Carrello 0

Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Legge 10/10/ 2012 n. 174

Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonche' ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012

News Correlate

16/01/2013
Dichiarazione Imu, per il no profit non vale il limite del 4 febbraio

Min.Economia: necessario un modello ad hoc, ancora da approvare, che indicherà le scadenze

06/12/2012
Imu, nessuno sconto per fondazioni bancarie e edifici rurali

Accatastamento prorogato al 31 maggio 2013 solo per le aree terremotate, ok del Senato al ddl enti locali

30/11/2012
Imu, fondazioni bancarie soggette all’imposta

Non vale l’esenzione prevista per gli enti no profit, il chiarimento nel ddl enti locali

26/11/2012
Imu e enti no profit, esenti gli edifici per usi non commerciali

Spazio e soggetti coinvolti per individuare le proporzioni tra aree dell’immobile destinate ad attività commerciali o senza scopo di lucro

15/11/2012
Imu su edifici della Chiesa, dal CdS ok con osservazioni

Esenti solo attività non commerciali in cui manca il requisito economico, necessarie correzioni

07/11/2012
Imu, dichiarazioni per variazioni rilevanti entro il 4 febbraio

Nessun obbligo per abitazione principale e immobili rurali a uso strumentale o iscritti al Catasto terreni

06/11/2012
Imu e no profit, il Governo deciderà se un’attività è esente

Non pagano l’imposta le parti di immobile destinate a iniziative svolte senza scopo di lucro

05/11/2012
Dichiarazioni Imu entro tre mesi dalla pubblicazione del modello

Slitta il termine del 30 novembre, nessun obbligo per la prima casa tranne se i coniugi risiedono in due immobili diversi dello stesso comune

Legge dello Stato 07/12/2012 n. 213

(Gazzetta ufficiale 07/12/2012 n. 286)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, nonche' ulteriori disposizioni in favore delle zone terremotate nel maggio 2012. Proroga di termine per l'esercizio di delega legislativa

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga

la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 10 ottobre 2012, n.174, recante disposizioni
urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti
territoriali, nonche' ulteriori disposizioni in favore delle zone
terremotate nel maggio 2012, e' convertito in legge con le
modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. All'articolo 40, comma 1, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
e successive modificazioni, le parole: «tre anni» sono sostituite
dalle seguenti: «quattro anni».
3. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base
delle norme del decreto-legge 16 novembre 2012, n. 194, recante
disposizioni integrative per assicurare la tempestivita' delle
procedure per la ripresa dei versamenti tributari e contributivi
sospesi da parte di soggetti danneggiati dal sisma del maggio 2012,
non convertite in legge.
4. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 7 dicembre 2012

NAPOLITANO


Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri

Cancellieri, Ministro dell'interno

Grilli, Ministro dell'economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Severino


LAVORI PREPARATORI

Camera dei deputati: (atto n. 5520)
Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Monti), dal
Ministro dell'interno (Cancellieri) e dal Ministro dell'economia e
finanze (Grilli) in data 10 ottobre 2012.
Assegnato alle Commissione riunite I (Affari costituzionali) e V
(bilancio, tesoro e programmazione), in sede referente, l'l l ottobre
2012 con pareri del Comitato per la Legislazione e delle Commissioni
II, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIV e Questioni regionali.
Esaminato dalle Commissioni riunite I e V, in sede referente, il
16, 17, 18, 23, 30 e 31 ottobre 2012; il 2, 6 e 7 novembre 2012.
Esaminato in Aula i1 5, 6, 7 e 8 novembre 2012 e approvato il 13
novembre 2012.
Senato della Repubblica: (atto n. 3570)
Assegnato alle Commissioni riunite 1ª (affari costituzionali) e
5ª (bilancio), in sede referente, il 14 novembre 2012 con pareri
delle Commissioni 1ª, 5ª, 6ª, 7ª, 8ª, 9ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª, 14ª e
Questioni regionali.
Esaminato dalla 1ª Commissione (affari costituzionali), in sede
consultiva, sull'esistenza dei presupposti di costituzionalita' il 15
e 20 novembre 2012.
Esaminato dalle Commissioni riunite 1ª e 5ª, in sede referente,
il 21, 22, 26, 27 e 28 novembre 2012.
Esaminato in Aula il 21 e 29 novembre 2012 e approvato, con
modificazioni, il 4 dicembre 2012.
Camera dei deputati: (atto n. 5520-B)
Assegnato alle Commissione riunite I (affari costituzionali) e V
(bilancio, tesoro e programmazione), in sede referente, il 4 dicembre
2012 con pareri del Comitato per la Legislazione e delle Commissioni
VI, VIII, X, XI e Questioni regionali.
Esaminato dalle Commissioni riunite I e V, in sede referente, il
5 dicembre 2012.
Esaminato in Aula il 5 e 6 dicembre 2012 e approvato il 7
dicembre 2012.


Avvertenza:
Il decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, e' stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n.
237 del 10 ottobre 2012.
A norma dell'art. 15, comma 5, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell'attivita' di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio di Ministri), le
modifiche apportate dalla presente legge di conversione
hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di
conversione e' pubblicato in questo stesso Supplemento
ordinario alla pag. 14.


Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art.10, commi 2 e 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine
di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e' operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.

Note all'art. 1:
- Si riporta il testo dell'articolo 40, comma 1, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196 (Legge di contabilita' e
finanza pubblica), pubblicata nel Supplemento ordinario n.
245 alla Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2009, n. 303, come
modificato dalla presente legge:
«Art. 40. (Delega al Governo per il completamento della
revisione della struttura del bilancio dello Stato). - 1.
Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2, in materia
di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di
bilancio delle amministrazioni pubbliche, il Governo e'
delegato ad adottare, entro quattro anni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti
legislativi per il completamento della riforma della
struttura del bilancio dello Stato con particolare riguardo
alla riorganizzazione dei programmi di spesa e delle
missioni e alla programmazione delle risorse, assicurandone
una maggiore certezza, trasparenza e flessibilita'.
(Omissis).».
- Il decreto-legge 16 novembre 2012, n. 194
(Disposizioni integrative per assicurare la tempestivita'
delle procedure per la ripresa dei versamenti tributari e
contributivi sospesi da parte di soggetti danneggiati dal
sisma del maggio 2012) e' pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 17 novembre 2012, n. 269.



Allegato

Modificazioni apportate in sede di conversione
al decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174

L'articolo 1 e' sostituito dal seguente:
«Art. 1 (Rafforzamento della partecipazione della Corte dei conti
al controllo sulla gestione finanziaria delle regioni). - 1. Al fine
di rafforzare il coordinamento della finanza pubblica, in particolare
tra i livelli di governo statale e regionale, e di garantire il
rispetto dei vincoli finanziari derivanti dall'appartenenza
dell'Italia all'Unione europea, le disposizioni del presente articolo
sono volte ad adeguare, ai sensi degli articoli 28, 81, 97, 100 e 119
della Costituzione, il controllo della Corte dei conti sulla gestione
finanziaria delle regioni di cui all'articolo 3, comma 5, della legge
14 gennaio 1994, n. 20, e all'articolo 7, comma 7, della legge 5
giugno 2003, n. 131, e successive modificazioni.
2. Ogni sei mesi le sezioni regionali di controllo della Corte
dei conti trasmettono ai consigli regionali una relazione sulla
tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali
approvate nel semestre precedente e sulle tecniche di quantificazione
degli oneri.
3. Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti
esaminano i bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi delle
regioni e degli enti che compongono il Servizio sanitario nazionale,
con le modalita' e secondo le procedure di cui all'articolo 1, commi
166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per la verifica
del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilita'
interno, dell'osservanza del vincolo previsto in materia di
indebitamento dall'articolo 119, sesto comma, della Costituzione,
della sostenibilita' dell'indebitamento e dell'assenza di
irregolarita' suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli
equilibri economico-finanziari degli enti. I bilanci preventivi
annuali e pluriennali e i rendiconti delle regioni con i relativi
allegati sono trasmessi alle competenti sezioni regionali di
controllo della Corte dei conti dai presidenti delle regioni con
propria relazione.
4. Ai fini del comma 3, le sezioni regionali di controllo della
Corte dei conti verificano altresi' che i rendiconti delle regioni
tengano conto anche delle partecipazioni in societa' controllate e
alle quali e' affidata la gestione di servizi pubblici per la
collettivita' regionale e di servizi strumentali alla regione,
nonche' dei risultati definitivi della gestione degli enti del
Servizio sanitario nazionale, per i quali resta fermo quanto previsto
dall'articolo 2, comma 2-sexies, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, dall'articolo 2, comma 12, della legge 28 dicembre
1995, n. 549, e dall'articolo 32 della legge 27 dicembre 1997, n.
449.
5. Il rendiconto generale della regione e' parificato dalla
sezione regionale di controllo della Corte dei conti ai sensi degli
articoli 39, 40 e 41 del testo unico di cui al regio decreto 12
luglio 1934, n. 1214. Alla decisione di parifica e' allegata una
relazione nella quale la Corte dei conti formula le sue osservazioni
in merito alla legittimita' e alla regolarita' della gestione e
propone le misure di correzione e gli interventi di riforma che
ritiene necessari al fine, in particolare, di assicurare l'equilibrio
del bilancio e di migliorare l'efficacia e l'efficienza della spesa.
La decisione di parifica e la relazione sono trasmesse al presidente
della giunta regionale e al consiglio regionale.
6. Il presidente della regione trasmette ogni dodici mesi alla
sezione regionale di controllo della Corte dei conti una relazione
sulla regolarita' della gestione e sull'efficacia e sull'adeguatezza
del sistema dei controlli interni adottato sulla base delle linee
guida deliberate dalla sezione delle autonomie della Corte dei conti
entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto. La relazione e', altresi', inviata
al presidente del consiglio regionale.
7. Nell'ambito della verifica di cui ai commi 3 e 4,
l'accertamento, da parte delle competenti sezioni regionali di
controllo della Corte dei conti, di squilibri economico-finanziari,
della mancata copertura di spese, della violazione di norme
finalizzate a garantire la regolarita' della gestione finanziaria o
del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilita'
interno comporta per le amministrazioni interessate l'obbligo di
adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito
della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere
le irregolarita' e a ripristinare gli equilibri di bilancio. Tali
provvedimenti sono trasmessi alle sezioni regionali di controllo
della Corte dei conti che li verificano nel termine di trenta giorni
dal ricevimento. Qualora la regione non provveda alla trasmissione
dei suddetti provvedimenti o la verifica delle sezioni regionali di
controllo dia esito negativo, e' preclusa l'attuazione dei programmi
di spesa per i quali e' stata accertata la mancata copertura o
l'insussistenza della relativa sostenibilita' finanziaria.
8. Le relazioni redatte dalle sezioni regionali di controllo
della Corte dei conti ai sensi dei commi precedenti sono trasmesse
alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero
dell'economia e delle finanze per le determinazioni di competenza.
9. Ciascun gruppo consiliare dei consigli regionali approva un
rendiconto di esercizio annuale, strutturato secondo linee guida
deliberate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e recepite
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, per assicurare
la corretta rilevazione dei fatti di gestione e la regolare tenuta
della contabilita', nonche' per definire la documentazione necessaria
a corredo del rendiconto. In ogni caso il rendiconto evidenzia, in
apposite voci, le risorse trasferite al gruppo dal consiglio
regionale, con indicazione del titolo del trasferimento, nonche' le
misure adottate per consentire la tracciabilita' dei pagamenti
effettuati.
10. Il rendiconto e' trasmesso da ciascun gruppo consiliare al
presidente del consiglio regionale, che lo trasmette al presidente
della regione. Entro sessanta giorni dalla chiusura dell'esercizio,
il presidente della regione trasmette il rendiconto di ciascun gruppo
alla competente sezione regionale di controllo della Corte dei conti
perche' si pronunci, nel termine di trenta giorni dal ricevimento,
sulla regolarita' dello stesso con apposita delibera, che e'
trasmessa al presidente della regione per il successivo inoltro al
presidente del consiglio regionale, che ne cura la pubblicazione. In
caso di mancata pronuncia nei successivi trenta giorni, il rendiconto
di esercizio si intende comunque approvato. Il rendiconto e',
altresi', pubblicato in allegato al conto consuntivo del consiglio
regionale e nel sito istituzionale della regione.
11. Qualora la competente sezione regionale di controllo della
Corte dei conti riscontri che il rendiconto di esercizio del gruppo
consiliare o la documentazione trasmessa a corredo dello stesso non
sia conforme alle prescrizioni stabilite a norma del presente
articolo, trasmette, entro trenta giorni dal ricevimento del
rendiconto, al presidente della regione una comunicazione affinche'
si provveda alla relativa regolarizzazione, fissando un termine non
superiore a trenta giorni. La comunicazione e' trasmessa al
presidente del consiglio regionale per i successivi adempimenti da
parte del gruppo consiliare interessato e sospende il decorso del
termine per la pronuncia della sezione. Nel caso in cui il gruppo non
provveda alla regolarizzazione entro il termine fissato, decade, per
l'anno in corso, dal diritto all'erogazione di risorse da parte del
consiglio regionale. La decadenza di cui al presente comma comporta
l'obbligo di restituire le somme ricevute a carico del bilancio del
consiglio regionale e non rendicontate.
12. La decadenza e l'obbligo di restituzione di cui al comma 11
conseguono alla mancata trasmissione del rendiconto entro il termine
individuato ai sensi del comma 10, ovvero alla delibera di non
regolarita' del rendiconto da parte della sezione regionale di
controllo della Corte dei conti.
13. Le regioni che abbiano adottato il piano di stabilizzazione
finanziaria, ai sensi dell'articolo 14, comma 22, del decreto-legge
31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
luglio 2010, n. 122, formalmente approvato con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, possono chiedere al Ministero
dell'economia e delle finanze, entro il 15 dicembre 2012,
un'anticipazione di cassa da destinare esclusivamente al pagamento
delle spese di parte corrente relative a spese di personale, alla
produzione di servizi in economia e all'acquisizione di servizi e
forniture, gia' impegnate e comunque non derivanti da riconoscimento
dei debiti fuori bilancio.
14. L'anticipazione di cui al comma 13 e' concessa, nei limiti di
50 milioni di euro per l'anno 2012, con decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e
delle finanze, che stabilisce altresi' le modalita' per l'erogazione
e per la restituzione dell'anticipazione straordinaria in un periodo
massimo di cinque anni, a decorrere dall'anno successivo a quello in
cui e' erogata l'anticipazione.
15. Alla copertura degli oneri derivanti, nell'anno 2012, dalle
disposizioni recate dai commi 13 e 14 si provvede a valere sulla
dotazione del Fondo di rotazione di cui all'articolo 4, comma 5.
16. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di
Trento e di Bolzano adeguano il proprio ordinamento alle disposizioni
del presente articolo entro un anno dalla data di entrata in vigore
del presente decreto.
17. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare
nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica».
Dopo l'articolo 1 e' inserito il seguente:
«Art. 1-bis (Modifiche al decreto legislativo 6 settembre 2011,
n. 149). - 1. All'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 149, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2:
1) al primo periodo, dopo le parole: "fine legislatura" sono
inserite le seguenti: ", redatta dal servizio bilancio e finanze
della regione e dall'organo di vertice dell'amministrazione
regionale,";
2) al secondo periodo, dopo le parole: "Tavolo tecnico
interistituzionale" sono inserite le seguenti: ", se insediato,";
3) al quarto periodo, dopo le parole: "il triennio 2010-2012"
sono inserite le seguenti: "e per i trienni successivi";
b) al comma 3, secondo periodo, dopo le parole: "Tavolo tecnico
interistituzionale" sono inserite le seguenti: ", se insediato,";
c) dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
"3-bis. La relazione di cui ai commi 2 e 3 e' trasmessa, entro
dieci giorni dalla sottoscrizione del Presidente della Giunta
regionale, alla sezione regionale di controllo della Corte dei conti,
che, entro trenta giorni dal ricevimento, esprime le proprie
valutazioni al Presidente della Giunta regionale. Le valutazioni
espresse dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti
sono pubblicate nel sito istituzionale della regione entro il giorno
successivo al ricevimento da parte del Presidente della Giunta
regionale";
d) al comma 5 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In
caso di mancata adozione dell'atto di cui al primo periodo, il
Presidente della Giunta regionale e' comunque tenuto a predisporre la
relazione di fine legislatura secondo i criteri di cui al comma 4";
e) il comma 6 e' sostituito dal seguente:
"6. In caso di mancato adempimento dell'obbligo di redazione e di
pubblicazione, nel sito istituzionale dell'ente, della relazione di
fine legislatura, al Presidente della Giunta regionale e, qualora non
abbiano predisposto la relazione, al responsabile del servizio
bilancio e finanze della regione e all'organo di vertice
dell'amministrazione regionale e' ridotto della meta', con
riferimento alle successive tre mensilita', rispettivamente,
l'importo dell'indennita' di mandato e degli emolumenti. Il
Presidente della regione e', inoltre, tenuto a dare notizia della
mancata pubblicazione della relazione, motivandone le ragioni, nella
pagina principale del sito istituzionale dell'ente".
2. All'articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
149, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2:
1) al primo periodo, dopo le parole: "fine mandato" sono
inserite le seguenti: ", redatta dal responsabile del servizio
finanziario o dal segretario generale,";
2) al secondo periodo, dopo le parole: "Tavolo tecnico
interistituzionale" sono inserite le seguenti: ", se insediato,";
b) al comma 3, secondo periodo, dopo le parole: "Tavolo tecnico
interistituzionale" sono inserite le seguenti: ", se insediato,";
c) dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
"3-bis. La relazione di cui ai commi 2 e 3 e' trasmessa, entro
dieci giorni dalla sottoscrizione del presidente della provincia o
del sindaco, alla sezione regionale di controllo della Corte dei
conti";
d) al comma 5 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "In
caso di mancata adozione dell'atto di cui al primo periodo, il
presidente della provincia o il sindaco sono comunque tenuti a
predisporre la relazione di fine mandato secondo i criteri di cui al
comma 4";
e) il comma 6 e' sostituito dal seguente:
"6. In caso di mancato adempimento dell'obbligo di redazione e di
pubblicazione, nel sito istituzionale dell'ente, della relazione di
fine mandato, al sindaco e, qualora non abbia predisposto la
relazione, al responsabile del servizio finanziario del comune o al
segretario generale e' ridotto della meta', con riferimento alle tre
successive mensilita', rispettivamente, l'importo dell'indennita' di
mandato e degli emolumenti. Il sindaco e', inoltre, tenuto a dare
notizia della mancata pubblicazione della relazione, motivandone le
ragioni, nella pagina principale del sito istituzionale dell'ente".
3. Dopo l'articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011,
n.149, e' inserito il seguente:
"Art. 4-bis (Relazione di inizio mandato provinciale e comunale).
- 1. Al fine di garantire il coordinamento della finanza pubblica, il
rispetto dell'unita' economica e giuridica della Repubblica e il
principio di trasparenza delle decisioni di entrata e di spesa, le
province e i comuni sono tenuti a redigere una relazione di inizio
mandato, volta a verificare la situazione finanziaria e patrimoniale
e la misura dell'indebitamento dei medesimi enti.
2. La relazione di inizio mandato, predisposta dal responsabile
del servizio finanziario o dal segretario generale, e' sottoscritta
dal presidente della provincia o dal sindaco entro il novantesimo
giorno dall'inizio del mandato. Sulla base delle risultanze della
relazione medesima, il presidente della provincia o il sindaco in
carica, ove ne sussistano i presupposti, possono ricorrere alle
procedure di riequilibrio finanziario vigenti".
4. All'articolo 5 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n.
149, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) all'alinea, dopo le parole: "n. 196," sono inserite le
seguenti: "anche nei confronti delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano," e le parole: ", anche attraverso le
rilevazioni SIOPE," sono soppresse;
2) dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:
"c-bis) aumento non giustificato delle spese in favore dei
gruppi consiliari e degli organi istituzionali";
3) e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Le verifiche
di cui all'alinea sono attivate anche attraverso le rilevazioni
SIOPE, rispetto agli indicatori di cui alle lettere a), b) e c), e le
rilevazioni del Ministero dell'interno, per gli enti locali, e del
Dipartimento per gli affari regionali, il turismo e lo sport della
Presidenza del Consiglio dei ministri, per le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, rispetto all'indicatore di cui alla
lettera c-bis)";
b) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
"1-bis. Qualora siano evidenziati squilibri finanziari, anche
attraverso le rilevazioni SIOPE, rispetto agli indicatori di cui al
comma 1, lettere a), b) e c), e le rilevazioni del Ministero
dell'interno, per gli enti locali, e del Dipartimento per gli affari
regionali, il turismo e lo sport, per le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, rispetto all'indicatore di cui al
comma 1, lettera c-bis), il Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato ne da' immediata
comunicazione alla sezione regionale di controllo della Corte dei
conti competente per territorio";
c) il comma 2 e' abrogato».
L'articolo 2 e' sostituito dal seguente:
«Art. 2 (Riduzione dei costi della politica nelle regioni). - 1.
Ai fini del coordinamento della finanza pubblica e per il
contenimento della spesa pubblica, a decorrere dal 2013 una quota
pari all'80 per cento dei trasferimenti erariali a favore delle
regioni, diversi da quelli destinati al finanziamento del Servizio
sanitario nazionale e al trasporto pubblico locale, e' erogata a
condizione che la regione, con le modalita' previste dal proprio
ordinamento, entro il 23 dicembre 2012, ovvero entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto qualora occorra procedere a modifiche statutarie:
a) abbia dato applicazione a quanto previsto dall'articolo 14,
comma 1, lettere a), b), d) ed e), del decreto-legge 13 agosto 2011,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,
n. 148;
b) abbia definito l'importo dell'indennita' di funzione e
dell'indennita' di carica, nonche' delle spese di esercizio del
mandato, dei consiglieri e degli assessori regionali, spettanti in
virtu' del loro mandato, in modo tale che non ecceda complessivamente
l'importo riconosciuto dalla regione piu' virtuosa. La regione piu'
virtuosa e' individuata dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano entro il 10 dicembre 2012. Decorso inutilmente tale termine,
la regione piu' virtuosa e' individuata con decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri o, su sua delega, del Ministro per gli
affari regionali, il turismo e lo sport, di concerto con i Ministri
dell'interno, per la pubblica amministrazione e la semplificazione e
dell'economia e delle finanze, adottato nei successivi quindici
giorni;
c) abbia disciplinato l'assegno di fine mandato dei consiglieri
regionali in modo tale che non ecceda l'importo riconosciuto dalla
regione piu' virtuosa. La regione piu' virtuosa e' individuata dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni, e le
province autonome di Trento e di Bolzano entro il 10 dicembre 2012
secondo le modalita' di cui alla lettera b). Le disposizioni di cui
alla presente lettera non si applicano alle regioni che abbiano
abolito gli assegni di fine mandato;
d) abbia introdotto il divieto di cumulo di indennita' o
emolumenti, ivi comprese le indennita' di funzione o di presenza in
commissioni o organi collegiali, derivanti dalle cariche di
presidente della regione, di presidente del consiglio regionale, di
assessore o di consigliere regionale, prevedendo inoltre che il
titolare di piu' cariche sia tenuto ad optare, fin che dura la
situazione di cumulo potenziale, per uno solo degli emolumenti o
indennita';
e) abbia previsto, per i consiglieri, la gratuita' della
partecipazione alle commissioni permanenti e speciali, con
l'esclusione anche di diarie, indennita' di presenza e rimborsi di
spese comunque denominati;
f) abbia disciplinato le modalita' di pubblicita' e trasparenza
dello stato patrimoniale dei titolari di cariche pubbliche elettive e
di governo di competenza, prevedendo che la dichiarazione, da
pubblicare annualmente, all'inizio e alla fine del mandato, nel sito
istituzionale dell'ente, riguardi: i dati di reddito e di patrimonio,
con particolare riferimento ai redditi annualmente dichiarati; i beni
immobili e mobili registrati posseduti; le partecipazioni in societa'
quotate e non quotate; la consistenza degli investimenti in titoli
obbligazionari, titoli di Stato o in altre utilita' finanziarie
detenute anche tramite fondi di investimento, SICAV o intestazioni
fiduciarie, stabilendo altresi' sanzioni amministrative per la
mancata o parziale ottemperanza;
g) fatti salvi i rimborsi delle spese elettorali previsti dalla
normativa nazionale, abbia definito l'importo dei contributi in
favore dei gruppi consiliari, al netto delle spese per il personale,
da destinare esclusivamente agli scopi istituzionali riferiti
all'attivita' del consiglio regionale e alle funzioni di studio,
editoria e comunicazione, esclusa in ogni caso la contribuzione per
partiti o movimenti politici, nonche' per gruppi composti da un solo
consigliere, salvo quelli che risultino cosi' composti gia' all'esito
delle elezioni, in modo tale che non eccedano complessivamente
l'importo riconosciuto dalla regione piu' virtuosa, secondo criteri
omogenei, ridotto della meta'. La regione piu' virtuosa e'
individuata dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano entro il 10
dicembre 2012, tenendo conto delle dimensioni del territorio e della
popolazione residente in ciascuna regione, secondo le modalita' di
cui alla lettera b);
h) abbia definito, per le legislature successive a quella in
corso e salvaguardando per le legislature correnti i contratti in
essere, l'ammontare delle spese per il personale dei gruppi
consiliari, secondo un parametro omogeneo, tenendo conto del numero
dei consiglieri, delle dimensioni del territorio e dei modelli
organizzativi di ciascuna regione;
i) abbia dato applicazione alle regole previste dall'articolo 6
e dall'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e
successive modificazioni, dall'articolo 22, commi da 2 a 4,
dall'articolo 23-bis, commi 5-bis e 5-ter, e dall'articolo 23-ter del
decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dall'articolo 3, commi 4, 5, 6
e 9, dall'articolo 4, dall'articolo 5, comma 6, e dall'articolo 9,
comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135;
l) abbia istituito, altresi', un sistema informativo al quale
affluiscono i dati relativi al finanziamento dell'attivita' dei
gruppi politici, curandone, altresi', la pubblicita' nel proprio sito
istituzionale. I dati sono resi disponibili, per via telematica, al
sistema informativo della Corte dei conti, al Ministero dell'economia
e delle finanze -- Dipartimento della Ragioneria generale dello
Stato, nonche' alla Commissione per la trasparenza e il controllo dei
rendiconti dei partiti e dei movimenti politici di cui all'articolo 9
della legge 6 luglio 2012, n.96;
m) abbia adottato provvedimenti volti a recepire quanto
disposto dall'articolo 14, comma 1, lettera f), del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148. La regione, a decorrere dalla data di entrata
in vigore del presente decreto e fatti salvi i relativi trattamenti
gia' in erogazione a tale data, fino all'adozione dei provvedimenti
di cui al primo periodo, puo' prevedere o corrispondere trattamenti
pensionistici o vitalizi in favore di coloro che abbiano ricoperto la
carica di presidente della regione, di consigliere regionale o di
assessore regionale solo se, a quella data, i beneficiari: 1) hanno
compiuto sessantasei anni di eta'; 2) hanno ricoperto tali cariche,
anche non continuativamente, per un periodo non inferiore a dieci
anni. Fino all'adozione dei provvedimenti di cui alla presente
lettera, in assenza dei requisiti di cui ai numeri 1) e 2), la
regione non corrisponde i trattamenti maturati dopo la data di
entrata in vigore del presente decreto. Le disposizioni di cui alla
presente lettera non si applicano alle regioni che abbiano abolito i
vitalizi;
n) abbia escluso, ai sensi degli articoli 28 e 29 del codice
penale, l'erogazione del vitalizio in favore di chi sia condannato in
via definitiva per delitti contro la pubblica amministrazione.
2. Ferme restando le riduzioni di cui al comma 1, alinea, in caso
di mancato adeguamento alle disposizioni di cui al comma 1 entro i
termini ivi previsti, a decorrere dal 1° gennaio 2013 i trasferimenti
erariali a favore della regione inadempiente sono ridotti per un
importo corrispondente alla meta' delle somme da essa destinate per
l'esercizio 2013 al trattamento economico complessivo spettante ai
membri del consiglio regionale e ai membri della giunta regionale.
3. Gli enti interessati comunicano il documentato rispetto delle
condizioni di cui al comma 1 mediante comunicazione da inviare alla
Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero dell'economia e
delle finanze entro il quindicesimo giorno successivo alla scadenza
dei termini di cui al comma 1. Le disposizioni del comma 1 si
applicano anche alle regioni nelle quali, alla data di entrata in
vigore della legge di conversione del presente decreto, il presidente
della regione abbia presentato le dimissioni ovvero si debbano
svolgere le consultazioni elettorali entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del presente
decreto. Le regioni di cui al precedente periodo adottano le
disposizioni di cui al comma 1 entro tre mesi dalla data della prima
riunione del nuovo consiglio regionale ovvero, qualora occorra
procedere a modifiche statutarie, entro sei mesi dalla medesima data.
Ai fini del coordinamento della finanza pubblica, se, all'atto
dell'indizione delle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale,
la regione non ha provveduto all'adeguamento statutario nei termini
di cui all'articolo 14, comma 1, lettera a), del decreto-legge 13
agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
settembre 2011, n. 148, le elezioni sono indette per il numero
massimo dei consiglieri regionali previsto, in rapporto alla
popolazione, dal medesimo articolo 14, comma 1, lettera a), del
decreto-legge n. 138 del 2011.
4. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e di Bolzano provvedono ad adeguare i propri ordinamenti a quanto
previsto dal comma 1 compatibilmente con i propri statuti di
autonomia e con le relative norme di attuazione.
5. Qualora le regioni non adeguino i loro ordinamenti entro i
termini di cui al comma 1 ovvero entro quelli di cui al comma 3, alla
regione inadempiente e' assegnato, ai sensi dell'articolo 8 della
legge 5 giugno 2003, n. 131, il termine di novanta giorni per
provvedervi. Il mancato rispetto di tale ulteriore termine e'
considerato grave violazione di legge ai sensi dell'articolo 126,
primo comma, della Costituzione.
6. All'articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 83, secondo periodo, le parole: "il presidente
della regione commissario ad acta" sono sostituite dalle seguenti:
"il presidente della regione o un altro soggetto commissario ad
acta";
b) dopo il comma 84 e' inserito il seguente:
"84-bis. In caso di dimissioni o di impedimento del presidente
della regione il Consiglio dei ministri nomina un commissario ad
acta, al quale spettano i poteri indicati nel terzo e quarto periodo
del comma 83 fino all'insediamento del nuovo presidente della regione
o alla cessazione della causa di impedimento. Il presente comma si
applica anche ai commissariamenti disposti ai sensi dell'articolo 4,
comma 2, del decreto-legge 1° ottobre 2007, n.159, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n.222, e successive
modificazioni".
7. Al terzo periodo del comma 6 dell'articolo 1 della legge 3
giugno 1999, n.157, e successive modificazioni, dopo le parole:
"Camera dei deputati" sono inserite le seguenti: "o di un Consiglio
regionale"».
All'articolo 3:
al comma 1:
alla lettera a), capoverso Art. 41-bis, comma 1, al primo
periodo, la parola: «10.000» e' sostituita dalla seguente: «15.000»
e, al secondo periodo, le parole: «all'inizio e alla fine del
mandato» sono sostituite dalle seguenti: «nonche' all'inizio e alla
fine del mandato»;
la lettera c) e' soppressa;
alla lettera d):
al capoverso Art. 147, comma 3, le parole: «con popolazione
superiore a 10.000 abitanti» sono sostituite dalle seguenti: «con
popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase di prima
applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014 e a 15.000 abitanti a
decorrere dal 2015»;
al capoverso Art. 147-bis:
al comma 1, secondo periodo, le parole: «E' inoltre
effettuato» sono sostituite dalle seguenti: «Il controllo contabile
e' effettuato»;
al comma 2, al primo periodo, le parole: «e contabile» e, al
secondo periodo, le parole: «gli atti di accertamento di entrata, gli
atti di liquidazione della spesa,» sono soppresse;
al comma 3, dopo le parole: «ai responsabili dei servizi,»
sono inserite le seguenti: «unitamente alle direttive cui conformarsi
in caso di riscontrate irregolarita', nonche'»;
al capoverso Art. 147-ter:
al comma 1, le parole: «con popolazione superiore a 10.000
abitanti», ovunque ricorrono, sono sostituite dalle seguenti: «con
popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase di prima
applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014 e a 15.000 abitanti a
decorrere dal 2015»;
al comma 2, dopo le parole: «controllo strategico» sono
inserite le seguenti: «, che e' posta sotto la direzione del
direttore generale, laddove previsto, o del segretario comunale negli
enti in cui non e' prevista la figura del direttore generale,» e le
parole: «, secondo modalita' da definire con il regolamento di
contabilita' dell'ente in base a quanto previsto dallo statuto» sono
soppresse;
il capoverso Art. 147-quater e' sostituito dal seguente:
«Art.147-quater (Controlli sulle societa' partecipate non
quotate). - 1. L'ente locale definisce, secondo la propria autonomia
organizzativa, un sistema di controlli sulle societa' non quotate,
partecipate dallo stesso ente locale. Tali controlli sono esercitati
dalle strutture proprie dell'ente locale, che ne sono responsabili.
2. Per l'attuazione di quanto previsto al comma 1 del presente
articolo, l'amministrazione definisce preventivamente, in riferimento
all'articolo 170, comma 6, gli obiettivi gestionali a cui deve
tendere la societa' partecipata, secondo parametri qualitativi e
quantitativi, e organizza un idoneo sistema informativo finalizzato a
rilevare i rapporti finanziari tra l'ente proprietario e la societa',
la situazione contabile, gestionale e organizzativa della societa', i
contratti di servizio, la qualita' dei servizi, il rispetto delle
norme di legge sui vincoli di finanza pubblica.
3. Sulla base delle informazioni di cui al comma 2, l'ente locale
effettua il monitoraggio periodico sull'andamento delle societa' non
quotate partecipate, analizza gli scostamenti rispetto agli obiettivi
assegnati e individua le opportune azioni correttive, anche in
riferimento a possibili squilibri economico-finanziari rilevanti per
il bilancio dell'ente.
4. I risultati complessivi della gestione dell'ente locale e
delle aziende non quotate partecipate sono rilevati mediante bilancio
consolidato, secondo la competenza economica.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano agli enti
locali con popolazione superiore a 100.000 abitanti in fase di prima
applicazione, a 50.000 abitanti per il 2014 e a 15.000 abitanti a
decorrere dal 2015. Le disposizioni del presente articolo non si
applicano alle societa' quotate e a quelle da esse controllate ai
sensi dell'articolo 2359 del codice civile. A tal fine, per societa'
quotate partecipate dagli enti di cui al presente articolo si
intendono le societa' emittenti strumenti finanziari quotati in
mercati regolamentati»;
la lettera e) e' sostituita dalla seguente:
«e) l'articolo 148 e' sostituito dai seguenti:
"Art. 148 (Controlli esterni). - 1. Le sezioni regionali della
Corte dei conti verificano, con cadenza semestrale, la legittimita' e
la regolarita' delle gestioni, nonche' il funzionamento dei controlli
interni ai fini del rispetto delle regole contabili e dell'equilibrio
di bilancio di ciascun ente locale. A tale fine, il sindaco,
relativamente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti,
o il presidente della provincia, avvalendosi del direttore generale,
quando presente, o del segretario negli enti in cui non e' prevista
la figura del direttore generale, trasmette semestralmente alla
sezione regionale di controllo della Corte dei conti un referto sulla
regolarita' della gestione e sull'efficacia e sull'adeguatezza del
sistema dei controlli interni adottato, sulla base delle linee guida
deliberate dalla sezione delle autonomie della Corte dei conti entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione; il referto e', altresi', inviato al presidente del
consiglio comunale o provinciale.
2. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato puo' attivare verifiche sulla
regolarita' della gestione amministrativo-contabile, ai sensi
dell'articolo 14, comma 1, lettera d), della legge 31 dicembre 2009,
n.196, oltre che negli altri casi previsti dalla legge, qualora un
ente evidenzi, anche attraverso le rilevazioni SIOPE, situazioni di
squilibrio finanziario riferibili ai seguenti indicatori:
a) ripetuto utilizzo dell'anticipazione di tesoreria;
b) disequilibrio consolidato della parte corrente del bilancio;
c) anomale modalita' di gestione dei servizi per conto di
terzi;
d) aumento non giustificato di spesa degli organi politici
istituzionali.
3. Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti
possono attivare le procedure di cui al comma 2.
4. In caso di rilevata assenza o inadeguatezza degli strumenti e
delle metodologie di cui al secondo periodo del comma 1 del presente
articolo, fermo restando quanto previsto dall'articolo 1 della legge
14 gennaio 1994, n.20, e successive modificazioni, e dai commi 5 e
5-bis dell'articolo 248 del presente testo unico, le sezioni
giurisdizionali regionali della Corte dei conti irrogano agli
amministratori responsabili la condanna ad una sanzione pecuniaria da
un minimo di cinque fino ad un massimo di venti volte la retribuzione
mensile lorda dovuta al momento di commissione della violazione.
Art. 148-bis (Rafforzamento del controllo della Corte dei conti
sulla gestione finanziaria degli enti locali). - 1. Le sezioni
regionali di controllo della Corte dei conti esaminano i bilanci
preventivi e i rendiconti consuntivi degli enti locali ai sensi
dell'articolo 1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005,
n.266, per la verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal
patto di stabilita' interno, dell'osservanza del vincolo previsto in
materia di indebitamento dall'articolo 119, sesto comma, della
Costituzione, della sostenibilita' dell'indebitamento, dell'assenza
di irregolarita', suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva,
gli equilibri economico-finanziari degli enti.
2. Ai fini della verifica prevista dal comma 1, le sezioni
regionali di controllo della Corte dei conti accertano altresi' che i
rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni
in societa' controllate e alle quali e' affidata la gestione di
servizi pubblici per la collettivita' locale e di servizi strumentali
all'ente.
3. Nell'ambito della verifica di cui ai commi 1 e 2,
l'accertamento, da parte delle competenti sezioni regionali di
controllo della Corte dei conti, di squilibri economico-finanziari,
della mancata copertura di spese, della violazione di norme
finalizzate a garantire la regolarita' della gestione finanziaria, o
del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilita'
interno comporta per gli enti interessati l'obbligo di adottare,
entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della
pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le
irregolarita' e a ripristinare gli equilibri di bilancio. Tali
provvedimenti sono trasmessi alle sezioni regionali di controllo
della Corte dei conti che li verificano nel termine di trenta giorni
dal ricevimento. Qualora l'ente non provveda alla trasmissione dei
suddetti provvedimenti o la verifica delle sezioni regionali di
controllo dia esito negativo, e' preclusa l'attuazione dei programmi
di spesa per i quali e' stata accertata la mancata copertura o
l'insussistenza della relativa sostenibilita' finanziaria"»;
alla lettera f), numero 1), secondo periodo, le parole da: «e
tenuto conto» fino alla fine del periodo sono soppresse;
dopo la lettera g) e' inserita la seguente:
«g-bis) all'articolo 169, dopo il comma 3 e' aggiunto il
seguente:
"3-bis. Il piano esecutivo di gestione e' deliberato in
coerenza con il bilancio di previsione e con la relazione
previsionale e programmatica. Al fine di semplificare i processi di
pianificazione gestionale dell'ente, il piano dettagliato degli
obiettivi di cui all'articolo 108, comma 1, del presente testo unico
e il piano della performance di cui all'articolo 10 del decreto
legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono unificati organicamente nel
piano esecutivo di gestione"»;
alla lettera h), capoverso 3-bis, dopo le parole: «L'avanzo di
amministrazione» sono inserite le seguenti: «non vincolato» e dopo le
parole: «dagli articoli 195 e 222» sono aggiunte le seguenti: «,
fatto salvo l'utilizzo per i provvedimenti di riequilibrio di cui
all'articolo 193»;
alla lettera i), capoverso 3, primo periodo, dopo le parole:
«la Giunta,» sono inserite le seguenti: «qualora i fondi
specificamente previsti in bilancio si dimostrino insufficienti,», le
parole: «dieci giorni» sono sostituite dalle seguenti: «venti
giorni», le parole: «all'Organo Consiliare» sono sostituite dalle
seguenti: «al Consiglio» e dopo le parole: «articolo 194,» sono
inserite le seguenti: «comma 1, lettera e),»;
dopo la lettera i) e' inserita la seguente:
«i-bis) all'articolo 222, dopo il comma 2 e' aggiunto il
seguente:
"2-bis. Per gli enti locali in dissesto economico-finanziario
ai sensi dell'articolo 246, che abbiano adottato la deliberazione di
cui all'articolo 251, comma 1, e che si trovino in condizione di
grave indisponibilita' di cassa, certificata congiuntamente dal
responsabile del servizio finanziario e dall'organo di revisione, il
limite massimo di cui al comma 1 del presente articolo e' elevato a
cinque dodicesimi per la durata di sei mesi a decorrere dalla data
della predetta certificazione. E' fatto divieto ai suddetti enti di
impegnare tali maggiori risorse per spese non obbligatorie per legge
e risorse proprie per partecipazione ad eventi o manifestazioni
culturali e sportive, sia nazionali che internazionali"»;
la lettera m) e' soppressa;
dopo la lettera m) e' inserita la seguente:
«m-bis) all'articolo 234:
1) al comma 3, dopo le parole: "nelle unioni di comuni" sono
inserite le seguenti: ", salvo quanto previsto dal comma 3-bis,";
2) dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
"3-bis. Nelle unioni di comuni che esercitano in forma
associata tutte le funzioni fondamentali dei comuni che ne fanno
parte, la revisione economico-finanziaria e' svolta da un collegio di
revisori composto da tre membri, che svolge le medesime funzioni
anche per i comuni che fanno parte dell'unione"»;
alla lettera q), capoverso 3-bis, le parole: «societa'
partecipate» sono sostituite dalle seguenti: «societa' controllate,
con esclusione di quelle quotate in borsa,»;
dopo la lettera q) e' inserita la seguente:
«q-bis) all'articolo 243, comma 6, la lettera a) e' sostituita
dalla seguente:
"a) gli enti locali che, pur risultando non deficitari dalle
risultanze della tabella allegata al rendiconto di gestione, non
presentino il certificato al rendiconto della gestione, di cui
all'articolo 161"»;
alla lettera r):
al capoverso 243-bis:
al comma 1, secondo periodo, le parole: «abbia gia'
provveduto,» sono sostituite dalle seguenti: «provveda, a decorrere
dalla data di entrata in vigore della presente disposizione,» e le
parole: «previste dall'articolo 1, comma 168, della legge 23 dicembre
2005, n. 266» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al comma 6,
lettera a), del presente articolo»;
al comma 3, le parole: «previste dall'articolo 1, comma 168,
della legge n. 266 del 2005» sono sostituite dalle seguenti: «di cui
al comma 6, lettera a), del presente articolo»;
al comma 5, le parole: «piano di riequilibrio finanziario
pluriennale della durata massima di 5 anni» sono sostituite dalle
seguenti: «piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata
massima di dieci anni»;
al comma 6, lettera a), le parole: «ai sensi dell'articolo 1,
comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,» sono soppresse;
al comma 6, la lettera c) e' sostituita dalla seguente:
«c) l'individuazione, con relative quantificazione e
previsione dell'anno di effettivo realizzo, di tutte le misure
necessarie per ripristinare l'equilibrio strutturale del bilancio,
per l'integrale ripiano del disavanzo di amministrazione accertato e
per il finanziamento dei debiti fuori bilancio entro il periodo
massimo di dieci anni, a partire da quello in corso alla data di
accettazione del piano»;
al comma 8, lettera g), le parole: «e che provveda alla
alienazione dei beni patrimoniali» sono sostituite dalle seguenti: «,
che abbia previsto l'impegno ad alienare i beni patrimoniali» e dopo
le parole: «per i fini istituzionali dell'ente» sono inserite le
seguenti: « e che abbia provveduto»;
al capoverso 243-ter, comma 3, le parole: «fissato in euro
100 per abitante» sono sostituite dalle seguenti: «fissato in euro
300 per abitante per i comuni e in euro 20 per abitante per le
province o per le citta' metropolitane,»;
al capoverso 243-quater:
al comma 1, al primo periodo, le parole: «, che assume la
denominazione di Commissione per la stabilita' finanziaria degli enti
locali» sono soppresse e, al secondo periodo, le parole: «30 giorni»
sono sostituite dalle seguenti: «sessanta giorni» e dopo le parole:
«tra i dipendenti dei rispettivi Ministeri» sono inserite le
seguenti: «e dall'ANCI»;
al comma 3, secondo periodo, le parole: «ai sensi
dell'articolo 1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,»
sono sostituite dalle seguenti: «ai sensi dell'articolo 243-bis,
comma 6, lettera a),»;
al comma 5, secondo periodo, le parole: «di cui
all'articolo 243-quater» sono sostituite dalle seguenti: «di cui
all'articolo 243-ter»;
dopo il capoverso 243-quater e' aggiunto il seguente:
«243-quinquies (Misure per garantire la stabilita'
finanziaria degli enti locali sciolti per fenomeni di infiltrazione e
di condizionamento di tipo mafioso). - 1. Per la gestione finanziaria
degli enti locali sciolti ai sensi dell'articolo 143, per i quali
sussistono squilibri strutturali di bilancio, in grado di provocare
il dissesto finanziario, la commissione straordinaria per la gestione
dell'ente, entro sei mesi dal suo insediamento, puo' richiedere una
anticipazione di cassa da destinare alle finalita' di cui al comma 2.
2. L'anticipazione di cui al comma 1, nel limite massimo di euro
200 per abitante, e' destinata esclusivamente al pagamento delle
retribuzioni al personale dipendente e ai conseguenti oneri
previdenziali, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti
obbligazionari, nonche' all'espletamento dei servizi locali
indispensabili. Le somme a tal fine concesse non sono oggetto di
procedure di esecuzione e di espropriazione forzata.
3. L'anticipazione e' concessa con decreto del Ministero
dell'interno di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze, nei limiti di 20 milioni di euro annui a valere sulle
dotazioni del fondo di rotazione di cui all'articolo 243-ter.
4. Il decreto ministeriale di cui al comma 3 stabilisce altresi'
le modalita' per la restituzione dell'anticipazione straordinaria in
un periodo massimo di dieci anni a decorrere dall'anno successivo a
quello in cui e' erogata l'anticipazione»;
dopo il comma 1 sono inseriti i seguenti:
«1-bis. Il comma 168 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, e' abrogato.
1-ter. A seguito di apposito monitoraggio, nel caso si
verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto
alle previsioni di cui all'articolo 243-ter del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dal comma 1,
lettera r), del presente articolo, i Ministri competenti propongono
annualmente, in sede di predisposizione del disegno di legge di
stabilita', gli interventi correttivi necessari per assicurare la
copertura dei nuovi o maggiori oneri»;
i commi 3 e 4 sono soppressi;
dopo il comma 4 e' inserito il seguente:
«4-bis. All'atto della costituzione del collegio dei revisori
delle unioni di comuni, in attuazione dell'articolo 234, comma 3-bis,
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, introdotto dal
comma 1, lettera m-bis), del presente articolo, decadono i revisori
in carica nei comuni che fanno parte dell'unione. Per la scelta dei
componenti del collegio dei revisori di cui al primo periodo si
applicano le disposizioni di cui all'articolo 16, comma 25, del
decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 settembre 2011, n. 148»;
dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
«5-bis. Al fine di favorire il ripristino dell'ordinata
gestione di cassa del bilancio corrente, i comuni che, nell'anno
2012, entro la data di entrata in vigore del presente decreto,
abbiano dichiarato lo stato di dissesto finanziario di cui
all'articolo 244 del testo unico di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n.267, possono motivatamente chiedere al Ministero
dell'interno, entro il 15 dicembre 2012, l'anticipazione di somme da
destinare ai pagamenti in sofferenza, di competenza dell'esercizio
2012.
5-ter. L'assegnazione di cui al comma 5-bis, nella misura
massima di 20 milioni di euro, e' restituita, in parti uguali, nei
tre esercizi successivi, entro il 30 settembre di ciascun anno. In
caso di mancato versamento entro il termine di cui al primo periodo,
e' disposto, da parte dell'Agenzia delle entrate, il recupero delle
somme nei confronti del comune inadempiente, all'atto del pagamento
allo stesso dell'imposta municipale propria di cui all'articolo 13
del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con
modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive
modificazioni.
5-quater. Alla copertura degli oneri, derivanti nell'anno 2012
dalle disposizioni di cui al comma 5-bis, si provvede a valere sulla
dotazione del Fondo di rotazione di cui all'articolo 4, comma 1»;
dopo il comma 7 e' aggiunto il seguente:
«7-bis. All'articolo 3 del decreto legislativo 26 novembre
2010, n. 216, dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
"1-bis. In ogni caso, ai fini della determinazione dei
fabbisogni standard di cui al presente decreto, le modifiche
nell'elenco delle funzioni fondamentali sono prese in considerazione
dal primo anno successivo all'adeguamento dei certificati di conto
consuntivo alle suddette nuove elencazioni, tenuto conto anche degli
esiti dell'armonizzazione degli schemi di bilancio di cui al decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118"».
Dopo l'articolo 3 e' inserito il seguente:
«Art. 3-bis (Incremento della massa attiva della gestione
liquidatoria degli enti locali in stato di dissesto finanziario). -
1. Per gli anni 2012, 2013 e 2014, le somme disponibili sul capitolo
1316 "Fondo ordinario per il finanziamento dei bilanci degli enti
locali" dello stato di previsione della spesa del Ministero
dell'interno, accantonate ai sensi dell'articolo 35, comma 6, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.504, e non utilizzate nei
richiamati esercizi, per gli interventi di cui agli articoli 259,
comma 4, e 260, comma 2, del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n.267, sono destinate all'incremento
della massa attiva della gestione liquidatoria degli enti locali in
stato di dissesto finanziario, deliberato dopo il 4 ottobre 2007 e
fino alla data di entrata in vigore del presente decreto. Il
contributo e' ripartito, nei limiti della massa passiva accertata, in
base ad una quota pro capite determinata tenendo conto della
popolazione residente, calcolata alla fine del penultimo anno
precedente alla dichiarazione di dissesto, secondo i dati forniti
dall'Istituto nazionale di statistica. Ai fini del riparto, gli enti
con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono considerati come enti
di 5.000 abitanti. A tal fine, le somme non impegnate di cui al primo
periodo, entro il limite massimo di 30 milioni di euro annui, sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
allo stato di previsione del Ministero dell'interno per le finalita'
indicate dal primo periodo».
All'articolo 4:
al comma 1, le parole: «, denominato: "Fondo di rotazione per
la concessione di anticipazioni agli enti locali in situazione di
grave squilibrio finanziario"» sono soppresse e le parole: «100
milioni per l'anno 2013 e 200 milioni per ciascuno degli anni dal
2014 al 2020» sono sostituite dalle seguenti: «90 milioni di euro per
l'anno 2013, 190 milioni di euro per l'anno 2014 e 200 milioni di
euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020»;
al comma 3, dopo le parole: «Alla copertura degli oneri di cui
al comma 1» sono inserite le seguenti: «e di cui al numero 5-bis)
della lettera a) del comma 1 dell'articolo 11»;
al comma 5, al primo periodo, le parole: «500 milioni» sono
sostituite dalle seguenti: «498 milioni» e, al quarto periodo, dopo
le parole: «Alla copertura dell'onere di cui al primo periodo» sono
inserite le seguenti: «del presente comma e degli oneri di cui
all'articolo 11, comma 1-bis, del presente decreto» e le parole: «di
quota parte delle risorse» sono sostituite dalle seguenti: «della
quota parte delle risorse assegnate agli enti locali».
All'articolo 5, alla rubrica, le parole: «Fondo di rotazione in
favore degli enti locali per i quali sussistono eccezionali squilibri
strutturali di bilancio» sono sostituite dalle seguenti: «Fondo di
rotazione per assicurare la stabilita' finanziaria degli enti
locali».
L'articolo 7 e' soppresso.
All'articolo 8, comma 3, capoverso 6-bis:
al secondo periodo, le parole: «estinzione anticipata del
debito» sono sostituite dalle seguenti: «estinzione o la riduzione
anticipata del debito, inclusi gli eventuali indennizzi dovuti»;
al terzo e al quarto periodo, le parole: «estinzione anticipata
del debito» sono sostituite dalle seguenti: «estinzione o la
riduzione anticipata del debito».
All'articolo 9:
al comma 1, le parole: «, contestualmente all'eventuale
deliberazione di assestamento del bilancio di previsione» sono
soppresse;
al comma 3, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
«b) al comma 12-ter, ultimo periodo, le parole: "il 30
settembre 2012" sono sostituite dalle seguenti: "novanta giorni dalla
data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di
approvazione del modello di dichiarazione dell'imposta municipale
propria e delle relative istruzioni"»;
al comma 4, al primo periodo, le parole: «enti appartenenti ai
livelli di governo sub statale,» sono sostituite dalle seguenti:
«enti territoriali» e il secondo periodo e' soppresso;
sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:
«6-bis. A seguito della verifica del gettito dell'imposta
municipale propria dell'anno 2012, da effettuare entro il mese di
febbraio 2013, si provvede all'eventuale conseguente regolazione dei
rapporti finanziari tra lo Stato e i comuni, nell'ambito delle
dotazioni del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti
erariali previste a legislazione vigente.
6-ter. Le disposizioni di attuazione del comma 3 dell'articolo
91-bis del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, come modificato dal
comma 6 del presente articolo, sono quelle del regolamento di cui al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 19 novembre 2012,
n. 200.
6-quater. Per esigenze di coordinamento, fermi la data e gli
effetti delle incorporazioni previsti dall'articolo 23-quater del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 agosto 2012, n. 135:
a) al comma 10 del predetto articolo 23-quater sono apportate
le seguenti modificazioni:
1) il numero 3) della lettera d) e' sostituito dal
seguente:
"3) ai commi 3-bis e 4, le parole: `del territorio' sono
sostituite dalle seguenti: 'delle entrate'";
2) dopo la lettera d) e' aggiunta la seguente:
"d-bis) all'articolo 67, comma 3, secondo periodo, dopo le
parole: 'pubbliche amministrazioni' sono inserite le seguenti: ',
ferma restando ai fini della scelta la legittimazione gia'
riconosciuta a quelli rientranti nei settori di cui all'articolo 19,
comma 6, terzo periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165,'";
b) tenuto conto dell'incorporazione dell'Agenzia del
territorio nell'Agenzia delle entrate, si intende che i due
componenti di cui all'articolo 64, comma 4, del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300, successivamente al 1° dicembre 2012
deliberano per le sole materie ivi indicate.
6-quinquies. In ogni caso, l'esenzione dall'imposta sugli
immobili disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, non si applica alle fondazioni
bancarie di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153».
All'articolo 10:
il comma 1 e' soppresso;
al comma 2, primo periodo, dopo le parole: «e' soppressa» sono
aggiunte le seguenti: «e i relativi organi decadono»;
il comma 4 e' sostituito dal seguente:
«4. Per garantire la contin [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Software Topografia
Rockwool

NEWS NORMATIVA

14/11 - Decreto Genova, salta ‘il cuore’ del condono Ischia

Cancellato il riferimento alla legge del 1985 che avrebbe concesso disposizioni meno restrittive per le pratiche pendenti

14/11 - ANCE: ‘gli obiettivi della Manovra sono irrealizzabili’

I costruttori: ‘occorrono misure di forte impatto che consentano, fin dai primi mesi del 2019, di trasformare le risorse in cantieri sul territorio’


SIKAFLEX -11 FC+
Rehau