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Delibera/zione 04/11/ 2013 n. 2015

Regione Veneto - L.R. 7 settembre 1982, n. 44, "Norme per la disciplina dell'attività di cava" e s.m.i.. Adozione del Piano Regionale delle Attività di Cava (PRAC)

Legge regionale 07/09/1982 n. 44

Regione Veneto - Norme per la disciplina dell’attività di cava

Art. 1 - (Finalità, oggetto della legge e deleghe).

A norma degli artt. 117 e 118 della Costituzione della Repubblica e in attuazione dell’art. 62 del dpr 24 luglio 1977, n. 616, la Regione del Veneto disciplina con la presente legge la ricerca e l’attività di cava nel proprio territorio al fine di conseguire un corretto uso delle risorse, nel quadro di una rigorosa salvaguardia dell’ambiente nelle sue componenti fisiche, pedologiche, paesaggistiche, monumentali e della massima conservazione della superficie agraria utilizzabile a fini produttivi.
La Regione provvede a tale disciplina mediante un ordinamento che valorizzi il ruolo degli enti locali in ordine al proprio territorio, in armonia con gli strumenti della pianificazione regionale.

La Regione, considerando che i materiali di cava costituiscono risorse non riproducibili, promuove e favorisce sia la ricerca e la sperimentazione di materiali alternativi che quella di tecniche e metodi di utilizzo atti a conseguire il massimo risparmio complessivo soprattutto per i materiali di maggior impatto territoriale o disponibili in riserve più limitate.
In attuazione di quanto disposto dagli artt. 48 e 55 dello Statuto, sono delegate alle Province le funzioni amministrative relative all’attività di cava nei limiti e con le modalità previste dalla presente legge. Al fine di assicurare l’uniformità nell’esercizio delle funzioni delegate, le Province sono tenute all’osservanza delle direttive e degli indirizzi emanati in materia dalla Giunta regionale.
Sono, altresì, sub - delegate alle Province le funzioni autorizzatorie previste dalle leggi 29 giugno 1939, n. 1497 e 29 novembre 1971, n. 1097, relativamente all’attività di cava nelle zone protette ai sensi delle predette leggi. La sub - delega è esercitata in conformità delle direttive statali e regionali emanate in materia, fermi restando i vincoli disposti dalle predette leggi.
In particolare sono mantenuti il divieto di apertura di nuove cave e di ripresa dell’esercizio di cave inattive e i limiti relativi alla continuazione delle attività estrattive in corso alla data di entrata in vigore della legge 29 novembre 1971, n. 1097.
In caso di accertato e persistente inadempimento, fatto salvo l’esercizio del controllo sostitutivo, la Giunta regionale promuove l’adozione del provvedimento di revoca della delega o della sub - delega.



Art. 2 - (Attività di cava).

Ai fini dell’applicazione delle norme contenute nella presente legge, costituiscono attività di cava i lavori di coltivazione dei giacimenti formati da materiali classificati di seconda categoria, ai sensi del terzo comma dell’art. 2 del rd 29 luglio 1927, n. 1443, industrialmente utilizzabili.
I lavori effettuati nel terreno ove è in corso la costruzione di opere pubbliche e private appartengono ai movimenti di terra e non sono soggetti alla presente normativa.
Non sono parimenti soggetti a essa gli altri movimenti di terra e in particolare i miglioramenti fondiari che avvengono senza utilizzazione dei materiali a scopo industriale ed edilizio o per opere stradali o idrauliche.
Qualora le attività di cui al precedente comma avvengano per gli scopi ivi individuati, anche se secondari, acquistano il carattere di attività di cava e vengono assoggettate alle norme della presente legge. L'acquisizione del carattere di attività di cava riguarda esclusivamente l'individuazione, ai fini programmatori, della natura e della quantità di materiale assimilabile a quello di cava. In ogni caso è fatto divieto di autorizzare miglioramenti fondiari con utilizzazione del materiale di risulta superiore a mc. 5.000 per ettaro. (6)

Non può considerarsi attività di cava l’escavazione di materiali litoidi dagli alvei e dalle zone golenali dei corsi d' acqua e dalle spiagge e fondali lacuali la cui regolamentazione spetta esclusivamente all’autorità idraulica competente che provvede al rilascio delle autorizzazioni o concessioni, nonchè alla vigilanza e a quanto altro di competenza, nel rispetto del buon governo idraulico dei corsi d' acqua stessi.
Non possono, infine, considerarsi attività di cava i lavori connessi alla sola gestione delle discariche controllate, autorizzate in base alla normativa regionale vigente.



Art. 3 - (Classificazione dei materiali di cava).

I materiali di cava, ai quali si riferisce la presente legge, sono classificati in due gruppi formati in base al differente grado di utilizzazione del territorio conseguente all’esercizio dell’attività di escavazione:
a) Gruppo “A” costituito dai materiali la cui estrazione comporta un elevato grado di utilizzazione del territorio:
- sabbie e ghiaie;
- calcari per cemento;
b) Gruppo “B” costituito dai materiali la cui estrazione comporta un minor grado di utilizzazione del territorio:
- argille per laterizi;
- calcari e trachite da taglio e lucidabili, marmo, quarzo, quarzite, pietre molari;
- calcari per calce, calcari per granulati, per costruzioni, per industria, per marmorino;
- basalti;
- argilla ferrifera e materiali vulcanici;
- terre coloranti;
- sabbie silicee e terra da fonderia;
- gesso;
- torba;
- materiale detritico;
- ogni altro materiale rinvenibile sotto qualsiasi forma di deposito naturale appartenente alla seconda categoria di cui all’articolo 2 del regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443. (7)

Ai fini della presente legge si intende che l’attività di cava dei materiali di cui alla lettera b) del presente articolo dia luogo a un elevato grado di utilizzazione del territorio quando comporti l’utilizzazione di superfici e di volumi escavati tali da determinare modifiche rilevanti all’assetto del territorio, del paesaggio naturale e della superficie agraria anche sotto l’aspetto produttivo.




Titolo II
Pianificazione della attività di cava



Art. 4 - (Strumenti di pianificazione).

L’estrazione di materiali di cava di cui all’articolo 3, è disciplinata dai seguenti strumenti:
a) Piano regionale dell’attività di cava (Prac);
b) Piano provinciale dell’attività di cava (Ppac);
c) Programma provinciale di escavazione (Ppe);
d) Progetto di coltivazione.
L’asportazione di materiali litoidi dagli alvei e dalle zone golenali dei corsi d' acqua e dalle spiagge e fondali lacuali di competenza regionale è regolamentata dai programmi di sistemazione idraulica e dal piano di asportazione di tali materiali da redigere per tratti significativi di corsi d' acqua o per bacini, ai sensi della legge regionale 27 aprile 1979, n. 32 . (8)

Il Prac recepisce i quantitativi di materiali litoidi da asportare dagli alvei e zone golenali dei corsi d' acqua e dalle spiagge e fondali lacuali di competenza regionale e quelli provenienti da medesimi ambiti di competenza statale, come comunicati dalle competenti autorità.



Art. 5 - (Finalità e contenuti del Piano regionale dell’attività di cava).

Il Prac è strumento generale della pianificazione di settore. Esso ha come obiettivo la valorizzazione di risorse naturali in coerenza con gli scopi della programmazione economica e della pianificazione territoriale, con le esigenze di salvaguardia del territorio e dell’ambiente e con la necessità di tutela del lavoro e delle imprese.
Il Prac definisce e contiene:
a) le aree favorevolmente indiziate dalla presenza di giacimenti suscettibili di coltivazione per i materiali di gruppo A, indicati nel precedente art. 3, individuati sulla base di ricerche geologiche, pedologiche e idrologiche, e, all’interno di queste, gli insiemi e [ . . . ]

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