere riassegnate ad apposito
capitolo dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze relativo ai fondi da attribuire ad ANAS S.p.a. per il
contratto di servizio.



Art. 20


Cessione di partecipazioni ANAS S.p.a.

1. All'articolo 36 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il
comma 7 e' sostituito dal seguente:
«7. A decorrere dal 1° gennaio 2012, ANAS S.p.a. trasferisce a
Fintecna S.p.a. al valore netto contabile risultante al momento della
cessione tutte le partecipazioni detenute da ANAS S.p.a. anche in
societa' regionali; la cessione e' esente da imposte dirette,
indirette e da tasse».



Art. 21


Finanziamento opere portuali

1. All'articolo 2 del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10,
dopo il comma 2-undecies, e' inserito il seguente:
«2-undecies. l. Per il solo anno 2012, per le finalita' di cui al
comma 2-novies, puo' essere disposto, ad integrazione delle risorse
rivenienti dalla revoca dei finanziamenti, l'utilizzo delle risorse
del Fondo per le infrastrutture portuali di cui all'articolo 4, comma
6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, e successive
modificazioni».



Art. 22


Apprendistato, contratto di inserimento donne, part-time,
telelavoro, incentivi fiscali e contributivi

1. Al fine di promuovere l'occupazione giovanile, a decorrere dal
1° gennaio 2012, per i contratti di apprendistato stipulati
successivamente alla medesima data ed entro il 31 dicembre 2016, e'
riconosciuto ai datori di lavoro, che occupano alle proprie
dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, uno sgravio
contributivo del 100 per cento con riferimento alla contribuzione
dovuta ai sensi dell'articolo 1, comma 773, quinto periodo, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, per i periodi contributivi maturati
nei primi tre anni di contratto, restando fermo il livello di
aliquota del 10 per cento per i periodi contributivi maturati negli
anni di contratto successivi al terzo. Con effetto dal 1° gennaio
2012 l'aliquota contributiva pensionistica per gli iscritti alla
gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8
agosto 1995, n. 335, e la relativa aliquota contributiva per il
computo delle prestazioni pensionistiche sono aumentate di un punto
percentuale. All'articolo 7, comma 4, del testo unico di cui al
decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167, le parole: «lettera
i)» sono sostituite dalle seguenti: «lettera m)».
2. A decorrere dall'anno 2012 il Ministero del lavoro e delle
politiche sociali con proprio decreto destina annualmente,
nell'ambito delle risorse di cui all'articolo 68, comma 4, lettera
a), della legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni,
una quota non superiore a 200 milioni di euro alle attivita' di
formazione nell'esercizio dell'apprendistato, di cui il 50 per cento
destinato prioritariamente alla tipologia di apprendistato
professionalizzante o contratto di mestiere stipulato ai sensi
dell'articolo 49 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e
dell'articolo 4 del testo unico di cui al decreto legislativo 14
settembre 2011, n. 167.
3. Al fine di promuovere l'occupazione femminile, all'articolo 54,
comma l, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, la
lettera e) e' sostituita dalla seguente: «e) donne di qualsiasi eta'
prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi
residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione
femminile sia inferiore almeno di 20 punti percentuali a quello
maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi di 10
punti percentuali quello maschile. Le aree di cui al precedente
periodo nonche' quelle con riferimento alle quali trovano
applicazione gli incentivi economici di cui all'articolo 59, comma 3,
nel rispetto del regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del
6 agosto 2008, sono individuate con decreto del Ministro del lavoro e
delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e
delle finanze da adottare entro il 31 dicembre di ogni anno, con
riferimento all'anno successivo». Per gli anni 2009, 2010, 2011 e
2012, le aree geografiche di cui all'articolo 54, comma 1, lettera
e), del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, come
modificata dal presente comma, sono individuate con decreto del
Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze da adottare entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
4. Al fine di incentivare l'uso del contratto di lavoro a tempo
parziale, le lettere a) e b) del comma 44 dell'articolo 1 della legge
24 dicembre 2007, n. 247, sono abrogate. Dalla data di entrata in
vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni in
materia di contratto di lavoro a tempo parziale di cui all'articolo
3, commi 7 e 8, del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, nel
testo recato dall'articolo 46 del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276. All'articolo 5, comma 1, secondo periodo, del decreto
legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, le parole: «, convalidato dalla
direzione provinciale del lavoro competente per territorio,» sono
soppresse.
5. Sono introdotte le seguenti misure di incentivazione del
telelavoro:
a) al fine di facilitare la conciliazione dei tempi di vita e di
lavoro attraverso il ricorso allo strumento del telelavoro, i
benefici di cui all'articolo 9, comma l, lettera a), della legge 8
marzo 2000, n. 53, possono essere riconosciuti anche in caso di
telelavoro nella forma di contratto a termine o reversibile;
b) al fine di facilitare l'inserimento dei lavoratori disabili
mediante il telelavoro, gli obblighi di cui al comma l dell'articolo
3 della legge 12 marzo 1999, n. 68, in tema di assunzioni
obbligatorie e quote di riserva possono essere adempiuti anche
utilizzando la modalita' del telelavoro;
c) ai medesimi fini di cui alla lettera h), fra le modalita' di
assunzioni che possono costituire oggetto delle convenzioni e delle
convenzioni di integrazione lavorativa di cui all'articolo 11 della
legge 12 marzo 1999, n. 68, sono incluse le assunzioni con contratto
di telelavoro;
d) al fine di facilitare il reinserimento dei lavoratori in
mobilita', le offerte di cui al comma 2 dell'articolo 9 della legge
23 luglio 1991, n. 223, comprendono anche le ipotesi di attivita'
lavorative svolte in forma di telelavoro, anche reversibile.
6. Al fine di armonizzare il quadro normativo in tema di incentivi
fiscali e contributivi alla contrattazione aziendale e in tema di
sostegno alla contrattazione collettiva di prossimita', la tassazione
agevolata del reddito dei lavoratori e lo sgravio dei contributi di
cui all'articolo 26 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,
applicabili anche alle intese di cui all'articolo 8 del decreto-legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, sono riconosciuti in relazione a quanto
previsto da contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello
aziendale o territoriale da associazioni dei lavoratori
comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale o
territoriale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in
azienda ai sensi della normativa di legge e degli accordi
interconfederali vigenti. All'articolo 26 del citato decreto-legge n.
98 del 2011, le parole: «, compresi i contratti aziendali
sottoscritti ai sensi dell'accordo interconfederale del 28 giugno
2011 tra Confindustria, Cgil, Cisl, Uil e Ugl» sono soppresse.
7. Per l'anno 2012 ciascuna regione, conformemente al proprio
ordinamento, puo' disporre la deduzione dalla base imponibile
dell'imposta regionale sulle attivita' produttive delle somme erogate
ai lavoratori dipendenti del settore privato in attuazione di quanto
previsto da contratti collettivi aziendali o territoriali di
produttivita' di cui all'articolo 26 del decreto-legge 6 luglio 2011,
n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111. Gli effetti finanziari derivanti dagli interventi di cui al
presente comma sono esclusivamente a carico del bilancio della
regione. Restano fermi gli automatismi fiscali previsti dalla vigente
legislazione nel settore sanitario nei casi di squilibrio economico,
nonche' le disposizioni in materia di applicazione di incrementi
delle aliquote fiscali per le regioni sottoposte ai piani di rientro
dai deficit sanitari.
8. Al fine di accelerare la piena operativita' del credito di
imposta per nuovo lavoro stabile nel Mezzogiorno di cui all'articolo
2 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano sancisce intesa sul decreto di natura
non regolamentare volto a stabilire i limiti di finanziamento
garantiti da ciascuna delle regioni interessate, nonche' le
disposizioni di attuazione del medesimo articolo 2 entro il termine
di trenta giorni dalla trasmissione dello schema di decreto.
9. Al fine di ridurre gli oneri amministrativi gravanti sulle
imprese e di semplificare la gestione del rapporto di lavoro sono
introdotte le seguenti misure:
a) l'articolo 11 del decreto legislativo del Capo provvisorio
dello Stato 16 luglio 1947, n. 708, ratificato, con modificazioni,
dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388, e' abrogato;
b) all'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, dopo la lettera f) e' aggiunta la seguente:
«f-bis) l'Ente nazionale di previdenza e di assistenza per i
lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico, con
esclusivo riferimento ai lavoratori dello spettacolo come definiti ai
sensi della normativa vigente».



Art. 23


Fondo di rotazione per le politiche comunitarie

1. Al fine di consentire il completo utilizzo delle risorse
assegnate dall'Unione europea a titolo di cofinanziamento di
interventi nei settori dell'agricoltura e della pesca, il Fondo di
rotazione di cui alla legge 16 aprile 1987, n. 183, e' autorizzato ad
anticipare, nei limiti delle proprie disponibilita' finanziarie, la
quota di saldo del contributo comunitario e di quello statale
corrispondente.
2. Le somme anticipate sulla quota comunitaria, ai sensi del comma
1, sono reintegrate al Fondo di rotazione a valere sugli accrediti
disposti dall'Unione europea a titolo di saldo per gli interventi che
hanno beneficiato delle anticipazioni stesse.
3. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
attiva le necessarie azioni di recupero delle somme anticipate dal
Fondo di rotazione e non reintegrate a causa del mancato
riconoscimento delle spese da parte dell'Unione europea.
4. Il Fondo di rotazione di cui al comma l destina le risorse
finanziarie a proprio carico, provenienti da un'eventuale riduzione
del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi dei fondi
strutturali 2007/2013, alla realizzazione di interventi di sviluppo
socio-economico concordati tra le Autorita' italiane e la Commissione
europea nell'ambito del processo di revisione dei predetti programmi.



Art. 24


Disposizioni per lo sviluppo del settore
dei beni e delle attivita' culturali

1. Le somme corrispondenti all'eventuale minor utilizzo degli
stanziamenti previsti dall'articolo 1, commi da 325 a 337, della
legge 24 dicembre 2007, n. 244, cosi' come rifinanziati dall'articolo
1, comma 4, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, per la copertura
degli oneri relativi alla proroga delle agevolazioni fiscali per le
attivita' cinematografiche di cui alla legge 24 dicembre 2007, n.
244, individuate con decreto del Ministro per i beni e le attivita'
culturali e del Ministro dell'economia e delle finanze, sono
annualmente riassegnate, con decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze, allo stato di previsione del Ministero per i beni e le
attivita' culturali, per essere destinate al rifinanziamento del
Fondo di cui all'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni. Il riparto di dette
risorse tra le finalita' di cui al citato decreto legislativo n. 28
del 2004 e' disposto con decreto del Ministro per i beni e le
attivita' culturali. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, e successive modificazioni, i commi da 338 a 343 sono
abrogati.
2. Al fine di assicurare l'espletamento delle funzioni di tutela,
fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale statale secondo i
principi di efficienza, razionalita' ed economicita' e di far fronte
alle richieste di una crescente domanda culturale nell'ottica di uno
sviluppo del settore tale da renderlo piu' competitivo ed in grado di
generare ricadute positive sul turismo e sull'economia del Paese,
all'articolo 2, comma 3, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34,
convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «alle disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 8-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2009,
n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,
n. 25» sono sostituite dalle seguenti: «alle disposizioni di cui
all'articolo 2, commi 8-bis e 8-quater, del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 25, e di cui all'articolo 1, commi 3 e 4, del decreto-legge
13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148»;
b) prima dell'ultimo periodo sono inseriti i seguenti: «Al fine
di procedere alle assunzioni di personale presso la Soprintendenza
speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei, il Ministero
per i beni e le attivita' culturali procede, dopo l'utilizzo delle
graduatorie regionali in corso di validita' ai fini di quanto
previsto dal terzo periodo, alla formazione di una graduatoria unica
nazionale degli idonei secondo l'ordine generale di merito risultante
dalla votazione complessiva riportata da ciascun candidato nelle
graduatorie regionali in corso di validita', applicando in caso di
parita' di merito il principio della minore eta' anagrafica. La
graduatoria unica nazionale e' elaborata anche al fine di consentire
ai candidati di esprimere la propria accettazione e non comporta la
soppressione delle singole graduatorie regionali. I candidati che non
accettano mantengono la collocazione ad essi spettante nella
graduatoria della regione per cui hanno concorso. Il Ministero per i
beni e le attivita' culturali provvede alle attivita' di cui al
presente comma nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e
strumentali gia' disponibili a legislazione vigente».



Art. 25


Impiego della posta elettronica certificata
nel processo civile

1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 125, primo comma, le parole: «il proprio
indirizzo di posta elettronica certificata» sono sostituite dalle
seguenti: «l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al
proprio ordine»;
b) all'articolo 133, il terzo comma e' abrogato;
c) all'articolo 134, il terzo comma e' abrogato;
d) all'articolo 136:
1) il secondo comma e' sostituito dal seguente:
«Il biglietto e' consegnato dal cancelliere al destinatario, che ne
rilascia ricevuta, ovvero trasmesso a mezzo posta elettronica
certificata, nel rispetto della normativa, anche regolamentare,
concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei
documenti informatici»;
2) il terzo comma e' sostituito dal seguente:
«Salvo che la legge disponga diversamente, se non e' possibile
procedere ai sensi del comma che precede, il biglietto viene
trasmesso a mezzo telefax, o e' rimesso all'ufficiale giudiziario per
la notifica»;
3) il quarto comma e' abrogato;
e) all'articolo 170, al quarto comma, le parole da: «Il giudice
puo' autorizzare per singoli atti» sino a: «l'indirizzo di posta
elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni»
sono soppresse;
f) all'articolo 176, al secondo comma, le parole da: «anche a
mezzo telefax» sino a: «l'indirizzo di posta elettronica presso cui
dichiara di volere ricevere la comunicazione» sono soppresse;
g) all'articolo 183, il decimo comma e' abrogato;
h) all'articolo 250, il terzo comma e' sostituito dal seguente:
«L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti
private a comparire in udienza puo' essere effettuata dal difensore
attraverso l'invio di copia dell'atto mediante lettera raccomandata
con avviso di ricevimento o a mezzo posta elettronica certificata o a
mezzo telefax.»;
i) all'articolo 366:
1) al secondo comma, dopo le parole: «se il ricorrente non ha
eletto domicilio in Roma» sono inserite le seguenti: «ovvero non ha
indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al
proprio ordine»;
2) il quarto comma e' sostituito dal seguente:
«Le comunicazioni della cancelleria e le notificazioni tra i
difensori di cui agli articoli 372 e 390 sono effettuate ai sensi
dell'articolo 136, secondo e terzo comma.»;
l) all'articolo 518, al sesto comma, il secondo periodo e'
sostituito dal seguente: «L'ufficiale giudiziario trasmette copia del
processo verbale al creditore e al debitore che lo richiedono a mezzo
posta elettronica certificata ovvero, quando cio' non e' possibile, a
mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria.».
2. Alle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura
civile e disposizioni transitorie, di cui al regio decreto 18
dicembre 1941, n. 1368, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 173-bis, al terzo comma, le parole da: «a mezzo
di posta ordinaria» sino alla fine del periodo sono sostituite dalle
seguenti: «a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando cio'
non e' possibile, a mezzo telefax o a mezzo posta ordinaria»;
b) all'articolo 173-quinquies, al primo comma, le parole da: «a
mezzo di telefax» sino alla fine del periodo sono sostituite dalle
seguenti: «a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando cio'
non e' possibile, a mezzo telefax, di una dichiarazione contenente le
indicazioni prescritte dai predetti articoli».
3. Alla legge 21 gennaio 1994, n. 53, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 1, comma 1, dopo le parole: «a mezzo del servizio
postale, secondo le modalita' previste dalla legge 20 novembre 1982,
n. 890,» sono inserite le seguenti: «ovvero a mezzo della posta
elettronica certificata»;
b) all'articolo 3, il comma 3-bis e' sostituito dal seguente:
«3-bis. La notifica e' effettuata a mezzo della posta elettronica
certificata solo se l'indirizzo del destinatario risulta da pubblici
elenchi. Il notificante procede con le modalita' previste
dall'articolo 149-bis del codice di procedura civile, in quanto
compatibili, specificando nella relazione di notificazione il numero
di registro cronologico di cui all'articolo 8»;
c) all'articolo 4:
1) al comma 1, dopo le parole: «puo' eseguire notificazioni in
materia civile, amministrativa e stragiudiziale, direttamente,» sono
inserite le seguenti: «a mezzo posta elettronica certificata,
ovvero»;
2) al comma 1 le parole: «e che sia iscritto nello stesso albo
del notificante» sono soppresse;
3) il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. La notifica puo' essere eseguita mediante consegna di copia
dell'atto nel domicilio del destinatario se questi ed il notificante
sono iscritti nello stesso albo. In tal caso l'originale e la copia
dell'atto devono essere previamente vidimati e datati dal consiglio
dell'ordine nel cui albo entrambi sono iscritti.»;
d) all'articolo 5:
1) il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. Nella notificazione di cui all'articolo 4 l'atto deve essere
trasmesso a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo di
posta elettronica certificata che il destinatario ha comunicato al
proprio ordine, nel rispetto della normativa, anche regolamentare,
concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei
documenti informatici.»;
2) al comma 2, al primo periodo e' premesso il seguente:
«Quando la notificazione viene effettuata ai sensi dell'articolo 4,
comma 2, l'atto deve essere consegnato nelle mani proprie del
destinatario.»;
3) al comma 3, le parole: «In entrambi i casi di cui ai commi 1
e 2» sono sostituite dalle seguenti: «Nei casi previsti dal comma 2».
4. All'articolo 16 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2,
dopo il comma 7, e' inserito il seguente:
«7-bis. L'omessa pubblicazione dell'elenco riservato previsto dal
comma 7, ovvero il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche
amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, costituiscono
motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o
dell'ordine inadempiente».
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano decorsi
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.



Art. 26

Misure straordinarie per la riduzione del contenzioso civile pendente
davanti alla Corte di cassazione e alle corti di appello.

1. Nei procedimenti civili pendenti davanti alla Corte di
cassazione, aventi ad oggetto ricorsi avverso le pronunce pubblicate
prima della data di entrata in vigore della legge 18 giugno 2009, n.
69, e in quelli pendenti davanti alle corti di appello da oltre due
anni prima della data di entrata in vigore della presente legge, la
cancelleria avvisa le parti costituite dell'onere di presentare
istanza di trattazione del procedimento, con l'avvertimento delle
conseguenze di cui al comma 2.
2. Le impugnazioni si intendono rinunciate se nessuna delle parti,
con istanza sottoscritta personalmente dalla parte che ha
sottoscritto il mandato, dichiara la persistenza dell'interesse alla
loro trattazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla
ricezione dell'avviso di cui al comma 1.
3. Nei casi di cui al comma 2 il presidente del collegio dichiara
l'estinzione con decreto.



Art. 27

Modifiche al codice di procedura civile per l'accelerazione del
contenzioso civile pendente in grado di appello

1. Al codice di procedura civile sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 283 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Se l'istanza prevista dal comma che precede e' inammissibile o
manifestamente infondata il giudice, con ordinanza non impugnabile,
puo' condannare la parte che l'ha proposta ad una pena pecuniaria non
inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro 10.000. L'ordinanza e'
revocabile con la sentenza che definisce il giudizio»;
b) all'articolo 350, primo comma, dopo le parole: «la trattazione
dell'appello e' collegiale», sono inserite le seguenti: «ma il
presidente del collegio puo' delegare per l'assunzione dei mezzi
istruttori uno dei suoi componenti»;
c) all'articolo 351:
1) al primo comma, dopo le parole: «il giudice provvede con
ordinanza» sono inserite le seguenti: «non impugnabile»;
2) e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Il giudice, all'udienza prevista dal primo comma, se ritiene la
causa matura per la decisione, puo' provvedere ai sensi dell'articolo
281-sexies. Se per la decisione sulla sospensione e' stata fissata
l'udienza di cui al terzo comma, il giudice fissa apposita udienza
per la decisione della causa nel rispetto dei termini a comparire»;
d) all'articolo 352 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Quando non provvede ai sensi dei commi che precedono, il giudice
puo' decidere la causa ai sensi dell'articolo 281-sexies»;
e) all'articolo 431 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«Se l'istanza per la sospensione di cui al terzo ed al sesto comma
e' inammissibile o manifestamente infondata il giudice, con ordinanza
non impugnabile, puo' condannare la parte che l'ha proposta ad una
pena pecuniaria non inferiore ad euro 250 e non superiore ad euro
10.000. L'ordinanza e' revocabile con la sentenza che definisce il
giudizio»;
f) all'articolo 445-bis e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«La sentenza che definisce il giudizio previsto dal comma
precedente e' inappellabile».
2. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano decorsi
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.



Art. 28


Modifiche in materia di spese di giustizia

1. Al testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 2002, n. 115, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all'articolo 13, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Il contributo di cui al comma 1 e' aumentato della meta'
per i giudizi di impugnazione ed e' raddoppiato per i processi
dinanzi alla Corte di cassazione»;
b) all'articolo 14, il comma 3 e' sostituito dal seguente:
«3. La parte di cui al comma 1, quando modifica la domanda o
propone domanda riconvenzionale o formula chiamata in causa, cui
consegue l'aumento del valore della causa, e' tenuta a farne espressa
dichiarazione e a procedere al contestuale pagamento integrativo. Le
altre parti, quando modificano la domanda o propongono domanda
riconvenzionale o formulano chiamata in causa o svolgono intervento
autonomo, sono tenute a farne espressa dichiarazione e a procedere al
contestuale pagamento di un autonomo contributo unificato,
determinato in base al valore della domanda proposta».
2. Il maggior gettito derivante dall'applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo e' versato all'entrata del
bilancio dello Stato, con separata contabilizzazione, per essere
riassegnato, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze,
allo stato di previsione del Ministero della giustizia per assicurare
il funzionamento degli uffici giudiziari, con particolare riferimento
ai servizi informatici e con esclusione delle spese di personale. Nei
rapporti finanziari con le autonomie speciali il maggior gettito
costituisce riserva all'erario per un periodo di cinque anni.
3. La disposizione di cui al comma 1, lettera a), si applica anche
alle controversie pendenti nelle quali il provvedimento impugnato e'
stato pubblicato ovvero, nei casi in cui non sia prevista la
pubblicazione, depositato successivamente alla data di entrata in
vigore della presente legge.



Art. 29

Modificazioni dell'articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122.

1. All'articolo 55 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, al
comma 5-bis, primo periodo, dopo le parole: «per l'anno 2012» sono
inserite le seguenti: «nonche' euro 1.000.000 a decorrere dall'anno
2013» e le parole: «in via sperimentale per un triennio» sono
soppresse.



Art. 30


Patto di stabilita' interno

1. All'articolo 1 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 12, primo periodo, le parole: «puo' essere» sono
sostituite dalla seguente: «e'»;
b) al comma 12, il secondo periodo e' sostituito dal seguente:
«La riduzione e' distribuita tra i comparti interessati nella
seguente misura: 760 milioni di euro alle regioni a statuto
ordinario, 370 milioni di euro alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e di Bolzano, 150 milioni di euro alle
province e 520 milioni di euro ai comuni con popolazione superiore a
5.000 abitanti»;
c) al comma 12-quater, le parole: «Le disposizioni di cui ai
commi 12, primo periodo, e» sono sostituite dalle seguenti: «Le
disposizioni di cui al comma».
2. All'articolo 20, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, l'ultimo periodo e' sostituito dai seguenti: «Il contributo
degli enti territoriali alla manovra per l'anno 2012 e' ridotto di 95
milioni di euro per le regioni a statuto ordinario, di 20 milioni di
euro per le province e di 65 milioni di euro per i comuni con
popolazione superiore a 5.000 abitanti. E' ulteriormente ridotto, per
un importo di 20 milioni di euro, l'obiettivo degli enti che
partecipano alla sperimentazione di cui all'articolo 36 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118. Le predette riduzioni sono
attribuite ai singoli enti con il decreto di cui al comma 2 del
presente articolo».
3. All'articolo 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n.
98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n.
111, sono apportate le seguenti modifiche:
a) nell'alinea, le parole: «in quattro classi, sulla base dei»
sono sostituite dalle seguenti: «in due classi, sulla base della
valutazione ponderata dei»;
b) alla lettera a), prima delle parole: «prioritaria
considerazione» sono inserite le seguenti: «a decorrere dall'anno
2013,»;
c) alla lettera c), prima delle parole: «incidenza della spesa
del personale» sono inserite le seguenti: «a decorrere dall'anno
2013,»;
d) alla lettera f), prima delle parole: «tasso di copertura» sono
inserite le seguenti: «a decorrere dall'anno 2013,»;
e) alla lettera g), prima delle parole: «rapporto tra gli
introiti» sono inserite le seguenti: «a decorrere dall'anno 2013,»;
f) alla lettera h), prima delle parole: «effettiva
partecipazione» sono inserite le seguenti: «a decorrere dall'anno
2013,»;
g) alla lettera l), prima delle parole: «operazione di
dismissione» sono inserite le seguenti: «a decorrere dall'anno
2013,».
4. All'articolo 20 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, il
comma 2-ter e' abrogato.
5. All'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.
138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.
148, nell'alinea, le parole: «, ai fini della collocazione nella
classe di enti territoriali piu' virtuosa di cui all'articolo 20,
comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, oltre al rispetto
dei parametri gia' previsti dal predetto articolo 20, debbono
adeguare» sono sostituite dalla seguente: «adeguano».
6. All'articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,
il comma 4 e' abrogato.
7. I mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con
istituzioni creditizie o finanziarie per il finanziamento degli
investimenti devono essere corredati di apposita attestazione da cui
risulti il conseguimento degli obiettivi del patto di stabilita'
interno per l'anno precedente. L'istituto finanziatore o
l'intermediario finanziario non puo' procedere al finanziamento o al
collocamento del prestito in assenza della predetta attestazione.



Art. 31


Patto di stabilita' interno degli enti locali

1. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica, le
province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti e, a
decorrere dall'anno 2013, i comuni con popolazione compresa tra 1.001
e 5.000 abitanti, concorrono alla realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica nel rispetto delle disposizioni di cui al presente
articolo, che costituiscono principi fondamentali di coordinamento
della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117, terzo comma, e
119, secondo comma, della Costituzione.
2. Ai fini della determinazione dello specifico obiettivo di saldo
finanziario, le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000
abitanti applicano, alla media della spesa corrente registrata negli
anni 2006-2008, cosi' come desunta dai certificati di conto
consuntivo, le percentuali di seguito indicate: a) per le province le
percentuali sono pari a 16,5 per cento per l'anno 2012 e a 19,7 per
cento per gli anni 2013 e successivi; b) per i comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti le percentuali sono pari a 15,6 per cento
per l'anno 2012 e a 15,4 per cento per gli anni 2013 e successivi; c)
per i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, le
percentuali per gli anni 2013 e successivi sono pari a 15,4 per
cento. Le percentuali di cui alle lettere a), b) e c) si applicano
nelle more dell'adozione del decreto previsto dall'articolo 20, comma
2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111.
3. Il saldo finanziario tra entrate finali e spese finali calcolato
in termini di competenza mista e' costituito dalla somma algebrica
degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti e impegni,
per la parte corrente, e dalla differenza tra incassi e pagamenti,
per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti
dalla riscossione di crediti e delle spese derivanti dalla
concessione di crediti, come riportati nei certificati di conto
consuntivo.
4. Ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza
pubblica, gli enti di cui al comma 1 devono conseguire, per ciascuno
degli anni 2012, 2013 e successivi, un saldo finanziario in termini
di competenza mista non inferiore al valore individuato ai sensi del
comma 2 diminuito di un importo pari alla riduzione dei trasferimenti
di cui al comma 2 dell'articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n.
122.
5. Gli enti che, in esito a quanto previsto dall'articolo 20, comma
2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, risultano
collocati nella classe piu' virtuosa, conseguono l'obiettivo
strutturale realizzando un saldo finanziario espresso in termini di
competenza mista, come definito al comma 3, pari a zero, ovvero a un
valore compatibile con gli spazi finanziari derivanti
dall'applicazione del comma 6.
6. Le province ed i comuni con popolazione superiore a 1.000
abitanti diversi da quelli di cui al comma 5 applicano le percentuali
di cui al comma 2 come rideterminate con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze da emanare, di concerto con il Ministro
dell'interno e con il Ministro per i rapporti con le regioni e per la
coesione territoriale, d'intesa con la Conferenza unificata, in
attuazione dell'articolo 20, comma 2, del decreto-legge 6 luglio
2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio
2011, n. 111. Le percentuali di cui al periodo precedente non possono
essere superiori:
a) per le province, a 16,9 per cento per l'anno 2012 e a 20,1 per
cento per gli anni 2013 e successivi;
b) per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, a
16,0 per cento per l'anno 2012 e a 15,8 per cento per gli anni 2013 e
successivi;
c) per i comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000
abitanti, per gli anni 2013 e successivi, a 15,8 per cento.
7. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista,
individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica
del rispetto del patto di stabilita' interno, non sono considerate le
risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente
e in conto capitale sostenute dalle province e dai comuni per
l'attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei
ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza.
L'esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in piu'
anni, purche' nei limiti complessivi delle medesime risorse e purche'
relative a entrate registrate successivamente al 2008.
8. Le province e i comuni che beneficiano dell'esclusione di cui al
comma 7 sono tenuti a presentare alla Presidenza del Consiglio dei
ministri - Dipartimento della protezione civile, entro il mese di
gennaio dell'anno successivo, l'elenco delle spese escluse dal patto
di stabilita' interno, ripartite nella parte corrente e nella parte
in conto capitale.
9. Gli interventi realizzati direttamente dagli enti locali in
relazione allo svolgimento delle iniziative di cui al comma 5
dell'articolo 5-bis del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401,
sono equiparati, ai fini del patto di stabilita' interno, agli
interventi di cui al comma 7.
10. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista,
individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica
del rispetto del patto di stabilita' interno, non sono considerate le
risorse provenienti direttamente o indirettamente dall'Unione europea
ne' le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute
dalle province e dai comuni. L'esclusione non opera per le spese
connesse ai cofinanziamenti nazionali. L'esclusione delle spese opera
anche se esse sono effettuate in piu' anni, purche' nei limiti
complessivi delle medesime risorse e purche' relative a entrate
registrate successivamente al 2008.
11. Nei casi in cui l'Unione europea riconosca importi inferiori a
quelli considerati ai fini dell'applicazione di quanto previsto dal
comma 10, l'importo corrispondente alle spese non riconosciute e'
incluso tra le spese del patto di stabilita' interno relativo
all'anno in cui e' comunicato il mancato riconoscimento. Ove la
comunicazione sia effettuata nell'ultimo quadrimestre, il recupero
puo' essere conseguito anche nell'anno successivo.
12. Per gli enti locali individuati dal Piano generale di
censimento di cui al comma 2 dell'articolo 50 del decreto-legge 31
maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, come affidatari di fasi delle rilevazioni
censuarie, le risorse trasferite dall'Istituto nazionale di
statistica (ISTAT) e le relative spese per la progettazione e
l'esecuzione dei censimenti, nei limiti delle stesse risorse
trasferite dall'ISTAT, sono escluse dal patto di stabilita' interno.
Le disposizioni del presente comma si applicano anche agli enti
locali individuati dal Piano generale del 6° censimento
dell'agricoltura di cui al numero ISTAT SP/1275.2009, del 23 dicembre
2009, e di cui al comma 6, lettera a), dell'articolo 50 del
decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
13. I comuni della provincia dell'Aquila in stato di dissesto
possono escludere dal saldo rilevante ai fini del rispetto del patto
di stabilita' interno relativo all'anno 2012 gli investimenti in
conto capitale deliberati entro il 31 dicembre 2010, anche a valere
sui contributi gia' assegnati negli anni precedenti, fino alla
concorrenza massima di 2,5 milioni di euro; con decreto del Ministro
dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze, da emanare entro il 15 settembre 2012, si provvede alla
ripartizione del predetto importo sulla base di criteri che tengano
conto della popolazione e della spesa per investimenti sostenuta da
ciascun ente locale.
14. Nel saldo finanziario in termini di competenza mista,
individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini della verifica
del rispetto del patto di stabilita' interno, non sono considerate le
risorse provenienti dallo Stato e le spese sostenute dal comune di
Parma per la realizzazione degli interventi di cui al comma I
dell'articolo 1 del decreto-legge 3 maggio 2004, n. 113, convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 luglio 2004, n. 164, e per la
realizzazione della Scuola per l'Europa di Parma di cui alla legge 3
agosto 2009, n. 115. L'esclusione delle spese opera nei limiti di 14
milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013.
15. Alle procedure di spesa relative ai beni trasferiti ai sensi
delle disposizioni del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, non
si applicano i vincoli relativi al rispetto del patto di stabilita'
interno, per un importo corrispondente alle spese gia' sostenute
dallo Stato per la gestione e la manutenzione dei beni trasferiti.
Tale importo e' determinato secondo i criteri e con le modalita'
individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di cui al comma
3 dell'articolo 9 del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85.
16. Per gli anni 2013 e 2014, nel saldo finanziario in termini di
competenza mista, individuato ai sensi del comma 3, rilevante ai fini
della verifica del rispetto del patto di stabilita' interno, non sono
considerate le spese per investimenti infrastrutturali nei limiti
definiti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze,
di cui al comma I dell'articolo 5 del decreto-legge 13 agosto 2011,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,
n. 148.
17. Sono abrogate le disposizioni che individuano esclusioni di
entrate o di uscite dai saldi rilevanti ai fini del patto di
stabilita' interno non previste dal presente articolo.
18. Il bilancio di previsione degli enti locali ai quali si
applicano le disposizioni del patto di stabilita' interno deve essere
approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte
corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di
cassa di entrata e di spesa in conto capitale, al netto delle
riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto
delle regole che disciplinano il patto medesimo. A tale fine, gli
enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un
apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa
degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilita' interno.
19. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di
stabilita' interno e per l'acquisizione di elementi informativi utili
per la finanza pubblica anche relativamente alla loro situazione
debitoria, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti e, a decorrere dal 2013, i comuni con popolazione compresa
tra 1.001 e 5.000 abitanti, trasmettono semestralmente al Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di
riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il
patto di stabilita' interno nel sito web
«www.pattostabilita.rgs.tesoro.it» le informazioni riguardanti le
risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e
con le modalita' definiti con decreto del predetto Ministero, sentita
la Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali. Con lo stesso decreto
e' definito il prospetto dimostrativo dell'obiettivo determinato ai
sensi del presente articolo. La mancata trasmissione del prospetto
dimostrativo degli obiettivi programmatici entro quarantacinque
giorni dalla pubblicazione del predetto decreto nella Gazzetta
Ufficiale costituisce inadempimento al patto di stabilita' interno.
20. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto
di stabilita' interno, ciascuno degli enti di cui al comma 1 e'
tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell'anno
successivo a quello di riferimento, al Ministero dell'economia e
delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
una certificazione del saldo finanziario in termini di competenza
mista conseguito, sottoscritta dal rappresentante legale, dal
responsabile del servizio finanziario e dall'organo di revisione
economico-finanziaria, secondo un prospetto e con le modalita'
definiti dal decreto di cui al comma 19. La mancata trasmissione
della certificazione entro il termine perentorio del 31 marzo
costituisce inadempimento al patto di stabilita' interno. Nel caso in
cui la certificazione, sebbene trasmessa in ritardo, attesti il
rispetto del patto, si applicano le sole disposizioni di cui al comma
2, lettera d), dell'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 149. Decorsi quindici giorni dal termine stabilito per
l'approvazione del conto consuntivo, la certificazione non puo'
essere rettificata.
21. Qualora dai conti della tesoreria statale degli enti locali si
registrino prelevamenti non coerenti con gli impegni in materia di
obiettivi di debito assunti con l'Unione europea, il Ministro
dell'economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, adotta adeguate misure di contenimento dei
prelevamenti.
22. In considerazione della specificita' della citta' di Roma quale
capitale della Repubblica e fino alla compiuta attuazione di quanto
previsto dall'articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, e
successive modificazioni, il comune di Roma concorda con il Ministro
dell'economia e delle finanze, entro il 31 maggio di ciascun anno, le
modalita' del proprio concorso alla realizzazione degli obiettivi di
finanza pubblica; a tale fine, entro il 31 marzo di ciascun anno, il
sindaco trasmette la proposta di accordo al Ministro dell'economia e
delle finanze.
23. Gli enti locali istituiti a decorrere dall'anno 2009 sono
soggetti alle regole del patto di stabilita' interno dal terzo anno
successivo a quello della loro istituzione assumendo, quale base di
calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dell'anno
successivo all'istituzione medesima. Gli enti locali istituiti negli
anni 2007 e 2008 adottano come base di calcolo su cui applicare le
regole, rispettivamente, le risultanze medie del biennio 2008-2009 e
le risultanze dell'anno 2009.
24. Gli enti locali commissariati ai sensi dell'articolo 143 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
sono soggetti alle regole del patto di stabilita' interno dall'anno
successivo a quello della rielezione degli organi istituzionali. La
mancata comunicazione della situazione di commissariamento secondo le
indicazioni di cui al decreto previsto dal primo periodo del comma 19
determina per l'ente inadempiente l'assoggettamento alle regole del
patto di stabilita' interno.
25. Le informazioni previste dai commi 19 e 20 sono messe a
disposizione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica,
nonche' dell'Unione delle province d'Italia (UPI) e dell'Associazione
nazionale dei comuni italiani (ANCI) da parte del Ministero
dell'economia e delle finanze, secondo modalita' e contenuti
individuati tramite apposite convenzioni.
26. Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 7, commi 2 e
seguenti, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149.
27. Dopo il primo periodo della lettera a) del comma 2
dell'articolo 7 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, e'
inserito il seguente: «Gli enti locali della Regione siciliana e
della regione Sardegna sono assoggettati alla riduzione dei
trasferimenti erariali nella misura indicata al primo periodo.».
28. Agli enti locali per i quali la violazione del patto di
stabilita' interno sia accertata successivamente all'anno seguente a
quello cui la violazione si riferisce, si applicano, nell'anno
successivo a quello in cui e' stato accertato il mancato rispetto del
patto di stabilita' interno, le sanzioni di cui al comma 26. La
rideterminazione delle indennita' di funzione e dei gettoni di
presenza di cui al comma 2, lettera e), dell'articolo 7 del decreto
legislativo 6 settembre 2011, n. 149, e' applicata ai soggetti di cui
all'articolo 82 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, in carica
nell'esercizio in cui e' avvenuta la violazione del patto di
stabilita' interno.
29. Gli enti locali di cui al comma 28 sono tenuti a comunicare
l'inadempienza entro trenta giorni dall'accertamento della violazione
del patto di stabilita' interno al Ministero dell'economia e delle
finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.
30. I contratti di servizio e gli altri atti posti in essere dagli
enti locali che si configurano elusivi delle regole del patto di
stabilita' interno sono nulli.
31. Qualora le sezioni giurisdizionali regionali della Corte dei
conti accertino che il rispetto del patto di stabilita' interno e'
stato artificiosamente conseguito mediante una non corretta
imputazione delle entrate o delle uscite ai pertinenti capitoli di
bilancio o altre forme elusive, le stesse irrogano, agli
amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle regole
del patto di stabilita' interno, la condanna ad una sanzione
pecuniaria fino ad un massimo di dieci volte l'indennita' di carica
percepita al momento di commissione dell'elusione e, al responsabile
del servizio economico-finanziario, una sanzione pecuniaria fino a
tre mensilita' del trattamento retributivo, al netto degli oneri
fiscali e previdenziali.
32. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze possono
essere aggiornati, ove intervengano modifiche legislative alla
disciplina del patto di stabilita' interno, i termini riguardanti gli
adempimenti degli enti locali relativi al monitoraggio e alla
certificazione del patto di stabilita' interno.



Art. 32


Patto di stabilita' interno delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano

1. Ai fini della tutela dell'unita' economica della Repubblica, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono alla
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica nel rispetto delle
disposizioni di cui al presente articolo, che costituiscono principi
fondamentali di coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli
articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.
2. Il complesso delle spese finali in termini di competenza
finanziaria di ciascuna regione a statuto ordinario non puo' essere
superiore, per ciascuno degli anni 2012 e 2013, agli obiettivi di
competenza 2012 e 2013 trasmessi ai sensi dell'articolo 1 del decreto
del Ministero dell'economia e delle finanze 15 giugno 2011,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 148 del 28 giugno 2011,
concernente il monitoraggio e la certificazione del Patto di
stabilita' interno 2011 per le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, attraverso i modelli 5OB/11/CP e, per le regioni
che nel 2011 hanno ridefinito i propri obiettivi ai sensi
dell'articolo 1, comma 135, della legge 13 dicembre 2010, n. 220,
attraverso il modello 6OB/11, ridotti degli importi di cui alla
tabella seguente. Per gli anni 2014 e successivi il complesso delle
spese finali in termini di competenza di ciascuna regione a statuto
ordinario non puo' essere superiore all'obiettivo di competenza per
l'anno 2013 determinato ai sensi del presente comma.


Parte di provvedimento in formato grafico


3. Il complesso delle spese finali in te [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Isotec
Tecno Pocket

NEWS NORMATIVA

18/10 - Agevolazione prima casa, vale se si accorpano due appartamenti?

L’Agenzia delle Entrate spiega se entrambe le unità immobiliari adiacenti possono fruire del beneficio

17/10 - Proroga ISA, marcia indietro del Governo

Salta lo slittamento dei termini al 16 marzo 2020. Taglio del 10% agli acconti del 2 dicembre


Separatori
Calcestruzzi Vaga