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Scheda Normativa

Legge dello Stato 20/11/2017 n. 168

(Gazzetta ufficiale 28/11/2017 n. 278)

Norme in materia di domini collettivi

Vigente al: 13-12-2017


La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA


Promulga

la seguente legge:
Art. 1


Riconoscimento dei domini collettivi

1. In attuazione degli articoli 2, 9, 42, secondo comma, e 43 della
Costituzione, la Repubblica riconosce i domini collettivi, comunque
denominati, come ordinamento giuridico primario delle comunita'
originarie:
a) soggetto alla Costituzione;
b) dotato di capacita' di autonormazione, sia per
l'amministrazione soggettiva e oggettiva, sia per l'amministrazione
vincolata e discrezionale;
c) dotato di capacita' di gestione del patrimonio naturale,
economico e culturale, che fa capo alla base territoriale della
proprieta' collettiva, considerato come comproprieta'
inter-generazionale;
d) caratterizzato dall'esistenza di una collettivita' i cui
membri hanno in proprieta' terreni ed insieme esercitano piu' o meno
estesi diritti di godimento, individualmente o collettivamente, su
terreni che il comune amministra o la comunita' da esso distinta ha
in proprieta' pubblica o collettiva.
2. Gli enti esponenziali delle collettivita' titolari dei diritti
di uso civico e della proprieta' collettiva hanno personalita'
giuridica di diritto privato ed autonomia statutaria.
Art. 2


Competenza dello Stato

1. La Repubblica tutela e valorizza i beni di collettivo godimento,
in quanto:
a) elementi fondamentali per la vita e lo sviluppo delle
collettivita' locali;
b) strumenti primari per assicurare la conservazione e la
valorizzazione del patrimonio naturale nazionale;
c) componenti stabili del sistema ambientale;
d) basi territoriali di istituzioni storiche di salvaguardia del
patrimonio culturale e naturale;
e) strutture eco-paesistiche del paesaggio agro-silvo-pastorale
nazionale;
f) fonte di risorse rinnovabili da valorizzare ed utilizzare a
beneficio delle collettivita' locali degli aventi diritto.
2. La Repubblica riconosce e tutela i diritti dei cittadini di uso
e di gestione dei beni di collettivo godimento preesistenti allo
Stato italiano. Le comunioni familiari vigenti nei territori montani
continuano a godere e ad amministrare loro beni in conformita' dei
rispettivi statuti e consuetudini, riconosciuti dal diritto
anteriore.
3. Il diritto sulle terre di collettivo godimento si caratterizza
quando si verificano le seguenti situazioni:
a) avere normalmente, e non eccezionalmente, ad oggetto utilita'
del fondo consistenti in uno sfruttamento di esso;
b) essere riservato ai componenti della comunita', salvo diversa
decisione dell'ente collettivo.
4. I beni di proprieta' collettiva e i beni gravati da diritti di
uso civico sono amministrati dagli enti esponenziali delle
collettivita' titolari. In mancanza di tali enti i predetti beni sono
gestiti dai comuni con amministrazione separata. Resta nella facolta'
delle popolazioni interessate costituire i comitati per
l'amministrazione separata dei beni di uso civico frazionali, ai
sensi della legge 17 aprile 1957, n. 278.
5. I principi della presente legge si applicano alle regioni a
statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano in
conformita' ai rispettivi statuti e alle relative norme di
attuazione.
Art. 3


Beni collettivi

1. Sono beni collettivi:
a) le terre di originaria proprieta' collettiva della generalita'
degli abitanti del territorio di un comune o di una frazione,
imputate o possedute da comuni, frazioni od associazioni agrarie
comunque denominate;
b) le terre, con le costruzioni di pertinenza, assegnate in
proprieta' collettiva agli abitanti di un comune o di una frazione, a
seguito della liquidazione dei diritti di uso civico e di qualsiasi
altro diritto di promiscuo godimento esercitato su terre di soggetti
pubblici e privati;
c) le terre derivanti: da scioglimento delle promiscuita' di cui
all'articolo 8 della legge 16 giugno 1927, n. 1766; da conciliazioni
nelle materie regolate dalla predetta legge n. 1766 del 1927; dallo
scioglimento di associazioni agrarie; dall'acquisto di terre ai sensi
dell'articolo 22 della medesima legge n. 1766 del 1927 e
dell'articolo 9 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102; da operazioni e
provvedimenti di liquidazione o da estinzione di usi civici; da
permuta o da donazione;
d) le terre di proprieta' di soggetti pubblici o privati, sulle
quali i residenti del comune o della frazione esercitano usi civici
non ancora liquidati;
e) le terre collettive comunque denominate, appartenenti a
famiglie discendenti dagli antichi originari del luogo, nonche' le
terre collettive disciplinate dagli articoli 34 della legge 25 luglio
1952, n. 991, 10 e 11 della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, e 3 della
legge 31 gennaio 1994, n. 97;
f) i corpi idrici sui quali i residenti del comune o della
frazione esercitano usi civici.
2. I beni di cui al comma 1, lettere a), b), c), e) e f),
costituiscono il patrimonio antico dell'ente collettivo, detto anche
patrimonio civico o demanio civico.
3. Il regime giuridico dei beni di cui al comma 1 resta quello
dell'inalienabilita', dell'indivisibilita', dell'inusucapibilita' e
della perpetua destinazione agro-silvo-pastorale.
4. Limitatamente alle proprieta' collettive di cui all'articolo 3
della legge 31 gennaio 1994, n. 97, e' fatto salvo quanto previsto
dall'articolo 11, terzo comma, della legge 3 dicembre 1971, n. 1102.
5. L'utilizzazione del demanio civico avviene in conformita' alla
sua destinazione e secondo le [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
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