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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Legge 06/03/ 2014 n. 16

Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonchè misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche (Salva Roma-ter)

Legge dello Stato 02/05/2014 n. 68

(Gazzetta ufficiale 05/05/2014 n. 102)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di finanza locale, nonchè misure volte a garantire la funzionalità dei servizi svolti nelle istituzioni scolastiche

Vigente al: 6-5-2014



La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Promulga
la seguente legge:


Art. 1

1. Il decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16, recante disposizioni
urgenti in materia di finanza locale, nonche' misure volte a
garantire la funzionalita' dei servizi svolti nelle istituzioni
scolastiche, e' convertito in legge con le modificazioni riportate in
allegato alla presente legge.
2. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base
dei decreti-legge 31 ottobre 2013, n. 126, recante misure finanziarie
urgenti in favore di regioni ed enti locali ed interventi localizzati
nel territorio, e 30 dicembre 2013, n. 151, recante disposizioni di
carattere finanziario indifferibili finalizzate a garantire la
funzionalita' di enti locali, la realizzazione di misure in tema di
infrastrutture, trasporti ed opere pubbliche nonche' a consentire
interventi in favore di popolazioni colpite da calamita' naturali.
3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 2 maggio 2014

NAPOLITANO


Renzi, Presidente del Consiglio dei
ministri

Padoan, Ministro dell'economia e
delle finanze

Alfano, Ministro dell'interno

Giannini, Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca


Visto, il Guardasigilli: Orlando
Allegato

Modificazioni apportate in sede di conversione
al decreto-legge 6 marzo 2014, n. 16

All'articolo 1:
al comma 1:
alla lettera a), dopo la parola: «equivalenti» sono inserite
le seguenti: «o inferiori»;
la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
«b) il comma 688 e' sostituito dal seguente:
"688. Il versamento della TASI e' effettuato, in deroga
all'articolo 52 del decreto legislativo n. 446 del 1997, secondo le
disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, ovvero tramite apposito bollettino di conto corrente
postale al quale si applicano le disposizioni di cui al citato
articolo 17, in quanto compatibili. Il versamento della TARI e della
tariffa di natura corrispettiva di cui ai commi 667 e 668 e'
effettuato secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto
legislativo n. 241 del 1997, ovvero tramite bollettino di conto
corrente postale o tramite le altre modalita' di pagamento offerte
dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e
postali. Con decreto del Direttore generale del Dipartimento delle
finanze del Ministero dell'economia e delle finanze sono stabilite le
modalita' per la rendicontazione e trasmissione dei dati di
riscossione, distintamente per ogni contribuente, da parte dei
soggetti che provvedono alla riscossione, ai comuni e al sistema
informativo del Ministero dell'economia e delle finanze. Il comune
stabilisce le scadenze di pagamento della TARI, prevedendo di norma
almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato
con riferimento alla TASI. Il versamento della TASI e' effettuato nei
termini individuati dall'articolo 9, comma 3, del decreto legislativo
14 marzo 2011, n. 23. E' consentito il pagamento della TARI e della
TASI in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Il
versamento della prima rata della TASI e' eseguito sulla base
dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno
precedente; il versamento della rata a saldo dell'imposta dovuta per
l'intero anno e' eseguito, a conguaglio, sulla base degli atti
pubblicati nel sito informatico di cui all'articolo 1, comma 3, del
decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, e successive
modificazioni, alla data del 28 ottobre di ciascun anno di imposta; a
tal fine il comune e' tenuto ad effettuare l'invio delle
deliberazioni di approvazione delle aliquote e delle detrazioni,
nonche' dei regolamenti della TASI, esclusivamente in via telematica,
entro il 21 ottobre dello stesso anno mediante inserimento del testo
degli stessi nell'apposita sezione del Portale del federalismo
fiscale, per la pubblicazione nel sito informatico di cui al citato
decreto legislativo n. 360 del 1998; in caso di mancata pubblicazione
entro il termine del 28 ottobre, si applicano gli atti adottati per
l'anno precedente. L'efficacia delle deliberazioni e dei regolamenti
decorre dalla data di pubblicazione degli stessi nel predetto sito
informatico. I comuni sono altresi' tenuti ad inserire nella suddetta
sezione gli elementi risultanti dalle delibere, secondo le
indicazioni stabilite dal Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento delle finanze, sentita l'Associazione nazionale dei
comuni italiani. Per gli immobili diversi dall'abitazione principale,
per il primo anno di applicazione della TASI, il versamento della
prima rata e' effettuato con riferimento all'aliquota di base di cui
al comma 676, qualora il comune non abbia deliberato una diversa
aliquota entro il 31 maggio 2014, e il versamento della rata a saldo
dell'imposta dovuta per l'intero anno e' eseguito a conguaglio sulla
base delle deliberazioni del consiglio comunale, fermo restando il
rispetto delle modalita' e dei termini indicati nei periodi
precedenti. Per gli immobili adibiti ad abitazione principale, per il
primo anno di applicazione della TASI, il versamento dell'imposta e'
effettuato in un'unica rata, entro il termine del 16 dicembre 2014,
salvo il caso in cui alla data del 31 maggio 2014 sia pubblicata nel
sito informatico di cui al citato decreto legislativo n. 360 del 1998
la deliberazione di approvazione delle aliquote e delle detrazioni,
determinando in questo caso le relative modalita' e aliquote. Ai fini
di quanto previsto dai due periodi precedenti, il comune e' tenuto ad
effettuare l'invio della predetta deliberazione, esclusivamente in
via telematica, entro il 23 maggio 2014, mediante inserimento del
testo della stessa nell'apposita sezione del Portale del federalismo
fiscale"»;
dopo la lettera c) e' inserita la seguente:
«c-bis) dopo il comma 728 e' inserito il seguente:
"728-bis. A decorrere dall'anno d'imposta 2013, per i beni
immobili sui quali sono costituiti diritti di godimento a tempo
parziale, di cui all'articolo 69, comma 1, lettera a), del codice del
consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e
successive modificazioni, il versamento dell'imposta municipale
propria e' effettuato da chi amministra il bene. Questi e'
autorizzato a prelevare l'importo necessario al pagamento
dell'imposta municipale propria dalle disponibilita' finanziarie
comuni attribuendo le quote al singolo titolare dei diritti con
addebito nel rendiconto annuale"»;
dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Per l'anno 2013, in deroga a quanto stabilito
dall'articolo 14, comma 8, primo periodo, del decreto legislativo 14
marzo 2011, n. 23, e successive modificazioni, sono valide le
delibere di istituzione o variazione dell'addizionale comunale
all'imposta sul reddito delle persone fisiche approvate entro i
termini di legge e comunicate entro il 31 dicembre 2013»;
al comma 3, dopo il primo periodo e' inserito il seguente:
«Sono altresi' esenti i rifugi alpini non custoditi, i punti
d'appoggio e i bivacchi»;
al comma 4, secondo periodo, le parole: «Ministero
dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministero
dell'interno» sono sostituite dalle seguenti: «Ministro dell'economia
e delle finanze, di concerto con il Ministro dell'interno».
All'articolo 2:
al comma 1:
all'alinea, la parola: «appartate» e' sostituita dalla
seguente: «apportate»;
dopo la lettera a) e' inserita la seguente:
«a-bis) dopo il comma 568 sono inseriti i seguenti:
"568-bis. Le pubbliche amministrazioni locali indicate
nell'elenco di cui all'articolo 1, comma 3, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, e successive modificazioni, e le societa' da esse
controllate direttamente o indirettamente possono procedere:
a) allo scioglimento della societa' controllata
direttamente o indirettamente. Se lo scioglimento e' in corso ovvero
e' deliberato non oltre dodici mesi dalla data di entrata in vigore
della presente disposizione, gli atti e le operazioni posti in essere
in favore di pubbliche amministrazioni in seguito allo scioglimento
della societa' sono esenti da imposizione fiscale, incluse le imposte
sui redditi e l'imposta regionale sulle attivita' produttive, ad
eccezione dell'imposta sul valore aggiunto. Le imposte di registro,
ipotecarie e catastali si applicano in misura fissa. In tal caso i
dipendenti in forza alla data di entrata in vigore della presente
disposizione sono ammessi di diritto alle procedure di cui ai commi
da 563 a 568 del presente articolo. Ove lo scioglimento riguardi una
societa' controllata indirettamente, le plusvalenze realizzate in
capo alla societa' controllante non concorrono alla formazione del
reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze sono
deducibili nell'esercizio in cui sono realizzate e nei quattro
successivi;
b) all'alienazione, a condizione che questa avvenga con
procedura a evidenza pubblica deliberata non oltre dodici mesi ovvero
sia in corso alla data di entrata in vigore della presente
disposizione, delle partecipazioni detenute alla data di entrata in
vigore della presente disposizione e alla contestuale assegnazione
del servizio per cinque anni a decorrere dal 1º gennaio 2014. In caso
di societa' mista, al socio privato detentore di una quota di almeno
il 30 per cento alla data di entrata in vigore della presente
disposizione deve essere riconosciuto il diritto di prelazione. Ai
fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive, le plusvalenze non concorrono alla formazione
del reddito e del valore della produzione netta e le minusvalenze
sono deducibili nell'esercizio in cui sono realizzate e nei quattro
successivi.
568-ter. Il personale in esubero delle societa' di cui al
comma 563 che, dopo l'applicazione dei commi 565, 566, 567 e 568,
risulti privo di occupazione ha titolo di precedenza, a parita' di
requisiti, per l'impiego nell'ambito di missioni afferenti a
contratti di somministrazione di lavoro stipulati, per esigenze
temporanee o straordinarie, proprie o di loro enti strumentali, dalle
stesse pubbliche amministrazioni"»;
alla lettera c), le parole: «entro il 31 marzo 2014» sono
sostituite dalle seguenti: «Entro il 31 maggio 2014»;
dopo la lettera c) sono inserite le seguenti:
«c-bis) al comma 621, secondo periodo, le parole: "entro il
30 giugno 2014" sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 ottobre
2014";
c-ter) al comma 622, le parole: "Entro il 30 giugno 2014"
sono sostituite dalle seguenti: "Entro il 31 ottobre 2014"»;
alla lettera d), le parole: «31 marzo 2014» sono sostituite
dalle seguenti: «31 maggio 2014» e le parole: «15 aprile 2014» sono
sostituite dalle seguenti: «15 giugno 2014»;
dopo la lettera d) e' inserita la seguente:
«d-bis) al comma 645 e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: "L'utilizzo delle superfici catastali per il calcolo della
TARI decorre dal 1º gennaio successivo alla data di emanazione di un
apposito provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate,
previo accordo da sancire in sede di Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali, che attesta l'avvenuta completa attuazione delle
disposizioni di cui al comma 647"»;
la lettera e) e' sostituita dalla seguente:
«e) al comma 649, il secondo periodo e' sostituito dai
seguenti: "Per i produttori di rifiuti speciali assimilati agli
urbani, nella determinazione della TARI, il comune disciplina con
proprio regolamento riduzioni della quota variabile del tributo
proporzionali alle quantita' di rifiuti speciali assimilati che il
produttore dimostra di aver avviato al riciclo, direttamente o
tramite soggetti autorizzati. Con il medesimo regolamento il comune
individua le aree di produzione di rifiuti speciali non assimilabili
e i magazzini di materie prime e di merci funzionalmente ed
esclusivamente collegati all'esercizio di dette attivita' produttive,
ai quali si estende il divieto di assimilazione. Al conferimento al
servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani di rifiuti speciali
non assimilati, in assenza di convenzione con il comune o con l'ente
gestore del servizio, si applicano le sanzioni di cui all'articolo
256, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152"»;
dopo la lettera e) sono inserite le seguenti:
«e-bis) al comma 652 e' aggiunto, in fine, il seguente
periodo: "Nelle more della revisione del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, al
fine di semplificare l'individuazione dei coefficienti relativi alla
graduazione delle tariffe il comune puo' prevedere, per gli anni 2014
e 2015, l'adozione dei coefficienti di cui alle tabelle 2, 3a, 3b, 4a
e 4b dell'allegato 1 al citato regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica n. 158 del 1999, inferiori ai minimi o
superiori ai massimi ivi indicati del 50 per cento, e puo' altresi'
non considerare i coefficienti di cui alle tabelle 1a e 1b del
medesimo allegato 1";
e-ter) il comma 660 e' sostituito dal seguente:
"660. Il comune puo' deliberare, con regolamento di cui
all'articolo 52 del citato decreto legislativo n. 446 del 1997,
ulteriori riduzioni ed esenzioni rispetto a quelle previste dalle
lettere da a) a e) del comma 659. La relativa copertura puo' essere
disposta attraverso apposite autorizzazioni di spesa e deve essere
assicurata attraverso il ricorso a risorse derivanti dalla fiscalita'
generale del comune";
e-quater) il comma 661 e' abrogato»;
alla lettera h), la parola: «soppressa» e'
sostituita dalla seguente: «abrogata»;
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Il comma 12-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 30
novembre 2013, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
gennaio 2014, n. 5, e' abrogato».
Dopo l'articolo 2 e' inserito il seguente:
«Art. 2-bis. - (Bilancio di previsione). - 1. Il termine per la
deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali
per l'esercizio 2014, di cui all'articolo 151 del testo unico delle
leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, e'
ulteriormente differito al 31 luglio 2014».
All'articolo 3:
il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il
comma 573 e' sostituito dai seguenti:
"573. Per l'esercizio 2014, gli enti locali che hanno avuto
il diniego d'approvazione da parte del consiglio comunale del piano
di riequilibrio finanziario, come previsto dall'articolo 243-quater,
comma 7, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, e che non abbiano dichiarato il dissesto finanziario ai
sensi dell'articolo 246 del medesimo testo unico, possono riproporre,
entro il termine perentorio di centoventi giorni dalla data di
entrata in vigore della presente disposizione, la procedura di
riequilibrio finanziario pluriennale di cui all'articolo 243-bis del
citato testo unico, e successive modificazioni, qualora sia stato
certificato, nell'ultimo rendiconto approvato, che l'ente non si
trova nella condizione di deficitarieta' strutturale, di cui
all'articolo 242 del medesimo testo unico, e successive
modificazioni, secondo i parametri indicati nel decreto del Ministro
dell'interno previsto dallo stesso articolo 242. In pendenza del
predetto termine di centoventi giorni non trova applicazione
l'articolo 243-bis, comma 3, del citato testo unico.
573-bis. Per l'esercizio 2014, agli enti locali che abbiano
presentato, nell'anno 2013, i piani di riequilibrio finanziario
previsti dall'articolo 243-bis del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, per i
quali sia intervenuta una deliberazione di diniego da parte della
competente sezione regionale della Corte dei conti ovvero delle
sezioni riunite, e' data facolta' di riproporre un nuovo piano di
riequilibrio, previa deliberazione consiliare, entro il termine
perentorio di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione. Tale facolta' e' subordinata all'avvenuto
conseguimento di un miglioramento, inteso sia come aumento
dell'avanzo di amministrazione che come diminuzione del disavanzo di
amministrazione, registrato nell'ultimo rendiconto approvato. Nelle
more del termine previsto per la presentazione del nuovo piano di
riequilibrio e sino alla conclusione della relativa procedura, non si
applica l'articolo 243-quater, comma 7, del predetto testo unico.
573-ter. Nelle more del termine previsto per la
presentazione del nuovo piano di riequilibrio di cui ai commi 573 e
573-bis e sino alla conclusione della relativa procedura, le
procedure esecutive, intraprese nei confronti dell'ente, sono
sospese"»;
dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
«2-bis. Al primo periodo del comma 10-bis dell'articolo 1
del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, dopo le parole:
"anche se riconosciuti in bilancio in data successiva" sono aggiunte
le seguenti: ", ivi inclusi quelli contenuti nel piano di
riequilibrio finanziario pluriennale di cui all'articolo 243-bis del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modificazioni, approvato con delibera della sezione
regionale di controllo della Corte dei conti"»;
il comma 3 e' sostituito dal seguente:
«3. All'articolo 243-bis del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 1, l'ultimo periodo e' sostituito dal seguente:
"La predetta procedura non puo' essere iniziata qualora sia decorso
il termine assegnato dal prefetto, con lettera notificata ai singoli
consiglieri, per la deliberazione del dissesto, di cui all'articolo
6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149";
b) dopo il comma 9 e' aggiunto il seguente:
"9-bis. In deroga al comma 8, lettera g), e al comma 9,
lettera d), del presente articolo e all'articolo 243-ter, i comuni
che fanno ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario
pluriennale prevista dal presente articolo possono contrarre mutui,
oltre i limiti di cui al comma 1 dell'articolo 204, necessari alla
copertura di spese di investimento relative a progetti e interventi
che garantiscano l'ottenimento di risparmi di gestione funzionali al
raggiungimento degli obiettivi fissati nel piano di riequilibrio
finanziario pluriennale, per un importo non superiore alle quote di
capitale dei mutui e dei prestiti obbligazionari precedentemente
contratti ed emessi, rimborsate nell'esercizio precedente"»;
dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:
«3-bis. Al primo periodo del comma 5 dell'articolo 243-bis
del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, le parole: "60
giorni" sono sostituite dalle seguenti: "novanta giorni".
3-ter. All'articolo 243-quater del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, dopo il comma 7 sono aggiunti i seguenti:
"7-bis. Qualora, durante la fase di attuazione del piano,
dovesse emergere, in sede di monitoraggio, un grado di raggiungimento
degli obiettivi intermedi superiore rispetto a quello previsto, e'
riconosciuta all'ente locale la facolta' di proporre una
rimodulazione dello stesso, anche in termini di riduzione della
durata del piano medesimo. Tale proposta, corredata del parere
positivo dell'organo di revisione economico-finanziaria dell'ente,
deve essere presentata direttamente alla competente sezione regionale
di controllo della Corte dei conti. Si applicano i commi 3, 4 e 5.
7-ter. In caso di esito positivo della procedura di cui al
comma 7-bis, l'ente locale provvede a rimodulare il piano di
riequilibrio approvato, in funzione della minore durata dello stesso.
Restano in ogni caso fermi gli obblighi posti a carico dell'organo di
revisione economico-finanziaria previsti dal comma 6".
3-quater. Al capo I del titolo VIII della parte seconda del
testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo l'articolo
243-quinquies e' aggiunto il seguente:
"Art. 243-sexies. - (Pagamento di debiti). - 1. In
considerazione dell'esigenza di dare prioritario impulso all'economia
in attuazione dell'articolo 41 della Costituzione, le risorse
provenienti dal Fondo di rotazione di cui all'articolo 243-ter del
presente testo unico sono destinate esclusivamente al pagamento dei
debiti presenti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale di
cui all'articolo 243-bis.
2. Non sono ammessi atti di sequestro o di pignoramento sulle
risorse di cui al comma 1"»;
al comma 4, capoverso:
al primo periodo, dopo le parole: «di riduzione» sono inserite
le seguenti: «di almeno il 20 per cento»;
al secondo periodo, dopo le parole: «Fino al raggiungimento
dell'equilibrio» sono inserite le seguenti: «e per i tre esercizi
successivi»;
dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente:
«4-bis. Ai fini dell'attuazione dei piani di riequilibrio
pluriennale di cui all'articolo 243-quater, commi 1 e 3, del testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modificazioni, e del piano triennale per la riduzione del
disavanzo e per il riequilibrio strutturale di bilancio di cui
all'articolo 16, comma 2, del presente decreto, le societa'
controllate dagli enti locali interessati da tali piani applicano le
disposizioni di cui all'articolo 1, comma 563, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, anche in deroga al principio della coerenza
con il rispettivo ordinamento professionale».
Dopo l'articolo 3 e' inserito il seguente:
«Art. 3-bis. - (Fondo svalutazione crediti). - 1. Per l'anno
2014 il fondo svalutazione crediti di cui all'articolo 6, comma 17,
del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, e all'articolo 1,
comma 17, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successive
modificazioni, non puo' essere inferiore al 20 per cento dei residui
attivi, di cui ai titoli primo e terzo dell'entrata, aventi
anzianita' superiore a cinque anni».
All'articolo 4:
al comma 1:
al secondo periodo, le parole: «devono obbligatoriamente
adottare» sono sostituite dalla seguente: «adottano» e le parole:
«nella misura» sono sostituite dalle seguenti: «in misura»;
al sesto periodo, dopo le parole: «gli enti locali
trasmettono» sono inserite le seguenti: «entro il 31 maggio di
ciascun anno» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «ovvero
delle misure di cui al terzo periodo»;
il comma 3 e' sostituito dal seguente:
«3. Fermo restando l'obbligo di recupero previsto dai commi 1
e 2, non si applicano le disposizioni di cui al quinto periodo del
comma 3-quinquies dell'articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, agli atti di costituzione e di utilizzo dei fondi,
comunque costituiti, per la contrattazione decentrata adottati
anteriormente ai termini di adeguamento previsti dall'articolo 65 del
decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, e successive
modificazioni, che non abbiano comportato il riconoscimento
giudiziale della responsabilita' erariale, adottati dalle regioni e
dagli enti locali che hanno rispettato il patto di stabilita'
interno, la vigente disciplina in materia di spese e assunzione di
personale, nonche' le disposizioni di cui all'articolo 9, commi 1,
2-bis, 21 e 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive
modificazioni»;
dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:
«3-bis. Al fine di prevenire l'insorgere di contenziosi a
carico delle amministrazioni coinvolte, le regioni e gli enti locali
che, nel periodo 2010-2013, hanno attivato, anche attraverso
l'utilizzo dei propri organismi partecipati, anche superando i
vincoli previsti dalla normativa vigente in materia di contenimento
complessivo della spesa di personale limitatamente alla parte di
spesa coperta dai finanziamenti regionali, iniziative di politica
attiva del lavoro finalizzate alla creazione di soluzioni
occupazionali a tempo determinato dei lavoratori di cui all'articolo
2, comma 1, del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81, e
all'articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 7 agosto 1997, n.
280, possono, limitatamente al medesimo periodo, provvedere al
pagamento delle competenze retributive maturate, nel rispetto del
patto di stabilita' interno e nei limiti delle disponibilita'
finanziarie, garantendo comunque la salvaguardia degli equilibri di
bilancio, senza che cio' determini l'applicazione delle sanzioni
previste dalla legislazione vigente.
3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3-bis sono limitate ai
soli aspetti retributivi e non possono in alcun modo comportare il
consolidamento delle posizioni lavorative acquisite in violazione dei
vincoli di finanza pubblica.
3-quater. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 4, comma
8, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e dall'articolo
1, comma 209, della legge 27 dicembre 2013, n. 147».
All'articolo 7, al comma 1, capoverso 729-ter, le parole: «di
natura non regolamentare» sono soppresse.
All'articolo 10, al comma 1, primo periodo, le parole: «con
decreto ministeriale del 4 maggio 2012» sono sostituite dalle
seguenti: «con decreto del Ministro dell'interno 4 maggio 2012,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 145 del 23 giugno 2012».
All'articolo 11, al comma 1, capoverso 3, secondo periodo, le
parole: «Il rapporto e la relazione di fine legislatura sono
pubblicati» sono sostituite dalle seguenti: «La relazione di fine
mandato e' pubblicata» e le parole: «in fine» sono soppresse.
All'articolo 12:
il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. All'articolo 15, comma 3, del testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, le parole: "successivi alla" sono sostituite
dalle seguenti: "decorrenti dalla"»;
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Le somme iscritte nel conto dei residui per l'anno
2014 sul fondo istituito dall'articolo 41, comma 16-sexiesdecies.1,
secondo periodo, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14,
sono destinate alla regione Emilia-Romagna quale contributo
straordinario di 2 milioni di euro da impiegare per il finanziamento
di interventi di completamento del passaggio dei comuni di San Leo,
Pennabilli, Novafeltria, Sant'Agata Feltria, Talamello, Casteldelci e
Maiolo dalla regione Marche, provincia di Pesaro-Urbino, alla regione
Emilia-Romagna, provincia di Rimini».
All'articolo 14, al comma 1, lettera b), capoverso 380-quinquies,
le parole: «sono stabilite mediante intesa in Conferenza Stato Citta'
e autonomie locali entro e non oltre 15 marzo 2014» sono sostituite
dalle seguenti: «sono stabiliti mediante intesa in sede di Conferenza
Stato-citta' ed autonomie locali, da adottare entro il 15 aprile
2014».
All'articolo 15:
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. In vista della futura trasformazione delle province
in enti di secondo livello, nel caso in cui il comparto province
consegua l'obiettivo di patto di stabilita' interno ad esso
complessivamente assegnato per l'anno 2013, la sanzione di cui
all'articolo 31, comma 26, lettera a), della legge 12 novembre 2011,
n. 183, e successive modificazioni, si applica alle province che non
rispettano il patto per l'anno 2013 nel senso che l'ente medesimo e'
assoggettato alla riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio in
misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l'obiettivo
programmatico e comunque per un importo non superiore al 3 per cento
delle entrate correnti registrate nell'ultimo consuntivo»;
la rubrica e' sostituita dalla seguente: «Disposizioni in
materia di province».
All'articolo 16:
al comma 1, le parole: [ . . . ]

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