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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Ministeriale 11/03/ 2015

Ministero dell'Economia e delle Finanze - Modifiche ed integrazioni al decreto 27 giugno 2014, recante strumenti per favorire la cessione dei crediti certificati ai sensi dell'articolo 37 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89

Decreto Pres. Cons. Min. 11/11/ 2014

Requisiti per l'iscrizione nell'elenco dei soggetti aggregatori, ai sensi dell'articolo 9, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 24aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23giugno 2014, n. 89, insieme con il relativo elenco recante gli oneri informativi

Decreto Pres. Cons. Min. 29/08/ 2014 n. 171

Regolamento di organizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, degli uffici della diretta collaborazione del Ministro e dell'Organismo indipendente di valutazione della performance, a norma dell'articolo 16, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89

Decreto Ministeriale 27/06/ 2014

Ministero dell’Economia e delle Finanze – Strumenti per favorire la cessione di crediti certificati ai sensi dell'articolo 37 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89

Decreto Legge 24/04/ 2014 n. 66

Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale (Irpef - Spending Review)

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Legge dello Stato 23/06/2014 n. 89

(Gazzetta ufficiale 23/06/2014 n. 143)

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitivita' e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonche' per l'adozione di un testo unico in materia di contabilita' di Stato e di tesoreria (Irpef Spending Review)

Entrata in vigore del provvedimento: 24/06/2014
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti
per la competitivita' e la giustizia sociale, e' convertito in legge
con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 2 della legge 31
dicembre 2009, n. 196, in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche,
il Governo e' delegato ad adottare, entro il 31 dicembre 2015, uno o
piu' decreti legislativi per il completamento della riforma della
struttura del bilancio dello Stato con particolare riguardo alla
riorganizzazione dei programmi di spesa e delle missioni e alla
programmazione delle risorse, assicurandone una maggiore certezza,
trasparenza e flessibilita', nel rispetto dei principi e criteri
direttivi di cui all'articolo 40, comma 2, della citata legge n. 196
del 2009.
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 2 sono
trasmessi alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
affinche' su di essi sia espresso il parere delle Commissioni
parlamentari competenti per materia, limitatamente agli stati di
previsione di rispettivo interesse, e per i profili finanziari, entro
sessanta giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, i decreti
possono essere comunque adottati. Il Governo, qualora non intenda
conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette i testi alle Camere
con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni e rende
comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla
data della nuova trasmissione, i decreti possono essere comunque
adottati in via definitiva dal Governo.
4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei decreti
legislativi di cui al comma 2, possono essere adottate disposizioni
correttive e integrative dei medesimi decreti legislativi, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi e con le stesse modalita'
previsti dai commi 2 e 3.
5. Ai fini del riordino della disciplina per la gestione del
bilancio dello Stato e del potenziamento della funzione del bilancio
di cassa, ferma rimanendo la redazione anche in termini di
competenza, il Governo e' delegato ad adottare, entro il 31 dicembre
2015, un decreto legislativo nel rispetto dei principi e criteri
direttivi di cui all'articolo 42, comma 1, della citata legge n. 196
del 2009.
6. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 5 e' trasmesso
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinche' su di
esso sia espresso il parere delle Commissioni parlamentari competenti
entro sessanta giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, il
decreto puo' essere comunque adottato. Qualora il termine per
l'espressione del parere scada nei trenta giorni che precedono la
scadenza del termine finale per l'esercizio della delega o
successivamente, quest'ultimo e' prorogato di novanta giorni. Il
Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari,
ritrasmette i testi alle Camere con le proprie osservazioni e con
eventuali modificazioni e rende comunicazioni davanti a ciascuna
Camera. Decorsi trenta giorni dalla data della nuova trasmissione, il
decreto puo' essere comunque adottato in via definitiva dal Governo.
7. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto
legislativo di cui al comma 5, possono essere adottate disposizioni
integrative e correttive del medesimo decreto legislativo, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi e con le medesime modalita'
previsti dai commi 5 e 6.
8. Il Governo e' delegato ad adottare, entro il 31 dicembre 2016,
un decreto legislativo recante un testo unico delle disposizioni in
materia di contabilita' di Stato nonche' in materia di tesoreria, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 50,
comma 2, della citata legge n. 196 del 2009.
9. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 8 e' trasmesso
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche' su di
esso siano espressi, entro sessanta giorni dalla data di
trasmissione, i pareri delle Commissioni competenti per materia e per
i profili finanziari. Decorso tale termine, il decreto e' adottato
anche in mancanza dei pareri. Il Governo, qualora non intenda
conformarsi ai pareri parlamentari, ritrasmette il testo alle Camere
con le proprie osservazioni e con eventuali modificazioni e rende
comunicazioni davanti a ciascuna Camera. Decorsi trenta giorni dalla
data della nuova trasmissione, il decreto puo' comunque essere
adottato in via definitiva dal Governo.
10. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto
di cui al comma 8, il Governo puo' adottare, attraverso le procedure
di cui ai commi 8 e 9 e sulla base dei principi e criteri direttivi
di cui al comma 8, disposizioni integrative e correttive del decreto
medesimo.
11. All'articolo 16 della legge 11 marzo 2014, n. 23, il comma 1 e'
sostituito dai seguenti:
«1. Dall'attuazione della delega di cui all'articolo 1 non devono
derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, ne'
un aumento della pressione fiscale complessiva a carico dei
contribuenti. In considerazione della complessita' della materia
trattata e dell'impossibilita' di procedere alla determinazione degli
eventuali effetti finanziari, per ciascuno schema di decreto
legislativo la relazione tecnica di cui all'articolo 1, comma 6,
evidenzia i suoi effetti sui saldi di finanza pubblica. Qualora uno o
piu' decreti legislativi determinino nuovi o maggiori oneri, che non
trovino compensazione nel proprio ambito, si provvede ai sensi
dell'articolo 17, comma 2, della legge n. 196 del 2009 ovvero
mediante compensazione con le risorse finanziarie recate dai decreti
legislativi adottati ai sensi della presente legge, presentati prima
o contestualmente a quelli che comportano i nuovi o maggiori oneri. A
tal fine le maggiori entrate confluiscono in un apposito fondo
istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze.
1-bis. I decreti legislativi di cui al comma 1 che recano maggiori
oneri entrano in vigore contestualmente o successivamente a quelli
che recano la necessaria copertura finanziaria».
12. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi' 23 giugno 2014

NAPOLITANO

Renzi, Presidente del Consiglio dei ministri

Padoan, Ministro dell'economia e delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Orlando
Allegato

Modificazioni apportate in sede di conversione al decreto-legge 24
aprile 2014, n. 66

All'articolo 1:
al comma 1, dopo le parole: «anno 2015» sono inserite le
seguenti: «, nel quale saranno prioritariamente previsti interventi
di natura fiscale che privilegino, con misure appropriate, il carico
di famiglia e, in particolare, le famiglie monoreddito con almeno due
o piu' figli a carico,»;
al comma 4, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Il
credito di cui al primo periodo e' riconosciuto, in via automatica,
dai sostituti d'imposta»;
al comma 5, il secondo periodo e' sostituito dai seguenti: «Le
somme erogate ai sensi del comma 1 sono recuperate dal sostituto
d'imposta mediante l'istituto della compensazione di cui all'articolo
17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Gli enti pubblici e
le amministrazioni dello Stato possono recuperare le somme erogate ai
sensi del comma 1 anche mediante riduzione dei versamenti delle
ritenute e, per l'eventuale eccedenza, dei contributi previdenziali.
In quest'ultimo caso l'INPS e gli altri enti gestori di forme di
previdenza obbligatoria interessati recuperano i contributi non
versati alle gestioni previdenziali rivalendosi sulle ritenute da
versare mensilmente all'Erario. Con riferimento alla riduzione dei
versamenti dei contributi previdenziali conseguente all'applicazione
di quanto previsto dal presente comma, restano in ogni caso ferme le
aliquote di computo delle prestazioni»;
il comma 6 e' soppresso.
All'articolo 4:
dopo il comma 6 sono inseriti i seguenti:
«6-bis. In attesa di armonizzare, a decorrere dal 2015, la
disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria degli enti
previdenziali di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e
al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, con quella relativa
alle forme pensionistiche e complementari di cui al decreto
legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, a tali enti e' riconosciuto un
credito d'imposta pari alla differenza tra l'ammontare delle ritenute
e imposte sostitutive applicate nella misura del 26 per cento sui
redditi di natura finanziaria relativi al periodo dal 1º luglio al 31
dicembre 2014, dichiarate e certificate dai soggetti intermediari o
dichiarate dagli enti medesimi e l'ammontare di tali ritenute e
imposte sostitutive computate nella misura del 20 per cento. Si tiene
conto dei criteri indicati nell'articolo 3, commi 6 e seguenti. Il
credito d'imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi per il
2014, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte
sui redditi e del valore della produzione ai fini dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive, non rileva ai fini del rapporto
di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917. Il credito d'imposta puo' essere utilizzato a
decorrere dal 1º gennaio 2015 esclusivamente in compensazione, ai
sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Al credito d'imposta non si applicano i limiti di cui all'articolo 1,
comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e all'articolo 34
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
6-ter. Per l'anno 2014 l'aliquota prevista dall'articolo 17,
comma 1, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e' elevata
all'11,50 per cento. Una quota delle maggiori entrate di cui al
presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2015, confluisce
nel Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui
all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307»;
il comma 11 e' sostituito dal seguente:
«11. Il comma 145 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013,
n. 147, e' sostituito dal seguente:
"145. Le imposte sostitutive di cui ai commi 142 e 143 sono
versate nel periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2013 in tre rate di pari importo, senza pagamento di
interessi, di cui la prima entro il giorno 16 del sesto mese dalla
fine del periodo d'imposta, la seconda entro il giorno 16 del nono
mese dalla fine del periodo d'imposta e la terza entro il giorno 16
del dodicesimo mese dalla fine del periodo d'imposta. Gli importi da
versare possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241"»;
al comma 12, capoverso 148, penultimo periodo, le parole: «del
presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «della presente
disposizione»;
dopo il comma 12 sono aggiunti i seguenti:
«12-bis. All'articolo 18 del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, come sostituito dall'articolo 1, comma 557, della legge 27
dicembre 2013, n. 147, il comma 2-bis e' sostituito dal seguente:
"2-bis. Le aziende speciali, le istituzioni e le societa' a
partecipazione pubblica locale totale o di controllo si attengono al
principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il
contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di
personale. A tal fine l'ente controllante, con proprio atto di
indirizzo, tenuto anche conto delle disposizioni che stabiliscono, a
suo carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale,
definisce, per ciascuno dei soggetti di cui al precedente periodo,
specifici criteri e modalita' di attuazione del principio di
contenimento dei costi del personale, tenendo conto del settore in
cui ciascun soggetto opera. Le aziende speciali, le istituzioni e le
societa' a partecipazione pubblica locale totale o di controllo
adottano tali indirizzi con propri provvedimenti e, nel caso del
contenimento degli oneri contrattuali, gli stessi vengono recepiti in
sede di contrattazione di secondo livello fermo restando il contratto
nazionale in vigore al 1º gennaio 2014. Le aziende speciali e le
istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi,
scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e le
farmacie sono escluse dai limiti di cui al precedente periodo, fermo
restando l'obbligo di mantenere un livello dei costi del personale
coerente rispetto alla quantita' di servizi erogati. Per le aziende
speciali cosiddette multiservizi le disposizioni di cui al periodo
precedente si applicano qualora l'incidenza del fatturato dei servizi
esclusi risulti superiore al 50 per cento del totale del valore della
produzione".
12-ter. All'articolo 3, comma 1, della legge 18 febbraio 1999, n.
28, dopo le parole: "distribuzione di utili" sono inserite le
seguenti: "ai soci cooperatori".
12-quater. Al comma 688 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre
2013, n. 147, gli ultimi tre periodi sono sostituiti dai seguenti: "A
decorrere dall'anno 2015, i comuni assicurano la massima
semplificazione degli adempimenti dei contribuenti rendendo
disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su loro
richiesta, ovvero procedendo autonomamente all'invio degli stessi
modelli. Per il solo anno 2014, in deroga al settimo periodo del
presente comma, il versamento della prima rata della TASI e'
effettuato, entro il 16 giugno 2014, sulla base delle deliberazioni
di approvazione delle aliquote e delle detrazioni pubblicate nel sito
informatico di cui al citato decreto legislativo n. 360 del 1998,
alla data del 31 maggio 2014; a tal fine, i comuni sono tenuti ad
effettuare l'invio delle predette deliberazioni, esclusivamente in
via telematica, entro il 23 maggio 2014, mediante inserimento del
testo delle stesse nell'apposita sezione del Portale del federalismo
fiscale. Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il
predetto termine del 23 maggio 2014, il versamento della prima rata
della TASI e' effettuato entro il 16 ottobre 2014 sulla base delle
deliberazioni concernenti le aliquote e le detrazioni, nonche' dei
regolamenti della TASI pubblicati nel sito informatico di cui al
citato decreto legislativo n. 360 del 1998, alla data del 18
settembre 2014; a tal fine, i comuni sono tenuti ad effettuare
l'invio delle predette deliberazioni, esclusivamente in via
telematica, entro il 10 settembre 2014, mediante inserimento del
testo delle stesse nell'apposita sezione del Portale del federalismo
fiscale. Nel caso di mancato invio delle deliberazioni entro il
predetto termine del 10 settembre 2014, l'imposta e' dovuta
applicando l'aliquota di base dell'1 per mille di cui al comma 676,
comunque entro il limite massimo di cui al primo periodo del comma
677, e il relativo versamento e' effettuato in un'unica soluzione
entro il 16 dicembre 2014. Nel caso di mancato invio della delibera
entro il predetto termine del 10 settembre 2014 ovvero di mancata
determinazione della percentuale di cui al comma 681, la TASI e'
dovuta dall'occupante, nella misura del 10 per cento dell'ammontare
complessivo del tributo, determinato con riferimento alle condizioni
del titolare del diritto reale. Nel caso di mancato invio delle
deliberazioni entro il predetto termine del 23 maggio 2014, ai comuni
appartenenti alle regioni a statuto ordinario e alla Regione
siciliana e alla regione Sardegna, il Ministero dell'interno, entro
il 20 giugno 2014, eroga un importo a valere sul Fondo di
solidarieta' comunale, corrispondente al 50 per cento del gettito
annuo della TASI, stimato ad aliquota di base e indicato, per
ciascuno di essi, con decreto di natura non regolamentare del
Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze,
da adottare entro il 10 giugno 2014. Il Ministero dell'interno
comunica all'Agenzia delle entrate, entro il 30 settembre 2014, gli
eventuali importi da recuperare nei confronti dei singoli comuni ove
le anticipazioni complessivamente erogate siano superiori all'importo
spettante per l'anno 2014 a titolo di Fondo di solidarieta' comunale.
L'Agenzia delle entrate procede a trattenere le relative somme, per i
comuni interessati, da qualsiasi entrata loro dovuta riscossa tramite
il sistema del versamento unificato, di cui all'articolo 17 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. Gli importi recuperati
dall'Agenzia delle entrate sono versati dalla stessa ad apposito
capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato entro il mese di
ottobre 2014 ai fini della riassegnazione per il reintegro del Fondo
di solidarieta' comunale nel medesimo anno"».
All'articolo 5:
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. All'articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 14
marzo 2011, n. 23, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", e
delle disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 1º dicembre
1981, n. 692, e all'articolo 40 della legge 16 giugno 1927, n.
1766"»;
nella rubrica, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e
all'articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23».
Al Capo II del Titolo I, dopo l'articolo 5 e' aggiunto il
seguente:
«Art. 5-bis. - (Modifiche al regime di entrate riscosse per atti
di competenza del Ministero degli affari esteri). - 1. Alla tabella
dei diritti consolari da riscuotersi dagli uffici diplomatici e
consolari, allegata al decreto legislativo 3 febbraio 2011, n. 71,
alla Sezione I, dopo l'articolo 7 e' inserito il seguente:
"Art. 7-bis. - Diritti da riscuotere per il trattamento della
domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana di persona
maggiorenne: euro 300,00".
2. L'articolo 18 della legge 21 novembre 1967, n. 1185, e'
sostituito dal seguente:
"Art. 18. - 1. Per il rilascio del passaporto ordinario e' dovuto
un contributo amministrativo di euro 73,50, oltre al costo del
libretto.
2. Il contributo amministrativo e' dovuto in occasione del
rilascio del libretto e va corrisposto non oltre la consegna di esso
all'interessato.
3. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze di
concerto con il Ministro degli affari esteri, sono determinati il
costo del libretto e l'aggiornamento, con cadenza biennale, del
contributo di cui al comma 1.
4. All'estero la riscossione avviene in valuta locale, secondo le
norme dell'ordinamento consolare, con facolta' per il Ministero degli
affari esteri di stabilire il necessario arrotondamento".
3. Sono abrogati:
a) il comma 6 dell'articolo 55 della legge 21 novembre 2000, n.
342;
b) l'articolo 1 della tariffa annessa al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni,
recante la disciplina delle tasse sulle concessioni governative».
All'articolo 6, comma 1, dopo le parole: «conseguiti nel 2013»
sono inserite le seguenti: «, specificati per ciascuna regione,» ed
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Conseguentemente,
relativamente all'anno 2013, non si applica l'articolo 2, comma 36.1,
del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148».
All'articolo 7 e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«1-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 431, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:
"b) l'ammontare di risorse permanenti che, in sede di Nota di
aggiornamento del Documento di economia e finanza, si stima di
incassare quali maggiori entrate rispetto alle previsioni iscritte
nel bilancio dell'esercizio in corso e a quelle effettivamente
incassate nell'esercizio precedente derivanti dall'attivita' di
contrasto dell'evasione fiscale, al netto di quelle derivanti
dall'attivita' di recupero fiscale svolta dalle regioni, dalle
province e dai comuni";
b) al comma 435, dopo le parole: "Per il 2014" sono inserite le
seguenti: "e il 2015"».
All'articolo 8:
il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. Al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 29, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
"1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano i documenti e gli
allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo entro trenta
giorni dalla loro adozione, nonche' i dati relativi al bilancio di
previsione e a quello consuntivo in forma sintetica, aggregata e
semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, al
fine di assicurare la piena accessibilita' e comprensibilita'";
b) all'articolo 29, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
"1-bis. Le pubbliche amministrazioni pubblicano e rendono
accessibili, anche attraverso il ricorso ad un portale unico, i dati
relativi alle entrate e alla spesa di cui ai propri bilanci
preventivi e consuntivi in formato tabellare aperto che ne consenta
l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo, ai sensi
dell'articolo 7, secondo uno schema tipo e modalita' definiti con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita
la Conferenza unificata";
c) all'articolo 33, il comma 1 e' sostituito dal seguente:
"1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con cadenza annuale,
un indicatore dei propri tempi medi di pagamento relativi agli
acquisti di beni, servizi e forniture, denominato 'indicatore annuale
di tempestivita' dei pagamenti'. A decorrere dall'anno 2015, con
cadenza trimestrale, le pubbliche amministrazioni pubblicano un
indicatore, avente il medesimo oggetto, denominato 'indicatore
trimestrale di tempestivita' dei pagamenti'. Gli indicatori di cui al
presente comma sono elaborati e pubblicati, anche attraverso il
ricorso a un portale unico, secondo uno schema tipo e modalita'
definiti con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da
adottare sentita la Conferenza unificata"»;
il comma 2 e' soppresso;
al comma 3, capoverso 6-bis, dopo la parola: «sono» sono inserite
le seguenti: «di tipo aperto e»:
dopo il comma 3 e' inserito il seguente:
«3-bis. In sede di prima applicazione, i decreti di cui al comma
1, lettere b) e c), e al comma 3, sono adottati entro trenta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto»;
al comma 4:
all'alinea, le parole: «le amministrazioni pubbliche di cui al
comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «le pubbliche
amministrazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33,»;
alla lettera c), le parole: «amministrazioni dello Stato di cui
al comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «pubbliche
amministrazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto
legislativo 14 marzo 2013, n. 33»;
al comma 8:
all'alinea, le parole: «Le amministrazioni pubbliche di cui al
comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «Fermo restando quanto
previsto dal comma 10 del presente articolo e dai commi 5 e 12
dell'articolo 47, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo
11, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33»;
alla lettera a):
al primo periodo, dopo le parole: «presente decreto» sono
inserite le seguenti: «e nella salvaguardia di quanto previsto dagli
articoli 82, comma 3-bis, e 86, comma 3-bis, del decreto legislativo
12 aprile 2006, n. 163» e dopo le parole: «contratti in essere» sono
inserite le seguenti: «nonche' di quelli relativi a procedure di
affidamento per cui sia gia' intervenuta l'aggiudicazione, anche
provvisoria,»;
al quinto periodo, le parole: «Le Amministrazioni di cui al comma
1» sono sostituite dalle seguenti: «Le pubbliche amministrazioni di
cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013,
n. 33»;
la lettera b) e' soppressa;
il comma 9 e' soppresso;
dopo il comma 10 e' inserito il seguente:
«10-bis. Ai fini della necessaria prevenzione degli incendi, del
dissesto idrogeologico e del diffondersi di discariche abusive, i
cantieri comunali per l'occupazione e i cantieri verdi, di cui alla
vigente normativa in materia di lavoro e difesa dell'ambiente della
regione Sardegna, che costituiscono a tutti gli effetti progetti
speciali di prevenzione danni in attuazione di competenze e di
politiche regionali, hanno carattere temporaneo e pertanto le
assunzioni di progetto in essi previste, per il prossimo triennio,
non costituiscono presupposto per l'applicazione dei limiti di cui
all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e
successive modificazioni. La disposizione di cui al presente comma
non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e
alla sua attuazione si provvede nell'ambito delle risorse assegnate
per la realizzazione dei predetti cantieri dal bilancio regionale».
All'articolo 9:
al comma 1, dopo le parole: «e' istituito» sono inserite le
seguenti: «, senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica,»;
al comma 2:
al secondo periodo, le parole: «Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «Conferenza unificata»;
al terzo periodo, le parole: «Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano» sono sostituite dalle seguenti: «Conferenza unificata» e
le parole: «coordinato dal Ministro» sono sostituite dalle seguenti:
«coordinato dal Ministero»;
al comma 3:
al primo periodo, le parole: «commi 449 e 455» sono sostituite
dalle seguenti: «commi 449, 450 e 455», dopo le parole: «6 luglio
2012, n. 95,» sono inserite le seguenti: «convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,», dopo le parole:
«con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri» sono inserite
le seguenti: «, di concerto con il Ministro dell'economia e delle
finanze,», dopo le parole: «le province autonome di Trento e di
Bolzano,» sono inserite le seguenti: «sentita l'Autorita' per la
vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture,», le
parole: «ai sensi del comma 7» sono sostituite dalle seguenti: «ai
sensi del comma 9» e le parole: «ricorrono, rispettivamente, a Consip
S.p.A. e al soggetto aggregatore di riferimento» sono sostituite
dalle seguenti: «ricorrono a Consip S.p.A. o agli altri soggetti
aggregatori di cui ai commi 1 e 2»;
l'ultimo periodo e' sostituito dai seguenti: «Per le categorie di
beni e servizi individuate dal decreto di cui al periodo precedente,
l'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture non rilascia il codice identificativo gara (CIG)
alle stazioni appaltanti che, in violazione degli adempimenti
previsti dal presente comma, non ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro
soggetto aggregatore. Con il decreto di cui al presente comma sono,
altresi', individuate le relative modalita' di attuazione»;
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «E' comunque fatta
salva la possibilita' di acquisire, mediante procedura di evidenza
pubblica, beni e servizi, qualora i relativi prezzi siano inferiori a
quelli emersi dalle gare Consip e dei soggetti aggregatori»;
al comma 4:
all'alinea, la parola: «6» e' sostituita dalla seguente: «12»;
al capoverso 3-bis:
al primo periodo, le parole: «15 agosto 2000» sono sostituite
dalle seguenti: «18 agosto 2000» e dopo le parole: «avvalendosi dei
competenti uffici» sono inserite le seguenti: «anche delle province»;
al secondo periodo, le parole: «possono effettuare i propri
acquisti» sono sostituite dalle seguenti: «possono acquisire beni e
servizi»;
e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L'Autorita' per la
vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture non
rilascia il codice identificativo gara (CIG) ai comuni non capoluogo
di provincia che procedano all'acquisizione di lavori, beni e servizi
in violazione degli adempimenti previsti dal presente comma»;
dopo il comma 4 e' inserito il seguente:
«4-bis. Al comma 1, lettera n), dell'articolo 83 del codice di
cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo le parole:
"la sicurezza di approvvigionamento" sono aggiunte le seguenti: "e
l'origine produttiva"»;
al comma 6, le parole: «le regioni possono stipulare con Consip
S.p.A.» sono sostituite dalle seguenti: «le regioni possono stipulare
con il Ministero dell'economia e delle finanze»;
al comma 7, primo periodo, le parole: «fornisce alle
amministrazioni» sono sostituite dalle seguenti: «fornisce, tenendo
anche conto della dinamica dei prezzi dei diversi beni e servizi,
alle amministrazioni»;
dopo il comma 8 e' inserito il seguente:
«8-bis. Nell'ottica della semplificazione e dell'efficientamento
dell'attuazione dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi
dell'Unione europea, il Ministero dell'economia e delle finanze si
avvale di Consip S.p.A, nella sua qualita' di centrale di committenza
ai sensi dell'articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, sulla base di convenzione disciplinante i relativi
rapporti per lo svolgimento di procedure di gara finalizzate
all'acquisizione, da parte delle autorita' di gestione,
certificazione e audit istituite presso le singole amministrazioni
titolari dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi dell'Unione
europea, di beni e di servizi strumentali all'esercizio delle
relative funzioni»;
al comma 9, dopo le parole: «di beni e di servizi,» sono inserite
le seguenti: «di cui al comma 3,» e le parole: «di cui al comma 1 del
presente articolo» sono sostituite dalle seguenti: «di cui ai commi 1
e 2».
All'articolo 10:
al comma 1, le parole: «compiti di controllo» sono sostituite
dalle seguenti: «compiti di vigilanza»;
al comma 4, le parole: «Osservatorio dei contratti pubblici di
lavori, servizi e forniture» sono sostituite dalle seguenti:
«Osservatorio centrale di lavori, servizi e forniture
dell'Autorita'»;
nella rubrica, la parola: «controllo» e' sostituita dalla
seguente: «vigilanza».
All'articolo 11, il comma 3 e' soppresso.
Dopo l'articolo 11 e' inserito il seguente:
«Art. 11-bis. - (Norme in materia di rateazione). - 1. I
contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione previsto
dall'articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602, possono richiedere la concessione di un nuovo
piano di rateazione, fino a un massimo di settantadue rate mensili, a
condizione che:
a) la decadenza sia intervenuta entro e non oltre il 22 giugno
2013;
b) la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio
2014.
2. Il piano di rateazione concesso ai sensi del comma 1 non e'
prorogabile e il debitore decade dallo stesso in caso di mancato
pagamento di due rate anche non consecutive.
3. Il comma 13-ter dell'articolo 10 del decreto-legge 6 dicembre
2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre
2011, n. 214 e' abrogato».
All'articolo 12, comma 1, le parole: «ministeriale del 5 dicembre
2003» sono sostituite dalle seguenti: «5 dicembre 2003, pubblicato
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12
dicembre 2003,».
Al Capo I del Titolo II, dopo l'articolo 12 e' aggiunto il
seguente:
«Art. 12-bis. - (Canoni delle concessioni demaniali marittime). -
1. I canoni delle concessioni demaniali marittime, ai sensi
dell'articolo 03, comma 1, lettera b), del decreto-legge 5 ottobre
1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre
1993, n. 494, e successive modificazioni, dovuti a partire dall'anno
2014, sono versati entro la data del 15 settembre di ciascun anno.
Gli enti gestori intensificano i controlli volti a verificare
l'adempimento da parte dei concessionari dell'obbligo di versamento,
nei termini previsti, dei canoni di cui al presente comma.
2. All'articolo 1, comma 732, della legge 27 dicembre 2013, n.
147, le parole: "15 maggio 2014" sono sostituite dalle seguenti: "15
ottobre 2014"».
All'articolo 13:
al comma 1, il terzo periodo e' sostituito dal seguente: «Sono in
ogni caso fatti salvi gli eventuali limiti retributivi in vigore al
30 aprile 2014 determinati per effetto di apposite disposizioni
legislative, regolamentari e statutarie, qualora inferiori al limite
fissato dal presente articolo»;
dopo il comma 5 e' aggiunto il seguente:
«5-bis. Le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico
consolidato individuate ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della
legge 31 dicembre 2009, n. 196, pubblicano nel proprio sito internet
i dati completi relativi ai compensi percepiti da ciascun componente
del consiglio di amministrazione in qualita' di componente di organi
di societa' ovvero di fondi controllati o partecipati dalle
amministrazioni stesse».
All'articolo 14:
al comma 4, la parola: «sono» e' sostituita dalle seguenti:
«possono essere» e le parole: «dalla data di entrata in vigore del
presente decreto» sono sostituite dalle seguenti: «dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto»;
dopo il comma 4 sono aggiunti i seguenti:
«4-bis. All'articolo 118, comma 14, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, al primo periodo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
", anche mediante proroghe dei relativi contratti di lavoro, anche in
deroga ai limiti quantitativi previsti dall'articolo 1, comma 1, del
decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368".
4-ter. Alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano, alle province e alle citta' metropolitane e ai comuni, e'
comunque concessa, in coerenza e secondo le modalita' previste al
comma 10 dell'articolo 8 e ai commi 5 e 12 dell'articolo 47, la
facolta' di rimodulare o adottare misure alternative di contenimento
della spesa corrente, al fine di conseguire risparmi comunque non
inferiori a quelli derivanti dall'applicazione dei commi 1 e 2 del
presente articolo».
All'articolo 15:
al comma 1, capoverso 2, dopo le parole: «per i servizi di
vigilanza e intervento sulla rete stradale gestita da ANAS S.p.A.»
sono inserite le seguenti: «e sulla rete delle strade provinciali e
comunali»;
al comma 2 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Decorsi
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, ove il predetto decreto non risulti
adottato, opera in ogni caso il limite sopraindicato»;
dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
«2-bis. La regione Lombardia puo' derogare per ciascuno degli
anni 2014 e 2015 ai limiti di spesa stabiliti dal comma 8
dell'articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,
con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, in materia di
comunicazione e promozione per le sole voci inerenti al grande evento
EXPO 2015. La regione Lombardia rimodula e adotta misure alternative
di contenimento della spesa corrente al fine di compensare il maggior
esborso per le finalita' di cui al periodo precedente, garantendo
comunque i complessivi obiettivi di riduzione dei costi, cosi' come
stabilito dal medesimo articolo 6 del decreto-legge 31 maggio 2010,
n. 78».
All'articolo 16:
dopo il comma 6 e' inserito il seguente:
«6-bis. Le prestazioni, comprese le eventuali ritenute, di cui
all'articolo 43, comma 4, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
erogate a favore del personale amministrato attraverso i servizi
stipendiali del sistema "NoiPA" del Ministero dell'economia e delle
finanze, sono fornite esclusivamente in modalita' centralizzata
attraverso lo stesso sistema "NoiPA". Fermo restando quanto previsto
dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze 30 luglio 2013, n. 123, i contributi derivanti da dette
prestazioni sono versati all'entrata del bilancio dello Stato, per
essere riassegnati ai pertinenti capitoli dello stato di previsione
del Ministero dell'economia e delle finanze e destinati, in misura
pari alle maggiori entrate acquisite rispetto a quelle introitate ai
sensi del citato comma 4, e al netto della percentuale indicata nel
medesimo comma, alla gestione dei servizi stipendiali erogati dal
Ministero»;
al comma 8, le parole: «la somma di 10,7 milioni di euro» sono
sostituite dalle seguenti: «la somma di 21,2 milioni di euro».
Dopo l'articolo 16 e' inserito il seguente:
«Art. 16-bis. - (Norme in materia di personale del Ministero
degli affari esteri). - 1. A decorrere dal 1º gennaio 2015, al
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 30-bis, comma 4, il terzo periodo e' soppresso;
b) dopo l'articolo 53 e' inserito il seguente:
"Art. 53-bis. - (Attivita' per la promozione dell'Italia). 1. Gli
uffici all'estero svolgono attivita' per la promozione dell'Italia,
mirate a stabilire ed intrattenere relazioni con le autorita', il
corpo diplomatico e gli ambienti locali, a sviluppare iniziative e
contatti di natura politica, economico-commerciale e culturale
nell'interesse del sistema Paese, ad accedere a fonti di informazione
e a tutelare le collettivita' italiane all'estero.
2. Per le attivita' di cui al comma 1 e' istituito un fondo nello
stato di previsione del Ministero degli affari esteri, da ripartire
tra gli uffici all'estero con uno o piu' decreti del Ministero degli
affari esteri, da comunicare, anche con evidenze informatiche, al
Ministero dell'economia e delle finanze, tramite l'Ufficio centrale
del bilancio, nonche' alla Corte dei conti.
3. La dotazione del fondo e' determinata sulla base degli oneri
connessi alle attivita' di cui al comma 1, quali il ricevimento
annuale per la festa della Repubblica, i ricevimenti in onore di
autorita' del Paese di accreditamento o di personalita' in visita
ufficiale, il complesso di manifestazioni o di iniziative volte a
consolidare i rapporti, anche in base alle consuetudini del luogo,
con gli esponenti piu' rilevanti della societa' locale e con il corpo
diplomatico accreditato nella sede, nonche' tenendo conto del
trattamento economico per il personale di servizio necessario al
funzionamento delle residenze ufficiali.
4. Le spese per l'attuazione del presente articolo, se sostenute
direttamente dal capo dell'ufficio all'estero o, su sua indicazione,
da personale dipendente, sono rimborsate ai predetti, anche sulla
base di costi medi forfettari determinati per ogni Paese dal
Ministero degli affari esteri su proposta del capo della
rappresentanza diplomatica competente";
c) all'articolo 185:
1) al comma 2, le parole: "un assegno per oneri di rappresentanza
dello stesso ammontare di quello previsto per il titolare
dell'ufficio, in sostituzione di quello di cui eventualmente gia'
goda, nonche'" sono soppresse;
2) al comma 3, le parole: "oltre all'assegno di rappresentanza
calcolato secondo le disposizioni dei commi 1 e 2 ed" sono soppresse;
3) al comma 5, le parole: "e dell'assegno per oneri di
rappresentanza stabiliti per il posto assunto in reggenza" sono
soppresse;
d) all'articolo 204, primo comma, le parole: "ed un assegno per
oneri di rappresentanza determinato secondo i criteri di cui
all'articolo 171-bis" sono soppresse;
e) l'articolo 171-bis, l'articolo 185, comma 1, e l'articolo 188
sono abrogati.
2. La dotazione del fondo di cui all'articolo 53-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, introdotto dal
comma 1, lettera b), del presente articolo, e' fissata in euro 15
milioni per l'anno 2015 e in euro 13 milioni a decorrere dall'anno
2016. A tale onere si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa relativa alle indennita' di cui
all'articolo 171 del decreto del Presidente della Repubblica 5
gennaio 1967, n. 18.
3. Il contingente di cui all'articolo 152 del decreto del
Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, e' rideterminato
in 2.600 unita' per l'anno 2015, 2.650 unita' per l'anno 2016 e 2.700
unita' a decorrere dall'anno 2017, comprensive dei contingenti di cui
all'articolo 1, comma 1317, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
all'articolo 14, comma 2, della legge 27 dicembre 2007, n. 246, e
all'articolo 41-bis, comma 4, del decreto-legge 22 giugno 2012, n.
83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
Al relativo onere, valutato in euro 2.176.000 per l'anno 2015, euro
3.851.520 per l'anno 2016 ed euro 6.056.064 a decorrere dall'anno
2017, si provvede mediante riduzione dell'autorizzazione di spesa
relativa alle indennita' di cui all'articolo 171 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 18 del 1967, con conseguenti
soppressioni di posti di organico di cui all'articolo 32 del medesimo
decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967.
4. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre
2009, n. 196, il Ministro degli affari esteri provvede al
monitoraggio degli oneri di cui al comma 3 e riferisce in merito al
Ministro dell'economia e delle finanze. Nel caso si verifichino o
siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni
di cui al comma 3, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito
il Ministro degli affari esteri, provvede, con proprio decreto, alla
riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del
maggior onere risultante dall'attivita' di monitoraggio, delle
dotazioni finanziarie di parte corrente di cui all'autorizzazione di
spesa di cui all'articolo 171 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 18 del 1967. Il Ministro dell'economia e delle finanze
riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito
alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure di cui al
secondo periodo.
5. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio».
All'articolo 17:
il comma 2 e' sostituito dal seguente:
«2. Per l'anno 2014, gli stanziamenti iscritti in bilancio per le
spese di funzionamento della Corte dei conti, del Consiglio di Stato
e dei tribunali amministrativi regionali, del Consiglio superiore
della magistratura e del Consiglio di giustizia amministrativa per la
Regione siciliana sono ridotti, complessivamente, di euro 5.305.000»;
dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
«2-bis. Le riduzioni di spesa di cui ai commi 1 e 2 sono
ripartite tra i vari soggetti in misura proporzionale al rispettivo
onere a carico della finanza pubblica per l'anno 2013»;
al comma 3 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Per il
medesimo anno 2014, il CNEL provvede entro il 15 luglio 2014 a
versare all'entrata del bilancio dello Stato ulteriori risorse
finanziarie pari a 18.249.842 euro, anche al fine di conseguire, per
l'importo di 195.000 euro, risparmi sulla gestione corrente».
All'articolo 19:
al comma 1 e' premesso il seguente:
«01. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 13 e' abrogato;
b) al comma 14 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"Restano a carico della provincia gli oneri connessi con le attivita'
in materia di status degli amministratori, relativi ai permessi
retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed assicurativi
di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico";
c) al comma 24 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"Restano a carico della citta' metropolitana gli oneri connessi con
le attivita' in materia di status degli amministratori, relativi ai
permessi retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali ed
assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico";
d) al comma 136 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ai
fini del rispetto dell'invarianza di spesa, sono esclusi dal computo
degli oneri connessi con le attivita' in materia di status degli
amministratori quelli relativi ai permessi retribuiti, agli oneri
previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli 80
e 86 del testo unico"»;
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 235, comma 1, le parole: "sono rieleggibili per
una sola volta" sono sostituite dalle seguenti: "i suoi componenti
non possono svolgere l'incarico per piu' di due volte nello stesso
ente locale";
b) all'articolo 235, comma 3, lettera b), dopo la parola:
"volontarie" sono aggiunte le seguenti: "da comunicare con preavviso
di almeno quarantacinque giorni e che non sono soggette ad
accettazione da parte dell'ente";
c) all'articolo 241, dopo il comma 6 e' inserito il seguente:
"6-bis. L'importo annuo del rimborso delle spese di viaggio e per
vitto e alloggio, ove dovuto, ai componenti dell'organo di revisione
non puo' essere superiore al 50 per cento del compenso annuo
attribuito ai componenti stessi, al netto degli oneri fiscali e
contributivi"».
Dopo l'articolo 19 e' inserito il seguente:
«Art. 19-bis. - (Riduzione delle spese per il Consiglio generale
degli italiani all'estero). - 1. A decorrere dal primo rinnovo del
Consiglio generale degli italiani all'estero successivo alla data di
entrata in vigore del presente decreto, alla legge 6 novembre 1989,
n. 368, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 4:
1) al comma 1, le parole: "novantaquattro", "sessantacinque»" e
"ventinove" sono sostituite rispettivamente dalle seguenti:
"sessantatre", "quarantatre" e "venti";
2) al comma 2, la parola: "sessantacinque" e' soppressa;
3) al comma 5, la parola: "ventinove" e' soppressa e le parole:
"dieci", "sette" e "nove" sono sostituite rispettivamente dalle
seguenti: "sette", "quattro" e "sei";
b) all'articolo 8, comma 1, le parole: "due volte" sono
sostituite dalle seguenti: "una volta";
c) all'articolo 8-bis, comma 1, lettera c), dopo le parole:
"continentali e" le parole: "due volte" sono soppresse;
d) all'articolo 9:
1) al comma 1, la parola: "ventinove" e' soppressa e le parole:
"due membri eletti" e "tre membri" sono sostituite rispettivamente
dalle seguenti: "un membro eletto" e "un membro";
2) al comma 2, le parole: "sei nomi" e "quattro nomi" sono
sostituite rispettivamente dalle seguenti: "due nomi" e "due nomi";
3) al comma 3, le parole: "due volte" sono sostituite dalle
seguenti: "una volta";
e) all'articolo 12, comma 1, terzo periodo, sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: "ne' ai membri di cui all'articolo 4, comma
5";
f) all'articolo 15:
1) al comma 1, la parola: "sessantacinque" e' soppressa;
2) al comma 3, la parola: "ventinove" e' soppressa;
g) all'articolo 17, comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: ", ripartendo i membri di cui all'articolo 4, comma 2, tra i
Paesi in cui sono presenti le maggiori collettivita' italiane, in
proporzione al numero di cittadini italiani residenti al 31 dicembre
dell'anno precedente, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti
resti"».
All'articolo 20:
al comma 7, le parole: «La presente disposizione» sono sostituite
dalle seguenti: «Il presente articolo» e dopo le parole: «del
capitale» sono aggiunte le seguenti: «e alle loro controllate,
nonche' a Consip S.p.A. e agli altri soggetti aggregatori di cui ai
commi 1 e 2 dell'articolo 9. Alle finalita' di cui al presente
articolo, la RAI S.p.A, concorre secondo quanto stabilito
dall'articolo 21»;
e' aggiunto, in fine, il seguente comma:
«7-bis. Ferme restando le modalita' di determinazione
dell'importo da distribuire e di versamento dello stesso previste ai
commi 3 e 4, in caso di incremento del valore della produzione almeno
pari al 10 per cento rispetto all'anno 2013, le societa' di cui al
comma 1 possono realizzare gli obiettivi del presente articolo con
modalita' alternative, purche' tali da determinare un miglioramento
del risultato operativo».
Dopo l'articolo 20 e' inserito il seguente:
«Art. 20-bis. - (Disposizioni in materia di cessioni di
partecipazioni). - 1. All'articolo 3, comma 29, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"L'obbligo di cessione di cui al presente comma non si applica alle
aziende termali le cui partecipazioni azionarie o le attivita', i
beni, il personale, i patrimoni, i marchi e le pertinenze sono state
trasferite a titolo gratuito alle regioni a statuto speciale e alle
province autonome di Trento e di Bolzano nel cui territorio sono
ubicati gli stabilimenti termali, ai sensi dell'articolo 22, commi da
1 a 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59"».
All'articolo 21:
al comma 1:
la lettera a) e' sostituita dalla seguente:
«a) al comma 2, la lettera p) e' sostituita dalla seguente:
"p) l'informazione pubblica a livello nazionale e quella a
livello regionale attraverso la presenza in ciascuna regione e
provincia autonoma di proprie redazioni e strutture adeguate alle
specifiche produzioni, nel rispetto di quanto previsto alla lettera
f)"»;
dopo la lettera b) e' aggiunta la seguente:
«b-bis) dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:
"3-bis. Le sedi che garantiscono il servizio di cui al comma 2,
lettera f), mantengono la loro autonomia finanziaria e contabile in
relazione all'adempimento degli obblighi di pubblico servizio
affidati alle stesse e fungono anche da centro di produzione
decentrato per le esigenze di promozione delle culture e degli
strumenti linguistici locali.
3-ter. Con la convenzione stipulata tra la societa'
concessionaria e la provincia autonoma di Bolzano sono individuati i
diritti e gli obblighi relativi, in particolare i tempi e gli orari
delle trasmissioni radiofoniche e televisive. Per garantire la
trasparenza e la responsabilita' nell'utilizzo del finanziamento
pubblico provinciale, dei costi di esercizio per il servizio in
lingua tedesca e ladina e' data rappresentazione in apposito centro
di costo del bilancio della societa' concessionaria. Le spese per la
sede di Bolzano sono assunte dalla provincia autonoma di Bolzano,
tenendo conto dei proventi del canone di cui all'articolo 18.
L'assunzione degli oneri per l'esercizio delle funzioni relative alla
sede di Bolzano avviene mediante le risorse individuate dall'articolo
79, comma 1, lettera c), del testo unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, nell'importo non
superiore ad euro 10.313.000 annui. Gli eventuali ulteriori oneri
derivanti dalla predetta convenzione rimangono esclusivamente a
carico del bilancio della provincia autonoma di Bolzano"»;
al comma 3, il primo periodo e' sostituito dal seguente: «Ai fini
dell'efficientamento, della razionalizzazione e del riassetto
industriale nell'ambito delle partecipazioni detenute dalla RAI
S.p.A., la Societa' puo' procedere alla cessione sul mercato, secondo
modalita' trasparenti e non discriminatorie, di quote di Rai Way,
garantendo la continuita' del servizio erogato» e, al secondo
periodo, le parole: «In caso di cessione di partecipazioni
strategiche che determini la perdita del controllo,» sono soppresse;
dopo il comma 4 e' aggiunto il seguente:
«4-bis. All'articolo 45, comma 2, lettera e), del testo unico di
cui al decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, le parole: "la
costituzione di una societa' per" sono soppresse».
All'articolo 22:
al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Le
disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal periodo
di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e di esse
si tiene conto ai fini della determinazione dell'acconto delle
imposte sui redditi dovute per il predetto periodo d'imposta»;
dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. Limitatamente all'anno 2014, ferme restando le
disposizioni tributarie in materia di accisa, la produzione e la
cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili
agroforestali, sino a 2.400.000 kWh anno, e fotovoltaiche, sino a
260.000 kWh anno, nonche' di carburanti ottenuti da produzioni
vegetali provenienti prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici
derivanti da prodotti agricoli provenienti prevalentemente dal fondo
effettuate dagli imprenditori agricoli, costituiscono attivita'
connesse ai sensi dell'articolo 2135, terzo comma, del codice civile
e si considerano produttive di reddito agrario. Per la produzione di
energia, oltre i limiti suddetti, il reddito delle persone fisiche,
delle societa' semplici e degli altri soggetti di cui all'articolo 1,
comma 1093, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' determinato, ai
fini IRPEF ed IRES, applicando all'ammontare dei corrispettivi delle
operazioni soggette a registrazione agli effetti dell'imposta sul
valore aggiunto, relativamente alla componente riconducibile alla
valorizzazione dell'energia ceduta, con esclusione della quota
incentivo, il coefficiente di redditivita' del 25 per cento, fatta
salva l'opzione per la determinazione del reddito nei modi ordinari,
previa comunicazione all'ufficio secondo le modalita' previste dal
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 10
novembre 1997, n. 442. Le disposizioni del presente comma si
applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in
corso al 31 dicembre 2013 e di esse si tiene conto ai fini della
determinazione dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'imposta
regionale sulle attivita' produttive dovute per il predetto periodo
d'imposta»;
al comma 2, capoverso 5-bis, la parola: «eventualmente» e'
soppressa, le parole: «e gli altri ed in maniera tale da ottenere»
sono sostituite dalle seguenti: «e gli altri. Ai terreni a immutabile
destinazione agro-silvo-pastorale a proprieta' collettiva
indivisibile e inusucapibile che, in base al predetto decreto, non
ricadano in zone montane o di collina, e' riconosciuta l'esenzione
dall'IMU. Dalle disposizioni di cui al presente comma deve derivare»
ed e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Con apposito decreto
del Ministero dell'interno, di concerto con il Ministero
dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalita' per la
compensazione del minor gettito in favore dei comuni nei quali
ricadono terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a
proprieta' collettiva indivisibile e inusucapibile non situati in
zone montane o di collina, ai quali e' riconosciuta l'esenzione
dall'IMU»;
dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:
«2-bis. I decreti di cui all'articolo 4, comma 5-bis, primo e
ultimo periodo, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, convertito,
con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44, come sostituito
dal comma 2 del presente articolo, sono adottati entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto».
Nel Capo III del Titolo II, dopo l'articolo 22 e' aggiunto il
seguente:
«Art. 22-bis. - (Risorse destinate alle zone franche urbane). -
1. Per gli interventi in favore delle zone franche urbane di cui
all'articolo 37, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221,
delle ulteriori zone franche individuate dalla delibera CIPE n. 14
dell'8 maggio 2009, ricadenti nelle regioni non comprese
nell'obiettivo "Convergenza" e della zona franca del comune di
Lampedusa, istituita dall'articolo 23, comma 45, del decreto-legge 6
luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
luglio 2011, n. 111, e' autorizzata la spesa di 75 milioni di euro
per il 2015 e di 100 milioni di euro per il 2016.
2. Le risorse di cui al comma 1 sono ripartite tra le zone
franche urbane, al netto degli eventuali costi necessari per
l'attuazione degli interventi, sulla base dei medesimi criteri di
riparto utilizzati nell'ambito della delibera CIPE n. 14 dell'8
maggio 2009. L'autorizzazione di spesa di cui al comma 1 costituisce
il limite annuale per la fruizione delle agevolazioni da parte delle
imprese beneficiarie. Le regioni interessate possono destinare, a
integrazione delle risorse di cui al comma 1, proprie risorse per il
finanziamento delle agevolazioni di cui al presente articolo, anche
rivenienti, per le zone franche dell'obiettivo "Convergenza", da
eventuali riprogrammazioni degli interventi del Piano di azione
coesione.
3. Per l'attuazione degli interventi di cui al comma 1 si
applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro dello
sviluppo economico 10 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 161 dell'11 luglio 2013, e successive modificazioni,
recante le condizioni, i limiti, le modalita' e i termini di
decorrenza e durata delle agevolazioni concesse ai sensi
dell'articolo 37 del citato decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179.
4. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui
al comma 1 si provvede mediante riduzione della quota nazionale del
Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, di cui
all'articolo 1, comma 6, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, per 75
milioni di euro per il 2015 e 100 milioni di euro per il 2016».
All'articolo 23:
al comma 1, alinea, le parole: «entro il 31 ottobre 2014,
predispone un programma di razionalizzazione» sono sostituite dalle
seguenti: «entro il 31 luglio 2014 predispone, anche ai fini di una
loro valorizzazione industriale, un programma di razionalizzazione»;
dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente:
«1-bis. Il programma di cui al comma 1 e' reso operativo e
vincolante per gli enti locali, anche ai fini di una sua traduzione
nel patto di stabilita' e crescita interno, nel disegno di legge di
stabilita' per il 2015».
All'articolo 24:
al comma 2, lettera b), capoverso 222-quater, secondo periodo,
dopo le parole: «i presidi territoriali di pubblica sicurezza» sono
inserite le seguenti: «e quelli destinati al soccorso pubblico»;
dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. L'articolo 2-bis del decreto-legge 15 ottobre 2013, n.
120, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 dicembre 2013, n.
137, e' sostituito dal seguente:
"Art. 2-bis. - (Facolta' di recesso delle pubbliche
amministrazioni da contratti di locazione). - 1. Anche ai fini della
realizzazione degli obiettivi di contenimento della spesa di cui agli
articoli 2, comma 5, e 3, comma 1, le amministrazioni individuate ai
sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
e gli organi costituzionali nell'ambito della propria autonomia,
possono comunicare, entro il 31 luglio 2014, il preavviso di recesso
dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata
in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il recesso
e' perfezionato decorsi centottanta giorni dal preavviso, anche in
deroga ad eventuali clausole che lo limitino o lo escludano".
2-ter. All'articolo 1, comma 389, della legge 27 [ . . . ]

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